“L’Haitiano”, un racconto epico tra sopravvivenza, identità e le forze che plasmano un’isola divisa

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gj2mjk9 front shortedge 384Con L’Haitiano, ultima fatica letterario del direttore di Fatti Nostri, Ennio Marchetti, l’autore ci conduce in un viaggio, potente e stratificato, che esplora le vite di uomini e donne intrappolati tra il caos di Haiti e la relativa stabilità della Repubblica Dominicana. È un romanzo che intreccia la storia personale di Jean-Michel Pie con il destino collettivo di un’intera isola, affrontando temi di amore, sacrificio, politica e identità.

Il cuore della storia: una fuga disperata e la speranza di un futuro.

Al centro della narrazione è Jean-Michel Pie, un uomo costretto a lasciare Port-au-Prince per sfuggire alla violenza che domina le strade. La sua fuga verso la Repubblica Dominicana non è solo un tentativo di salvezza, ma anche una ricerca di dignità e opportunità per la sua famiglia. Attraverso il suo viaggio, Marchetti esplora le tensioni tra due nazioni che condividono un’isola, ma vivono realtà completamente diverse.

La Repubblica Dominicana, descritta con vividezza e autenticità, diventa il rifugio in cui Jean-Michel trova speranza, ma anche nuove sfide. Le differenze culturali, le difficoltà di integrazione e i pregiudizi verso gli haitiani emergono con forza, creando un quadro realistico e complesso delle relazioni tra i due Paesi.

Contrasti tra Haiti e la Repubblica Dominicana

Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è proprio l’esplorazione delle profonde differenze tra Haiti e la Repubblica Dominicana. Mentre Haiti è ritratta come un Paese in crisi, devastato dalla violenza delle bande armate e dall’instabilità politica, la Repubblica Dominicana appare più moderata e organizzata, pur affrontando le difficoltà legate alla migrazione haitiana. Il governo dominicano, descritto con equilibrio e rispetto, cerca di mantenere la stabilità, nonostante le tensioni generate dall’arrivo di migliaia di rifugiati.

Marchetti riesce a catturare le sfumature di questo rapporto complesso, evidenziando sia le divisioni culturali e storiche, sia i legami profondi che uniscono i due popoli. Hispaniola emerge così come un’isola in cui identità, storia e politica si intrecciano in modo inestricabile.

Pierre-Louis e il sogno di unificazione

Un ruolo centrale nel romanzo è giocato dal Professeur Joseph Pierre-Louis, un intellettuale haitiano che incarna il desiderio di una riunificazione dell’isola. Tuttavia, il suo approccio, intriso di idealismo e determinazione, è radicale e, per molti, pericoloso. Pierre-Louis immagina un’isola senza confini, in cui gli haitiani possano reclamare il loro posto. Questo sogno, che si scontra con la realtà politica e sociale, alimenta tensioni che attraversano tutto il romanzo, mettendo in discussione i limiti tra diplomazia, identità e sovranità.

Il suo desiderio di unificazione si contrappone al pragmatismo del governo dominicano, che tenta di gestire la situazione senza cadere in estremismi. Questa contrapposizione tra visioni radicali e moderate arricchisce la narrazione, offrendo spunti di riflessione su come affrontare conflitti culturali e politici.

Personaggi memorabili

I protagonisti di L’Haitiano sono ricchi di sfumature e rappresentano le diverse forze in gioco sull’isola:

  • Jean-Michel, simbolo della resilienza e dell’amore familiare, è un uomo che cerca di bilanciare responsabilità e passioni in un contesto di estrema precarietà.
  • Marie-Claire, sua moglie, incarna la forza e la devozione, rimanendo un punto fermo nella vita caotica del marito.
  • Adeline, una vecchia fiamma di Jean-Michel, rappresenta la possibilità di un nuovo inizio e la complessità dei legami personali.
  • Il Professor Pierre-Louis, con il suo radicalismo intellettuale, e il Presidente haitiano Desmarais, intrappolato nelle difficoltà di governare Haiti, riflettono le diverse risposte ai problemi di un’isola divisa.
  • Il governo dominicano, pur essendo una presenza collettiva più che individuale, emerge come una forza moderata e pragmatica, impegnata nel mantenere stabilità e ordine.

