“Il gattopardo”: l’ambasciatrice Zappia all’anteprima a Washington della nuova serie Netflix

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Organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Washington in collaborazione con Netflix, si è tenuta ieri sera a Washington, presso la sede della “Motion Picture Association”, l’anteprima negli Stati Uniti della nuova serie “Il Gattopardo”, disponibile sulla piattaforma a partire da oggi. Durante la serata è stato proiettato il primo episodio nella versione originale in lingua italiana, sottotitolata, per marcare la forte impronta italiana della serie.
L’ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, ha sottolineato come “l’interesse che il romanzo di Tomasi di Lampedusa continua a suscitare anche qui negli Stati Uniti, a oltre sessant’anni di distanza dalla sua pubblicazione, è segno dell’attualità dei temi trattati nel Gattopardo e del fascino che esercita la Sicilia oltreoceano: ci auguriamo che sempre più americani, anche grazie alla nuova serie di Netflix, si interessino alla storia e alla cultura ineguagliabile del nostro Paese e scelgano di visitare le nostre isole, alla scoperta anche delle tantissime bellezze di cui i nostri territori sono ricchi”.
In apertura, il videomessaggio degli attori Benedetta Porcaroli, Deva Cassel e Saul Nanni, che hanno salutato il pubblico da Roma, dove hanno presentato l’anteprima al Teatro dell’Opera, alla presenza del ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Oltre all’ambasciatrice Zappia, sono intervenuti Bela Bajaria, responsabile dei contenuti di Netflix a livello globale, e Charles Rivkin, presidente della “Motion Picture Association”, l’associazione che riunisce i più importanti studi cinematografici americani, tra cui Netflix. In particolare, Bajaria ha evidenziato come “Il Gattopardo” rappresenti per il colosso mondiale dello streaming un importante investimento fatto in Italia, dove la nuova serie è stata interamente realizzata.
L’evento ha visto la partecipazione di numerosi e importanti ospiti, segno dell’interesse del pubblico americano per la nuova serie di Netflix e per la storia resa celebre dal capolavoro di Luchino Visconti del 1963. (aise)




È morta Eleonora Giorgi: una carriera tra cinema e tv, sempre con il sorriso “nonostante tutto”

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eleonora giorgi 1024x576Non sono spaventata: ho avuto molta più paura di vivere. La vita a volte è crudele”. Così Eleonora Giorgi aveva raccontato al Corriere della Sera lo spettro della morte. Un pensiero inevitabile in questo ultimo anno e mezzo di cure contro il cancro al pancreas. L’attrice si è spenta a Roma, nella sua città, all’età di 71 anni. Era ricoverata nella clinica Paideia dove stava seguendo la terapia del dolore per l’aggravarsi delle sue condizioni. Di origini austro-ungariche e inglesi, era nata nella Capitale il 21 ottobre 1953.

GLI INIZI CON FELLINI E LA COMMEDIA SEXY ALL’ITALIANA

Attrice, regista, conduttrice tv, persino cantante e ballerina: la carriera di Eleonora Giorgi ha radici lunghe e tocca più di una sfumatura artistica. Dopo essere apparsa nel film di Federico Fellini “Roma”, esordisce nel 1973 in “Storia di una monaca di clausura” diretta da Domenico Paolella e insieme a Catherine Spaak. L’anno dopo è accanto a Gabriele Ferzetti e Ornella Muti in “Appassionata” di Gianluigi Calderone. L’inizio con la commedia sexy all’italiana le vale, nello stesso anno, la copertina sull’edizione italiana di Playboy.

LA PARENTESI DRAMMATICA E IL RITORNO ALLA COMMEDIA

Poi arriva il salto nelle pellicole drammatiche: “L’Agnese va a morire” (1976), “Cuore di cane” (1976), “Una spirale di nebbia” (1977), “Un uomo in ginocchio” (1979) e “Dimenticare Venezia” (1979). Gli Anni 80 sono ancora quelli della commedia. Recita accanto a Renato Pozzetto in “Mia moglie è una strega” (1980), con Carlo Verdone in “Borotalco” (1982). Per questa interpretazione ottiene un David di Donatello. Tra i film da citare, inoltre, ci sono “Mani di velluto” (1979) con Johnny Dorelli e Adriano Celentano e “Grand Hotel Excelsior” (1982) con Adriano Celentano, Enrico Montesano e Carlo Verdone. E ancora “Mani di fata” (1983), “Sapore di mare 2 – Un anno dopo” (1983), “Vediamoci chiaro” (1984) e “Compagni di scuola” (1988).

