Il Governo sull’accordo Italia-Brasile per la conversione delle patenti di guida.

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porta patenti immagine14 462x223“In risposta alla mia interrogazione parlamentare n. 5-02885, presentata insieme al deputato Pd Barbagallo, nel corso della seduta odierna della Commissione Trasporti, il Governo ha fornito un aggiornamento sullo stato dell’ Accordo per la Conversione delle Patenti di Guida tra Italia e Brasile e sulle garanzie per i cittadini che hanno già beneficiato del precedente accordo”. Lo riferisce il deputato dl Pd Fabio Porta (circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale) . “Il rappresentante del Governo ha – spiega Porta – confermato che il nuovo Accordo, firmato lo scorso 15 luglio a Brasilia durante la storica visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è il risultato di un negoziato tecnico avviato nel 2021 tra la Senatran (Autorità brasiliana per le patenti) e la Direzione Generale per la Motorizzazione del MIT. Il nuovo testo sostituisce il precedente accordo, scaduto il 13 gennaio 2023, e deve ora essere ratificato dal Congresso Nazionale del Brasile, come richiesto dalla normativa brasiliana. Le autorità brasiliane hanno comunicato che la ratifica sarà sottoposta al più presto all’esame dell’Esecutivo e del Parlamento. Nel frattempo, il Governo italiano continua a seguire la questione a stretto contatto con le controparti brasiliane, considerandola un tema di rilevante interesse per le collettività bilaterali”. Accogliendo quanto richiesto dall’interrogazione dei deputati Pd, “il Governo ha dichiarato che i cittadini che hanno già beneficiato dell’accordo precedente continueranno a esercitare il diritto di guidare in Italia. Le licenze italiane ottenute tramite la conversione delle patenti brasiliane restano pienamente valide e soggette alla normativa vigente, garantendo così che non vi siano limitazioni per coloro che hanno usufruito del precedente accordo”. “Dopo mesi di sollecitazioni e di pressioni sulle autorità dei due Paesi, ringrazio il governo italiano per avere affermato la volontà di garantire continuità e tutela ai cittadini interessati, nonostante l’attesa della ratifica del nuovo Accordo da parte del Brasile. Questa conferma risponde concretamente alle esigenze dei cittadini dei due Paesi”, conclude Porta. Che assicura: “Non cesserò di adoperarmi per arrivare quanto prima ad una definitiva e completa applicazione del rinnovo di questo accordo, da troppo tempo atteso con comprensibile apprensione dalle nostre collettività in Italia e Brasile” . (Inform)




Camera dei deputati, Cittadinanza italiana jure sanguinis: interrogazione Pd: Necessità di chiarezza su “terzo dichiarante” e “figli di naturalizzati”

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pd mondoI deputati del Pd Fabio Porta e Christian Di Sanzo, eletti nella circoscrizione Estero, hanno presentato un’interrogazione ai Ministri degli Esteri e dell’Interno per affrontare una problematica urgente che interessa molte circoscrizioni consolari, in particolare in Brasile. i due deputati spiegano come numerose segnalazioni indichino che cittadini discendenti da italiani, pur avendo raccolto tutta la documentazione necessaria per richiedere la cittadinanza italiana jure sanguinis, sono stati informati – anche tramite specifici avvisi pubblicati di recente sui siti ufficiali dei Consolati – che le loro domande non saranno accettate nel caso in cui i certificati di nascita degli antenati italiani non siano redatti sulla base di dichiarazioni rilasciate da persone legittimate ai sensi della normativa italiana vigente al momento dell’evento (art. 373 del Codice Civile del 1865, art. 70 del R.D. 9 luglio 1939, n. 1238, e art. 30, comma 1, del D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396). Gli onorevoli Porta e Di Sanzo ricordano che in Brasile era prassi consolidata che la registrazione delle nascite fosse effettuata da terzi (“terzo dichiarante”) – come parenti, conoscenti o datori di lavoro – senza specificare le ragioni dell’assenza del padre. Questa consuetudine, finora accettata, è ora – rilevano – messa in discussione, generando confusione e incertezza tra i richiedenti, che temono di perdere anni di attesa e i costi sostenuti.

