Com.It.Es. Santo Domingo e Fondazione Mis Pequeños Hermanos: una nuova biblioteca per i bambini di San Pedro de Macorìs

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776b9765 c268 4d52 97f9 7b7d8e8b4902Il Comites di Santo Domingo è lieto di annunciare la creazione di una nuova biblioteca in
collaborazione con la Fondazione
Mis Pequeños Hermanos e la Fondazione Rava.
Questa iniziativa ha l’obiettivo di promuovere la lingua e la cultura italiana tra i
bambini di Santo
Domingo e San Pedro
de Macorìs, che provengono da contesti sociali e economici svantaggiati.
Il progetto, che nasce dalla sinergia tra la biblioteca del Comites e la nuova biblioteca istituita a

San Pedro
de Macorìs, segna un’importante tappa nell’impegno del Comitato di Santo Domingo
verso l’educazione e la diffusione della cultura italiana
. La biblioteca, che inizialmente offre libri in italiano, sarà presto integrata con una selezione di testi in altre lingue, ampliando così l’accesso
alla lettura e favorendo la crescita culturale dei bambini.

Il Comites, grazie a questa collaborazione, non solo sostiene l’educazione linguistica, ma offre

anche un’opportunità di arricchimento culturale ai giovani lettori, introducendoli a mondi nuovi e
stimolanti.
ffbee3ad d235 4afe a864 51ff87a8cd9aOgni libro consegnato è un passo verso un futuro migliore, contribuendo a formare una nuova

generazione di cittadini globali, in grado di apprezzare e comprendere le diverse culture.

Durante la consegna dei libri, i bambini hanno mostrato grande entusiasmo e curiosità, segnando
l’inizio di un percorso che continuerà a crescere, grazie alla generosità di tutte le persone coinvolte.
Il Comites è orgoglioso di fare parte di questa iniziativa che rafforza i legami culturali tra la

Repubblica Dominicana e l’Italia, contribuendo alla formazione di giovani menti pronte ad affrontare le sfide del fututo.



Arriva MORTALIS, il romanzo noir che scuote le valli piemontesi

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cop lulu mortalisUn thriller italiano tra radio, delitti e memorie che non perdonano.

Una radio locale. Un giovane giornalista assassinato. Un manoscritto medievale che nasconde una verità molto più moderna e feroce.
Con MORTALIS, romanzo noir ambientato nella vallata del Sessera, l’autore Ennio Marchetti firma una storia che fonde mistero, tensione e una sorprendente introspezione psicologica, muovendosi tra realismo investigativo e ombre internazionali.

La vicenda si apre con l’omicidio di Marco Cattaneo, voce di Studio 26, emittente di Crevacuore. Ciò che sembra un caso isolato legato a una ricerca storica si rivelerà l’inizio di una scia di sangue orchestrata con metodo spietato da un killer. In gioco non c’è solo la verità, ma la memoria, il passato rimosso e la vendetta di chi non dimentica. Tra depistaggi intelligenti, società segrete e testimoni in pericolo, gli inquirenti si muovono in un paesaggio fatto di voci, silenzi e legami corrotti.

Il romanzo, cupo e serrato, trova nei personaggi dell’ispettore Falasca e del maresciallo Del Rio due figure fortemente umane: complementari, imperfette, capaci di muoversi con credibilità e profondità nella complessa rete narrativa.

A colpire è anche la forza con cui l’autore tratteggia l’ambiente di provincia, popolato da personaggi secondari vivi, dialoghi credibili e una tensione che cresce con ritmo implacabile. Fino all’epilogo nella chiesetta di Luppia, dove la morte, annunciata dal titolo stesso, si prende il centro della scena.

MORTALIS si distingue per il suo equilibrio tra radicamento territoriale e respiro internazionale, per una lingua asciutta ma evocativa, e per la capacità di trattenere il lettore fino all’ultima pagina. Un romanzo che racconta di voci spezzate, di colpe lontane, e del prezzo da pagare quando si fugge da ciò che si è stati.

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Il futuro? Non lo coniughiamo più. E il congiuntivo… pace all’anima sua

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170160ba 040a 4d51 a46f 5d5a340ffb1aTra i tanti tempi verbali della lingua italiana — quelli che ci hanno fatto studiare, sudare, declinare e magari anche odiare a scuola — ce ne sono due che sembrano scomparsi dai radar delle nuove generazioni (e non solo): il futuro semplice e il congiuntivo.