MUSICA, RADIO E TV. E POI LA REGIA

Nel 1980 incide il brano “Magic” per la colonna sonora del film “Mia moglie è una strega”. Nel 1981 è la volta di un 45 giri scritto da Cristiano Malgioglio, Pino Presti e Corrado Castellari: “Quale appuntamento/Messaggio personale”.

Eleonora ha lavorato anche in radio e in televisione. Nell’1983 prende parte a “Un disco per l’estate” e successivamente a due edizioni di “Sotto le stelle”. Partecipa a progetti come “Morte di una strega”, “Lo zio d’America”, “I Cesaroni”. In tv la si vedrà anche a “Ballando con le stelle 13” nel 2018 e nello stesso anno al “Grande Fratello Vip 3”. Nel 2022 a “Il cantante mascherato”.

Nel 2003 esordisce nella regia con “Uomini & donne, amori & bugie”. Nel 2009 dirige “L’ultima estate”, da lei anche prodotto insieme al secondo ex marito Massimo Ciavarro.

DUE MATRIMONI, DUE FIGLI: UNA FAMIGLIA PIENA DI AMORE

Eleonora Giorgi è, però, anche stata mamma di quei due figli che più volte ha ringraziato per il sostegno nell’ultimo periodo e senza i quali, forse, non avrebbe percorso la via delle cure. “Quando ho capito la gravità ho detto ai miei figli che non volevo accanimenti terapeutici: Paolo mi ha fissato sconvolto. Senza di loro forse avrei rinunciato: dopo la prima chemio ho passato una notte abbracciata al water”, ha detto la stessa attrice al Corriere della Sera. Quei figli sono Andrea Rizzoli e Paolo Ciavarro, avuti da due diversi matrimoni.

Il primo con Angelo Rizzoli, sposato nel 1979. L’anno dopo è nato Andrea che ha pubblicato a gennaio 2025 il libro dedicato alla madre e intitolato “Non ci sono buone notizie. L’anno più bello di mia madre, nonostante tutto”. La coppia si separa nel 1984 quando l’editore viene travolto dallo scandalo P2 e arrestato. In seguito al divorzio, Giorgi si lega sentimentalmente a Massimo Ciavarro, conosciuto sul set di “Sapore di mare 2”. Nel 1991 nasce Paolo e nel 1993 la coppia convola a nozze. Matrimonio che dura fino al 1996, anche se l’attore non ha mai abbandonato l’ex. Anzi, durante la malattia, è stato presente e raccontato l’amicizia rimasta in programmi come Verissimo. Poi, fino al 2007, Eleonora è accanto allo scrittore Andrea De Carlo.

Nel 1974, Giorgi viene indagata per incauto affidamento, a causa delle morte del fidanzato 17enne Alessandro Momo. Il giovane attore perde la vita in un incidente alla guida di una Honda CB 750 Four che Giorgi gli aveva prestato. Il ragazzo non era ancora abilitato alla guida di maximoto.

LA MALATTIA

Nell’ultimo anno e mezzo l’abbiamo vista tanto in tv, a raccontare la sua malattia, mostrandosi anche senza i suoi biondissimi capelli. Sempre con il sorriso dalla notizia ricevuta a fine 2023. In un’intervista ai microfoni de I Lunatici, il programma di Rai Radio 2 con Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, aveva spiegato: “Sapete che non mi sono mai arrabbiata neanche una volta in questo anno e quattro mesi? Non mi è mai successo, manco di notte. Mi è successo di piangere di notte“. E nemmeno di chiedersi “Che cavolo, perché a me? Perché si e perché no?”. Eleonora non aveva dubbi: “Io sono fatalista, credo ad un ordine superiore delle cose e sono confortata dal potermici abbandonare“.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Disney+ porta in Italia ‘Alexander’, commedia familiare tra magia e Messico

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videodisneypuntohorLa piattaforma di streaming Disney+ si prepara ad arricchire il suo catalogo con una nuova commedia familiare. Il prossimo 28 marzo debutterà in esclusiva Alexander e il terribile, orribile, abominevole ma veramente bruttissimo viaggio, un’avventura che mescola elementi della tradizione messicana con le dinamiche di una moderna famiglia statunitense.

