Tom Hanks potrebbe essere Geppetto nel ‘Pinocchio’ di Zemeckis

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Tom Hanks FgTom Hanks potrebbe tornare a collaborare con Robert Zemeckis, interpretando Geppetto nel ‘Pinocchio’ in live-action che il regista dirigerà per Disney. L’attore sarebbe in trattativa per il ruolo che lo riporterebbe sul set con il regista con cui ha condiviso moltissimi film di successo da ‘Forrest Gump’ a ‘Castaway’ fino a ‘The Polar Express’.

La trasposizione di Zemeckis de ‘Le Avventure di Pinocchio’ di Carlo Collodi, arriverà nei cinema dopo il ‘Pinocchio’ di Matteo Garrone (dove Geppetto è stato interpretato da Roberto Benigni) e dopo la versione animata ‘dark’ in stop-motion a cui sta lavorando Guillermo Del Toro.

Hanks è infatti attualmente impegnato nella produzione del film biografico della Warner Bros su Elvis Presley, che dovrebbe riprendere le riprese in Australia in autunno dopo lo stop per il coronavirus. Zemeckis nel frattempo è in attesa di vedere fissata una nuova data d’uscita per il suo ‘The Witches’, commedia fantasy che Zemeckis ha scritto proprio con Guillermo del Toro e Kenya Barris, basata sul romanzo omonimo di Roald Dahl, già adattato per il cinema nell’onomino film di Nicolas Roeg del 1990. L’uscita del film è stata infatti rinviata al 2021, senza che ci sia ancora una data precisa. (adnkronos)




“From Italy with Laughter”: il cinema italiano on line con l’ICC di Los Angeles

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29fromitalywithL’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, che promuove l’arte, la cultura e il cinema italiani con particolare attenzione alla California meridionale e al sud-ovest degli Stati Uniti, è felice di lanciare in collaborazione con il distributore True Colours: “From Italy with Laughter: A Comedy Film Festival – Online con l’IIC di Los Angeles“.
La rassegna offrirà 2 commedie italiane ogni fine settimana disponibili online per una visione accessibile , dal 31 luglio al 5 settembre, solo dagli Stati Uniti.
In programma diverse anteprime per il territorio americano, come “Moschettieri del re – La penultima missione” (2019) di Giovanni Veronesi, “Tuttapposto” (2019) di Gianni Costantino, “Cambio tutto” (2020) di Guido Chiesa, “Il giorno più bello del mondo” (2019) di Alessandro Siani, “D.N.A. – Decisamente Non Adatti” (2020) di Lillo & Greg e “Sconnessi” (2018) di Christian Marazziti.
Nel corso della rassegna saranno inoltre presentati al pubblico: “Bentornato presidente” (2019) di Giancarlo Fontana & Giuseppe G. Stasi, “Quanto basta” (2018) di Francesco Falaschi, “Benedetta follia” (2017) di Carlo Verdone, “Io c’è” (2018) di Alessandro Aronadio, “Il tuttofare” (2018) di Valerio Attanasio e “Gli sdraiati” (2017) di Francesca Archibugi.




Venezia: nell’anno del Covid la Mostra del Cinema si tinge di rosa

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unnamed 6La 77esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, quella della pandemia, in programma dal 2 al 12 settembre al Lido, è stata presentata oggi in diretta streaming da Alberto Barbera accanto al neo presidente della Biennale, Roberto Cicutto.

Se non fosse per il Covid, che come ha spiegato bene il filosofo francese Bernard-Henri Lévy nel suo ultimo saggio (‘Il virus che rende folli’, pubblicato in Italia da La nave di Teseo) relega mediaticamente in secondo piano ogni cosa, questa edizione sarebbe passata alla storia per la massiccia presenza femminile in concorso: otto (su 18 titoli in gara) sono infatti i film diretti da donne in competizione nella sezione Venezia 77.

