Argentina, il Maie incontra il presidente della Camera Menem. L’appello di Merlo al Parlamento argentino: “Approvate i nuovi Viceconsolati italiani”

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maie argentina il maie incontra il presidente della camera menem immagine8I parlamentari del Maie ,sen. Mario Borghese e on. Franco Tirelli (circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale), accompagnati dal coordinatore Maie Morón Michele Di Biassi, il 9 agosto si sono recati in visita ufficiale nella circoscrizione consolare di Morón, Argentina, che si sviluppa  nella provincia di Buenos Aires. I rappresentanti del Movimento Associativo Italiani all’Estero hanno visitato l’Università Nacional de la Matanza, dove sono stati ricevuti dal Rettore Daniel Martinez. In seguito, l’incontro con il Comites di Moròn e il suo presidente Mazza, il vice Di Biassi e gli altri consiglieri.  “Durante l’incontro – hanno dichiarato a margine Borghese e Tirelli – abbiamo informato il Comites circa il lavoro che stiamo portando avanti in Parlamento e allo stesso tempo abbiamo ascoltato le richieste del Comitato e della collettività. Come Maie continuiamo ad essere al fianco dei nostri connazionali, sempre”. Dopo le attività di Morón, il senatore e il deputato si sono recati al “Congresso” dell’Argentina, dove sono stati raggiunti dal presidente del Maie Ricardo Merlo.

Insieme hanno incontrato Martin Menem, nipote del ex Presidente Menem e attuale Presidente della Camera dei deputati della Repubblica Argentina. A Menem Merlo, Tirelli e Borghese, facendosi portavoce della collettività italiana e sapendo che l’apertura dei Viceconsolati italiani ha bisogno dell’ok del Parlamento argentino, hanno chiesto che l’Argentina approvi quanto prima i nuovi viceconsolati italiani, che -sottolinea il Maie – darebbero grande aiuto e respiro alla rete consolare, migliorando i servizi per i connazionali. (Inform)




Di Sanzo: “Una giornata di memoria anche per l’emigrazione italiana in Nord America”

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capturaOggi, 8 Agosto si celebra la Giornata del Sacrificio Italiano nel mondo, una giornata significativa per la storia dell’emigrazione italiana. L’8 Agosto, è infatti la data del disastro minerario di Marcinelle, dove nel 1956 incontrarono la morte 136 lavoratori italiani. Questo tragico evento è diventato il simbolo dei sacrifici della nostra emigrazione, delle difficili condizioni di lavoro affrontate dagli emigrati italiani all’estero, emigrati nella speranza di trovare un mondo migliore, ma che troppo spesso hanno incontrato discriminazioni, sfruttamento e povertà. Questa è stata la storia – ricorda l’On. Christian Di Sanzo, Deputato eletto in Nord e Centro America – anche di tante famiglie italiane che sono emigrate in Canada e negli Stati Uniti; e proprio negli Stati Uniti si è verificata una delle più grandi tragedie della nostra emigrazione, la tragedia della miniera di carbone di Monongah in West Virginia dove nel 1907 morirono 362 minatori di cui ben 171 italiani, provenienti da Molise, Calabria e Abruzzo. In Canada e negli Stati Uniti, gli italiani hanno affrontato spesso condizioni di lavoro durissime, e molti hanno perso la vita nel lavoro, ma come ha ricordato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella “con il loro lavoro, gli emigrati italiani hanno contribuito a promuovere i più alti valori sociali e culturali che sono le fondamenta della Costituzione della Repubblica Italiana”. Questi uomini e donne – conclude Di Sanzo – hanno lasciato l’Italia e sono emigrati per costruire un futuro migliore, il loro contributo alle nostre comunità all’estero, e al nostro paese non deve mai essere dimenticato. Spetta a noi continuare il ricordo di questo sacrificio affinché anche le nuove generazioni non dimentichino la storia dell’emigrazione italiana, costruita con il sacrificio di tanti e tante italiane.




Borghese (Maie) interroga Tajani: “Quali controlli sugli enti gestori?”

