Italian women direct: l’IIC per il 60° del Chicago International Film Festival

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7chicagoPer celebrare il 60° anniversario del Chicago International Film Festival, l’Istituto Italiano di Cultura organizza la retrospettiva “Italian women direct”, una selezione di film di registe italiane presentati al Festival negli ultimi 60 anni. Con una proiezione settimanale gratuita in Istituto, dal 12 settembre al 10 ottobre, il pubblico potrà riscoprire la storia del festival cinematografico più longevo di Chicago, con un focus sull’apporto delle donne italiane nel plasmare il cinema contemporaneo e sul loro contributo al dibattito in corso sulla rappresentazione nell’industria cinematografica. Quattro i titoli proposti in rassegna. Ognuno di essi rappresenta temi, stili e narrazioni diversi che insieme forniscono un’istantanea dell’evoluzione del cinema italiano in oltre mezzo secolo.
I film in programma sono “Film d’amore e d’anarchia” di Lina Wertmüller (1973) il 12 settembre alle 18.00; “La pelle” di Liliana Cavani (1981) il 19 settembre, sempre alle 18.00; “Corpo celeste” di Alice Rohrwacher (2011), il 3 ottobre e “Figlia mia” di Laura Bispuri (2018) il 10 ottobre.
“L’Istituto è partner e sostenitore di lunga data del Chicago International Film Festival e siamo grati per la continua crescita della nostra collaborazione”, afferma Luca Di Vito, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago. “La retrospettiva ITALIAN WOMEN DIRECT è il nostro ultimo progetto condiviso, volto ad esaminare il ruolo delle registe italiane nella storia del Festival e il modo in cui hanno contribuito a plasmare il futuro del cinema”.
“Il Chicago International Film Festival ha il privilegio di collaborare con l’Istituto Italiano di Cultura di Chicago da molti anni, grazie ad una partnership profonda e arricchente che ha contribuito in modo significativo a comporre l’arazzo culturale del nostro festival”, sottolinea Vivan Teng, Direttore Generale del Cinema di Chicago. “Nei suoi 60 anni, il nostro Festival ha presentato il meglio del cinema italiano e accolto i talenti creativi di ciascun film. Far conoscere film e registi italiani al pubblico di Chicago ci ha dato molte opportunità per condividere prospettive culturali e artistiche tra che risuona con le nostre diverse comunità amanti del cinema. In qualità di nostro partner, l’Istituto Italiano di Cultura ha avuto un ruolo determinante nel rendere possibili questi scambi culturali e siamo onorati che ci stia aiutando a celebrare la nostra storia presentando questi incredibili film che mostrano la profondità e l’ampiezza del nostro legame con il cinema italiano”.
L’iniziativa rientra ne “In Futuro: a survey of possibilities”, tema del programma dell’IIC per il 2024. (aise) 




Portogallo. Il Teatro italiano al Festival di Almada

il teatro italiano al festival di almada tommaso le pera

il teatro italiano al festival di almada tommaso le peraUna presenza significativa quella dell’Italia alla 41ª edizione del Festival di Teatro di Almada, la più importante rassegna internazionale di teatro in Portogallo che da anni presenta spettacoli di compagnie provenienti da tutto il mondo, con una speciale attenzione al teatro italiano.

Anche per questa edizione il Festival ha potuto contare sulla significativa collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, grazie al quale è stato possibile garantire la presenza di due prestigiose compagnie italiane, particolarmente plaudite nel corso della conferenza stampa del Festival svoltasi lo scorso 14 giugno.

La prima ad andare in scena il 6 e 7 luglio con tre spettacoli è stata la storica Compagnia Marionettistica Carlo Colla & Figli che ha presentato “La Tempesta” di William Shakespeare nella versione tradotta in napoletano del ‘600 per il teatro delle marionette da Eduardo De Filippo, che interpretò e incise le parti di tutti i personaggi. Nata nel 1985 da una proposta di Franco Quadri, allora direttore del Settore Teatro della Biennale di Venezia, e di Luca De Filippo, “La Tempesta” viene oggi ripresa dalla Compagnia Carlo Colla & Figli in occasione del 40° anniversario della scomparsa di Eduardo. Una grande avventura della fantasia, una favola nella quale, intorno ai personaggi centrali, si muove un mondo di colori, di suoni, di allegorie e di simbologie che ripropone tutta la forza poetica di un lavoro che, attraverso la potenza e la ricchezza del dialetto napoletano, fornisce una nuova e suggestiva dimensione “popolare” del testo shakespeariano, visitato e rivisitato da molteplici interpretazioni filosofiche e intellettuali.

