L’Europa rafforza la tutela degli animali domestici

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Microchip obbligatorio, stop agli allevamenti dannosi e controlli più severi: ecco cosa cambia per chi vive in Europa (e per chi si sposta con i propri animali).

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L’Unione europea compie un passo importante nella tutela degli animali domestici. Il Parlamento europeo ha infatti approvato un nuovo insieme di regole pensate per garantire maggiore protezione a cani e gatti, uniformando le normative tra i vari Paesi membri.

Si tratta della prima disciplina completa a livello europeo che interviene su aspetti cruciali come allevamento, vendita, trasporto e identificazione degli animali.

Uno dei punti centrali della riforma è l’obbligo di identificazione tramite microchip.

Tutti i cani e i gatti dovranno essere registrati in sistemi nazionali collegati tra loro, rendendo possibile seguire ogni animale lungo tutta la sua vita.

Una misura che punta a colpire soprattutto il commercio illegale e le vendite online poco controllate, fenomeni diffusi in diversi Paesi europei.

Per gli italiani residenti all’estero, questo significa anche maggiore sicurezza in caso di smarrimento dell’animale o durante viaggi tra Stati membri.

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Le nuove norme introducono anche limiti più severi per allevatori e operatori del settore:

  • vietati accoppiamenti tra animali consanguinei
  • stop alla selezione genetica che provoca malattie
  • proibite mutilazioni a fini estetici
  • restrizioni sull’uso di strumenti considerati dannosi

L’obiettivo è migliorare concretamente le condizioni di vita degli animali, riducendo pratiche ancora diffuse ma ritenute incompatibili con il benessere animale.

Le regole riguardano anche gli animali provenienti da Paesi extraeuropei.

Chi introduce un cane o un gatto nell’Unione dovrà rispettare requisiti più stringenti, evitando così che animali importati vengano poi immessi illegalmente nel mercato.

Un aspetto rilevante per chi vive tra Europa e Caraibi o America Latina e viaggia con i propri animali.

Il provvedimento dovrà essere confermato dal Consiglio dell’Unione europea prima di diventare definitivo.

L’entrata in vigore sarà graduale, per consentire a cittadini e operatori di adeguarsi alle nuove regole.

Oltre agli aspetti normativi, la riforma rappresenta un cambiamento culturale: cani e gatti vengono sempre più riconosciuti come parte integrante della famiglia.

Per gli italiani all’estero, si tratta di un passo avanti importante verso standard più uniformi e una maggiore tutela dei propri animali, ovunque si trovino in Europa.




“Amici con la coda”: un libro per insegnare ai bambini il rispetto e l’amore per gli animali

copertina

copertinaC’è un modo semplice, dolce e profondo per insegnare ai bambini a rispettare gli animali: aiutarli a capirli. È da questa idea che nasce Amici con la coda, il nuovo libro di Ennio Marchetti, pensato per i più piccoli ma capace di parlare anche agli adulti.

Attraverso un linguaggio chiaro e vicino al mondo dei bambini, il libro accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta del “linguaggio segreto” degli animali. Perché i cani scodinzolano? Cosa significa quando un gatto fa le fusa? E, soprattutto, come possiamo comportarci per farli sentire al sicuro e felici accanto a noi?

Non si tratta solo di un libro da leggere, ma di un’esperienza da vivere. Le pagine alternano momenti narrativi a spazi creativi, con disegni da colorare e piccole attività che rendono il bambino protagonista. Un approccio semplice ma efficace per trasmettere valori fondamentali come la pazienza, la cura e il rispetto per ogni essere vivente.

Particolarmente significativo è il messaggio educativo che attraversa tutto il libro: gli animali non sono giocattoli, ma esseri capaci di emozioni, fiducia e legami profondi. Un insegnamento ancora più importante in un’epoca in cui la sensibilità verso il benessere animale è sempre più centrale.

Il percorso si conclude con “Il Giuramento del Piccolo Guardiano”, un invito concreto ai bambini a diventare custodi e difensori degli animali, nella vita di tutti i giorni.

Amici con la coda si rivolge a bambini dai 5 ai 10 anni, ma rappresenta anche uno strumento utile per famiglie, insegnanti e associazioni che vogliono educare al rispetto e alla convivenza.

Perché, come ricorda il libro, un bambino che impara ad amare gli animali… diventa un adulto migliore.

