Daniela Sfara e la sua parmigiana di melanzane

Ed ecco la ricetta della nostra Chef Daniela, la parmigiana di melanzane, un piatto semplice e tradizionale che le parla “di casa’’, naturalmente con dei bei ricordi della sua famiglia.
*Gli ingredienti per una cena perfetta per due:
1 melanzana
250 g di passata di pomodoro
Parmigiano grattugiato
1 mozzarella fresca
2 spicchi d’aglio
Basilico a piacere
Sale a piacere
Olio extravergine d’oliva a piacere
Olio per friggere a piacere.
Preparazione:
– In una pentola media, scaldate l’olio extravergine d’oliva con aglio e basilico.
Aggiungere la passata e cuocere per 15-20 minuti.
Pulite e affettate le melanzane a dischi rotondi di circa 9 mm di spessore.
Scaldate una padella, quindi aggiungete l’olio per friggere le melanzane.
Friggete le melanzane a fuoco medio-alto fino a doratura su entrambi i lati (circa 1-2 minuti per lato).
Tagliate a fette la mozzarella e grattugiate il parmigiano.
Disponete due torri individuali in una pirofila profonda: un cucchiaio di salsa, melanzane, salsa, parmigiano e mozzarella.
Ripetete per 3 strati.
Cuocete in forno a 365 gradi per 25 minuti.
Togliete il tutto dal forno e impiattate guarnendo con del basilico e servite.
Nota: potete anche preparare un’intera pirofila con la parmigiana, ovviamente con diverse quantità di ingredienti ma, se dovete cucinare per due, in due monoporzioni, il tutto ha una più bella presentazione, più che perfetta per godere dei sapori della tradizione. E buon appetito.
Oggi presentiamo Daniela Sfara, private Chef (Buon Appetito Mercato) che abbastanza recentemente è entrata a far parte della famiglia dell’APCI Canada, impegnatissima nella sua attività e con numerose collaborazioni con aziende di vini e prodotti gastronomici e che proprio in questi giorni partecipa al Premio Italy Ambassador Awards per la valorizzazione dell’Italia come Micro Influencer nella categoria Food & Beverage e che si racconta in questa bellissima intervista.
‘’Sono nata in una famiglia italiana a metà degli anni ‘70, la più giovane di cinque figli dopo 6 anni di intervallo, chiaramente un benedetto ‘errore di percorso’.
Quando ero una bambina, ho trascorso molto tempo in cucina assieme mia madre, osservando, chiedendo e imparando; nonostante si trattasse di una necessità di famiglia, mi divertivo molto. È stato proprio in quella cucina, al 238 di Sterling Road, a Toronto, che sono cresciuta ed è venuta a galla la mia passione per la gastronomia.
Quando mia madre non era ai fornelli di casa, lavorava in cucina al ristorante Carlo e Adelina’s Place, che era, in un certo senso, una terza casa per me. È dove mi portava spessissimo, una volta uscita da scuola e avevo perfino un posto in una tavola appena fuori dalla cucina dove potevo fare i compiti.
Un habitué del locale era Robert De Niro: vi veniva ogni volta che era in città per girare un film. Solo quando sono diventata più grande ho compreso l’emozione dello stare nella stessa stanza con uno dei miei attori preferiti. Parte del divertimento nell’essere nel posto di lavoro della mia mamma stava nell’invito, di tanto in tanto, di poter stare in cucina, un luogo frenetico ma allo stesso tempo magico, di certo ben diverso dall’ atmosfera di casa.
A Marina Di Gioiosa Ionica, bellissima località in riva al mare in provincia di Reggio Calabria, mia madre faceva la sarta e confezionava vestiti su misura. Quando era più giovane, insegnava taglio e cucito e quando si trasferì a Toronto svolse la sua attività di sartoria a casa per amici, parenti e clienti e lo faceva soprattutto nel poco tempo libero. Da lei ho ereditato la medesima versatilità e tenacia nell’apprendere e nel fare il più possibile.
È quella, dove anche mia nonna viveva, una meravigliosa casa che si affacciava sul Mar Jonio, era la mia seconda casa, per me il più bel posto del mondo con moltissimi ricordi preziosi e indimenticabili.
