Lo Chef pasticciere Giuseppe Sparacello e la sua granita al limone con la brioche siciliana col ‘’tuppo’’

Oggi presentiamo un grande Chef pasticciere, Giuseppe Sparacello, titolare di due pasticcerie, già da tempo entrato a far parte della famiglia dell’ICC – Italian Culinary Consortium con la carica di Ambasciatore della Pasticceria Siciliana.
Classe 1982, castronovese doc o “catrannuvisi” che dir si voglia, proviene da una famiglia da sempre in qualche modo legata al mondo del cibo. Suo nonno era un commerciante di alimentari che si recava con regolarità a Palermo col carretto, per un numero di ore che oggi parrebbe impensabile, e che poi era riuscito ad aprire un negozio di alimentari in paese. Anche il papà aveva iniziato come ambulante nei mercati locali, finché non aveva aperto un punto vendita all’ingrosso di dolciumi a Castronovo, che si era in seguito evoluto in un biscottificio e poi con uno spaccio con pasticceria annessa. Ed è proprio lì che Giuseppe muove i primi passi, in senso letterale e figurato. Ma è solo quando, poco più di trent’anni fa, conosce Gaspare Martinez, pasticciere palermitano, chiamato per una consulenza, che si innamora del mestiere.
A vent’anni parte militare e al suo rientro inizia il percorso di formazione, sempre presso Martinez, ma questa volta a Palermo, dove risiedeva 3-4 giorni a settimana per poi tornare in paese e mettere in pratica quanto imparato. Nel 2007 finalmente apre la sua prima pasticceria a Castronovo e da qui seguono anni di successi tra partecipazioni a programmi televisivi come “Geo e Geo” in Rai, continui corsi di aggiornamento, premi, fino a quando nel 2015 le sue leccornie arrivano sul tavolo del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel 2018 gli conferisce il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.
Da relativamente poco nella nuova sede di Mussomeli, in provincia di Caltanissetta, uno dei dolci più apprezzati della sua pasticceria è, senza ombra di dubbio, il panettone che Giuseppe produce utilizzando solo burro, tuorli d’uova, farina, zucchero e arance. E fidatevi, non temiamo di essere smentiti quando affermiamo che sia uno dei migliori che la Sicilia produca. Ma naturalmente le proposte sono tantissime per un locale che accoglie i propri clienti dal primo mattino alla sera. Si parte dunque con i cornetti sfogliati al burro su cui primeggiano quelli al carbone vegetale, tutti rigorosamente a lievitazione naturale e si arriva alle brioche “col tuppo”, frutto di 24 ore di lievitazione. Insieme ad essi, i biscotti vegani alla cannella e alla curcuma prodotti semplicemente con olio di semi di girasole, farina, acqua e zucchero; i classici biscotti “regina” fatti con la ricetta di una volta; il buccellato di fichi, in cui fichi secchi, uvetta sultanina, scorza d’arancia, cioccolato fondente e mandorle sono protagonisti assoluti; la torta del pellegrino, dolce a base di mandorle, uova, farina di Maiorca, ricotta e scorzette di agrumi per il ristoro dei pellegrini in marcia sulla Magna Via Francigena e che tante comparsate gli ha fruttato in televisione.
Ogni stagione dell’anno è poeticamente esaltata nelle vetrine e sui banconi della pasticceria del nostro Chef pasticciere Giuseppe Sparacello. Così come la sua professionalità continua a superare i confini dell’Isola e ad avere risonanza nazionale e internazionale. Infatti è già da qualche tempo che si occupa di servizi importanti, avendo anche come clienti diversi personaggi famosi, oltre che di insegnamento e consulenze in giro per il mondo, attualmente presso l’Instituti Kulinar Neranxi di Tirana in Albania.