Dopo il successo riscosso nella scorsa edizione con “Il compleanno” di Harold Pinter, la Compagnia del Teatro Menotti di Milano è tornata sul palco del Festival il 13 e 14 luglio con due recite di “Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov”, per la regia di Peter Stein e con la magistrale interpretazione di Maddalena Crippa. Nelle tre opere del drammaturgo russo (“L’Orso”, “I Danni del Tabacco” e “La Domanda di Matrimonio”) i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi, si ammalano, sono preda di attacchi isterici o litigano fra loro, in tre variazioni del tema dell’umana ipocrisia. Tre “scherzi scenici”, come amava definirli lo stesso Čechov, scritti ispirandosi alla commedia francese e al vaudeville in voga nella Francia di fine Ottocento.

Entrambi gli spettacoli hanno visto una grande affluenza di pubblico durante le varie repliche, con oltre 1.500 spettatori. “La Tempesta” è stato selezionato come “spettacolo d’onore”, con la possibilità di partecipare anche alla prossima edizione del Festival, mentre “Crisi di Nervi” ha conquistato il secondo posto.




Rai: “L’amica geniale” il 20 agosto in anteprima mondiale a New York

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raii lamica genialeil 20 agosto in anteprima mondiale a new york immagine5La fiction successo mondiale “L’amica geniale” sbarca a New York al Tribeca Film Festival, dove il prossimo 20 agosto alle 19.00, verranno proiettati in anteprima assoluta, i primi due episodi della quarta serie, poi trasmessa dai Rai 1 a partire da lunedì 11 novembre. Alla proiezione sono attese le protagoniste Alba Rohrwacher, Irene Maiorino, l’attore Fabrizio Gifuni, la regista Laura Bispuri e Saverio Costanzo, showrunner della serie. Tratta dai romanzi best seller di Elena Ferrante, saga letteraria che ha conquistato il primo posto nella classifica dei 100 migliori libri del XXI secolo secondo il New York Times, la fiction “L’amica geniale” – “My Brilliant Friend” nella traduzione inglese – segue la vita di Elena Greco e della sua migliore amica Raffaella, “Lilla” Cerullo in un racconto che abbraccia sessant’anni di storia personale e del nostro Paese e le vede prima bambine in una Napoli degli anni ‘50 e poi crescere e diventare adulte, negli anni ‘80, in una società segnata da decenni di violenza politica e disordini sociali. La quarta parte della tetralogia, “Storia della bambina perduta” – “Story of the Lost Child” – approfondisce gli anni adulti delle due protagoniste: tra maternità, tradimenti, minacce, sparizioni e disastri naturali, Elena and Lila si ritroveranno ancora una volta a vivere nello stesso quartiere. “L’Amica geniale – Storia della bambina perduta” è una serie Rai- HBO. Una serie di Saverio Costanzo; una produzione Fandango, The Apartment, Fremantle Italy, Wildside e Mowe con Lorenzo Mieli che produce per Fremantle Italy, The Apartment e Wildside (entrambe società del gruppo Fremantle), e Domenico Procacci per Fandango, in collaborazione con Rai Fiction e HBO Entertainment. Storia e sceneggiatura di Elena Ferrante, Francesco Piccolo, Laura Paolucci e Saverio Costanzo. Regia di Laura Bispuri. (Inform)




A New York si apre la mostra fotografica “Marco Anelli: Building Magazzino 2014-2024”

