Billi (Lega): “Più tempo prima di applicare sanzioni AIRE”

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cmear ddi deputati simone billi in aula image 305x223“Nel mio intervento nell’Aula di Montecitorio ho richiesto un opportuno periodo transitorio per regolarizzare l’iscrizione AIRE dei connazionali che non si siano ancora registrati, pur risiedendo all’estero. Infatti, la Legge di Bilancio 2023 ha introdotto una sanzione di massimo 1.000 euro per ogni anno di mancata iscrizione, fino ad un massimo di 5 anni. L’iscrizione all’AIRE è un dovere ma anche un diritto del cittadino, permette di usufruire dei servizi consolari, dà diritto al voto all’estero”. Lo scrive in una nota Simone Billi, deputato per la Circoscrizione Estero-Europa e presidente del Comitato sugli Italiani all’Estero. “È pertanto necessario a mio avviso – continua il deputato – concedere più tempo ai connazionali all’estero, prima di poter applicare queste nuove sanzioni, per dar loro modo di conoscere la norma e procedere alla regolarizzazione della propria iscrizione all’AIRE. Ho richiesto inoltre di sospendere le eventuali multe già fatte. Questo perché per i cittadini all’estero è più difficile informarsi puntualmente delle nuove leggi varate in Italia”. (Inform)




Porta (Pd): aumenta la tassa (Ivie) per il residente che possiede immobili fuori dall’Italia

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portascrivania“Con la Legge di Bilancio per il 2024 è arrivata, tra i tanti provvedimenti, una brutta notizia per gli italiani residenti in Italia che posseggono un immobile situato all’estero”. Così il deputato Pd Fabio Porta in una nota, in cui spiega come aumenterà l’Ivie.
“Il comma 91 dell’articolo 1 della Manovra finanziaria – chiarisce il parlamentare eletto in Sud America – aumenta l’imposta sul valore degli immobili situati all’estero dallo 0,76 all’1,06 per cento (oltre che l’aliquota dell’IVAFE dal 2 al 4 per mille annuo per i prodotti finanziari detenuti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato). Ciò significa che le persone fisiche residenti in Italia proprietarie di immobili all’estero, a qualunque uso destinati, hanno ora l’obbligo di versare al fisco italiano la nuova e più elevata Ivie (imposta sul valore degli immobili situati all’estero) che, ricordiamo, fu istituita e disciplinata nel 2011”.
La legge, ricorda Porta, “stabilisce che tale imposta è dovuta in particolare dai proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali per natura o per destinazione destinati ad attività di impresa o di lavoro autonomo; dai titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi; dai concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali; ed infine dai locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria”.
“Dal 1° gennaio 2016 – si legge ancora nella nota – l’imposta non si applica al possesso degli immobili adibiti ad abitazione principale (e per le relative pertinenze), e alla casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, che in Italia non risulterebbero classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Inoltre è fondamentale sapere che dall’Ivie è possibile dedurre l’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile”.
“Le istruzioni dettagliate sul valore degli immobili da prendere come riferimento per il pagamento dell’imposta sono contenute nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 28/E del 2 luglio 2012”, illustra il deputato. “Questa circolare stabilisce, in sintesi, che tale valore cambia a seconda dello Stato in cui è situato l’immobile: per i Paesi appartenenti alla Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (Norvegia e Islanda) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare è prioritariamente quello catastale, così come è determinato e rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato, per l’assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale. In mancanza del valore catastale, si fa riferimento al costo che risulta dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile; per gli altri Stati, il valore dell’immobile è costituito dal costo risultante dall’atto di acquisto o dai contratti e, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile. L’aliquota scende allo 0,4% per gli immobili adibiti ad abitazione principale che in Italia risulterebbero classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, per i quali è possibile, inoltre, detrarre dall’imposta (fino a concorrenza del suo ammontare) un importo pari a 200 euro, rapportati al periodo dell’anno durante il quale l’immobile è destinato ad abitazione principale. Tuttavia il versamento non è dovuto se l’importo complessivo (calcolato a prescindere da quote e periodo di possesso e senza tenere conto delle detrazioni previste per lo scomputo dei crediti di imposta) non supera i 200 euro”.
“L’aumento dell’Ivie – commenta Porta – sarebbe stato motivato col fatto che così verrebbe equiparata la tassazione degli immobili posseduti all’estero a quella applicata agli immobili tenuti a disposizione in Italia (aliquota IMU). Ovviamente la mancata dichiarazione di beni immobili situati all’estero sottoposti all’obbligo del monitoraggio fiscale – conclude – comporta l’applicazione di sanzioni amministrative”. (aise) 




Di Sanzo: Odg perché venga riconosciuto agli iscritti AIRE il diritto all’assistenza sanitaria completa