Chi lo desidera, lo trova a questo link:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/amici-con-la-coda/paperback/product-zmezk5p.html?q=amici+con+la+coda&page=1&pageSize=4




La cena di Natale pet-friendly, i consigli di Enpa per viverla bene con cani e gatti

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tavola di natale con persone due cani e un gatto 1024x573La cena e il pranzo di Natale portano nelle nostre case tanti ospiti, gradi e piccoli, voci, odori e sapori che non sempre potrebbero ‘far felici’ anche i nostri coinquilini a quattro zampe. Anzi a volte rappresentano dei fattori di stress, se non un vero e proprio rischio per la loro salute. Per questo Enpa propone alcuni semplici consigli che possano aiutare ad affrontare al meglio i momenti conviviali delle feste, assicurando a cani e gatti il rispetto del loro benessere. I suggerimenti sono raccolti in un Podcast realizzato dall’Ente per la protezione animali. Eccoli in sintesi di seguito:

IL MENÙ

Quando facciamo la spesa per la tavola delle feste, bisogna pensare anche alle esigenze dei pet: si propone di regalargli qualcosa di nuovo, sano e gustoso, così da condividere il momento. Allergie permettendo, meglio cibi freschi e cruelty free, senza zuccheri e senza eccessi di carboidrati. Se il nostro pet ha una storia di allergie, la scelta più sicura resta una buona scatoletta ipoallergenica di qualità.

SÌ AI BISCOTTI DI NATALE, MA ‘PER LORO’

Se prepariamo biscotti in casa, facciamone una versione anche speciale per i nostri amici con la coda. In rete si trovano tante ricette semplici e adatte a cani e gatti.

NO ALLA “CONVIVENZA FORZATA” TRA SIMILI

Se dobbiamo incontrare altri cani o passare la serata insieme, valutiamo prima la compatibilità. Forzare la convivenza può portarci a situazioni complicate e spiacevoli.

S.O.S. CITOFONO

Il citofono è spesso motivo di grande agitazione. Se gli invitati sono tanti e, come prevedibile, non arrivano tutti nello stesso momento, può diventare un problema. Perciò chiediamo a chi viene a casa di avvisarci al telefono o con un messaggio invece di suonare. Aiuterà a scollegare il suono del citofono dall’euforia dell’arrivo degli ospiti.

“EDUCHIAMO” GLI OSPITI E I PARENTI

La cena di Natale può essere un momento di grande confusione, soprattutto per animali non abituati alle visite. Aiutiamoli a integrarsi con calma. Se invece preferiscono stare tranquilli, prepariamo già qualche giorno prima un luogo sicuro e silenzioso, come una stanza dove potersi ritirare. Avvisiamo ospiti grandi e piccoli di non avvicinarsi in modo irruento e di lasciare che sia l’animale ad avvicinarsi spontaneamente.

I CIBI DA EVITARE

È sempre meglio non dare avanzi a cani e gatti e a Natale l’attenzione deve essere ancora maggiore. Da evitare cibi processati, alimenti con aglio e cipolla, soffritti e aromi. Per i gatti la cipolla è particolarmente pericolosa. Il cioccolato fa male a cani e gatti perché contiene teobromina, che viene metabolizzata molto lentamente e può raggiungere livelli tossici. Uva e uva passa sono alimenti pericolosi. No anche agli avanzi di carne con ossa, che possono conficcarsi nel palato o causare lesioni.

LE ECCEZIONI, SENZA STRAFARE

Se proprio non resistiamo, un piccolo assaggio al cane possiamo concederlo, ma solo se è un alimento sicuro, cotto senza sale, senza soffritto e in quantità minime. Meglio ancora avere qualcosa di adatto a lui, preparato apposta.

QUALCOSA PER TENERLO OCCUPATO?

Masticare aiuta il cane a ridurre lo stress e ad affrontare meglio situazioni che potrebbero metterlo a disagio. Mentre siamo a tavola, un buon masticativo può aiutarlo a rilassarsi. Per la scelta giusta, chiediamo consiglio al nostro negozio di fiducia.

