La settimana della cucina italiana nel mondo 2022

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logo articolo cucinaLa cucina italiana è da sempre sinonimo di eccellenza e genuinità in tutto il mondo. Questo ci fa onore, ma allo stesso tempo è anche una delle più imitate, il che non è sempre positivo.

I piatti della tradizione italiana sono letteralmente centinaia e ogni regione ha una gamma di ricette che vengono tramandate di generazione in generazione, l’Italia dal punto di vista delle tradizioni enogastronomiche, è davvero unica al mondo

La cucina italiana nel Nord America

All’estero, specialmente nel Nord America, paese  caratterizzato da un’intensa emigrazione dall’Italia nel secolo scorso a ora, esistono centinaia di ristoranti, pizzerie, pasticcerie e altri nel settore della ristorazione che si propongono al pubblico come italiani ma che d’italiano, hanno davvero ben poco. La lunga lista di piatti che vengono presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con la nostra tradizione, va dalla “parmigiana al pollo” alla pizza hawaiana con l’ananas, per arrivare alla “classica” pasta con le polpette o alla pasta “Alfredo”.

Si tratta di piatti conosciuti da tutti, ma che nessun ristoratore si sognerebbe mai di cucinare e di proporre nei menu in Italia. Questo genere di ricette danneggia l’immagine della Cucina Italiana all’estero, in quanto finisce per cristallizzare nell’opinione pubblica mondiale alcuni luoghi comuni che, appunto, niente hanno a che vedere con la reale tradizione italiana.

Made in Italy:

Secondo i dati in possesso della  Coldiretti, la contraffazione del Made in Italy nel mondo ha un fatturato  più di 60 miliardi di euro, cifre che fanno girare la testa e che forse servono a dare l’idea del fenomeno di cui si sta parlando. Sempre secondo Coldiretti, un alimento italiano esportato all’estero su cinque è doc, ma ben due Made in Italy su tre in commercio sono falsi o contraffatti.

Secondo Coldiretti, inoltre, si potrebbero guadagnare qualcosa come 300.000 posti di lavoro in poco tempo, se solo si decidesse di vincere la lotta alla contraffazione alimentare e si cominciasse a tutelare seriamente i marchi italiani. Certo, è più che comprensibile che certi ristoratori preferiscano adeguare ricette tradizionali ai gusti dei paesi in cui si trovano a lavorare e vivere; meno comprensibile, invece, è l’atteggiamento un po’ troppo permissivo delle autorità italiane che, in passato, hanno consentito di fare letteralmente scempio del Made in Italy.

La cucina italiana è riconosciuta come una delle migliori tre al mondo, eppure molti fra coloro che pensano di mangiare abitualmente italiano all’estero, in realtà stanno mangiando tutt’altro. Da qui, la necessità di tutelare e proteggere come meglio possibile le tradizioni italiane a tavola, cominciando con il valorizzare le ricette e con il diffondere l’importanza di utilizzare solo ingredienti genuini e di qualità, ma sopratutto un percorso formativo scolastico atto a fare capire, a chi vuole intraprendere attività basata sulla cucina italiana la sua storia e la sua cultura. Uno dei punti di forza della cucina italiana da tutelare a tutti i costi è, infatti, proprio la sua semplicità, che permette di esaltare il sapore dei singoli ingredienti, l’esatto opposto di molte delle cucine straniere.

Quando all’estero ci si trova di fronte a uno dei piatti precedentementi elencati, ad esempio la pasta pollo con parmesan o la pizza pepperoni, bisognerebbe sempre ricordare che non si stanno ordinando ricette italiane.

Quella della lotta contro i “fake” del cibo Made in Italy è una storia in rapida e continua evoluzione. Molte Associazioni hanno già cominciato a raccogliere le denunce in giro per il mondo dei propri food scout sulle contraffazioni alimentari dei marchi italiani  che sono stati inviati alla Camera di Commercio Nazionale con tanto di foto delle etichette, in modo che si possano continuare a fare pressioni direttamente sulle aziende coinvolte che si appropriano indebitamente del marchio “Italia”.

Comunque qualcosa  è stato fatto: l’Italia è infatti l’unico paese al mondo che ha chiuso delle collaborazioni con grandi piattaforme di commercio elettronico come Ebay e Amazon per rimuovere, almeno negli shop virtuali, i falsi prodotti alimentari Made in Italy.