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4Durante l’esame della Legge di Bilancio, l’On. Christian Di Sanzo, eletto in Nord e Centro America, ha presentato, insieme ai colleghi del Partito Democratico, un ordine del giorno per impegnare il governo a riconoscere la possibilità dell’iscrizione volontaria al servizio sanitario nazionale anche agli italiani all’estero residenti nei paesi non appartenenti all’Unione Europea o all’area EFTA. A oggi, chi risiede in questi paesi infatti ha diritto solo a 90 giorni per le sole prestazioni di emergenza, e solo in caso non sia in possesso di una assicurazione pubblica o privata.
“Si tratta di una misura di giustizia e umanità” – ha dichiarato il Deputato – “quello che ho chiesto col mio ordine del giorno è di dare accesso, anche agli italiani iscritti all’AIRE, all’iscrizione volontaria al servizio sanitario nazionale, tramite pagamento di un contributo di partecipazione proporzionale al reddito complessivo guadagnato. Questa misura è già esistente per molte categorie di cittadini non italiani che risiedono in Italia, ma non sono obbligati a iscriversi al servizio sanitario nazionale – si tratta quindi di espandere una misura già esistente anche ai cittadini iscritti all’AIRE”. “L’ordine del giorno presentato è stato approvato quasi all’unanimità dalla Camera dei Deputati” – ha dichiarato l’On. Di Sanzo – “L’approvazione di questo ordine del giorno marca un giorno storico, è infatti, la prima volta, che, in linea di principio, viene riconosciuto dal Parlamento il diritto all’assistenza sanitaria agli italiani all’estero, e quindi la possibilità di vedersi assegnato un medico di base e di poter accedere alle cure specialistiche, tramite pagamento di un contributo di partecipazione.”
“Non illudiamoci, però” – ci tiene a sottolineare il Deputato – “questa è solo una enunciazione di principio perché la strada per arrivare a una legge è ancora lunga, ma oggi, grazie alla mia iniziativa, si è compiuto un primo passo importante, perché dopo tanti anni di rivendicazioni, questo principio è stato finalmente riconosciuto. Spero quindi che l’approvazione di questo ordine del giorno possa spingere la mia proposta di legge in parlamento, la cui approvazione permetterebbe la copertura sanitaria completa anche agli Italiani iscritti all’AIRE, attraverso il pagamento di un contributo annuale”.



Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE: “In Commissione bilancio 4 milioni per le attività consolari”

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odoguardi“Ancora una volta la presenza del MAIE nelle sedi istituzionali che contano è servita a garantire risorse agli italiani nel mondo. Infatti, grazie all’impegno e alla forte volontà politica del Sen. Mario Borghese – sostenuto dal Sen. Lotito – in commissione Bilancio sono stati trovati quattro milioni di euro destinati alle attività consolari e all’adeguamento degli stipendi dei contrattisti. È l’ennesima prova del fatto che il Movimento Associativo, con i propri rappresentanti a Roma, è in grado di fare la differenza quando si tratta di italiani all’estero, facendo leva sul proprio peso politico ma anche sulle relazioni che mantiene con le altre forze presenti nel Parlamento”. È quanto dichiarato in una nota da Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE.
“Dunque, in vista della manovra economica – il voto definitivo alla Camera è previsto per il 29 dicembre – il MAIE è riuscito a garantire risorse importanti per la nostra rete consolare – ha aggiunto Odoguardi -. Certo, avremmo tutti voluto ottenere molto di più; sappiamo, tuttavia, che la coperta è corta e che è necessario stabilire bene le priorità di spesa. In questo senso – prosegue Odoguardi -, l’impegno di tutto il nostro Movimento è quello di continuare a lavorare con l’obiettivo di riuscire ad assicurare le risorse necessarie a tutto il Sistema Italia all’estero, dunque non solo rete consolare, ma anche Istituti italiani di cultura, enti gestori, Camere di commercio italiane nel mondo. Senza dimenticare i progetti messi in campo insieme alla Farnesina, come quello che riguarda il turismo delle radici, iniziativa che ha già raccolto tanti riscontri positivi e che metterà il turbo nel 2024”.
“Con il nuovo anno, come MAIE raddoppieremo il nostro impegno: sono in programma iniziative tese ad unire ancora di più le comunità italiane residenti nel Nord e Centro America e a farle sentire meno lontane dall’Italia. Lavoro parlamentare e cura del territorio devono sempre andare a braccetto: se l’attività istituzionale è fondamentale per ottenere risultati concreti a favore dei connazionali, la presenza sul territorio è di enorme importanza nel rapporto con i nostri fratelli italiani all’estero. Noi del MAIE lo sappiamo bene, per questo continueremo ad operare così, uniti e organizzati, con lo stesso obiettivo di sempre: difendere in ogni occasione i diritti degli italiani nel mondo”, ha concluso il vicepresidente del MAIE. (aise) 




