A Bratislava il 18o Mittel Cinema Festival

mittelcinemafest20 bratislava

mittelcinemafest20 bratislavaSi apre è aperto ieri il 18° MittelCinemaFest – festival centro europeo del cinema italiano che proseguirà sino al 22 novembre, online, su tutto il territorio della Slovacchia.
Anche quest’anno dunque, nonostante le difficoltà derivanti dall’emergenza Covid, non verranno deluse le attese degli amanti del cinema italiano, ormai affezionati alla rassegna che da 18 anni l’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava organizza in Slovacchia, presentando una variegata selezione delle ultime produzioni cinematografiche, grazie pure all’indispensabile sostegno di Cinecittà Istituto Luce e del programma “Vivere all’Italiana” del Ministero degli Esteri italiano.
Organizzata anche con la collaborazione degli Istituti di Cultura di Budapest e Praga, l’edizione 2020 sarà tenuta per la prima volta online, tramite cinema di sette città (Bratislava, Kosice, Poprad, Kezmarok, Modra, Piestany e Banska Stiavnica) collegati alla piattaforma web Kino Doma.
Il ricco calendario del MittelCinemaFest parte con il film “Padre nostro” di Claudio Noce dove il ruolo principale è interpretato da Pierfrancesco Favino, vincitore proprio con questa pellicola della Coppa Volpi all’ultimo Festival di Venezia, quale migliore attore. Sono visibili inoltre l’opera prima di Pietro Castellitto “I predatori”, “Volevo nascondermi” ultimo lavoro di Giorgio Diritti dedicato al pittore Antonio Ligabue.
Tra i film di altri noti registi ci sono Daniele Luchetti con “Lacci”, storia tratta dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone, Emma Dante con “Le sorelle Macaluso”, trasposizione cinematografica di una sua opera teatrale del 2014, e la “La Dea Fortuna” di Ferzan Ozpetek, con Stefano Accorsi e Edoardo Leo come protagonisti principali.
Completano il quadro “Cosa sarà” di Francesco Bruni, “Figli” di Giuseppe Bonito e “Life is a B Movie: Piero Vivarelli” con la regia di Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli.
Il MittelCinemaFest di Bratislava propone quindi anche nel 2020 un valido spaccato del nostro cinema contemporaneo.




“Bread, love and dreams”, cibo e cinema all’IIC di Washington

ceravamotantoamati scola

ceravamotantoamati scolaBread, Love and Dreams: A Taste of Italian Cinema” è il webinar che vedrà Laura Delli Colli protagonista a Washington DC per la 5a Settimana della Cucina Italiana nel Mondo.
L’evento, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Washington DC, si terrà il 18 novembre, alle ore 16 locali, sulla piattaforma Zoom.
Quanti pasti sono stati raffigurati nei film? Quanti segreti e momenti intimi della vita familiare sono stati fissati attorno ai fornelli e alle tavole italiane? Dagli anni Cinquanta, coniugando cibo e cinema, l’industria cinematografica italiana è stata non solo una lente preziosa per capire il Paese, ma anche un mezzo per vivere la sua quotidianità.
In occasione della 5a Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, la conferenza sarà una deliziosa spedizione attraverso più di cinquant’anni di cinema italiano. Tramite immagini, clip, ricordi e ricette, la giornalista italiana e appassionata di cibo Laura Delli Colli svelerà l’evoluzione del gusto italiano nel cinema ed esplorerà alcuni dei momenti culinari più iconici del nostro cinema raccontati e interpretati da icone del cinema come Federico Fellini, Alberto Sordi, Sofia Loren e Ugo Tognazzi.
Laura Delli Colli è una giornalista, esperta di cinema e ha una vera passione per la cucina. Più di dieci anni fa ha avviato un’originale ricerca sul “gusto del cinema italiano”. In precedenza nei suoi libri, ha esplorato il quartiere romano dell’Eur legato al cinema e al cinema. Ha scritto anche approfondite monografie sull’attrice italiana Monica Vitti e sui registi Gianni Amelio, Marco Tullio Giordana, Ferzan Ozpetek.
Presidente dell’Unione Giornalisti Cinematografici Italiani e coinvolta nell’organizzazione dei Nastri d’Argento, uno dei più importanti premi cinematografici in Italia, Laura Delli Colli è anche presidente della Fondazione Cinema per Roma, che produce l’annuale Festa del Cinema di Roma.




