La XXIV edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, “L’italiano e il libro: il mondo fra le righe”

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presentazione farnesina settimana dsella lingua immagine5E’ stata presentata alla Farnesina la XXIV edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (SLIM), che quest’anno è stata dedicata al tema “L’italiano e il libro: il mondo fra le righe”. Nata nel 2001, la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è realizzata ogni anno dalla Rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura in raccordo con i tradizionali partner della promozione linguistica: Ministero dell’Istruzione e il Merito, Ministero dell’Università e la Ricerca, Ministero della Cultura, Ambasciata svizzera, Accademia della Crusca, Cepell, CGIE, Comunità Radiotelevisiva Italofona, RAI, Società Dante Alighieri e Treccani.

La presentazione, presso la Sala delle Conferenze Internazionali, è stata moderata da Paolo Conti che ha ricordato la prossima partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore alla Fiera Internazionali del Libro di Francoforte. In apertura di dibattito è intervenuto il Segretario Generale della Farnesina Riccardo Guariglia che ha sottolineato come la diplomazia sia sempre stata veicolo di diffusione della nostra lingua persino prima che l’Italia si formasse come stato unitario. “L’italiano – ha spiegato Guariglia – era la lingua franca per gli scambi commerciali e culturali in tutto il Mediterraneo. Anche memori di questa eredità della diplomazia del passato la promozione della lingua italiana è oggi una delle priorità nell’ambito della strategia culturale della Farnesina. Vorrei in proposito ricordare – ha aggiunto Guariglia – che sotto l’impulso del Ministro Tajani nelle mie funzioni di Segretario Generale ho emanato qualche mese fa un’apposita circolare destinata a tutte le strutture del Ministero degli Esteri, come  Ambasciate, Consolati e Istituti di cultura,  con la finalità di promuovere al meglio la lingua italiana che rappresenta un elemento essenziale della diplomazia culturale”. A seguire ha preso la parola , in videocollegamento dalla Scuola Italiana “Cristoforo Colombo” di Buenos Aires, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha sottolineato come “Le scuole italiane all’estero servano a mantenere viva la nostra lingua in giro per il mondo”. “Ad esempio in un Paese come l’Argentina- ha spiegato il Ministro – dove la metà della popolazione è di origine italiana, il mantenimento della lingua italiana è molto importante, perché consente di non abbandonare le tradizioni e le radici che legano alle famiglie d’origine. L’Italiano – ha continuato Tajani – è una lingua amata e apprezzata in tutto il mondo, quindi ho deciso di organizzare per il prossimo anno la Gionata dell’Italofonia, invitando a partecipare a questo evento i rappresentanti dei Paesi dove la lingua ufficiale è l’italiano, cioè, oltre all’Italia, la Svizzera il Vaticano e San Marino. Saranno invitate anche quelle Nazioni dove l’italiano è conosciuto da gran parte della popolazione, penso ad esempio all’Argentina e ad altri Paesi  dell’America Latina, nonché a Malta, all’Albania e ai Balcani. Pensavo inoltre di organizzare nel 2026 questa Giornata dell’Italofonia in Argentina, in modo da dare un segnale forte sull’amicizia che lega l’Italia a questo Paese”. A seguire due studenti della scuola “Cristoforo Colombo” hanno raccontato il loro “libro italiano del cuore”. Anna Paini ha parlato dell’opera “Lettere dalla Kirghisia” di Silvano Agosti, dove in un mondo diverso dal nostro si sottolinea l’importanza della felicità e del libero apprendimento. Lo studente Guido Serafino si è invece soffermato su il “Corsaro Nero” di Emilio Salgari, in cui un uomo si batte per i suoi ideali, mantenendo un profondo rispetto per i nemici. Partendo da queste analisi Tajani, dopo aver fatto i suoi complimenti ai due studenti, ha sottolineato l’importanza degli ideali e dei valori nel percorso di vita delle persone. “Noi che portiamo i capelli grigi – ha affermato il Ministro – abbiamo il dovere di non deludere i ragazzi che credono e che hanno ideali come l’amicizia, la pace, l’ambiente o la bandiera”. Tornando alla Farnesina è poi intervenuta l’Ambasciatrice della Svizzera in Italia Monika Schmutz Kirgöz: “La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo – ha esordito l’Ambasciatrice – è molto importante per noi perché da quando è nata nel 2001 questa iniziativa del Maeci, la Svizzera è sempre stata coinvolta con numerose attività e collaborazioni tra le rappresentanze svizzere all’estero e quelle italiane. Noi siamo molto orgogliosi – ha aggiunto – di essere parte attiva ed integrante dell’italofonia e vediamo in questa un patrimonio universale”. La diplomatica ha poi ricordato come nella Confederazione Svizzera l’italiano rappresenti una delle quattro lingua nazionali. L’italiano è infatti lingua ufficiale nei Cantoni del Ticino e dei Grigioni. “La presenza degli italiani in Svizzera – ha precisato l’Ambasciatrice – va al di là di questi due Cantoni. Le persone che da noi parlano italiano rappresentano circa l’8% della popolazione, la metà di queste vivono in regioni non italofone e contribuiscono quotidianamente alla diffusione della lingua e della cultura italiana. In proposito meritano un ringraziamento particolare – ha affermato la diplomatica – gli oltre 600.000 italiani che vivono in Svizzera per il grande impulso che danno alla valorizzazione della loro lingua e cultura”.  L’Ambasciatrice ha infine evidenziato come fra gli aspetti dell’italofonia sia molto importante quello della cucina italiana.  Dal canto suo il Presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco ha sottolineato come nel mondo la fabbrica della scrittura italiana abbia il vantaggio di attrarre in quanto lingua di fratellanza dei poeti e di fascinazione con le sue possibili sfumature. “Questa fatica di raccontare la lingua italiana nel mondo in una sola Settimana – ha rilevato Buttafuoco – riesce ad essere il lievito, l’innesto, il principio di una catena continua, dove le tante scuole diffuse nel mondo che parlano l’italiano, dove la fatica dell’editoria che sa offrire il meglio di ciò che oggi racconta questa lingua, e dove, per quel che gli compete, le istituzioni culturali che guardano al mondo, ogni singola sfumatura, ogni parte, ogni dettaglio va a costruire… un mosaico dove ogni incastro che arriva da tutto il mondo riesce ad essere l’essenza stessa di un qualcosa che non si può  toccare, ma come cita un verso tratto da una grande pagina della cultura italiana in una lingua antica “vuote la mani , ma pieni gli occhi del ricordo di lei”.