Purtroppo, però, quello della contraffazione dei prodotti alimentari Made in Italy e dei ristoranti sedicenti italiani all’estero che presentano piatti e pietanze che nulla hanno a che fare con la nostra tradizione è un problema che non si può sconfiggere solo con la repressione e le sanzioni legali.

Quello che ci vuole per combattere questo fenomeno alla radice è un’azione di tipo culturale ed è esattamente quello che si dovrebbe fare in collaborazione con le Camere di Commercio italiane all’Estero che attualmente rilasciano Marchio Qualità “Ospitalità Italiana”, con Associazioni di categoria italiane poste all’estero, e attraverso i Comites che sono le rappresentanze degli Italiani all’estero, creare progetti con scuole in loco per poter divulgare la nostra cucina che è anche sinonimo di millenaria cultura, cercano di educare alla preparazione di eccellenti pasti italiani legati a periodi storici, e promuovendo i principi della sana alimentazione e cercando d’inculcare negli allievi dei corsi di cucina l’avversione nei confronti della cultura del cibo moderna, sempre più spesso legata alla velocità e alla quantità, più che alla qualità.

Vorrei aggiungere quando si parla di Cucina si intende il panorama Enogastronomico quindi anche i vini, qui hanno grande importanza le associazioni di categoria che sono quelle dei Sommellier ,ma non voglio dimenticare Onav  Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino la prima associazione di categoria di questo settore del vino nata 28 ottobre 1951, la differenza con le altre Associazioni, ONAV usa una terminologia enologica.

Voglio terminare con una celeberrima frase del Grande Maestro della Cucina Italiana Gualtiero Marchesi

“Non ci può essere una buona cucina se non c’è un buon servizio, non ci può essere un buon servizio se non c’è una buona cucina” 




Lo Chef pasticciere Ermenegildo Cimmino (Gildo) e i suoi “Tartufi al cioccolato fondente”

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image (1)Oggi presentiamo lo Chef pasticciere, membro APCI Canada, Ermenegildo Cimmino, detto Gildo, classe 1958, campano di Torre del Greco, nei pressi di Napoli.

Ci racconta il nostro Gildo che, da bambino, non appena ritornava a casa da scuola, si recava subito nel laboratorio del pasticciere lì vicino. Gli faceva  fare delle piccole ma già da questo cominciava a essere evidente la sua passione per la pasticceria, dove spendeva molto più tempo che a scuola, tanto che, a un certo punto, dovette fare la scelta tra imparare un mestiere o continuare a studiare. E la scelta non fu difficile.

Da ragazzo ebbe l’opportunità di fare anche altri lavori ma già da allora si notava che la sua vita e la sua passione era rivolta verso la pasticceria. Ha avuto diverse esperienze lavorative in diversi laboratori della sua città natale, come la pasticceria Tamaro, la Casolaro, Cannolicchio, Marrazzo e altre ancora, tra cui quella del maestro Paolo Fulgente e anche a Portici e Napoli.

A 20 anni, dopo il servizio militare a Como, ebbe modo di ritornare dal Maestro Paolo Fulgente ma, avendo un fratello residente a Montreal, decise d’intraprendere questa nuova avventura in Canada, nell’81, dove ottenne un posto di lavoro immediatamente  in una pasticceria italiana, Friulano, a condizione di portare qualche novità: fece le code di aragoste e fu il primo a farle in Canada e, da subito, ebbero molto successo, poi, con il tempo, altri impararono a farle in altre pasticcerie.

Avendo sempre in mente di migliorarsi, si iscrisse a l’Institut d’Hôtellerie du Québec, dove seguì un corso di perfezionamento del cioccolato per professionisti e, anche oggi, continua sempre a seguire stage e dimostrazioni all’ Académie du Chocolat de Montréal  (Barry- Callebaut), vantando così diversi diplomi di cioccolateria.

Dopo aver lavorato in molte pasticcerie, ebbe modo di fare altri tipi di esperienze, nei lavori pubblici per la città di Mont-Royal, un cambiamento drastico, dove divenne anche rappresentante sindacale, per circa dodici anni. Ma la sua passione per la pasticceria ebbe nuovamente il sopravvento  e ritornò alla sua antica occupazione.

Oggi lavora come pasticciere alla Pâtisserie Bel-Air di Montréal già da 6 anni.