Oggi si legge e si ascolta con una certa disinvoltura che “stanotte torna l’ora legale”, come se fosse un evento ricorrente tipo il latte che bolle. Ma l’ora legale, piaccia o no, tornerà, perché si sta parlando di un avvenimento che deve ancora accadere. È il futuro, bellezza. Quello che si usa per indicare ciò che non è ancora successo. Semplice, no? Eppure, sembra troppo complicato per chi vive solo nel presente — o peggio — in un eterno “status” da social.

Poi c’è lui, l’illustre decaduto: il congiuntivo. Quel tempo verbale che regala sfumature, incertezze, desideri, dubbi, possibilità. Oggi invece è trattato come un vecchio zio strano, che si invita a cena solo a Natale e solo se non può proprio mancare. Si sente dire “Spero che viene”, “Credo che è”, “Penso che ha ragione”. Ma no, non è così: si dovrebbe dire “venga”, “sia”, “abbia”. Eppure sembra che l’italiano corretto sia diventato un’opzione accessoria, come i vetri elettrici sulle auto d’epoca.

A tutto questo si aggiunge la sagra della virgola, usata senza criterio. In mezzo alla frase, tra soggetto e verbo, oppure in gruppi, a grappolo, come chicchi lanciati a caso sul foglio: tanto, una virgola in più non ha mai ucciso nessuno, giusto?

Sbagliato.
Le virgole non sono coriandoli, ma pause: servono a respirare, a capire, a non perdere il senso del discorso. Metterne troppe è come frenare ogni tre metri. Non metterne affatto è come guidare a fari spenti nella nebbia.
E poi ci sono i casi in cui una virgola messa nel posto errato cambia completamente il significato della frase. Ecco un esempio classico:

  • Andiamo a mangiare, nonna! → stai invitando la nonna a pranzo.
  • Andiamo a mangiare nonna! → stai proponendo… di mangiarla. Horror linguistico (e non solo).

Le parole hanno un peso, le virgole un ritmo, i tempi verbali un significato. Dimenticarli o usarli a caso vuol dire impoverire il pensiero, la comunicazione, la cultura.

La domanda, allora, è una sola: stiamo andando verso un futuro… di sgrammaticati?
È possibile. Oppure siamo solo vittime della fretta, dei correttori automatici, della cultura usa e getta della parola.

Forse basterebbe riscoprire la bellezza della lingua — sì, quella che tornerà se la si vorrà — e renderle un po’ di quel rispetto che si deve alle cose belle, che ci rendono, in fondo, un po’ migliori.

 




L’Italia sarà Ospite d’onore alla Fiera Internazionale del libro di Guadalajara del 2026

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farnesina3 615x223Giovedì 27 marzo , alle ore 10:00, presso la Sala Aldo Moro del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministro Antonio Tajani aprirà l’evento di annuncio della partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara del 2026. La Fiera del Libro di Guadalajara, con oltre 900.000 visitatori e più di 2700 editori provenienti da 64 Paesi presenti all’edizione 2024, è uno dei più importanti eventi fieristici editoriali a livello globale, nonché il principale nel mondo ispanofono. La presenza del nostro Paese come ospite d’onore, per la seconda volta dopo l’edizione del 2008, consentirà di collocare l’Italia al centro di un mercato che conta oltre 300 milioni di potenziali lettori, il cui interesse per l’editoria italiana è in forte crescita. Nel corso dell’evento verrà anche evidenziata l’azione della Farnesina, in raccordo con il Ministero della Cultura, ICE – Agenzia, il Centro per il libro e la lettura e l’Associazione Italiana Editori, per l’internazionalizzazione dell’editoria italiana, prima industria culturale del Paese. Interverranno il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il Presidente e la Direttrice, della Fiera del Libro di Guadalajara, Trinidad Padilla e Marisol Schulz, il Presidente di ICE – Agenzia, Matteo Zoppas, l’Ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Garcia de Alba, e il Presidente dell’Associazione Italiana Editori, Innocenzo Cipolletta. (Inform)




Domani sarà il “Dantedì 2025”