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images“Quali controlli, di norma, vengono effettuati sugli enti gestori prima di concedere i finanziamenti?”. A chiederlo è Mario Borghese, senatore del Maie eletto in Sud America, che, in una interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, riporta in particolare il caso della Federdante di Cordoba.
“Il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale gestisce e coordina gli enti gestori e finanzia le loro attività sulla base delle proposte progettuali presentate, a valere sul capitolo 3153”, si legge nella premessa. “Al fine di ottenere il finanziamento, gli enti gestori devono rispettare le indicazioni tassative contenute nella circolare ministeriale n. 4 del 2022 avente ad oggetto “corsi di lingua e cultura italiana e altre iniziative scolastiche all’estero a cura degli enti gestori”; nel merito, – chiarisce Borghese – il paragrafo n. 1 prevede che gli enti gestori possano accedere al finanziamento solo se iscritti all’apposito albo”.
“Al fine dell’iscrizione – ricorda il senatore – è necessario che non vi siano “irregolarità amministrative, irregolarità di carattere gestionale, illeciti o l’emergere di una situazione debitoria nei confronti dello Stato italiano”; al fine di poter accedere al finanziamento gli enti gestori devono presentare delle valide attività progettuali attraverso uno schema predisposto dal Ministero; in allegato a questo schema, l’ufficio consolare esprime un parere sulla proposta e sulla sua ammissibilità. Come riporta la circolare al punto 14.2: “gli uffici diplomatico-consolari sono preposti a mantenere attive tutte le procedure idonee per effettuare un monitoraggio puntuale dell’attività dei soggetti richiedenti e beneficiari del contributo””.
Entrando nel merito della questione, Borghese riporta che “l’ente gestore di Cordoba denominato “Federdante” ha ottenuto per il 2022 un contributo di oltre 477.000 euro e per il 2023 di oltre 404.000 euro” sostenendo che “l’ente, al momento in cui richiedeva il finanziamento nel 2023, non aveva adempiuto alle prescrizioni necessarie ad accedere al contributo”.
A Tajani, quindi, il parlamentare chiede di sapere “quali controlli, di norma, vengano effettuati sugli enti gestori prima di concedere i finanziamenti”. (aise) 




Carè: imprese italiane all’estero pilastro del “Made in Italy”

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care20Nicola Carè, deputato eletto in Australia ha incontrato alla Camera l’Ambasciatore italiano a Singapore, Dante Brandi, il consigliere in Assocamerestero nominato dal Mimit, Federico Donato, e il Segretario generale dell’Unione interparlamentare, Roberto Sorbello. L’incontro, come spiegato dall’eletto all’estero in una nota, ha posto particolare enfasi sull’importanza delle imprese italiane all’estero come pilastro fondamentale per promuovere e diffondere il marchio “Made in Italy” a livello globale perché queste imprese svolgono un ruolo cruciale nel valorizzare l’eccellenza, la creatività e la qualità distintiva dei prodotti e dei servizi italiani sui mercati internazionali.
“Le imprese italiane all’estero rappresentano un’eccellenza da tutelare e sostenere, in quanto veicolano non solo prodotti di alta qualità, ma anche valori intrinseci legati alla tradizione, all’innovazione e alla sostenibilità – ha spiegato Carè durante l’incontro -. Grazie alla loro presenza e al loro impegno, contribuiscono in modo significativo alla promozione della cultura e dello stile di vita italiani nel mondo, consolidando la reputazione del “Made in Italy” come simbolo di eccellenza e raffinatezza”.
Secondo il deputato dem, in questo contesto, “è essenziale che le istituzioni italiane forniscano un sostegno adeguato alle imprese che operano all’estero, facilitando l’accesso ai mercati internazionali, promuovendo la cooperazione con le istituzioni locali e offrendo servizi di consulenza e assistenza per favorire la crescita e lo sviluppo delle aziende italiane all’estero. Attraverso una strategia mirata e sinergica tra settore pubblico e privato, è possibile valorizzare al meglio il patrimonio di know-how, artigianalità e innovazione che contraddistingue le imprese italiane, consentendo loro di affermarsi sui mercati internazionali e di competere con successo in un contesto globale sempre più competitivo. In conclusione, puntare sulle imprese italiane all’estero come ambasciatrici del “Made in Italy” rappresenta una scelta strategica e vincente per promuovere l’eccellenza del nostro Paese e per consolidare la sua presenza e il suo prestigio a livello internazionale”, ha concluso. (aise)




