Lo Chef Giovanni Trigona e i suoi bignè all’olio extravergine d’oliva con gel d’arancia all’anice stellato

Questa settimana presentiamo Giovanni Trigona, Vice Presidente dell’ltalian Culinary Consortium del Canada e Delegato ICC Canada per la British Columbia, un’associazione presente da poco in questo paese e, in realtà, l’impegno del nostro Chef Giovanni non si limita solo alla sua zona di competenza ma va ben oltre, anzi, si può dire, che è uno dei più attivi promotori della neonata associazione a tutti i livelli.
Il nostro Chef così si racconta: ‘’Qualcuno già mi conosce, sono lo Chef Giovanni Trigona, nato a Palermo, cresciuto a Taranto e per 16 anni a Toronto e da 12 a Vancouver BC. Sono un multitask manager dell’Ospitalità e, attualmente, dopo la pandemia, anche per la mia età, ho lasciato spazio ai colleghi più giovani. Ogni giorno, si può dire, mi occupo dell’ICC Canada, di Food e Restaurant Consulting, oltre che di presentazioni di prodotti italiani di nicchia, importazioni di tartufo dall’Italia e, infine, coordino cene eleganti per poche persone.
Ho iniziato nel 1981, come Banquet Porter, in Hotel a Toronto, fino a diventare Restaurant Manager, F&B, (con diploma presi a Toronto e Milano), Sommelier sia italiano (ex AIS) che canadese (Sommelier Guild of Canada). Poi, in Italia, ho intrapreso la carriera di cuoco ed ho cucinato per il Piccolo Relaix & Chateaux (10 stanze super lusso) che è la più grande organizzazione alberghiera in Europa, assolutamente non distante da Taranto ma così grande che, volendo, si può vedere dallo spazio, 8 km di spiaggia e 6 Hotels con 169 Bungalows 5 Stelle. In Italia ho anche insegnato presso due Istituti Alberghieri in Taranto e provincia.
Poi ho deciso di ritornare in Canada a Vancouver BC, dove ho prestato la mia opera come Chef Italiano per il Fairmont Pacific Rim, poi presso il Giovane Wine Bar e il Giardino, sia come general manager per la Glowbal Group che come Chef Maître D’ tra sala e cucina. Ho anche avuto un passato associativo come Presidente nell’ambito culinario, grazie al mio executive chef Vito Semeraro e a mia moglie Laura Albanese.
Devo riconoscere che, se sono arrivato a questo livello professionale, è soprattutto grazie a tanta gente che mi ha apprezzato nel corso degli anni ma anche aiutato e insegnato l’amore per questo lavoro, riconoscendo che, senza le conoscenze apprese e, in special modo, la passione trasmessami, forse sarei finito a lavorare nell’edilizia.
Un grazie anche al Banquet Manager Derrick dello Skyline Hotel che mi ha guidato dai vassoi ai guanti bianchi, alla Famiglia Grieco della Scala (nonno, padre e figlio, tre generazioni nello stesso ristorante) che mi hanno consentito di frequentare, a loro spese, il primo corso di Sommelier canadese (semifinalista del Canada in Blind test) e dai quali ho appreso l’arte di ‘servire’ e saper vendere con eleganza in uno dei migliori ristoranti del Nord America.
Uno e, forse, il più grande dei miei mentori, al quale devo quasi tutto, è Franco Prevedello, ai tempi del grande Centro Wine Bar, di Acrobat, di Terra e di Acqua a Toronto, dal quale ho appreso come approcciare il cliente, le tecniche di vendita, le PR, la cucina e le associazioni dei vini con le varie portate. Devo anche molto doverosamente ricordare gli Chefs Micheal Bonaccini, Raffaello Ferrari, Umberto Menghi, Emad Yacoub in Canada e lo Chef Vito Semeraro in Italia’’. Come accennato sopra, il nostro Chef Giovanni oggi opera quasi prevalentemente come Private Chef per la sua propria azienda, la Grano Culinary Services Inc. in Vancouver, B.C. http://granoculinaryservicesinc.ca/ –https://italianculinaryconsortium.ca/
Ed eccoci alla particolarissima ricetta del nostro Chef Giovanni Trigona, i bignè all’olio extra vergine con gel d’arancia all’anice stellato. Per l’occasione l’olio extravergine d’oliva Fontana Rosa è stato offerto dalla Azienda Oleocanthal.ca del collega Consigliere e Sommelier della ICC Canada, B.C. Giuseppe De Cesare.
