Valigette elettroniche ai consoli onorari. Interrogazione Nissoli

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16nis“Ritengo che implementare l’uso delle “valigette elettroniche” venga incontro alle esigenze dei connazionali e contribuisca a snellire il lavoro dell’Amministrazione degli Esteri, un fatto di grande rilevanza soprattutto in questo periodo in cui la pandemia limita gli spostamenti”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che torna sull’argomento dopo che, durante l’esame della legge di bilancio, la maggioranza ha “bocciato il mio emendamento alla legge di bilancio che prevedeva fondi aggiuntivi per questi dispositivi elettronici!”.
La deputata ha quindi presentato una interrogazione in merito, cui il Governo dovrebbe rispondere nella seduta di domani della Commissione Esteri.
In essa, spiega Nissoli, “chiedo di sapere se la Farnesina non intenda di dover dotare in tempi brevi i Consoli Onorari dei dispositivi elettronici, meglio conosciuti come “valigette elettroniche”, e se non ritenga di dover informare su quante richieste siano state già ad oggi soddisfatte, al fine di venire incontro alle esigenze dei nostri connazionali all’estero”




Nissoli: bene il governo sul rientro degli italiani anche dalla RD e da Panama

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aereo decolloFinalmente il Governo permette anche agli italiani all’estero, residenti nei Paesi della lista F, tra cui Panama e Repubblica Dominicana, di poter fare rientro in Italia”. Così Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America. “Una richiesta – spiega – avanzata da diverse aree politiche ed organizzazioni, fra le quali i Comites di Panama e della Repubblica Dominicana; il MIRE, che ha fatto ricorso al TAR; il Corriere di Panama, che il 4 agosto ha promosso una petizione; l’on Lorenzato, che ha presentato un’interrogazione il 5 agosto; i Lombardi nel Mondo, che hanno addirittura creato una chat per sostenere gli italiani in questa situazione e l’on Borghese con un’interrogazione il 17 novembre. Anche io mi sono impegnata in questo senso attraverso una interrogazione parlamentare il 20 luglio, una lettera al Presidente Conte il 6 agosto e un intervento nel corso di un’audizione in Commissione Esteri, sollecitando il Ministro Di Maio”.  “Sono pertanto soddisfatta – prosegue l’esponente azzurra – che il Comitato Tecnico Scientifico abbia ritenuto di permettere a tutti gli italiani all’estero ed a prescindere dalla residenza, di poter tornare in Italia in presenza di precise motivazioni e con obbligo di isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria. Un risultato che dimostra quanto, lavorando in sinergia, con saggezza e responsabilità e senza finalità di propaganda, si riesca a portare risultati concreti per la nostra collettività. Non vantiamo meriti – conclude  -, siamo solo compiaciuti di aver fatto il nostro lavoro onorando il mandato ricevuto dai cittadini”




Schirò: “Reddito di cittadinanza anche agli italiani rimpatriati”

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schiro“In un periodo in cui sono molti gli italiani emigrati all’estero costretti a rientrare in Italia per motivi che vanno dalla crisi sanitaria alle difficoltà socio-economiche sopraggiunte in molti Paesi di emigrazione, io ritengo opportuno, necessario e umanamente doveroso che lo Stato italiano eroghi il Reddito di cittadinanza anche ai nostri connazionali che rimpatriano”. A sostenerlo è Angela Schirò, deputata Pd eletta in Europa, che ha presentato un emendamento in tal senso alla legge di Bilancio.
“Come è noto – ricorda la parlamentare – la legge istitutiva del Reddito di cittadinanza, così come è formulata, non consente ai giovani italiani emigrati all’estero e iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) in cerca di lavoro di poter richiedere il Reddito di cittadinanza nei casi in cui dovessero decidere di rientrare in Italia (non potendo far valere i due anni di residenza continuativa immediatamente prima della presentazione della domanda). Lo stesso dicasi degli anziani emigrati soprattutto in Paesi dell’America Latina i quali rientrano in Italia per motivi economici o umanitari (vedere Venezuela) e volessero richiedere la Pensione di cittadinanza: anch’essi non potrebbero far valere i due anni continuativi di residenza prima della domanda”.
Se fosse approvato il suo emendamento, spiega Schirò, “verrebbe modificata la legge ed eliminato il requisito dei due anni di residenza in Italia immediatamente prima della presentazione della domanda (mentre verrebbe mantenuto il requisito di una residenza complessiva di 10 anni così come previsto dalla legge attualmente in vigore) per dare ai nostri connazionali residenti all’estero, giovani e anziani i quali decidono di rientrare in Italia, la possibilità di richiedere, se disoccupati o in difficoltà economica, il reddito o la pensione di cittadinanza”.




