Laura Garavini fa un bilancio del 2020

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garavini7“È stato senza dubbio un anno difficile. Un anno che é costato a tutti noi grandi sacrifici: isolamento, lontananza dai propri cari, mancanza di libertà. Mesi di lutti e di paure. Prima la paura che le autorità dei luoghi di residenza sottovalutassero i rischi da contagio. E che quindi il pericolo di ammalarsi fosse molto alto. E poi la paura per la salute dei propri affetti, lontani. Con l’incubo di non poterli assistere, in caso di malattia. Ma nonostante tutto il 2020 si chiude con una speranza di rinascita e di rinnovamento. Grazie ai vaccini, resi disponibili proprio in questi giorni in tutta Europa e grazie alle straordinarie risorse che l’Unione Europea ha predisposto in modo solidale, per far fronte alla pandemia da Covid”. Si apre con queste riflessioni l’ultima newsletter del 2020 di Laura Garavini, senatrice di Italia Viva eletta all’estero, che traccia un bilancio dell’anno appena concluso con uno sguardo al futuro.
Ma il 2020 é anche un anno di conquiste
Allo stesso tempo il 2020 si chiude anche con un successo personale del quale sono molto contenta. Perché mi riesce di tenere fede alla promessa fatta a tanti connazionali nel mondo. Quei connazionali che mi chiedevano di lavorare per la reintroduzione dell’esonero Imu. Esattamente ad un anno di distanza da quella legge di bilancio che l’aveva cancellata, come Italia Viva siamo riusciti a reintrodurre l’agevolazione fiscale per i proprietari di immobili, residenti all’estero, che prendono una pensione in convenzione internazionale. Cioè una pensione che è frutto dei periodi contributivi maturati in almeno due paesi. Il ché significa che, a partire da quest’anno, chi prende una pensione in pro-rata dovrà pagare solo la metà dell’Imu sulla casa di proprietà in Italia. Ne ho parlato a Rai Italia, su Rinascita e su Il Riformista. Ci sono voluti dodici mesi di lavoro assiduo. Tenace. Costante. Anche quando tutto sembrava andare storto, non abbiamo mollato. Anche forti dell’appoggio di numerosi Comuni, che hanno deliberato in giunta, chiedendo il ripristino dell’esenzione. E spronati dalle oltre duemilacinquecento firme di connazionali, raccolte da diverse associazioni e dal Comites di Zurigo, a sostegno della nostra causa. Alla fine ce l’abbiamo fatta. È una bella vittoria, di cui andare fieri.
Dagli italiani nel mondo lo slancio per la ripresa
Il dimezzamento dell’Imu è in linea con una serie di ulteriori benefici fiscali che abbiamo introdotto con questa maggioranza a favore dei connazionali nel mondo. Benefici che indirettamente sostengono anche i Comuni di appartenenza, in particolare al Sud, che proprio negli italiani all’estero possono trovare un’àncora per arginare lo spopolamento ed il degrado architettonico di tanti splendidi borghi. Ecco perché abbiamo voluto che anche i residenti all’estero potessero accedere all’Ecobonus al 110 per cento per le ristrutturazioni e l’ammodernamento energetico delle abitazioni. Una misura di cui ci si potrà avvalere fino al 2022 per ristrutturare l’abitazione in Italia.
Finanziato il fondo cultura
Le misure che siamo riusciti ad ottenere per i nostri concittadini all’estero si inseriscono in un quadro di politiche molto ampio. Politiche che mirano a tutelare gli italiani nel mondo, ma che vanno anche a beneficio dell’intero Paese. Penso ad esempio ai 130 milioni stanziati per la promozione della lingua e cultura italiana. Un investimento di cui indirettamente approfittano anche tutte le attività imprenditoriali collegate all’italian way of life. Ecco perché è importante – non solo dal punto di vista etico ma anche economico – che sia stato ripristinato il Fondo Cultura che avevamo istituito a suo tempo con il Governo Renzi. Uno strumento strategico, col quale già in passato siamo riusciti non solo a potenziare i corsi di italiano per i nostri figli, ma anche a promuovere eventi che sono serviti a far conoscere ed apprezzare lo straordinario valore del patrimonio culturale italiano in tutto il mondo.
Più risorse, per migliorare i servizi
