Panna cotta al pistacchio

Pannacotta per home

Pannacotta per interno articoloLa panna cotta al pistacchio è un dolce al cucchiaio che si prepara in pochi minuti Facile, veloce e di sicuro effetto, di sicuro stupirà i vostri ospiti.

Grazie per seguire le mie ricette, fatemi sapere se vi piacciono sui miei canali Social: www.mammamarzia.ca www.instagram.com/bellacibo www.facebook.com/bellacibo72

 

Ingredienti:

  • 400 ml panna liquida
  • 60 grammi zucchero
  • 40 grammi crema al pistacchio
  • 6 grammi colla di pesce
  • Granella di pistachio
  • 1 cucchiaino di salsa al cioccolato
  • Tanto love

 

Metodo:

Metti la colla di pesce in ammollo in acqua fredda per 10 minuti. Metti un tegame sul fornello versa  versa la panna e aggiungi lo zucchero, mescola  con una frusta a mano. Quando lo zucchero si è incorporto aggiungi la crema al pistacchio  e porta a un leggero bollore. Spegni il fornello, strizza la colla di pesce e aggiungila alla panna bollente, mescola con la frusta e vedrai che  si scioglierà in pochi secondi. Versa il composto negli appositi stampini e metti in frigo per almeno 3 ore. Trascorso il tempo, leva la panna dagli stampini e guarnisci con granella di pistacchio e salsa al cioccolato.

Buon Appetito!




La “autentica tavola italiana” in mostra virtuale a Madrid

23ccis

23ccisLa Camera di Commercio e Industria Italiana in Spagna ha realizzato ieri mattina “The Authentic Italian Table”, iniziativa promossa e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per valorizzare e salvaguardare il prodotto agroalimentare autentico italiano, i loro territori di origine e le tradizioni legate alla loro produzione e al loro consumo. In particolare, l’evento, realizzato in formato online, si è focalizzato su cinque regioni italiane, rappresentative dell’ampia diversità e ricchezza gastronomica e culturale del Belpaese: le Marche, la Lombardia, la Toscana, L’Emilia Romagna e la Calabria.
Un viaggio virtuale tra sapori e tradizioni regionali attraverso la proiezione di video inediti dedicati ai cinque territori menzionati e realizzati grazie alla collaborazione con esperti e operatori delsettore enogastronomico: gli chef Alessandro Cresta (Mo’ Better Food) e Manfredi Bosco (presidente della delegazione in Spagna della Federazione Italiana Cuochi e chef del ristorante Pante di Madrid), la blogger e foodie lover Celeste Garcia de la Banda (El Blog de Celeste), la CEO di Negrini SL, Nicoletta Negrini, che dirige una delle principali imprese di distribuzione di prodotti italiani nella penisola iberica, e il giornalista Alberto Luchini, conisciuto critico gastronomico e direttore della rivista spagnola La Luna de Metrópoli.
Ciascuno di loro ha contribuito ad avvicinare gli assistenti alla cultura enogastronomica regionale dell’Italia, raccontando curiosità, aneddoti ed esperienze personali legate ai prodotti presentati e al loro territorio di origine. Tra i 18 prodotti protagonisti dell’evento si possono menzionare i formaggi Pecorino Toscano Val d’Orcia DOP, Caciocavallo, Taleggio e Gorgonzola DOP, gli insaccati ‘nduja calabrese, finocchiona toscana e mortadella di Bologna Igp, i pici toscani ed i garganelli marchigiani (due formati di pasta poco conosciuti in Spagna), i vini Lambrusco DOP, Buon Governo all’uso toscano, e l’aceto balsamico di Modena Igp.
Il numeroso pubblico che ha assistito all’evento ha avuto la possibilità di mettere alla prova le proprie conoscenze sulla gastronomia italiana rispondendo a una serie di domande che sono state proiettate in diversi momenti durante l’evento. I più veloci a farlo correttamente sono stati premiati con un buono per la degustazione di 10 piatti italiani autentici elaborati dai ristoranti italiani che partecipano all’iniziativa “10 platos hoy para degustarlos mañana”, nell’ambito della quale si offre la possibilità di assaporare ricette regionali tipiche e poco conosciute nel paese iberico, attraverso una formula innovativa, che permette la degustazione sia a casa che nei locali stessi.




Saltimbocca alla Romana

Ricetta saltimbocca alla romana

Ricetta saltimbocca alla romanaI saltimbocca alla romana sono un secondo piatto davvero delizioso. Fetttine di vitello coperte da prosciutto e salvia, pronte in 10 minuti.