Ottawa. “La dea della fortuna” rappresenterà il cinema italiano al film festival europeo

8euff

8euffIl Film Festival dell’Unione Europea 2020 (FFUE) si sposta online e sarà fruibile in tutto il Canada: dal 13 al 29 novembre, infatti, il meglio del cinema europeo sarà a disposizione in tutto il Paese in modalità online.
“Circostanze straordinarie, come quelle attuali, richiedono modalità nuove e creative per sperimentare la vita e le arti – e il cinema non fa certo eccezione”, spiega l’Ambasciata italiana ad Ottawa, che collabora alla organizzazione dell’evento insieme alla rete consolare italiana.
Ogni film sarà “live” online per un periodo di 48 ore, e tutti saranno presentati in lingua originale con sottotitoli in inglese e, in alcuni casi, in francese.
A rappresentare l’Italia sarà “La dea fortuna”, film di Ferzan Özpetek che sarà disponibile online dal 14 al 16 novembre.
Il FFUE si presenta dunque quest’anno come evento virtuale online, sia con una raccolta esclusiva di film recenti provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione Europea, sia con interviste a registi e altri contenuti esclusivi per i fan del cinema europeo contemporaneo.
Il festival di quest’anno rappresenta una collaborazione speciale tra il Canadian Film Institute, il Film Festival dell’Unione Europea di Toronto e The Cinematheque di Vancouver con la Delegazione dell’Unione Europea in Canada, le Ambasciate e i Consolati degli Stati membri UE.
Il programma completo del festival è disponibile qui.




Comites di Berna e Neuchatel: conferenza on line su Federico Fellini

9locandinabena

9locandinabenaIn occasione dei 100 anni di Federico Fellini, il Comites di Berna e Neuchâtel, ha organizzato la conferenza, annullata nel recente passato a causa della situazione sanitaria, per il prossimo lunedì 30 novembre, alle ore 18.30 sulla piattaforma zoom, dal titolo “Je me rappelle…Fellini”. La conferenza è organizzata grazie al contributo della Direzione generale per gli italiani all’estero della Farnesina.
Frédéric Maire, direttore della Cinematica svizzera, sarà uno degli invitati e parlerà del grande regista e della magia dei suoi film. Oltre alla Presidente del Comites di Berna e Neuchâtel, Mariachiara Vannetti, sarà in collegamento anche l’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Slvio Mignano. La conferenza si terrà in italiano.




Turchia: al via la rassegna del cine italiano contemporaneo

5ankara

5ankaraAnche quest’anno sarà possibile apprezzare in Turchia i principali film usciti nel corso dell’ultimo anno in Italia in un nuovo formato, in sala e online. L’Ambasciata d’Italia ad Ankara ha infatti organizzato la Settimana del Cinema Contemporaneo italiano, che partirà il prossimo 11 novembre per poi concludersi il prossimo 17 novembre. Un appuntamento culturale di grande successo che da ben undici edizioni propone il meglio della cinematografia italiana in Turchia.
Negli anni scorsi, durante la Settimana, il Centro culturale che ospita le proiezioni vicino all’Ambasciata italiana ha costantemente registrato il tutto esaurito, a dimostrazione della grande domanda di cultura italiana nel pubblico turco.
Questa è la principale rassegna cinematografica organizzata da un’Ambasciata nella Capitale turca, che quest’anno aprirà le porte (virtuali) al pubblico di tutta la Turchia, nei limiti dei posti disponibili online.
In una situazione complicata come quella attuale, la sede diplomatica italiana ha deciso di dare un segnale forte e riproporre anche quest’anno un “pacchetto” di film di qualità assoluta. Verrà presentato l’ultimo film di Ferzan Ozpetek, per la prima volta in Turchia, e saranno inoltre trasmessi grandi titoli come “Cambio tutto!” di Guido Chiesa, “L’amore a domicilio” di Emiliano Corapi, “Pinocchio” di Matteo Garrone, “Il giorno più bello del mondo” di Alessandro Siani, “Il ladro di giorni” di Guido Lombardi e “Favolacce” dei fratelli D’Innocenzo.