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29newyorkMagazzino Italian Art ha annunciato in queste ore la prossima apertura della mostra “Marco Anelli: Building Magazzino 2014-2024”, che aprirà i battenti il 23 agosto per chiudersi poi 14 ottobre prossimo, allestita nel Robert Olnick Pavilion, Cold Spring, New York (USA).
In mostra una cinquantina di straordinarie fotografie di grandi dimensioni, tra cui numerosi inediti, del fotografo italiano Marco Anelli che immortalano la progettazione e la costruzione di Magazzino Italian Art, compresi i ritratti delle decine di operai e artigiani che lo hanno realizzato.
Curata da Paola Mura, l’esposizione presenta una selezione di immagini scelte tra le centinaia scattate dal fotografo, che vive e lavora a New York, nell’arco di un decennio, dal 2014 al 2024.
Commissionate da Magazzino, le foto di Anelli raccontano la trasformazione del museo, a partire dalla progettazione di un’istituzione dedicata all’arte italiana postbellica fino alla forma attuale: un campus con due edifici, una rinomata collezione permanente, mostre temporanee e il primo e unico centro di ricerca del suo genere negli Stati Uniti.
Le fotografie seguono la storia dell’edificio principale di Magazzino (usato in passato come impianto di pastorizzazione del latte e convertito nel 2017 dall’architetto spagnolo Miguel Quismondo nella sede della collezione permanente di Arte Povera) e proseguono fino alla recente costruzione del Robert Olnick Pavilion, il padiglione indipendente progettato da Alberto Campo Baeza insieme a Quismondo e destinato alle mostre temporanee e allo spazio per la programmazione.
Marco Anelli ha fotografato il cantiere di Magazzino stagione dopo stagione, giorno e notte, godendo di un accesso privilegiato, senza restrizioni, a quello che solitamente è un luogo privato e difficile da penetrare per i non addetti ai lavori. Anelli non ha voluto soltanto documentare la costruzione di Magazzino Italian Art, ma testimoniare l’umanità, le emozioni e le esperienze di coloro che hanno reso questo progetto una realtà, facendone, sotto ogni punto di vista, un’opera d’arte di per sé.
I lavoratori sono ritratti nelle fotografie di Anelli durante tutte le fasi della costruzione senza alcun ricorso a pose artificiali o stereotipi del mestiere, ma con grande onestà e rispetto, estendendo il senso del cantiere dai puri elementi architettonici e costruttivi alla componente umana.
Per Marco Anelli: “Queste immagini vogliono raccontare la storia di Magazzino attraverso il senso d’orgoglio che ogni giorno le donne e gli uomini portavano nel lavoro di cantiere. È stato un onore raccontare le loro storie e vederli trasformare Magazzino da un’idea a una realtà concreta.”
La curatrice della mostra, Paola Mura, afferma: “A differenza della classica documentazione, l’opera di Anelli offre una prospettiva senza precedenti che solo la sua visione artistica poteva cogliere. Le foto non sono una semplice testimonianza, ma uno sguardo particolare che riflette il suo approccio unico al tema. Rivelano il viaggio del museo sottolineando il potere dell’arte d’ispirare e creare. L’opera fotografica di Anelli rispecchia la sua costante indagine sull’architettura, l’ambiente e l’umanità. Il fotografo presenta opere ricche di riflessione, che restituiscono il ritmo del lavoro, mettono in risalto il contributo spesso sottovalutato degli operai e riconoscono il loro ruolo essenziale, insieme a quello di tutta la comunità locale”.
I fondatori di Magazzino, Nancy Olnick e Giorgio Spanu, dichiarano: “Siamo onorati di aver commissionato questo progetto a Marco Anelli, il cui lavoro fa parte del museo al pari delle strutture e del programma espositivo. Per noi era fondamentale che Magazzino venisse costruito da e per gli abitanti della contea di Putnam e dei dintorni. Siamo orgogliosi di rendere omaggio allo straordinario contributo di queste persone tramite una mostra che testimonia quanto il museo sia davvero opera loro”.
Anelli ha pubblicato un volume, nel 2017, dal titolo Marco Anelli: Building Magazzino (edizioni Skira Rizzoli) che documentava la realizzazione del primo edificio del museo attraverso 129 fotografie a colori. La prefazione è di Nancy Olnick e Giorgio Spanu, con saggi di Manuel Blanco, Alberto Campo Baeza, Marvin Heiferman, Miguel Quismondo e Vittorio Calabrese. Il progetto grafico è di Beatriz Cifuentes, Waterhouse Cifuentes Design. Il volume è disponibile in libreria. (aise) 




Paolo vive! Un nuovo documentario in memoria di Paolo Borsellino diretto da Debora Scalzo in arrivo al cinema

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debora scalzo10Sono passati trentadue anni dal quel giorno di luglio del 1992, quando il Giudice Paolo Borsellino perse la vita insieme ai cinque agenti della sua scorta in un attentato di origine mafiosa: una Fiat 126 imbottita di tritolo li aspettava in Via D’Amelio, mentre Borsellino rientrava da una visita alla madre. Ma l’esplosione che lo uccise non poté cancellare né il suo ricordo né il significato della sua lotta contro la mafia, anzi, contribuì a fare di lui e della sua vita un simbolo dal valore universale, una ispirazione per chiunque, in qualsiasi parte del mondo, abbia il coraggio di opporsi a poteri oppressivi e organizzazioni criminali. “Paolo vive!” il titolo scelto dalla regista Debora Scalzo per il suo nuovo documentario sulla vita e l’eredità morale di Borsellino non potrebbe essere piὺ coerente e attuale.