Alla Camera il convegno “Migrazione e formazione interculturale: il patrimonio storico, culturale ed etico dell’emigrazione italiana nel mondo”

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camera dei deputati emigrazione immagine3Si è tenuto presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati il convegno “Migrazione e formazione interculturale: il patrimonio storico, culturale ed etico dell’emigrazione italiana nel mondo”. Un incontro, moderato dalla dalla giornalista Tiziana Primozich del Dailycase, volto all’approfondimento della proposta di legge “Disposizioni per la promozione della conoscenza dell’emigrazione italiana nel contesto delle migrazioni contemporanee”, attualmente in fase di esame presso la Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

Il dibattito è stato introdotto dall’intervento di Anna Ascani, Vice Presidente della Camera dei Deputati. “Consentitemi di dire – ha esordito la deputata – che sono molto contenta di accogliervi qui nella Sala della Regina per confrontarci sul tema dell’emigrazione e sul ruolo della formazione interculturale”. La deputata ha sottolineato come la proposta sulla conoscenza dell’emigrazione italiana evidenzi “alcuni dei temi fondamentali del dibattito oggi aperto nel nostro paese perché mette insieme una questione spesso percepita come un problema, quella della gestione dell’integrazione della migrazione e il nostro rapporto con le differenze di cui sono portatori le persone che raggiungono il nostro paese, e un aspetto che, invece, viene percepito come un’opportunità, ossia il patrimonio e la ricchezza degli italiani all’estero, delle nostre comunità numerosissime. L’intuizione di questa proposta, – ha proseguito Ascani – che mi sembra molto brillante, è mettere insieme questi due aspetti per cercare di trovare una soluzione possibile alla gigantesca questione dell’integrazione”. Sul coinvolgimento della scuola all’ambito della proposta di legge la deputata ha aggiunto: “Giusto chiamare in causa le scuole perché la scuola, in questo contesto, ha un ruolo chiave. Se non si passa per le scuole non si arriva al risultato. Abbiamo bisogno che i nostri ragazzi e le nostre ragazze abbiano la possibilità di maneggiare al meglio la questione delle differenze culturali e quindi la formazione interculturale in senso lato: la conoscenza delle culture degli altri, come pezzo di un puzzle di cultura generale che costituisce il nostro essere cittadini e cittadine del mondo”.

Ha poi preso la parola il deputato del Pd Fabio Porta,  eletto nella ripartizione America Meridionale e primo firmatario della proposta di legge, che ha illustrato le motivazioni che lo hanno spinto a promuovere l’incontro:  “Questo convegno nasce per un paio di motivi abbastanza semplici. Intanto per salutare positivamente, e con grande soddisfazione, l’avvio dell’iter parlamentare di una proposta di legge che noi avevamo provato ad incardinare anche nelle precedenti legislature, ma che non eravamo mai riusciti a far partire. La proposta di legge ha iniziato il suo iter in Commissione cultura, si sono svolte delle audizioni, quindi noi siamo anche ragionevolmente ottimisti sulla possibilità che l’iter possa sfociare con un voto anche il prossimo anno in Aula. Nella proposta si parla di insegnamento multidisciplinare dell’emigrazione italiana nel quadro delle emigrazioni contemporanee. Un tema ambizioso, ma importante. L’altro motivo che mi ha spinto verso questo convegno – ha continuato Porta – è quello di condividere questa tematica anche al di fuori delle aule parlamentari proprio perché crediamo che questa proposta debba diventare un patrimonio comune. Riteniamo giusto che i nostri giovani abbiano accesso ad un’informazione che riguarda un fenomeno sociale di così ampia portata come l’emigrazione”- Per il deputato inoltre l’emigrazione italiana “non è proprietà di una parte politica, ma è parte di un patrimonio culturale di tutto il paese”.

A seguire è intervenuto il deputato del Pd, eletto nella ripartizione Europa, Toni Ricciardi, relatore della proposta di legge. “Se noi vogliamo dare una definizione di identità italiana – ha rilevato il deputato – questa è la migrazione. Non esiste caratteristica identitaria in grado di accomunare tutto e tutti, se non la migrazione, per portata e distribuzione geografica. Non esiste fenomeno sociale che ha interessato il nostro Paese di così lunga durata, di così forte impatto sociale, economico, strutturale. Abbiamo sfondato il muro delle 35 milioni di partenze dal 1876 ad oggi”.

Ricciardi ha anche sottolineato la necessità di parlare di migrazione e non “di emigrazione o immigrazione perché abbiamo capito, dal punto di vista scientifico ormai da un decennio, che i due temi non possono essere trattati in una maniera separata, perché quando un paese immagina di essere un paese di immigrazione, di fatto continua ad esserlo anche per l’emigrazione”.