L’anno scorso fu finalista alla coppa del mondo del panettone a Lugano, in Svizzera, una bellissima esperienza, dove ebbe modo di conoscere tanti altri colleghi di tutto il mondo.

Ed ecco la ricetta del nostro Gildo, Chef pasticciere, artista anche del cioccolato, con una delle sue delizie.

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‘’Tartufi al cioccolato fondente’’

*Ingredienti:

500 gr copertura cioccolato 64%,

325 gr crema 35%,

75 gr pralina di nocciole,

(in inverno sono sufficienti 450 gr di copertura di cioccolato. )

*Procedimento:

Far bollire la panna per 1 minuto e versarla calda sulle pastiglie al cioccolato, mescolare con il frullatore a immersione, aggiungere la pralina e mescolare bene.

Questo procedimento si può fare il giorno prima, ricoprendo a contatto con una pellicola di plastica. Il giorno dopo, con un sac a poche munito di un becco liscio senza denti di 12 mm, formare delle palline il più rotonde possibile su un foglio di carta siliconata.

Lasciare che la massa si stabilizzi a temperatura ambiente e poi, con del cacao nelle mani, arrotondare le palline. Rivestire, a mano, con una copertura cristallizzata al cioccolato,  lasciare indurire, quindi rivestire di nuovo e arrotolare nel cacao in polvere per la finitura.

Lasciate indurire i tartufi nel cacao in polvere prima di utilizzarli e agitateli con un setaccio per rimuovere il cacao in eccesso.

Come cristallizzare la copertura di cioccolato:

Sciogliere i 2 terzi del cioccolato a una temperatura di 45c, aggiungere il resto del cioccolato e mescolare con una maryse fino al scioglimento totale, mantenendo la temperatura intorno ai 32c per la lavorazione.

Lasciare i tartufi finiti a cristallizzare per un paio d’ore a temperatura ambiente.




Cuba: la Settimana della Cucina e del Vino italiano 2022

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invito definitivo page 1ICE, Agenzia per la Promozione e l’Internazionalizzazione delle Imprese Italiane dell’Ambasciata Italiana, fa parte del sistema di governo italiano che si dedica a promuovere il consolidamento e lo sviluppo economico-commerciale delle imprese italiane interessate al mercato cubano.

Quest’anno ICE partecipa attivamente al famosissimo World Cocktail Championship, la cui sede è stata assegnata a Cuba dall’International Bartenders Association (IBA) e che si è svolge a Varadero dal 4 novembre 2022 al 9 novembre 2022.

Nell’ambito di questo prestigioso evento, l’ICE organizza una serie di attività per celebrare la VII Edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo e la II edizione della Festa del Vino a Cuba.

“Vogliamo, con questa partecipazione, offrire un’esperienza unica attraverso la degustazione dei piatti della cucina regionale italiana (che tra loro sono estremamente vari) accompagnati dai vini tipici dei diversi territori.

La gastronomia nazionale italiana presenta numerosi e diversi piatti dai sapori unici ed inimitabili. I suoi prodotti enogastronomici sono profondamente segnati da differenziazioni geografiche (la costa e la laguna, la pianura, la collina) e regionali”.

Pertanto, nella prestigiosa cornice del World Cocktail Championship, ICE Agencia Habana propone la partecipazione di aziende italiane del settore gastronomico e del settore vitivinicolo, con due obiettivi principali: supportare la formazione di personale qualificato e presentare prodotti culinari made in Italia.

Nello specifico, le attività si svolgeranno presso il prestigioso Meliá International Hotel di Varadero, sede del Campionato, come segue:

In mattinata, in collaborazione con ENAIP, la scuola nazionale di formazione professionale italiana, si terranno corsi di formazione per chef e sommelier cubani, che avranno così l’incredibile opportunità di conoscere i segreti dell’enogastronomia italiana da alcuni dei più noti chef dall’Italia.

I tramonti faranno da cornice a un momento di degustazione all’interno dell’Espacio Italia, un’area dedicata al Paese e predisposta ad accogliere gli imprenditori interessati ad assaggiare i piatti tipici regionali italiani preparati dagli chef ENAIP, abbinati ai vini appropriati.

Sarà una straordinaria opportunità per le aziende italiane e cubane di incontrarsi e consolidare così i legami commerciali che da tempo le uniscono.