Allo stesso tempo il Governo ha stanziato risorse per l’assunzione di personale nei Consolati. Allo scopo di migliorare i servizi ai connazionali. In particolare, sono in arrivo 218 funzionari a tempo indeterminato, 80 dipendenti con contratto locale ed 86 diplomatici. Assunzioni che servono tra l’altro a tenere il passo con il progressivo processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, da noi iniziato nel 2015 con l’allora Governo Renzi. Un processo che sta avanzando e che proprio in questo anno di pandemia ha fatto passi avanti importanti. Prova ne é la recente emissione della Carta di identità elettronica nei principali paesi dell’Unione Europea ed in Svizzera.
Sostenendo il made in Italy promuoviamo tutto il Paese
Un ruolo importante nella rinascita del sistema Paese spetta al made in Italy. Quel made in Italy di cui sono promotrici le Camere di Commercio italiane all’estero (CCIE). Che operano per far conoscere ed apprezzare l’eccellenza dei nostri prodotti nel mondo. Ecco che è molto positivo che in occasione del decreto Rilancio siano stati stanziati 5 milioni per la rete delle Camere di commercio italiane all’estero. Risorse concrete, grazie alle quali sarà possibile far fronte al repentino calo delle nostre esportazioni dovuto al Covid e si potranno affinare iniziative a sostegno della ripresa dell’internazionalizzazione di piccole e medie imprese italiane. Un contributo importante per l’economia dell’intero Paese, in tempi di grosse difficoltà. Positivo è anche il fatto che, nell’ultima legge di bilancio, sia stato approvato un emendamento di maggioranza che mira alla tutela dei ristoratori, dei pizzaioli e dei gelatieri italiani all’estero, aiutandoli a contrastare le forme di contraffazione chiamate ‘italian sounding’. L’Italia vince se punta su ciò che l’ha sempre contraddistinta: eccellenza ed imprenditoria di qualità. Le caratteristiche da noi favorite e premiate.
Controesodo e Resto al Sud, misure sempre attuali
Attraverso la proroga ed il potenziamento della misura ‘Resto al Sud’, da noi introdotta a suo tempo con i nostri Governi di centro sinistra, sosteniamo chi decide di rientrare in Italia per mettersi in proprio. Attraverso contributi a fondo perduto, fino a 40mila euro per aspiranti imprenditori al di sotto dei 45 anni, appoggiamo chi decide di fare impresa nelle regioni del Mezzogiorno o in quelle colpite dal terremoto. Con lo stesso obiettivo, abbiamo previsto la defiscalizzazione per le assunzioni nel Meridione. Vale a dire che per ogni nuovo posto di lavoro creato al Sud, eventualmente anche dopo essere rientrati dall’estero, lo Stato si fa carico degli oneri previdenziali che normalmente gravano sulle aziende. Riducendo consistentemente il costo del lavoro e favorendo così l’occupazione. Azioni concrete, con le quali diciamo ai nostri connazionali che desiderano tornare: ‘Lo Stato è con voi’. Ed è lo stesso messaggio che rivolgiamo anche a ricercatori, scienziati e docenti italiani all’estero. Per i quali abbiamo ampliato la platea di chi può ricorrere ai benefici fiscali previsti dal provvedimento Controesodo. Che abbiamo esteso anche ai lavoratori altamente qualificati, rientrati in Italia prima del 2020 e già iscritti all’Aire. Insomma, l’Italia si avvia alla ripartenza. E gli italiani all’estero possono a loro volta contribuirvi.
Non lasciamo indietro nessuno
Il Covid ha ingenerato una crisi epocale. Sanitaria ed economica. Che purtroppo non ha risparmiato nessuno, neanche tanti italiani residenti nel mondo. Per fare in modo che i nostri connazionali all’estero fossero tutelati al pari di chi vive in Italia, abbiamo stanziato 6 milioni di euro per sostenerli nell’emergenza, indipendentemente dal fatto che scegliessero di rientrare o di restare all’estero. A tale scopo è stato introdotto il REM, il Reddito di emergenza, pensato per chi non avesse altre forme di sostentamento. Da 400 a 850 euro. Usufruibili anche in caso di rientro in Italia a causa del Covid. Senza dovere dimostrare requisiti minimi di residenza.
Abbiamo riscoperto il senso di unione