La trama ruota attorno all’undicenne Alexander, interpretato dal giovane talento emergente Thom Nemer, al suo debutto cinematografico. Il ragazzo, che si è sempre considerato perseguitato dalla sfortuna, si trova coinvolto in un’avventura inaspettata quando sua madre Val, una scrittrice di viaggi interpretata dalla rinomata Eva Longoria, organizza una vacanza di primavera a Città del Messico.

Il cast stellare include Jesse Garcia nel ruolo del padre Frank, Paulina Chávez, come la sorella adolescente Mia, e due veterani del cinema come Rose Portillo e Cheech Marin nei panni dei nonni Lidia e Gil. La famiglia decide di intraprendere questo viaggio a bordo di un lussuoso camper, ma le cose prendono una piega inaspettata quando scoprono un misterioso idolo antico che sembra portare con sé una maledizione.

La pellicola, diretta da Marvin Lemus e sceneggiata da Matt Lopez, si basa sul libro di Judith Viorst Alexander and the terrible, horrible, no Good, very bad day, ma ne espande l’universo narrativo introducendo elementi della ricca cultura messicana e tematiche legate ai legami familiari. La produzione vanta nomi di spicco come Shawn Levy, Dan Levine e Dan Cohen, mentre Eva Longoria, oltre al suo ruolo da protagonista, figura anche tra gli executive producer insieme a Emily Morris e Shelly Strong.

Il film si propone di esplorare temi universali come il superamento delle paure, l’importanza dell’unità familiare e la crescita personale, il tutto condito con elementi soprannaturali che rendono la narrazione ancora più avvincente. La storia mostra come una famiglia apparentemente disconnessa riesca a trovare la forza di collaborare per affrontare una situazione straordinaria, dovendo riportare l’idolo maledetto al suo legittimo posto.

Foto: hdblog.it

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Usa. A Seattle torna il Cineforum

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cineforum 725x353Dopo l’inaugurazione il 17 gennaio scorso, secondo appuntamento del nuovo Cineforum promosso a Seattle dal Comites San Francisco: venerdì 21 febbraio, alle ore 19:00, presso il SIFF Film Center di Seattle sarà presentato il film di Paolo GenoveseSupereroi”.
Una storia toccante e potente che esplora l’amore, la resilienza e i “superpoteri” che ci tengono uniti.
Ci vogliono i superpoteri per amare qualcuno per tutta la vita: Anna e Marco lo sanno bene. Lei è una fumettista impulsiva, nemica delle convenzioni; lui è un professore di fisica, convinto che ogni fenomeno abbia una sua spiegazione. A tenerli insieme è un’incognita che nessuna formula può rivelare o spiegare.
Una storia sentita e commovente su una coppia il cui amore è messo alla prova dagli imprevedibili colpi di scena della vita. Questo dramma romantico, che abbraccia oltre due decenni, esplora come il potere della connessione, della resilienza e dei “superpoteri” quotidiani della vita li aiutino a superare le sfide e a riscoprire speranza e forza.
L’evento è realizzato grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura e del Consolato Generale d’Italia a San Francisco. (aise)