Vancouver: V6A, il codice postale di un’altra dimensione umana

vancouver 1093742 1920

vancouver 1093742 1920Molti anni fa, quando ero appena arrivata a Vancouver, fui incaricata di fare da interprete in un processo penale che riguardava un cittadino italiano. Il procedimento giudiziario si  svolgeva presso la Provincial Criminal Court situata al 222 Main Street, nel cuore di quella parte della città che veniva allora impietosamente chiamata Skid Road. Scesa dall’autobus, stavo cercando di orientarmi in quella zona per me sconosciuta quando vidi uscire un uomo anziano dal portone di un alberguccio vecchio e malandato. L’uomo barcollava, era sciatto e smunto. Vestiva abiti lisi, la manica della giacca era sporca di vomito e aveva i pantaloni sbottonati. Ma quello che non ho mai dimenticato era il suo sguardo. I suoi occhi di un celeste slavato erano due vuote finestre spalancate sul nulla. Io ricordavo di aver visto, da bambina negli anni del dopoguerra, i mendicanti seduti sui marciapiedi di Firenze in muta attesa della carità dei passanti. Alcuni erano mutilati, chi senza un braccio chi con le gambe amputate. Erano vestiti di stracci. Eppure, nei loro occhi c’era ancora una dignità dolente, una umanità non spenta che faticavo a intravvedere in quel povero vecchio alcolizzato. Oggi quel quartiere, ribattezzato Downtown Eastside e indicato dal codice postale V6A, sigla che costituisce il titolo del documentario girato in loco da Ruggero Romano, si è ancora di piú esteso, fino a diventare una piccola città dentro la città, popolata da gente al limite della sopravvivenza, che della strada ha fatto la propria casa rimediata alla meglio con sacchi a pelo, contenitori di cibo e quant’altro possa servire a una vita randagia. Non una zona turistica e nemmeno una zona piacevole da attraversare, perché è difficile sopportare la coscienza che a poca distanza dai grattacieli e i ristoranti di lusso di Downtown ci siano persone con piaghe e ulcere aperte, scosse da tremiti irrefrenabili, sfigurate da chissà quali e quante brutali esperienze.  Eppure fra queste persone emarginate e spesso portatrici di disturbi mentali o minate dall’abuso di sostanze stupefacenti, esiste una cultura, una forma di solidarietà. Nel documentario “V6A” di Ruggero Romano, dai personaggi intervistati ricorre infatti l’affermazione “Siamo una comunità, siamo solidali” e la visione di un mondo dove esiste una forma di libertà sconosciuta a chi appartiene alla comunità dei “colletti bianchi.” Questa libertà , come dice uno degli intervistati, per loro è perfino piú importante della vita stessa.

V6A è adesso disponibile su Vimeo e YouTube, ed  è stato presentato agli inizi di gennaio del 2019 in due serate all’Italian Film festival che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Per questo è stato deciso di offrire altre 4 proiezioni presso Vancity Theatre di Vancouver a partire da sabato 2 febbraio 2019. Il regista, Ruggero Romano, è un ragazzo di 22 anni nato a Torino che si è trasferito a Vancouver nel 2016. Viene da una famiglia che coltiva fortemente interessi artistici e curiosità verso i tanti volti della realtà. Appassionato giramondo, col suo zaino ha viaggiato per I quattro continenti. Si è stabilito nella Chinatow di Vancouver e come si può vedere dalla sua website www.ruggeroromano.com, si occupa di cinema, fotografie e conduce il suo radio show ogni giovedÌ a Coop Radio: “Room Tone The Radio Show”. Diplomato alla Vancouver Film School, l’idea del documentario gli venne suggerita da un periodo di volontariato effettuato al Carnegie Community Centre all’ angolo di Main and Hastings. Come lui stesso spiega, non si sentiva soddisfatto di quella che considera la vacuità e l’atmosfera superficiale e un poco snob di questa città. L’incontro con le storie e le quotidiane lotte affrontate dalla popolazione di Downtown Eastside fu per lui la rivelazione del vero volto e della vera anima di Vancouver. Nei 67 minuti del documentario, Romano ha raccolto una serie di conversazioni con alcuni residenti del DES.  Quasi tutti parlano pochissimo delle ragioni che li hanno portati a vivere quello stile di vita. Offrono invece il loro punto di vista sui problemi della società, su ingiustizie sociali, su questioni etiche e filosofiche, certo non come le esporrebbe in  modo articolato e coerente un esperto o un docente, ma lo fanno con convinzione e sincerità. La vita nel DES è un soggetto ancora parzialmente inesplorato e, a detta dei residenti, non tutti I documentari o le inchieste finora pubblicati hanno Saputo rendere una immagine equilibrata di quella comunità. Sembra che “V6A” sia riuscito invece a dare una voce piú autentica alle esistenze e ai sentimenti dei resident DES.