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celebrazioni dante di immagine21In occasione del Dantedì del 25 marzo 2025, ALIM (Associazione dei Lettori di Italiano nel Mondo) ha promosso il progetto internazionale “Dante, terzine in tutte le lingue del mondo”, che ha coinvolto studenti e docenti di dieci università distribuite tra Europa, Africa, Asia e Americhe. L’iniziativa, nata da un’idea delle lettrici MAECI Rosaria Antinoro, docente presso l’Università di Bucarest, e Daniela Silvano, presso l’Università di Tirana, ha permesso di valorizzare il sommo poeta come figura universale capace di unire culture e popoli diversi attraverso la poesia e la lingua italiana. Al progetto hanno partecipato attivamente le università di Addis Abeba, Baku, Belgrado, Bucarest, Il Cairo, Jakarta, Lima, Pechino, Tirana e Vancouver, ciascuna rappresentata da un gruppo di studenti universitari di italiano e da una lettrice MAECI (rispettivamente Roberta Abballe, Michela Cavagnin, Pina Porzio, Rosaria Antinoro, Giuliana Giorgi, Alessandra Costantini, Mikaela Mercanti, Monica Bezzegato, Daniela Silvano e Michela Valmori) che ha coordinato le attività sul posto. Studenti da tutto il mondo hanno recitato una terzina della Divina Commedia sia in italiano sia nella propria lingua madre, contribuendo alla realizzazione di un suggestivo mosaico linguistico e culturale. Il risultato è stato straordinario: nel video del progetto, le terzine di Dante sono diventate strumenti vivi di diplomazia culturale, abbattendo barriere linguistiche e creando una ideale connessione tra studenti di differenti paesi e culture. Ancora oggi, a oltre 700 anni dalla morte, l’eredità letteraria di Dante è un ponte e uno strumento di dialogo interculturale, che continua a mantenere vivo e attuale l’interesse verso la lingua e la cultura italiana nel mondo. Il progetto si inserisce nella più ampia missione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che attraverso l’invio di lettori e lettrici promuove l’italiano come lingua di cultura e diplomazia, all’interno del più ampio Sistema della Formazione Italiana nel Mondo, del quale fanno parte le scuole italiane all’estero e le sezioni di lingua italiana presso scuole straniere, internazionali ed europee. (Inform)




“La storia di Luigi”, il nuovo romanzo di Ennio Marchetti

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v8gye46 front shortedge 384“La storia di Luigi” racconta la storia autentica e intensa di una famiglia attraversata dalle sfide dell’Ottocento e del Novecento italiano. Una narrazione che si snoda tra le difficoltà della guerra, i contrasti familiari e la forza di legami indissolubili. Al centro, la figura di Luigi, uomo semplice e deciso, segnato dal lavoro e dalla volontà di garantire un futuro alla sua famiglia.

Il romanzo descrive con delicatezza la resistenza di Severino, le tensioni nate da scelte dolorose, come l’intestazione dei terreni alle figlie Maria e Jole, e i conflitti che ne seguirono con i figli maschi. È una storia che racconta di tradizioni, ma anche di rotture, come l’amore osteggiato di Jole con un giovane postino meridionale, che porterà Luigi a prendere una decisione drastica, segnata dall’orgoglio e dai pregiudizi del tempo.

Tra momenti di gioia e ricongiungimenti – come il ritorno inaspettato di Mario da Feltre – e la nascita del nipote Ennio, la storia dipinge un affresco familiare fatto di emozioni forti e scelte difficili. La figura di Luigi emerge in tutta la sua umanità, nel suo amore silenzioso per il nipote, nelle piccole cose, come le attese fuori da scuola e le lacrime ascoltando le note della sua clavietta.

Il romanzo è un viaggio nella memoria, un racconto che restituisce la voce di una generazione che ha vissuto il lavoro duro, le guerre, le privazioni, ma anche la speranza e il desiderio di lasciare un’eredità di valori. È una testimonianza sincera e profonda di un’epoca ormai lontana, ma che vive ancora nei ricordi e nei gesti tramandati.

“La storia di Luigi” non è solo la storia di una famiglia, ma di un intero mondo rurale che affronta le trasformazioni del dopoguerra, tra tradizioni che si rinnovano e rapporti familiari che si ridefiniscono. Un romanzo che commuove e invita a riflettere sulla forza dei legami e sulla bellezza delle piccole cose.