Se guardiamo ai mesi scorsi, sembrano irreali. La pandemia. Il lockdown. Le settimane passate in un clima di paura. E poi tanti nostri connazionali bloccati all’estero. Senza poter riabbracciare i propri cari per settimane. È stato tutto così drammatico ed inaspettato, che spesso era difficile addirittura capire come muoversi al meglio. In quali Paesi si potesse viaggiare. Con quali mezzi. Con quali vincoli. Per questo, in piena emergenza, ho promosso la creazione di un sito ad hoc per aggiornare gli italiani nel mondo in tempo reale sulle principali questioni legate al Covid. Con informazioni sui voli approntati appositamente dalla Farnesina per i rientri, con suggerimenti su come evitare il contagio, con news relative alle restrizioni via via adottate, in Italia e nei diversi paesi.
ViciniVinciamo
E nella fase più drammatica, quando gli ospedali in certe zone erano in tilt perché al limite della capienza e i medici di base non erano praticamente più raggiungibili, perché oberati di lavoro, l’aiuto è arrivato proprio dagli italiani nel mondo. Da oltre novanta medici specialisti operanti all’estero che, rispondendo ad un mio esplicito invito, si sono resi disponibili ad offrire consulenza medica gratuita, via internet, a malati di covid o a chi temesse di esserlo. In pieno lockdown ho contattato decine di medici italiani all’estero. Ho chiesto loro se avessero voglia di aderire all’iniziativa di solidarietà da me promossa – ‘ViciniVinciamo’ – mettendo a disposizione le proprie competenze ed il proprio tempo, gratuitamente, per visite da remoto, tramite un supporto on line, a pazienti italiani. In modo tale da alleviare un po’ la pressione sotto cui gravava il nostro sistema sanitario. E la risposta è stata incredibile. Novantatre medici hanno aderito all’appello. Mettendo subito a disposizione la loro professionalità. E visitando gratuitamente a distanza. Una bellissima dimostrazione di generosità e amore per la propria gente e per la propria terra.
Scacco ai populisti
Nella sua drammaticità la pandemia ha avuto un risvolto positivo: rafforzare l’Europa e dimostrare che l’unità consente di superare al meglio i problemi. Con buona pace dei populisti sovranisti. È nel momento del bisogno che si vede chi ti sta accanto e chi ti aiuta. E l’Unione Europea ha dimostrato di essere convintamente al fianco dell’Italia e dei paesi più colpiti dal coronavirus. Attraverso lo stanziamento di risorse ingenti, inimmaginabili: i fondi della Banca Centrale Europea, il Sure, il Next Generation EU. Risorse che sta a noi ora spendere al meglio. Per riforme strutturali che consentano all’Italia di ripartire, di crescere e di mettersi nelle condizioni di ripagare i debiti ottenuti. Come ho dichiarato nel mio intervento in Senato e nelle mie interviste alla Rai e a Formiche. E sono talmente convinta della necessità di una maggiore compattezza dell’Europa, anche in politica estera, che mi sono fatta promotrice negli scorsi mesi di un appello internazionale per una politica comune della difesa, insieme ai colleghi parlamentari dei singoli Stati membri e alla Vicepresidente del Senato francese.
Addio decreti sicurezza, bentornati diritti umani
Tra i risultati positivi conseguiti quest’anno rientra a pieno titolo la riforma dei decreti sicurezza, introdotti due anni fa dalla Lega quando era al Governo. Misure che, nei fatti, piuttosto che sicurezza, avevano invece creato profonde sacche di illegalità. Perché hanno provocato un consistente aumento del numero dei clandestini. E, al tempo stesso, avevano cancellato la tutela dei diritti umanitari. Con la riforma ora adottata si approccia una politica per l’immigrazione che accanto ai diritti prevede anche i doveri, si introducono misure volte all’integrazione e si smonta tutta la campagna populista di criminalizzazione dei migranti. Perché l’immigrazione può essere una grande risorsa per i paesi di accoglienza, come dimostrano le storie di successo di tanti nostri connazionali in giro per il mondo che sono stati pionieri dei processi migratori. L’ho ribadito nel mio intervento in Senato riportato sulle pagine de Il Sole 24 Ore.
Auguri di rinascita
È stato un anno drammatico. È vero. Ma lasciamolo scivolare via guardando avanti, con ottimismo. Con la consapevolezza che la ripartenza non può che riservarci un futuro migliore. E’ con questo auspicio che vorrei rivolgerti il più affettuoso augurio di un 2021 ricco di salute e di ogni bene”.