Ingredienti per 30 bignè: 450 ml di acqua, 300 gr di farina tipo 1, 8 uova a temperatura ambiente, 3 gr. di sale, 10 gr di zucchero, amarene q.b., 110 ml di Olio extra vergine Fontana Rosa della Azienda Agricola Ferrara, un blend di Coratina e Leccino, 100 % olio Italiano, zucchero a velo q.b. –
Ingredienti per il gel d’arancia: 200 ml di succo d’arancia con polpa, 100 ml di succo di limone, 300 gr di zucchero,1pc di anice stellato, 6 uova, 200 gr di burro, 15 gr di agar agar. Procedimento: è lo stesso di una qualsiasi “pasta choux”, zeppola o bignè, l’unica sostituzione è l’olio extravergine d’oliva al posto del burro.
Questo impasto risulterà più leggero e croccante ma con un effetto eccezionale e, al naso, più “erbaceo”, che bene si abbinerà con il gel d’arancia all’anice stellato. Bignè: inserite l’acqua, il latte e l’olio in una pentola, portate quasi a bollore e aggiungete la farina in una volta sola. Mescolate fino a quando non si sarà formato un composto liscio, lucido e omogeneo che tenderà a staccarsi dalla pentola lasciando un leggero velo. Ribaltate l’impasto su una spianatoia, allargatelo e aspettate che si raffreddi, lavorandolo un po’, (potete usare anche un impastata per meglio inserire le uova al composto e fargli prendere più aria). Quindi mettete l’impasto in una ciotola (o impastatrice), aggiungete una alla volta le uova incorporandole bene prima di unirne altre. Il mio impasto ha preso 3 uova, ma potrebbe prenderne anche poco meno o poco più. Alla fine di tutti gli inserimenti dovrete ottenere una crema ben sostenuta e non molle: se troppo morbida infatti, i bignè non si gonfieranno.
Forno: cuocete in forno statico preriscaldato a 220°C per circa 10 minuti, fino a che non saranno ben dorati, non aprite assolutamente il forno in questa fase. Quindi abbassate il forno di 30 gradi per altri 15 minuti, finché saranno gonfi e dorati, dopodiché aprite il forno leggermente e lasciate uscire il grosso del vapore, quindi terminate la cottura a 180° per altri 30 minuti. Infine lasciate asciugare gli ultimi dieci minuti a forno spento e leggermente aperto.
Potete cuocere i bignè anche in modalità ventilata: portate il forno a 220°, una volta caldo, infornate i bignè e trascorsi 15 minuti abbassate la temperatura (senza aprire) a 180°, cuocete per circa 20-25 minuti, spegnete il forno e lasciate asciugare con la ventola accesa e lo sportello leggermente aperto per altri 10 minuti.
Fritto: un’altra alternativa è di appoggiare i bignè (o le zeppoline) su di un quadrato di carta al forno friggendoli in olio di semi a circa 130-140 C, e farli asciugare. Gel d’arancia aromatizzato all’anice stellato: in un pentolino inserite il succo d’arancia, lo zucchero e l’anice stellato e portate a bollore. Prendete circa 50 ml di succo caldo e inserite l’amido, girate e amalgamate il tutto fino ad addensarlo. Lasciatelo riposare e, da freddo, inseritelo in una sac a poche con bocchetto stellato. Composizione: aprite il bigné, inserite il gel, chiudetelo e spolverizzatelo con lo zucchero a velo e con una amarena. E buon appetito.
