Agevolazioni fiscali per ricercatori e docenti rientrati/ Schirò (Pd): disposte le modalità di estensione

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schiroseriaimagoeconomica“Con un recente Provvedimento (protocollo n. 102028/2022) l’Agenzia delle Entrate ha disposto le modalità di esercizio dell’opzione previste dall’ultima legge di Bilancio ai fini dell’applicazione dei benefici fiscali per docenti e ricercatori i quali hanno già trasferito la residenza in Italia prima dell’anno 2020”. Ad illustrarlo nel dettaglio è Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa.
“La possibilità di estendere il nuovo regime fiscale agevolato (che prevede ritenute fiscali limitatamente al 10 per cento delle somme e valori imponibili) riconosciuta già ai lavoratori impatriati – ricorda la parlamentare – è stata concessa anche a docenti, ricercatrici e ricercatori iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero che hanno trasferito in Italia la residenza prima dell’anno 2020 e che alla data del 31 dicembre 2019 beneficiavano già della riduzione dell’imponibile al 10 per cento”.
“Per usufruire dell’estensione del regime agevolato (che può quindi arrivare fino ai 13 anni dai 6 originari), – spiega Schirò – docenti, ricercatori e ricercatrici devono procedere al pagamento di una somma pari al 5 o al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e autonomo prodotti in Italia nel periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione entro la scadenza del 27 settembre per il 2022”.
Nel dettaglio, “per estendere i benefici fiscali deve pagare un importo pari al 10 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia (oggetto della precedente agevolazione e relativi al periodo di imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione) il soggetto che ha almeno un figlio minorenne o che abbia acquistato almeno una unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento ovvero entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione; deve pagare invece un importo pari al 5 per cento dei redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia (oggetto della precedente agevolazione e relativi al periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione) il soggetto che al momento dell’esercizio dell’opzione ha almeno tre figli minorenni e diventa o è diventato proprietario di almeno un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento, ovvero ne diviene proprietario entro diciotto mesi dalla data di esercizio dell’opzione”.
Nel Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, conclude la deputata, “sono quindi indicate, tra l’altro, le modalità dell’esercizio dell’opzione con riferimento al versamento dei pagamenti e alla richiesta al sostituto di imposta da parte dei lavoratori dipendenti”. (aise)




Nissoli (FI): “Il mio mandato è rappresentare l’interesse di tutti i cittadini, anche di quelli che non mi hanno votato”

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unnamedRiceviamo dall’On. Fucsia Nissoli e pubblichiamo.
Mi sia consentito ringraziare il Prof. Tommaso Edoardo Frosini, ordinario di diritto pubblico comparato e diritto costituzionale della Facoltà di giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, sentito ieri pomeriggio dalla Giunta delle elezioni della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle modalità applicative, ai fini della verifica elettorale, della legge 27 dicembre 2001, n. 459, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero” sul voto all’estero per l’illuminante analisi sulla funzione dei Deputati, in particolare quelli eletti all’estero. 
 
Devo ammettere che, forse un po’ ingenuamente, ho sempre pensato che gli eletti dal popolo dovessero rappresentarlo, ovvero rappresentare le istanze dei cittadini cercando, in ogni modo, di dare loro risposte adeguate e, soprattutto, concrete. 
Credo, a questo punto, di aver mal interpretato anche l’articolo 67 della Costituzione, che sicuramente il professore ben conosce: “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”.
Ovvero, avevo inteso che la Nazione sono i cittadini, non i Partiti. Ora, viceversa, scopro che, sempre secondo il professore, noi deputati eletti all’estero abbiamo la colpa di “non rispondere ai partiti, ovvero di non curare i loro interessi”.
Sono consapevole che, purtroppo, vi siano colleghi più interessati a preservare gli interessi personali rispetto a quelli dei Partiti, ma non ero consapevole che dovessimo essere semplici “dipendenti” il cui ruolo sarebbe quello di occuparsi meramente degli interessi di parte.
Chi ha voluto gli eletti all’estero, fra i primi il partitin cui mi onoro di militare, non ha fatto calcoli matematici ma ha visto la opportunità di dare voce a quei milioni di connazionali che, nell’ avanzare le proprie istanze, ricambiano con un amore incondizionato verso la Patria di origine e forniscono, per quanto non sempre accettate, incredibili opportunità di crescita, nel mondo, per il nostro sistema Paese.
Mi viene il dubbio che l’obiettivo del Professore, con questa quanto meno singolare chiave di lettura, sia quello di rendere ancora più abissale la distanza fra eletti ed elettori.
Molti di noi, deputati eletti all’estero, viceversa, continuiamo a ritenere che il nostro mandato sia rappresentare l’interesse dei cittadini, tutti, anche quelli che non ci hanno votati, nel rispetto di quella ideologia che ci ha fatto aderire a un partito piuttosto che a un altro.
 