Canada. “Paolo Vive”, il documentario al Centro Da Vinci di Montreal

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canada comites di montreal e giuristi italo canadesi del quebec paolo vive di debora scalzo il 19 marzo immagine10“Paolo Vive”: il documentario  della regista siciliana Debora Scalzo dedicato al Giudice Borsellino sarà proiettato il 19 marzo al Piccolo Teatro del  Centro Leonardo da Vinci di Saint-Léonard, Montréal, su iniziativa del Comites di Montréal e dei Giuristi Italo-Canadesi del Québec. Al Piccolo Teatro ci sarà anche la regista che con il documentario sul magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 parteciperà ai David di Donatello 2025 nella Sezione “Film Opere Prime – Esordio alla Regia”. La strage di Via D’Amelio del 1992 scosse profondamente Palermo e l’intera Italia, provocando la tragica morte del giudice Paolo Borsellino e della sua scorta. “Paolo Vive” (2024) intreccia con maestria l’instancabile ricerca della giustizia di Borsellino, rappresentato magistralmente da Bruno Torrisi, con le toccanti riflessioni di coloro che hanno condiviso il suo coraggioso viaggio, dall’agente di scorta sopravvissuto Antonio Vullo a Luciano Traina poliziotto che ha arrestato Giovanni Brusca e fratello di Claudio Traina, uomo della scorta di Paolo Borsellino vittima nella Strage di Via d’Amelio. Attraverso interviste intime, testimonianze inedite e filmati d’archivio, questo documentario non solo onora l’eredità duratura del magistrato, ma funge anche da grido di battaglia per una nuova generazione, esortandola ad abbracciare i suoi valori di integrità e coraggio. “Paolo vive” è un potente invito a continuare la lotta contro la minaccia mafiosa, mantenendo viva la memoria di un uomo che ha sacrificato la propria vita per il bene comune. Perché la vera Sicilia è Paolo Borsellino. Film opera prima ai David di Donatello 2025. La regista Debora Scalzo, scrittrice di successo di libri dedicati alle forze dell’ordine, sceneggiatrice di importanti film antimafia, ha debuttato alla regia l’anno scorso con Paolo Vive, in concorso ai Premi David di Donatello 2025, tra i «Film opere prime  – Esordio alla regia». Nipote di nonno Lorenzo, poliziotto che negli anni più cruenti della criminalità organizzata in Sicilia ha scortato vari magistrati antimafia tra cui il giudice Cesare Terranova, Debora Scalzo  ha dichiarato: “Essere in concorso ai David di Donatello è un onore immenso. Un grande traguardo raggiunto con tanti sacrifici, sono felicissima di poter divulgare l’educazione alla legalità attraverso i miei progetti cinematografici. Felice di aver debuttato con un grande attore come Bruno Torrisi. Paolo Vive è un docufilm diverso dai soliti documentari, poiché ho voluto dare ampio spazio alle personalità che hanno vissuto gli anni delle Stragi, raccontando ciò che in passato è sempre stato tagliato, io non ho tagliato nulla, ho voluto raccontare la verità scomoda e ne vado orgogliosa”. Il 19 marzo a Montréal. Il 10 e 11 febbraio, Paolo Vive è uscito nel Granducato del Lussemburgo, con la regista ospite in Ambasciata per dialogare col pubblico. Poi è stata volta del Principato di Monaco, Belgio, Olanda, Inghilterra, Svizzera, Brasile e Argentina. A marzo Paolo Vive uscirà anche da questa parte dell’oceano: New York, Washington, Los Angeles, Vancouver e Montréal. Su iniziativa dell’Associazione dei Giuristi Italo-Canadesi del Québec (AGICQ) e del Comitato degli Italiani all’estero (Com.It.Es) di Montréal, il docufilm sarà proiettato il 19 marzo al Piccolo Teatro del Centro Leonardo da Vinci alla presenza della regista siciliana Debora Scalzo. Il docufilm è in distribuzione internazionale in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.(Inform)




Los Angeles. La nuova edizione di Filming Italy

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filming italy los angeles dal 19 al 22 febbraio la decima edizione immagine6Dal 19 al 22 febbraio si svolgerà la decima edizione di Filming Italy – Los Angeles creato e diretto da Tiziana Rocca, Agnus Dei, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, APA (Associazione Produttori Audiovisivi) Ita-Italian Trade Agency e sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles. Lunedì 10 febbraio , ore 12:00, si terrà in streaming una conferenza stampa con : Tiziana Rocca, Direttore artistico del Festival; Chiara Sbarigia, Presidente APA; Paolo Giuntarelli, Direttore Regionale affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport; Isabella Ferrari, Ospite d’onore; Gabriele Muccino, Ospite d’onore; Arisa, Ospite d’onore ; Michele Placido, Ospite d’onore; Diana Del Bufalo, Madrina del Festival; Dolph Lundgren, Presidente onorario del Festival;Domizia De Rosa, Presidente Women in Film, Television & Media Italia; Jacopo Mosca, Moderatore Masterclass. (Inform)