Ungaro: “Allocati i fondi per le elezioni dei Comites”

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comitesclassico“Sono particolarmente soddisfatto dell’approvazione dell’emendamento per l’allocazione di nuovi fondi per le prossime elezioni dei Comites per il loro rinnovo previsto nel 2021”. Così Massimo Ungaro, deputato di Iv eletto in Europa, commenta il via libera ottenuto ieri alla Camera durante l’esame degli emendamenti al bilancio nell’omonima commissione.
I Comites, aggiunge, “sono importantissimi organismi rappresentativi della collettività italiana, eletti direttamente dai connazionali residenti all’estero in ciascuna circoscrizione consolare e sono uno strumento essenziale per la vita delle nostre comunità italiane all’estero. Per questo motivo – conclude – come Italia Viva avevamo presentato e segnalato un emendamento sul tema”.




La Marca e Schirò sull’IMU :”Importante passo avanti”

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lamarcaschiro 2“L’iniziativa degli eletti all’estero ha consentito di raggiungere un primo risultato su una questione di grande sensibilità per il nostro mondo: il ripristino dell’esenzione IMU, nella misura del 50%, per i pensionati titolari di pensione in convenzione con l’Italia, residenti all’estero”. Così in una nota congiunta Francesca La Marca e Angela Schirò, deputate Pd elette all’estero, a commento del via libera ottenuto in commissione Bilancio all’emendamento Ungaro, da loro sottoscritto.
L’emendamento “consente di compiere questo primo passo in direzione dell’eliminazione di una tassa discriminatoria ed iniqua, reintrodotta per le osservazioni fatte dall’Unione Europea al precedente regime di esenzione. Purtroppo, l’allargamento della platea, fatto per superare le osservazioni dell’UE, ha comportato un aumento dei costi e quindi la difficoltà a coprire l’intera esenzione”.
“Dopo che un nostro emendamento, a prima firma Schirò, letteralmente identico a quello approvato, per indecifrabili interpretazioni parlamentari, era stato accantonato, – spiegano le due parlamentari – abbiamo unito le nostre forze operosamente e sollecitando le sedi opportune a quelle degli amici di Italia Viva, riuscendo tutti insieme a raggiungere un risultato da molti considerato improbabile, soprattutto in una fase finanziariamente difficile come quella attuale”.
“Ringraziamo i gruppi parlamentari di maggioranza, il Governo e il Ministro Amendola, che si è adoperato per superare le resistenze europee, per questo giusto, anche se parziale, riconoscimento nei confronti dei nostri connazionali, che è anche uno stimolo alla ripresa delle zone più difficili e marginali, dove i nostri emigrati spesso hanno investito i risparmi di una vita”, sottolineano Schirò e La Marca. “Dal prossimo anno, dunque, i nostri pensionati pagheranno la metà dell’IMU e un terzo della TARI. Comunque, non ci fermeremo finché questa odiosa discriminazione non sarà interamente cancellata e i nostri connazionali all’estero considerati cittadini di pieno diritto, come tutti gli altri”




Vecchi: “Soddisfazione per gli emendamenti a favore degli italiani all’estero”