“Una percentuale senza precedenti” ha sottolineato il direttore Alberto Barbera, chiarendo che la scelta è stata dettata esclusivamente da criteri di qualità e non da protocolli di genere. “Confidiamo sia di buon auspicio per un futuro del cinema scevro da pregiudizi e discriminazioni di sorta” ha continuato, chiarendo che tra tutti i film presenti a Venezia la percentuale femminile si ferma però al 22,4%, la stessa dello scorso anno.

Due delle otto registe in concorso sono italiane: Susanna Nicchiarelli, regista di ‘Miss Marx’ ed Emma Dante con ‘Le sorelle Macaluso’. Insieme ai colleghi Carlo Noce con ‘Padrenostro’ (prodotto e interpretato da Pierfrancesco Favino) e Gianfranco Rosi con ‘Notturno’, compongono la pattuglia dei quattro film italiani in concorso.  Le altre sei registe in gara sono Mona Fastvold con ‘The world to come’, Nicole Garcia con ‘Amants’, thriller tratto da un testo teatrale, Malgorzata Szumowska, regista polacca con ‘Never gonna snow again’. E poi Julia Von Heinz con ‘And tomorrow the entire world’, Jasmila Zbanic con ‘Quo Vadim, Aida?’ e Chloé Zaho con ‘Nomadland’.

“Il convitato di pietra di questa edizione è il Covid-19, una scomoda presenza che ha condizionato non poche scelte e imposto straordinarie misure di sicurezza”, ha spiegato Alberto Barbera nella conferenza stampa, chiarendo che fino a poco tempo fa anche la certezza di poter tener fede all’appuntamento era tutt’altro che scontata e che questa edizione va vissuta “come un segnale di fiducia e di concreto sostegno del mondo del cinema e dell’industria audiovisiva duramente colpiti dalla diffusione del virus e dalle sue drammatiche conseguenze”.

Quello in programma dal 2 al 12 settembre non sarà però ha precisato “un festival autarchico”. Sono 50 i Paesi rappresentati con film, che provengono da tutto il mondo “anche da quello sotto minaccia coronavirus”.

La Mostra si terrà nelle date previste, a prezzo di qualche rinuncia ma anche forte di innovazioni favorite dalle opportunità che le circostanze hanno reso possibili.

“Il programma della Mostra di quest’anno, per dirla con Bob Dylan, contiene moltitudini, di film, di generi, di prospettive – ha continuato Barbera – i film invitati sono un numero consistente e solo di poco inferiore alle tradizionali proposte veneziane. Segno che il cinema non è stato travolto dallo tsunami della pandemia, ma conserva una vitalità invidiabile”.

Anche quest’anno la selezione propone film d’autore, commedie, documentari, film horror e gangster movie e crossover.

Tra i film in programma nelle varie sezioni, da segnalare Fuori Concorso gli italiani ‘Salvatore – shoemaker of dreams’, il docufilm di Luca Guadagnino sulla storia di Salvatore Ferragamo, ‘La verità sulla Dolce vita’ di Giuseppe Pedersoli (figlio di Bud Spencer), che con documenti inediti ricostruisce la storia del capolavoro di Fellini; ‘Molecole’ di Andrea Segre; ‘Paolo Conte, via con me’ di Giorgio Verdelli, con il cantautore che sarà a Venezia l’11 settembre.

Tra i film fuori concorso, ci sono anche i due italiani scelti per l’apertura e la chiusura (‘Lacci’ di Luchetti e ‘Lasciami andare’ di Mordini) e ‘Assandira’ di Salvatore Mereu con Gavino Ledda protagonista.

Evento annunciato sarà poi il documentario ‘Greta’ sull’attivista Greta Thunberg diretto da Nathan Grossman. Infine due debutti alla regia in concorso nella sezione Orizzonti: il film di Pietro Castellitto (figlio di Sergio) ‘I Predatori’ e il cortometraggio di Jasmine Trinca ‘Bmm – Beyng My Mom’ con Alba Rohrwacher. (AGI)




È morta Olivia de Havilland, la Melania di “Via col Vento”

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unnamedSarà ricordata per sempre come la paziente e generosa Melania Hamilton, coprotagonista femminile di “Via col vento” in totale contrasto con la vulcanica Rossella O’Hara. Ma nella vita reale era una donna volitiva e tenace, capace di tenere testa ai maggiori produttori hollywoodiani.

