DL Semplificazioni. Siragusa (EV): nuovo assegno unico per contrattisti MAECI grande vittoria

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download«Buone notizie per i lavoratori a contratto delle nostre sedi diplomatiche all’estero, che erano rimasti, ingiustamente, esclusi dalla riforma dell’assegno unico. La Camera ha oggi infatti approvato un emendamento che prevede l’istituzione di una nuova forma di sostegno familiare per gli impiegati di nuova assunzione; salvaguardando, contestualmente, i diritti acquisiti di chi era già percettore dell’assegno».
È quanto dichiara in una nota la deputata di Europa Verde Elisa Siragusa, eletta all’estero nella circoscrizione Estero-Europa, che spiega: «Per sanare questa ingiustizia nei mesi scorsi avevo presentato diversi emendamenti, purtroppo mai approvati. Infine, ho presentato — al Dl Semplificazioni — la proposta emendativa 38.03: depositata identica anche da altri deputati, è stata assorbita dall’emendamento di commissione approvato oggi in aula. Grazie al lavoro coordinato di tutte le forze politiche», aggiunge infine la parlamentare, avviandosi alla conclusione, «siamo riusciti a sanare questa ingiustizia; una grande vittoria. Ora manca solo l’approvazione al Senato», conclude.



Francesca Alderisi (FI): “Non mi ricandido”

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sen. francesca alderisi
Sen. Francesca Alderisi

“È stata un’esperienza importante che ha costituito un tassello rilevante nel mio cammino con gli italiani nel mondo e che porterò sempre con me. Ora è arrivato il momento di tornare nella veste che più mi è propria. Ringrazio Forza Italia per il percorso fatto insieme in questi anni”.

Queste le parole della senatrice Francesca Alderisi (FI), eletta in Nord e Centro America, che ha ufficializzato con una nota la sua scelta di non ricandidarsi alle prossime elezioni politiche del 25 settembre.

“Fino alla fine della legislatura continuerò, come ho fatto sino ad oggi, ad onorare il mio mandato e ad essere vicina alle nostre comunità oltreoceano sulla scia di quel profondo legame d’amore con gli italiani nel mondo nato ormai più di vent’anni fa”, ha aggiunto la sen. Alderisi. “Alle elezioni politiche del 2018, proprio grazie a questo rapporto così solido e forte costruito con amore e dedizione nel tempo sono stata orgogliosamente la più votata del Nord e Centro America, portando Forza Italia ad essere il primo partito nella ripartizione. Oggi, dopo un’attenta e intima riflessione, mi sento di dire che non faccio per la politica. È il momento di tornare sulla via maestra”.




Governo: Nissoli (FI), FI forza responsabile, punto di riferimento per tutti gli italiani

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cattura“Leggo di tradimenti di Forza Italia nei confronti del Governo Draghi. Il Governo Draghi non è caduto per l’irresponsabilità di Forza Italia. Questa è una colossale bugia: la crisi di Governo è stata scatenata in primis dai capricci e dagli ultimatum inaccettabili del Movimento 5 Stelle.”

Lo scrive in una nota Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

“Il governo Draghi è nato grazie al Presidente Berlusconi, che ha, come sempre, anteposto a tutto l’interesse e il bene degli italiani, e Forza Italia lo ha sostenuto lealmente e con convinzione, tenendo bene a mente i valori che la contraddistinguono e mantenendo la sua natura liberale, europeista, atlantista”, spiega.

“Certo, non era più possibile governare insieme ad una forza che si è dimostrata irresponsabile, bloccando il Paese con veti inutili e continui. Abbiamo proposto un governo senza i 5 Stelle: la nostra proposta non è stata accettata. Ora guardiamo avanti, al voto del 25 settembre. Sono sicura che in quell’occasione gli italiani all’estero sapranno riconoscere e, quindi, sostenere chi ha sempre lavorato nel loro interesse con dedizione e serietà. Spero anche che nel Nord e Centro America la campagna elettorale si basi su un confronto serio e rispettoso: bisogna dare l’esempio ai tanti giovani che credono ancora nella politica e nella possibilità di fare davvero qualcosa per il proprio Paese”, conclude.




Nissoli (FI): Buon lavoro al nuovo Console Generale d’Italia a Toronto, Luca Zelioli

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cattura“Tantissimi Auguri di “Buon lavoro” al nuovo Console Generale d’Italia a Toronto, Luca Zelioli.