On. Fucsia Nissoli Fitzgerald
Deputata al Parlamento Italiano
Circoscrizione Estero – Ripartizione Nord e Centro America



Nissoli (Forza Italia): “Bene valigetta elettronica al Consolato onorario di San Diego”.

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unnamedEsprimo piena soddisfazione per l’arrivo della cosiddetta valigetta elettronica per rilevare i dati biometrici necessari per il passaporto elettronico al Consolato onorario di san Diego.

L’atteso arrivo di tale strumento rappresenta un fatto importante per la locale Comunità italiana perché velocizza le pratiche burocratiche migliorando l’erogazione dei servizi ai connazionali. Infatti, con l’arrivo della valigetta elettronica non sarà più necessario recarsi alla sede centrale del Consolato Generale di Los Angeles ma si potranno avviare le pratiche che richiedono i dati biometrici in loco: una opportunità tanto attesa quanto richiesta dai nostri connazionali di San Diego.

Ringrazio il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Console generale Silvia Chiave per aver risposto positivamente alle attese ed alle esigenze della Comunità italiana che vive a San Diego e formulo gli auguri di buon lavoro al console onorario Tom Cesarini.”

Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli, Coordinatrice di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.




Residenza fiscale in Italia: Ungaro (Iv) interroga Franco

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soldiA 5 anni dall’introduzione della “Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia”, Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, ha presentato una interrogazione al Ministro dell’economia Franco per sapere l’impatto della norma sull’economia italiana.
Nella premessa, Ungaro ricorda che “con l’articolo 1, comma 152, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si è introdotto l’articolo 24-bis del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; con tale disposizione, le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia possono optare per l’assoggettamento ad una imposta sostitutiva dei redditi prodotti all’estero, a condizione che non siano state fiscalmente residenti in Italia, per un tempo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione”.
“Con il successivo comma 159 del medesimo articolo 1, la citata legge 11 dicembre 2016, n. 232, – aggiunge il parlamentare – prevede che le disposizioni di cui al comma 152 e la possibilità di esercizio dell’opzione, siano applicabili con riferimento alle dichiarazioni dei redditi relative al periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore della norma, quindi a decorrere dal 1° gennaio 2017; l’articolo 24-bis del Testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, dispone, poi, in merito alla quantificazione dell’imposta sostitutiva relativa ai redditi prodotti all’estero dai nuovi residenti, che la stessa sia calcolata, in via forfettaria, nella misura di euro 100.000 annui e che il beneficio cessi, in ogni caso, decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione”.
Ricordato che “durante il periodo di validità dell’opzione, il beneficiario può altresì richiedere di estenderla a uno o più dei familiari, per ciascuno dei quali l’importo dell’imposta sostitutiva, da corrispondere ogni anno e fino alla revoca o allo spirare del beneficio, sarà pari ad euro 25.000”, Ungaro aggiunge che “tali disposizioni, in vigore ormai da oltre 5 periodi di imposta, si ponevano il dichiarato obiettivo di far arrivare in Italia soggetti ad alto reddito e alta capacità di spesa, che potessero dislocare sul nostro territorio considerevoli investimenti, consumi e iniezioni di capitale”.
Il deputato, quindi, chiede al Ministro se “a distanza di oltre 5 anni fiscali dall’introduzione della norma, intenda fornire elementi riguardo al numero di beneficiari, all’impatto e alla quantificazione degli effetti diretti e indiretti per l’economia italiana e relativi in particolare alle maggiori entrate per la finanza pubblica derivanti dall’applicazione della stessa e a seguito dell’attrazione di nuovi contribuenti, in maniera disaggregata e suddivisi anno per anno per ciascun periodo di imposta”. (aise) 




Nissoli (FI): Solidarietà ai familiari e ai feriti dell’attentato di New York

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Lo sgomento per l’accaduto ci deve spingere a non abbassare mai la guardia nel difendere la libertà e la democrazia contro ogni forma di terrore”.

Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Fitzgerald Nissoli, Coordinatrice di Forza Italia in Nord e Centro America.




Nissoli (FI): Auguri di buon lavoro agli eletti al nuovo Cgie.

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Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, coordinatrice di Forza Italia in Nord e Centro America.




Schirò (Pd): riportare subito la Commissione Esteri del Senato alla sua normale efficienza

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schiroseriaimagoeconomica“L’espulsione del senatore Petrocelli dal suo gruppo di appartenenza (M5S), che ne aveva garantito l’incarico di presidente di commissione, rende sempre più anacronistica la situazione che si è venuta a creare in una commissione di vitale importanza – Affari Esteri ed emigrazione -, soprattutto in un momento drammatico come questo che stiamo attraversando”. Così Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, sullo scontro in corso riguardo il mantenimento dell’incarico di Petrocelli, dopo il suo voto contrario al decreto Ucraina.
“Non esiste che il presidente della commissione Esteri si dissoci dalla maggioranza di governo alla quale appartiene su un nodo come la guerra in Ucraina, senza che senta il dovere di tirarne le conseguenze”, osserva Schirò. Petrocelli raccolga quindi l’invito a fare dignitosamente un passo indietro che gli viene rivolto da chi lo ha eletto e liberi la commissione da una crisi paralizzante”.
“Questo – continua la deputata – servirà anche a utilizzare nel modo migliore quel che resta della legislatura per cercare di fare le cose che lui stesso ha impedito, anche nel nostro campo. Ricordo, ad esempio, il Comitato per gli italiani nel mondo, nato anni fa in Senato e da lui affossato, la istituzione della Commissione Bicamerale per gli italiani nel mondo, approvata alla Camera e ferma al Senato per la sua chiusura, il tentativo di approvare le leggi di riforma della rappresentanza (Comites e CGIE), scaricate anch’esse”.
“La personalizzazione della questione Petrocelli sta costando molto anche agli italiani all’estero”, conclude Schirò. “Si torni al senso di responsabilità e si liberi la strada per consentire una chiusura operosa della legislatura”. (aise) 