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vecchi3“Con gli emendamenti approvati, nei giorni scorsi, dalla Commissione Bilancio della Camera sono state adottate, per iniziativa degli eletti del Partito Democratico e della maggioranza di Governo, alcune misure di grande rilevanza per le nostre Comunità nel Mondo”. Così Luciano Vecchi, Responsabile del Dipartimento per gli Italiani nel Mondo del Partito Democratico, in una nota in cui riassume le modifiche più importanti su cui interverrà la legge.
“Tra queste – annota Vecchi – assumono particolare rilievo il completo rifinanziamento – per il 2021 e gli anni a seguire – del Fondo per la lingua e la cultura italiane all’estero e un’integrazione per i prossimi tre anni per i corsi gestiti dagli enti promotori; il ripristino dell’esenzione IMU – nella misura del 50% – per i pensionati residenti all’estero, titolari di pensione in convenzione con l’Italia; stanziamenti aggiuntivi per permettere l’assunzione di personale destinato al rafforzamento degli uffici consolari e per garantire la realizzazione – nel 2021, dopo anni di proroga – le elezioni per il rinnovo dei Comites e delle rappresentanze degli italiani all’estero; prime misure per favorire – quando ve ne saranno le condizioni – la mobilità e il turismo verso l’Italia dei connazionali residenti all’estero”.
“Grazie alla nostra iniziativa – sottolinea l’esponente Pd – si è inoltre riunificato presso il MAECI il contingente di personale che ha il compito di formare le graduatorie e disporre le destinazioni del personale scolastico all’estero, provvedimento insistentemente richiesto per evitare gli attuali ritardi e disfunzioni; si sono poi estesi i benefici fiscali anche ai rimpatriati prima del 2020, che ne erano stati esclusi. Si tratta – spiega Vecchi – di misure adottate grazie, in particolare, all’iniziativa e agli emendamenti del Partito Democratico, che corrispondono a richieste provenienti dalle nostre Comunità e che – con l’eccezione del Fondo per cultura e lingua – non erano presenti nel Progetto di Legge di Bilancio”.
“Nel campo delle politiche per gli italiani all’estero, i settori della promozione linguistico-culturale e della formazione all’estero, del miglioramento dei servizi ai connazionali tramite l’incremento di personale di ruolo e a contratto, del sollievo tributario dei pensionati, del rinnovo degli organismi di rappresentanza, degli incentivi al “turismo di ritorno”, del sostegno ai rimpatriati, del rafforzamento delle strutture di servizio in fase di emergenza – sottolinea ancora Vecchi – portano il segno dell’impegno del PD e della maggioranza di governo”.
“Il quadro degli emendamenti dei nostri eletti era naturalmente più ampio, ma in una situazione di forte tensione finanziaria come quella che stiamo vivendo in conseguenza della crisi pandemica è stato fatto uno sforzo considerevole, che ci consente di proseguire su una strada di ulteriori miglioramenti”, aggiunge il Responsabile del Dipartimento per gli Italiani nel Mondo del Pd, che ricorda: “questi risultati fanno seguito a quanto da noi ottenuto, nella conversione dei Decreti adottati per fare fronte alle conseguenze della pandemia Covid-19, nel corso del 2020, in particolare con il finanziamento del Fondo per l’assistenza agli italiani all’estero, con l’estensione del reddito di emergenza ai connazionali costretti a rientrare in Italia e con l’estensione agli iscritti AIRE dei benefici per gli interventi di valorizzazione del patrimonio edilizio detenuto in Italia, che sono stati estesi fino alla fine del 2022”.
“Il nostro impegno – ribadisce l’esponente democratico – è volto alla tutela dei concittadini in difficoltà e a valorizzare il loro contributo per la costruzione del futuro dell’Italia, scelta strategica in particolare nella fase difficile che il nostro Paese e tutto il mondo stanno attraversando. Intendo esprimere un ringraziamento particolare, per gli obiettivi raggiunti, agli eletti del PD della Circoscrizione estero di Camera e Senato, al Ministro Enzo Amendola, alla Viceministra Marina Sereni, ai capigruppo PD nelle commissioni Esteri e Bilancio – Lia Quartapelle e Fabio Melilli – al Presidente della commissione esteri della Camera Piero Fassino. Questi risultati corrispondono a parte delle proposte formulate dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) che il Partito Democratico ha fatto proprie”, rimarca Vecchi. “Naturalmente questi risultati sono soltanto una parte delle priorità da perseguire che il Partito Democratico, su iniziativa della Rete del PD Mondo, ha indicato per tutelare e valorizzare gli Italiani all’estero. Già nelle prossime settimane – anticipa Vecchi – continueremo con l’iniziativa per affrontare cruciali sfide quali quelle relative ai servizi consolari per i residenti all’estero – compresa la delicata situazione per l’accesso allo SPID -, alla riforma di Comites e CGIE, in vista delle prossime elezioni per il rinnovo delle Rappresentanze, il sostegno all’associazionismo, la riforma della Legge elettorale per la circoscrizione estero, alle questioni fiscali ancora aperte (estensione delle esenzioni IMU e TARI, Canone RAI, doppie imposizioni) e, non da ultimi, i problemi legati alla Brexit per i nostri residenti nel Regno Unito”.
“Su questi temi, come sempre accaduto in passato, la Rete del PD nel Mondo lavorerà per mobilitare i nostri concittadini, le Comunità italiane e – conclude – la preziosa rete dell’associazionismo italiano nel mondo”.