RELAX PRIMA DELLA FESTA

Il consiglio più importante resta però quello di trovate il tempo per stare un po’ con i propri pet prima dell’arrivo degli ospiti: una bella passeggiata con il cane o qualche momento di relax sul divano con il gatto. Servirà anche a ricaricare noi stessi tra un preparativo e l’altro.

ag. Dire. www.dire.it




La longevità sorprendente dei gatti italiani

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imagesIn Italia aumentano i “nonni a quattro zampe”: secondo l’Associazione Nazionale Medici Veterinari, negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero di gatti che superano i 15 anni di età. Molti arrivano tranquillamente ai 18, e non mancano i casi record di mici ventenni.

Gli esperti spiegano che la maggiore longevità è legata a tre fattori chiave: alimentazione più bilanciata (crocchette e cibi umidi studiati su misura), cure veterinarie più diffuse e una crescente attenzione dei proprietari alla salute dei propri animali. Anche la vita in appartamento, seppur meno stimolante, riduce rischi e incidenti rispetto alla vita all’aperto.

La buona notizia è che un gatto anziano può comunque condurre una vita serena: servono controlli periodici, un’alimentazione specifica e ambienti tranquilli. “Un micio di 17 anni non è necessariamente un malato cronico – spiega un veterinario romano – ma ha bisogno di attenzioni particolari, proprio come un anziano in famiglia”.

Per gli italiani all’estero, spesso legati ai ricordi degli animali lasciati in patria o ai compagni che li accompagnano nei nuovi paesi, questa tendenza è un segnale positivo: prendersi cura dei nostri animali significa allungare e migliorare la loro vita, regalando affetto e compagnia per molti anni in più.




Caldo estremo, una minaccia anche per cani e gatti

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riesgos para perros y los gatos por el calor del verano consejos para evitarlos 1719985975293 1280Non serve un’ondata di calore da record per mettere in pericolo la salute degli animali domestici. Già a temperature superiori ai 30°C, cani e gatti iniziano a soffrire. Eppure, molti proprietari continuano a sottovalutare i rischi legati al caldo. I veterinari lanciano l’allarme: ogni estate si registrano centinaia di casi di colpi di calore, molti dei quali potenzialmente letali.

I cani non sudano come noi: disperdono il calore ansimando e attraverso i cuscinetti delle zampe. Ma quando l’aria è troppo calda e umida, il meccanismo non basta. Le razze brachicefale – come bulldog, carlini, boxer – sono particolarmente vulnerabili, così come gli animali anziani, sovrappeso o con patologie respiratorie. Nei gatti, più resistenti, il problema si presenta in forma più silenziosa, ma altrettanto pericolosa.

Passeggiare nelle ore centrali della giornata, lasciare un animale in auto anche per pochi minuti, non garantire acqua fresca e ombra: sono errori che possono costare la vita. Eppure continuano a ripetersi, ogni estate, con un copione sempre uguale. Ecco perché le campagne di sensibilizzazione non bastano mai.

Anche il cambiamento climatico sta facendo la sua parte. Le estati sono sempre più lunghe, afose e imprevedibili. Molti veterinari consigliano ora di adattare la routine quotidiana degli animali: ridurre lo sforzo fisico, offrire giochi refrigeranti, accendere ventilatori o climatizzatori, e prestare attenzione ai segnali di malessere – tra cui affanno, lingua viola, apatia o vomito.

Amare un animale significa proteggerlo. E oggi più che mai, la protezione passa anche da una consapevolezza climatica. Perché loro non possono dircelo, ma soffrono come noi. Anzi, spesso più di noi.




Segni da oltre il ponte: 3 storie di incontri incredibili

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fantasma cane 1024x579Erano trascorsi pochi giorni dalla morte di Gretel e, come spesso mi succedeva in quel periodo, arrivavo alla sera completamente esausta, quasi come se il dolore risucchiasse completamente le mie energie. Ero a letto e stavo entrando in quella pacifica fase del dormiveglia quando sento distintamente il suo “grugnito”. Mi alzo di scatto, Gretel non poteva essere con me, ma quel grugnito era il suo. Lo sento di nuovo, distintamente, e proviene esattamente dall’angolino in cui lei dormiva.

No, non era una rumore come un altro scambiato per un suo verso. Chiunque possiede un animale domestico saprebbe riconoscere il suo modo di abbaiare, di piangere o di guaire tra mille. E quello che avevo sentito era esattamente l’adorabile verso da maialino che Gretel faceva quando trovava una posizione comoda.