Irregolarità del Comites Montevideo: Porta (Pd) interroga Di Maio

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porta22Dare “indicazioni alle autorità diplomatico-consolari affinché la vita del Comites dell’Uruguay sia riportata alla piena legalità e alla sua normalità democratica”. A chiederlo è il senatore Pd Fabio Porta in una nuova interrogazione al Ministro degli Esteri Di Maio, in cui denuncia “le gravi irregolarità che negli ultimi mesi hanno caratterizzato l’operato del Comitato degli Italiani all’Estero di Montevideo”.
Dopo la grave vicenda del parere di censura a “Gente d’Italia”, unico quotidiano italiano pubblicato oggi in Sudamerica, il parlamentare del Partito Democratico ha dunque interpellato formalmente il Ministro Di Maio sul caso del Presidente del Comites dell’Uruguay Aldo La Morte, attualmente parlamentare nazionale in carica nello Stato sudamericano.
Nella premessa, Porta ricorda che “i Comites, istituiti con la legge 205/1985 e profondamente riorganizzati con la legge 286/2003, sono organismi di rappresentanza delle comunità italiane all’estero nei confronti delle rappresentanze diplomatico – consolari italiane. Essi, inoltre, “previa intesa con le autorità consolari, possono rappresentare istanze della collettività italiana residente nella circoscrizione consolare alle autorità e alle istituzioni locali, con esclusione delle questioni che attengono ai rapporti tra gli Stati” (art. 1, comma 4, l. 286/2003). Di conseguenza, “le rappresentanze diplomatico – consolari rendono partecipe il Comitato degli incontri ufficiali con le autorità locali sulle questioni di interesse della comunità rappresentata, con esclusione di quelle che attengono ai rapporti tra Stati” (art. 1, comma 5, l. 286/2003)”.
“In coerenza con tale funzione di rappresentanza e tutela delle comunità verso le autorità locali e di interlocuzione con esse sulle questioni di interesse comunitario, sia pure per il tramite delle autorità consolari, – continua il senatore eletto in Sud America – al fine di garantirne l’autonomia di determinazione e di iniziativa l’art. 5, comma 4, della richiamata legge 286/2003 sancisce la non eleggibilità oltre che dei “dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all’estero, ivi compresi il personale a contratto”, anche di “coloro che detengono cariche istituzionali e i loro collaboratori salariati””.
“In completa contraddizione con il quadro appena richiamato – denuncia porta – è l’assetto del Com.It.Es dell’Uruguay, unico organismo di rappresentanza della comunità italiana nel Paese, il cui Presidente, oltre a non avere fatto nei termini prescritti, in qualità di membro del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, la prescritta opzione per uno degli organismi, determinando con il suo comportamento l’invalidità degli atti adottati dall’organismo irregolarmente costituito, è anche un parlamentare nazionale nelle file del Partito Nacional per la legislatura 2020-2025 in qualità di supplente sia per la Camera che per il Senato”.
“Nell’ordinamento costituzionale dell’Uruguay, diversamente da quello italiano, – spiega il parlamentare – ogni candidato può indicare un elenco di supplenti che in caso di elezione, possono realmente sostituirlo sia nel lavoro d’aula che di commissione, oltre che nell’esercizio dell’iniziativa legislativa, ricevendo una regolare retribuzione per il lavoro svolto”.
“Nel caso indicato, – sostiene Porta – la mancata osservanza della norma sulla ineleggibilità a componente del Com.It.Es e, a maggior ragione, sulla impossibilità di ricoprirne la carica di Presidente, da parte di un eletto al Parlamento nazionale metterebbe colui che ricopre il doppio incarico nella paradossale condizione di essere interlocutore di se stesso ogni volta che l’organismo intenda sollevare questioni vitali per la comunità italiana, inerenti alle politiche sociali, ai diritti civili, alle condizioni di lavoro, alle politiche formative e di integrazione e così via, depotenziando il ruolo e la credibilità dello stesso organismo”.
“La consultazione dei siti ufficiali del Parlamento nazionale uruguayano – rimarca il senatore – conferma in modo trasparente e inoppugnabile che il Presidente del Com.It.Es di Montevideo ha partecipato a riunioni di assembla, riunioni di commissioni e che ha presentato proposte di legge nel Parlamento uruguayano, ricevendo una regolare retribuzione per le giornate di attività legittimamente prestate in qualità di supplente; la condizione di ineleggibilità, per altro, si estende anche a un’altra componente del Com.It.Es di Montevideo, che è contemporaneamente consigliera comunale, sempre per il Partito Nacional, di una municipalità importante come quella di Florida, insidiando il profilo di piena legalità dell’organismo rappresentativo”.
“La trasposizione di logiche di parte del panorama politico locale – annota Porta – è evidentemente divisiva in un organismo che dalla sua unitarietà ricava la sua forza e la sua credibilità e dannosa quando, andando al di là di legittimi orientamenti personali, determina la cristallizzazione di posizioni di maggioranza-opposizione nell’ambito di organismi istituzionali, appesantendone il clima interno e condizionandone le l’autonomia nelle scelte e nell’iniziativa”.
Alla luce di queste considerazioni, Porta chiede a Di Maio “quali indicazioni intenda dare alle autorità diplomatico-consolari affinché la vita del Com.It.Es dell’Uruguay sia riportata alla piena legalità e alla sua normalità democratica, in considerazione anche del fatto che le eccezioni di ineleggibilità sollevate da alcuni eletti, pur avanzate nella riunione di insediamento, come la legge prevede, e nelle successive riunioni dell’organismo, sono state finora eluse dalla maggioranza interna e non adeguatamente considerate dagli stessi rappresentanti consolari presenti”. (aise) 




Giacobbe (Pd): approvato in Senato il ddl che istituisce la Giornata della memoria del sacrificio degli Alpini