Oscar, tra le critiche dal Messico a ‘Emilia Pérez’, l’Italia propone ‘Vermiglio’

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vermigliopuntocompIn vista delle designazioni dei candidati agli Oscar del 2025 e nell’ambito delle polemiche suscitate in Messico dal musical francese ‘Emilia Pérez’ —criticato in terra azteca per aver perpetuato stereotipi sul Paese e per la predominanza di interpreti non messicani nel casting—, l’Italia punta per la rosa dei lungometraggi in concorso al gala del 2 marzo sul film ‘Vermiglio’, della regista altoatesina Maura Delpero.

La produzione ha riacceso l’orgoglio di una intera comunità: la possibilità che il film italiano possa entrare in lizza per l’Oscar è stata accolta con grande entusiasmo nei luoghi che hanno ospitato le riprese.

«Vermiglio rappresenta un evento di portata incredibile per il nostro comune e per l’intero territorio della Val di Sole. Attendiamo con ansia e speranza la decisione al fianco della regista, di cui siamo immensamente orgogliosi e alla quale siamo profondamente grati», afferma Michele Bertolini, sindaco del paese di poco più di 1800 abitanti della provincia autonoma di Trento in cui è ambientata la vicenda.

Girato oltre che nel comune di Vermiglio, paese natale del padre di Delpero, nelle frazioni di Carciato (nel comune di Dimaro-Folgarida) e a Comasine (comune di Peio), il film ha già vinto il Leone d’argento all’81 Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

«È un’opportunità straordinaria per far conoscere la nostra storia, le nostre tradizioni e la bellezza dei nostri paesaggi a un pubblico più ampio» —aggiunge il sindaco— dato che questo progetto non solo celebra la nostra identità, ma contribuisce anche a valorizzare il comune come meta culturale e turistica, portando visibilità e prestigio a Vermiglio e a tutta la Valle».

Vermiglio è un intimo dramma in costume che intreccia una narrazione avvincente con lo scenario mozzafiato del regione Trentino. La produzione è stata possibile grazie al sostegno della Trentino Film Commission, impegnata a promuovere lo sviluppo dell’industria cinematografica sul territorio. Fornendo finanziamenti, assistenza logistica e accesso agli splendidi paesaggi locali, l’ente ha svolto un ruolo fondamentale nel dare vita alla pellicola, accompagnandone la realizzazione anche attraverso la certificazione Green Film.

Foto: cinemapublic.ca

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A Montreal la retrospettiva “Marco Bellocchio, corpi politici”

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9bellocchioTra i cineasti apparsi in Italia a metà degli anni Sessanta, pochi sono ancora attivi oggi. Marco Bellocchio si rivela, a ragione, il maratoneta del cinema italiano: ad oltre ottant’anni è prolifico come non mai e allo stesso tempo offre il culmine, la sintesi di un cinema che lui stesso aveva plasmato sessant’anni prima. I suoi personaggi, spesso interpretati da attori straordinari, lottano di fronte a tormenti tanto psicologici quanto politici o sociali.
Al regista italiano la Cinémathèque Québécoise di Montreal dedica la retrospettiva “Marco Bellocchio, corpi politici”, che, organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e Cinecittà, si terrà dal 12 gennaio al 3 febbraio prossimi.
Si comincerà con Vincere (2009) e per l’occasione sarà presente a Montreal il figlio di Marco, Pier Giorgio Bellocchio.
In programma poi Buongiorno notte (2003), Marx può aspettare (2021), L’ora di religione/Il sorriso di mia madre (2002), I pugni in tasca (1965), Il regista di matrimoni (2006), Il traditore (2019), Sangue del mio sangue (2015), Salto nel vuoto (1980), Rapito (2023), Diavolo in corpo (1986), tutti in versione originale con sottotitoli in francese, e Marcia trionfale (1976) in francese.
In occasione della retrospettiva, verrà inoltre presentato in anteprima in Québec Esterno notte (2022), opera di cinque ore e secondo film del cineasta dedicata al caso Aldo Moro che sconvolse la vita politica italiana degli anni ’70. (aise)




Premiato a New York e San Diego “Marcho. L’ultima bandiera”, il docu-film coprodotto dall’ARLeF