Disponibile in internet a questo link:

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Lingua e cultura italiane negli Stati Uniti: il 10 marzo la firma dell’accordo tra Società Dante Alighieri e NIAF

lingua e cultura italiane negli stati unit il 10 marzo la firma dellaccordo tra societa dante alighieri e niaf immagine13

lingua e cultura italiane negli stati unit il 10 marzo la firma dellaccordo tra societa dante alighieri e niaf immagine13Lunedì 10 marzo alle 11.30 a Palazzo Firenze, sede centrale della Società Dante Alighieri (piazza di Firenze n. 27 – Roma), il Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi e il Presidente di NIAF (National Italian American Foundation) Robert Allegrini firmeranno un accordo per azioni congiunte delle due istituzioni sull’insegnamento della lingua e la promozione della cultura italiane negli Stati Uniti. Oltre che sull’insegnamento dell’italiano online, grazie a www.dante.global, l’intesa punta sulla formazione e sull’aggiornamento dei docenti, sulla concessione di borse di studio congiunte, sulla promozione della cultura italiana con eventi e manifestazioni, anche di carattere scientifico. Tutto ciò a supporto del made in Italy e della promozione della cultura d’impresa italiana presso le comunità italiane, fondate da emigrati, che hanno contribuito alla crescita dell’America. Il Consorzio Parmigiano Reggiano sarà partner strategico del progetto. L’insegnamento dell’italiano negli Stati Uniti si rivolge a un bacino potenziale di 20 milioni di italo-americani, rappresentati da NIAF. Dalla sua fondazione (1975), NIAF ha già assegnato oltre 10 milioni di dollari in borse di studio. Ogni anno, destina un milione di dollari alla promozione dell’Italia e alla sua cultura, anche d’impresa. Con il progetto annuale “Regione d’Onore”, inoltre, NIAF individua una regione italiana d’eccellenza per turismo e sviluppo economico (nel 2025 è stato scelto il Lazio, anche per via del Giubileo). NIAF collabora con la Casa Bianca e con il Congresso degli Stati Uniti e accoglie nel suo Gala ogni anno, dagli Stati Uniti e dall’Italia, 1.200 persone di spicco in area politica, finanziaria e culturale e illustri italo-americani. La Società Dante Alighieri, dal 1889 diffonde la lingua e la cultura italiane e promuove il Sistema Italia. Eroga formazione e aggiornamento per docenti, corsi d’italiano online (su www.dante.global) e in presenza, grazie alla sua rete mondiale che include 370 Comitati all’estero, 142.000 soci, 270 centri d’esame” PLIDA che certificano la competenza linguistica in italiano, 104 Presidi letterari con biblioteche che promuovono l’industria editoriale italiana e 40 scuole associate a ADASIM. Tra le attività con le imprese, due incontri “Dal brand alla lingua” e svariati Congressi internazionali sotto l’Alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con interlocutori che vanno dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri alla Segreteria di Stato Vaticana, dai Ministeri degli Esteri, dello Sviluppo Economico e del Turismo a SACE, dalla Confindustria a Chiesi Farmaceutici, e poi Enel, Eni, la Fondazione Adriano Olivetti, Prada, UBI Banca e altri ancora.(Inform)