Anche la deputata del Pd Irene Manzi ha rilevato come “L’elemento che caratterizza, forse più di tutti, l’identità italiana e che accomuna da nord a sud del paese, la nostra storia, la nostra cultura è proprio la migrazione. Lo dico senza la “i” o senza la “e” perché, in questo senso, è giusto dare la dimensione di come questo fenomeno sia stato in passato e come sia nel presente”. Riportando il dato relativo ai circa 6 milioni di italiani residenti all’estero la deputata ha rimarcato come il nostro sia più un paese “di emigrati, rispetto invece alla proporzione di immigrati che arrivano nel nostro paese”. Manzi ha poi rilevato l’esigenza di parlare, non tanto di fuga all’estero per mancanza di opportunità nel nostro Paese, quanto di reale mobilità, con una chiave di lettura di queste tematiche fondata sul ricordo che accomuna la nostra storia personale. “Il lavoro su questa proposta di legge in Commissione – ha aggiunto la deputata che vede in questo tema un modo per avere anche maggiore consapevolezza di quello che è il nostro presente – sarà importante perché c’è una dimensione, un assetto da trovare, valorizzando il tema della trasversalità”.

Carmela Palumbo, Capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione presso il Ministero dell’istruzione,  ha incentrato il suo intervento sul ruolo della scuola. “Questa proposta di legge – ha rilevato – parla direttamente, al Ministero dell’Istruzione e alla scuola. E’ una proposta educativa che ha l’ambizione e l’obiettivo di radicare davvero l’apprendimento e la conoscenza della storia della migrazione in un contesto interculturale, e ha intenzione di farlo in maniera veramente sistematica. Questo perché si prevede la predisposizione di un progetto nazionale che in qualche modo è mediato verso le scuole da una linea guida e indicazioni di carattere generale che il Ministero dell’Istruzione dovrebbe fornire alle scuole”. Segnalato dalla Palumbo anche l’inserimento della tematica “nell’ordinaria programmazione scolastica”. La dirigente ha inoltre sottolineato la necessità di recuperare, in tema di migrazione, un approccio più orizzontale sia per quanto riguarda lo studio della storia, sia per quanto riguarda quello della geografia. In quest’ottica la Palumbo ha rimarcato come la migrazione contemporanea, “dei nostri giovani”, sia diversa da quella delle generazioni passate: mentre prima “ si trattava di una “migrazione di necessità”, quella contemporanea appare come una “migrazione di opportunità”.

Andrea Casavecchia, professore di Sociologia dei processi culturali e della religione presso l’Università degli Studi Roma Tre, ha introdotto il suo intervento evocando due immagini provenienti dalla letteratura riguardanti la migrazione. La prima è quella del “Lungo viaggio” di Leonardo Sciascia in cui l’autore mostra il viaggio di due contadini che però verranno lasciati poi in una spiaggia di Ragusa, ingannati. La seconda proviene dal romanzo di Mario Desiati, “Spatriati” in cui si racconta invece la storia di emigrazione di due giovani, partiti per la Germania. “In passato – ha spiegato Casavecchia – era una collettività che migrava dentro un processo. Era un soggetto collettivo che si spostava. Questi soggetti erano soprattutto uomini giovani, poco istruiti, provenienti da ceti sociali meno abbienti. Adesso si parla di scelte individuali, non collettive, per costruire progetti di vita, per cercare una via alternativa. Chi sono questi soggetti? Prevalentemente donne, giovani, con un livello di istruzione medio/alto e provenienti da una classe sociale medio/alta”.

Il docente ha poi citato la categoria degli indecisi, ossia coloro che sono partiti, ma “mantengono un piede in Italia e quindi sono spesso in viaggio” e quella di coloro che “lavorano o vivono all’estero, ma non si iscrivono all’Aire”. Il docente ha poi richiamato altre due categorie di emigranti: i nuovi pensionati che vanno all’estero, che scelgono paesi con un costo di vita migliore, e i nuovi cittadini italiani, persone che sono arrivate in Italia, hanno ottenuto la cittadinanza e continuano il loro percorso migratorio. A seguire è intervento il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera , Federico Mollicone. “Il primo gennaio 1892 apriva – ha ricordato il deputato – la stazione di migrazione sull’isola di Ellis Island nella baia di New York e da quel giorno vide passare 20 milioni di immigrati in viaggio verso il cosiddetto sogno americano. Moltissimi venivano dall’Italia e tra questi c’erano anche mio nonno e suo fratello. Ci sono i loro nomi su quel registro e ho visto il luogo dove avevano aperto la loro bottega sulla quinta strada dove vendevano cornici. Poi tornarono in Italia e mio nonno aprì un cinema. Tutti noi siamo, in un modo, figli e nipoti degli italiani che erano a Ellis Island, in Argentina, in Australia e in tutto il mondo. L’emigrazione italiana rappresenta un fenomeno che ha coinvolto, a partire dal 1876, 35 milioni di italiani e più di 19 milioni non hanno più fatto ritorno”. “L’emigrazione italiana – ha continuato Mollicone – è una pagina fondamentale nell’ecosistema geopolitico ed economico mondiale, ma soprattutto una pagina fondamentale nella formazione della nostra identità nazionale, per troppi anni quasi rimossa. Noi dobbiamo prendere questa forza propulsiva, questa forza creativa e di appartenenza comune proprio per andare a valorizzare e far capire ai nostri ragazzi l’importanza che ha avuto l’emigrazione italiana nella nostra storia, nella nostra formazione e lavorare perché questo andare all’estero non debba accadere per necessità, ma per scelta”. Il Presidente, dopo aver segnalato che alla proposta di legge Porta sarà abbinato un testo di maggioranza, ha poi evidenziato come sia doveroso commemorare e studiare l’importanza del patrimonio storico, culturale ed etico dell’emigrazione italiana.

