Los Angeles. La nuova edizione di Filming Italy

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filming italy los angeles dal 19 al 22 febbraio la decima edizione immagine6Dal 19 al 22 febbraio si svolgerà la decima edizione di Filming Italy – Los Angeles creato e diretto da Tiziana Rocca, Agnus Dei, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, APA (Associazione Produttori Audiovisivi) Ita-Italian Trade Agency e sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles. Lunedì 10 febbraio , ore 12:00, si terrà in streaming una conferenza stampa con : Tiziana Rocca, Direttore artistico del Festival; Chiara Sbarigia, Presidente APA; Paolo Giuntarelli, Direttore Regionale affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport; Isabella Ferrari, Ospite d’onore; Gabriele Muccino, Ospite d’onore; Arisa, Ospite d’onore ; Michele Placido, Ospite d’onore; Diana Del Bufalo, Madrina del Festival; Dolph Lundgren, Presidente onorario del Festival;Domizia De Rosa, Presidente Women in Film, Television & Media Italia; Jacopo Mosca, Moderatore Masterclass. (Inform)




Oscar, tra le critiche dal Messico a ‘Emilia Pérez’, l’Italia propone ‘Vermiglio’

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vermigliopuntocompIn vista delle designazioni dei candidati agli Oscar del 2025 e nell’ambito delle polemiche suscitate in Messico dal musical francese ‘Emilia Pérez’ —criticato in terra azteca per aver perpetuato stereotipi sul Paese e per la predominanza di interpreti non messicani nel casting—, l’Italia punta per la rosa dei lungometraggi in concorso al gala del 2 marzo sul film ‘Vermiglio’, della regista altoatesina Maura Delpero.

La produzione ha riacceso l’orgoglio di una intera comunità: la possibilità che il film italiano possa entrare in lizza per l’Oscar è stata accolta con grande entusiasmo nei luoghi che hanno ospitato le riprese.

«Vermiglio rappresenta un evento di portata incredibile per il nostro comune e per l’intero territorio della Val di Sole. Attendiamo con ansia e speranza la decisione al fianco della regista, di cui siamo immensamente orgogliosi e alla quale siamo profondamente grati», afferma Michele Bertolini, sindaco del paese di poco più di 1800 abitanti della provincia autonoma di Trento in cui è ambientata la vicenda.

Girato oltre che nel comune di Vermiglio, paese natale del padre di Delpero, nelle frazioni di Carciato (nel comune di Dimaro-Folgarida) e a Comasine (comune di Peio), il film ha già vinto il Leone d’argento all’81 Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

«È un’opportunità straordinaria per far conoscere la nostra storia, le nostre tradizioni e la bellezza dei nostri paesaggi a un pubblico più ampio» —aggiunge il sindaco— dato che questo progetto non solo celebra la nostra identità, ma contribuisce anche a valorizzare il comune come meta culturale e turistica, portando visibilità e prestigio a Vermiglio e a tutta la Valle».

Vermiglio è un intimo dramma in costume che intreccia una narrazione avvincente con lo scenario mozzafiato del regione Trentino. La produzione è stata possibile grazie al sostegno della Trentino Film Commission, impegnata a promuovere lo sviluppo dell’industria cinematografica sul territorio. Fornendo finanziamenti, assistenza logistica e accesso agli splendidi paesaggi locali, l’ente ha svolto un ruolo fondamentale nel dare vita alla pellicola, accompagnandone la realizzazione anche attraverso la certificazione Green Film.

Foto: cinemapublic.ca

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A Montreal la retrospettiva “Marco Bellocchio, corpi politici”

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9bellocchioTra i cineasti apparsi in Italia a metà degli anni Sessanta, pochi sono ancora attivi oggi. Marco Bellocchio si rivela, a ragione, il maratoneta del cinema italiano: ad oltre ottant’anni è prolifico come non mai e allo stesso tempo offre il culmine, la sintesi di un cinema che lui stesso aveva plasmato sessant’anni prima. I suoi personaggi, spesso interpretati da attori straordinari, lottano di fronte a tormenti tanto psicologici quanto politici o sociali.
Al regista italiano la Cinémathèque Québécoise di Montreal dedica la retrospettiva “Marco Bellocchio, corpi politici”, che, organizzata in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e Cinecittà, si terrà dal 12 gennaio al 3 febbraio prossimi.
Si comincerà con Vincere (2009) e per l’occasione sarà presente a Montreal il figlio di Marco, Pier Giorgio Bellocchio.
In programma poi Buongiorno notte (2003), Marx può aspettare (2021), L’ora di religione/Il sorriso di mia madre (2002), I pugni in tasca (1965), Il regista di matrimoni (2006), Il traditore (2019), Sangue del mio sangue (2015), Salto nel vuoto (1980), Rapito (2023), Diavolo in corpo (1986), tutti in versione originale con sottotitoli in francese, e Marcia trionfale (1976) in francese.
In occasione della retrospettiva, verrà inoltre presentato in anteprima in Québec Esterno notte (2022), opera di cinque ore e secondo film del cineasta dedicata al caso Aldo Moro che sconvolse la vita politica italiana degli anni ’70. (aise)