Olivia de Havilland è scomparsa oggi a 104 anni nella sua casa di Parigi dove viveva da oltre sessant’anni.

“Via col vento”, pietra miliare nella sua carriera, le era valso la nomination come migliore attrice non protagonista nel 1939. Quella volta non ce la fece ma fu un appuntamento rimandato: la statuetta come miglior attrice arriverà nel 1946 per “A ciascuno il suo” e nel 1949 per “L’ereditiera”.

De Havilland è stata una grande professionista, e uno dei volti più presenti sul grande schermo tra gli anni Trenta e Quaranta. L’anno prima di “Via col Vento” aveva interpretato Lady Marian in “Le avventure di Robin Hood” al fianco di Errol Flynn.

Era la protagonista indiscussa della Warner Studios, finché lei stessa non gli fece causa nel 1943 per rivendicare la propria libertà di scegliere le parti da interpretare alla scadenza del contratto. La sua vittoria ha rappresentato un cambio epocale a Hollywood: con quella che ancora oggi è ricordata “la decisione de Havilland” ogni artista può svincolarsi alla data di scadenza del proprio contratto con un produttore, senza pericolo di essere trattenuto da cavilli burocratici.

De Havilland era nata a Tokyo il primo luglio 1916: il padre era avvocato, la madre un’attrice di medio profilo. Olivia aveva una sorella più giovane di 15 mesi, l’attrice Joan Fontaine scomparsa nel dicembre 2013 a 96 anni. Tra le due donne non c’erano buoni rapporti, e la rivalità artistica aveva accentuato le divergenze personali: una saga che i tabloid scandalistici di Hollywood hanno seguito per anni.

Dalla metà degli anni Cinquanta, de Havilland si era trasferita a Parigi con il marito, il giornalista Pierre Galante, allontanandosi in maniera definitiva da Hollywood e dallo star system ma non dal mondo del cinema: nel 1965 era stata la prima donna a presiedere la giuria del Festival di Cannes.

“Quello che mi attirava di Melania – ha raccontato nel documentario “Melania ricorda: le riflessioni di Olivia de Havilland” diretto da John Rust nel 2004 – era l’insieme dei suoi valori, che sono anche i miei. Interpretarla ha significato renderli eterni”. (AGI)




Cinque cortometraggi d’autore per raccontare l’Italia nel mondo

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21cortidautoreL’Anica (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali) in collaborazione con la Farnesina lancerà domani, 22 luglio, alle ore 11.00, la prima iniziativa Post-Covid di Promozione del Paese nel Cinema e nell’Audiovisivo. L’evento di partecipazione vedrà la presenza anche del Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con delega alla promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, Marina Sereni, oltre al Presidente di Anica, Francesco Rutelli.
L’incontro, che avverrà attraverso il collegamento con la Piattaforma Zoom al Link https://zoom.us/j/91328685372, consentirà di illustrare il processo ampio e partecipato e i contenuti del laboratorio creativo, coordinato dall’Anica, che ha portato alla stesura delle linee-guida della call (aperta venerdì 10 luglio con termine venerdì 4 settembre).
All’iniziativa vi hanno partecipato tutte le associazioni dell’audiovisivo italiano e alcuni protagonisti del mondo della creatività.
Sarà anche l’occasione per approfondire i temi portanti del progetto e della campagna di promozione che seguirà.
Saranno inoltre annunciati i nomi dei componenti della Giuria d’eccezione che valuteranno e selezioneranno i progetti ritenuti più rispondenti all’obiettivo di una nuova narrazione delle qualità e dell’attrattività italiana, a seguito dell’emergenza Covid-19 e per una nuova valorizzazione dell’immagine del Paese nel mondo.