Le “orecchiette” di Michele Picciallo

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cid 1dc36872 390e 4723 9497 0cb1a14ecd8fOggi parliamo di una fantastica ricetta del nostro Michele Picciallo, Responsabile Chef della Masseria Sant’Angelo di Gravina in Puglia nelle vicinanze di Bari: le orecchiette con colatura di peperone crusco, acciughe, cime di rape, fonduta di ‘’Pallone di Gravina’’ (caciocavallo locale) e crumble di pane casareccio aromatizzato.

Ed ecco la ricetta, per 5 persone:

*Per la fonduta di caciocavallo   

-Xantano 5 g

*Per la crema di cime di rape   

-Cime di rape pulite 500 g

*Per la colatura di peperone crusco  

-Polvere di peperone crusco  50 g

 

*Ingredienti    

-Latte 500 ml

-Caciocavallo 250 g

-Amido di mais 50 g

-Acciughe sott’olio 1

-Orecchiette fresche 500 g

-Olio extravergine d’oliva 200 ml

-Sale e pepe q.b.

-Noce moscata 1

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Per prima cosa mettete il latte in un pentolino con un po’ di noce moscata grattugiata e, a freddo, l’amido di mais, quindi portate a bollore, sempre girando con una frusta. Spegnete e aggiungete il formaggio grattugiato e fate una crema liscia, frullandola.

Adesso mettete a bollire in un pentolino le cime di rape per 3 minuti, quindi scolatele e mettetele in un recipiente con acqua e ghiaccio. A questo punto frullatele con un frullatore a immersione aggiungendo anche l’acciuga e la Xantano, quindi passate il tutto con un colino.

Ora fate la colatura di peperone crusco: prendete un padellino con un po’ di olio evo, circa 200 ml. Aggiungete uno spicchio di aglio in camicia che poi andrete  a togliere.

Riscaldate l’olio facendo prendere il sapore dell’aglio, quindi spegnete e  aggiungete la polvere di peperone crusco.       Infine avrete messo una pentola a bollire con acqua salata per le orecchiette fresche, scolatele al dente e mettetele in  una padella con la colatura e l’acciuga e saltatele bene. In ultimo impiattate le orecchiette mettendo con un cucchiaio la fonduta e la crema di rape entrambe ben calde.

Per dare croccantezza al piatto aggiungete del pangrattato casereccio aromatizzato. E buon appetito.

cid 8a419fd2 3b57 4aa0 8c42 1a740bcb608ePresentiamo lo Chef Michele Picciallo di Gravina in Puglia in provincia di Bari, ritornato in Italia dopo aver speso molti anni della sua vita in Germania con la sua famiglia, nella zona di Colonia, per 24 anni. Ha avuto, insieme ai suoi fratelli, un ristorante a Dunwalts nei pressi di Leverkusen e poi, come spesso accade, decise di rientrare a casa nella sua amata Puglia. Dopo aver inizialmente prestato la sua opera in diversi ristoranti in Emilia-Romagna, a Livigno e su al Passo del Tonale, oggi è Responsabile Chef di un’azienda agricola con annesso agriturismo che si occupa, oltre all’attività di produzione ortofrutticola e all’allevamento specialmente di ovini, anche di ristorazione con prodotti a km zero, provenienti dalla stessa azienda, la Masseria Sant’Angelo di Gravina in Puglia, di proprietà di Giovanni Marchetti.




New York celebra la “Settimana della Cucina Italiana nel Mondo”

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4nycucinaAnche l’Istituto Italiano di Cultura di New York, celebrerà la VII edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, iniziativa annuale lanciata dal Ministero degli Affari Esteri italiano per promuovere le tradizioni culinarie italiane e la conoscenza enogastronomica come tratto distintivo dell’identità e della cultura italiana.
In programma dal 14 al 20 novembre, la Settimana sarà dedicata quest’anno al tema “Convivialità, sostenibilità e innovazione: gli ingredienti della cucina italiana per la salute delle persone e la tutela del pianeta”. lo stesso sarà al centro della tavola rotonda che si terrà il 15 novembre, alle 18:30, a New York per iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura e in collaborazione con la Generoso Pope Foundation, che ospiterà l’evento, e il Westchester Italian Cultural Center.
La serata si aprirà con i saluti di benvenuto di Fabio Finotti, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. Interverranno poi in qualità di relatori principali della tavola rotonda: Larry Forgione, chef e co-fondatore del programma Farm-to-Table del Culinary Institute of America (convivialità); Jami Ahmad, Direttore, Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente – Ufficio di New York (sostenibilità); John DeCicco Jr., CEO, DeCicco & Sons (innovazione). Master of Cerimonies sarà Mary Calvi, American News Anchor, e ospite d’eccezione il tenore italiano Luciano Lamonarca. Seguirà l’aperitivo dell’executive chef Larry Forgione. (aise)