A Montecitorio la proposta di legge “Destinazione agli uffici diplomatici e consolari di quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero”

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camera dei deputati tony ricciardi immagine4Dopo il parere favorevole della Commissione Esteri della Camera è approdata in Aula la proposta di legge “Destinazione agli uffici diplomatici e consolari di quota dei proventi derivanti dal rilascio dei passaporti all’estero” (Toni Ricciardi e altri) . Nell’Aula di Montecitorio il deputato Toni Ricciardi (Pd- ripartizione Europa), nell’ambito della discussione generale, ha ricordato che sono oltre 7 milioni di italiani all’estero. Nel suo intervento il deputato ha anche rilevato che con la proposta di legge viene introdotto un criterio di produttività nella pubblica amministrazione. Il provvedimento interviene sulle liste di attesa per l’ottenimento del passaporto e in buona sostanza, ha spiegato Ricciardi, introducendo questa procedura di produttività più passaporti si erogano, più risorse la sede consolare riceve direttamente ogni trimestre, più si hanno risorse per migliorare i servizi e più, contestualmente, si accorciano le liste d’attesa. Il deputato precisa inoltre che tutte le criticità delle liste d’attesa non vengono risolte ma “abbiamo prodotto, intanto, una dimostrazione all’esterno: la dimostrazione del fatto che, quando maggioranza e opposizione dialogano rispetto alla risoluzione dei problemi, non saranno risoluzioni ciclopiche, ma sicuramente hanno la capacità di trovare il punto d’intesa e di dare anche una rappresentazione positiva di quello che siamo”.  “Stando alle cifre del 2023, solo di passaporti, all’estero ne sono stati erogati oltre 550.000” ha fatto presente l’on Ricciardi. Pertanto, “immaginare di riuscire ad aumentare il tasso di produttività e produrre una resa economica per le sedi consolari, cercando di migliorare i servizi a spesa invariata – perché la misura si autofinanzia – credo sia quantomeno un tentativo di sperimentazione che collettivamente tutte e tutti dobbiamo fare”. Il deputato eletto all’estero ha infine rammentato ai colleghi che a fianco a questo c’è un altro provvedimento che  “una volta chiuso questo, credo che potremo con celerità affrontare”. Un provvedimento che “riguarderà non solo le comunità che vivono all’estero, ma anche coloro che risiedono in questo Paese”. Ricciardi si riferisce alla proposta di legge, che “abbiamo già depositato” e che prevede, sul modello spagnolo, che al superamento del settantesimo anno di età, tranne che per questioni specifiche previste dalla norma e dalla legge, non si dovrà più rinnovare il documento di riconoscimento. A tale proposito il deputato del Pd ha tenuto a segnalare ai colleghi in Aula che “rispetto a oltre il 70 per cento delle sedi consolari e alla quasi totalità delle sedi consolari in Europa, noi con questo secondo provvedimento, che affronteremo, se si vorrà, nei prossimi mesi, andremo ad abbattere ulteriormente tra il 30 e il 40 per cento l’utenza di carico sulle sedi consolari” . (Inform)