Premiato a New York e San Diego “Marcho. L’ultima bandiera”, il docu-film coprodotto dall’ARLeF

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13marchoIl docufilm co-prodotto dall’ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana “Marcho. L’ultima bandiera”, presentato su RaiStoria in prima serata solo poche settimane fa, ha già conquistato due riconoscimenti internazionali. Nell’ambito del “New York International Film Awards” ha ricevuto il premio come “Best Historical Film”. Sempre negli USA, ma a San Diego, in occasione del XX “Accolade Global Film Competition”, gli è stato assegnato l’“Award of Excellence Special Mention”, al pari di documentari che vedono protagonisti attori hollywoodiani del calibro di Hugh Jackman e Eric Roberts.
“Un documentario creativo, realizzato ad arte, con ricostruzioni coinvolgenti ed esperti moderni che si muovono attraverso le scene. Nel 1400, Rizzardo nasconde la tragica storia di Marcho di Moruzzo, un ribelle che sfidò la conquista di Venezia. La storia di tradimento e sfida rimase nascosta per 500 anni fino alla sua scoperta, nel 1986”, questa la motivazione della giuria.
Due ottimi risultati per questa pellicola che narra una pagina importante della storia friulana, un unicum di grande valenza civile e umana. Girato interamente in Friuli, il docufilm è il frutto della co-produzione ARLeF – Agenzia regionale per la lingua friulana e Arte Video, con il contributo di Friuli Venezia Giulia Film Commission e del Fondo per l’audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.
In particolare, l’“Accolade Global Film Competition” riconosce e premia i professionisti che dimostrano risultati eccezionali nel campo artistico e nella creatività. Le pellicole sono giudicate da esperti del settore cinematografico e televisivo. È inoltre tra le manifestazioni che consentono l’accesso al prestigioso circuito internazionale IMDb, che darà ora al docufilm un respiro internazionale, facendo conoscere un pezzo di storia del Friuli al mondo. “Abbiamo appena iniziato a iscriverlo ai festival e già incomincia ad avere i primi successi – ha dichiarato Marco Fabbro, regista del film –. La soddisfazione di saperlo apprezzato oltreoceano è davvero grande, così come il fatto che sia entrato nel prestigioso circuito IMDb – Internet Movie Database”.
Il docufilm, lo ricordiamo, narra un evento rimasto celato per 500 anni e tornato alla luce solo nel recente passato, nel 1986, durante un restauro, grazie a una lettera rinvenuta tra le pagine di un libro, conservato su uno scaffale della casa-forte Brunelde (Fagagna): la storia è quella di Marco di Moruzzo, l’ultimo Portabandiera dello Stato patriarcale di Aquileia, l’unico nobile che si è opposto all’invasione di Venezia, attorno al 1420.
La pellicola, lo testimoniano questi primi riconoscimenti, è un prodotto di grande qualità anche grazie agli approfondimenti storici del prof. Franco Cardini, volto noto del piccolo schermo, e di Alberto Travain, autore e curatore di vari saggi sulla figura di Marcho; Flavia Maria De Vitt, docente di Storia medioevale all’Università degli Studi di Udine; William Cisilino, direttore dell’ARLeF; Gianfranco Ellero, autore di numerose monografie sulla storia del Friuli. Di grande profilo anche il cast, che vede un bravissimo Paolo Mutti nel ruolo di Marcho, affiancato da Aida Talliente la moglie dell’alfiere, Caterina Arcoloniani, Fabiano Fantini che interpreta Pileo, padre di Marcho, Alessandro Mistichelli nel ruolo di Rizzardo d’Arcano, Lorenzo Acquaviva in quello del Doge Mocenigo e Paolo Fagiolo, del Capitano veneziano.
Il documentario è stato girato in 6k con camere Red ad alta definizione ed è stato post prodotto nei laboratori di Arte Video. Ben otto le location del Friuli in cui sono state effettuate le riprese, con il coinvolgimento di oltre duecento persone tra storici, attori, comparse, rievocatori e naturalmente lo staff troupe e post-produzione. (aise) 




Golden Globes: candidato un film italiano

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vermiglio maura delpero 1024x549C’è anche un film italiano tra le candidature ai Golden Globes 2025. Si tratta di “Vermiglio” di Maura Delpero nella categoria Miglior film straniero. La pellicola, “Leone d’argento- Gran premio della giuria” al Festival di Venezia, è nella lista con “All we imagine as light” (Usa, Francia, India), “Emilia Pérez” (Francia), “The girl with the needle” (Polonia, Svezia, Danimarca), “I’m still here” (Brasile) e “The seed of the sacred fig” (Usa, Germania).