“Sosteniamo qualsiasi progetto di legge – ha affermato il Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera Simone Billi – che possa far conoscere meglio o possa promuovere la nostra comunità di italiani all’estero. L’insegnamento dell’emigrazione nelle scuole – ha aggiunto il deputato eletto nella ripartizione Europa – può avere diversi obiettivi: anzitutto comprendere l’immigrazione e l’emigrazione per promuovere le diverse culture e in definitiva per aprirsi al mondo professionalmente, socialmente e civilmente. Oggi questo è sempre più necessario”.

Billi ha anche rilevato come  “in passato l’emigrazione sia stata spesso un punto di rottura, un affidamento anche ad un destino incerto. Oggi invece si emigra anche per motivi professionali, per avere uno sviluppo della carriera, spesso però  l’emigrazione è ancora mossa dalla ricerca di un’occupazione o di un lavoro migliore”.  Ha preso poi la parola il senatore del Pd Andrea Crisanti, eletto nella ripartizione Europa. “La storia dell’emigrazione italiana – ha esordito il senatore – è una storia dalle dimensioni epiche e di riscatto sociale attraverso il lavoro, legata al valore fondante della nostra costituzione, quindi non possiamo che accogliere con grande supporto e soddisfazione questa iniziativa legislativa che troverà sicuramente tutto il nostro appoggio anche in Senato. Io – ha raccontato Crisanti – sono andato via dall’Italia subito dopo la laurea e ho passato circa 35 anni della mia vita all’estero, prima in Svizzera, poi in Germania e poi in Inghilterra. Durante questa esperienza ho conosciuto molti italiani”.

Padre Lorenzo Prencipe, Presidente del Centro Studi Emigrazione ha dal canto suo sottolineato l’importanza dello studio dell’emigrazione italiana anche per capire la situazione odierna. “E’ un’occasione – ha spiegato – che ci permette di coniugare l’esperienza e il patrimonio dell’emigrazione italiana con gli odierni movimenti migratori e le relazioni interculturali che ne derivano”. “L’odierna paura del migrante – ha aggiunto Prencipe – acquisterebbe altro peso se noi studiassimo il tempo in cui erano gli italiani a far paura. Mettere insieme passato e presente ci aiuta, forse, a relativizzare molte nostre posizioni”

Ha poi preso la parola Maddalena Tirabassi, direttrice del Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane. “Nel 1970 – ha ricordato la ricercatrice – vengono istituite le regioni a statuto ordinario che vedono nelle migrazioni dal loro territorio un modo per rinsaldare la loro cultura territoriale e per la prima volta consentono all’emigrazione di uscire da quel recinto di vergona, di uscire dalla famiglia. La storia dell’emigrazione comincia, secondo me ed altri studiosi, proprio da questo momento”. La direttrice ha poi rilevato come gli anni Settanta abbiano rappresentato un momento importante dato che per la prima volta gli arrivi dei migranti nel nostro Paese hanno superato le partenze. “Nel duemila – ha continuato Tirabassi – cominciano queste nuove mobilità di cui tanto abbiamo già parlato. Si passa dalle poche decine di migliaia di emigrati a superare i centocinquanta mila partenti”. La direttrice ha poi ripercorso le tappe più recenti dell’emigrazione italiana come la conferimento del diritto di voto agli italiani all’estero avvento nel 2001, l’allestimento nel 2009 del primo museo dell’emigrazione italiana (MEI), la grande mostra a Torino per i 150 anni per l’unità di Italia in cui uno degli argomenti era l’emigrazione italiana. “Oggi l’Italia – ha aggiunto Tirabassi – è il paese con il maggior numero di pubblicazioni temporanee riguardanti le proprie migrazioni. Non c’è una rivista specifica in Irlanda, mentre in Italia ne abbiamo tre o quattro. Si sono poi moltiplicati i centri e i musei per l’emigrazione”.  Secondo la direttrice inoltre per superare la mancata conoscenza del fenomeno dell’emigrazione italiana sarebbe opportuna una adeguata formazione degli insegnanti su questo tema, come individuato anche dalla proposta di legge.