Alcuni giorni dopo accade qualcosa di simile. Ero a letto, credo stessi leggendo, quando il suo odore mi investe completamente. Quel riconoscibile odore di Gretel che io sentivo così simile al miele millefoglie misto ad asfalto bagnato. Il mio compagno lo trovava molto più simile all’odore che emana una vecchia scarpiera stracolma di scarpe usurate. Beh, forse annusavo col naso dell’amore.

Ho respirato a pieni polmoni, trattenendo fino in fondo quel profumo di famiglia e amore, di giornate accoccolate vicine, di notti al sicuro, di passeggiate al mare, di giochi pomeridiani. Era l’odore dei miei ultimi 13 anni.

Ricordo di averne parlato con un’amica, anch’ella orfana di una grande amore canino, e non se ne sorprese affatto. Mi raccontò di aver sentito le zampettate della sua cagnetta sul pavimento per molti giorni successivi alla sua morte. “E’ normale” mi disse “il dolore fa brutti scherzi”.

Vero, il dolore per la morte di un animale domestico fa il bruttissimo scherzo di fare un male tremendo, ma può arrivare ad illudermi che lei sia ancora qui? Il nostro meravigliosissimo cervello genera l’illusione di un odore, di un suono o addirittura di una visione per proteggerci dal dolore dell’assenza?

Ho sentito quindi il bisogno di approfondire questo tema ed ho scoperto che i cosiddetti “segni” da parte degli animali defunti sono molto più frequenti di quanto ci si immagini. Semplicemente se ne parla molto poco liquidando la questione con un risolutivo “è uno scherzo della mia testa”.

In inglese esiste un acronimo per definire questo genere di esperienza: ADC After Death Communication, comunicazioni dopo la morte. In rete ne esiste un vastissimo database che raccoglie esperienze provenienti da tutto il mondo e molte di queste riguardano proprio i nostri amici a quattro zampe che non ci sono più.

Che dire? Sono tutti pazzi o quantomeno sono tutti così tanto addolorati da generare false illusioni? Assolutamente possibile, la mente è una macchina straordinariamente perfetta che protegge se stessa.

Ma che dire di tutte quelle esperienze che sono in assoluto contrasto con questa teoria? Vale a dire di tutti quei casi in cui la persona che ha vissuto una ADC non sapeva che l’animale fosse morto? O ancora in tutti quei casi in cui l’evento abbia coinvolto più di una persona oppure quando avviene anche in totale assenza di attaccamento emotivo all’animale deceduto?

aldilà animali

Tra le tantissime esperienze rintracciabili in rete e nei numerosissimi testi che trattano l’argomento ne ho scelte tre. La prima esperienza vede come testimone dell’evento una donna assolutamente ignara della morte del suo cane.

Mary Bagot viveva in Inghilterra, ma era in vacanza in un hotel in Francia. Prima di lasciare l’Inghilterra aveva lasciato Judy, il suo terrier, a casa alle cure del giardiniere. Seduta nella sala da pranzo dell’hotel la signora Bagot vide improvvisamente il suo cane correre sul pavimento. Senza pensarci esclamò: “Come è possibile che Judy sia qui!” Il direttore dell’albergo confermò che non c’era nessun ospite con un cane. La signora Bagot raggiunse la figlia in camera e le raccontò dell’esperienza. Pochi giorni dopo ricevette una lettera che le diceva che Judy si era ammalata improvvisamente ed era morta.

Sylvia Barbanell, When Your Animal Dies

Sono numerosissime anche le esperienze di comunicazioni dopo la morte con gli animali domestici che vedono come protagonisti due o più persone. Ne ho scelte due piuttosto emblematiche.

La seguente esperienza- originariamente pubblicata sulla rivista Light nel 1928 – viene raccontata dal celebre studioso italiano di parapsicologia Ernesto Bozzano nel libro Anche gli animali hanno un’anima?