Una situazione di analoga criticità è stata sollevata dai due deputati democratici in una recente interrogazione relativa alla circolare n. 43347 del 3 ottobre 2024, emanata dal Ministero dell’Interno italiano. La circolare chiarisce che, in caso di perdita della cittadinanza italiana da parte di un genitore a seguito dell’acquisizione volontaria di una cittadinanza straniera, la trasmissione della cittadinanza ai figli minori (“figli di naturalizzati”) viene considerata interrotta. Questa interpretazione, basata su recenti sentenze della Corte di Cassazione, sta suscitando preoccupazioni e incertezza tra i richiedenti con procedimenti in corso, spiegano Porta e Di Sanzo. Con le due interrogazioni, i deputati eletti all’estero chiedono al Governo di adottare misure transitorie per consentire ai procedimenti già avviati di concludersi senza penalizzazioni per i richiedenti che hanno agito in buona fede e seguendo le regole stabilite. Al tempo stesso, i deputati sollecitano la definizione di linee guida chiare e uniformi, per garantire trasparenza e stabilità nel riconoscimento della cittadinanza jure sanguinis. “La questione non riguarda solo la gestione amministrativa delle pratiche, ma rappresenta anche un tema di giustizia e rispetto per chi ha agito con fiducia nelle istituzioni. È necessario agire con decisione per tutelare i diritti di queste persone, assicurando un’applicazione giusta e coerente della normativa e proteggendo la credibilità delle istituzioni italiane all’estero”, ha dichiarato l’on. Porta a margine della presentazione dell’interrogazione. (Inform)




Redditi prodotti all’estero, Fabio Porta (Pd) sulla nuova sentenza della Cassazione in merito alla doppia imposizione fiscale

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31179887 716251181878518 2567213063623147520 o3 e1592992232602 615x223“Con una nuova, ennesima importante sentenza, la Corte di Cassazione ha riaffermato il principio – già espresso in altre sentenze ma non ancora recepito nella legislazione italiana – che il credito per le imposte già pagate all’estero (per redditi prodotti all’estero) spetta (al contribuente con la residenza fiscale in Italia) anche se tale contribuente che ha lavorato all’estero e comunque prodotto redditi all’estero, non abbia presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, purché vi sia una convenzione internazionale contro le doppie imposizioni fiscali”. Lo segnala con una nota il deputato del Pd Fabio Porta (circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale) facendo riferimento al “caso esaminato dalla recente Sentenza n. 24160/2024” che “riguardava un contribuente che aveva prodotto redditi in Brasile e al quale l’Agenzia delle Entrate (Centro operativo di Pescara) aveva notificato 5 avvisi di accertamento per redditi perfezionatisi in Brasile, sottoposti a tassazione in quel Paese ma non dichiarati in Italia”.

L’on. Porta ricorda che “in virtù del principio adottato nel diritto tributario interno dallo Stato e dall’amministrazione finanziaria italiani definito ‘Word Wide Taxation’ o tassazione mondiale, i redditi del cittadino residente sono soggetti a tassazione diretta dal fisco italiano indipendentemente dal luogo ove tali redditi sono stati prodotti”. “Capita spesso quindi – continua – che i lavoratori italiani i quali non si iscrivono all’AIRE e producono reddito all’estero sono soggetti o rischiano di essere soggetti se tracciati, a doppia tassazione”.

“La Corte di Cassazione – spiega Porta – ha precisato in questa sua ultima sentenza che con la Convenzione bilaterale sulla doppia imposizione con il Brasile lo Stato italiano, nel caso in cui assoggetti a imposizione elementi di reddito imponibili in Brasile, si è obbligato nei confronti dello Stato brasiliano a detrarre dalle imposte così calcolate l’imposta sui redditi pagata in Brasile. L’obbligo che lo Stato italiano ha assunto nei confronti dello Stato brasiliano è un obbligo incondizionato. In altre parole, con la Convenzione bilaterale l’Italia si è obbligata, nei confronti del Brasile, a limitare la sua sovranità in tema di imposizione fiscale e a far sì che i contribuenti italiani che paghino le tasse al fisco brasiliano in relazione ad elementi di reddito posti in essere in Brasile, nel caso in cui siano assoggettati a tassazione anche in Italia in relazione a quegli stessi elementi di reddito, non subiscano una doppia imposizione. Questo principio vale ovviamente per tutte le convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni stipulate dall’Italia”.