La proiezione del documentario a Vancity Theatre, oltre a essere corredata da un periodo di domande e risposte, è stata completata dalla esposizione della mostra fotografica/poetica “Vancouver: City of Contrasts. Breaking Down the Fourth Wall” creata nel 2016 dal fotografo Jon Guido Bertelli e dal poeta e scrittore Diego Bastianutti. A questo proposito, cito dal mio articolo del settembre 2016 apparso sul settinmanale Marcopolo (ehi, roba modesta ma è roba mia, mica sono famosa come certi scrittori in Italia per permettermi di plagiare!)

“… la mostra racconta queste storie di esistenze spezzate, storie di emarginazione, di infanzia passata fra abusi e violenze, di improvvise e irrimediabili cacciate dal paradiso precario della società normale, dove ci si alza al mattino per andare al lavoro e si torna a casa a rilassarsi. Bastianutti e Bertelli non si sono limitati a sfiorare la superficie del profondo pozzo di angoscia umana, a fare qualche scatto e qualche passeggiata per prenderne coscienza. Si sono immersi in quella realtà, parlando con la gente, diventandone amici, ascoltando i loro racconti, dividendo il cappuccino o il piccolo lusso di un hamburger, restituendo a ognuno la propria umanità, la dignità ferita del proprio percorso di vita e scoprendo che si può anche imparare, da queste persone relegate ai margini, la lezione della resilienza, della solidarietà, dell’ amicizia.”




Innsbruck. Torna il Festival del Cine Italiano

15innsbruck

15innsbruckDall’8 al 10 novembre l’Italia riappare sul grande schermo in Austria. Dopo il successo delle edizioni precedenti, torna ad Innsbruck il Festival del Cinema Italiano, progettato e promosso dall’Istituto Dante Alighieri di Innsbruck.
Anche quest’anno l’evento sarà ospitato dal Metropol Kino, dove verranno proiettati quattro film italiani usciti nelle sale lo scorso anno. Da realtà più critiche e complesse ad episodi più allegri e divertenti, le pellicole in programma mettono in scena aspetti legati alla famiglia, filo conduttore di questa quinta edizione. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale.
Piero Salituri, presidente dell’Istituto Dante Alighieri ad Innsbruck, afferma con soddisfazione che “il cinema italiano è sempre più apprezzato in Tirolo”. La rassegna si rivolge infatti a tutti gli appassionati del cinema italiano e a tutti coloro che sono interessati a scoprire la cultura del Bel Paese in modo piacevole ed alternativo. A tal proposito il sindaco della città di Innsbruck, Georg Willi, dichiara che “grazie agli organizzatori del Festival del Cinema Italiano, possiamo conoscere gli attuali cineasti e concederci, per alcuni giorni, un assaggio di italianità”.
Sarà proprio il sindaco Willi ad inaugurare l’evento domenica 8 novembre. Ospiti d’onore dell’evento saranno inoltre Giacomo Campiotti Hermann Weiskopf. Il primo, noto regista e sceneggiatore italiano, ha realizzato numerosi lavori sia in Italia sia all’estero: tra gli altri, i lungometraggi Come due coccodrilli e Il tempo dell’amore e le mini serie TV Zivago e la più recente Braccialetti Rossi. Campiotti racconterà il suo ultimo film Liberi di scegliere, in programmazione martedì 10 novembre. Altro ospite sarà, come detto, Hermann Weiskopf, attore, regista e sceneggiatore tirolese da sempre legato all’Italia, scegliendola perfino come sede dei suoi studi di recitazione. Lunedì 9 novembre, alle ore 19.00, Weiskopf presenterà in anteprima il suo ultimo lavoro Ride Back to Freedom. Due ruote alla ricerca della libertà perduta in tempo di coronavirus. Seguirà la visione del trailer del film documentario, attualmente in fase di produzione.
Come per le precedenti edizioni, anche quest’anno la manifestazione beneficia del supporto di molti partner. Fondamentale il sostegno della Società Generale Dante Alighieri di Roma, dell’Ambasciata d’Italia di Vienna, della Città di Innsbruck e dell’ENIT di Vienna, i quali hanno partecipato all’iniziativa con un prezioso contributo.
Il Festival gode inoltre del patrocinio dell’Istituto Italiano di Cultura di Vienna e del Consolato Onorario d’Italia ad Innsbruck. Un sentito ringraziamento va anche all’agenzia WeDot, al ristorante Il Convento e agli altri numerosi sponsor che hanno sostenuto la manifestazione.
Maggiori dettagli e tutti gli aggiornamenti dell’evento si possono trovare sul sito www.cinemaitaliano-innsbruck.com e sulle pagine Instagram e Facebook dell’Istituto Dante Alighieri di Innsbruck.