Il concorso del CGIE Venezuela: Miti e leggende di Sicilia

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28siciliavenezuelacgieIl Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) in Venezuela ha annunciato il lancio della prima edizione del Concorso delle Maschere di Carnevale “Miti e Leggende di Sicilia”, con l’obiettivo di incentivare la creatività, il lavoro artigianale e la riscoperta delle figure leggendarie che hanno segnato la cultura dell’isola tra i giovani: dagli dei e le ninfe ai giganti e agli spiriti che ne popolano la memoria collettiva.
Circa 2.000 studenti, tra i 12 e i 25 anni, provenienti da una decina di istituzioni italiane partecipanti, sono chiamati a presentare individualmente le loro creazioni originali durante il concorso, che è stato aperto ieri, 27 febbraio, e che si chiuderà il prossimo 20 marzo con l’assegnazione di più di 20 premi.
Il concorso organizzato dal CGIE è patrocinato dai Comitati degli Italiani all’Estero (COMITES) di Oriente e Occidente, dalla Federazione delle Associazioni Italo-Venezuelane (FAIV), dalla Camera di Commercio Italo-Venezuelana (Cavenit), Centro Italiano Venezolano di Caracas, dalla Società Dante Alighieri di Maracay, dalla Cattedra di Italiano della UPEL (Universidad Pedagógica Libertador), dalla Casa D’Italia di Maracay e Maracaibo, l’Università di Margarita (Unimar) e la Cattedra di Italiano della UPEL di Maracay, nucleo Rafael Alberto Escobar Lara.
Antonio Iachini, Rappresentante del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero in Venezuela, ha spiegato che questa prima edizione rende omaggio alla Sicilia, “in onore dei numerosi immigrati stabilitisi in Venezuela che provengono da quest’isola, la più grande del Mediterraneo, con una grande ricchezza culturale legata, in larga misura, alla mitologia dell’antica Grecia e ad altri popoli, che si fusero con le tradizioni locali per dare origine a storie affascinanti”.
“L’iniziativa mira anche ad aprire spazi per promuovere l’integrazione culturale, la conservazione del patrimonio, salvare i valori e riaffermare l’orgoglio per le radici italiane, oltre a celebrare la diversità culturale della Sicilia, aprendo opportunità per risvegliare l’interesse per i viaggi e la conoscenza di questa regione”, ha aggiunto Iachini, il quale appartiene anche alla Commissione VIII del CGIE – incaricata di supervisionare le questioni relative all’innovazione, alla ricerca, agli studi universitari e alla digitalizzazione – e, inoltre, fa parte del Gruppo 1, che è orientato a rafforzare e promuovere la leadership, la partecipazione e lo sviluppo delle donne italiane nel contesto globale.
Allo stesso modo, ricercando le storie della Sicilia, e poi ricreandole attraverso l’espressione plastica, i partecipanti non solo imparano a conoscere gli dei, gli eroi e le creature che fanno parte dell’immaginario, ma mantengono viva la memoria storica e incoraggiano il dialogo tra passato e presente, assicurando che queste tradizioni perdurino per le nuove generazioni. Oltre a recuperare i miti greci che hanno plasmato l’identità dell’isola, il concorso incoraggia anche il riconoscimento delle influenze – delle tradizioni arabe e normanne – che hanno arricchito queste leggende nel corso dei secoli.
Le opzioni a cui ispirarsi nella creazione delle maschere sono incalcolabili. I miti e le leggende siciliane sono un tesoro culturale che si tramanda di generazione in generazione, ed è rimasto attuale nel tempo, affascinando e incantando chi li conosce. Dalle profondità del mare alla cima dell’Etna, ci sono storie ovunque.