Lo sfondo spirituale e culturale

Sebbene il vudù non sia centrale, le sue cerimonie e figure simboliche, come Baron Samedi, aggiungono una dimensione mistica alla narrazione. Il vudù rappresenta non solo una forza spirituale, ma anche un modo attraverso il quale i personaggi cercano di affrontare le loro paure e trovare conforto.

Uno stile evocativo e coinvolgente

La scrittura di Marchetti è potente e poetica, capace di alternare momenti di alta tensione a passaggi di introspezione. Le descrizioni delle città, dei paesaggi e delle dinamiche sociali sono vivide e coinvolgenti, trasportando il lettore direttamente nel cuore dell’azione. La struttura corale del romanzo, con molteplici punti di vista, arricchisce ulteriormente la narrazione, rendendola complessa e avvincente.

Un romanzo che parla al cuore e alla mente

L’Haitiano è un’opera che riesce a intrecciare amore, politica e spiritualità in una narrazione avvincente e profonda. È una riflessione sull’identità, sulla resilienza e sulla necessità di trovare un equilibrio tra sogni e realtà.

Ennio Marchetti ci regala un romanzo che, pur esplorando le divisioni, celebra ciò che unisce: l’umanità, l’amore e la speranza in un futuro migliore.

Il link per poterlo acquistare e ricevere comodamente a casa è:

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/lhaitiano/paperback/product-gj2mjk9.html?q=L%27Haitiano+ennio+marchetti&page=1&pageSize=4

La copertina è della pittrice italiana Giuliana Tasselli, per gentile concessione.




In edicola un Topolino in 4 dialetti: così si celebrano le lingue locali

topolino 4 dialetti

topolino 4 dialetti“Assafà, Archimè! Nun berevo ll’ora!“. “Finammenti! Sta cosa cci vuleva appiddaveru Acchimedi!”. “L’era l’ora Archimede! L’è propio icchè ci volea!”. “L’era ora! Propi quell che ghe voreva, Archimede!“. Parola di Paperon de’ Paperoni che insieme al suo cilindro in versione speciale appare, con sfondo tricolore, sulla copertina di un Topolino molto particolare. Il fumetto celebra i dialetti italiani realizzando cinque versioni alternative del numero in edicola questa settimana, il numero 3608: nel fumetto, la storia di apertura ‘Zio Paperone e il PdP 6000’, scritta da Niccolò Testi per i disegni di Alessandro Perina, è stata tradotta in napoletano, catanese, fiorentino e milanese.

LE VERSIONI IN EDICOLA SONO 5

Topolino 3608, si legge sul sito della Panini, uscirà in cinque versioni, che si differenzieranno per il fatto che una storia contenuta all’interno dell’albo, oltre alla versione in italiano, sarà tradotta in quattro dialetti: campano, lombardo, siciliano e toscano. Le cinque versioni di Topolino avranno ciascuna una versione della storia: quella in italiano si troverà nelle edicole di tutta Italia, mentre le versioni con la storia in dialetto sono acquistabili nella regione dove si parla quel dialetto.

Per declinare la storia nei quattro dialetti, Panini si è avvalso della collaborazione di Riccardo Regis, professore ordinario di Linguistica italiana dell’Università degli Studi di Torino, esperto di dialettologia italiana, che ha coordinato un team di linguisti. “Un’ottima occasione – spiega – per ricordarci quale immenso patrimonio culturale e storico rappresentino le centinaia di idiomi che attraversano la nostra penisola da nord a sud e da levante a ponente. Testimonianze vive di un’eredità storica quanto mai ricca e preziosa”.