Caracas. Aperto il concorso “L´immigrato Italiano”

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2immigranteitalianoPromuovere la diffusione dei valori della cultura italiana, l’importanza dei primi immigrati provenienti dal Belpaese e l’impatto dei suoi protagonisti nello sviluppo del Venezuela. Questi gli obietti della prima edizione del concorso per cortometraggi e corti documentari che vuole riscattare l’immagine degli immigrati italiani nel paese sudamericano, dal titolo “L’immigrato italiano”, la cui iscrizione si è aperta ieri, 1° luglio, e che si concluderà il prossimo 30 ottobre. All’iniziativa, organizzata nell’ambito di “Fare Cinema”, partecipano l’Ambasciata d’Italia e il Consolato Generale di Caracas, il Consolato d’Italia a Maracaibo, l’Istituto Italiano di Cultura di Caracas, il Cgie, il Comites di Caracas, la Camera di Commercio Italo-Venezuelana, la Società Dante Alighieri e il Trasnocho Cultural.
Il concorso è diretto a tutti gli appassionati dell’audiovisivo, professionisti e non, residenti in Venezuela. Il concorso sarà suddiviso in due categorie: la prima è quella dei “giovani talenti” tra i 14 e i 18 anni; la seconda è quella per i maggiorenni, che devono essere obbligatoriamente residenti in Venezuela da almeno 2 anni.
Tema del concorso sarà l’immigrato italiano, in ogni sua sfaccettatura: dall’abbandono della propria terra per lasciarsi alle spalle povertà e tentare la fortuna con una “valigia piena di sogni” in un paese lontano; l’arrivo in paese aperto che ha ricevuto migliaia di italiani alla ricerca di un futuro migliore; il lavoro in un paese che non parlava la propria lingua e lo sviluppo. Una visione storica che vuole valorizzare l’epoca di padri e nonni su cosa significa lasciarsi alle spalle l’Italia.
Il contenuto del cortometraggio, che sia di fiction o di documentario, può contenere tutto quello che comprende l’italianità arrivata dall’altra parte dell’oceano: dalla musica portata sulle navi, al cibo, all’architettura, l’arte e la musica. Insomma, tutto ciò che caratterizza la comunità italo-venezuelana, ripensando alle origini dell’arrivo di 140 anni fa con un occhio al futuro.
La durata massima del cortometraggio è di 8 minuti e dovrà essere pubblicato su Youtube.
Per iscriversi è necessario compilare un formulario disponibile a questo link: https://forms.gle/65cty5k9YgdiffU2A, insieme alla dichiarazione giurata di appartenenza dell’opera inedita. È possibile iscriversi fino al 30 ottobre. Mentre la dichiarazione del verdetto è prevista per il 3 dicembre.
PREMI
Il primo premio della categoria adulti consiste in 2.500 dollari americani, erogato dall’Ambasciata italiana. Il secondo, erogato da Camera di Commercio e Comites, al miglior documentario, è di 1.500 dollari americani.
Per il terzo classificato, il premio, erogato da Cgie e Società Dante Alighieri, consiste in un premio di 750 dollari americani.
Per quanto riguarda i giovani talenti, l’IIC di Caracas donerà al primo classificato 1000 dollari americani.
Ogni partecipante può inviare un solo cortometraggio.