“Vermiglio” è, inoltre, il film scelto per concorrere per l’Italia alle nomination per gli Oscar 2025.  Concorrerà per la shortlist che includerà i 15 migliori film internazionali selezionati dall’Academy e che sarà resa nota 17 dicembre. L’annuncio delle nomination (la cinquina dei film nominati per concorrere al premio) è previsto, invece, per il 17 gennaio 2025, mentre la cerimonia di consegna degli Oscar si terrà a Los Angeles il 2 marzo 2025. La cerimonia di premiazione dei Golden Globes si svolgerà il 6 gennaio 2025.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Sophia Loren è il personaggio dell’anno 2024 per Treccani

archivio storico personaggi

archivio storico personaggi

Sophia Loren, “l’inimitabile diva che proprio quest’anno ha compiuto novanta anni“, è il personaggio dell’anno per Treccani. L’attrice compare tra i nomi raccontati ne “Il libro dell’anno”, il volume giunto alla sua venticinquesima edizione. “Nata il 20 settembre 1934, Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone è un’icona italiana nel mondo, sinonimo di talento e bellezza cristalline“, scrive Treccani dell’attrice.

E nel testo scritto da Gianluca Nicoletti, Loren viene descritta come “modello dell’italianità muliebre in ogni vertiginoso splendore, come pure in ogni sua possibile fragilità. L’emblema della femminilità italiana più famoso nel mondo, mai appannato e mai sorpassato dal perentorio mutare delle mode estetiche”.

“Figlia della fame e della sofferenza che hanno accompagnato la sua generazione- si legge- il cinema è stato lo specchio fatato che ne ha riflesso la gloria, consacrandola in un mito universalmente riconosciuto”. E ancora: “La sua bellezza, genuinamente mediterranea, è esito indelebile del territorio che l’ha generata: lei l’ha saputa, però, coltivare fino a farne un’icona intangibile”.

“Nei suoi ruoli in L’oro di Napoli, La Ciociara, Una giornata particolare e in molti altri c’è un po’ di ognuno di noi e della nostra cultura, frammenti di un Paese diviso fra bigottismo e impudicizia, sofferenza e gioia di vivere”.

“Con 90 approfondimenti affidati alle penne di 80 tra i più prestigiosi giornalisti e esperti italiani in vari ambiti – dalla letteratura alla scienza, dall’economia al diritto – il volume offre una panoramica completa delle dinamiche politiche, sociali e culturali di un anno che, pur segnato dalla tragedia, ha anche visto il continuo dibattito su come affrontare la crisi globale”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Messico. Al via una retrospettiva di Visconti

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luchinoviscontipuntovertL’Istituto italiano di cultura (Iic) di Città del Messico, in collaborazione con la Cineteca Nacional, presenta dal 6 al 29 dicembre una retrospettiva dedicata ai film di Luchino Visconti.

«È un’opportunità unica» —si legge sul sito dell’Iic— «per esplorare l’opera di uno dei più grandi registi del cinema italiano e mondiale, il cui lavoro ha avuto un impatto duraturo sul linguaggio cinematografico e sulla cultura visiva. Visconti è noto per la sua capacità di coniugare il melodramma con la riflessione storica, sociale e politica, e per la sua attenzione ai dettagli estetici e ai temi di classe, identità e decadimento».

I 14 film in programma, restaurati in formato digitale, coprono il periodo 1943-1976 del cineasta italiano e comprendono capolavori come Il Gattopardo (1963), La caduta degli Dei (1969), Morte a Venezia (1971) e Ludwig (1973).

Visconti (Milano, 1906 – Roma, 1976), genio del teatro, dell’opera e della settima arte, scopritore di Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, regista del soprano Maria Callas e promotore di Alain Delon, passò dal neorealismo al melodramma con superbi adattamenti di testi letterari Giovanni Verga, Fiodor Dostoevskij, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Thomas Mann e Albert Camus, tra gli altri.