LA GIORNATA DEI DIALETTI È IL 17 GENNAIO

Tra le ricchezze dell’Italia c’è sicuramente anche la varietà linguistica e proprio con l’obiettivo di celebrare e valorizzare la ricchezza linguistica e culturale rappresentata dai dialetti e dalle lingue locali è stata istituita dall’Unione nazionale delle pro loco (Unpli) nel 2013 la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali che si celebra ogni anno il 17 gennaio.
I dialetti italiani rappresentano una parte essenziale dell’identità storica, sociale e culturale delle diverse regioni del paese e la giornata dedicata nasce con l’intento di promuovere iniziative che contribuiscano alla salvaguardia delle lingue minoritarie e dialettali, alcune delle quali sono a rischio di estinzione e anche a sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza di conoscere e praticare le lingue locali come mezzo per preservare la memoria storica e culturale.

L’uso prevalente o esclusivo dell’italiano è più diffuso nel Nord-ovest e al Centro per tutti i contesti relazionali. In particolare, in famiglia parla prevalentemente italiano il 61,3% delle persone residenti al Nord-ovest e il 60% dei residenti al Centro, rispetto al 27,3% delle persone che vivono al Sud e al 32,9% di quelle residenti nelle Isole. Le regioni in cui questa abitudine è più diffusa sono la Toscana (74,9%), la Liguria (70,1%), la Lombardia (59,8%) e il Lazio (59,2%), quelle dove invece è minore sono la Campania (20,7%), la Calabria (25,3%) e la Sicilia (26,6%). Anche nei rapporti con gli estranei si riscontrano forti differenze territoriali: l’uso prevalente dell’italiano arriva al 90% nel Nord-ovest, sfiora l’85% al Centro, diversamente dal resto d’Italia dove al massimo raggiunge il 75%. Sono questi i dati evidenziati dall’ultimo rapporto Istat disponibile (pubblicato 2017, dati 2015) sull’uso della lingua italiana e dei dialetti.

E proprio Unpli, insieme ad Ali (Autonomie locali italiane) del Lazio, il mese scorso ha decretato i vincitori della dodicesima edizione del concorso letterario ‘Salva la tua lingua locale’: un dizionario con i gallicismi siciliani, saggi in ladino di Fassa e in astigiano, poesie in bisiàc e in romagnolo, una tesi di laurea sul dialetto genovese, opere in dialetto sammarchese, venosino e griko, una canzone in friulano e un lavoro teatrale in dialetto napoletano.
“In un mondo sempre più globalizzato – commenta Antonino La Spina, presidente Unpli – ogni lingua rappresenta un patrimonio immateriale che custodisce l’identità, la storia e le tradizioni di un popolo, come sottolineato anche dall’Unesco”.

Secondo l’Istat, l’uso esclusivo del dialetto continua a diminuire: la quota di chi parla prevalentemente il dialetto in famiglia si era già dimezzata tra 1988 e 2006 (dal 32% al 16%) e nel 2015 cala ancora leggermente, attestandosi al 14%. L’uso misto di italiano e dialetto in famiglia è cresciuto nel tempo, passando tra il 1988 e il 2006 dal 24,9% al 32,5%, per poi stabilizzarsi intorno al 32% nel 2015. Lo stesso trend si riscontra nel contesto amicale (dal 27,1% del 1988 al 32,1% del 2015). Diversamente, con gli estranei, anche in alternanza con l’italiano, l’uso del dialetto continua a diminuire (dal 20,3% del 1988 al 12,9% del 2015).
L’uso esclusivo dell’italiano, infine, rimane pressoché stabile nelle relazioni familiari e amicali (rispettivamente dal 45,5% al 45,9% e dal 48,9% al 49,6%). Il ricorso esclusivo all’italiano con gli estranei, che già a partire dal 2000 si era stabilizzato al di sopra del 70%, nel 2015 fa registrare un ulteriore significativo aumento (79,5% a fronte del 72,8% del 2006).