Canada. Voglia di cinema italiano

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lavazzafilmfest toronto 1L’Italian Contemporary Film Festival – ICFF, presentato da IC Savings, e CHIN radio/TV inaugurano il 20 luglio a Toronto il “Lavazza Drive-In Film Festival”, organizzato in partnership con l’Ambasciata Italiana a Ottawa. La manifestazione, che si avvale della collaborazione della RAI e del colosso delle telecomunicazioni canadese Rogers Communications, offrirà al proprio pubblico l’opportunità di riprendere i rapporti umani rispettando allo stesso tempo il distanziamento sociale.
Il festival propone due settimane di proiezioni di film italiani e internazionali, opportunamente selezionati fra quanto di migliore è stato prodotto nell’ultimo anno nell’ambito dei Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia. Esso vuole inoltre rilanciare una delle più classiche esperienze del passato, il cinema in automobile, trasformandola in un film festival.
Ogni sera un proiettore laser ad altissima risoluzione (fornito dall’azienda leader Christie Digital), proietterà un film internazionale su un maxischermo allestito presso l’Ontario Place di Toronto, a pochi passi dal lago Ontario. Tra le nazioni rappresentate: Francia, Cina, Russia, Stati Uniti, Inghilterra, Brasile, India e Canada, con uno speciale “Focus sull’Italia”, realizzato anche in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto e il media partner Rai Italia.
Subito dopo l’evento di Toronto, l’ICFF trasformerà in una piazza italiana un grande spazio a Vaughan, città pochi chilometri a nord della capitale dell’Ontario, per continuare la serie “Focus Italia”. Gli italiani che vivono in Canada in questo periodo difficile si sono uniti in una stretta virtuale e hanno dimostrato bellissime espressioni di solidarietà e questo evento intende celebrare proprio la forza e la duttilità della nostra comunità. Una porzione del costo dei biglietti verrà devoluta alla campagna AiutiAMO l’Italia, lanciata dall’Ambasciata d’Italia a Ottawa in collaborazione con la Croce Rossa canadese e destinata a sostenere l’impegno della Croce Rossa Italiana nel contrasto al Covid-19.
Dopo mesi di isolamento, il “Lavazza Drive In Film Festival” vuole offrire ai canadesi l’opportunità di rientrare in contatto con la comunità, rispettando le necessarie distanze sociali e coinvolgere le famiglie in un’esperienza di intrattenimento piacevole, comoda e sicura.
Ogni sera l’audio della presentazione e del film sarà diramato in diretta dalla Radio CHIN AM 1540. “In un momento in cui le persone sono desiderose di riprendere i contatti sociali con i loro vicini e amici dopo mesi di distanza fisica, stiamo portando l’anima luminosa e l’energia di CHIN Radio all’Ontario Place, offrendo un ambiente sicuro dove il pubblico potrà rivivere quella gioia collettiva che l’esperienza cinematografica ci ha sempre regalato ”, ha dichiarato Lenny Lombardi, presidente di CHIN Radio.
L’industria dell’arte e dell’intrattenimento è stata tra le più colpite dalla pandemia, e sono moltissimi gli eventi e appuntamenti pubblici che quest’anno è stato necessario cancellare. “Il desiderio di riunire insieme le persone attraverso la celebrazione delle arti e della cultura è nel nostro sangue. Vogliamo mostrare che i canadesi possiedono forza, resistenza e capacità di comprensione, in tempi in cui il mondo ne ha più bisogno”, ha detto Cristiano de Florentiis, co-fondatore e direttore artistico dell’ICFF.