Nissoli: anche gli italiani residenti fuori dalla UE possono avere lo SPID

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spid“Molti connazionali dal Nord e Centro America chiedono se possono ottenere lo SPID. La risposta, come indicato nella FAQ di AGID è “sì”: un italiano che risiede all’estero può ottenere lo SPID”. A ricordarlo oggi è Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America.
“I dati che servono – ricorda – sono: il numero di cellulare (anche se l’abbonamento è sottoscritto con un operatore mobile estero), un indirizzo e-mail valido, un documento di identità italiano valido (tra cui carta di identità, passaporto, patente) e un documento che certifichi il codice fiscale. Per avviare il processo, è necessario consultare la lista dei soggetti (identity provider) che rilasciano lo SPID e cercare quello che offre il servizio anche all’estero, extra Europa, con riconoscimento via web”.




Nissoli e Billi: bocciato emendamento sulla cittadinanza, “Governo indifferente”

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4billoinis“Il nostro Ordine del Giorno nel quale chiedevamo al governo di prendere l’impegno a ridare la cittadinanza a chi è nato in Italia e l’ha perduta in seguito ad espatrio, è appena stato bocciato dalla maggioranza di questo Governo, con 238 voti contrari. Il Centro Destra compatto ha votato a favore!”. Così in una nota Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America, sul voto che ha bocciato l’odg al cosiddetto “decreto immigrazione”.
“Se questo Governo non ha nemmeno la volontà di accogliere un Ordine del Giorno figuriamoci se avrà la volontà di mettere in calendario una proposta di legge per il riacquisto della cittadinanza”, commenta la deputata. “Un paese come l’Italia culla della cultura occidentale e ricca di umanesimo non può dimenticare i propri figli!”.
Aggiunge Simone Billi, parlamentare della Lega eletto in Europa: “abbiamo sostenuto con convinzione questo OdG nell’interesse della Comunità Italiana all’estero. Prendiamo atto con rammarico del voto contrario della maggioranza PD, Italia Viva e 5 Stelle, sorda alle istanze dei nostri connazionali all’estero”.




Ungaro e la legge di bilancio

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emendamenti“Per evitare una procedura di infrazione comunitaria il Governo italiano, con la legge di Bilancio dello scorso anno, ha abrogato l’esenzione IMU per gli AIRE titolari di pensione estera. Penso che, anche a fronte della condizione difficile dettata dalla pandemia, sia al contrario utile prevedere con le dovute correzioni il ritorno dell’esenzione già in vigore in passato”. Così Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto in Europa, che ha presentato, tra i segnalati in V Commissione Bilancio di Montecitorio, “un emendamento a mia prima firma che prevede l’esenzione dell’IMU sulla prima casa dei cittadini europei residenti all’estero, che ricevono una pensione in convenzione internazionale con l’Italia”. Questa proposta emendativa, precisa, “mantiene poi intatta la riduzione, pari a due terzi, del pagamento della TARI”.
Oltre a questo emendamento, conclude Ungaro, altri due di Italia Viva sono stati segnalati (cioè quelli che saranno posti in votazione, su segnalazione, appunto, del partito che li ha presentati – ndr): “un incremento di 15 milioni alla dotazione finanziaria per le elezioni dei Comites nel 2021 e un incremento di 400.000 del fondo a disposizione del Consiglio Nazionale dei giovani per incoraggiare la loro partecipazione allo sviluppo del Paese e implementare politiche a favore dei giovani inattivi”.




Billi: “Governo inconcludente sulla residenza fiscale”

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billimaschrinaDeputato della Lega eletto in Europa, Simone Billi solletica oggi il Governo a dare “risposta alla mia interrogazione per garantire ai cittadini iscritti all’Aire di non vedere compromesso il proprio status di residenza fiscale all’estero in ragione di una permanenza in Italia nel 2020 di oltre 183 x le restrizioni agli spostamenti imposte a causa del coronavirus”.
“Questa permanenza non dipende dalla volontà del contribuente”, ricorda Billi, che aggiunge: “possono presentarsi inoltre importanti motivi personali, ad esempio parenti stretti in fin di vita all’ospedale”.
“In una situazione “normale” il contribuente sarebbe rimasto in ufficio all’estero; ad oggi invece vige lo “stato di emergenza” in Italia fino al 31 gennaio 2021. Il sottosegretario Villarosa – continua – è intervenuto ieri 3 dicembre sullo stesso tema in Commissione Finanze senza fornire indicazioni precise e risolutive, anzi menzionando solo il fatto che secondo il governo si “dovrebbe” tener di conto di questo problema”.
Secondo Billi “le affermazioni del Sottosegretario sono assolutamente insufficienti a chiarire il problema”.
“È necessario derogare l’attuale normativa sulla residenza fiscale fino al termine dello stato di emergenza in Italia – conclude Billi – secondo quanto suggerisce anche l’OCSE con un suo documento del 3 aprile scorso. Che il governo Conte si svegli!”.