Agenzia DIRE – www.dire.it




“In biblioteca in italiano”: l’IIC di Washington apre le porte ai piccoli lettori

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12iicwashUn nuovo ciclo di incontri dedicati ai piccoli: si chiama “In biblioteca in italiano” la nuova iniziativa dell’Istituto Italiano di Cultura a Washington che domani ospiterà il primo appuntamento, alle 16.30.
Dedicati ai lettori dai 4 ai 10 anni, gli incontri sono guidati da Fiorenza Castelli che accompagnerà i partecipanti alla scoperta di una selezione di libri in italiano o sulla cultura italiana. Al centro di ogni incontro un tema specifico, affiancato da attività pratiche.
Durante l’incontro del 14 gennaio verrà letto “Un Leone a Parigi” di Beatrice Alemagna (2021, Donzelli Editore). (aise) 




Come sopravvivere con una moglie… rompiscatole, il divertente libro di Rocco Sopravvivo

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95edz68 front shortedge 384“Manuale di sopravvivenza con una moglie rompicoglioni” è il divertentissimo libro dell’amico Rocco Sopravvivo che consigliamo caldamente ai nostri lettori.

Svegliarsi con un rimprovero, cercare di evitare le critiche per ogni piccolo errore, ascoltare consigli “non richiesti” su come vivere meglio: per molti mariti, questa non è solo routine, ma una vera e propria lotta per la sopravvivenza.

In “Manuale di sopravvivenza con una moglie rompicoglioni,” Rocco Sopravvivo racconta con ironia e affetto le dinamiche quotidiane di una convivenza movimentata, offrendo uno spaccato realistico e irresistibilmente comico sulla vita di coppia.

Attraverso capitoli che esplorano situazioni esilaranti e comuni – dagli immancabili sermoni mattutini alle maratone di pulizia casalinga, dalle battaglie per il controllo del telecomando agli scontri silenziosi sul cuscino condiviso – l’autore guida i lettori nell’arte di convivere con una moglie dal carattere forte, senza mai perdere di vista il sorriso (e la propria sanità mentale).

Questo libro non è solo un manuale di sopravvivenza, ma un invito a riscoprire l’umorismo e il lato positivo anche nelle situazioni più esasperanti. Perché, come ci ricorda Sopravvivo, la vita di coppia non è perfetta, ma è proprio nelle imperfezioni che si trova la vera bellezza dell’amore.

Ideale per tutti i mariti che si sentono soli nella loro “maratona coniugale,” e perfetto anche per le mogli che vogliono scoprire come vengono viste le loro manie… con un pizzico di ironia.

Chi lo desidera avere deve cliccare su questo link:

https://www.lulu.com/shop/rocco-sopravvivo/manuale-di-sopravvivenza-con-una-moglie-rompicoglioni/paperback/product-95edz68.html?q=rocco+sopravvivo+manuale&page=1&pageSize=4

 




“Il Presidente di Santa Elvira”, il nuovo romanzo del direttore

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presidente cop italianoÈ uscito nelle scorse settimana il nuovo romanzo di Ennio Marchetti, direttore di Fatti Nostri.

Si tratta di una corposa e avvincente saga familiare  che intreccia decenni di intrighi politici, passione e lotta per il potere. Al centro della storia ci sono i Dubois, una famiglia che ha saputo, attraverso forza, intelligenza e coraggio, influenzare il destino di Santa Elvira, un’isola caraibica ricca di contrasti e ambizioni.

Il romanzo inizia con la storia di François Dubois, un imprenditore di visione e carisma, che con la sua società, la Montenegro Holding, non solo costruisce un impero economico ma contribuisce anche a trasformare l’isola, rialzandola da crisi e difficoltà. L’epoca di François è fatta di sfide, strategie e decisioni importanti, mentre lotta per proteggere gli interessi della famiglia e garantire un futuro migliore a Santa Elvira. Attorno a lui ruotano personaggi forti, amicizie leali, ma anche pericolosi nemici che tramano per ostacolare la sua ascesa.