Ammalatosi in maniera grave, il povero animale (un cane di nome Punch) venne portato dal veterinario per essere soppresso. In quello stesso giorno i due figli del signor O’Connel, appena rientrati da scuola, videro il loro cane nella sua cuccia in sala da pranzo. Come il loro amico a quattro zampe li vide iniziò a scodinzolare festosamente e quindi si avviò verso il piano superiore della casa. I ragazzi, consapevoli delle condizioni del cane e della triste fine che lo aspettava, chiesero alla governante come mai Punch fosse ancora in casa. La donna rispose che, in realtà, in casa non c’era più, essendo stato portato dal veterinario in mattinata. Inoltre, spiegò che probabilmente a quell’ora doveva essere stato già soppresso. Ad ogni modo, la casa venne setacciata e del povero Punch non venne trovata alcuna traccia. Si seppe poi che effettivamente era stato abbattuto e per di più nell’esatto momento in cui i ragazzi lo videro in casa.

La prossima storia è raccontata dal giornalista americano Vincent Gaddis nel testo The strange world of animals and pets (purtroppo mai tradotto in italiano) e vede come protagonista il signor Vellier il quale dovette addormentare il suo prezioso amico Penn a causa di una brutta malattia.

 “Ora” racconta Vellier, “ecco la parte che non mi aspetto che qualcuno creda”. “Stanco per la tensione emotiva era andato a letto presto. Alle tre fui svegliato dal suono dell’abbaiare di Penn. Era allegro, chiassoso, eccitato” Si alzò e uscì per controllare. “Chiaramente visibile alla luce della luna, correndo giù per una collina dietro la casa fino al giardino, arrivò Penn che scodinzolava energico e spensierato come un cucciolo. Corse diverse volte per il giardino e per il prato poi scomparve”. Il cane era inconfondibilmente Penn, disse Veiller. Inoltre ha aggiunto che lui stesso non è mai stato superstizioso né portato a immaginare cose che non esistono, né ha mai pensato molto all’aldilà. “Non posso spiegarlo e non era un sogno. Ma giuro che è l’ho visto”. La mattina dopo, prima che Veiller potesse raccontare a sua moglie della sua esperienza, lei stessa gli disse che aveva sentito Penn abbaiare durante la notte ed era andata alla finestra. Anche lei lo aveva visto scatenarsi allegramente per il giardino e attraverso il prato finché non scomparve all’improvviso. 

Dobbiamo presumere che i coniugi abbiano avuto la medesima allucinazione? E’ una forma di psicosi collettiva asincrona (ammesso che possa mai verificarsi un evento del genere)? Lascio che a rispondere sia Rupert Sheldrake, biologo outsider messo al bando dalla comunità scientifica ortodossa:

Gli Scettici escogiterebbero spiegazioni alternative sempre più sofisticate […] e verrà anche il momento in cui le obiezioni degli Scettici finiranno col diventare più fantasiose dell’idea di un sistema ancora non riconosciuto dalla scienza.

Per approfondimenti:

Ernesto Bozzano, Anche gli animali hanno un’anima?

Monica D’Ambrosio e Stefano Apuzzo, Anche gli animali vanno in Paradiso. Storie di cani e gatti oltre la vita

Scott S. Smith, L’anima del tuo animale. Prove della sopravvivenza degli animali alla morte

Vincent Gaddis, The strange world of animals and pets

Sylvia Barbanell, When Your Animal Dies

 

da illungoaddio.com




“Siamo ladri, ma siamo onesti”: il cagnolino Maui torna tra le braccia della piccola Miriam

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foto a 2 sito 44 1024x576Lieto fine per la piccola Miriam e il suo cagnolino Maui. L’animale, uno spitz tedesco, era stato rubato sabato scorso ad Acerra da alcuni ladri entrati in casa della12enne disabile. Dopo l’accorato appello del padre però, i malviventi hanno deciso di restituirlo. Con una chiamata anonima, hanno avvisato la famiglia che il cane era stato lasciato nei pressi dell’abitazione e così Miriam ha potuto riabbracciare il piccolo Maui. “Siamo ladri, ma siamo onesti. Così mi hanno detto, con accento straniero, specificando che lo restituivano per la bambina. Si è mossa l’Italia per mia figlia Miriam, perciò l’hanno reso. Grazie di cuore a tutti, mia figlia sta piangendo dalla felicità”, ha fatto sapere il papà.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Salute, vivere con animale domestico rallenta l’invecchiamento