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Debora Scalzo, siciliana anzi catanese di origine, cresciuta ad Asti, è una artista poliedrica e dinamica con una lunga serie di attività di successo. Ha pubblicato  7 romanzi trattando tematiche sociali in 10 anni: dal debutto best seller con “Io resto così” (Premio Eccellenza del Cuore in Omaggio alle Vittime in Servizio della Polizia di Stato), a “Fuoco Freddo” entrambi (Kimerik), “Warrior Smile – Sorriso da Guerriera con l’attrice Giulia Sara Salemi” (New Book), “Amarsi e ritrovarsi con la modella Sara Piccione” (Kimerik), “Ai vostri ordini con la Chef di Masterchef Italia Rita Monforte” (Santelli), “Cuore Marchiato” (New Book), da cui è nato il cortometraggio scritto e prodotto dalla stessa in collaborazione con Catania Film Commission, in concorso ai David di Donatello 2023 e il recente “Un dolore da difendere” (Santelli) presto cortometraggio diretto dalla Scalzo che tratta la tematica della prostituzione, in collaborazione con l’importante gruppo editoriale Santelli, di cui è anche Direttrice della Collana dedicata al cinema “Pagine di Cinema”. Si è distinta come autrice musicale, sceneggiatrice cinematografica e direttrice artistica. Ha lanciato anche il suo brand di occhiali, borse e costumi made in Italy “Desca Luxury”, amato da vip, star e calciatori. Ha vinto premi importanti a livello nazionale e internazionale come il “Premio Apoxiomeno 2021” per la letteratura, agli “International Police Award Art Festival”, l’unico riconoscimento nel mondo dato a sportivi, protagonisti del mondo della cultura, dello spettacolo e premi Oscar come Hellen Mirren e Colin Firth che hanno esaltato nella loro narrazione il valore delle forze dell’ordine. Ha creato spettacoli teatrali ma soprattutto si è impegnata in campagne per la promozione dei diritti femminili e per la lotta al potere della mafia. Proprio questa sua (scomoda) presa di posizione per la quale è stata definita “la regista antimafia” le ha ispirato il documentario su Paolo Borsellino, del quale parla in questa intervista.

paolo borsellinoAnna Foschi: Debora, vuoi parlare di come è nato e si è concretizzato il Progetto di “Paolo vive!”

Debora Scalzo: È un progetto che custodivo nel cassetto sin da studentessa alle superiori, quando portai come tesina la storia di Paolo Borsellino. Un grande uomo, stimato come padre, figlio, marito, fratello e magistrato. Devoto al lavoro, alla famiglia e ai giovani. Dopo anni di sceneggiature e co-produzioni era arrivato il momento della regia. Ma non volevo debuttare alla regia con un film, ma con qualcosa di più concreto e che mi rendesse orgogliosa di essere una donna siciliana. Ricordo il mio incontro a Mondello con il Dottor Manfredi Borsellino (figlio del magistrato), quando gli proposi il progetto lui ne rimase felice sopratutto della storia che volevo raccontare, molto forte, diretta, il suo sostegno e supporto è stato fondamentale. Il docufilm ricorda e omaggia Paolo Borsellino magistrato ma soprattutto l’uomo, interpretato meravigliosamente dal grande Bruno Torrisi, tra gli attori italiani più amati del genere poliziesco antimafia. Per Paolo Vive ci ho messo anima e cuore. Un omaggio importante anche ai suoi angeli della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna a far parte di una scorta e anche prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo (Fabio) Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Ricorderemo tutti i ragazzi della sua scorta che insieme a lui persero la vita in Via D’Amelio, ma non solo, anche l’unico sopravvissuto dimenticato da molti, l’agente Antonino Vullo, un uomo a cui devo tutta la mia stima e affetto, un uomo che ha sofferto molto e che ho voluto omaggiarlo personalmente con un dono prezioso che scoprirete presto. A questo mondo sono legata sin da piccola, grazie al mio angelo “nonno Lorenzo”, poliziotto di scorta negli anni più cruenti della criminalità organizzata in Sicilia, che ha scortato vari magistrati antimafia tra cui il giudice Cesare Terranova (tra i primi magistrati a lottare contro la mafia).

  • : Hai incontrato ostacoli nel corso della realizzazione del documentario?