L’obiettivo per il futuro è quello di studiare nuove soluzioni per venire incontro alla clientela, con nuovi servizi di consegna e spedizione. Sparacello è il regno dei prodotti artigianali, come i panettoni nel periodo natalizio, le colombe a Pasqua, e poi tutto l’anno le creme spalmabili, la frutta martorana, i dolci alle mandorle. Tutta la pasticceria tradizionale siciliana trova la sua migliore espressione in questo laboratorio, dove nascono i cannoli, le cassate di vario tipo, il torrone e i desserts di mandorla. http://www.siciliamag.it/formare-giovani-albanesi-sulla-pasticceria-siciliana-la-nuova-sfida-a-tirana-del-pasticcere-siciliano-giuseppe-sparacello/https://amazingsicily.it/pasticceria-sparacello-sapori-daltri-tempi/

* Ed ecco una delle tante ricette del nostro Chef pasticciere Giuseppe Sparacello, la brioche siciliana col tuppo con la granita di limone, una delle più apprezzate in Sicilia, che viene preparata unendo il succo di limoni non trattati ad uno sciroppo di zucchero.
È tradizione gustare la granita siciliana al limone con una brioche col ‘’tuppo’’; di seguito gli ingredienti per la granita: acqua 500 gr, succo di limone 250 gr, zucchero 200 gr.
Preparazione: unite acqua e zucchero, fate sciogliere lo zucchero e aggiungete il succo di limone. Girate bene e riponete nel congelatore per 30 min. (oppure, se potete, usate una macchina per fare il gelato). Passato questo tempo, rimestate la granita rompendo il ghiaccio in superficie e riponete il tutto nuovamente nel congelatore, ripetendo poi quest’operazione più volte (almeno 5-6) o comunque fino a quando avrete ottenuto un risultato granuloso.
La brioche col tuppo, detta anche brioche siciliana o brioscia, è uno squisito dolce lievitato, tipico della pasticceria siciliana: dalla consistenza soffice e dall’inconfondibile profumo, viene servita con la classica granita o gelato per merenda e colazione. Una bontà unica dalle origini antiche che prende il nome dalla sua forma che ricorda proprio lo chignon basso che, secondo la tradizione, le donne siciliane portavano un tempo e che nel dialetto regionale si chiama appunto ‘’tuppo’’.
Di seguito gli ingredienti per le brioches siciliane col tuppo: farina‘’00’’ 500 gr, zucchero 75 gr, burro 75 gr, uovo 1 intero, sale 15 gr, latte 100 gr, acqua 70-100 gr, malto 5 gr, lievito di birra 20 gr, 1 scorzetta d’arancia grattugiata, 1 scorzetta di limone grattugiata, vaniglia q.b.
Preparazione: iniziate a mettere tutti gli aromi insieme al burro, quindi mettete tutto il composto dentro la scodella di un mixer e con un gancio iniziate ad impastare tutto insieme tranne il burro con gli aromi, che inserirete una volta che si sarà creata la maglia glutinica. Completate l’impasto e lasciate riposare 20 minuti coperto da una pellicola trasparente. Trascorso questo tempo fare le pezzature: preparate 2 palline una da 60 gr ed una da 20 gr., provvedendo ad inserire la più piccola dentro alla più grande. Lucidate, infine, le brioches con dell’uovo sbattuto e mettetele a lievitare a 28° per 60-80 min. Non appena saranno lievitate provvederete a metterle in forno a 220°C fino a completa doratura, più o meno 8-10 min.

Oggi presentiamo Franca Bongiorno Roberts, patroness del Ristorante Lizzie’s Cucina di Londra, U.K. e Manager del Marketing dell’Italian Culinary Consortium, oltre che Consigliere di ICC World.
La nostra Franca è un vulcano di idee e di passione, dimostrando di avere delle doti uniche trasmesse dalla Mamma Maria e dal training culinario dello Chef Carmelo Carnevale che ha anche sviluppato il menu del ristorante, tipicamente italiano tradizionale e, allo stesso tempo, dedicato al palato londinese, grazie soprattutto all’ispirazione sui piatti più richiesti derivata dalla figlia della nostra Franca, Elizabeth, da cui prende nome il ristorante Lizzie’s Cucina, dedicandole il menù speciale del pranzo, includendo ad esempio la parmigiana di melanzane alla siciliana, la pasta alla Norma, la cotoletta alla Milanese e misticanze, gli gnocchi al gorgonzola, le tagliatelle alla bolognese, il tiramisù, la panna cotta e tante altre pietanze, sempre avendo cura della stagionalità dei prodotti ed esclusivamente facenti parte della dieta mediterranea.