Anche  Mario Rusconi, Presidente Anp Lazio, ha rimarcato come la conoscenza della emigrazione italiana debba essere uno dei fondamenti formativi dei nostri giovani, sia per la necessaria conoscenza storico-culturale del fenomeno “che ha caratterizzato decenni di storia italiana”, sia per mettere a fuoco le complesse vicende dei nostri tempi riguardanti le immigrazioni verso i paesi occidentali come ad esempio il nostro. Una nuova materia che è importante – ha proseguito Rusconi – sia per gli studenti di origine straniera, con la cittadinanza italiana o meno, che possono conoscere i molteplici aspetti della nostra cultura, sia per gli studenti italiani che imparano così a confrontarsi con lingue, culture, modi di essere distanti dai nostri in un’ottica di scambio basato sulla modalità ‘che io chiamo cultura della relazione’”.

Ricordando l’esperienza migratoria della sua famiglia in Argentina, Giuseppe D’Aprile, Segretario generale UIL Scuola, si è detto favorevole a questa proposta di legge che rafforzerebbe la cultura volta a considerare l’uomo, di qualsiasi nazionalità, come un cittadino del mondo, producendo un processo culturale di solidarietà e di superamento degli stereotipi verso i migranti. “L’insegnamento multidisciplinare dell’emigrazione nelle scuole – ha aggiunto – va proprio in questa direzione, per dare delle risposte a quello che è il futuro del nostro paese rappresento dai i nostri alunni”. A seguire è intervento il Consigliere Giovanni Maria De Vita, responsabile del Maeci per il Progetto “Turismo delle Radici”. “Volevo ringraziare l’onorevole Porta – ha esordito De Vita – per averci coinvolto in questo interessantissimo incontro che è incentrato sui vari aspetti di questa iniziativa di legge che noi vediamo con grande favore. Riteniamo che la storia dell’emigrazione italiana debba entrare nelle case degli italiani perché costituisce un grande patrimonio per il nostro paese. Riteniamo – ha aggiunto il Consigliere – che questo sia un potenziale su cui il nostro paese deve puntare e che va visto in un’ottica evolutiva: è ovvio che bisogna parlare agli italiani della storia di queste persone che sono state costrette a lasciare i loro luoghi d’origine, ma bisogna anche dire agli italiani quali sono le opportunità che i nostri connazionali possono rappresentare. Riteniamo quindi che il Turismo delle Radici non sia solo un’occasione per promuovere il made in Italy, ma anche un’opportunità per guardare alle nostre comunità come un partner strategico. Collettività che hanno, ovunque, raggiunto i vertici delle società dove si sono inserite”.  De Vita ha anche sottolineato come il tema trattato dal convegno sia oltre che interdisciplinare anche interministeriale in quanto riguarda “aspetti che coinvolgono il Ministero degli Esteri, il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Istruzione ed altre amministrazioni che potrebbero essere interessate”. Il Consigliere ha poi ricordato come nel 2018 sia stato avviato dal Maeci il Tavolo tecnico sul turismo delle radici raccogliendo delle persone e dei soggetti che erano interessati alla promozione di questo segmento del turismo e che già all’epoca aveva una valenza strategica. Un’attenzione strutturata per questo segmento del turismo che è stata sviluppata dal Maeci anche attraverso il finanziamento di due ricerche volte a delineare il profilo del viaggiatore delle radici ad uso di chi in Italia voleva lanciarsi nella promozione di questo settore. De Vita ha poi spiegato come,  data l’importanza per il viaggiatore delle radici dell’ospitalità della comunità d’origine che va a vistare, sia necessario coinvolgere nell’accoglienza e quindi nel Progetto delle radici, tutti gli attori che sono potenzialmente interessati, tenendo conto che le destinazioni finali di questi viaggiatori radici sono spesso i piccoli comuni. Il Consigliere ha anche illustrato alcuni punti salienti del Progetto sul Turismo delle Radici, come ad esempio la creazione di una rete di gruppi regionali dedicati che si articolano su tutto il territorio nazionale e la realizzazione di una piattaforma dedicata che si appoggerà su una serie di mini siti regionali. Vi saranno poi specifici servizi informativi e le collaborazioni con i centri di ricerca per monitorare i flussi del turismo delle radici e per capire quali servizi andranno aggiunti. Da segnalare infine l’iniziativa del passaporto delle radici che consentirà di avere sconti per il turista sui servizi utilizzati.  Paolo Masini, Presidente Museo Nazionale dell’Emigrazione di Genova, ha dal canto suo sottolineato sia la necessità di parlare della grande narrazione popolare emigratoria del nostro paese a 360 gradi, sia l’importanza di giungere sul tema dell’insegnamento della storia dell’emigrazione ad un testo di legge condiviso e trasversale, questo sarebbe utile per il ricordo di tutti quelli che sono partiti dall’Italia.