D.S. Realizzare Paolo Vive è stato un lungo cammino, dalla parte film con la mia stesura della sceneggiatura, alla parte docu con tutte le personalità da intervistare che ho scelto personalmente accuratamente, alla parte emotiva quella in cui metto in ogni mio progetto. Ho voluto solo persone che hanno amato, stimato e vissuto realmente il giudice. Non ho voluto intervistare magistrati antimafia che sono entrati in politica, perchè penso che chi combatte la mafia tutti i giorni non possa entrare in politica e soprattutto perchè il giudice Borsellino aspetta ancora giustizia da uno Stato che lo ha tradito, da uno Stato che sa ma che non parla.

Difficoltà e criticità si ci sono state, ci sono state quando mi sono sentita dire “Perchè devi girare un docufilm che racconta la storia di un uomo morto trent’anni fa, ormai è morto” o quando mi sono sentita dire “Si vede che sei femmina non ha senso quello che fai”.

Ecco questa più che difficoltà e criticità è stata la delusione, la delusione di sapere che ancora alcuni siciliani seppur in minoranza la pensano così.

Ma allo stesso tempo è stata la mia forza per andare avanti e realizzare un qualcosa di unico per omaggiare un uomo che è stato e sarà per sempre un vero siciliano, un uomo che rende noi siciliani onesti orgogliosi di esserlo. Perchè lui vivrà in eterno attraverso gli occhi di tutte le persone oneste. E poi se mi permetti, sono anche orgogliosa di essere una donna cazzuta che sa quello che fa e che lo fa con passione e dedizione.

A.F. Puoi riassumere il messaggio che “Paolo vive!” intende trasmettere?

D.S. Il messaggio che Paolo Vive vuole trasmettere ai giovani di tutto il mondo è quello di un uomo di alti valori che ha dedicato la vita alla lotta contro la mafia, un uomo che anche dopo la morte di Giovanni Falcone non si è tirato mai indietro, un uomo coraggioso che deve essere un esempio per le nuove generazioni. Paolo Vive è educazione alla legalità, spirito di sacrificio, meritocrazia, senso del dovere, coraggio, amore, avere proprie idee e lottare per portarle avanti senza essere influenzati da nessuno, ma sopratutto  è rispetto. Voglio che i giovani di adesso non si identificano in certi Youtuber e Influencer, non si identificano nelle apparenze ma nelle sostanze e concretezze di uomini e donne che hanno fatto la storia del nostro paese, solo così potremmo risollevare l’Italia e anche il resto del mondo dallo schifo e dalla pochezza che c’è in giro. Il documentario supporterà la “Casa di Paolo”, sede storica della “Farmacia Borsellino” in Via della Vetreria a Palermo, non una “casa di memoria”, ma qualcosa di vivo, dove i ragazzi a rischio del quartiere, potranno trovare un’alternativa a quella perversa spirale che potrebbe inghiottire tanti di loro come i compagni di giochi di un tempo di Salvatore e Paolo Borsellino. Una Casa piena d’amore fondata da suo fratello Salvatore e la nipote Roberta Gatani, due persone per me speciali, felice di avere accanto.

A.F. Il documentario uscirà in Italia il 19 settembre. Quali sono i tuoi progetti per il documentario dopo il debutto nelle sale italiane?

D.S. – Sono emozionata, non vedo l’ora di incontrare nelle sale il pubblico e i ragazzi delle scuole. Percepire le loro sensazioni e i loro feedback per me è molto importante. Devo dirti che tanti cinema non solo hanno voluto fortemente la proiezione per più giorni e settimane, ma hanno proposto anche di inserire proiezioni mattutine per le scuole per diffondere l’educazione alla legalità e per me tutto questo è motivo di orgoglio. Tanti cinema lo hanno anche inserito all’interno di rassegne dedicate alla legalità, accanto ad altri film che raccontano di grandi uomini e grandi donne che hanno lottato contro la mafia. Subito dopo l’uscita in Italia si parte con la distribuzione estera e qui mi commuovo, perchè andrò in America, sarò anche da voi in Canada e non vedo l’ora, sarò a Vancouver per la proiezione in prima visione assoluta presso il locale Centro Italiano, e sarò presente a un incontro con gli studenti presso la University of British Columbia, questo grazie all’interessamento e al grande lavoro svolto da due italo-canadesi di Vancouver che credono nel potere della cultura e dell’arte: Cinzia Candela Bicego e Anna Foschi Ciampolini alle quali va la mia gratitudine. In seguito dovrei andare a Toronto e poi andrò in Francia, Spagna, Germania, Olanda, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Inghilterra, Svezia, Brasile e non solo. Mi commuovo perchè l’amore, la stima e il sostegno che sto ricevendo è immenso, e sia io, che Bruno e tutta la mia squadra ne siamo onorati.