Vino dolce da abbinare: uno Zibibbo, ovviamente siciliano come il Ben Rye, un Passito di Pantelleria di Donnafugata, considerato un vino da “meditazione”.
Il doppio suggerimento viene da due Sommelier: il collega e Consigliere ICC-BC Canada, Giuseppe De Cesare (che è anche importatore in BC dell’Olio in questione) ed il mio. Giuseppe De Cesare attualmente vive a Vancouver, dove lavora come sommelier presso il rinomato ristorante Nightingale.
Nato e cresciuto a Roma, ha coltivato fin da giovane una profonda passione per il cibo, i viaggi e la cultura culinaria. Dopo aver conseguito una laurea in Antropologia e Storia presso la Concordia University di Montreal, ha intrapreso studi enogastronomici presso l’Universita’ di Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Master in “Food, Culture and Communications: Food, Place and Identity ”), Wine and Spirits Education Trust (“WSET level 3 in Wine”), UK Sommelier Association (Diploma Sommelier AIS) e la business school INSEEC di Bordeaux (MBA in “Wine Marketing and Management”).
La sua passione per il vino e la gastronomia lo ha portato a viaggiare in tutto il mondo esplorando diverse tradizioni enogastronomiche, ispirandogli la creazione del blog culinario Foodtravelculture.com – gia’ finalista dei Millesima Wine Blog Awards – dove condivide le sue esperienze consigliando percorsi gastronomici alternativi per gli amanti del cibo e dei viaggi. Oltre al suo lavoro nel settore del vino, Giuseppe è il fondatore dell’azienda di importazione di olio d’oliva Oleocanthal.
Attraverso questa impresa, sta portando a Vancouver alcuni dei migliori oli d’oliva extravergini italiani promuovendo con corsi e degustazioni la cultura dell’olio d’oliva di alta qualità. Info Wine: lo Zibibbo è un vino che affina in vasca per sei mesi prima di essere imbottigliato e nel calice brilla il suo colore giallo paglierino. Al naso sprigiona profumi di agrumi e zagara, oltre che di pesca gialla, cedro e melone. In bocca è pieno, elegante e persistente. È un vitigno a bacca bianca (chiamato anche moscato d’Alessandria) e il vino dolce che se ne ottiene porta lo stesso nome. La parola “zibibbo” deriva dalla parola araba zabīb (زبيب) che vuol dire “uvetta o uva passita”.

Oggi presentiamo Selena Pellegrini che recentemente e’ stata nominata ICC Vice Presidente per il Regno Unito (Vice Chairman) col titolo annesso di Consigliere Speciale Maestra dell’olio d’oliva (Special Advisor olive oil Master). Patroness del Bistro Egro’ e, soprattutto, esperta assaggiatrice sommelier dell’Olio Extra Vergine d’Oliva ma anche un’affermata imprenditrice a Londra: la sua Agenzia di Marketing Food All Lab e’ l’unica specializzata in brand italiani all’estero che, in pratica, segue ben oltre 50 aziende, delle quali la maggior parte sono nel settore degli oli extra vergine d’eccellenza.
A cominciare da quest’anno sono previste diverse giornate di formazione e di degustazione, non solo a Londra ma anche in altre sedi. La nostra Selena insieme al suo socio Alessandro Corti, come già menzionato, nel gennaio 2021 ha aperto e lanciato a Londra, UK la sua Grocery e Bistro, denominata EGRO’, the Experiential Grocery, nel cuore di Angel. Qui si ha la possibilità di comprare moltissimi prodotti d’eccellenza importati direttamente dall’Italia e si possono provare, in esclusiva, tutti i prodotti dei vari brand di cui Food All Lab ha l’incarico di seguire l’export e, grazie al personale già formato e ai vari podcast e video sempre attivi, si possono conoscere tante cose relative ai prodotti di pregio dell’eccellenza italiana.
