Lo Chef Francesco Mastantuoni e i suoi paccheri fritti ripieni di ricotta al ragù napoletano

Oggi presentiamo l’Executive Chef Francesco Mastantuoni, da poco nominato Responsabile dell’Italian Culinary Consortium per l’Andalusia, in Spagna.
Classe 1990, nativo di Napoli e con la passione per la cucina nel sangue trasmessagli da due familiari esperti della ristorazione, lo Chef Gennaro Mastantuoni ed un Mâitre d’Hôtel, un suo prozio, fratello del nonno.
Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero Ipsar Cavalcanti di Napoli si cimenta in varie esperienze in cucina, sia nella sua città che in Spagna in Hotel, oltre poi a due esperienze in sala come Chef de Rang. Di seguito presta la sua opera anche in diversi ristoranti italiani: a Roma, al Ristorante Il Viaggio come Chef de Partie, con specializzazione in cucina senza glutine, associata anche a corsi specializzati settimanali con lo Chef della NIC (Nazionale Italiana Cuochi) Fabio Mancuso, e poi all’Isola d’Elba come Chef di Cucina e anche al ristorante Il Capitano come Chef Poissonnier, oltre ad assommare diverse esperienze in altri ristoranti italiani, sia in Inghilterra che in Spagna, anche soprattutto per apprendere meglio le rispettive lingue.
Da poco più di 8 anni vive e lavora a Málaga, in Andalusia, Spagna e, dopo aver lavorato per un anno in un ristorante italiano ed un altro anno in un ristorante argentino, ha l’opportunità di aprire il suo ristorante, il Sabor a Nápoles, diventato in poco tempo un punto italiano di riferimento per la ricerca di prodotti italiani di qualità, con una cucina italiana tradizionale aperta all’innovazione in quanto a impiatto e tecniche di cottura, fermentazione o conservazione.
Trasmettere la vera cultura gastronomica italiana all’estero è uno degli obiettivi principali di questo progetto, dall’inizio alla fine, terminando con un buon caffè espresso o con un digestivo nostrano. Dopo 5 anni nei pressi della spiaggia della Malagueta, circa due anni fa, arriva la grande opportunità di aprire anche nel centro della città di Málaga un ristorante italiano che punta a essere il riferimento della zona, con 25 posti e un ambiente molto giovanile, ovviamente unito alla tradizione della nostra cucina insieme a una buona carta di vini esclusivamente italiani.
È anche un appassionato di libri e di storia, soprattutto della storia del nostro paese, sia antica che recente, e infatti nel suo ristorante per esempio si possono leggere pubblicazioni di Ippolito Cavalcanti e di Vincenzo Corrado (il cuoco galante), storici della nostra gastronomia e della nostra cucina.
La sua scelta di fermarsi a Málaga, che somiglia un po’ a Napoli, si è rivelata una scelta felice, una città molto tranquilla e non grandissima in una regione del Sud della Spagna con un bellissimo clima per 10 mesi all’anno. Il suo ristorante offre ai suoi ospiti una deliziosa immersione nell’essenza della cucina ‘’napoletana’’: Sabor a Nápoles, come già detto, ha iniziato il suo viaggio nel 2019, in una piccola località sulla Malagueta, prima di trasferirsi nel 2022 nella sede attuale in Victoria Street.
Il nostro Chef Francesco ci dice che la cucina partenopea è una delle più riconosciute a livello mondiale: Taste Atlas ha riconosciuto quest’anno la regione Campania come la più influente a livello gastronomico. Nei suoi piatti si possono rintracciare influenze della cucina francese e spagnola, frutto dei lunghi secoli di colonizzazione in quel di Napoli.
Il nostro Chef Francesco Mastantuoni valorizza l’essenza della cucina di Sabor a Nápoles con una parola: autenticità ma con un tocco innovativo in termini di consistenze e presentazioni. La sua cura nella preparazione è un’altra caratteristica della loro cucina, le pizze e le focacce sono fatte con lievito naturale stagionato per sei anni, e la pasta fresca, come gnocchi e scialatielli, è completamente fatta in casa a mano.
Tra le varie proposte spiccano piatti come la pasta e patate con provola e vari piatti con il polpo o la pasta alla carbonara, tradizionale o al tartufo. L’attuale tendenza dello ‘street food’ è presente con la cosiddetta ‘pizza fritta’ e con diversi piatti del ricettario della tradizione, come la parmigiana di melanzane, preparata seguendo la ricetta originale ma presentata diversamente, come una sorta di cialda ripiena con scamorza affumicata o ancora come la sua lasagna napoletana, diversa dalla bolognese, condita con ragù napoletano, con polpette e ricotta al posto della besciamella e della carne macinata. E poi il tutto viene preparato con ingredienti quasi esclusivamente italiani, oltre a servire le bevande classiche che si possono trovare in Italia.