Fabio Porta (Pd) su Assegno unico e italiani all’estero

31179887 716251181878518 2567213063623147520 o3 e1592992232602 615x223

31179887 716251181878518 2567213063623147520 o3 e1592992232602 615x223Il deputato Fabio Porta (Pd, circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale) interviene con una nota per segnalare che agli iscritti AIRE, non residenti Schumacker (coloro i quali risiedono all’estero ma producono almeno il 70% del loro reddito in Italia) e residenti in Italia con figli all’estero, il Governo non ha dato risposte in merito alle prestazioni e detrazioni familiari abolite dal 2022 e all’Assegno unico e universale. Il deputato eletto all’estero, che evidenzia di avere presentato “puntuali interrogazioni” al riguardo, ricorda che l’Assegno unico è una misura di sostegno al reddito delle famiglie con figli a carico di età fino ai 21 anni. Esso è stato introdotto a partire da marzo 2022 e ha previsto l’abolizione dell’Assegno per il Nucleo Familiare – ANF e delle detrazioni per carichi di famiglia. “Il problema è  che l’Assegno Unico-AU è stato vincolato alla residenza in Italia”, spiega l’on. Porta che proprio per questo nelle sue “numerose interrogazioni parlamentari” aveva “segnalato al Governo che il diritto all’Assegno Unico era stato vincolato alla residenza in Italia e quindi l’abrogazione per tutti dal 28 febbraio 2022 delle prestazioni familiari (assegni e detrazioni sostituite appunto dall’Assegno unico) aveva penalizzato esclusivamente migliaia di contribuenti italiani residenti all’estero, pensionati e soprattutto lavoratori (i cosiddetti “non residenti Schumacher” che producono reddito in Italia per almeno il 75% del loro reddito complessivo) e tutti i residenti in Italia con figli a carico residenti all’estero, i quali non solo hanno perso i loro benefici fiscali ma sono anche stati privati della possibilità di acquisire il diritto all’Assegno unico”.

“Ho chiesto, in più occasioni, a questo Governo di ripristinare le detrazioni familiari e l’ANF per i figli a carico di età inferiore ai 21 anni a favore dei contribuenti italiani “non residenti Schumacker” o prevedere in alternativa che l’Assegno Unico e Universale- AUU sia concesso a tali contribuenti che non sono tuttavia percettori di analoghe prestazioni all’estero (anche la Commissione europea ha avviato due procedure di infrazione contro l’Italia sostenendo le mie stesse tesi) e se non ritenga infine legittimo e opportuno concedere le prestazioni familiari per figli a carico (ora negate con la motivazione che i figli residenti all’estero fanno sì parte del nucleo familiare ma non sono conviventi con i genitori) ai lavoratori residenti in Italia ma con nucleo familiare residente all’estero”.  L’on. Porta esprime l’auspicio che “anche a fronte delle procedure di infrazione europee in atto – ed il rischio di essere deferiti alla Corte di Giustizia europea – il Governo italiano si attivi con serietà e tempestività per trovare soluzioni eque ed adeguate alle legittime istanze dei nostri connazionali”. (Inform)




Tirelli (Maie) e il Console Bocchi in visita al Banco Alimentare di Rosario

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12tirelliDeputato del Maie eletto in Sud America, Franco Tirelli, insieme al Console generale Marco Bocchi, ha visitato ieri i locali del Banco Alimentare di Rosario (BAR). Presente all’incontro anche il consigliere cooptato del Comites Rosario, volontario del Banco, Silvio Mulé.
In questa occasione, riporta Tirelli, i referenti del BAR hanno spiegato come si svolge il loro lavoro a supporto di diverse istituzioni, sia a Rosario che in tutta la regione: più di 700 i centri cui vengono destinati i generi alimentari raccolti per un totale di più di 80.000 persone assistite ogni anno.
Un lavoro che sarebbe impossibile senza l’aiuto dei volontari, evidenzia Tirelli, invitando la collettività italiana a sostenere il BAR.
Insieme al Console Bocchi, inoltre, Tirelli ha proposto ai referenti del Banco di esplorare la possibilità di scambi con istituzioni analoghe in Italia, nonché di segnalare la legislazione italiana che possa contribuire alla presentazione di proposte di legge in materia presso il Parlamento argentino. (aise) 




Italiani all’estero, un CGIE rinnovato e più equilibrato con lo zampino del MAIE

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prodi stabileLa recente assemblea plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, tenutasi dal 17 al 21 giugno alla Farnesina, ci ha consegnato alcune importanti novità, sia dal punto di vista dei ruoli che da quello che riguarda gli equilibri politici all’interno di quello che viene considerato il “parlamentino” degli italiani nel mondo.