Ricordo come se fosse oggi quella volta che ero scesa dalle scale al mattino per vedere la mia cara nonna pettinare e intrecciare i suoi lunghi capelli d’argento per poi raccoglierli. Vicino alla porta c’era la sua sedia preferita dove si sedeva e trascorreva la maggior parte del tempo a sgranare i fagioli per prepararci il pranzo e chiacchierando con le persone che passavano e che si fermavano per salutarla. Era lì che contrattava con il garzone che portava la ricotta fresca, i prodotti o il pescato del giorno e lo faceva sottolineando che stavano ‘approfittando di una donna anziana’. Se dovessi fare una scommessa potrei affermare che erano intimoriti dal suo atteggiamento deciso tanto da non tentare di farla pagare neanche un centesimo di più.
Ricordo anche chiaramente di essere stata spesso richiamata a casa per il fatto che andavo sempre in giro per andare a osservare i vicini, percepiti quasi come una famiglia allargata, impegnati ognuno nel proprio mestiere. Quello che tutti stavano facendo nella loro vita di tutti i giorni per me era una delle cose più spettacolari a cui avrei mai potuto assistere.
Se si misura la ricchezza in denaro non navigavamo nell’oro ma se si misura la ricchezza con lezioni di vita, valore, comprensione e rispetto per la tradizione ero ricchissima.
Nella scuola che io ho frequentato, la Dante Alighieri di Toronto, uno dei programmi extra curriculari di italiano era quello di trascorrere del tempo con i residenti di Villa Colombo. È stato come tornare in visita dai nonni: ascoltavo le storie della loro infanzia, apprendevo la cultura e la gastronomia del loro patrimonio regionale e, naturalmente, i loro ricordi di immigrati.
Poi mi sono dedicata allo studio del diritto penale e della psicologia comportamentale umana e, seppur io fossi ancora molto incuriosita dall’argomento, stare seduta a una scrivania stava mandando in frantumi la mia creatività. Così ho abbandonato gli studi e ho iniziato a lavorare presso un importante produttore canadese di gioielli, dove ho acquisito un patrimonio di conoscenze ed esperienze. Da oltre 20 anni sono un designer di gioielli di lusso con diamanti e pietre preziose.
Con la pandemia poi ho avuto più tempo per approfondire la mia innata passione culinaria. Negli ultimi due anni ho curato menù per eventi esclusivi, lanciato un Supper Club e aperto la mia casa in Cambridge, Ontario, come una trattoria, un’esperienza molto simile a quella di un agriturismo in Italia. È stato ed è il mio modo di condividere la mia tavola con gli altri, presentando quei piatti tipici italiani assolutamente regionali che raramente sperimentiamo al di fuori della cucina della nonna, dando così valore a tutta una passata generazione italiana che non va in nessun modo perduta. Non avrei mai potuto immaginare che la cosa che più mi piaceva al mondo e che è stata da sempre parte della mia esistenza, sarebbe diventata poi il secondo atto della mia vita.
Quando non sono in cucina posso trascorrere delle ore in una galleria d’arte o stare semplicemente a casa a sorseggiare un buon bicchiere di vino ascoltando musica classica o jazz. E quando sono in Italia, mi piace gironzolare per i vicoli e chiacchierare con i nonni imparando le loro lezioni di vita.
Passione è la parola perfetta per indicare compiutamente chi sono.
Ed è ciò che mi spinge ogni giorno a essere migliore per me stessa e per il mio futuro.
Grazie Mamma.
https://danielasfara.com/

Oggi presentiamo un giovane cuoco da poco in Canada, Tommaso Poltronieri, anzi un pizzaiolo soprattutto, vista la sua passione per l’arte bianca, che sta a indicare la lavorazione del pane e, partendo dalla tradizione napoletana, tale definizione include, ovviamente, anche la pizza.
Iniziai così a lavorare come primo pizzaiolo in una trattoria non molto distante da Isola della Scala, a Tarmassia. Lì ho stretto una grande amicizia con il proprietario, Riccardo, da cui ho imparato molto. Poco dopo, però, la pandemia a causa del Covid ha colpito l’Italia e il resto del mondo, creando, come tutti sappiamo, non pochi problemi per l’economia e il settore della ristorazione. Tutto questo, legato al fatto che l’Italia offre poche possibilità di crescita e valorizzazione con un futuro incerto, legato al mio sogno di provare una vita in Nord America, mi spinsero a decidere di “buttarmi” e provare a vivere all’estero. Ricevetti così, quasi per pura coincidenza, una chiamata da mio zio Adriano e mia zia Margherita in cui mi accennavano di aver visto in tv un documentario riguardante il Canada e Toronto in particolare, dicendomi delle bellezze del Paese e delle opportunità che offre ai giovani. Spinto dalla curiosità e dal mio desiderio di cambiare vita, decisi di informarmi meglio su tutto ciò e iniziai a cercare online. Fin da subito mi innamorai di questa città, Toronto. Dovevo andarci!