Ma la vera svolta arriva con il figlio Alex, giovane musicista ribelle che, dopo aver affrontato tragedie personali e lotte interne, trova la sua strada nella politica. Grazie alla sua forza di volontà, Alex diventa il leader di una rivoluzione pacifica, conquistando il cuore del popolo e proponendo una nuova visione per l’isola. Con il Partito per la Rinascita e l’Unità di Santa Elvira (PRUSE), Alex si lancia in un’aspra competizione elettorale, promettendo di portare giustizia, equità e sviluppo economico. Ma la sua lotta non è solo politica: è un viaggio di scoperta di se stesso, dei valori della sua famiglia e dell’amore, incarnato dalla figura di Sophie, la donna che lo accompagna nel suo percorso.

Tra complotti, corruzione, tradimenti e sfide personali, la famiglia Dubois si erge come simbolo di speranza, determinazione e cambiamento.

“Il Presidente di Santa Elvira” è più di un semplice romanzo: è una storia di rinascita, dove le vicende personali si intrecciano con il destino di un’intera nazione, e dove ogni personaggio contribuisce a costruire un mosaico fatto di sogni, lotte e riscatti.

Un viaggio attraverso gli anni, tra le luci e le ombre del potere, e un racconto che cattura l’essenza di ciò che significa amare la propria terra e lottare per un futuro migliore.

Il volume è disponibile al sito, cliccando qui:

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Messico. Las tragica scomparsa di Enrique Esnal

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enriqueesnalpuntovert 1Dopo la tragica scomparsa, qualche giorno fa, di Enrique Esnal, ex vicepresidente della Società Dante Alighieri di Città del Messico, l’Ambasciata d’Italia nel Paese latinoamericano ha inviato un messaggio di cordoglio ai membri del Consiglio direttivo dell’istituzione.

«L’Ambasciata d’Italia in Messico» —si legge nel testo— «si unisce alla Dante nell’esprimere le più sincere condoglianze alla famiglia del Sig. Esnal Dubernard, con solidarietà in questo momento di dolore».

«Nella collettività italiana» —continua il messaggio— «rimarrà sempre il ricordo di Enrique Esnal Dubernard, già vicepresidente della Dante Alighieri, insignito con l’ordine al merito della Repubblica Italiana nel grado di Commendatore, quale promotore della nostra lingua e cultura».

Anche Fabio Caselli, presidente della Dante di Città del Messico, ha ricordato Esnal in un comunicato:

«Ho conosciuto il caro amico Enrique circa nove anni fa» —afferma— «quando ho avuto l’onore di entrare nel Consiglio direttivo della società. Lui vantava una lunga storia familiare e personale con l’istituzione: l’auditorium, per esempio, porta il nome di suo zio, Aldo Cecchetti».

«Il suo amore per questo simbolo dell’Italia» —continua— «presente in Messico da oltre 120 anni, e il suo impegno costante lasciano un’impronta indelebile nel cuore della nostra comunità culturale. Era un signore, Enrique, nel senso nobile del termine: colto, elegante e di princìpi etici che denotavano un’intelligenza antica, ammirabile. Nel corso dei decenni di appartenenza alla Società ha svolto un ruolo cruciale nel promuovere e diffondere i valori della cultura italiana nel mondo, rafforzando legami internazionali e portando avanti con passione e dedizione le tradizioni e le missioni».

«La sua visione, sempre orientata alla valorizzazione della lingua e della cultura italiana, ha contribuito alla crescita e al rinnovamento delle nostre iniziative culturali. Il suo profondo attaccamento alla Dante si è manifestato, nel corso dei decenni, non solo nell’efficace azione amministrativa, ma anche nel quotidiano impegno con cui ha supportato ogni attività, costruendo ponti e favorendo l’interculturalità».