Canada. A Toronto la “Pentola d’Oro” premia l’eccellenza italiana

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pentolaLa prossima cena di gala con annessa cerimonia di premiazione della Pentola d’Oro ICCO UNICO PRIMO 2022 sarà l’occasione per riunire professionisti e food lovers per celebrare l’innovazione e il progresso in questo settore.

Mentre si celebra la settima “Settimana della cucina italiana nel mondo”, dal 14 al 20 novembre, la Pentola d’Oro è l’occasione perfetta per celebrare il gusto e la genuinità dell’eccellenza culinaria italiana.

Congratulazioni a Gemma Gelateria per aver ricevuto il premio per il miglior gelato al 2022 𝗜𝗖𝗖𝗢 𝗨𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗣𝗲𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗣𝗲𝗻𝘁𝗼𝗹𝗮 𝗱‘Oro 𝗔𝘄𝗮𝗿𝗱𝘀!

imageGemma Gelateria ha aperto i battenti all’inizio del 2021 con la sua prima gelateria, situata al 146 di Cumberland Street a Yorkville.  Subito dopo l’apertura della prima sede, il proprietario Francesco Bisignano, di origine italiana di Cosenza, ha aperto altri due negozi, entrambi meravigliosamente arredati e decorati in stile contemporaneo. Francesco Bisignano è anche titolare del Ristorante Pizzeria Via Mercanti a Woodbridge, vincitore nel 2018 della Pentola d’Oro come Best Pizza in Ontario.

Sponsors dell’evento: Unico Inc. e Primo Foods, Air Canada, Ferrero, Fortinos, Jan K. Overweel, George Brown College, ITL, Longo‘s,  Liberty Group, Rendering Media Inc., No Frills,  Metro Inc.

Un ringraziamento speciale al Campari Group e al Giro d’Italia Ristorante.

Paul Bravi, Vicepresidente  senior di Foods Basics, Metro Inc. ha vinto il premio Unico Primo Pentola d’Oro 2022 della Camera di Commercio Italiana dell’Ontario Canada (ICCO Canada), sponsorizzato da Pizza Nova.

Bravi è uno dei numerosi vincitori del Premio Unico Primo Pentola d’Oro 2022.  ICCO Canada e lo sponsor principale Unico Inc. e Primo Foods hanno anche conferito premi ad altre persone della comunità imprenditoriale italiana in Canada.

Francesco Zulian, direttore vendite e marketing di Italiana FoodTech Inc. ha vinto il premio Italia-Canada, sponsorizzato da Fortinos.

Alex Barrotti, fondatore e vicepresidente di TouchBistro Inc. ha ricevuto il premio Innovative Entrepreneur, sponsorizzato da Ferrero.

Frank Commisso, Commisso Supermercati, Lanzarotta Ingrosso, M.V.R.  Cash and Carry e Commisso Winery, ha ricevuto il premio alla carriera, sponsorizzato da Longo’s. Come già detto, il  Premio Miglior Gelato a Gemma Gelateria e Hotspot Preferito a Il Covo.

2832090b 873b 4768 9285 818857288c72I Pentola d’Oro sono considerati dei premi prestigiosi all’interno della comunità imprenditoriale italiana in Canada e i criteri per i premi si basano sull’eccellenza in termini di qualità, leadership, sviluppo ed espansione del business, innovazione e creatività.

I vincitori riceveranno i premi durante la cena e cerimonia di gala della Pentola d’Oro, che si terrà il 18 novembre 2022 presso il Liberty Grand Entertainment Complex di Toronto.  Per maggiori dettagli sull’evento di premiazione, contattare Ilaria Venoso all’indirizzo venoso@italchambers.ca.




Toronto. Francesco Bisignano, un italiano di successo

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cid 1236a95e 54d9 4265 9551 6d7b7a84e73e Oggi presentiamo Francesco Bisignano, cosentino, classe 1983, coniugato con Carole Capalbo, da cui ha avuto due figlie, Gemma e Fernanda di 10 e 8 anni. La sua è una storia diversa da quelle che siamo abituati ad ascoltare, ciononostante, comunque, presenta dei punti in comune con quelle di tanti connazionali che hanno trovato la loro strada al di qua dell’oceano.