Uno sguardo alla ceramica, all’architettura, alla pittura, alla tradizione orale e alla letteratura siciliana ci porta ad esseri come le Sirene, simbolo di bellezza, seduzione e pericolo nelle acque del Mediterraneo, lo stesso luogo abitato dalla Donna del Mare, spirito marino che protegge i pescatori. Nei campi spicca la presenza del Guardiano della Terra, venerato dai contadini perché spirito protettore delle colture e delle vigne. Mentre il dio del vino e delle feste, Dioniso, è venerato per la sua capacità di ispirare liberazione e celebrazione. Da parte sua, la ninfa Aretusa si trasformò in fonte per sfuggire a un dio innamorato e rappresenta la purezza e l’acqua dell’isola. Secondo le leggende locali, la mitica figura del Gigante di Palmi ha contribuito a modellare il paesaggio siciliano, simboleggiando la forza primordiale della terra. D’altra parte, il ciclope Polifemo e la sua forza bruta sono associati alla forza vulcanica e alla geografia brusca della regione. Aetna, la dea del vulcano Etna, è la madre dei Palici, divinità dei geyser e delle sorgenti di acqua calda.
Ci sono molti altri miti e leggende come quello del pastore Aci e della Nereide Galatea, quello di Demetra e Persefone, le storie e il simbolismo di Medusa, o figure leggendarie come la Sibilla di Siracusa e la Testa di Moro, tra gli altri.
Il Concorso delle Maschere di Carnevale “Miti e Leggende della Sicilia” premierà la creazione di maschere realizzate completamente a mano e individualmente, che dimostrino elevati livelli di difficoltà tecnica, creatività e finitura professionale. Il regolamento del concorso prevede che le maschere presentate debbano coprire l’intero volto e parte dei capelli, realizzate con tecniche come cartapesta, modellazione dell’argilla, pelle goffrata, gesso, origami, kirigami, quilling (o filigrana di carta), anche se sono ammessi altri materiali, purché il pezzo sia realizzato a mano al cento per cento. Si prevede che la finitura delle maschere sia paragonabile a quelle realizzate nei carnevali di Acireale o Viareggio, caratterizzate dalla loro bellezza, dettaglio ed eleganza. La giuria, composta da rappresentanti locali delle istituzioni partecipanti, valuterà l’originalità, la complessità della tecnica, l’estetica, i materiali e il collegamento con il tema del concorso.
Il comitato organizzatore prevede la partecipazione di circa 2.000 studenti provenienti da istituzioni e corsi di studio dell’italiano a Caracas, Maracay, Maracaibo, Margarita e Puerto Ordaz. Per ora, il concorso è rivolto agli studenti di età compresa tra i 12 e i 25 anni degli istituti partecipanti al concorso come: Associazione Civile Scuola Agustín Codazzi, Scuole Simón Bolívar e Giuseppe Garibaldi, Nuestra Señora de Pompei, San Marcos Evangelista e San Francisco de Asís, tutte a Caracas. A Maracay si contendono la Società Dante Alighieri, la Casa D’Italia e la Cattedra di Italiano della UPEL del capoluogo aragonese. Nella città di Maracaibo la gara è tra i partecipanti convocati dal Comites dell’Occidente e dalla Casa D’Italia di questa città. A Margarita sono invitati a partecipare gli studenti dei Dipartimenti d’Arte con menzione in Graphic Design e Lingue dell’Università di Margarita (Unimar) e gli studenti della Fondazione Italia Nostra, nonché gli studenti della Scuola Mariano Picón Salas. Infine, a Puerto Ordaz la competizione si svolgerà presso la Scuola Maria Montessori.
I partecipanti devono presentare le loro maschere in perfette condizioni e pronte per essere esposte nelle rispettive città, rispettando il regolamento del concorso pubblicato sul sito www.cgie.org.ve.
Allo stesso modo, devono includere un video di 30 secondi che identifichi e spieghi certi aspetti come il motivo dell’ispirazione, nonché gli elementi mitologici incorporati. Il termine ultimo per la consegna delle mascherine sarà il 20 marzo.
Il CGIE consegnerà più di 20 premi ai vincitori delle organizzazioni partecipanti in ciascuna regione. Le istituzioni chiamate a concorrere in ciascuna città, ad eccezione di Caracas, concorreranno tra loro per i primi tre posti. A Caracas, gli studenti di ciascuna scuola gareggeranno internamente per i premi.
I primi classificati riceveranno ciascuno una console Sony Playstation 5 Slim Digital. I creatori delle maschere che rimarranno al secondo posto riceveranno le console Nintendo Switch Lite e i terzi posti verranno premiati con tablet Infinix XPAD X1101B. (aise) 