“Ho sempre sostenuto con convinzione le iniziative dell’ICFF e la soluzione di un Festival in formato Drive-In, che consentirà di non rinunciare al consueto appuntamento estivo con il cinema italiano e allo stesso tempo di poterlo apprezzare nella massima sicurezza, mi ha subito convinto”, ha affermato l’ambasciatore d’Italia in Canada, Claudio Taffuri. “Iniziative del genere sono ciò di cui abbiamo davvero bisogno. Anche in un momento in cui siamo obbligati a rimanere distanti non ci siamo voluti arrendere, non abbiamo voluto “perdere il contatto” e abbiamo esplorato nuove soluzioni e nuove modalità per condividere con gli amici canadesi la nostra cultura cinematografica”.
“Lavazza”, nelle parole del responsabile Canada, Andrea Chiaramello, “è molto orgogliosa di sostenere questa meravigliosa iniziativa che riunirà di nuovo i cittadini di Toronto, che saranno intrattenuti da un’ottima selezione di bellissimi film da tutto il mondo!”.
All’interno del festival sarà inoltre presente un’altra importante iniziativa: una campagna di promozione turistica per il rilancio dell’Italia. Durante il “Lavazza Drive-In Film Festival” verrà infatti proposto un cortometraggio che mostrerà le bellezze naturali, architettoniche e culturali che l’Italia ha da offrire e le stupende emozioni che si possono provare soltanto viaggiando fisicamente in Italia.
Ogni sera, il film proposto verrà preceduto da interviste con attori e registi, cortometraggi e presentazioni. I biglietti sono in vendita sul sito www.icff.ca o per telefono al +1 (416) 893-3966. Il programma completo verrà annunciato nei prossimi giorni.
CHIN Radio è la prima stazione radio multiculturale / multilingue fondata in Ontario. CHIN AM ha iniziato a trasmettere nel 1966, seguito un anno dopo da CHIN FM. L’organizzazione è pioniera delle trasmissioni radiofoniche multiculturali e ha aperto la strada a operazioni di trasmissione simili in altre comunità. CHIN non è solo “unica a Toronto”, ma anche “unica a Ottawa / Gatineau”. CHIN raggiunge oltre 50 lingue in oltre 100 comunità culturali nelle aree GTA e nell’Ontario meridionale. Il contributo di CHIN alla causa del multiculturalismo , la comprensione e la tolleranza tra persone di ogni nazionalità, razza e religione è riconosciuta in tutto il Canada.
L’Italian Contemporary Film Festival è uno degli eventi culturali più attesi dell’estate a Toronto e in tutto il Canada, con un numero di spettatori che si aggira sui 50.000 l’anno. Istituito nel 2012, è uno dei festival più importanti e di maggior successo nel suo genere e il più grande festival cinematografico italiano al di fuori dell’Italia. Ogni anno, l’Icff proietta dozzine di film, inclusi cortometraggi e documentari, in otto città del paese, in italiano con sottotitoli in inglese o francese. Ma l’ICFF è molto più di un semplice festival cinematografico. È un’esplorazione unica dell’arte e della cultura italiana. Con eventi speciali che mettono in risalto il meglio del cibo italiano, il vino, la moda, la musica, la letteratura, l’architettura e gli sviluppi del settore, Icff è impegnato a celebrare il patrimonio italiano, a mettere in contatto artisti e imprenditori da tutto il mondo e a collegarli con il pubblico diversificato del Canada.