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giacobbe3Ieri il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che istituisce la Giornata nazionale della memoria e del sacrificio degli Alpini da celebrarsi, di norma, l’ultima domenica di gennaio di ogni anno, con l’obiettivo di “conservare la memoria dell’eroismo dimostrato dal Corpo d’armata degli Alpini nella battaglia di Nikolajewka durante la seconda guerra mondiale”.
“Credo sia un segno tangibile del valore che l’Italia dà agli Alpini”, commenta Francesco Giacobbe, senatore Pd eletto all’estero. “Gli Alpini sono sempre stati i primi a valorizzare concetti come la cittadinanza, fondamento di una positiva convivenza civile, capaci di riaffermare e consolidare l’identità nazionale attraverso il ricordo e la memoria civica”.
Il disegno di legge approvato prevede che in occasione della Giornata possono essere promosse e organizzate cerimonie, eventi, incontri, conferenze storiche e mostre fotografiche, nonché testimonianze sull’importanza della difesa della sovranità nazionale, delle identità culturali e storiche, della tradizione e dei valori etici di solidarietà e di partecipazione civile.
Viene previsto il coinvolgimento dell’Associazione nazionale alpini nella promozione delle iniziative.
“Proprio il fare memoria e la capacità di essere al servizio della comunità sono tra i valori fondanti della Associazione Nazionale Alpini”, sottolinea Giacobbe. “Il contributo che l’associazione dà e continua a dare in Italia e all’estero – conclude – credo che ancora oggi siano garanzia di democrazia e libertà, valori assoluti che dobbiamo sempre difendere”. (aise) 




Residenza fiscale all’estero/ Schirò e Porta (Pd): l’iscrizione all’Aire può non essere sufficiente

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“Non è la prima volta che la Suprema Corte si esprime in questi termini consolidando così la giurisprudenza in questa materia”, annotano i due parlamentari. La Corte, aggiungono, “ha praticamente affermato che, ai fini delle imposte dirette, deve considerarsi soggetto passivo il cittadino italiano che, pur risiedendo all’estero, stabilisca in Italia, per la maggior parte del periodo d’imposta, il suo domicilio, inteso come la sede principale degli affari ed interessi economici nonché delle relazioni personali”.
“Nel caso oggetto della pronuncia – spiegano Porta e Schirò – il cittadino residente all’estero aveva ricevuto un avviso di accertamento dell’Amministrazione finanziaria con cui veniva richiesto il pagamento di imposte a titolo di Irpef, addizionali, Iva e sanzioni sul presupposto che il contribuente, pur iscritto all’Aire, dovesse considerarsi fiscalmente residente in Italia sulla base dei riscontri effettuati e del fatto che la documentazione e gli elementi prodotti dal contribuente non dimostrassero la residenza estera nonostante l’iscrizione all’Aire (tali elementi erano ridotti secondo la Corte alla sola menzione degli “attestati di iscrizioni e assidua frequenza a club socio-culturali e ricreativi” all’estero). In pratica al contribuente sono stati contestati elementi presuntivi della residenza fiscale in Italia quali la locazione di un immobile in una città italiana ad uso abitativo, indicato dal contribuente medesimo quale sede fiscale propria e della propria famiglia; il contratto di locazione, sempre nella stessa città italiana, di due posti auto; le partecipazioni a vario titolo, quali socio rappresentante legale in alcune società aventi sede in Italia; i redditi conseguiti in Italia e risultanti dai modelli 770 dei sostituti d’imposta”.
“La Corte di Cassazione – chiariscono Schirò e Porta – nella sua Ordinanza ha richiamato il disposto dell’art. 2 del TUIR che, ai fini della residenza fiscale delle persone fisiche, attribuisce rilevanza non solo alla residenza anagrafica (che in questo caso era all’estero) ma anche al domicilio, secondo la definizione resa nel codice civile. In particolare, il requisito del domicilio deve essere inteso come la sede principale degli affari ed interessi economici nonché delle relazioni personali, come emergenti da elementi presuntivi. Ciò che è stato valorizzato dalla Corte di Cassazione (ma anche più volte dalla giurisprudenza della Corte di giustizia europea) è soprattutto la presenza di elementi significativi, quali l’acquisto di beni immobili, la gestione di affari in contesti societari, la disponibilità di almeno un’abitazione nella quale trascorrere diversi periodi dell’anno, e ciò a prescindere anche dall’iscrizione del soggetto nell’AIRE”.
“Tale centro principale degli interessi vitali del contribuente va individuato, sempre secondo la Cassazione, dando prevalenza al luogo in cui la gestione di detti interessi viene esercitata abitualmente e in modo riconoscibile, e quindi – concludono – in maniera permanente e non legata ad eventi occasionali”. (aise)