Sono facili da preparare e davvero gustoso. Io in genere uso cotolette di vitello ma puoi usare pollo, tacchino o quello che piu’ preferisci.

Ingredienti:

  • 6 fette di vitello o vitello
  • 6 fette di prosciutto
  • 6 foglie di salvia
  • 4 cucchiai di burro
  • 1 cucchiaino di olio
  • 50 ml di vino bianco
  • Farina
  • Sale e pepe
  • 50 ml di brodo
  • tanto love

Metodo:

Mettere le cotolette una accanto all’altra su un piano di lavoro, Spolverale con farina su ogni lato.

Adagiauna fetta di prosciutto sopra ogni cotoletta, poi la salvia e metti uno stuzzicadenti  perfissare il prosciutto e la salvia.

Prendi una padella, metti 3 cucchiai di burro e l’olio e accendere la fiamma a una temperatura media. Quando il burro è sciolto, metti le cotolette con il prosciutto rivolto verso il basso. Cuocere per circa 3 o 4 minuti e poi girali e cuocili l’altro lato per circa 3 a 5 minuti.

Trasferisci le cotolette sul piatto da portata e tienile al caldo.

Aggiungi il vino nella padella mescolando. Lascia cuocere il vino per un minuto e aggiungi il brodo se ce l’hai {se non ce l’hai aggiungi altro vino}.

Aggiungi un cucchiaio di burro, fallo sciogliere, metti sale e pepe e poi unisci le cotolette.

Cuoci  per 2 minuti per lato.

Buon Appetito!




In Messico l’autentica cucina italiana

15ccimessico

15ccimessicoPrenderà il via il prossimo 18 settembre, e si estenderà per i due week end successivi, fino al 20 prima per riprendere poi dal 24 al 27 di settembre, la terza edizione de “L’autentica cucina italiana”, organizzata dalla Camera di Commercio Italiana in Messico, quest’anno, causa Covid-19, in modalità online.
Due finesettimana pieni di sapore e tradizione italiana, senza nemmeno uscire di casa per evitare assembramenti. Questo l’intento di questi due week end che fanno parte del True Italian Taste, un programma promosso e finanziato dal 2016 dal Ministero dello Sviluppo Economico e in questo 2020 anche dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiani, in collaborazione con le CCI all’estero.
Attraverso a questa campagna di sensibilizzazione verso il consumatore messicano, la CCI Messico e i suoi partner vogliono cercare di incrementare il consumo cosciente degli autentici prodotti italiani e contrastare il fenomeno dell’Italian Sounding, ossia i prodotti fintamente Made in Italy.
Programma
Si parte il 18 settembre con il webinar sulla farina italiana, alle ore 10.00 (ora messicana). Poi, alle 12.00, la masterclass con Cantine Bertani. Poi ancore alle 16.00 con la Masterclass con Cafè Illy.
Il 19 settembre, invece, sono previsti ancora due appuntamenti, uno alle 13.00, sulla Porchetta, e uno alle 19.00, sulle cotolette. E per chiudere il primo dei due week end ci saranno ancora 3 appuntamenti: alle 11.00 il webinar sull’alimentazione mediterranea, alle 13.00 il “sapore originale”, e alle 18.00 la Masterclass su Prosecco e Champagne.
Le attività riprenderanno poi il 24 settembre, con un webinar dedicato ai prodotti DOP, alle ore 16.00. Il giorno seguente, alle 16.00, avrà luogo ancora una Masterclass sulla Pasta Fresca, poi ancora uno Showcooking dal titolo “Il sapore della vera cucina italiana”, alle 13.00. Alle 16.00, invece, ci si concentrerà sul Limoncello Caravella, poi alle 18.00 su Dolci e Caffè Borbone. Il 26 inizierà ancora una volta alle ore 10.00, con una Masterclass Pan Cesaro, poi uno speciale Showcooking alle ore 13.00, poi una lezione sull’ABC del vino italiano. L’edizione si concluderà poi con gli ultimi due eventi del 27 settembre, il primo alle ore 10.00 con un evento sulle farine italiane e poi alle 16.00 con una lezione intensa sull’uva italiana in Messico.




Vellutata di zucca e patate

vellutata zucca

vellutata zuccaL’autunno sta arrivando e la mia parte preferita è la varietà di zucche che abbiamo a disposizione. Adoro usare la zucca in cucina, la uso in molti modi, ad esempio: gnocchi, risotti, zuppe, arrostita, muffin, sugo per la pasta, per riempire i ravioli e tanti altri modi.