Garavini: “Vicina ai connazionali bloccati in UK”

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garavini4“Sono vicina ai nostri italiani in UK e ai loro famigliari in Italia. Connazionali che attendevano da tempo il Natale per riavvicinarsi ai propri cari. E che sono rimasti bloccati inaspettatamente, a causa delle ulteriori misure restrittive adottate, nel tentativo di arginare la diffusione di una nuova variante del coronavirus”. A dirlo è stata la senatrice di Italia Viva eletta in Europa, Laura Garavini, che ha però ribadito di capire “la difficoltà di trascorrere le feste lontani e preoccupati per la salute dei propri affetti”, ma “allo stesso tempo, non posso che rivolgere un invito alla prudenza e al senso di responsabilità”.
Il rischio di contagio per i cittadini provenienti dalla Gran Bretagna, ha specificato Garavini, “è attualmente accresciuto”. E dunque “ecco che siamo chiamati a rinunciare ad incontrare i nostri cari oggi. Per poterli riabbracciare in maggiore sicurezza domani. Senza lasciarci scoraggiare.”
“È stato necessario prevedere l’immediato blocco dei voli con il Regno Unito nel tentativo di impedire una recrudescenza dei contagi dovuta ad una nuova variante del virus, scoperta in Gran Bretagna – ha aggiunto la senatrice -. Capace purtroppo di diffondersi molto più rapidamente. Un nuovo ceppo di virus di cui due casi sono già stati registrati a Roma, giusto in arrivo dal Regno Unito. Per questo il ministero della Salute ha emanato un’ordinanza valida fino al 6 gennaio. Con la quale si blocca il traffico aereo dall‘Inghilterra e dall’Irlanda del nord. Si vieta l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni antecedenti all’ordinanza del 20 dicembre abbiano soggiornato o transitato nel Regno Unito. E si stabilisce che chiunque già si trovi in Italia ma nei quattordici giorni precedenti all’ordinanza abbia soggiornato o transitato in UK, anche se asintomatico, è obbligato a comunicare immediatamente l’avvenuto ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio. E a sottoporsi a test molecolare o antigenico tramite tampone”.




La Marca esprime soddisfazione per il nuovo accordo di mobilità giovanile tra Italia e Canada

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italia canada gLa deputata eletta in Centro e Nord America con il Partito Democratico, Francesca La Marca, ha salutato con “sincera soddisfazione” l’accordo bilaterale tra Italia e Canada di mobilità giovanile, firmato il 10 dicembre scorso da Marco Mendicino, Ministro canadese dell’Immigrazione, dei Rifugiati e della Cittadinanza, e Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri italiano.
“L’accordo, che rinnova quello precedente del 2006 – ha informato l’eletta all’estero -, per essere operativo dovrà prima essere perfezionato dai rispettivi ministeri e poi essere ratificato dai parlamenti di ciascuno dei due Paesi”. La Marca, ha dunque ringraziato l’Ambasciatore d’Italia in Canada, Claudio Taffuri, che “si è molto adoperato per giungere a questa positiva soluzione”.
In questo modo, secondo La Marca, “si facilitano le esperienze di lavoro dei giovani di entrambi i Paesi che ora possono fare domanda per due cicli annuali, per un totale di 24 mesi, e usufruire di due programmi ulteriori: cooperazione internazionale e giovani professionisti”.
“In questo momento di freno della mobilità – ha commentato ancora la parlamentare -, il rinnovo dell’accordo bilaterale è un messaggio di speranza per il futuro, che speriamo possa al più presto restituire a tutti, soprattutto ai giovani in cerca di esperienze di lavoro e di qualificazione professionale, la possibilità di riprendere agevolmente i contatti e di cogliere le possibilità di miglioramento. Questo è particolarmente vero per realtà come il Canada, dove risiede oltre un milione e mezzo di oriundi italiani con rapporti ancora vivi con il Paese di origine, e l’Italia, che ha sempre visto nel Canada un approdo di lavoro e un partner privilegiato per i suoi rapporti internazionali”.
Infine, La Marca si è augurata che “anche nella successiva definizione del numero degli ammessi si tenga conto di questo importante retroterra. La mia soddisfazione è legata anche al fatto di vedere che le sollecitazioni per il rinnovo dell’accordo, che dal 2014 in poi ho fatto periodicamente sia in sede parlamentare che direttamente ai rappresentanti diplomatici canadesi a Roma e italiani a Ottawa, abbiano raggiunto il loro obiettivo”.
Per concludere, la deputata si è detta impegnata a “fare in modo che la ratifica avvenga nel più breve tempo possibile, in modo che i giovani di entrambi i Paesi possano cogliere concretamente questa opportunità”.