The Blues Brothers compiono 40 anni

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d2c65282 caea 44e9 8a57 cb6862820846Veramente la storia ha inizio un paio di anni prima, quando Dan Aykroyd e John Belushi si presentarono al Saturday Night Live per la prima volta nei panni dei Blues Brothers e, a seguito del successo immediato, pubblicarono il loro primo album, “Briefcase full of blues”, una valigia piena di blues. Era l’inizio di un’avventura straordinaria che ebbe il suo apice esattamente 40 anni fa, quando John Landis portò i fratelli Blues al cinema trasformandoli in un successo planetario e facendoli entrare nella leggenda.

Il vero cultore del blues era Dan Aykroyd, armonicista che aveva militato a lungo nella Downchild Blues Band e il blues era la colonna sonora del club che gestiva all’epoca, l’Holland Tunnel Blues bar, dove Belushi venne iniziato al genere. Fu Howard Shore a suggerire per il duo il nome di Blues Brothers, il cui stile era un misto di eleganza cool e look gangsteristico, mentre i personaggi di Elwood e Jake Blues furono modellati sui due fratelli che erano alla guida della Downchild Blues Band di Aykroyd.

“La banda” venne messa in piedi con l’aiuto di Paul Shaffer, che era parte integrante della formazione che suonava al Saturday Night Live, che prese altri due componenti dello show, Lou Marini e Tom Malone, e li affiancò con due elementi della storia della soul music, Steve Cropper e Donald “Duck” Dunne, che avevano suonato in ogni singolo di successo della Stax, e con Alan Rubin e Matt “Guitar” Murphy. Una formazione praticamente perfetta, in grado di sostenere in maniera eccellente il duo dei “fratelli”, con i loro numeri musicali e comici, i balletti, le gag e un repertorio di canzoni classiche e imbattibili, in bilico tra blues, soul, jazz e rock’n’roll, arrangiate magistralmente da Shaffer. Il risultato di questo pregevole mix di creatività, divertimento e stile fu un album dal vivo, Briefcase full of blues, che nel 1978 andò velocemente al primo posto in classifica, spinto dalla splendida e divertentissima versione di Soul man di San & Dave che i Blues Brothers interpretarono in maniera fedele ma potentissima.

Nelle note di copertina veniva raccontata la storia dei fratelli Jake e Elwood, orfani cresciuti in un istituto di suore a Rock Island, nell’Illinois, dove avevano imparato due religioni, quella cattolica e quella del blues. E quella storia, le cui vicende Aykroyd iniziò a scrivere proprio ai tavoli dell’Holland Tunnel Blues Bar, diventò la storia del film diretto da Landis, un musical perfetto che metteva insieme la musica della band con la storia del blues e del soul, rappresentata nel film dalle stelle più grandi, Ray Charles, Aretha Franklin, John Lee Hooker e il grande Cab Calloway. Al film seguì un grande tour e un altro album dal vivo, Made in America, seguito da un best ofnel 1981. Poi la morte di Belushi fece finire la storia, anche se i Blues Brothers hanno avuto altre incarnazioni, persino un altro film con John Goodman al fianco di Aykroyd, “Blues Brothers: il mito continua”, ricchissimo di musica e di grandi musicisti, ma decisamente non all’altezza dell’originale.

Un film e tre album, comunque, sono bastati ai Blues Brothers per entrare a far parte della storia della cultura popolare del Novecento e a entrare anche nel nuovo millennio come figure mitiche; il loro abbigliamento non è più andato fuori moda, la musica, il blues, che loro hanno contribuito a far scoprire alle generazioni che all’epoca erano travolte da punk, disco e elettronica, è ancora tra noi e ci resterà ancora a lungo; e John Belushi, scomparso troppo presto e mai dimenticato, è ancora amato da milioni di persone in tutto il mondo, per come cantava, per come ballava, e per come, in una delle sequenze memorabili di Blues Brothers, abbassando gli occhiali neri e sfoderando uno sguardo ammaliatore, nei panni di Joliet Jake Blues riusciva a convincere persino la fidanzata che lo voleva uccidere.




Fare Cinema: l´omaggio dell’ICC di Los Angeles a Fellini e Sordi

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fclocandinasqIn occasione di Fare Cinema, iniziativa di promozione dell’industria cinematografica italiana nel mondo organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che quest’anno si svolge dal 15 al 21 giugno sulla piattaforma digitale RaiPlay, l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e la Hollywood Foreign Press Association (HFPA), domani, 19 giugno, condivideranno sul canale Youtube dell’Istituto alcuni speciali contenuti video relativi a Federico Fellini e Alberto Sordi nel centenario della loro nascita.
La HFPA – sottolinea l’IIC – contribuisce notevolmente alla conservazione dei film in tutto il mondo e ogni anno organizza un convegno sul restauro e proiezioni con la Cineteca di Bologna e la Fondazione Lumière. Nel 2020, per onorare il centenario di Fellini, la HFPA ha finanziato il restauro di ROMA.
I materiali della presentazione del film lo scorso febbraio all’Egyptian Theatre di Hollywood, insieme ad un’intervista a Paul Mazursky in ricordo di Federico Fellini e ad uno speciale report sull’ultima visita di Alberto Sordi a Los Angeles nel 1997, saranno introdotti domani da Lorenzo Soria, l’attuale Presidente della HFPA, e da Luca Celada, membro del comitato direttivo e del comitato per il restauro cinematografico della HFPA.