Diplomatosi nel 2002 presso l’Istituto Tecnico Agrario G. Tommasi ma non tralascia di darsi sempre da fare, fuori dell’orario scolastico, con diversi lavoretti, anche stagionali. Entra così subito nel mondo del lavoro, dapprima come commesso e poi come rappresentante.

Dopo questa esperienza trova lavoro presso una ditta di manutenzione delle stazioni di servizio e questo lo porta a viaggiare in tutta Italia, cosa questa che gli permetterà di abbinare anche un lavoro di rappresentanza. Infatti,  impegnarsi in più cose diventerà poi la sua vera specialità.

Conosce, grazie ad alcuni amici, il mondo della ristorazione e ne rimane affascinato. Nel 2005 ha l’opportunità di gestire un Pub-Bar nel centro della sua città, in seguito ha la possibilità di acquistare la gestione di alcuni ristoranti, dapprima in periferia per poi spostarsi nella zona centrale della città di Bisignano, nei pressi di Cosenza.

Si rende conto però che la sua città è troppo piccola per riuscire a soddisfare quelle che sono le sue ambizioni e così decide di spostarsi nel 2009 in Canada, che ha sempre suscitato in lui un fascino particolare, aprendo inizialmente una piccola ditta di import/export e al tempo stesso inizia anche a lavorare come pizzaiolo nelle principali pizzerie e ristoranti italiani della città di Toronto.

cid a0711230 8466 4df1 9bf3 26f1b984c09dOggi, forte della sua esperienza di Pizza Chef, è anche proprietario di un ristorante-pizzeria lounge-bar, Via Mercanti a Woodbridge, subito a nord di Toronto, uno dei più conosciuti della città che, fra l’altro, ha vinto il premio come ‘’Best Pizza in Ontario nel 2018’’ della Camera di Commercio Italiana di Toronto.

Possiede, inoltre, un altro ristorante, appena acquistato e 3 gelaterie (Gemma) con cui ha appena vinto il premio come ‘’Best Gelato in Ontario 2022’’, sempre della Camera di Commercio. E come a sottolineare ancora la sua antica vena di diversificare e d’impegnarsi in più cose, è anche proprietario di alcune imprese nel mondo dell’edilizia, specializzate in diversi settori.

A fine mese l’ormai noto Bisignano Group sarà anche il promotore e lo sponsor principale di Miss Italia nel Mondo-Canada, in programma il 30 Ottobre nelle sale della Riviera Parque in Vaughan. E, come si suol dire, il futuro è ancora  tutto da scrivere

 

LINGUINE ALLO SCOGLIO

Ingredienti per 4 persone

400 gr di linguine di Gragnano

pomodorini ciliegini e un po’ di salsa di pomodoro

8 cucchiai di olio extravergine di oliva

2 spicchi di aglio

16 gamberoni o mazzancolle (oppure scampi)

2 calamari medi (oppure uno grande)

400 gr di vongole

500 gr di cozze

sale, pepe e prezzemolo a piacere

* Se volete unite anche 8 capesante

Preparazione

Pulite il calamaro e le mazzancolle o i gamberoni. A parte, in un grosso tegame che poi userete per spadellare la pasta, lasciate aprire le vongole e le cozze con uno spicchio di aglio e metà dell’olio. In un tegame più piccolo, invece, fate imbiondire l’altro spicchio di aglio (che poi toglierete) nel resto dell’olio, aggiungete i pomodorini tagliati a pezzetti e lasciate cuocere per non più di qualche minuto il calamaro tagliato e rondelle e poi, insieme, le mazzancolle o i gamberoni. Liberate dai gusci la maggior parte delle cozze delle vongole, togliete l’acqua rilasciata in eccesso e tenetela da parte. Alzate la fiamma del tegame più grande, versatevi le mazzancolle o i gamberoni,   il calamaro e le capesante con i pomodorini e un po’ di salsa di pomodoro  e lasciate insaporire per un paio di munuti. Aggiungete un filo d’olio o un po’ di acqua dei frutti di mare, se necessario. Cotte che saranno le linguine – al dentissimo, mi raccomando! – scolatele e spadellate per un minuto con il pesce. Pepe macinato e prezzemolo tritato  soltanto alla fine, a piacere.