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foto singola sito 57 1024x576Secondo uno studio ideato e condotto dai ricercatori dell’Università del Florida, del Michigan e della Virginia Commonwealth, possedere un animale domestico per più di cinque anni può aiutare a mantenere attive le capacità cognitive man mano che si invecchia. I ricercatori, infatti, hanno scoperto che gli adulti di età pari o superiore a 50 anni che avevano posseduto un animale domestico per un tempo superiore ai cinque anni ricordavano con maggior facilità le parole e mostravano, in generale, un declino più lento nel tempo della memoria rispetto ad altri coetanei che non avevano mai posseduto un cane.
I ricercatori hanno potuto sostenere che tutto ciò non è casuale, ma dovuto al fatto che gli animali domestici riescono a tamponare lo stress e ad avere un effetto assolutamente positivo sulla cognizione degli anziani. L’autrice principale dello studio è la allora dottoranda in sociologia al National Institutes of Health Predoctoral Fellow presso l’Università della Florida Jennifer Applebaum, autrice principale dello studio, il primo a descrivere ed esaminare l’impatto della proprietà di un animale domestico nel tempo sulla funzione cognitiva tra un campione nazionale di adulti statunitensi di età pari o superiore a 50 anni effettuato su oltre 1.300 persone partecipanti allo studio sulla salute e la pensione, un’indagine longitudinale che sta monitorando oltre 20.000 adulti negli Stati Uniti per conoscere i problemi legati all’invecchiamento.

Lo studio si è svolto su un campione di persone che avevano, per oltre il 50%, un’età superiore ai 65 anni. Di essi, ben il 53% possedeva animali domestici e quasi un terzo li possedeva da più di cinque anni. Lo studio prendeva in esame tutti i pet, ma i cani erano di gran lunga i più diffusi, seguiti dai gatti. Nell’arco di 6 anni, i punteggi cognitivi sono diminuiti più lentamente nei proprietari di animali domestici a lungo termine.
Sono moltissimi gli studi elaborati per dimostrare i benefici sulla salute mentale e fisica che derivano dal possesso di un animale domestico. Una relazione positiva con i propri animali, infatti, attutisce lo stress grazie al supporto emotivo da loro offerto. I benefici si estendono anche sulla salute fisica. Portare a spasso un cane o dare da mangiare a un gatto aumenta anche l’attività fisica, che è strettamente collegata alla salute cognitiva.

Applebaum, in chiusura del suo studio, ha affermato: “Una separazione indesiderata da un animale domestico può essere devastante per un proprietario. Raccomandiamo che le persone che possiedono animali domestici siano supportate nel tenerli con sé tramite politiche pubbliche e partnership comunitarie”.
Ed è proprio in questo contesto che si inserisce la dichiarazione di Lino di Lernia, Co-founder di Over, che in una nota in cui rilancia lo studio ha spiegato le politiche di tutti gli Over Senior Residence. Una nuova filosofia di vita definita da Lino di Lernia come ‘tutta un’altra vita’ dove c’è proprio l’accoglienza degli animali domestici per la serenità degli Over 65 autosufficienti: “Le relazioni durature con gli animali domestici dimostrano i benefici a lungo termine sulle capacità cognitive degli anziani. Nelle nostre residenze per anziani autosufficienti i pet sono i benvenuti e il nostro personale è istruito per garantire loro una vacanza o un soggiorno duraturo pet-friendly. Siamo convinti da sempre che la presenza di un animale domestico renda le persone più allegre e motivate. Inoltre, abbiamo notato che i possessori di un cane all’interno dei nostri Over Senior Residence hanno maggior facilità nel creare momenti di socialità con gli altri ospiti”.
Il cane, quindi, diviene il tramite perfetto per scacciare la malinconia, ma anche per migliorare i parametri vitali: un benessere diffuso portato anche dalla necessità di fare attività fisica costante. La compagnia che forniscono è costante, offrono un amore incondizionato e donano un nuovo senso alla vita degli anziani, che si sentono motivati a prendersi cura di creature speciali.




Noi e i nostri animali

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proteggere gli animali dallafa 1Spesso chi ha un animale domestico dichiara di essere più felice, ed è convinto che la sua vita abbia acquistato maggiore significato grazie al rapporto con il proprio cane o gatto.