Oggi presentiamo lo Chef pasticciere Nicola Obliato, già titolare della Pasticceria Mille Dolcezze e ora di Obliato Pastry Boutique, realtà di eccellenza dolciaria a Frattamaggiore a pochi chilometri da Napoli, che recentemente è stato nominato Presidente dell’Italian Culinary Consortium – ICC Chefs pasticcieri per Napoli e provincia.
La sua pasticceria è gestita seguendo pochi ma fondamentali principi: la ricerca del gusto, della creatività e della bellezza, producendo in proprio dal dolce al salato, dal panettone di vari tipi alle colombe, dalle uova di cioccolato alle praline e tanto altro, rigorosamente utilizzando solo materie prime di alta qualità.
La sua pasticceria è un connubio di profumi, sapori e degustazioni di diverse varietà di Panettone Artigianale Nazionale con l’esaltazione dei prodotti del territorio campano valorizzando le metodiche di preparazione, preservando la tradizione e l’artigianalità attraverso l’innovazione e il giusto bilanciamento dei prodotti utilizzati.
Oggi presentiamo lo Chef Michele Caputo, membro dell’ICC Canada, che recentemente ha dovuto far ritorno in Italia per seri problemi di salute di sua figlia Annalisa, vicenda di cui poi parleremo più avanti.
Oltre a varie altre manifestazioni culturali enogastronomiche, partecipa alla prima e unica Sagra della cartellata, dolce tipico locale, mai realizzata in Bari e Provincia, in occasione dei mercatini di Natale allestiti nella piazza del castello di Sannicandro.
La settimana scorsa, nelle sale dello Skye Avenue Kitchen & Lounge di Surrey in British Columbia, si è tenuto un magnifico evento con la presenza da protagonista dell’Azienda di Caviale Italiano GIAVIERI, rappresentata dal Sig. Amir Rad, e, naturalmente, dall’Executive Chef dello Skye Valerio Pescetelli, coadiuvato dall’Executive Sous Chef Aubrey Aliggayu, ambedue membri dell’Italian Culinary Consortium – Delegazione del Canada, B.C.), con l’impareggiabile supporto del Vice Presidente ICC Canada Chef Giovanni Trigona e con la partecipazione di Grano Culinary Services.
L’incontro, certamente culinario, ha comunque avuto una base di discussione sulla necessità di divulgare prodotti italiani di qualità sul suolo canadese, come, in questo caso, il prestigioso caviale italiano Giavieri, un tema sicuramente sostenuto da sempre dalla ICC Canada, che non ha mancato di annunciare la messa a punto di diversi progetti ed eventi in piena collaborazione con questa nuova partnership culinaria. Caviar Giaveri è uno dei più importanti produttori di caviale italiano sostenibile, azienda leader a livello mondiale.
Ogni esemplare di storione viene curato e monitorato in ogni fase della sua crescita, e gli elevati standard raggiunti consentono la totale tracciabilità del caviale prodotto. Attenzione, cura e passione permettono a Caviar Giaveri di posizionarsi ai vertici nel mondo della produzione di caviale. Tra gli esemplari di storione Caviar Giaveri allevati in Italia troviamo il famoso Beluga, lo straordinario Osietra, il rinomato Sevruga e il più comune Siberiano.
Oggi presentiamo lo Chef Mauro Poddie, Responsabile Didattica per la “Scuola di Enogastronomia e Management” del gruppo “Eat Sardinian” e docente ”in job” per la Formazione del Personale di Cucina in vari ristoranti di Roma, recentemente entrato a far parte dell’Italian Culinary Consortium, fondato dallo Chef Carmelo Carnevale a Londra, Delegazione ICC del Lazio.