La zucca è molto versatile e la cosa più importante è che è molto salutare, quindi ti consiglio vivamente di aggiungerla al menù della tua famiglia.

Questo è uno dei modi più semplici per usarla, facendo una minestra. Le zucche che di solito uso sono: Butternut Squash e la Kabocha.

Una delle mie tradizioni preferite è quella di andare nei campi  di zucca con i miei bimbi e marito per raccogliere la zucca per Halloween. Un’evento che adoro,  mi godo il pomeriggio con i miei figli scegliendo la zucca migliore e girando per la fattoria.

 

L’anno scorso ho aggiunto gli gnocchi di zucca alle mie lezioni di cucina e hanno avuto un grande successo. Sono molto diversi dagli gnocchi di patate ma molto buoni.

Fammi sapere se ti piace questa ricetta e seguimi sui canali social www.bellacibo.ca www.instagram.com/bellacibo www.facebook.com/bellacibo72

 

Ingredienti:

  • Mezza zucca tagliata a pezzetti
  • 1 aglio o mezza cipolla
  • 1 o 2 patate tagliate a pezzetti
  • 2 cucchiai di olio extra vergine
  • 600 ml di brodo di verdura
  • Parmigiano Reggiano
  • Sale e pepe
  • Noce moscata, se ti piace
  • Tanto love

 

Metodo:

  • Metti l’olio e l’aglio in una padella e lasciali soffriggere per un po’.
  • Aggiungi le patate e la zucca e friggi per qualche minuto.
  • Ora è il momento di aggiungere il brodo, metti il coperchio e lascia cuocere per 30 minuti fino a quando le verdure sono morbide.
  • Dopodichè puoi mescolare tutto con un frullatore, se è troppo densa aggiungi altro brodo.
  • Quando è pronta aggiungi 1/2 cucchiaino di noce moscata se ti piace, Parmigiano Reggiano e un giro d’olio. A piacere puoi anche aggiungere della pancetta fritta.



Tagliatelle con ragù di salsiccia

tagliatelle

tagliatelleIl ragú di salsiccia é un sugo molto saporito e gustoso, facile e veloce ma soprattutto molto versatile. Mi piace usarlo per condire le  tagliatelle fatte in casa oppure per la pasta al forno o meglio ancora per condire la polenta.

Se non avete tempo di preparare le tagliatelle fresche vi consiglio di usare un tipo di pasta secca di buona qualitá, capace di trattenere il sugo e esaltarne il sapore.

Questa ricetta l’ho aggiunta alle mie lezione di cucina ed ha riscontrato un enorme successo, provatela e fatemi sapere.

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Ingredienti:

  • 200 g di salsiccia
  • Mezza cipolla
  • 1 cucchiaio di olio extre vergine
  • 50 ml vino bianco
  • 200 ml passata di pomodoro
  • 240 g tagliatelle all’uovo
  • Parmigiano Reggiano
  • Sale e Pepe
  • Tanto love

Metodo:

Spella la salsiccia e sgranala. Trita molto finemente la cipolla, in una padella metti l’olio e falla rosolare. Quando la cipolla si sará dorata unisci la salsiccia e falla rosolare aggiungendo il pepe.

Metti il vino e fai evaporare, aggiungi la passata e cuoci il sugo per 30 a fuoco lento, coperto. Aggiusta di sale.

Fai bollire la pasta in abbondante acqua salata e quando è pronta condiscila con il sugo di salsiccia. Servila nel piatto aggiungendo Parmigiano Reggiano. Buon Appetito!




Gnocchi di Barbabietole

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gnocchi 2Gli gnocchi di barbabietole sono molto diversi dagli gnocchi di patate! Sono più dolci e hanno una consistenza piu’ dura. Mi piace servirli con burro e salvia aggiungendo dello Speck {Prosciutto affumicato}! La combinazione dolce e salato è incredibile! Se non hai Speck puoi usare Prosciutto Crudo. Si posso anche servire con una semplice salsa al burro e Parmigiano, la mia preferita.

Ho aggiunto gli gnocchi di Barbabietole alle mie lezioni di cucina, e’ stato un successo. E’ stata una soddisfazione vedere le mie clienti all’inizio della classe molto titubanti ma poi alla fine entusiaste per la particolarita’ del sapore. In cucina bisogna sperimentare e soprattutto non bisogna aver paura di provare nuovi ingredienti soprattutto quelli sani.