La principale novità, ovviamente, è rappresentata da Maria Chiara Prodi: per la prima volta nella storia al timone del Consiglio c’è una donna. La sua elezione rappresenta anche un importante cambio generazionale rispetto al passato: vedremo quali frutti potrà dare.

C’è poi un altro aspetto: con l’elezione a vicesegretario Europa di Giuseppe Stabile, CGIE Spagna ed esponente di Fratelli d’Italia, il partito di governo – parte della coalizione di centrodestra – entra ufficialmente nella stanza dei bottoni del Consiglio Generale. Anche questa è una prima volta, almeno dal 2006, ossia da quando esiste il voto all’estero così come lo conosciamo oggi e da quando nel Parlamento italiano vengono eletti rappresentanti dei nostri connazionali residenti oltre confine.

Dunque, è vero che le redini del CGIE restano saldamente in mano al Pd e a tutta la galassia della sinistra, ma è anche vero che la presenza di quelle forze che a livello nazionale sostengono l’attuale esecutivo – il MAIE di Merlo e il centrodestra tutto – è ben rappresentata, con propri esponenti nella vice segretaria e nel Comitato di presidenza. Alcuni di loro, poi, sono presidenti di Commissione, altre poltrone importanti.

Ci ritroviamo quindi con un CGIE rinnovato, nella forma e nella sostanza. Per arrivare a questa soluzione trasversale evidentemente è stato molto importante l’apporto del MAIE, che fin dall’inizio ha lavorato per unire e trovare un equilibrio politico necessario per andare avanti e raggiungere degli obiettivi.

Al tavolo col centrodestra e col centro sinistra, Merlo – con la sua esperienza politica e capacità di negoziazione (insieme a Vecchi, Pd, Cenini, Fi, Zaccarini, Fdi, e Ricciardi, Pd) – ha contribuito fortemente a disegnare un Comitato di presidenza con una più equilibrata rappresentanza di destra e sinistra, soprattutto con quattro esponenti – su nove consiglieri – della maggioranza che governa oggi in Italia. Ciò che non era successo l’ultima volta, quando era stato riconfermato nel ruolo di Segretario Generale Schiavone.

Ci auguriamo con forza che questo clima alla “volemose bene” possa portare presto risultati concreti agli italiani all’estero: servizi consolari, riforma Comites e CGIE, voto all’estero. C’è tantissimo su cui lavorare, sono tanti i temi che attendono da anni di essere risolti. Adesso che la plenaria è passata, ora che gli equilibri tra le diverse forze politiche sembrano essere stati trovati, c’è da rimboccarsi le maniche tutti quanti – come ha ben sottolineato la Segretaria Prodi – per lavorare a testa bassa nell’interesse degli italiani nel mondo. Attendiamo con curiosità di vedere quali saranno le prime mosse del nuovo CGIE: il tempo scorre, fate presto.