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13marchoIl docufilm co-prodotto dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana “Marcho. L’ultima bandiera”, presentato su RaiStoria in prima serata solo poche settimane fa, ha già conquistato due riconoscimenti internazionali. Nell’ambito del “New York International Film Awards” ha ricevuto il premio come “Best Historical Film”. Sempre negli USA, ma a San Diego, in occasione del XX “Accolade Global Film Competition”, gli è stato assegnato l’“Award of Excellence Special Mention”, al pari di documentari che vedono protagonisti attori hollywoodiani del calibro di Hugh Jackman e Eric Roberts.
“Un documentario creativo, realizzato ad arte, con ricostruzioni coinvolgenti ed esperti moderni che si muovono attraverso le scene. Nel 1400, Rizzardo nasconde la tragica storia di Marcho di Moruzzo, un ribelle che sfidò la conquista di Venezia. La storia di tradimento e sfida rimase nascosta per 500 anni fino alla sua scoperta, nel 1986”, questa la motivazione della giuria.
Due ottimi risultati per questa pellicola che narra una pagina importante della storia friulana, un unicum di grande valenza civile e umana. Girato interamente in Friuli, il docufilm è il frutto della co-produzione ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e Arte Video, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.
In particolare, l’“Accolade Global Film Competition” riconosce e premia i professionisti che dimostrano risultati eccezionali nel campo artistico e nella creatività. Le pellicole sono giudicate da esperti del settore cinematografico e televisivo. È inoltre tra le manifestazioni che consentono l’accesso al prestigioso circuito internazionale IMDb, che darà ora al docufilm un respiro internazionale, facendo conoscere un pezzo di storia del Friuli al mondo. “Abbiamo appena iniziato a iscriverlo ai festival e già incomincia ad avere i primi successi – ha dichiarato Marco Fabbro, regista del film –. La soddisfazione di saperlo apprezzato oltreoceano è davvero grande, così come il fatto che sia entrato nel prestigioso circuito IMDb – Internet Movie Database”.
Il docufilm, lo ricordiamo, narra un evento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato su uno scaffale della casa-forte Brunelde (Fagagna): la storia è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo Portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420.
La pellicola, lo testimoniano questi primi riconoscimenti, è un prodotto di grande qualità anche grazie agli approfondimenti storici del prof. Franco Cardini, volto noto del piccolo schermo, e di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’ARLeF; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli. Di grande profilo anche il cast, che vede un bravissimo Paolo Mutti nel ruolo di Marcho, affiancato da Aida Talliente la moglie dell’alfiere, Caterina Arcoloniani, Fabiano Fantini che interpreta Pileo, padre di Marcho, Alessandro Mistichelli nel ruolo di Rizzardo d’Arcano, Lorenzo Acquaviva in quello del Doge Mocenigo e Paolo Fagiolo, del Capitano veneziano.
Il documentario è stato girato in 6k con camere Red ad alta definizione ed è stato post prodotto nei laboratori di Arte Video. Ben otto le location del Friuli in cui sono state effettuate le riprese, con il coinvolgimento di oltre duecento persone tra storici, attori, comparse, rievocatori e naturalmente lo staff troupe e post-produzione. (aise) 




Golden Globes: candidato un film italiano

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vermiglio maura delpero 1024x549C’è anche un film italiano tra le candidature ai Golden Globes 2025. Si tratta di “Vermiglio” di Maura Delpero nella categoria Miglior film straniero. La pellicola, “Leone d’argento- Gran premio della giuria” al Festival di Venezia, è nella lista con “All we imagine as light” (Usa, Francia, India), “Emilia Pérez” (Francia), “The girl with the needle” (Polonia, Svezia, Danimarca), “I’m still here” (Brasile) e “The seed of the sacred fig” (Usa, Germania).

“Vermiglio” è, inoltre, il film scelto per concorrere per l’Italia alle nomination per gli Oscar 2025.  Concorrerà per la shortlist che includerà i 15 migliori film internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota 17 dicembre. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto, invece, per il 17 gennaio 2025, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 2 marzo 2025. La cerimonia di premiazione dei Golden Globes si svolgerà il 6 gennaio 2025.

Agenzia DIRE – www.dire.it