Il nostro Chef, come già menzionato, fa parte dell’Italian Culinary Consortium (ICC) come Responsabile per l’Andalusia, in Spagna, un Consorzio di professionisti nato nel 2022 per far conoscere a 360 gradi la gastronomia e l’ospitalità italiana nel mondo. In Spagna, ci dice, che l’Associazione ha cominciato a crescere molto di recente, anche se in paesi come Canada, Inghilterra, Italia, Francia e Stati Uniti ha già una presenza molto importante e invita tutti gli altri professionisti dell’enogastronomia italiana a contattarlo presso il suo ristorante. Non si nasconde e non ci nasconde che, nonostante la sua passione, è sempre difficile far breccia e continuare a proseguire in questo cammino associativo in un contesto estero e, naturalmente, chi scrive, a nome e per conto dell’ICC, si augura che questo, come anche gli altri comunicati stampa, possa contribuire ad accendere e ad alimentare la scintilla della vera e autentica cucina italiana e, naturalmente, come in questo caso, di quella napoletana ma non solo.
*Ed ecco una delle tante ricette del nostro Chef Francesco Mastantuoni, i paccheri fritti ripieni di ricotta al ragù napoletano.
Ingredienti per 4 persone – Pasta: 24 paccheri freschi (6 per persona) – 400 gr ricotta fresca vaccina – pangrattato triturato grande (o panko) – acqua e farina q.b (per la pastella necessaria per impanare i paccheri) – Salsa: 2 cipolle bianche – 2 foglie di alloro – vino rosso q.b. per sfumare – 50 gr concentrato pomodoro – 1.5 kg pomodori pelati – basilico – parmigiano q.b. – olio extravergine d’oliva e sale q.b. – Carne: 200 gr salsiccia – 200 gr di tracchie di maiale – 200 gr di pancetta di maiale – 200 gr di carillada (in Spagna usa questo tipo di carne al posto della gallinella che è difficile da trovare come taglio e che si presta a cotture lunghe, presentandosi dura all’inizio e sfilacciata e tenera a fine cottura). Possono essere usate anche polpette, muscolo e braciole.
Procedimento per il ragù: in una pentola alta e capiente mettete l’olio extravergine d’oliva e le cipolle tagliate finemente, fatele appassire e imbiondire e aggiungete l’alloro e poi i vari tagli di carne, ‘’marcandoli’’ a fuoco vivo per qualche minuto, aggiungendo un po’ di sale e pepe per condirli e bagnando infine con il vino. Aspettate che l’alcol evapori completamente, quindi aggiungete il pomodoro triturato, preferibilmente a mano per evitare di triturare anche i semini, così da non perdere il colore rosso vivo naturale. Abbassate ora la fiamma e lasciatelo cuocere per almeno 3 ore se non di più, con un leggero bollore, a Napoli si dice ‘’pappuliare’’ o ‘’pippiare’’, dalle leggere bolle che fa il sugo mentre si cuoce a fuoco basso. Lasciate, quindi, che il ragù si riduca naturalmente di un quarto. Trascorso questo tempo, rimuovete e conservate in una pirofila a parte la carne già pronta e tenera, come le tracchie e la pancetta, e seguitate la cottura per altre tre ore, sempre a fiamma bassa, aggiungendo il basilico, il sale ed il concentrato di pomodoro.
Preparazione della pasta: bollite i paccheri in acqua abbondantemente salata per 3 minuti, scolateli e lasciateli raffreddare. Mettete in una sac a poche la ricotta condita con il pepe nero e riempite i paccheri, lasciandoli riposare e raffreddare un’ora in frigorifero (questo passaggio aiuterà nella fase di impanatura). Create con l’acqua e la farina una pastella liquida che fungerà da collante tra i paccheri ed il pangrattato (si possono usare anche le uova, come si usa solitamente per impanare). Trascorse 6 ore il ragù sarà ormai pronto e ridotto della metà, spegnete il fuoco e lasciatelo riposare per un’ora. Friggete intanto i paccheri in olio a 180 gradi C. per un minuto (se si dispone di una friggitrice vi aiuterà per il controllo della temperatura). Impiattamento: prendete un piatto fondo da pasta, create una base con il ragù napoletano e adagiatevi i paccheri fritti ‘’in piedi’’, aggiustando di sale e pepe, e finendo il piatto con un pezzo di carne a vostra scelta, qualche foglia di basilico e una spolverata di parmigiano. Una ricetta casalinga delle domeniche napoletane, ancorché rivisitata, buona sia da presentare al ristorante che ad una cena a casa, per stupire gli amici con un piatto elegante ma intriso di grande tradizione e di sapore nettamente italiano.