Luigi Favorito, Segretario APCI Svizzera, e i suoi tortellini ripieni di baccalà, vellutata di patate e chutney di barbabietola

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image (1)Oggi presentiamo una bellissima ricetta dello Chef Luigi Favorito, i suoi tortellini di pasta fresca ripieni di baccalà, vellutata di patate e chutney di barbabietola.

*Per  l’impasto della pasta fresca (per 4 persone)
-Semola 280 gr
-Farina ‘’00’’ 120 gr
-4 uova medie

*Per il ripieno dei tortellini
-1 Filetto di baccala’ 400 gr
-Cipolla 50 gr
-Aglio, mezzo spicchio
– Olio extravergine d’oliva 40 gr

*Per la vellutata di patate
-Burro 50 gr
-Cipolla 50 gr
-Patate 200 gr
-Brodo vegetale q.b.

*Per la chutney di barbabietola
-Barbabietola 100 gr
-Olio extravergine d’oliva 30 gr
-Xantana 1 gr

*Procedura
Stendete la pasta fresca col mattarello o con l’apposita macchina molto sottilmente e ricavate dei quadrati di almeno 4 cm che andrete a riempire con il composto a base di baccalà, cotto  molto rapidamente in olio caldo aromatizzato con poco aglio e cipolla.

*Per la vellutata di patate
Sbucciate le patate e tagliatele a  piccoli cubetti. Fate appassire la cipolla nel burro e aggiungete le patate.  Dopo un paio di minuti aggiungete il brodo vegetale e portare a cottura le patate.  Infine frullate il tutto per ottenere la vellutata.

*Per la chutney di barbabietola:

Cuocete le barbabietole a vapore e frullatele ancora calde con aggiunta di olio extravergine d’oliva e pochissima xantana. In ultimo impiattate a vostro piacimento e buon appetito.

cid 5789026b fa86 40a2 bb12 897aaf594e15Luigi Favorito, classe 1967, pugliese d’origine, nei suoi quasi 30 anni come cuoco e capocuoco professionista ha sempre portato avanti e valorizzato la cucina mediterranea, con particolare focus  sulle specialità italiane e greche,   di pesce o di carne, di cucina calda o fredda, di pasta fresca o di pasticceria, sempre con l’intento e la passione di deliziare i clienti dei vari ristoranti e alberghi dove ha lavorato. Molto attivo come Chef e cuoco nella progettazione di menù e nella creazione di nuovi piatti, oltre che nella gestione tecnica del team di cucina, dall’amministrazione
ai controlli alimentari, dall’igiene alla pulizia dell’area di lavoro secondo il protocollo  HACCP.
Dopo iniziali esperienze nella natìa Puglia, a Taranto ye anche a Rimini, decide di ampliare le sue conoscenze dapprima in Grecia in Hotels come Peninsula, Capsis e King Saron, solo per citarne alcuni, e poi in Germania a Echterdingen presso il Ristorante Le Populaire, alla Trattoria da Maria a Nürtingen e poi al Ristorante Wangenbrüggli / Villa Belvedere a Niederwangen.

Ottimo conoscitore della lingua greca e del tedesco e di un buon inglese orale e scritto, si sposta nella vicina Berna, in Svizzera, dove lavora come Chef in diverse strutture come il Ristorante Pizzeria Settebello, l’Ambiente, il Ristorante Verdi ed il Ristorante Pizzeria Più a Kornhaus, sempre nella capitale elvetica. Vanta diversi corsi, come cucina sottovuoto e finger food con il Maestro Gianluca Tomasi, di gastronomia molecolare con Fabio Tacchella, oltre che un’esperienza allo Zen food lab con lo Chef Alfredo Jannaccone. Già Vice Presidente dell’Associazione Cuochi Canton Berna, oggi è anche Segretario dell’APCI , l’Associazione Professionale Cuochi Italiani, della Svizzera.




Gli Chefs italiani del Canada presentano la Festa Gastronomica d’Autunno

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imageL’Associazione degli Chef Italiani del Canada è lieta di presentare la FESTA GASTRONOMICA D’AUTUNNO 2022, Domenica 6 Novembre alle ore 12:30 pm, presso le sale de La Primavera Event Space in Woodbridge, Ontario con professionali dimostrazioni e  gustosi assaggi di piatti preparati da alcuni dei migliori chef italiani dell’area della Greater Toronto, oltre a varie degustazioni di vini pregiati di diverse regioni vinicole italiane e una particolare esposizione di alcuni fra i migliori prodotti italiani.