Brexit. Schirò: “Effetti di un No Deal devastanti per la sicurezza sociale”

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“È inconcepibile e ingiustificabile che al termine oramai del periodo di transizione, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020, durante il quale il diritto dell’Unione in materia di sicurezza sociale ha continuato ad essere applicato al Regno Unito (grazie all’Accordo di recesso), non sia stato ancora raggiunto un accordo per salvaguardare il sistema di coordinamento dei regimi di sicurezza sociale con l’adozione di accordi e di misure atti a tutelare, senza soluzione di continuità, i diritti acquisiti e soprattutto futuri dei cittadini dell’Unione europea a 27 e dai cittadini del Regno Unito”. A parlarne è stata oggi Angela Schirò, deputata del Pd eletta in Europa.
“Queste incomprensibili e, in termini di tutela dei diritti, potenzialmente devastanti inerzia e incapacità vedono corresponsabili il Regno Unito, l’Unione Europea ma anche l’Italia – ha aggiunto -. Devastante è l’ammissione dello stesso Istituto previdenziale italiano (Inps) che in una circolare emanata quest’anno ha candidamente dichiarato che in assenza di un quadro giuridico certo di riferimento ad oggi non è possibile fornire istruzioni relative al periodo successivo al 31 dicembre 2020”.
L’effetto di un “no deal”, dunque, secondo Schirò “sarà quello di rendere inapplicabili al Regno Unito, per il futuro, i regolamenti (CE) n. 883/2004 e n. 987/2009 di sicurezza sociale. Ciò significa che non saranno più garantiti i benefici di sicurezza sociale (per i lavoratori ovviamente che si sposteranno tra l’Unione europea, l’Italia e il Regno Unito) in relazione a situazioni che si verificheranno a partire al 1° gennaio 2021 in materia di prestazioni pensionistiche, familiari, di disoccupazione, malattia, maternità e paternità, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero, recuperi di contributi e prestazioni indebite, pensionistiche e non pensionistiche, e indicazioni sulle modalità degli scambi di informazioni tra Istituzioni. Diritti attualmente garantiti dai vari regolamenti comunitari di sicurezza sociale”.
“Potranno – ha informato ancora l’eletta all’estero -, con molta probabilità, essere disattesi, nei futuri rapporti tra Regno Unito e Unione europea (Italia) alcuni principi sociali fondamentali che hanno sempre tutelato la libera circolazione e i diritti dei lavoratori, come la parità di trattamento, la non discriminazione, l’esportabilità delle prestazioni, la totalizzazione dei contributi versati, etc”.
Infine, Schirò ha auspicato “che nei colloqui attualmente in corso per evitare un “no deal” tra Regno Unito e Unione europea e per verificare le possibilità di un accordo prima della scadenza del 31 dicembre (speriamo prorogabile) non ci si concentri quasi esclusivamente su temi (senz’altro importanti sia ben chiaro) relativi al commercio, al mercato, alla pesca, all’energia, ai trasporti, ma si valuti bensì con attenzione l’impatto che un “no deal” avrebbe sulle norme di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale che si sono finora iscritte nell’ambito della libera circolazione delle persone e hanno contribuito al miglioramento del livello di vita e delle condizioni d’occupazione dei nostri lavoratori, pensionati e delle loro famiglie”.