A.F.: E in futuro? Quali temi intendi affrontare?

debora scalzo & luciano trainaD.S. I temi che affronterò saranno sempre quelli di vita vera, di vita vissuta, di storie di grandi uomini e donne che hanno contribuito alla nostra storia nel mondo, tematiche di legalità e sociali, voglio poter donare non solo emozioni ma speranza, perchè la speranza è già una vittoria. Il 2025 mi vedrà sul set di un nuovo progetto cinematografico dedicato alla legalità, sarò alla regia del lungometraggio che tratta la storia dell’agente di scorta Claudio Traina dal titolo “Vi abbraccerei tutti” tratto dall’omonimo romanzo di Luciano Traina (poliziotto che ha arrestato Giovanni Brusca e fratello di Claudio vittima nella strage di via D’Amelio) e Domenico Rizzo (Albatros). Ringrazio infinitamente Luciano per avermi scelto, ricordo ancora le sue parole con le lacrime agli occhi “Solo tu puoi raccontare la storia di mio fratello”. Il film racconterà gli ultimi 50 anni di storia italiana. Il viaggio a ritroso nel ricordare Claudio Traina, uomo della scorta di Paolo Borsellino rimasto vittima della strage di via D’Amelio nel 1992, a soli 26 anni, lasciando un figlio di soli 6 mesi. Dai ricordi di una vita vissuta al servizio della lotta contro lo strapotere mafioso, uniti a parentesi storiche ben dettagliate. Un film che ho voluto ambientare tra la fine degli anni 80′ e metà anni 90′, dove racconteremo quegli anni sotto tanti punti di vista. Un film che farà riflettere e credo che arriverà al cuore delle persone, anche perchè vorrei far vedere ai giovani la vita di un uomo in divisa che così giovane mette su famiglia, sceglie un lavoro coraggioso, un  uomo genuino, profondo e maturo per la sua giovane età. I giovani si fermano spesso solo alla divisa, ma non sanno che dietro ci sono uomini come loro, uomini con le loro paure e fragilità, ma che sono nati con una grande vocazione che merita rispetto. E poi è una dedica speciale al mio grande nonno, che credo che da lassù è orgoglioso di me.




Argentina, a Rosario il cinema italiano contemporaneo in una rassegna organizzata dal Consolato Generale

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argentina a rosario il cinema italiano contemporaneo in una rassegna organizzata dal consolato generale immagine2Nelle domeniche di luglio e agosto 2024 si terrà una nuova edizione della rassegna di cinema italiano contemporaneo organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Rosario in collaborazione con El Cairo Cine Público. Nel contesto dell’iniziativa Fare Cinema, promossa annualmente dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, la rassegna è una finestra aperta al cinema italiano più attuale. Quest’anno si proietteranno, tra gli altri, il film vincitore di vari premi e amato da critica e pubblico “C’è ancora domani”, esordio della regista Paola Cortellesi, e “Rapito”, del maestro Marco Bellocchio. L’ingresso è libero e gratuito, nelle domeniche di luglio e agosto alle ore 18:00, in Santa Fe 1120. La programmazione: 7 luglio C’è ancora domani (Paola Cortellesi); 14 luglio  Astolfo (Gianni Di Gregorio);21 luglio Aspromonte la terra degli ultimi (Mimmo Calopresti); 28 luglio Made in Italy (Luciano Ligabue); 4 agosto  Vera (Tizza Covi); 11 agosto My soul summer (Fabio Mollo); 18  agosto  Settembre (Giulia Steigerwalt); 25 agosto Rapito (Marco Bellocchio). (Inform)




Brasile, “8½ Festa del Cinema Italiano”

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crediti leonardo prado brasile 8½ festa del cinema italiano ambascita italia a brasilia immagine17 615x223L’11ª edizione del prestigioso “8½ Festa del Cinema Italiano” si è aperta ieri sera nella magnifica Sala Nervi dell’Ambasciata d’Italia a Brasilia. Per l’occasione, è stato proiettato il film della regista e attrice italiana Paola Cortellesi, “C’è ancora domani”, campione di incassi in Italia nel 2023. L’evento ha visto la partecipazione di circa 150 persone, che hanno riempito la sala, tra cui autorità politiche, ambasciatori, personalità del mondo culturale e dell’intrattenimento di Brasilia, oltre a molti giornalisti. L’Ambasciatore Cortese ha dichiarato: “Sono un grande appassionato di cinema e considero che la ‘settima arte’ sia una delle forme più rapide e immediate di trasmettere la cultura con un linguaggio universale. Insieme al produttore del Festival, Stefano Savio, abbiamo deciso di aprire la rassegna con il film ‘C’è ancora domani’, che trasmette un messaggio molto importante con valori come la democrazia e l’uguaglianza di genere.” Il pubblico ha apprezzato molto la trama coinvolgente ed emozionante del film ed è rimasto particolarmente colpito dalla bellezza della fotografia e dall’ambientazione storicamente realistica delle scene, in una Roma ancora dilaniata dai resti della Seconda Guerra Mondiale. I dieci film del festival, tra cui alcuni in anteprima, saranno proiettati dal 27 giugno al 3 luglio 2024 in circa 20 città in tutto il Brasile. A Brasilia, il festival si terrà al Liberty Mall e al Cinesystem Brasilia. Maggiori informazioni sul programma sono disponibili su https://festadocinemaitaliano.com.br .(Inform)