L’inaugurazione della retrospettiva avrà luogo venerdì 6 dicembre alle 19 alla Cineteca Nacional di Città del Messico (Av. México Coyoacán 389) con la proiezione del film Il gattopardo.

Foto e immagini: mubi.com / Istituto italiano di cultura

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Los Angeles rende omaggio a Sofia Loren, “La Diva di Napoli”:

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12lorenUna retrospettiva dedicata all’eccezionale carriera di Sophia Loren e celebra i più importanti lavori della star italiana tanto amata nel mondo. È quella che si è aperta il 7 novembre a Los Angeles, nella prestigiosa sede dell’Academy Museum of Motion Pictures, dove la rassegna proseguirà per tutto il mese.
“Sophia Loren: La Diva di Napoli”, questo il titolo della retrospettiva, vuole anche festeggiare il 90° compleanno della più rappresentativa delle dive italiane, proponendo nuovi restauri realizzati da Cinecittà, introdotti il 7 e l’8 novembre scorsi dalla stessa Loren insieme al figlio, il regista Edoardo Ponti, e alla presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia.
La manifestazione è stata inaugurata con La ciociara di Vittorio De Sica, con cui Loren vinse il premio come migliore attrice a Cannes e l’Oscar, per proseguire con La vita davanti a sé di Edoardo Ponti. Il film ha ottenuto diverse nomination agli Oscar e ai Golden Globes, è entrato nella top 10 di Netflix in ben 37 Paesi e ha vinto vari premi tra cui il David di Donatello per la miglior interpretazione.
“Sophia Loren: La Diva di Napoli” presenta film raramente proiettati negli Stati Uniti, come Miseria e nobiltà di Mario Mattoli e Il segno di Venere di Dino Risi, in cui l’interprete muove i suoi primi passi nel cinema, accanto a titoli come Ieri, oggi e domani, Matrimonio all’italiana e Una giornata particolare che hanno segnato le sue storiche collaborazioni con Vittorio De Sica e Marcello Mastroianni, e propone inoltre tre nuovi restauri in 4K curati da Cinecittà: L’Oro di Napoli di De Sica, presentato in anteprima americana, dopo la prima mondiale del 27 agosto scorso al Festival di Venezia; Sabato, domenica e lunedì di Lina Wertmüller, proiettato in anteprima mondiale nella versione televisiva originale, tratta dalla commedia di De Filippo; e Peccato che sia una canaglia di Alessandro Blasetti, film che segna un doppio esordio per l’attrice, con il primo ruolo importante nonché la prima pellicola al fianco di Mastroianni.
L’omaggio include anche altri due restauri in 4K: Arabesque (1966) di Stanley Donen, e Prêt-à-Porter (1994) di Robert Altman.
La retrospettiva è coprodotta da Cinecittà e Academy Museum of Motion Pictures, a cura di K.J. Relth-Miller di Academy Museum of Motion Pictures e di Paola Ruggiero di Cinecittà. (aise) 




Il Festival del Cinema Italiano invade il Brasile

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7festbrasLa 19ª edizione del Festival del Cinema Italiano in Brasile si apre oggi, 7 novembre, e arriva come uno degli eventi più attesi e apprezzati dagli amanti della settima arte. Il Festival proseguirà sino all’8 dicembre, con una programmazione di 29 titoli.
Per il terzo anno, i film del Festival saranno proiettati anche in presenza e gratuitamente in tutto il Brasile, in 120 sale e in più di 80 città, oltre alla trasmissione gratuita in streaming.
Quest’anno, il festival propone sia film inediti in Brasile sia una retrospettiva tematica dedicata all’umorismo nel cinema italiano.
La Mostra Inediti riunisce opere freschissime, prodotte tra il 2023 e il 2024, molte delle quali hanno già avuto grande successo nei più prestigiosi festival internazionali, come Venezia, Cannes e Berlino. Questi film esplorano temi universali e complessi, dalle sfide della società contemporanea ai drammi più intimi e personali, offrendo un ritratto profondo dell’Italia di oggi. Tra i titolo in programma: “Un’altra estate in famiglia” di Paolo Virzí del 2024; “Io Capitano” di Matteo Garrone, uscito nel 2023; e “Romeo e Giulietta” di Giovanni Veronesi del 2024.
La Mostra Retrospettiva, intitolata “L’Umorismo nel Cinema Italiano: da Totò a Roberto Benigni”, è un omaggio ai grandi classici che hanno segnato la storia del cinema italiano, riportandoci alle radici di una tradizione cinematografica che ha influenzato generazioni di registi in tutto il mondo. È l’occasione perfetta per riscoprire film che hanno definito un’epoca e che, nonostante il tempo trascorso, continuano a parlarci con la stessa intensità. Tra i film che saranno proiettati: “Napoli milionaria” di Eduardo de Filippo, 1950; “Lo sceicco bianco” di Federico Fellini, 1952; “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni, 1988; e “Il viaggio di Capitan Fracassa” di Ettore Scola, 1990.
A Brasilia i film saranno proiettati nella sala del Cine Brasília; diverse invece le sedi in cui si potrà assistere alle proiezioni a San Paolo, Rio de Janeiro, Porto Alegre, Curitiba, Recife e Belo Horizonte.
Per visualizzare l’elenco completo delle città e delle sale, nonché i film in programma, disponibili anche sulla piattaforma del Festival, si può visitare il sito festivalcinemaitaliano.com/.
Il Festival del Cinema Italiano in Brasile è stato fondato dalla Camera di Commercio Italiana di San Paolo – ITALCAM e conta sul patrocinio e la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia. Non si tratta solo di vedere grandi film, ma di intraprendere un vero e proprio viaggio nel cuore della cultura italiana, una finestra aperta sulle nuove tendenze e sulle opere che hanno plasmato la storia del cinema, con l’obiettivo di diffondere la cultura italiana attraverso il suo Cinema, conosciuto in tutto il mondo per la sua creatività e genialità. (aise)