“Si tratta perciò – evidenzia il deputato – di una sentenza molto importante che praticamente sancisce che l’omessa dichiarazione dei redditi in Italia (da parte del contribuente residente fiscalmente in Italia) non comporta di per sé la perdita del diritto di credito per le imposte pagate all’estero e conferma il concetto che l’art. 165 comma 8 del TUIR (che prevede appunto la doppia tassazione per omessa dichiarazione dei redditi prodotti all’estero) è una norma invalida e incostituzionale sulla quale prevalgono i principi delle convenzioni contro le doppie imposizioni che sono istituite con lo scopo di eliminare la doppia imposizione. “Viene quindi confermato dalla Cassazione l’orientamento giurisprudenziale secondo cui il diritto al credito di imposta essendo formalizzato dalle convenzioni contro le doppie imposizioni, non necessita di ulteriori adempimenti – tra i quali la dichiarazione dei redditi – previsti dalla legge nazionale (art. 165 del Tuir) proprio alla luce della preminenza dei Trattati internazionali sulle leggi interne”

“Va rilevato tuttavia – prosegue l’on . Porta – che le sentenze della Cassazione non hanno forza di legge perché decidono un caso specifico portato all’attenzione del giudice, tuttavia la Cassazione definisce la corretta interpretazione e applicazione di una legge. Dovrà ora essere lo Stato (Governo e Parlamento) a modificare la legge per uniformarsi ai principi fissati dalla Suprema Corte”. Il deputato del Pd eletto all’estero fa presente che “da molti anni” segnala con interrogazioni, emendamenti e proposte di legge, “il problema di decine di migliaia di nostri lavoratori andati a lavorare all’estero per più di dodici mesi , i quali, per la ragioni più disparate e sebbene sia obbligatorio per legge, non si iscrivono all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero), mantenendo così la residenza fiscale in Italia e rischiano di essere o sono sottoposti a doppia tassazione”. L’on. Porta ritiene che “dopo l’ulteriore chiarimento della Cassazione” sia “improcrastinabile un intervento legislativo del Governo italiano che legiferi , come richiesto anche nelle mie interrogazioni, che il contribuente può detrarre l’imposta assolta all’estero da quella complessivamente dovuta allo Stato italiano, anche nel caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei redditi prodotti all’estero nella dichiarazione presentata”. (Inform)




Di Sanzo: “Importante procedere al rafforzamento della rete diplomatica in Canada”

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unnamedL’On. Di Sanzo, eletto nella Ripartizione Nord e Centro America, ha partecipato in videocollegamento alla riunione annuale convocata dall’Ambasciatore Italiano in Canada, Andrea Ferrari, con i Presidenti dei Comites del Canada e i Consoli Generali di Toronto, Montreal e Vancouver.
E’ stata una occasione per informare i Presidenti di Comites e i Consoli Generali dell’approvazione alla Camera della sua proposta per il rafforzamento dei servizi consolari, partita proprio dall’iniziativa dei Deputati eletti all’estero del Partito Democratico. Questa proposta attribuisce alla rete consolare 4 milioni di euro in piu’ su base annuale che saranno dedicati all’emissione di servizi consolari ai cittadini italiani, come il rinnovo del passaporto. Ha inoltre informato che la sua proposta per permettere l’accesso al servizio sanitario in Italia anche ai connazionali iscritti all’AIRE ha iniziato l’iter di discussione alla Camera, insieme a quella della maggioranza, e potrebbe quindi vedere l’approvazione nei prossimi mesi.
L’On. Di Sanzo ha inoltre condiviso l’importanza di procedere a un rafforzamento della rete diplomatica in Canada, in particolare con la possibilita’ di dotare il Consolato Generale di Vancouver di un Viceconsole, in aggiunta al Console Generale. Il vasto territorio ricoperto dal Consolato Generale di Vancouver e la grande comunita’ italiana ancora molto viva e legata al nostro paese beneficerebbero dell’assegnazione di un Viceconsole, come gia’ hanno i Consolati Generali di Toronto e Montreal, in modo da garantire una maggiore vicinanza e attenzione ai nostri connazionali nell’area. Infine, ha inoltre osservato che la rete diplomatica in Canada potrebbe dotarsi di una rete di addetti scientifici presso i Consolati Generali, come gia’ avviene negli Stati Uniti, per venire incontro alle grandi opportunita’ di collaborazione scientifica e commerciale tra l’Italia e il Canada con una comunita’ di ricercatori italiani sempre crescente. Il Canada e’ un paese del G7 con una grande comunita’ italiana e italo-canadese, proprio per questi grandi legami e opportunita’ culturali, commerciali e scientifiche, l’Italia dovrebbe investire maggiormente in questo paese, partendo proprio da un rafforzamento della missione diplomatica – ha dichiarato Di Sanzo.