USA. “Cinegelato”, film contemporanei all’IIC di San Francisc

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21cinegelatoInizierà la prossima settimana “Cinegelato”, nuova rassegna che l’Istituto Italiano di Cultura a San Francisco dedica al cinema italiano contemporaneo.

Cinque i film che dal 27 giugno, saranno proiettati, sempre alle 18.30, nella sede dell’Istituto (@INNOVIT, 710 Sansome Street, San Francisco).
I primi cinque film in programmazione sono “Il nome del figlio” di Francesca Archibugi il 27 giugno, “Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, il 25 luglio, “Figli” di Giuseppe Bonito l’8 agosto, “La stranezza” di Roberto Andò il 22 agosto e “Cattiva coscienza” di Davide Minnella il 12 settembre. (aise) 




A Casa Italia, le guerre senza tregua e la via Appia patrimonio dell’umanità

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rai italia casa italia immagine11Dai fronti di guerra senza tregua in Medio Oriente e Ucraina al racconto della Via Appia candidata Patrimonio dell’umanità 2024, questi i temi cardine della puntata di Casa Italia in onda oggi 21 giugno su Rai Italia, RaiPlay e Rai2 in terza serata.

La partita dello scacchiere geopolitico si complica. In apertura si parlerà del continuo lavoro di mediazione di Egitto e Qatar sulla base dell’accordo proposto dagli Stati Uniti con Hamas che insiste su un cessate il fuoco permanente, mentre l’attenzione emergenziale tocca anche il Libano, un fronte da scongiurare che potrebbe coinvolgere anche l’Iran. Nel frattempo, il Premier israeliano Netanyahu deve fare conti con le centinaia di migliaia di manifestanti, in piazza, al grido di nuove elezioni. Sul fronte ucraino per la prima volta si dà voce ad un’ipotesi di pace dietro proposta del Presidente russo Putin ritenuta irricevibile da Zelensky e per i Paesi che lo sostengono: chiedeva, tra l’altro, il ritiro delle truppe ucraine dalle quattro regioni e la garanzia di Kiev fuori dalla Nato. Intanto la Comunità Internazionale guarda insospettita il recente vertice di Putin in Corea del Nord con il timore che il leader Kim Jong-un fornisca materiale bellico alla Russia per il conflitto in Ucraina. Possibile un tavolo negoziale? Roberta Ammendola, dagli studi di Saxa Rubra, farà il punto con i corrispondenti Maria Gianniti e Caterina Doglio, rispettivamente dalle sedi di Gerusalemme e Mosca, Marco Minniti, Presidente Fondazione Med-Or e Martina Paesani, Medici senza Frontiere.

Si volterà pagina tornando in Italia per attraversare la via Appia Antica candidata a 60° sito Unesco tra le meraviglie del Belpaese. Calendario di appuntamenti ad anticipare l’investitura come il racconto per immagini di una mostra immersiva e la realizzazione di uno speciale documentario “Regina Viarum. La via Appia nella storia”, realizzato in collaborazione con Rai Cultura e visibile su RaiPlay. Roberta Ammendola ne percorrerà la storia con Simone Quilici, Direttore Parco Archeologico dell’Appia Antica e Angela Maria Ferroni, Responsabile scientifico della candidatura Unesco.

E poi ancora, spazio alla pubblicazione “La città del mondo” di Eraldo Affinati. Per la rubrica “A spasso con i libri”, Sabina Stilo incontrerà lo scrittore impegnato tra scrivere, insegnare e viaggiare raccontando di queste pagine in cui la penna parte e prende spunto dalla sua storia e dalle emozioni del suo vissuto.