Il cinema italiano nelle carte dell’Archivio Storico Diplomatico

il cinema italiano nelle carte dellarchivio storico diplomatico

il cinema italiano nelle carte dellarchivio storico diplomaticoL’Archivio Cinematografico della Direzione Generale per le Relazioni Culturali con l’estero (DGRC), che si trova presso l’Archivio Storico Diplomatico della Farnesina, conserva abbondante documentazione sulla diffusione di film e documentari italiani, la partecipazione italiana a festival e manifestazioni internazionali, e la trattazione di accordi cinematografici con altri paesi: un settore tuttora rilevante della proiezione dell’Italia all’estero.

Per quanto riguarda la diffusione di film e documentari italiani, fino agli anni Cinquanta la DGRC non disponeva di fondi che potessero essere destinati all’acquisto sul libero mercato di materiale cinematografico da inviare alle sedi estere per promuovere in questi paesi un’adeguata opera di divulgazione culturale. Pertanto, era solita rivolgersi per cortesi prestiti alla Cineteca Autonoma del Ministero della Pubblica Istruzione per i documentari di natura didattica, mentre tramite l’ENIT si provvedeva all’invio di documentari di argomento turistico. LA DGRC richiedeva inoltre prestiti di documentari alla Incom (Industrie cortimetraggi) e alla Unitalia Film (Unione internazionale per la diffusione del film italiano all’estero). I film venivano in genere forniti in prestito gratuito da privati produttori cinematografici.

Le pellicole venivano spedite tramite corriere alle varie sedi e da queste restituite sempre a mezzo corriere. Come si può immaginare, i prestiti erano in genere limitati a pochi esemplari, vista l’esiguità delle scorte in possesso ai prestatori, ai lunghi tempi delle spedizioni e al limitato interesse degli industriali del cinema ad offrire gratuitamente le loro pellicole per usi di carattere culturale che non garantivano un vantaggio economico immediato.

Fra i film che vennero inviati dalla DGRC per la proiezione in vari paesi esteri figura Ladri di biciclette (1948), di Vittorio De Sica, film che può essere considerato il capolavoro della cinematografia italiana del dopoguerra. Scorrere l’elenco dei paesi esteri nei quali la pellicola fu inviata permette di farsi un’idea dell’entità del successo che il film di De Sica ebbe a livello mondiale: fra questi figurano anche paesi geograficamente molto lontani, dove è difficile figurarsi il successo di un film italiano, come l’Ecuador.

Da entrambi i lati della cortina di ferro, Ladri di biciclette ottenne un riconoscimento, sia di pubblico sia di critica, senza paragoni per un film italiano. Ne sono testimonianza le rassegne di stampa estera che accompagnavano le relazioni dei diplomatici delle sedi estere relativamente alle proiezioni del film. Nella stampa dell’epoca si metteva in evidenza come, attraverso il cinema del dopoguerra, il nostro Paese abbia saputo trovare una voce di verità per riproporre alla meditazione di sé stesso e del mondo alcuni problemi fondamentali della vita sociale, richiamando su di essi l’attenzione degli uomini e dei dirigenti politici.