Svizzera. Fellini al Comites di Berna e Neuchâtel

10felliniberna

v10fellinibernaDopo l’interruzione dovuta all’emergenza Covid-19, il Comites di Berna e Neuchâtel annuncia la ripresa delle sue attività. Il 20 ottobre, infatti, si terrà una serata dedicata ad uno dei più importanti personaggi della cultura italiana e mondiale: Federico Fellini. Dalle 18.30, al Musée d’art e d’histoire di Neuchatel, Frédéric Maire, direttore della Cineteca svizzera, condurrà il pubblico nel mondo magico della cinematografia felliniana, attraverso i suoi ricordi.
Un clarinettista ed una pianista suoneranno brani del grande musicista Nino Rota, compositore di molte colonne sonore per i film di Federico Fellini.
La conferenza sarà in francese.
Per le misure sanitarie anti Covid-19 è necessario annunciare la presenza. Le iscrizioni possono essere inviate a com.it.es.berna@bluewin.ch.




Covid-19 e il futuro dei baci

covid e bacio

covid e bacio “ Un bacio, insomma, che cosa è mai un bacio? Un apostrofo rosa fra le parole t’amo, un segreto detto con le labbra.”  (Edmond Rostand)

Da quando la maggior parte dell’umanità sta vivendo involontariamente le vicende di una sceneggiatura da film di fantasy-horror a causa di un virus di infinitesima dimensione ma di enorme potenza, le ore trascorse davanti alla televisione sono aumentate in maniera esponenziale anche per me che, come tutti, trascorro quasi l’intera giornata fra le pareti di casa. Che fare, specialmente la sera quando ci si sente accumulare sulle spalle l’ansia soppressa durante la giornata? Meno male che ci sono Netflix, YouTube e i soliti canali televisivi.

Per una che da sempre è appassionata di cinema, si tratta di un banchetto, una abbuffata almeno finché torneremo a una forma di normalità che, a quanto ci dicono, comporterà sempre un distanziamento sociale tale da cambiare le nostre abitudini e le norme di interazione con gli altri. Andare al ristorante? Sì, seduti faccia a faccia ma attraverso uno schermo divisorio di plexiglass. Idem per recarsi alla spiaggia, e quanto agli spettacoli di teatro o le gare sportive negli stadi non ho capito bene cosa accadrà.

Che nostalgia guardare i vecchi films o anche quelli recentissimi dove la gente si accalca, frequenta avvenimenti di massa, o si prende una cotta fulminante e si precipita a stringere fra le braccia l’oggetto della passione amorosa con conseguente scambio di baci ardenti e trasferimento reciproco di fluidi corporei. Solo al vedere ‘sta cosa oggi ti vengono i brividi: COVID-19! Ti viene da chiedersi: come sarà il futuro dei baci?  Mimati attraverso la visiera trasparente protettiva? Basteranno le mascherine? Oppure meglio inviare un messaggino Whatsapp? O, meglio ancora, visionare insieme un video a scopo educativo o  a scopo di surrogato, oppure spezzoni di vecchi films? Quelli con le scene mitiche sulla spiaggia con Deborah Kerr e Burt Lancaster avvinghiati nella risacca in From Here to Eternity, o Clark Gable/Rhett Butler che dice a Vivien Leigh/Scarlett O’Hara: “Scarlett! Kiss me! Kiss me… once…”  sullo sfondo di Atlanta che brucia in Gone With the Wind  o il casto ma intenso scambio labiale fra Ingrid Bergman e Humphrey Bogart in  Casablanca, un film del 1942, girato cioè quando era ancora in vigore il Codice Hays, che regolava l’industria cinematogtafica hollywoodiana. Il Motion Pictures Production Code, chiamato Hays Code dal nome del suo creatore, Will H. Hays, restò in vigore dal 1939 al 1968, allo scopo di stabilire dei parametri di moralità per l’auto-censura su situazioni e temi controversi da parte delle case di produzione cinematografica. Hays Code prescriveva fra l’altro di inquadrare le scene di baci  non di fronte ma dal dietro, come per Montgomery Clift e Elizabeth Taylor in A Place in the Sun, dove chi la fa da protagonista è la nuca di Clift e metà volto di Taylor.