Si parlerà di nuoto con il ‘Trofeo Settecolli’ il più antico torneo di nuoto al mondo, quest’anno con un lustro maggiore con molti dei campioni in preparazione atletica per le prossime Olimpiadi. Piercarlo Presutti farà il punto con Paolo Barelli, Presidente Federazione Italiana Nuoto.

Per lo spazio dedicato al grande cinema l’attesissimo docufilm “Alberto Sordi secret” un racconto, con immagini tratte da storici documentari e interventi inediti di parenti e amici, del grande Sordi nazionale. Il critico cinematografico Carlo Gentile introdurrà la pellicola che vuole festeggiare l’attore che il 158 giugno avrebbe compiuto 104 anni parlandone con Igor Righetti, regista e Fioretta Mari, attrice.

Per la chiusura di puntata si sceglierà la musica di Gigi D’Alessio, cantautore e produttore discografico, ambasciatore della canzone napoletana nel mondo. Con Stefano Palatresi al pianoforte i brani più importanti della sua carriera. 

Questa la programmazione nel mondo

NEW YORK/TORONTO 21 giugno h 16.45

LOS ANGELES 21 giugno h 13.45

BUENOS AIRES/SAN PAOLO 21 giugno h 17.45

SYDNEY 21 giugno h 17

PECHINO/PERTH 21 giugno h 15

JOHANNESBURG 21 giugno h 17.00

BERLINO 21 giugno h16.00

LISBONA 21 giugno h 15.00




È morto Donald Sutherland, il Casanova di Fellini

morto donald sutherland

morto donald sutherlandÈ morto Donald Sutherland, l’attore canadese premio Oscar aveva 88 anni dopo una lunga malattia. A dare l’annuncio è stato il figlio Kiefer Sutherland. “Con la tristezza nel cuore, vi comunico che mio padre, Donald Sutherland, è morto. Personalmente lo ritengo uno degli attori più importanti della storia del cinema. Non si è mai fatto scoraggiare da un ruolo, bello, brutto o cattivo che fosse. Amava ciò che faceva e faceva ciò che amava, e non si può chiedere di più. Una vita ben vissuta”, ha scritto il figlio in un post su Instagram.

È MORTO DONALD SUTHERLAND: UNA CARRIERA TRA OSCAR, FELLINI E HUNGER GAMES

Classe 1935, canadese, Donald McNichol Sutherland ha illuminato il grande schermo con le sue innumerevoli interpretazioni. L’attore – che nel 2017 ha ricevuto il premio Oscar alla carriera – ha recitato in oltre 180 film e in moltissime serie tv. E non solo. Ha lavorato con regista di ogni parte del mondo, anche italiani. Ha recitato in ‘Novecento’ di Bernardo Bertolucci in cui ha interpretato il fascista Attila Melanchini, ne ‘Il Casanova’ di Federico Fellini in cui ha interpretato Giacomo Casanova e in ‘Ella & John’ di Paolo Virzì. E non solo, Sutherland ha recitato anche ne ‘La migliore offerta’ di Giuseppe Tornatore e ‘Piazza delle Cinque Lune’ sul caso Aldo Moro di Renzo Martinelli. Ma l’esordio nel cinema italiano risale al 1964 nell’horror ‘Il castello dei morti vivi’ di Luciano Ricci e Lorenzo Sabatini.

Nella sua lunga carriera ha interpretato Vernon L. Pinkley in ‘Quella sporca dozzina’ (1967) di Robert Aldrich. Il primo successo è arrivato con ‘MASH’ (1970) di Robert Altaman, in cui ha interpretato il ruolo dell’ufficiale medico Benjamin Franklin ‘Hawkeye’ Pierce, ambientato durante la guerra in Corea.

Dopo ‘MASH’ è arrivato il noir di Alan J. Pakula ‘Una squillo per l’ispettore Klute’ al fianco di Jane Fonda. Nel 1975 ha recitato ne ‘Il giorno della locusta’ di John Schlesinger e tre anni dopo (1978) in ‘Animal House’ di John Landis. Di lui si ricordano anche ‘Gente comune’ (1980) di Robert Redford, ‘Fuoco assassino’ (1991) di Ron Howard, ‘Grido di pietra’ (1991) di Werner Herzog, ‘Space Cowboys’ (2000) di Clint Eastwood.

Nella carriera di Sutherland anche alcune iconiche commedie – come ‘Tutti pazzi per l’oro’, ‘Astroboy’ e ‘Come ammazzare il capo e vivere felici’ – e una saga diventata cult. L’attore ha interpretato il Presidente Coriolanus Snow nei film di ‘Hunger Games’ con protagonista Jennifer Lawrence.

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