«Grazie, Enrique. A nome di tutto il Consiglio direttivo, ti siamo grati per il tuo instancabile lavoro e amore per la nostra istituzione. Il tuo insegnamento e il tuo esempio di vita continueranno a risplendere attraverso le nostre iniziative. La Società Dante Alighieri ti ricorda con affetto e stima, consapevole che il tuo contributo rimarrà sempre parte integrante della nostra storia», conclude Caselli.

da puntodincontro.mx




Subiaco è la Capitale del Libro 2025

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ministerto cultura subiaco capitale del libroi italiana immagine6Subiaco è la Capitale italiana del Libro 2025. A proclamarla, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Roma, al Ministero della Cultura, è stato il Ministro Alessandro Giuli, con la seguente motivazione:

“Il progetto presentato da  Subiaco offre un ventaglio accurato di proposte tutte volte alla valorizzazione e alla diffusione del progetto libro, partendo dal rilancio e dal restauro del grande patrimonio bibliotecario custodito nel suo territorio, fino ad arrivare all’utilizzo delle nuove risorse tecnologiche che permetteranno alle nuove generazioni di approcciarsi con metodi a loro più consoni a un mondo culturale – considerato  per lo più polveroso e antico – che può invece offrire loro molti stimoli e sorprese. Ma non è solo questo il focus del progetto.  Unendo passato e presente, si potrà assistere alla realizzazione del primo libro stampato in Italia, proprio a Subiaco, nel 1465 di cui si è perso l’originale, permettendo di ricostruire materialmente la prima tipografia a caratteri mobili italiana. Tante le iniziative intese a far scoprire, tutelare e valorizzare le tante ricchezze artistiche e architettoniche del territorio, a partire da visite guidate nei musei con supporti audiovisivi innovativi tipo WhatsArt, spettacoli teatrali, interazioni tra biblioteche, libri ‘parlati’ nelle piazze, coinvolgendo insegnanti e allievi delle scuole locali. Tutto questo nell’importante intento di far conoscere il lungo viaggio fatto dal libro nei secoli alle nuove generazioni, unendo passato e futuro in modo interattivo e attrattivo per tutti. Solo la conoscenza del passato, infatti, ci può illuminare in una nuova visione della cultura come forma di resistenza dell’umanità”.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche il Direttore generale della Direzione Biblioteche e Diritto d’Autore, Paola Passarelli; il presidente della giuria, Gian Arturo Ferrari (collegato da remoto). Presenti il presidente del Centro per il Libro e la Lettura, Adriano Monti Buzzetti Colella e il Direttore del Centro per il Libro e la Lettura, Luciano Lanna. In videocollegamento i componenti della giuria: Roberto Alfatti Appetiti, Domenico Minuto, Susanna Tamaro e Simona Vinci.

Le città finaliste sono state: Grottaferrata (Rm), Ischia (Na), Macchiagodena (Is), Mistretta (Me), Sorrento (Na) e Subiaco (Rm).  Le città che hanno inviato la candidatura per concorrere al titolo di Capitale italiana del Libro 2025 erano 20: Benevento, Butera (Cl), Casalnuovo di Napoli (Na), Castel Bolognese (Ra), Chioggia (Ve), Cuneo, Gallipoli (LE), Grottaferrata (RM), Ischia (NA), Latina, Macchiagodena (IS), Mantova, Mercogliano (AV), Mistretta (ME), Palombara Sabina (RM), Sant’Andrea di Conza (AV), Sorrento (NA), Subiaco (RM), Terni e Velletri (RM).

“La premiazione per il titolo di ‘Capitale italiana del Libro’ giunge proprio nei giorni in cui il Ministero della Cultura compie 50 anni, un ottimo viatico per un premio che ha confermato la sua vocazione geografica e culturale plurale. Ogni latitudine, storia, paesaggio e accento d’Italia hanno infatti animato un concorso in cui tutte le città partecipanti hanno messo in campo il proprio patrimonio culturale e letterario. Tutte le proposte presentate, dalle 20 candidature iniziali alle 6 città finaliste, sono state ambiziose e di alto livello. E non c’è dubbio che Subiaco sarà all’altezza del titolo riconosciutole con un programma di eventi e iniziative capaci di valorizzare il patrimonio locale e nazionale del libro, la sua filiera e le sue infrastrutture, esaltando il valore sociale della lettura e il suo rapporto vitale con il territorio”, ha detto il Ministro Giuli.