“Maestro in sintesi immaginativa: 100 anni di Federico Fellini”. Il nuovo seminario dell’ICC Los Angeles

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22felliniIl prossimo 28 maggio alle 18:00, l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles presenterà “Maestro in sintesi immaginativa: 100 anni di Federico Fellini”, una conversazione online sul regista e Maestro del cinema italiano, vincitore di cinque premi Oscar, in concomitanza con la pubblicazione dell’antologia A Companion to Federico Fellini, edito da Wiley Blackwell.
Alessandro Ago (USC School of Cinematic Arts) modererà la conversazione con Frank Burke (Department of Film and Media – Queen’s University, Canada); Thomas Harrison (UCLA Department of Italian) e Federico Pacchioni (Musco Chair in Italian, Chapman University).
L’evento – per partecipare occorre registrarsi qui – è parte delle celebrazioni ufficiali per il Centenario di Federico Fellini e organizzato in memoria di Marguerite Waller, professoressa emerita di Comparative Literature and Gender Studies, University of California, Riverside e co-curatrice dell’antologia “A Companion to Federico Fellini” di Wiley Blackwell.
Curata da Frank Burke, Marguerite Waller e Marita Gubareva, questa antologia presenta nuove metodologie e intuizioni per conoscere, apprezzare e contestualizzare i film del regista nel 21esimo secolo. Il volume fornisce contributi di importanti studiosi, intellettuali e cineasti, nonché approfondimenti di numerosi collaboratori del regista italiano. Saggi accademici ma di facile lettura esplorano gli aspetti fondamentali delle opere di Fellini, affrontando la loro rilevanza contemporanea.
Alessandro Ago è Director of Programming and Special Projects della USC School of Cinematic Arts, per cui organizza proiezioni di film, festival, relatori, ospiti ed eventi speciali. Per USC Ago cura anche Outside the Box [Office], una serie di proiezioni di nuovi film e documentari internazionali indipendenti, seguite da conversazioni con i registi. Con un interesse speciale per il cinema italiano, Ago ha ospitato eventi con Roberto Saviano, Mario Monicelli, Lina Wertmueller, Gabriele Salvatores, Claudia Cardinale, Pupi Avati, Marco Bellocchio, Dario Argento e Franco Nero.
Frank Burke è Professore Emerito alla Queen’University (Kingston, Ontario, Canada), dove, dal 1987 al 2015, ha insegnato cinema postmoderno, critica ideologica, studi culturali, teoria post-strutturalista e di genere. La sua ricerca è stata dedicata al cinema italiano, nordamericano e italo-americano, con particolare attenzione a Federico Fellini. Ha pubblicato cinque libri sui film di Fellini in inglese e ha contribuito ai volumi italiani sul regista. A Companion to Federico Fellini, che ha curato con Marguerite Waller e Marita Gubareva, è appena stato pubblicato così come il volume Fellini’s Films and Commercials: From Postwar to Postmodern (Intellect e University of Chicago Press).
Thomas Harrison insegna cinema italiano e corsi di letteratura moderna e contemporanea presso il Dipartimento di Italiano di UCLA. Autore del volume in uscita Of Bridges: A Poetic and Philosophical Account (2021), si occupa anche di poesia, storia intellettuale e arti comparate.
Federico Pacchioni è Professore Associato di italianistica e titolare della cattedra Musco Sebastian Paul & Marybelle. Dirige il programma di italianistica, organizzando numerose collaborazioni multidisciplinari e programmi per la comunita’. È autore di numerose pubblicazioni. Il suo lavoro su Fellini comprende: Inspiring Fellini: Literary Collaborations behind the Scenes (University of Toronto Press, 2014, monografia) e A History of Italian Cinema (Bloomsbury Academic Press, 2017, con P. Bondanella). (aise)