“Le mie precedenti esperienze lavorative”, ci dice, “mi hanno insegnato che il lavoro di squadra è fondamentale come decisiva risulta essere la figura di un leader perché’’, continua, sottolineando le parole con la passione e determinazione che lo contraddistinguono, “per ottenere risultati eccellenti, si deve partire prima dalla formazione di ogni singolo componente per poi raggiungere la coesione di tutto il team”. E ancora una volta è proprio la sua precedente esperienza lavorativa ad avergli insegnato quanto è decisivo informarsi e tenersi aggiornati. Come nel campo dell’ingegneria, anche in cucina l’imprevisto non può e non deve ostacolare il compimento dell’opera: “Si può usare anche un bicchiere capovolto per spremere un limone se lo spremiagrumi elettrico non funziona”. ‘’Insomma’’, conclude Mauro, “io amo lo stile ariostico”, nominando Ludovico Ariosto, il poeta, commediografo, funzionario e diplomatico italiano, “che ha saputo raccontare tante storie, rispettando la loro varietà e tornando su ciascuna di esse per arricchirle quando lo riteneva necessario’’.
Oggi presentiamo la Chef Ilaria Chiatti che, dopo una breve parentesi come membro dell’Italian Culinary Consortium – ICC UK, recentemente è stata nominata Consigliere ICC e Responsabile delle nuove generazioni.
Prosegue ancora la Chef Ilaria: ‘’Studio in Italia per diventare Chef e ho avuto degli ottimi punti di riferimento, infatti la maggior parte della mia famiglia ha un ristorante o ha buone capacità di cucinare. Ho frequentato l’Istituto Alberghiero nei pressi di Firenze per cinque anni prima di conseguire il relativo diploma e, nello stesso tempo, lavoravo dall’età di 14 anni, ogni estate, durante la pausa scolastica. Ho iniziato la mia esperienza lavorativa nel fine dining nel 2015 a Le Boudin Blanc, un ristorante francese a Green Park che, a causa della Brexit e della relativa mancanza di personale qualificato, ora si trova nella condizione di dover chiudere e di trasferirsi fuori dal Regno Unito. Ho lavorato lì alcuni anni sia come Demi Chef che come Chef de partie’’ – ci racconta ancora la Chef Ilaria – ‘’sotto la guida di uno tra i migliori professionisti di Londra, lo Chef Nicolas Loridane. Poi ancora da Vicino Maggiore, un altro ristorante francese con 2 rosette che, quando facevo parte della brigata, prese anche la terza. Ho fatto anche una stagione estiva da febbraio a settembre a Fuerteventura (Isole Canarie), dove ho avuto delle esperienze lavorative in diversi posti, imparando e perfezionandomi sui piatti tipici dell’isola e sui prodotti locali . Tornata a Londra ho lavorato per 2 anni nel Club dei Soci del vino 67 Pall Mall, uno dei posti dove ho avuto la fortuna di apprendere molto. Poi ho voluto cimentarmi in esperienze diverse, come in un Hotel e ho lavorato al Soho House nella White City per quasi un anno prima della Brexit. Una volta conclusosi il nostro contratto, dopo il blocco, sono tornata al 67 Pall Mall per un altro anno. Ho fatto un’esperienza straordinaria’’ – ci dice ancora – ‘’nel raffinato ristorante vegano Holly Carrots a Knightsbridge che ora si sta spostando su Notting Hill, l’Head Chef era russa, una delle migliori Chef vegane che ora ha anche aperto il proprio ristorante a Londra. Ho lavorato anche come Capo Chef in un piccolo posto vicino a Battersea, in una situazione per me non proprio ideale, quindi sono tornata come Sous Chef nel mio secondo lavoro a Londra presso The Red Lions in Parliament Street solo per pochi mesi’’. Ed infine, come già detto, prima del Medlar Restaurant, l’esperienza al Royal Mid-Surrey Golf Club. Inoltre, grazie all’incontro con Selena Pellegrini, ha anche iniziato a fare un corso per diventare sommelier di olio extravergine d’oliva con la possibilità, quindi, di creare nuove ricette a base d’olio EVO e in definitiva la scoperta di un nuovo e fantastico mondo, con nuove opportunità di studio e un altrettanto nuovo e possibilmente proficuo progetto e programma di lavoro.