Ha poi preso la parola il Direttore di RAI Italia, Fabrizio Ferragni che ha segnalato come nel nuovo palinsesto appena presentato da Rai Italia vi sarà anche “un corso di lingua italiana fatto sotto forma di fiction da venti puntate, realizzato con la Treccani digitale, dove vi è una doppia sottotitolazione in inglese ed in italiano e vi sono dei QR code per poter eseguire le esercitazioni finali”. Per Ferragni inoltre la proposta di legge sullo studio dell’emigrazione appare meritoria perché “non possiamo non conoscere a fondo le nostre radici anche per capire giustamente quello che sta succedendo oggi nel mondo”. E’ stata poi la volta del professor Giuseppe Sommario dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha segnalato come l’emigrazione italiana sia “una grande assente dai programmi curriculari di tutti gli ordini”, come ad esempio nelle medie e superiori. Per Sommario inoltre, al fine di raccontare la storia dell’emigrazione, bisogna ricordarsi di parlare di quelli che sono partiti, ma anche di coloro  che rimangono. Le conclusioni sono state affidate all’onorevole Fabio Porta. “L’invito che voglio fare – ha affermato il deputato – è quello di moltiplicare queste iniziative, ciascuno di voi nei propri territori, nelle organizzazioni sindacali, in qualità di giornalisti, di rappresentanti del mondo delle comunicazioni. Perché questa legge dovrebbe diventare patrimonio condiviso”. (Alessio Mirtini- Inform)




Odoguardi (MAIE): “Forti e organizzati in tutti gli USA e in Canada”

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odoguardi logo“Continua a crescere e a rafforzarsi il MAIE negli Stati Uniti d’America. “Come Movimento Associativo vogliamo essere un punto di riferimento per tutti gli italiani residenti negli USA, ma anche per tutti quei connazionali che giungono dall’Italia con l’intenzione di trasferirsi in America. Anche a loro garantiamo supporto e assistenza quando necessario”, dichiara il vicepresidente MAIE, Vincenzo Odoguardi.

“Il recente incontro tra Alessio Orlando, Coordinatore MAIE a Miami, e il Console Generale d’Italia a Miami, Michele Mistò, è solo un esempio di come abbiamo voluto impostare il lavoro: massima collaborazione con le istituzioni diplomatico-consolari italiane, ma nel solo e unico interesse della comunità italiana”, evidenzia Odoguardi.

“Riceviamo tanti risconti positivi da parte degli italiani del Nord America, donne e uomini – spesso giovani – che ci contattano esprimendo la volontà di unirsi al MAIE per contribuire a difendere i diritti dei connazionali di tutto il mondo, ma soprattutto per tenere alta negli USA la bandiera dell’italianità, della cultura tricolore, delle nostre tradizioni. Questo ci motiva ancora di più ad andare avanti con sempre maggiore entusiasmo, convinti come siamo che il Movimento Associativo Italiani all’Estero – con la sua indipendenza e la sua autonomia – sia davvero l’unica forza politica in grado di garantire a noi italiani nel mondo il giusto rispetto e la giusta attenzione da parte di Roma”.

“Non ci fermiamo: l’obiettivo dichiarato – evidenzia in conclusione il vicepresidente Odoguardi – è quello di avere coordinamenti MAIE forti e organizzati in tutte le circoscrizioni consolari del Nord America, quindi in tutti gli USA e in Canada”.




Aumento di 16 milioni di euro nel 2023 grazie all’emendamento del Senatore Mario Borghese (MAIE) per il CERN e l’AIEA

mario borghese

mario borgheseIn un recente sviluppo legislativo, il Senato italiano ha approvato un emendamento al decreto anticipi che prevede un significativo aumento di 16 milioni di euro per il finanziamento delle spese legate alla partecipazione dell’Italia al Centro Europeo di Ricerche (CERN) e all’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIEA) nel 2023. Questo emendamento è stato presentato in prima persona dal senatore Mario Borghese, vice presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero (MAIE), sottolineando l’importanza di sostenere la ricerca scientifica e la cooperazione internazionale nel campo dell’energia.

Il Centro Europeo di Ricerche (CERN) è noto per essere il luogo in cui è stato scoperto il bosone di Higgs, una particella fondamentale nella fisica delle particelle elementari. La partecipazione dell’Italia al CERN è cruciale per la sua posizione di leadership nella ricerca scientifica globale.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIEA) svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nella promozione dell’uso sicuro e pacifico dell’energia a livello mondiale. L’Italia è impegnata a sostenere gli sforzi dell’AIEA per garantire che l’energia sia utilizzata per scopi pacifici e nel rispetto delle normative internazionali.

Questo aumento di finanziamento rappresenta un segnale tangibile dell’impegno dell’Italia nel campo della ricerca scientifica e della promozione dell’energia sicura. Contribuirà a sostenere progetti di ricerca innovativi e a rafforzare la posizione dell’Italia come partner internazionale affidabile nei settori scientifici.