La Tiramisù World Cup è un’occasione speciale per ricordare le nostre radici e tradizioni culinarie. Se il tiramisù è la tua passione, non puoi perdere l’opportunità di partecipare dal 28 maggio al 15 giugno al contest fotografico organizzato dalla ICC Canada, la ICC World e la Tiramisù World Cup, per Chefs e non solo, per immortalare la vostra creazione del nostro dolce riconosciuto in tutto il mondo.
Oggi presentiamo lo Chef Nino Cannavale, nominato Responsabile per l’Italian Culinary Consortium – Regione Campania della Cucina Tipica Borbonica.
Altra importante, entusiasmante e formativa esperienza è stata alle Isole Eolie, dove Al Principe di Salina ha deliziato i suoi ospiti con piatti dal sapore unico, una fantastica isola dove comunque si respira cultura Normanna, lasciando anche lì la sua firma, realizzando la ‘’Crema di Malvasia e fiori di Capperi’’, una specialità assoluta più unica che rara, in esclusiva per Virgona, un importante produttore di Capperi e Malvasia di Salina.
Lo Chef Nino Cannavale è anche il fondatore dell’Associazione Cuochi Normanni di cui è anche il Presidente, attraverso la quale si prefigge la tutela e la promozione dell’eccellenza enogastronomica normanna, la sua riscoperta e, soprattutto, la grande rivalutazione dell’enorme tesoro culinario della sua terra e della ristorazione campana. La sua associazione è mirabilmente dedicata alla salvaguardia e al rilancio dei prodotti della cucina tradizionale attraverso partnerships di qualità, prefiggendosi fortemente l’obiettivo di promuovere il suo territorio sviluppando progetti di recupero e valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche casertane e dei piatti legati alla tipicità.

Un impegno che guarda al futuro, coniugando la tradizione culinaria italiana con l’innovazione e l’adattamento alle nuove esigenze dei consumatori. A presentare la proposta i deputati di maggioranza Luca Squeri (Forza Italia), Gianluca Caramanna (Fratelli d’Italia), Giorgia Andreuzza(Lega) e Ilaria Cavo (Italia al Centro), mentre alcune associazioni e scuole l’hanno prontamente firmata in modo simbolico.
Grazie al supporto di Intesa Sanpaolo, Fipe ha promosso un’iniziativa di beneficenza a sostegno delle mense di comunità di Caritas Italiana su tutto il territorio nazionale: un’importante azione di solidarietà che ha permesso di offrire occasioni di ristoro e socialità a chi vive in condizione di fragilità. Alla presentazione della Giornata hanno preso parte anche enti e aziende che hanno contribuito a realizzare l’iniziativa.
Oggi presentiamo lo Chef Aubrey Aliggayu, che recentemente è entrato a far parte dell’Italian Culinary Consortium – ICC Delegazione della British Columbia, in Canada.
Bisogna dire che, senza dubbio, la cucina italiana occupa un posto speciale nel cuore dello Chef Aubrey, che per sviluppare una comprensione più profonda della nostra cucina, ha anche deciso di fare un importante e istruttivo viaggio in Italia, recandosi a Modena per conoscere sul posto ed assaggiare i tradizionali ravioli ed il ragù alla bolognese. Ha anche avuto l’opportunità di provare diverse cose nei dintorni del Mercato Albinelli, storico market culinario cittadino, parlando a lungo e sapientemente con uno chef locale, in modo da poter ampliare le sue conoscenze culinarie.
Oggi parliamo di un grande della ristorazione napoletana, lo Chef Antonio Arfè, nominato Presidente dell’Italian Culinary Consortium ICC Italia e Vice Presidente Vicario dell’ICC a fianco del Presidente Carmelo Carnevale, ma soprattutto un immenso cuoco ed una grande persona, uno di quelli che si può essere grati di averlo conosciuto.
In Gastronomia, la sua attività, nel frattempo inizia con i catering, partecipando a tantissime manifestazioni, vincendo l’oro assoluto in una competizione nazionale di cucina calda a squadre. Lavora anche 18 mesi presso la tenuta La Marca a Saviano, poi è lo Chef presso il Ritrovo del buongustaio, a seguire è lo Chef del Royal Vesuvio di Trecase e alla Maison Toledo di Pozzuoli, oltre a ricoprire la carica di docente presso l’ISFAD.
È con il cuore pesante che annunciamo la scomparsa improvvisa e inaspettata dello Chef Gino Marchetti, una figura amata nella nostra comunità culinaria.