italiachiamaitalia.it




Il CGIE dibatte la riforma dei Comites

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la marca cgie immagine6I lavori pomeridiani dell’Assemblea Plenaria del Cgie di giovedì 19 giugno sono stati caratterizzati dalla discussione e dall’approvazione della proposta di riforma, elaborata dalla Commissione Diritti Civili, Politici e Partecipazione, della legge istitutiva dei Comites. Prima dell’inizio del dibattito è intervenuta La Senatrice Francesca La Marca (PD – Ripartizione America settentrionale e centrale) che si è soffermata su alcuni temi. “E’ veramente una strana sensazione – ha esordito la Senatrice – non avere qui presente Michele Schiavone. Che per tutti noi è stato una grande guida, un amico, rispettato amato da tutti, a prescindere dallo schieramento politico.” Dopo le parole di cordoglio per la scomparsa di Michele Schiavone La Marca ha affrontato tema del riacquisto della cittadinanza ricordando che un suo disegno di legge sulla questione, presentato alla I Commissione del Senato, non stia procedendo nel suo iter a causa dei dubbi di varie forze politiche. Un provvedimento, che per La Marca, consentirebbe a tanti connazionali anziani di recuperare  la cittadinanza italiana. La Senatrice ha poi sottolineato la necessità di un investimento adeguato volto a migliorare il servizio “Prenot@mi” per i servizi consolari , anche a fronte di un costante aumento degli iscritti Aire  . La Marca ha inoltre toccato il tema del rilascio delle carte d’identità elettroniche (CIE) ricordando come siano ormai 150 i paesi nel mondo in cui è possibile ottenere questo documento ed auspicando una adeguata campagna informativa presso i connazionali per far conoscere questa novità. La Senatrice ha poi rilevato l’esigenza di lavorare, anche insieme al Cgie, sia per estendere il voto europeo anche ai connazionali residenti nei Paesi extra Ue, sia per cercare di superare le problematiche affrontate dagli Enti Gestori.  La Marca ha infine trattato il tema dell’assicurazione sanitaria per i connazionali all’estero, per cui pagando una quota annuale di 1500 euro si ha una copertura sanitaria da parte dello stato italiano. Per la Senatrice questa questione va affrontata con cautela in quanto si rischiano di creare cittadini di serie A, che possono pagare, e cittadini di serie B che non possono versare il contributo.

A seguire Filippo Ciavaglia (Presidente III commissione tematica) ha introdotto il dibattito sulla riforma dei Comites spiegando che si è dovuta riformulare la legge per renderla contestuale ai tempi, visto che la legge istitutiva è stata realizzata nel 2003. In proposito il Presidente ha rilevato la necessità di lavorare per compiere un percorso legislativo.

Ha poi preso la parola il Consigliere Alessandro Boccaletti (Nomina Governativa – Lega). “Per quanto riguarda l’articolo 1 comma 4 – ha esordito Boccaletti – potete leggere che il comitato si configura come istituto di interesse pubblico. La qualifica di organismo di diritto pubblico è legata a  concomitanti condizioni: il possesso di personalità giuridica, il finanziamento maggioritario da parte dello stato o da altri enti pubblici, ovvero associazione di controllo di gestione degli enti, l’essere stato istituito per soddisfare dei bisogni generali non aventi caratteri industriali e commerciali. Sul punto 1 – ha continuato il Consigliere – i Comites si trasformano e prendono una figura giuridica. Avere una determinata forma giuridica garantisce una corretta applicazione della legge, ne garantisce i finanziamenti, permette la contrattazione di iniziative anche con altri enti dello stato operanti all’estero, per esempio Enit, Camere di Commercio all’estero , la stessa ICE.

A seguire ha preso la parola il Consigliere Daniel Taddone (Vice Presidente III commissione) “un punto molto importante, che emerge da questo testo su cui abbiamo lavorato nella III Commissione, è che questa nuova proposta è basata su un testo del 2017 già approvato dal Cgie”. “Un altro punto su cui vorrei attirare l’attenzione – ha aggiunto Taddone – è che nell’articolo 5 abbiamo cercato di creare una terza fascia di numero dei componenti dei Comites, a seconda della dimensione di ogni comunità”.

E’ poi intervenuta Silvana Mangione ( Vice Segretario Generale per i Paesi Anglofoni extraeuropei – CdP),  che ha ricordato come una precedente proposta di riforma dei Comites non concluse il suo iter parlamentare a causa delle elezioni anticipate. “Il testo di base approvato nel 2017 dal Cgie ondò alla Camera – ha spiegato Mangione – e divenne parte per l’85% del testo unificato, che era già calendarizzato per l’Aula”.

Ha poi preso la parola il consigliere Roger Nesti (Vice Presidente IV commissione), che ha espresso  delle perplessità su alcuni articoli della riforma. “Per rifarmi all’intervento del collega Boccaletti – ha rilevato  Nesti – per me va bene se dal punto di vista italiano il Comites si configuri come figura di interesse pubblico, ciò non toglie però che nei diversi Paesi in cui operano, questi comitato avranno anche una forma giuridica stabilita dalla legislazione locale, ed è inevitabile averla. Per esempio in Svizzera i Comites, sono associazioni ai sensi del codice civile, anche se fosse approvata questa riforma penso che ciò non cambierebbe”.