Gargiulo (Cgie) scrive a Tajani: Ius Sanguinis diritto che va disciplinato e collegato a requisiti

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nello gargiulo2Il Consigliere del Cgie per il Cile, Nello Gargiulo, ha scritto in queste ore una lettera al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nonché presidente del CGIE, Antonio Tajani, in cui ha cercato di delineare quello che a suo avviso è il principio fondante della cittadinanza Italiana “Ius Sanguinis”, per il quale si avvicina un dibattito che a suo modo di vedere non solo deve avere come protagonisti la politica, ma anche le comunità di italiani all’estero che devono poter esprimere il loro proprio punto di vista.
Nella lettera, Gargiulo spiega la situazione del Cile, Paese nel quale risiede: “una delle terre più lontane, dove sono dal 1980 e dove, secondo i calcoli stimati, la popolazione degli oriundi di origine italiana è stimata tra i 400 mila e i 500mila. Un vasto bacino potenziale di italianità in un paese di 18 milioni di abitanti, in cui si riscontrano fenomeni di depressione demografica e denatalità. Gli attuali connazionali con doppia cittadinanza (italiana e cilena) già superano gli 80.000. Frequentemente, mi trovo di fronte ad oriundi che chiedono informazioni per sapere come fare per accedere a questo “potenziale diritto” anche quando sono passate diverse generazioni. Naturalmente, le cose sono semplici quando i genitori registrano i figli presso il consolato prima dei 18 anni di età; ma come ben sappiamo cambiano nei casi in cui bisogna ricostruire l’albero genealogico di 2-3-4 e più generazioni. Nella maggior parte dei casi i richiedenti, tutti di maggiore età, non posseggono competenza alcuna né nella lingua né nella cultura civica italiana”.
È proprio su quest’ultimo punto che si concentra l’intervento del Consigliere Cgie, perché il non avere competenza di lingua e cultura italiana da parte delle nuove generazioni di discendenti, “pone seri problemi in termini sia di depauperamento dell’italianità che di sovraccarico di lavoro e dispendio di energie e risorse nei consolati”.
Per tutte queste ragioni, secondo Gargiulo “andrebbero seriamente riconsiderati i requisiti e i meccanismi di riconoscimento della cittadinanza, più opportunamente legati alla conoscenza della lingua e della cultura civica, che possono essere conseguiti attraverso organismi certificatori formalmente riconosciuti, come già avviene nel caso della cittadinanza richiesta per matrimonio”.
Per questo, il Consigliere ha “sommessamente” consigliato di realizzare un “emendamento all’attuale legge affinché la cittadinanza abbia opportuni limiti. In questo modo potremmo acquisire nuovi cittadini e nuovi votanti consapevoli, responsabili ed informati all’italianità”.
“Il requisito della lingua – ha aggiunto ancora Gargiulo – potrebbe essere un elemento da considerare anche in quei casi dove nonni o genitori sono stati costretti a rinunciare alla cittadinanza italiana per motivi di lavoro o di soggiorno nelle terre di emigrazione. Il diritto di recupero in molti casi di prime e seconde generazioni andrebbe adeguatamente considerato come un “atto di benevolenza” anche perché la linea Ius Sanguinis in questi casi si è vista interrotta non per una libera scelta del connazionale. Per questi casi, una modifica della legge potrebbe farsene carico con la condizione di compiere con il requisito certificato, della conoscenza della lingua italiana come un principio fondante della cittadinanza italiana”.
“All’interno del nostro CGIE (sono alla seconda consiliatura) vedo che il tentativo di trovare una disciplina sul contenuto dei diritti e doveri che deve avere la cittadinanza per i nati all’estero stenta ad affermarsi – ha infine concluso -. Il fenomeno senza dubbi va disciplinato”.