Il nuovo Console, che vanta una vasta esperienza diplomatica, arriva in un territorio dove risiede una Comunità italiana molto dinamica e numerosa, nonché strategica per la promozione del Sistema Italia in Nord America. Sono convinta che il nuovo Console saprà valorizzare al meglio il ruolo della Comunità italiana proseguendo il lavoro svolto dai predecessori.”

Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di FI eletta nella circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America.




Nissoli (FI) sollecita in Aula la risposta all’interrogazione presentata 2 anni fa sulla distribuzione della carta d’identità elettronica agli iscritti Aire dei paesi extra europei.

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cattura“Oggi sono intervenuta nell’Aula di Montecitorio per sollecitare la risposta del governo alla mia interrogazione sul rilascio delle carte d’identità agli iscritti Aire nei paesi extra europei.

In questo periodo molti tornano in vacanza in Italia e vorrebbero approfittare per fare i documenti direttamente al Comune e non si capisce perché l’anagrafe non può rilasciare  la carta d’identità elettronica.

E’il caso che il Ministero spieghi le motivazioni di tale ritardo.”

Lo ha detto l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.




Nissoli (FI): Bene parere Commissione esteri su sostegni familiari ai lavoratori a contratto presso le sedi estere del Maeci, come da mia richiesta

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cattura“Oggi, la Commissione Affari esteri, ha accolto, nel parere al DL 73/2022, cosiddetto semplificazioni, la mia richiesta di inserire un riferimento, all’art. 38 che concerne i sostegni alle famiglie, ai lavoratori italiani residenti all’estero ed in particolare ai lavoratori a contratto nelle sedi estere del Maeci, segnalando “l’opportunità di individuare misure di sostegno per il nucleo familiare” da destinare a tali lavoratori.

Ringrazio il relatore, nella persona dell’on. Battilocchio, per l’apertura e la sensibilità dimostrata verso questa problema nella prospettiva di sanare una ingiustizia venutasi a creare da un vuoto normativo.”

Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.




Prestazioni familiari all’estero: gli emendamenti presentati da Schirò (Pd) al Decreto Semplificazioni

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detrazioni carichi famiglia g“Continua in Parlamento la mia battaglia contro l’abrogazione delle prestazioni familiari per gli italiani residenti all’estero”. Così Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, che ha nuovamente presentato tre emendamenti nelle Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera al Decreto Semplificazioni (decreto legge n. 73/2022, recante misure urgenti in materia di semplificazioni fiscali), con l’obiettivo, spiega, di “ripristinare le detrazioni e l’Assegno al nucleo familiare per i figli a carico di età inferiore ai 21 anni a favore dei nostri connazionali i quali a partire dal 1° marzo scorso sono stati privati di tali benefici fiscali e previdenziali”.
Per la parlamentare è “necessario e opportuno sensibilizzare e sollecitare senza sosta Governo e Parlamento fino a che non prendano atto del problema e trovino soluzioni adeguate”.
In particolare, illustra Schirò, “due emendamenti intervengono sulla legge istitutiva dell’Assegno unico (Decreto Legislativo 21 dicembre 2021, n. 230) ed in particolare sull’articolo 10 intitolato “Abrogazioni e modificazioni” stabilendo che le disposizioni di abrogazione delle prestazioni familiari non si applichino nei confronti dei soggetti non residenti e che i criteri e le modalità di attuazione della suddetta salvaguardia siano stabiliti con un decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto Semplificazioni”.
La deputata, inoltre, ha “ricordato al Governo che i percettori delle detrazioni per figli a carico sono (erano!) i nostri cittadini residenti all’estero i quali producono oltre il 75% del loro reddito in Italia e sono quindi a tutti gli effetti contribuenti e residenti fiscali italiani e hanno quindi il diritto di mantenere i benefici dei quali erano titolari in virtù del regime fiscale che consentiva l’applicazione delle detrazioni e delle deduzioni fiscali previste per i contribuenti residenti in Italia prima dell’introduzione dell’Assegno unico, che è però, come é noto, vincolato alla residenza in Italia. Ho poi stigmatizzato il fatto che i percettori dell’Anf residenti all’estero ai quali ora viene negato sia il beneficio previdenziale sia l’Assegno unico sono soprattutto coloro i quali si sono avvalsi delle numerose convenzioni internazionali di sicurezza sociale stipulate nel corso degli anni dall’Italia che contemplano le prestazioni familiari nel loro campo di applicazione oggettivo e che quindi la revoca dell’Anf è una violazione del diritto comunitario e internazionale”.
Un terzo emendamento, prosegue, “riguarda specificatamente i dipendenti a contratto in servizio presso le sedi della rete estera del MAECI. L’applicazione dei requisiti della nuova disciplina dell’assegno unico e universale, infatti, impedisce dal 1° marzo 2022 il riconoscimento del beneficio anche per questa categoria di lavoratori ai quali, pertanto, non verrà corrisposto il trattamento economico esplicitamente contenuto nei contratti individuali di cui hanno fruito sino al 28 febbraio 2022”.
“Sarebbe auspicabile e doveroso nei confronti dei nostri connazionali – conclude Schirò – che Governo e Parlamento riflettessero con interesse e responsabilità sulle nefaste conseguenze che l’abrogazione delle prestazioni familiari ha avuto sui diritti acquisiti da anni dagli italiani residenti all’estero e quindi sull’opportunità di trovare soluzioni perlomeno compensative”. (aise) 