La Giornata Nazionale della Carbonara, o come ormai si dice, Carbonara Day, si celebra ogni anno in Italia, e non solo, il 6 aprile, uno dei piatti italiani tradizionali più conosciuti e più amati in tutto il mondo, non solo dagli italiani o da quelli di origine italiana ma, soprattutto, dai buongustai e dagli amanti della pasta e dei piatti della cucina romana.
*Riceviamo e pubblichiamo da Silvia Meloni, Responsabile Relazioni Esterne presso I Love Italian Food, un network internazionale e un’Associazione no profit, con la mission di promuovere e difendere la vera cultura enogastronomica italiana nel mondo.
L’evento offre un’area espositiva per le eccellenze food & wine e palchi tematici dove ospiti dall’Italia e dal mondo raccontano il made in Italy e la cultura enogastronomica italiana attraverso show cooking, degustazioni, tavole rotonde. L’obiettivo principale è facilitare la connessione tra Consorzi di tutela e produttori di filiera 100% italiana con i professionisti internazionali, creando opportunità di crescita per il comparto agroalimentare. L’evento è gratuito su invito e si rivolge a professionisti del settore e alla stampa specializzata. Tra i momenti più attrattivi della tappa di Nizza, il Pizza Show, durante il quale alcuni tra i migliori pizzaioli internazionali promuovono il mondo della pizza. Oltre alla consegna dei certificati “100% Italiano” ai ristoranti che offrono una autentica cucina italiana in Costa Azzurra, selezionati per la Guida e suddivisi in tre categorie: Restaurant, Pizza, Espresso. La Guida sarà distribuita nei principali ristoranti, hotel e attività ricettive della zona, consultabile anche online sul sito di I Love Italian Food.
Grandiosa notizia, che finalmente vede l’inizio di una grande celebrazione. Il 15 Aprile, prima Giornata del Made in Italy, Eat Made in Italy, presenterà a Malta, in collaborazione con l’Italian Culinary Consortium, ICCCanada e ICCCanada-B.C., il primo evento internazionale, per la promozione delle Eccellenze Agroalimentari Italiane.
Oggi parliamo di Giorgio Gigantino, amico e supporter agli eventi di ICC World News e ICC Canada, Chef pizzaiolo e proprietario del Ristorante Pizzeria La Bella Italia di Maple, una bellissima cittadina subito a Nord di Toronto.
Difficile da trovare in altre parti d’Italia, la pizza al tegamino (o padellino) è ormai un classico della città di Torino. La pizza al tegamino è più alta rispetto alla classica pizza napoletana, cotta al forno in un padellino di alluminio oliato (ma non troppo), per impedire che la pasta si attacchi durante la cottura.Solitamente di forma rotonda con un caratteristico impasto soffice, la pizza al tegamino ha i bordi più croccanti rispetto alla pizza normale. Si può dire che sia un incrocio tra una pizza napoletana classica e una focaccia, servita nei locali storici di Torino dove sfornano pizza al padellino e farinata da anni assai lontani.
Oggi presentiamo lo Chef Alex Ziccarelli, Direttore dell’Italian Culinary Consortium – ICC World News e Head Chef del Ristorante La Bella Italia di Maple nei pressi di Toronto, in Ontario.
Dopo varie esperienze in Italia e, soprattutto ovviamente a Napoli, decide di partire per il Nordamerica e si ferma a Toronto dove apre nel tempo due attività nel campo della ristorazione e della pasticceria all’ingrosso, oltre a una importazione di prodotti dall’Italia, dall’Europa e dal Sudamerica. Ritorna dopo un periodo di otto anni alla professione di cuoco assumendo diversi impegni in svariati e noti ristoranti sia a Toronto che a Woodbridge, dove fra questi ama ricordare gli anni trascorsi nell’apertura e nella conduzione della cucina del Ristorante Spaccanapoli in Woodbridge, di proprietà di Tanya Levato e dei fratelli Carmine e Marcello D’Alonzo, unico locale di cucina tradizionale, popolare e di pesce napoletana.