Il conferimento del titolo, di durata annuale, è stato istituito con Legge 13 febbraio 2020 n. 15. La prima Capitale italiana del Libro è stata Chiari (Bs), nel 2020, alla quale il riconoscimento è stato attribuito per legge dal Consiglio dei Ministri per le attività di promozione della lettura quale strumento per sostenere la comunità attraverso i canali social dell’amministrazione comunale durante il lockdown. Nel 2021 Vibo Valentia, nel 2022 Ivrea, nel 2023 Genova, nel 2024 Taurianova. (Inform)




Messico. Bologna Children’s Book Fair alla Fiera del libro

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filbolognapuntovertGiunge alla quarta tappa —dal 30 novembre all’8 dicembre alla Feria internacional del libro de Guadalajara, in Messico— il Bologna Grand Tour 2024, percorso itinerante autunnale attraverso il quale la Fiera del Libro per Ragazzi —Bologna Children’s Book Fair (Bcbf)— porta nel mondo una vetrina del meglio delle proprie iniziative, rafforzando e ampliando la rete di relazioni con gli operatori esteri e promuovendo il loro incontro con l’editoria italiana.

Bcbf è accompagnata da BolognaBookPlus, iniziativa rivolta all’editoria generalista realizzata in collaborazione con Aie-Associazione Italiana Editori, e da Bologna Licensing Trade Fair/Kids, dedicata al rapporto tra il mondo dell’editoria e quello delle concessioni in licenza, con il sostegno e la collaborazione di Ice-Agenzia e del ministero degli Affari Esteri.

Torna anche in questa edizione The Illustrators Survival Corner, cinque giorni di eventi per illustratrici e illustratori dedicati alla pratica del mestiere.

Per l’occasione, è previsto anche il lancio di The Illustrators First Aid Station, momento di libero dibattito e confronto tra illustratori e professionisti del settore per condividere esperienze di vita professionale.

Ma l’iniziativa più attesa è la prima edizione del nuovo Bologna Portfolio Award, premio istituito da Bcbf per riconoscere il portfolio come strumento cardine della professione di illustratore, chiave di accesso a nuove opportunità lavorative e principale veicolo di comunicazione tra l’illustratore e i suoi clienti.

La scelta di Guadalajara come occasione di lancio del premio è volta simbolicamente a sostenere i giovani talenti dell’illustrazione latinoamericana. Bcbf porta anche due mostre di libri e illustrazione: Matite giovani tra illustrazione e fumetto, esposta per la prima volta alla Buchmesse di Francoforte 2024, e La Letteratura come motore di cambiamento-Una selezione di libri italiani curata dalla sezione italiana di Ibby-International Board on Books for Young People, una selezione di 65 libri per bambini scelti tra le migliori uscite pubblicate in Italia negli ultimi due anni.