Di Sanzo: “Quattro milioni per i servizi consolari, un grande risultato per gli italiani nel mondo”

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di sanzo“E’ stata approvata in prima lettura alla Camera dei Deputati, la proposta di legge dei Deputati del Partito Democratico della quale sono stato da subito uno degli autori” così l’Onorevole Christian Di Sanzo, eletto in Nord e Centro America in riferimento alla proposta di legge per il miglioramento e efficienza dei servizi consolari.
“Grazie al lavoro degli ultimi mesi la proposta ha trovato un appoggio bi-partisan che ha portato alla sua approvazione, una grande risultato per tutti gli italiani nel mondo. La nostra proposta rappresenta infatti una piccola rivoluzione per i servizi consolari: prevede che ogni anno siano attribuiti 4 milioni a un fondo per il miglioramento e efficienza dei servizi consolari; fondi che andranno direttamente alle singole sedi consolari e potranno essere utilizzati per scelte di efficientamento a discrezione della sede consolare stessa.”
“E’ la prima volta che una proposta di aumento dei fondi e di efficienza dei servizi consolari viene approvata in modo organico attraverso legge ordinaria, e non con qualche emendamento inserito all’ultimo in legge di bilancio – ha dichiarato il Deputato – se pensiamo infatti agli sforzi che facciamo ogni anno per ottenere piccoli miglioramenti in legge di bilancio, aver ottenuto 4 milioni di fondi fuori bilancio è davvero un grandissimo successo.”
“La proposta è anche rivoluzionaria perché introduce un fattore di premialità e efficienza nella pubblica amministrazione – prevede infatti che i fondi siano dedicati al miglioramento dei servizi ai cittadini italiani e siano distribuiti in proporzione al numero di passaporti erogati, quindi le sedi che meglio operano, potranno gestire una quantità maggiore di fondi in autonomia; in questo modo va ad alimentarsi un ciclo virtuoso dove i cittadini stessi potranno esprimere le proprie esigenze, anche attraverso i Comites, e il Consolato avrà a disposizione dei fondi da investire per venire incontro alle esigenze della comunità per quanto concerne l’erogazione di servizi. La proposta richiede, inoltre, anche la pubblicazione sul sito web del Ministero della destinazione delle risorse così assegnate, proprio a maggior chiarezza dei cittadini italiani all’estero.”
“Per l’approvazione finale manca solo il passaggio in Senato, ma siamo fiduciosi che anche il Senato la approverà in tempi rapidi e la proposta potrà finalmente diventare realtà a beneficio di tanti connazionali all’estero e delle sedi diplomatico-consolari”.



Porta: una strategia organica per un turismo delle radici che investa anche sul rientro degli italo-discendenti

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porta pd ripartizione america meridionale una strategia organica per un turismo delle radici che investa anche sul rientro degli italo discendentiimmagine15 186x223“Oggi l’inserto ‘Affari & Finanza’ del quotidiano ‘La Repubblica’ dedica un interessante articolo al turismo delle radici, sottolineando come, al di là degli slogan e dei piccoli progetti, siano necessari marketing e investimenti concreti”. A tale proposito, nel corso dell’intervista, l’on. Fabio Porta ha sottolineato che “proprio per questo, insieme ad altri colleghi del Partito Democratico, abbiamo presentato una risoluzione parlamentare che chiede al governo maggiore organicità e una strategia più strutturata” per il Progetto. “Investire sui ‘viaggi di ritorno’ – continua il deputato del Pd eletto nella ripartizione America Meridionale – significa anche favorire il rientro delle nuove generazioni di italiani nati all’estero, rappresentando una delle soluzioni efficaci per contrastare l’inverno demografico”.

Porta, inoltre, ha ricordato la presentazione della proposta di legge per il rilascio di un visto speciale della durata di cinque anni, destinato ai discendenti di italiani all’estero. “L’obiettivo è incentivare il rientro dei giovani di origine italiana. È un modo per sostenere i nostri connazionali che, in particolare in Venezuela, sono stati costretti a lasciare il Paese”. Per Porta è anche una misura “per contrastare, almeno in parte, il calo demografico. Si tratta di un progetto a lungo termine, che potrebbe essere seguito dall’apposita commissione sugli effetti economici e sociali della transizione demografica, recentemente approvata dalla Camera dei Deputati”. (Inform)




Borghese (MAIE) ringrazia la Regione Friuli per il sostegno al progetto “alla ricerca delle proprie radici”