Seguitemi sui Social e fatemi sapere quali sono i vostri gnocchi preferiti. www.facebook.com/bellacibo72 www.instagram.com/bellacibo www.bellacibo.ca

Ingredienti per gli gnocchi

  • 1 kg di patate
  • 200 grammi di barbabietole
  • 1 uovo
  • Noce moscata
  • farina 300/350
  • tanto love

Ingredienti per la salsa al burro

  • 100 grammi di burro
  • 80 grammi di speck o prosciutto
  • 8/10 Foglie di salvia
  • Parmigiano Reggiano

Ingredienti per la salsa al Parmigiano

  • Burro
  • Parmigiano reggiano

gnocchi 1Bollire le patate con la buccia, schiacciarle quando sono ancora calde ricca e lasciarle raffreddare! Fai bollire le barbabietole con la pelle! Quando sono morbide, sbucciale e mettile in un robot da cucina o in un frullatore! Se la crema di barbabietole è troppo densa aggiungi un cucchiaio di acqua, l’acqua che hai usato per bollirle! Lasciale raffreddare.

Ora metti le patate in una grande ciotola, la crema alle barbabietole, la noce moscata e mescola velocemente! Aggiungi ora l’uovo, mescola di nuovo e inizia ad aggiungere la  farina un po’ alla volta.

Quando hai un impasto sodo e non troppo appiccicoso sei pronto per stendere i tuoi gnocchi. Taglia piccoli pezzi dall’impasto e inizia a stendere! Con un coltello taglia delle piccole  una pallina. Se hai un rigagnocchi o una forchetta puoi formare le caratteristiche righe, questa fara’ si che la salsa si attachi meglio.

Gli gnocchi di barbabietole sono pronti per essere cucinati quindi in una pentola capiente fai bollire abbondante acqua e sale, allo stesso tempo preparare la salsa al burro semplicemente sciogliendo il burro, aggiungendi la salvia e il prosciutto o lo speck tagliati a fettine! Quando gli gnocchi vengono a galla con una schiumarola metteli nella pentola dove hai sciolto il burro e lo speck. Soffriggili per qualche minuto e alla fine aggiungi il Parmigiano Reggiano! Per la salsa al burro semplicemente sciogli il burro, aggiungi gli gnocchi e Parmigiano.  Buon appetito.




I Risotti in tutte le loro forme ed i vini

risotti con salumi

risotto con radicchio e legumiIl riso è una pianta erbacea annua appartenente alla famiglia delle graminacee e, nonostante la sua origine sia da ricondursi ai paesi dell’Asia orientale, oggi è diffuso ovunque nel mondo, rappresentando una delle più importanti risorse per l’alimentazione umana .

L’uso in cucina del riso è principalmente determinato dalla sua resistenza alla cottura e dalla collosità, cioè la capacità di cedere l’amido durante la cottura. Un riso con maggiore resistenza alla cottura e una minore collosità, presenterà  al termine della cottura un chicco più integro e compatto, mentre un riso con scarsa resistenza alla cottura e alta collosità, tenderà a sfaldarsi e, a perdere consistenza con la cottura.

Un detto popolare ci ricorda che il riso nasce nell’acqua e muore nel vino, (“la nascita del riso “, ovvero la coltivazione, avviene nei campi allagati; “la morte del riso “, ovvero il miglior modo per degustarlo, consiste nell’abbinarlo ad un buon bicchiere di vino),ma in verità non muore per nulla: MUORE PER RISORGERE RISOTTO.

Quando si cucina un risotto, infatti, il riso si mette crudo in padella a tostare con burro, olio e l’inseparabile cipolla, e prima che imbiondisca troppo fino ad arrostire, arriva l’intervento del vino a stemperare il calore e rianimare il chicco, inebriandolo nell’attesa di essere di nuovo sommerso, ma questa volta dal brodo bollente. È la sfumata ,come dicono i cuochi , che ti sbuffa insinuante nelle narici per farti ricordare il suo profumo.

Il vino bianco lo usi per ottenere un risultato delicato, raffinato,essenziale che coglie il presente e si proietta nel futuro. Puoi usare pochissimi ingredienti o nessuno, oppure dedicarti  alle ricchezze del mare, ma il suo contributo sarà sempre irrinunciabile.

Con il vino rosso, invece, al risotto gli dai sostanza, forza e tradizione. Fai riemergere il passato con tutta la sua sapienza, la sua laboriosità, la sua fatica, e la sua storia. Dopo averlo sfumato, puoi farlo accompagnare solo dal maiale : l’unico che ne ha diritto, che si presenta sotto forma di salsiccia, lardo, cotenna, costine e l’elenco potrebbe continuare, perché si sa, del maiale non si butta via niente,  e tante cose possono finire proprio nel risotto.