L’emendamento al decreto anticipi è stato accolto con favore sia dalla comunità scientifica che da coloro che riconoscono l’importanza di investire in scienza e ricerca per il progresso e il benessere della nazione. L’Italia continua così a dimostrare il suo impegno verso la collaborazione scientifica internazionale e l’avanzamento delle conoscenze nel campo della ricerca scientifica e dell’energia.




MAIE. Trasformando la collaborazione medica internazionale: un incontro a Roma

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incontro maie roma medicina 1La collaborazione medica internazionale è fondamentale per progredire nella ricerca e nello sviluppo medico in tutto il mondo. In questo articolo, esploreremo un incontro chiave che si è svolto presso la sede del MAIE a Roma e come questo evento potrebbe cambiare il panorama della collaborazione medica tra Italia e Sud America.

Un Incontro Significativo a Roma

Presso la sede del MAIE a Roma, si è tenuto un incontro cruciale che ha riunito una delegazione di Decani delle Facoltà di Medicina del Sud America. Questo incontro si è concentrato sulla discussione delle diverse attività che le facoltà svolgono e sulle possibilità di lavorare insieme per articolare scambi con le facoltà di medicina in Italia.

Collaborazione Globale in Medicina

La collaborazione medica a livello globale è essenziale per affrontare le sfide sanitarie che l’umanità sta affrontando. Il meeting presso la sede del MAIE a Roma ha offerto un’opportunità unica per stabilire connessioni e collaborazioni che possono avere un impatto significativo sulla comunità medica internazionale.

Un Futuro Promettente

Durante l’incontro, sono emerse diverse aree di interesse comune e possibili progetti collaborativi. I Decani delle Facoltà di Medicina del Sud America hanno manifestato entusiasmo nel collaborare con istituzioni mediche in Italia per avanzare nella ricerca medica, condividere conoscenze e promuovere lo sviluppo di trattamenti medici innovativi.

Il Senatore Borghese, che è stato presente all’incontro, ha espresso il suo sostegno a queste iniziative e si è impegnato a facilitare incontri e collaborazioni futuri. Si è concordato di organizzare un prossimo incontro di lavoro all’inizio del 2024 per approfondire le discussioni e definire piani d’azione concreti.

L’Impatto della Collaborazione Medica Internazionale

La collaborazione medica internazionale è essenziale per affrontare le sfide globali della salute, come la ricerca sulle malattie, lo sviluppo di trattamenti e la formazione di professionisti della salute. Lavorare insieme consente lo scambio di conoscenze e risorse, il che può portare a progressi significativi nell’assistenza sanitaria e al miglioramento della qualità della vita delle persone in tutto il mondo.




Il M5S: risolvere il problema del voto degli italiani in paesi Extra-Ue

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deputata onori facebook immagine19In una nota congiunta i deputati Federica Onori (eletta nella circoscrizione Estero-ripartizione Europa), capogruppo M5S nella Commissione Esteri, e Alfonso Colucci, capogruppo M5S nella Commissione Affari Costituzionali segnalano come lo scorso giugno, a un anno dalle prossime elezioni europee, il Movimento 5 Stelle abbia sollevato il problema, con un’interrogazione al Ministero degli Esteri, “del voto dei cittadini italiani residenti in Paesi extra-Ue che, secondo la normativa vigente, sono costretti a tornare in Italia per esercitare questo loro fondamentale diritto”.  “E’ arrivata una risposta che – spiegano – non ci ha soddisfatto perché mancano da parte del governo sia la previsione di provvedimenti ad hoc per far fronte a questo problema in occasione del voto europeo del 2024, sia una tempistica chiara riguardo ad una progettualità di lungo termine per una soluzione strutturale del problema che è possibile solo con una modifica dell’attuale normativa in materia”. “Detto questo – proseguono Onori e Colucci –  accogliamo di buon grado la notizia che i prossimi 13 e 14 dicembre si realizzerà la prima simulazione di voto online finanziata grazie a un apposito fondo istituito dalla legge di bilancio 2020 grazie a un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle: una sperimentazione – concludono –  che andrà ovviamente giudicata in base alle evidenze che emergeranno”. (Inform)

 




Il Comites Bolivia in trasferta a Cochabamba

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27boliviaPresieduto da Rosa María Colamarino, il Comites Bolivia sabato scorso, 25 novembre, si è recato a Cochabamba, per incontrare i connazionali lì residenti.
In questa occasione, presidente e alcuni consiglieri si sono intrattenuti a tavola con i connazionali; quindi, la Presidente Colamarino ha illustrato le attività del Comites e ha premiato quattro istituzioni eccezionali, guidate da volontari italiani, che sono al servizio della comunità dei bambini boliviani. (aise)