Dal canto suo Giangi Gretti (Presidente I Commissione Tematica), ha posto il quesito di come i cambiamenti della riforma incideranno sui pareri per il finanziamento dell’editoria italiana all’estero .

Ha poi ripreso la parola  Ciavaglia “Si tratta – ha spiegato – di un lavoro articolato che ci permette oggi, e ci permetterà domani di avere qualcosa per confrontarci nel dettaglio, un qualcosa da migliorare sicuramente, ma è necessario che usciamo da qui con un documento da presentare agli organismi competenti, naturalmente prenderemo in considerazione le sollecitazioni pervenute in questo breve dibattito. Dobbiamo costruire il futuro dei Comites – ha concluso Ciavaglia – ed ecco perché qui chiediamo il voto rispetto all’insieme dell’articolato”.

Dopo un variegato dibattito ha infine preso la parola la Segretaria Generale Maria Chiara Prodi “Penso che come segnale di fiducia nella Commissione, e come segno del fatto che ci interessa la sostanza, sia importante rilanciare subito il dibattito su questa materia in Parlamento, Il nostro riferimento saranno i legislatori, ed è loro ruolo determinare l’articolato finale. Quindi – ha proseguito Prodi – quello che noi possiamo fare adesso, fatte salve le libere posizioni di tutti sul tema , è votare il documento , in modo da rilanciare immediatamente il dibattito con i parlamentari. Credo sia importante chiudere questo capitolo stasera, anche per inaugurare una nuova fase di collaborazione fra il CdP e le Commissioni, in modo da finalizzazione un metodo, che coinvolga prima tutti i consiglieri, e che permetta di essere molto più efficacie in Assemblea, perché ciascuno ha avuto il tempo di esprimere tutte le proprie dimostranze”.

A seguire l’Assemblea ha approvato documento con 31 voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti. (Lorenzo Morgia – Inform)




Porta all’Assemblea Cgie: su cittadinanza, voto all’estero e turismo delle radici opportuna una riflessione comune

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porta cgie immagine16 205x223Intervenendo nel corso dell’assemblea plenaria del CGIE, il deputato del Pd Fabio Porta (circoscrizione Estero-ripartizione America Meridionale) ha invitato il Consiglio, all’indomani dell’elezione della nuova Segretaria Generale, ad avviare una riflessione su alcuni dei temi al centro della relazione presentata dal governo, in raccordo con il Parlamento. Sul tema della cittadinanza, il parlamentare ha chiesto a tutti di avere la massima cautela nel rapportarsi ad una legge che è anch’essa figlia della nostra storia di emigrazione; una legge che affonda le radici in un’Italia costruita dagli italiani all’estero prima che in Italia. Secondo il deputato eletto in Sudamerica la cittadinanza deve essere vista come una grande opportunità e non come un problema per un Paese in forte recessione demografica che dovrebbe aprirsi con lo ‘ius culturae’ e lo ‘ius sanguinis’ a nuove generazioni di italiani.   Il deputato ha poi affermato di non avere mai creduto all’utilità di porre un limite generazionale alla cittadinanza; si è detto invece disposto a discutere su altri elementi in grado di valorizzare coloro che insieme al legame di sangue dimostrino un reale attaccamento ai valori e alla cultura della comunità italiana.  Sul voto all’estero l’on. Porta ha ribadito come non sia più sostenibile l’attuale meccanismo, dicendosi  favorevole a ragionare su una riforma che prenda in considerazione anche la possibilità di attivare più modalità in grado di garantire al tempo stesso l’universalità del voto e la sua necessaria sicurezza e trasparenza. Infine, con riferimento al turismo delle radici, il parlamentare del Pd ha affermato di essere sempre stato un grande sostenitore del progetto, che vede proprio in America Meridionale il suo principale bacino di utenza.   Proprio per questo ha spiegato di avere, in sede di commissioni esteri e attività produttive, presentato insieme ad altri colleghi una risoluzione volta ad individuare alcune criticità e stimolare il governo a intervenire per porvi rimedio . (Inform)