Originario di Villa Santa Maria, in provincia di Chieti, e per tanti anni Executive Chef del Ristorante Boccaccio, verrà ricordato per la sua esperienza culinaria, la passione per il cibo e la dedizione incrollabile che hanno ispirato tutti i suoi colleghi. La sua presenza mancherà moltissimo a tutti noi e il suo ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.
Oggi presentiamo lo Chef Paolo Evoli, calabrese, che recentemente è stato nominato Delegato dell’ICC, l’Italian Culinary Consortium per la Provincia del Québec.
Collabora anche con diverse riviste, dove pubblica articoli di ricette regionali e menù festivi, come Il Cittadino Canadese, Italiani nel mondo e il Corriere italiano. Recentemente il Presidente nazionale dell’ Associazione Sportiva Italiana (ASI ) e la commissione con il Dott Gianmaria Italia gli ha conferito a Roma il premio ASI – Italiani nel mondo – con la seguente motivazione: ‘’La Commissione, nel congratularsi con il Signor Evoli per l’alto livello professionale raggiunto e per i numerosi compiti pregevolmente svolti a favore della Comunità Italiana in Canada, sottolinea come stia onorando l’immagine dell’Italia nel mondo. Si pregia altresì di precisare che, al proprio parere favorevole, si è unito quello del Presidente Nazionale ASI Claudio BARBARO, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica’’, ricevuto con immenso orgoglio a Reggio Calabria dalle mani del Vicepresidente Dott. Giuseppe Agliano e dal Dott. Tino Scopelliti. Per lui è una missione profonda quella di tramandare la cultura e la tradizione italiana, fondamentale e vitale per diffondere il senso di appartenenza alla propria terra, alla Madre Patria, con la sua storia importante e preziosa che va assolutamente protetta, unitamente al suo patrimonio socio- culturale di secoli di storia che non va dimenticato, anzi bisognerebbe che ognuno di noi abbia l’obbligo morale di diffonderlo ovunque e di sentirsi fieri ed orgogliosi della nostra meravigliosa terra. In più, e in maniera particolare, c’è, soprattutto, l’amore per la sua Reggio e la Calabria in generale, che porta con fierezza come una seconda pelle che, grazie al suo lavoro, ha la possibilità di far rivivere in giro per il mondo, portando avanti ogni giorno la tradizione culinaria delle nostre ricette regionali e nazionali.
*Riceviamo e pubblichiamo dallo Chef Giovanni Trigona, ICC Vice President & British Columbia Delegate. 
Altre due aziende hanno esposto solo i loro prodotti: – Bachet, prodotti da forno, prodotti biologici artigianali, sia salati che dolci e di stagione. – Campo d’oro, salse e creme spalmabili gourmet, dalla Sicilia. Oltre a queste 7 aziende, ITA ha presentato al pubblico canadese la cooperativa di lavorazione della carne Opas, portando in Canada la filosofia Eat Pink sui prodotti pronti al consumo a base di carne suina. Il concept rosa di Opas Eat è stato presentato al pubblico con una postazione di degustazione di piatti Made in Italy e un Welcome Desk per incontrare e accogliere i visitatori. Un’altra partnership attivata in occasione della partecipazione di ITA a Gsfw e Sial Canada, la fiera che si svolgerà a maggio a Montréal, è quella con la piattaforma Business Matching, un nuovo strumento realizzato da Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Simest, due Banche di sviluppo italiane. L’evento digitale in fase di lancio al Gsfw ruoterà attorno al food and drink e metterà in contatto aziende italiane e canadesi attraverso un webinar di settore e una serie di incontri B2B, in programma rispettivamente il 22 maggio alle 17 CEST (ora europea) e il 28 maggio 2024 , in poi. La partecipazione al webinar e agli incontri B2B può essere assicurata registrandosi a questa pagina Internet. ITA è inoltre orgogliosa di aver collaborato con l’Associazione Italian Culinary Consortium of Canada per i servizi degli chef al Gsfw 2024 e con la Camera di Commercio Italiana in Canada West per la promozione dell’evento digitale Cdp – Simest.
Oggi presentiamo l’Executive Chef Carmelo Carnevale, Presidente e Fondatore dell’ICC, l’Italian Culinary Consortium, nato a Londra, in Inghilterra, nel 2022 e già presente in numerosi paesi, incluso ovviamente l’Italia e, da poco, anche in Canada.
Inoltre il nostro Chef Carmelo ha prestato la sua opera come Private Chef in diverse famiglie aristocratiche come quella di S.A.R. il Principe Khalid Bin Sultan nella sua residenza londinese, la The Holmes House.