Oggi presentiamo lo Chef Marco Lo Manto, recentemente nominato Presidente Delegato dell’Italian Culinary Consortium per la Danimarca.
Il nostro Chef Marco vive ormai da circa 24 anni nella Danimarca del Nord, precisamente nella città di Hillerød, a 38 km da Copenhagen, una cittadina bella e ospitale anche se non molto grande, con più o meno 35mila abitanti.
Oggi presentiamo lo Chef Gabriele Sorce, recentemente nominato Presidente dell’Italian Culinary Consortium per la Spagna, un riconoscimento ampiamente meritato per la sua carriera e la sua vita entrambe dedicate all’Arte Culinaria. Classe 1966, torinese, il nostro Chef Gabriele inizia a cucinare seriamente durante il servizio militare, lì dove il dovere si trasformerà poi, con il tempo, in una grande passione, che, terminati gli impegni di leva e tornato alla vita civile, diventerà il fulcro della sua successiva carriera e, conseguentemente, della sua vita. Nel 1998, dopo anni di esperienza in svariate cucine, corona il suo sogno culinario nell’apertura del suo primo ristorante e hotel in provincia di Cuneo. Questo primo passo, si può dire, segnerà l’inizio di un viaggio culinario straordinario e oltremodo avventuroso. Dopo qualche anno lo Chef Gabriele riceve un’offerta di acquisto per il suo ristorante e hotel e, senza pensarci troppo, decide di accettarla, intravedendo l’opportunità, oltre che la possibilità, di esplorare nuove terre e nuove culture culinarie.
Nonostante il successo a Madeira il nostro Chef Gabriele sente forte il richiamo di Valencia, la sua città di adozione, e decide di farvi ritorno. Inizia così a prestare la sua opera collaborando con un amico nella Lambrusqueria ma ben presto sente il bisogno di creare e di possedere qualcosa di proprio. Nasce così, di lì a poco, il ristorante Limoncello, un piccolo angolo d’Italia, sempre a Valencia che, con il tempo, avrà la possibilità di ingrandirsi, aprendo al suo interno anche una pizzeria e un ristorante specializzato in barbecue, che, grazie alla attenta e professionale dedizione del nostro Chef Gabriele, unitamente all’instancabile lavoro della Sig.ra Paola, diventano dei veri e propri punti di riferimento per gli amanti della buona cucina. Dopo alcuni anni il nostro Chef Gabriele, sempre desideroso di esplorare nuove realtà e di fare nuove esperienze, lascia i suoi locali ad un socio e accetta un’offerta di lavoro stagionale in Galizia. Questo incarico temporaneo si rivelerà poi un’illuminazione importante per la sua vita futura.
Presentiamo lo Chef Cristiano Venturi, classe 1967, di recente nominato Ambasciatore dell’Italian Culinary Consortium per la Regione Marche e che, sempre da poco più di tre mesi, ha aperto il suo ristorante in quel di Fano, in provincia di Pesaro Urbino, un locale che ha comunque una sua storia pregressa, il Ristorantino da Pep ‘Cum una volta’, che in dialetto fanese è sintomo di tradizione, sicurezza dei sapori e integrità della materia prima.
Docente di Accademia e Istituto Alberghiero, si è sempre ritagliato, comunque, del tempo per rimettersi in gioco nella ristorazione locale marchigiana per divertirsi ancora trasmettendo a tutti le sue idee tradizionali e innovative. Il nostro Chef Cristiano con umiltà va sempre avanti nell’imparare, facendo tesoro delle esperienze che la vita gli presenta. Fra l’altro ha prestato la sua opera al Pomodoro Group di Augny e, inoltre, si è anche occupato di consulenze culinarie per i ristoranti italiani in Francia (e non solo) come Ambasciatore della cucina italiana.
Tutto questo può cambiare, ci dice il nostro Chef Cristiano, attraverso la figura del Food Coach, inteso come guida professionale alla ricerca di uno status emozionale completamente diverso ma tale da aumentare il risultato dei piatti e, di conseguenza, il successo con i clienti e, naturalmente, del ristorante, oltre che, non per ultimo, il grande miglioramento dei rapporti fra i colleghi in generale.