Negli ultimi 10 anni sono state fatte autorevoli ricerche in merito alla relazione tra gli umani e gli animali da compagnia, rilevando quali sono le conseguenze positive.
In linea di massima è vero, le persone che si prendono cura di uno o più animali domestici ricevono sostegno emotivo e abbassano lo stress.
Dimostrato dalle ricerche, i livelli di Ossitocina (l’ormone dei legami affettivi) salgono quando si interagisce con il proprio animale, mentre scende il livello di Cortisolo (l’ormone dello stress).
Tra gli altri studiosi citiamo una ricerca svolta da Bennet e Schann dell’università Monach in Australia, che ha coinvolto un campione di 37 persone con una connessione forte con il proprio cane.
Ebbene, da questo studio le persone intervistate hanno dichiarato alcuni vantaggi del rapporto con l’animale:
  1. il divertimento

  2. la sensazione di essere utili

  3. l’apertura a nuove esperienze e a nuove amicizie

  4. la spinta verso una vita più semplice a contatto con la natura

4099I cani, i gatti… sono genuini e onesti, a differenza di molti esseri umani, afferma Bennet, aggiungendo tuttavia che spesso c’è una sorta di proiezione del ”padrone” sul proprio animale, l’umano legge comportamenti che rispondono più ai suoi bisogni che non alle intenzioni reali dell’animale.
Quindi il rapporto con i nostri Pet svela i nostri bisogni e i nostri desideri sociali.

La nostra continua ricerca di benessere.

Che cosa raccontano di noi i nostri amici animali?

Sono ancora pochi gli scienziati che si sono impegnati a capire in che modo le specie che scegliamo riflettono qualcosa di noi, di chi siamo e qual è il nostro stile di vita.

Alcuni tra i dati raccolti da ricerche di mercato realizzate da industrie del settore Pet, ci dicono che in 8 famiglie su 10 è una femmina responsabile dell’animale, che gli animali domestici sono più frequenti in famiglie con persone che lavorano a tempo pieno, che vivono in una casa di proprietà, e sono empatiche e socievoli.
Tutto questo anche se la percentuale di amici a quattro zampe negli ultimi 10 anni, sta leggermente diminuendo – 2/3%.
La ricerca in questo campo è all’inizio, ma è destinata a dare un contributo importante alla comprensione della gamma delle relazioni che compongono tutta l’esperienza umana.
da Accademia del Benessere



Gli animali so’ pezzi ‘e core

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capturaCon oltre 127 animali ceduti o abbandonati ogni 24 ore e un aumento degli abbandoni del 20% rispetto alle due estati precedenti (secondo i dati diffusi dall’ENPA), il 2023 si è rivelato un vero e proprio “annus horribilis” per gli animali domestici in Italia. Questa tendenza deve assolutamente cambiare. L’abbandono di un animale non costituisce soltanto un reato, ma rappresenta anche un ulteriore segnale dell’increscioso declino che sta diffondendosi nel nostro Paese.

Bestie che abbandonano animali. Il nostro paese è anche questo! Come diceva Gandhi, “Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali”.

I preoccupanti (e vergognosi) numeri del 2023 diffusi dall’Ente nazionale per la protezione degli animali, ci dicono che il nostro paese, un tempo pregno di cultura e generosità, è oggi (anche in questo contesto) una nazione in costante regressione morale e intellettuale. Tuttavia, non saranno certo le mie riflessioni a cambiare la rotta.

La rotta potrebbe cambiare solo investendo sulla cultura e sull’educazione; sì, dobbiamo educare i nostri figli, e noi stessi, al rispetto nei confronti di tutto ciò che ci circonda. L’abbandono di un animale, oltre a causare sofferenza nei confronti della creatura (una creatura innocente che si fida di noi e ci riempie di positività chiedendo in cambio solo un po’ d’amore), potrebbe generare pericoli di vario tipo. Un animale abbandonato potrebbe trasmettere malattie, potrebbe mettere in pericolo la vita di un conducente (soprattutto in autostrada) e potrebbe manifestare aggressività. La mia proposta? Lavori socialmente utili (in un canile o in un gattile) e multe salatissime (i cui proventi andranno reinvestiti per sostenere programmi educativi volti a sensibilizzare la comunità sull’importanza della responsabilità verso gli animali domestici) per tutti quelli che verranno beccati ad abbandonare un animale! In attesa di cambiare rotta (ammesso che a qualcuno interessi cambiare rotta!), non possiamo fare altro che prendere atto di questa ennesima vergogna e augurarci che l’estate 2024 lasci agli archivi numeri meno drammatici.