La CIE nei Comuni anche per gli iscritti Aire: Garavini (Iv) interroga Lamorgese

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ciePerché il Ministero dell’Interno non ha ancora implementato il servizio di rilascio della Carta d’Identità Elettronica presso i Comuni italiani per gli iscritti all’Aire? È quanto richiede la senatrice Laura Garavini (Iv) in una interrogazione al Ministro dell’interno Lamorgese.
“L’anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), istituita con legge n. 470 del 1988, e a seguito del regolamento d’esecuzione di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 323 del 1989, – ricorda la parlamentare nella premessa – contiene i dati dei cittadini italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi, sulla base dei dati e delle informazioni provenienti dalle rappresentanze consolari all’estero; l’iscrizione all’AIRE è un diritto-dovere del cittadino previsto dall’articolo 6 della citata legge e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi forniti dalle rappresentanze consolari all’estero e per l’esercizio d’importanti diritti”.
“Il decreto-legge n. 76 del 2020 ha spinto verso la digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione, in particolare, introducendo una modifica al codice dell’amministrazione digitale, prevedendo che l’accesso ai servizi in rete erogati dalla pubblica amministrazione che richiedono identificazione informatica avvenga tramite sistema pubblico di identità digitale oppure tramite carta d’identità elettronica (CIE); la digitalizzazione dei servizi pubblici – sottolinea Garavini – ha coinvolto anche gli italiani iscritti all’AIRE, anche attraverso l’erogazione all’estero della CIE, prevista dal decreto-legge n. 78 del 2015, recante “Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali”, attuato con decreto del Ministro dell’interno in data 23 dicembre 2015, col quale è stato regolato il processo di produzione della stessa, per il cui rilascio sono attualmente autorizzati i consolati, a seguito di richiesta presso gli uffici consolari stessi”.
La senatrice eletta in Europa ricorda anche che “il “decreto milleproroghe” ha rinviato il termine per l’accesso ai portali on line della pubblica amministrazione esclusivamente tramite CIE, CNS o SPID da parte degli italiani all’estero, anche per via della difficoltà a ottenerne le credenziali; l’acquisizione dell’identità digitale e, in questo contesto, della CIE, resta un passaggio basilare per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, in quanto consente al cittadino di accedere ai servizi on line in maniera semplice, sicura e rapida, e all’amministrazione di garantire il rispetto di alti standard di sicurezza in fase di autenticazione e di accesso ai servizi”.
“I connazionali che vivono e lavorano all’estero – evidenzia Garavini – possono ottenere notevoli benefici dall’uso della CIE e deve essere loro riconosciuta pari dignità e parità di accesso alle opportunità che offre il Paese; i connazionali iscritti all’AIRE costituiscono una risorsa culturale ed economica molto importante per il nostro Paese, e, per ormai circa 5 milioni di persone, la rete consolare rappresenta l’unico vero punto di contatto con l’Italia; i nostri connazionali residenti all’estero mostrano di volere con forza mantenere una connessione col territorio italiano ed è fondamentale evitare che l’opportunità della svolta digitale determini disparità di trattamento rispetto a coloro i quali sono residenti in Italia”.
A oggi “ai cittadini iscritti all’AIRE non è, al momento, possibile richiedere il rilascio della CIE presso i Comuni italiani d’iscrizione, ma solo della carta d’identità cartacea; i consolati risultano particolarmente oberati dalle procedure di rilascio della CIE e la mancanza di un’alternativa di fatto comporta che i cittadini italiani residenti all’estero si trovino nell’impossibilità di ottenere la CIE, con conseguenti ricadute in termini di mancato accesso a servizi essenziali e mancato esercizio di fondamentali diritti”.
Posto che “per molti cittadini italiani iscritti all’AIRE è usuale fare ritorno anche per lunghi periodi presso i comuni di origine ed è centrale consentire loro di effettuare le operazioni per l’ottenimento anche presso il Comune italiano di iscrizione all’AIRE”, Garavini chiede al Ministro “se sia a conoscenza dei motivi per i quali non sia stato ancora implementato il servizio di rilascio della CIE presso i Comuni italiani per gli iscritti all’AIRE e quali iniziative urgenti intenda porre in essere in tal senso”. (aise) 