Bellissima serata ieri presso The Chef’s House, il ristorante del George Brown College completamente gestito dagli studenti, dove tutti gli intervenuti hanno potuto prendere parte alla cena del Programma di collaborazione Post Diploma e gestione strategica della ristorazione italiana.
Un’interessante esperienza denominata Mindful Dining con una competente guida che ha accompagnato tutti gli intervenuti nell’assaporare ogni pietanza e a sorseggiare dall’aperitivo al vino da dessert con la dovuta consapevolezza.

Oggi presentiamo Franca Bongiorno Roberts, patroness del Ristorante Lizzie’s Cucina di Londra, U.K. e Manager del Marketing dell’Italian Culinary Consortium oltre che Consigliere di ICC World. Di origine siciliana, nata a Londra da genitori provenienti dalla provincia di Agrigento, più precisamente da Casteltermini, un piccolo comune dell’entroterra agrigentino da cui partirono i suoi genitori, Carmelo e Maria Bongiorno, più di mezzo secolo fa. Gli iniziali studi della patroness Franca alla scuola di recitazione fanno modo che la sua carriera inizia come attrice, anche se con poche ma comunque entusiasmanti parti di collaborazione con cortometraggi, video musicali ma anche capolavori come ‘’Eyes wide shut’’, un grande film firmato dal regista Stanley Kubrick. La nostra Franca ha dedicato la sua vita ad aiutare la comunità italiana, organizzando eventi di beneficenza, aiutando in ogni modo la sua propria comunità, anche con il supporto delle piattaforme dei social media. Anni fa ha fondato un gruppo Facebook chiamato Growing Up Italian nel Regno Unito, avente come scopo quello di preservare la cultura italiana e portare alla luce eventi e ricordi tra le persone di origine italiana. Oggi questo gruppo ha più di 25.000 membri, di cui 13.000 attivi giornalmente e ha a lungo dibattuto sulla difficoltà di procurarsi prodotti italiani autentici e adeguatamente finanziati, iniziando così a formulare, per il futuro, un piano per una operativa possibile fattibilità. Poco più di 3 anni fa, cenando all’Osteria Romana, un ristorante italiano di Londra, rimase colpita dall’eccellenza e dalla unicità dei piatti proposti. Parlando, poi, con l’Executive Chef Carmelo Carnevale ebbe modo di sapere che lo Chef Carmelo era un professionista rinomato e rispettato nella comunità italiana ed era anche il Presidente della più grande associazione di Chef italiani nel Regno Unito.
Suo marito, inoltre, è un medico e lei stessa si occupa di assistenza sanitaria praticamente da vent’anni, attraverso la quale ha avuto l’opportunità di conoscere la straordinaria quantità di ricerche, oltremodo valide, che dimostrano che la dieta mediterranea è, senza dubbio, la cucina più sana che si possa avere. Da questa convinzione che ha avuto modo di condividere con lo Chef Carmelo, manifestandogli il suo interesse nel trovare autentici prodotti italiani e nel promuovere la dieta mediterranea, vista anche la sua notevole esperienza in diverse cucine ma, soprattutto, con la comune passione per la cucina mediterranea, ha avuto origine, grazie in particolar modo al genio culinario, appunto, dello Chef Carmelo e della sua conoscenza dei benefici per la salute, ha avuto inizio il progetto ChefMéd, con un piano abbastanza preciso e con tre elementi esclusivi da utilizzare molto importanti: 1) cibi e bevande solo mediterranei autentici e ricchi di risorse, 2) eccezionali ricette ed esperienze mediterranee ideate dallo Chef Carmelo, 3) prodotti e ricette che massimizzano, in ogni circostanza, i benefici per la salute della dieta mediterranea. Esistono numerosi studi medici autentici e riconosciuti riguardanti la dieta mediterranea