Foto: diariocambio22.mx

puntodincontro.mx




Toronto. Incontro con la scrittrice Melania Mazzucco

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15mazzuccoL’Istituto Italiano di Cultura a Toronto ospiterà il prossimo 21 novembre un incontro con la scrittrice Melania Mazzucco, vincitrice dei premi letterari Strega e Bagutta, le cui opere sono state tradotte in tutto il mondo.
L’incontro, organizzato in collaborazione con Lazio Federation of Ontario, University of Toronto Mississauga – Dept. Languages Studies e Associazione Culturale Sagra delle Regne di Minturno in Canada, inizierà alle 18.30.
Celebrata per i suoi romanzi e per la sua competenza in storia dell’arte, Mazzucco ha vinto diversi prestigiosi premi letterari, tra cui il Premio Strega per Vita, avvincente romanzo storico su due bambini, fratello e sorella, che emigrano a New York City nel 1930. Con un occhio attento alle arti, le opere di Mazzucco spesso esplorano i temi della famiglia, dell’identità e della storia. La scrittrice intreccia abilmente la sua passione per la storia dell’arte con il suo talento letterario, cosa che la distingue nel panorama letterario italiano. Il suo nuovo romanzo, Le sette vite di Diana Krenne, esplora la vita della pioniera, attrice e regista polacca.
Per partecipare all’incontro in Istituto occorre iscriversi qui. (aise) 




ROMA – Sala Tevere, 13 novembre 2024 – Presentazione del libro dell’AVV. Maria Luisa Tatoli

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img 5714Alcuni libri ti afferrano per il colletto e non ti lasciano andare fino all’ultima pagina. Ed è proprio questo il caso del saggio dell’Avv. Maria Luisa Tatoli, una pubblicazione che si distingue particolarmente in questo panorama dinamico di un mondo che non è solo letterario, su cui, in questi giorni, si accenderanno i riflettori, una sorta di reportage sull’intricato groviglio della giustizia italiana. I dietro le quinte del lavoro delle procure, i protagonisti delle vicende dalle quali sono nate indagini e processi, i retroscena di alcune inchieste clamorose con risvolti conseguenti su politica, corruzione, malaffare.

L’Avvocato Maria Luisa Tatoli del Foro di Bari il prossimo 13 novembre del 2024, alle ore 17:30, presenterà a Roma,  con l’ausilio dell’organizzazione della Regione Lazio a cura di CHEF Italia©️ – Roma, nella Sala Tevere alla Via Cristoforo Colombo 212, il suo libro ‘’Trame di Potere Giustizia Svenduta’’, pubblicato il 30 Luglio dalla Casa Editrice Nuova Palomar di Bari. Un’accesa denuncia contro un sistema che ha tradito la giustizia. Il costo sociale ed economico della corruzione dilagante è enorme ed è la causa principale della nostra crisi: prima di tutto dobbiamo esserne consapevoli per poter reagire e combatterla. La malattia è grave ma le cure ci sono e dobbiamo trasmetterle ai giovani, la classe dirigente di domani.In questo libro autobiografico l’autrice, racconta la sua personale esperienza con un’amministrazione corrotta   denominata ‘’Sistema Trani Giustizia Svenduta’’, venuta a galla grazie alle  indagini delle Procure di  Lecce e Potenza  portando alla luce verità scomode e inaspettate. Il libro ‘’Trame di Potere Giustizia Svenduta’’ svela una storia surreale di ingiustizia con l’autrice vittima di un sistema corrotto che porta alla luce verità scomode, arresti e condanne definitive a carico di molti magistrati, un tema scottante che riguarda tutti, un libro che ci invita a riflettere.

704f51c9 a5e3 4bd7 b69e ff4c2cd51759– Avvocato Maria Luisa Tatoli – Laureata a pieni voti in Giurisprudenza, presso L’Università degli Studi di Bari ‘’Aldo Moro’’. Iscritta all’Albo degli Avvocati di Bari. Ha conseguito a pieni voti la specializzazione in Diritto Sanitario presso la Facoltà di Giurisprudenza di Bari. Ha frequentato la Facoltà di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Lateranense di Roma. Ha ricevuto riconoscimenti per l’impegno professionale profuso a favore dell’Associazione Trapiantati d’Organi di Massafra. Ha esperienza come professionista delegata alle vendite immobiliare per il Giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Bari e come Curatrice Fallimentare per il Tribunale di Bari. Ha acquisito una solida conoscenza nel Diritto Civile e nel Diritto del Lavoro. Negli ultimi 12 anni ha maturato notevole esperienza in Diritto Penale a causa di ingiuste vicende giudiziarie subite.