Nissoli (FI): Bene la “Sagra delle Regne” di Minturno anche in Canada, tra i minturnesi dell’Ontario

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unnamed “Oggi, sono intervenuta nella Sala stampa di Montecitorio per presentare la Sagra delle Regne (covoni di grano) di Minturno, antica Traetto, che si celebra anche in Canada.

Grazie all’amico Attilio dell’Anno, Presidente della Sagra delle Regne in Canada, al “Lazio Federation of Ontario” e a tutta l’Amministrazione comunale e i vari responsabili civili e religiosi, oltre che al Presidente della Sagra delle Regne di Minturno, Gianni Polidoro, ora questa storica festa del grano sarà celebrata anche in Canada.

Si tratta di una antica tradizione centrata sul ringraziamento alla Madonna delle Grazie per il raccolto del grano. Un fatto importante nei tempi di vita della nostra civiltà contadina che ci fa ricordare soprattutto in questo periodo di crisi dovuta alla guerra in Ucraina l’importanza del grano da cui deriva il pane, alimento di vita!”

Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.




Ius Scholae: Nissoli Fitzgerald, si discrimina chi ha origini italiane

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catturaDal testo unificato sullo Ius Scholae “si evince l’idea di un mondo dove i confini non esistono e si vuole garantire, anche a giovani stranieri, il diritto a acquisire una cittadinanza. Un pensiero positivo, non limitativo. Invece non è così”. Lo dice la parlamentare Fucsia Nissoli Fitzgerald, nel suo intervento sullo Ius Scholae che afferma: “Nessuna volontà di riconoscere un diritto perché, altrimenti, si applicherebbe una regola basilare: uguali – diritti – per tutti”.

“Quando ho presentato un emendamento, che non è neppure stato discusso in commissione e nel quale si chiedeva di permettere, a chi è nato in Italia e ha perso la cittadinanza in seguito a espatrio, di riacquistarla con una semplice richiesta amministrativa presso il competente consolato di residenza estera, ho visto cadere nel vuoto una richiesta di garantire a tutti il medesimo diritto e la cosa ancor più incredibile è che non ho capito perché – sottolinea – Mi è stato detto che non si può allargare l’orizzonte dello Ius Scholae a chi vive all’estero”.

“Stiamo discriminando chi ha origini italiane? Ma ha senso? Il tema non è se ha senso o meno riconoscere la cittadinanza a cittadini stranieri sulla base della loro persistenza nel territorio, senza in alcun modo considerare l’educazione e gli esempi che questi giovani ricevono, quotidianamente, nella famiglia – aggiunge – Non si tratta di verificare se tale diritto si debba legare all’effettiva accettazione di quel modello culturale, liberale, europeista e democratico che abbiamo ottenuto con guerre e sacrifici dei nostri padri. Non si tratta neanche di comprendere se questi futuri cittadini, cui vogliamo garantire diritti, hanno una visione chiara dei diritti che devono rispettare all’atto di essere cittadini italiani, primi fra tutti il rispetto per le donne, ma solo per citarne uno”.

“Diamo per scontato che qualche anno di scuola garantisca una visione e una cultura corretti per integrarsi in una società che, come dicevo, ha conquistato questi diritti anche a costo della vita – prosegue – Però io sto semplicemente chiedendo pari diritti in favore di persone che sono nate in Italia, hanno studiato in Italia, taluni hanno persino fatto il servizio militare e hanno lavorato, pagando le tasse, nel nostro Paese, in Italia. Hanno, quindi, le medesime caratteristiche richieste ai minori stranieri. L’unica discriminante (ed uso questo termine non a caso) è che si tratta di nostri connazionali, di cittadini italiani, come me, come voi”.