La Marca e Schiró: “24 mesi per le pratiche di cittadinanza per matrimonio”

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lamarcaschiro 1“Il Decreto “Sicurezza” di Salvini sta per essere definitivamente superato con il pronunciamento finale della Camera previsto per la prossima settimana. Il Decreto Salvini, alla prova dei fatti, oltre che inumano e persecutorio, si era rivelato una fabbrica di irregolari, mettendo per strada centinaia di migliaia di persone indifese ed esponendole al contatto con la malavita e alla diffusione delle malattie. Nella furia contro lo “straniero”, quel decreto aveva colpito anche gli italiani all’estero”. Così le deputate del PD elette all’estero Francesca La Marca e Angela Schirò, all’indomani del voto di fiducia al cosiddetto “decreto immigrazione”.
“Infatti – ricordano le due parlamentari – i tempi di esame della richiesta di cittadinanza per matrimonio erano stati portati da 24 a 48 mesi, è stata introdotta la certificazione dell’italiano al difficile livello B1, sono stati posti impedimenti all’uso dei veicoli con targa straniera di proprietà degli iscritti AIRE da parte dei familiari. Su ognuno di questi aspetti abbiamo presentato nostri emendamenti e possiamo dire con soddisfazione che quello sulla durata delle pratiche è stato approvato e di conseguenza il termine è stato ri”2portato a 24 mesi, con possibilità di prolungamento non oltre i 36 mesi. Una riformulazione, questa, fatta in Commissione Affari Costituzionali”.
“Il risultato – commentano – è un apprezzabile atto di rispetto per gli italiani all’estero e di facilitazione per le coppie miste. Continueremo, comunque, a impegnarci, affinché siano positivamente affrontate anche le questioni della certificazione linguistica e delle targhe estere nella disponibilità dei connazionali che tornano in Italia”




Ungaro: “Esagerata la quarantena di 15 giorni per chi arriva dall’estero”

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ungaro5 1“Giusto usare la massima precauzione nelle prossime festività natalizie e di fine anno per evitare la terza ondata, ma sono sbagliate le quarantene indiscriminate per chi arriva in Italia dall’estero”. È quanto afferma l’On. Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva eletto nella Circoscrizione Estero-Europa, secondo il quale “sarebbe sicuramente più ragionevole e utile chiedere un tampone molecolare con esito negativo, eseguito entro il periodo finestra, assieme ad una quarantena di 5 giorni, proprio in linea con quanto stanno facendo altri Paesi in Europa”.




Nissoli sull’esistenza in vita: “Necessario un ulteriore sforzo per venire incontro ai pensionati all’estero”

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nissolicamera20 1“Oggi, durante il Question Time nell’Aula di Montecitorio, ho interrogato il Ministro del Lavoro sulla questione della Certificazione dell’Esistenza in Vita (CEV) che riguarda circa 388.000 pensionati italiani residenti all’estero. Ho rappresentato al Ministro le difficoltà dei nostri pensionati all’estero nell’effettuare la convalida presso una autorità della Certificazione dell’Esistenza in Vita a causa del persistere della pandemia che sconsiglia i movimenti per le persone a rischio quali sono gli anziani”. Così Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta all’estero che al Ministro Catalfo ha chiesto di “individuare modalità innovative per fare la certificazione senza far spostare i pensionati da casa oppure di dare loro più fiducia ed accettare la certificazione senza convalida salvaguardando, così, sia il loro diritto alla salute che quello a ricevere ogni mese la pensione”.
Il Ministro Catalfo, riporta Nissoli, “nella sua risposta, ha evidenziato gli sforzi fatti dall’Inps sia prorogando i termini della certificazione sia stipulando un accordo con il Maeci per effettuare la convalida della Certificazione dell’Esistenza in Vita con modalità elettroniche, come la videochiamata. Sforzi apprezzabili ma che non ritengo sufficienti. Infatti, c’è ancora molto lavoro da fare ed auspico – come ho detto al Ministro – che si possa migliorare ulteriormente il meccanismo, ed accelerare velocemente le nuove procedure semplificate che andrebbero fatte conoscere a tutti i pensionati subito”.
“Sono stati fatti piccoli passi avanti, ma non nascondo che avrei preferito che il Governo avesse mostrato la piena fiducia verso i nostri pensionati all’estero ed avesse considerato l’opportunità di chiedere all’Inps di accettare la semplice autocertificazione senza convalida per dimostrare l’esistenza in vita, come hanno già hanno fatto altri paesi europei come la Germania, la Francia e la Svizzera”, aggiunge Nissoli. “Abbiamo bisogno di una risposta per procedure semplificate subito, altrimenti ci sarà il rischio che molti pensionati, non effettueranno la certificazione con la conseguenza di non ricevere la pensione”.
“Una cosa molto triste e lesiva di un diritto acquisito con anni di duro lavoro”, sottolinea Nissoli. “Non possiamo permetterci un ulteriore disagio con un aggravio di lavoro, difficile da sostenere per l’Inps e i patronati. Per questo ho chiesto al Ministro di raccordarsi con i soggetti interessati e di agire subito perché il tempo corre veloce! Sarebbe un bel gesto di gratitudine per chi ha tanto lavorato in Italia ed ora si trova lontano dalla Madrepatria e sarebbe anche un bel regalo di Natale da fare a tutti i nostri cari pensionati”.