Ma anche l’orto vuole fare la sua parte, sempre, non solo durante le stagioni in cui offre di più. Così, quando il freddo non permette grandi varietà, ci pensano cavoli e zucche a dare un contributo, o quello che si conserva durante la bella stagione, come ad esempio i fagioli.

E’ così che il risotto assume i tratti del suo carattere. Si differenzia, si distingue: tira fuori la sua carta d’identità. È un popolo variegato quello dei risotti. La differenza dipenderà dalle sue origini, dal luogo in cui è cresciuto, da chi ne ha avuto cura e da chi incontrerà. Potrà quindi essere Panissa o Paniscia, Milanese o Ubriaco, e col nome di chiunque lo accompagni. . .

Qualunque sia l’origine e il punto di partenza, è il brodo che lo traghetterà  fino al suo traguardo, versato con cura prima che si asciughi del tutto, perché il riso per sua natura… VUOLE STARE SEMPRE A BAGNO.

Il brodo ha la sua importanza. Va rispettato e insaporito da ciò che gli spetta, non dalla casualità o peggio ancora dalla banalità. Non occorrono particolari ingredienti, di solito si fa con gli scarti. Nel caso lo si voglia mantenere leggero e adatto a tutto, bastano una carota, una costa di sedano e una cipolla. A questi si possono aggiungere ossa di carne o pelle e teste di pesce, dipende dove si vuole andare a parare. Nessuno può dire che sia impegnativo, che ci vogliano ingredienti particolari e costosi. E allora perché ricorrere ad artifizi liofilizzati, macinati, spremuti, insaporiti, additivati,  sulle cui scatole campeggia talvolta una bella e simpatica signora con il sorriso rassicurante? Perché ci attrae? Perché ci conforta? Può essere!

Mestolo dopo mestolo arriviamo alla mantecatura. È l’ultimo tocco. La morbidezza del burro che si incontra con la ruvidezza del Parmigiano, e insieme si accasciano su un divano vellutato. Il cucchiaio di legno orchestra il connubio. Affonda e rotea, guidato da mano attenta, finchè non trova la giusta consistenza.  Il risotto è pronto!

Ma è meglio lasciarlo riposare un po’ nella pentola prima di servirlo. È il momento in cui prende coscienza di chi è diventato e dell’ ammirazione di chi l’ha preparato. Un incontro sensoriale totale, che si compie tra la lingua e il palato ad occhi chiusi, inspirandone il profumo. Soli, con lui, prima di condividerlo con il resto dei commensali, che potranno sì gustarlo e apprezzarlo, ma non potranno mai vivere la completezza di un incontro e di una strada percorsa insieme.                                        Ci sono delle regole base affinate in anni di ricerca gustativa.

Vediamo le tipologie più diffuse dei piatti a base di riso, e i loro abbinamenti ideali.

aranArancini

Vino rosso leggero, preferibilmente vivace   Grignolino, Freisa d’Asti, Lambrusco Secco

Minestre di riso

Vino bianco leggero e non troppo aromatico Erbaluce di Caluso, Malvasia dei Colli Piacentini 

Risotti con salumi

Vino rosso giovane, di media struttura , Chianti, Dolcetto, Bardolino

Risotti con verdure o legumi                                                                                                                                                   

Vino bianco aromatico, di struttura media   Muller Thurgau, Verdicchio, Riesling, Frascati 

risotto con le cozze i gamberetti ed i frutti di mare 42819237Risotti con pesce o molluschi  

Vino bianco particolarmente secco e dalla buona struttura  Gavi, Fiano di Avellino, Pigato di Albenga Gavi, Fiano di Avellino, Pigato di Albenga

Dolci di riso  

Vino dolce, di basso tenore alcolico  Moscato d’Asti 

Ovviamente le ricette più complicate o dai sapori particolari richiedono un abbinamento specifico.Ad esempio, se cuciniamo un risotto con i carciofi, servirà un vino bianco particolarmente morbido, per contrastare l’amaro del carciofo. La scelta si orienterà quindi su un Orvieto, uno Chardonnay o un Arneis.

Sull’abbinamento ideale con il Risotto alla Milanese si discute da anni. La tradizione lombarda impone di farlo cuocere nel vino rosso, che in effetti contrasta il grasso rilasciato dal midollo ma rischia di soffocare gli aromi dello zafferano.