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2macorighIl Senatore Mario Borghese, esponente del Maie eletto in Sud America, di origini friulane, ha ringraziato in queste ore il Governatore della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e l’assessore Fvg, Pierpaolo Roberti, per il concreto sostegno al Progetto “alla ricerca delle proprie radici” che permette lo svolgimento di uno stage formativo-culturale ai corregionali sparsi nel mondo e che grazie a questa iniziativa possono conoscere, confrontarsi e gettare le basi per progetti futuri.
Organizzato dall’Eraple in collaborazione con l’Efasce, La Clape, l’Unione Sloveni e i Giuliani nel Mondo e con l’arrivo di 8 persone giunte dall’Argentina, ha preso il via lo stage che vedrà impegnati per 10 giorni i partecipanti in varie attività formative – culturali e diverse visite a realtà produttive della regione Friuli Venezia Giulia.
Con queste iniziative la regione Friuli Venezia Giulia sostiene la duplice attività degli Enti preposti, l’attività nelle sedi estere con l’organizzazione di eventi mirati e la gestione di stage in regione per permettere ai corregionali di conoscere e creare nuove connessioni con le realtà regionali.
Quest’anno l’Eraple si è concentrata sull’Argentina con un progetto ambizioso: Diversi i corregionali arrivati in regione: Rodolfo Borghese, città di Cordoba, vicepresidente di Comites di Cordova e consigliere CGIE; Eduardo Riera, di Colonia Caroya, presidente della Società Rurale di Jesús María e direttore della scuola media agraria EFA Escuela di la Familia Agrícola; Jorge Micolini, di Colonia Caroya, Presidente della Camara di Comercio di Jesus María y Sinsacate; Sebastian Saltzer, di Resistencia, Provincia di Chaco, commercialista; Claudio Roya, di Colonia Caroya, direttore di Radio Comunicar; Cristian Cargnelutti, di colonia Caroya, analista di sistemi, capo tecnico di Radio Comunicar; Dario Pellegrini, di Salta, esperto in commercio estero. (aise) 




Tirelli (MAIE): “La legge sullo ius sanguinis va senz’altro preservata”

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tirelli aulaMentre Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, insiste sulla cittadinanza facile agli immigrati e sul fatto di mettere mano anche allo ius sanguinis, il MAIE di Ricardo Merlo continua a farsi sentire.

L’On. Franco Tirelli, eletto con il MAIE in Sud America, afferma: “Lo ius sanguinis è uno strumento straordinario per mantenere vivo e rendere concreto il legame di coloro che sono di origine italiana e che si sentono parte della nostra grande comunità”.

Rivolgendosi direttamente al Ministro degli Esteri Tajani che aveva dichiarato di voler riformare la normativa, dichiara: “mi farebbe piacere poterla accompagnare a visitare le nostre numerose associazioni, circoli, club, famiglie regionali italiane presenti in Sud America, perché sono convinto che ne sarebbe orgoglioso nel constatare il loro lavoro volontario e di solidarietà basato sull’attaccamento all’Italia”.

“D’altra parte, il numero di passaporti e di cittadinanze è di gran lunga inferiore a chi ne avrebbe diritto, a dimostrazione che non è l’interesse a muovere i richiedenti la cittadinanza. Inoltre, a conferma di ciò è il fatto che coloro che chiedono la cittadinanza italiana spesso sono professionisti e studenti con buone prospettive professionali”.

“Infine, caro Ministro, molti dei Paesi dove sono emigrati gli italiani sono composti da popolazioni variegate per origini e culture e in questo contesto l’orgoglio di essere d’origine italiana assume anche una forte valenza identitaria che trova un sostegno fondamentale da parte della Repubblica proprio nella Legge dello ius sanguinis, che come tale va senz’altro preservata”, conclude Tirelli.




Borghese (MAIE): “Gli italiani all’estero non sono immigrati”

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borghese senato1“Il MAIE è aperto a discutere in Parlamento di cittadinanza senza pregiudizi, purché sia chiaro che gli italiani all’estero non sono né possono essere considerati alla stregua di immigrati”. Lo dichiara in una nota il senatore del MAIE Mario Borghese, che così entra nel dibattito che ruota intorno al tema della cittadinanza.

“Chi è italiano e vive all’estero e ha perso la cittadinanza ha diritto a riacquistarla velocizzando gli iter burocratici oggi lentissimi e tortuosi e chi è discendente di italiani deve avere la possibilità di diventare anche cittadino italiano. Da questi principi e obiettivi il MAIE non demorderà mai. Credo sia chiaro al governo italiano – continua il parlamentare eletto in Sud America – e comunque ribadirlo non fa male”.