L’autunno è perfetto per deliziare i palati di tutti, con i prodotti freschi dei campi, dei frutteti, dei vigneti e, soprattutto, degli orti che arricchiscono ogni piatto che si trova sulla nostra tavola. Per questo motivo vale la pena visitare gli eventi gastronomici autunnali, dove si sente il profumo delle bontà fresche di casa. La Festa Gastronomica d’Autunno sarà l’occasione per tornare a respirare l’atmosfera del nostro paese con i suoi costumi, i suoi mestieri, i suoi prodotti e le sue usanze.

Assaporare le specialità tipiche delle nostre terre, osservare le abilità manuali dei nostri cuochi o provare ad interagire nelle loro quotidianità sono gli ingredienti di questo evento ambientato nel nostro mondo culinario.

L’ASSOCIAZIONE DEI CUOCHI ITALIANI DEL CANADA è stata costituita per mantenere vivo l’interesse per i prodotti alimentari italiani e l’autentica cucina italiana in Canada.  L’AICC è aperta a tutte persone professionalmente coinvolte e interessate ai prodotti italiani e alla cucina italiana ed è registrata presso le autorità canadesi come organismo professionale autonomo, apolitico, non sindacale e senza scopo di lucro oltre che diretto da un consiglio di amministrazione debitamente eletto dai membri.  L’AICC è, inoltre, associata alla FEDERAZIONE ITALIANA CUOCHI, “FIC”, nota federazione con membri non solo in Italia ma in tutto il mondo.




Gli “spaghetti alla Gennaro”, la pasta preferita dal grande Totò

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image (1)Gli spaghetti alla Gennaro sono uno dei tanti deliziosi piatti della cucina napoletana, a tutti noti per essere una delle specialità più amate dal grande Antonio De Curtis, universalmente conosciuto come Totò.

Come è intuibile, la ricetta è dedicata senz’altro al santo patrono di Napoli e si distingue per il suo gusto prelibato e la sua semplicità.

Si preparano in pochi minuti con pane raffermo tostato, acciughe, aglio e aromi mediterranei ma c’è anche chi aggiunge qualche pomodorino per dare un tocco di colore e sapore in più.

La ricetta degli spaghetti alla Gennaro è inserita nel libro di ricette scritto dalla figlia di Totò, Liliana.

Oltre a quest’ultimi abbiamo altri spaghetti aglio e olio che hanno incrociato la storia di grandi illustri napoletani. I bucatini alla Caruso con l’aggiunta dì pomodorini freschi, peperoncini e zucchine alla scapece. Gli spaghetti alla Maradona con l’aggiunta di pane tostato. Gli spaghetti alla ‘’saponara’’ inventati da Eduardo de Filippo, dove i saponari erano ambulanti che barattavano sapone con le cose vecchie, dedicati, in pratica, al suo amico Navarra, da lui scherzosamente soprannominato “o saponaro’’, grande e famoso gallerista di Piazza dei Martiri, preparati con l’aggiunta di olive e capperi e una spruzzata di pane grattugiato.

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*Ingredienti (per 4 persone)

320 g di spaghetti;

4 filetti di acciughe dissalate;

2 fette di pane raffermo;

3 spicchi d’aglio;

q.b. basilico fresco;

q.b. origano essiccato;

q.b. olio extravergine d’oliva;

q.b. sale e pepe.

 

*Procedura

Strofinate uno spicchio d’aglio nel pane raffermo, dopodiché sbriciolatelo e fatelo dorare in padella con un filo d’olio extravergine d’oliva e due spicchi d’aglio schiacciati.

In una padella a parte fate rosolare i filetti di acciughe tagliati a pezzetti, insaporiteli con un pizzico di origano e attendete che si sciolgano nell’olio extravergine d’oliva.

Cuocete gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolateli al dente e uniteli alle acciughe. Saltateli in padella a fuoco vivace per amalgamarli al condimento e unite la granella di pane raffermo tostato.

Completate il piatto aggiungendo una macinata di pepe nero e qualche fogliolina di basilico fresco. Servite gli spaghetti alla Gennaro ancora caldi.