Per un risultato più equilibrato e armonioso, consigliamo un vino bianco o rosato di buon corpo e struttura, come il Pinot Grigio, il Franciacorta, il Soave.

Nelle minestre di riso e verdura, il compito del vino è di esaltare i profumi della verdura. Serve quindi un vino giovane, delicatamente aromatico, da servire fresco.

E il classico risotto al ragù, ricetta tipica di ogni nonna italiana? L’ideale è accompagnarlo con lo stesso vino che si è usato nella preparazione del ragù; se invece il sugo è stato preparato senza vino, si può scegliere un vino che sia in sintonia con la carne utilizzata. Ad esempio, con il ragù di coniglio ci sta bene un Rosato del Salento, con un ragù di vitello un Nebbiolo o una Barbera; se il ragù è di salsiccia, un Chianti giovane.

Per il gustosissimo risotto ai 4 formaggi possiamo spaziare dalle eleganti bollicine di un Franciacorta o di un Prosecco Valdobbiadene a un rosso leggero come il  Rossese di Dolceacqua.

Prima di procedere con alcune proposte di abbinamenti , va ricordato che spesso le stesse uve, coltivate in territori differenti, danno vita a vini molto diversi. Quindi una regola perfetta per l’abbinamento risotto vino non esiste. Ma ciò non toglie che si possano elencare gli aspetti da tenere bene in mente per fare un abbinamento giusto.

Chiudiamo con una regola base che aiuterà i gourmet a districarsi con gusto su ogni ricetta.

Visto che il riso è una cassa di risonanza del gusto, capace di accogliere ed esaltare qualsiasi sapore, bisogna semplicemente pensare a quale vino si abbina meglio con l’ingrediente base del piatto di riso: il formaggio, la carne, il pesce, la verdura. E il gioco è fatto.




Toronto: “Tutti a tavola” con la Camera di Commercio

24icco

24iccoProseguono gli appuntamenti online alla scoperta dalla cucina italiana organizzati dalla Camera di Commercio Italiana in Ontario. Con “Tutti a tavola”, infatti, la Camera propone una serie di lezioni di cucina online tenute dallo chef Roberto Fracchioni.
Durante le lezioni si preparano piatti autentici italiani usando prodotti selezionati che vengono presentati ai partecipanti. Ogni lezione ha la durata di un’ora e ai partecipanti viene data la possibilità di intervenire con domande dirette allo Chef.
Il prossimo appuntamento è previsto per martedì 1 settembre dalle 18:00 alle 19:00 (ora locale di Toronto – 00:00 ora italiana) sulla piattaforma zoom.
Protagonista di questa lezione sarà il brasato ai carciofi ed olive.




Pasta alla Puttanesca

pasta puttanesca

pasta puttanescaLa pasta alla puttanesca é un primo piatto semplice, ma saporito, preparato con pomodoro, acciughe, capperi, olive nere, peperoncino e tanto love.

Questa pasta ora, é molto apprezzata nelle mie classi di cucina ed é la preferita di mio marito, che non ne sapeva la conoscenza prima che mi incontrasse.

Mi ricordo ancora quando la  aggiunsi alle classi di cucina, I miei clienti erano molto scettici ma dopo il primo assaggio  fu un successone.

Sono molto orgogliosa di alcuni di loro che sono riusciti a ricreare questo piatto sublime per la loro famiglia.

Questa é la mia versione ma fatemi sapere la vostra, scrivetemi Marzia@bellacibo.ca www.bellacibo.ca

Ingredienti per 4 persone:

 

  • 320 grammi spaghetti
  • 10 grammi capperi
  • 800 grammi Pomodori Pelati
  • 20 grammi acciughe
  • 100 grammi olive nere snocciolate e spezzettate
  • 1 peperoncino
  • 1 spicchio di aglio
  • 3 cucchiai olio extra vergine
  • Sale
  • Pepe
  • Love

 

Metodo:

  • In una padella metti l’olio, l’aglio spellato, il peperoncino spezzettato e le alici.
  • Quando l’aglio sarà ben dorato unire la polpa di pomodoro, le olive, i capperi. Far riprendere il bollore e cuoci a fiamma media finché che il sugo non si sarà ben ristretto, generalmente 10-15 minuti.
  • Lessare la pasta in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, aggiungi mezzo mestolo di acqua di cottura nella padella del condimento.
  • Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella per qualche minuto, girando di frequente. Aggiungi pepe nero macinato fresco. Buon Appetito.