“The Journey of Phil Trajetta”: Franco Sciannameo presenta il suo libro all’IIC di New York

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Il 27 febbraio, alle ore 18:00, l’Istituto Italiano di Cultura di New York ospiterà la presentazione del libro “The Journey of Phil Trajetta” di Franco Sciannameo, CFA distinguished scholar & teaching professor of Music alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, in Pennsylvania.
Sarà presente l’autore con la partecipazione di Diana Castelnuovo-Tedesco, nipote del celebre compositore Mario Castelnuovo-Tedesco e direttrice degli Archivi del musicista.
Questa nuova monografia sintetizza e contestualizza i dettagli che circondano la vita e l’opera di Filippo (Phil) Trajetta (Venezia, 1776 – Filadelfia, 1854), figlio del celebre compositore d’opera Tommaso Trajetta, spesso scritto Traetta. Il volume è stato progettato per richiamare l’attenzione di musicologi e professionisti su un maestro trascurato che ha valorosamente contribuito allo sviluppo della musica in America in un momento cruciale della storia del Paese: il periodo tra gli anni americani post-Rivoluzione e la soglia della Guerra Civile.
La quantità di letteratura scritta sulla musica nell’America prebellica è ampia e accurata; tuttavia, il nome e le attività di Trajetta ricevono a malapena una menzione superficiale. Phil Trajetta, patriota, musicista e immigrato merita di meglio. Il suo viaggio letterale ed esistenziale da prigioniero politico a Napoli durante la caduta della breve Repubblica Napoletana a libero cittadino americano, la dice lunga sul suo status di uno tra i pochissimi musicisti europei professionisti pienamente accreditati ad affermarsi su questa sponda dell’Atlantico.
In America, Trajetta creò o fu determinante nella creazione di tre importanti scuole di musica: i Conservatori americani di Boston nel 1801, New York nel 1820 e Filadelfia nel 1828. Il Conservatorio americano di Filadelfia, che ha tenuto le sue porte aperte per oltre 20 anni, è diventato la “ragion d’essere” definitiva di Phil Trajetta. Lì, come direttore dell’orchestra e del coro del Conservatorio che comprendeva studenti, amici e professionisti, Trajetta produsse le sue principali composizioni orchestrali/corali e scrisse trattati pedagogici fondamentali.
Franco Sciannameo, violinista, musicologo e storico della cultura, ha studiato a Roma presso l’Accademia Conservatorio di Musica “Santa Cecilia”, l’Accademia Chigiana di Siena e successivamente l’Università di Hartford e quella di Pittsburgh. Sciannameo scrive e tiene conferenze sulla musica contemporanea e il suo rapporto con la politica, il cinema e le arti.
I suoi libri includono La trilogia del Padrino di Nino Rota (Lanham: Rowman & Littlefield, 2010); La musica come sogno: saggi su Giacinto Scelsi, a cura di Alessandra Carlotta Pellegrini (Lanham: Rowman & Littlefield, 2013); Sperimentare il concerto per violino: A Listener’s Companion (Lanham: Rowman & Littlefield, 2016); Modelli migratori dei musicisti: le coste adriatiche (New York: Routledge, 2018); Riflessioni sulla musica di Ennio Morricone: fama e eredità (Lanham: Lexington Books, 2020); Gli scritti estetici di Giacinto Scelsi a cura di Alessandra Carlotta Pellegrini (Lanham: Rowman & Littlefield, 2023); Musica da film italiana, anni ’50-’70: tra tradizione, innovazione e internazionalizzazione, a cura di Franco Sciannameo (Turnhout: Brepols, 2023). (aise) 




“Noi, Italiani all’Estero”: un viaggio attraverso secoli di emigrazione e successi nel mondo

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q62e94p front shortedge 384L’emigrazione italiana è stata uno dei fenomeni sociali più significativi degli ultimi due secoli, trasformando il nostro paese e lasciando un’impronta indelebile in tutto il mondo. Noi, Italiani all’Estero, scritto da Ennio Marchetti, è un’opera che analizza in modo approfondito e coinvolgente questo processo, combinando la ricostruzione storica con il racconto delle vite di uomini e donne che hanno contribuito allo sviluppo economico, sociale e culturale di molte nazioni.

Dalle prime esplorazioni ai grandi flussi migratori dell’Ottocento e del Novecento, fino alle nuove migrazioni del XXI secolo, il libro offre un’analisi dettagliata dell’impatto degli italiani nel mondo. Non si tratta solo di una cronaca degli spostamenti geografici, ma di un vero e proprio affresco delle esperienze, delle sfide e dei successi che hanno caratterizzato la diaspora italiana.

Il testo è arricchito da testimonianze, documenti storici e un’accurata selezione di fonti che restituiscono la complessità e la ricchezza di questa epopea migratoria.

Un contributo fondamentale è rappresentato dalla corposa appendice curata dal giornalista Generoso D’Agnese, che raccoglie le storie di italiani meno noti che, nei secoli, si sono distinti all’estero lasciando un segno nella storia dei paesi in cui hanno vissuto.

Attraverso un linguaggio chiaro e accessibile, Noi, Italiani all’Estero si rivolge a tutti coloro che vogliono conoscere meglio le proprie radici e comprendere il contributo straordinario che gli italiani hanno dato nel corso dei secoli al progresso globale. Che si tratti di lavoratori instancabili, imprenditori visionari, scienziati di fama internazionale o artisti che hanno incantato il mondo, gli italiani all’estero hanno saputo lasciare un segno indelebile. Questo libro è un omaggio alla loro storia, al loro coraggio e alla loro eredità.

📖 Per acquistare il libro (305 pagine, a 21 dollari):

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