IMU all’estero. Garavini: “Il Governo segua l’esempio dei Comuni”

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tassecasa“La reintroduzione dell’esenzione Imu per gli italiani nel mondo è una battaglia che i Comuni stanno sostenendo in prima linea, perché chi vive il territorio sa che il legame con i connazionali all’estero è fonte di ricchezza. Per questo, tante amministrazioni hanno scelto di deliberare l’esonero dalla tassa sull’immobile per quei concittadini che, pur vivendo all’estero, hanno mantenuto il possesso della loro abitazione nel paese di origine. Un impegno lodevole, che può diventare modello da seguire”. Così la senatrice Laura Garavini, Vicepresidente commissione Esteri e Vicecapogruppo vicario Italia Viva-Psi, che ieri ha consegnato al Sottosegretario agli esteri Ricardo Merlo e al presidente della Commissione Bilancio del Senato Daniele Pesco le delibere dei Comuni che hanno approvato l’esenzione Imu.
“Ora – aggiunge – è importante che il Governo si impegni, già nella prossima legge di bilancio, a reintrodurre l’agevolazione fiscale per gli iscritti Aire titolari di un immobile in Italia. Si tratta di una misura della quale gioverebbe l’intero Paese, perché permetterebbe di coltivare quel circuito virtuoso anche dal punto di vista economico e turistico che gli italiani all’estero innescano nei confronti del loro Comune di origine”.
Come segnalato da Garavini, ci sono amministrazioni che hanno deliberato l’esenzione al 100% a spese del bilancio comunale, come Cattolica Eraclea (AG), Marsico Nuovo (PT), Pedavena (BL), e amministrazioni che hanno approvato l’esenzione al 50% come Alpago (BL), Ponte nelle Alpi (BL), Borca di Cadore (BL). Altre, infine, hanno deliberato l’invito al governo a reintrodurre l’esenzione: Mirabella Imbaccari (CT), San Fele(PT), Ruvo del Monte (PT), Rapone (PT), Atella (PT), Satriano di Lucania(PT), San Giovanni a Piro (SA).
Insieme alle delibere, Garavini ha consegnato anche la raccolta firme promossa dal Comites di Zurigo, anch’essa finalizzata alla reintroduzione dell’agevolazione fiscale per gli Aire, consegnata anche alla Presidente del Senato Casellati.




Nissoli. Scade il progetto IMU e purtroppo dovranno pagare anche i pensionati all’estero

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nissoli fiDicembre è il mese dell’Imu ed oggi scade il pagamento della seconda rata, per cui voglio ricordare agli italiani all’estero che è importante fare questo versamento”. Così l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America, che osserva: “Purtroppo il Governo è stato sordo ai richiami che anche io ho fatto, da ultimo l’emendamento alla legge di bilancio, e quindi in questo 2020, segnato dalla pandemia, noi italiani all’estero dobbiamo pagare anche l’Imu!”.
“Lo devono fare anche i pensionati italiani all’estero”, aggiunge Nissoli, “ai quali questo Governo ha tolto l’esonero dal versare tale tassa sulla prima casa di proprietà in Italia”.
L’auspicio della parlamentare italoamericana è “che presto venga discusso il mio disegno di legge sull’esenzione Imu per chi vive all’estero, così vedremo se ci sarà la volontà politica di sanare una ingiustizia troppo a lungo perpetrata!”.




Fondi agli indigenti all’estero: in Commissione l’interrogazione della Nissoli

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nissoli15“Il Governo risponderà alla mia interrogazione con cui ho chiesto al Governo di rendere conto sull’utilizzo dei 6 milioni di euro destinati ai connazionali in condizioni di indigenza”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che nell’interrogazione chiede a Di Maio di sapere “di quali strumenti si sia avvalso il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale per comunicare adeguatamente la notizia degli aiuti economici in favore delle comunità all’estero, ai fini di una tempestiva richiesta da parte dei connazionali indigenti”, e “quali siano i dati aggiornati circa le modalità e la quantità di spesa fino ad oggi compiutamente effettuata, con particolare riferimento ai connazionali in difficoltà nella Ripartizione Nord e Centro America”.
“Ritengo – annota la deputata – che molti connazionali non abbiano fatto richiesta di aiuti in quanto non sufficientemente informati. Se vogliamo aiutare chi è in difficoltà non bastano le intenzioni ma bisogna costruire le condizioni affinché questo diventi possibile, una volta stanziati i fondi necessari”.