Già negli anni ’70, ormai svincolati dalle pastoie del codice, sugli schermi irruppero scene esplicite, nudità e baci tali da consentire di esplorare le tonsille del partner. Ci voleva però un salto fino al 2005 per vedere una scena torrida come quella fra Jake Gyllenhaall e Heath Ledger in  Brockeback Mountain o romantica come l’ incontro sotto la pioggia fra Ryan Gosling e Rachel McAdams in The Notebook.

Nella vita di tutti i giorni magari uno si prenderebbe minimo un raffreddore dopo una tale  inzuppata torrenziale e oggi poi, figurarsi con lo spettro del Covid-19 in agguato se due si mettono a limonare sotto le intemperie col rischio della polmonite. Allora, che cosa avverrà dell’ “apostrofo rosa” che troviamo celebrato anche nelle cartine dei Baci Perugina? Saranno solo i deliziosi cioccolatini a tramandarne il ricordo? Difficile azzardare previsioni. Meglio guardarsi in pace un vecchio film piuttosto divertente: Demolition Man (1993) con Sylvester Stallone e Sandra Bullock, ambientato in un futuro dove il governo “ha proibito ogni scambio di fluidi corporei e ogni contatto fisico ravvicinato” sostituendoli con la realtà virtuale. Sarà compito di Sylvester riportare in auge le vecchie usanze dimenticate.




Pattinson positivo, sospese le riprese di “The Batman”

unnamed

unnamedSono state interrotte le riprese, in Gran Bretagna, dell’ultimo film della saga di “Batman”, dopo che la star Robert Pattinson è risultata positiva al coronavirus.

“Un membro della produzione è risultato positivo per Covid-19 e si è sottoposto alla quarantena, secondo i protocolli stabiliti”, ha riferito all’Afp la casa cinematografica Warner Bros, aggiungendo che “le riprese sono temporaneamente sospese”.

Lo studio non ha fatto il nome della persona ammalata, né ha indicato quando le riprese sarebbero riprese. Tuttavia molte riviste specializzate di Hollywood, tra cui Variety e The Hollywood Reporter, confermano che è proprio il 34enne Pattinson il membro del cast risultato positivo al virus.

Non è il primo stop per il nuovo Batman: la produzione era stata già interrotta a marzo, sempre a causa della pandemia. Per i fan è una cocente delusione: il regista Matt Reeves ha raccontato che il nuovo capitolo delle avventure dell’uomo-pipistrello si ispira a classici del cinema noir come “Chinatown” e “Taxi Driver”, con un Bruce Wayne “molto umano e molto imperfetto”.

Il primo trailer del film è già diventato virale in tutti i social media. L’interruzione della produzione arriva proprio mentre Hollywood sta cercando di rimettersi in moto dopo la chiusura, lo scorso marzo, di praticamente tutti i set cinematografici e televisivi. Diversi grandi blockbuster hollywoodiani hanno ripreso le riprese negli ultimi due mesi, alcuni dei quali in Gran Bretagna. Tra i blockbuster che hanno ricevuto il via libera alla ripresa della produzione ci sono “Jurassic World: Dominion”, con Chris Pratt e Bryce Dallas Howard, e “Mission: Impossible 7” con Tom Cruise. Nondimeno gli studios impongono severe regole di sicurezza agli attori e ai membri della troupe.

Pattinson, che ha raggiunto la fama con “Twilight”, è l’ultimo di una serie di attori di alto profilo che hanno contratto il virus. L’ultimo a rivelare che tutta la sua famiglia – già guarita – era risultata positiva al Covid è stato Dwayne “The Rock” Johnson: nell’occasione, l’attore ha esortato i suoi 196 milioni di seguaci di Instagram a indossare mascherine evitando di “politicizzare” la pandemia. Altre celebrità che si sono ammalate di coronavirus sono gli attori Tom Hanks e sua moglie Rita Wilson, l’ex Bond-girl Olga Kurylenko e l’attore britannico Idris Elba. (AGI)unnamed