e tutti dimostrano in modo conclusivo che la dieta mediterranea ha un effetto positivo sul rischio cardiovascolare e che seguire questa dieta fornisce protezione da una serie di malattie gravi. Ricordiamo che oggi Carmelo Carnevale è il Presidente dell’ICC, l’Italian Culinary Consortium, nata a Londra, e che vanta professionisti iscritti e Delegazioni dal Nordamerica all’Australia ed è, soprattutto, anche lui, oltre che siciliano, un grande Maestro della Ristorazione Italiana ed un vero esperto di dieta mediterranea, incaricandosi ogni giorno a sostenere la natura autentica della cucina italiana, progettando, cucinando e assaggiando ricette, piatti e prodotti. Inoltre, dall’inizio, progetto della nostra Franca ha la possibilità di disporre di un team di medici di tutto rispetto, tra cui medici di base, cardiologi e gastroenterologi, per supportare e anche concordare le varie informazioni sui benefici della dieta mediterranea per la salute. Negli ultimi 3 anni la nostra Franca e lo Chef Carmelo Carmelo hanno anche aperto il loro nuovo gioiello: Lizzie’s Cucina, un autentico ristorante italiano nel nord di Londra, un’attività che già sta riscontrando un grande successo e che è presente nelle migliori guide gastronomiche britanniche, raccomandato per 2 anni consecutivi da Tripadvisor come uno dei migliori ristoranti consigliati al mondo e sempre tra i primi 30 migliori ristoranti di Londra. Lizzie’s Cucina è stata anche premiata con la prima rosetta AA per 2 anni consecutivi e con il premio della Camera di Commercio dell’Ospitalità Italiana. La nostra Franca è un vulcano di idee e di passione, dimostrando di avere delle doti uniche trasmesse dalla Mamma Maria e dal training culinario dello Chef Carmelo Carnevale che ha anche sviluppato il menu del ristorante, tipicamente italiano tradizionale e, allo stesso tempo, dedicato al palato londinese, grazie soprattutto all’ispirazione sui piatti più richiesti derivata dalla figlia della nostra Franca, Elizabeth, da cui prende nome il ristorante Lizzie’s Cucina, dedicandole il menù speciale del pranzo, includendo ad esempio la parmigiana di melanzane alla siciliana, la pasta alla Norma, la cotoletta alla Milanese e misticanze, gli gnocchi al gorgonzola, le tagliatelle alla bolognese, il tiramisù, la panna cotta e tante altre pietanze, sempre avendo cura della stagionalità del prodotti, ed esclusivamente facenti parte della dieta mediterranea.
Oggi presentiamo lo Chef Michele Picciallo di Gravina in Puglia in provincia di Bari, ritornato in Italia dopo aver speso molti anni della sua vita in Germania con la sua famiglia, nella zona di Colonia, per 24 anni. Ha avuto, insieme ai suoi fratelli, un ristorante a Dunnwald nei pressi di Leverkusen e poi, come spesso accade, decise di rientrare a casa nella sua amata Puglia. Dopo aver inizialmente prestato la sua opera in diversi ristoranti in Emilia-Romagna, a Livigno e su al Passo del Tonale, oggi è Responsabile Chef di un’azienda agricola con annesso agriturismo che si occupa, oltre all’attività di produzione ortofrutticola e all’allevamento specialmente di ovini, anche di ristorazione con prodotti a km zero, provenienti dalla stessa azienda, la Masseria Sant’Angelo di Gravina in Puglia, di proprietà di Giovanni Marchetti.
Si puo’ fare con 2 impasti diversi :
Dopodiché fate raffreddare il composto. Ora preparate la sfoglia: mettete su una spianatoia la farina e riscaldate il vino che non dovrà essere bollente ma tiepido, quindi aggiungete alla farina il sale, lo zucchero, l’olio evo e infine pian piano il vino tiepido. L’impasto dovrà essere liscio ed omogeneo; fatto questo fatelo riposare per 30 minuti.