Appena arrivato erano ancora in atto alcune misure di prevenzione anti Covid; quindi, il tutto non è stato semplice. A settembre ho iniziato gli studi.

Ci sono dei piatti della tradizione italiana che è difficile ormai trovare con facilità, questo è uno di quelli.
Alessandro Ziccarelli – classe 1961, cosentino di nascita, studi classici e in seguito universitari a Napoli, abbandonati forzatamente dopo un evento tragico familiare a tre quarti del percorso.
Si respira aria di mare nella serata organizzata dall’Accademia Italiana della Cucina al ristorante Mr. Capri sull’ottava strada.
Il tutto accompagnato da vini della zona: Capafresca, Rosé extra dry, Taurasi Terradora Single Vineyard,



“Quando siamo all’estero ed entriamo in un ristorante italiano, non sempre troviamo la vera cucina italiana… Anzi, non sono poche le volte che ci vengono propinati piatti che con la nostra tradizione culinaria non hanno nulla a che vedere. Quella che viene presentata come carbonara, per esempio, all’estero spesso è una pasta con panna e pancetta, se non prosciutto cotto. Nulla di più sbagliato: ecco in questa foto come dovrebbe essere una vera carbonara, pura tradizione romana. Uova (possibilmente freschissime), guanciale, pecorino e una spruzzata di pepe nero. Niente altro.
Oggi presentiamo una bravissima ed entusiasta cuoca campana, Loredana Errichiello di Caserta, classe 1983, figlia di Carmela e papà Antonio. Ha un fratello che ha poi determinato tante scelte fatte nel corso degli anni per quello che riguarda la sua vita lavorativa.
All’inizio le sembrò un’idea assurda, problematica e dispendiosa ma accettò quasi subito tra l’incredulità e lo stupore di amici e familiari, iniziando un’avventura bellissima e piena di soddisfazioni che dura ancora oggi, senza suo fratello che poi in un secondo momento scelse di mettersi in proprio, e che le dà sempre tante emozioni.
I suoi piatti sono l’espressione maggiore delle sue emozioni, l’estetica è per lei fondamentale, come lo è anche associare forme e colori per dare vita a una creazione proprio come se fosse un dipinto.
Così come ad Alicante, anche a Cape Town la competizione sul pesto al mortaio ideata da Roberto Panizza e promossa da Genova The Grand Finale ha riscosso un grande successo di partecipazione e tanta curiosità da parte dei media locali. Una vetrina preziosa per la cultura enogastronomica genovese. Nell’anfiteatro del Waterfront di Cape Town si sono infatti sfidati dieci concorrenti provenienti da diverse nazioni e la vittoria è andata alla sudafricana Christelle Minnaar. Il suo pesto è risultato il migliore, superando quello degli altri nove concorrenti in gara: Lollo Virey Wollheim, Noa Hamnou, Emma Lefebvre, Ralph Panebianco, Pail Minnaar, Lion Lindhout, Laura Pocelli, Kelly Long e Luca Carnevale.
Un viaggio nel mondo dell’agroalimentare di qualità della Sicilia Occidentale: è “Mangia Sano Italia”, in programma dal 24 aprile all’1 maggio 2023 a Erice, in Sicilia.
Oggi presentiamo Pino Posteraro, grande Chef e ristoratore italiano a Vancouver, tesserato ad honorem APCI Canada.
Pino è cresciuto a Lago, una zona rurale nella regione italiana della Calabria, in una famiglia di otto persone. Sua madre era l’unica figlia di un barone e da giovane venne mandata a studiare con Chefs professionisti a Napoli e Roma, non per diventare lei stessa una Chef ma per imparare a cucinare per il giorno in cui avesse avuto una famiglia. “Mia madre sapeva trasformare il più semplice degli ingredienti in un capolavoro”, afferma. “Avrebbe preso dei semplici ingredienti per fare con questi qualcosa di delizioso.”