E’ stata poi la volta della vincitrice del Premio Strega 2024 Donatella Di Pietrantonio, che ha posto in evidenza la presenza nel mondo di numerosi italofili che hanno interesse per la nostra lingua, cultura, storia e arte. Molti di questi sono discendenti di italiani all’estero che vogliono ricoprire le loro origini e che hanno perso il contatto con la propria lingua, poiché spesso le loro famiglie hanno scelto la strada della completa integrazione o sono state impossibilitate a coltivare la cultura d’origine. La scrittrice, dopo aver rilevato il grande interesse all’estero per il libro italiano, ha anche auspicato la messa in campo di nuove politiche per la promozione della traduzione delle nostre opere in italiano nel mondo. A seguire ha preso la parola il Direttore Generale dell’Istituto Treccani Massimo Bray che , dopo aver ricordato che l’italiano è una lingua di cultura, ha sottolineato come la lettura di un libro ci consenta di arricchire il lessico, le competenze linguistiche, nonché di sviluppare il pensiero critico sulla contemporaneità e di riflettere sui valori sociali. Segnalato da Bray anche il sito in quattro lingue di presentazione dei libri italiani newitalianbooks.it. Il Presidente del Centro per il libro e la lettura Adriano Monti Buzzetti ha invece parlato del libro italiano come di un vettore di universalità che andrebbe maggiormente protetto. “Se è vero che l’italiano permea poco di se la geografia fisica del nostro Pianeta,  – ha affermato Buzzetti – però è altrettanto vero che permea molto bene la geografia culturale di questo pianeta, perché è un portato della fascinazione del nostro sistema culturale”.  Buzzetti ha anche evidenziato l’importanza per l’Italia della nostra industria culturale che vale più di tre miliardi di euro. Una realtà fatta in parte di grandi case editrici, ma anche di piccole case editrici portatrici di un’antica tradizione. Anche il Direttore Generale dell’Associazione Italiana Editori Fabio del Giudice ha sottolineato l’importanza della nostra  editoria all’estero, la sesta a livello mondiale, che si appresta ad essere celebrata nella Fiera del Libro di Francoforte in tutte le sue accezioni, attraverso appuntamenti che approfondiranno i temi della  sostenibilità, dell’accessibilità, dell’Intelligenza Artificiale e della tutela del diritto d’autore. Segnalato da del Giudice sia il buon andamento del mercato delle traduzioni, sia la necessità di aiutare la diffusone del libro italiano all’estero. Dopo l’intervento della Direttrice della Bologna Children’s Book Fair Elena Pasoli, che ha parlato della crescita esponenziale della vendita dei diritti all’estero dei libri e dell’importanza delle mostre nel mondo dedicate alle nostre pubblicazioni e alle illustrazioni, la Presidente dell’Associazione degli Italianisti Silvia Tatti ha ricordato il convegno svoltosi a Firenze degli italianisti provenienti da tutti i continenti in cui sono stati discussi i problemi della ricerca, della didattica e della diffusione della cultura italiana nel mondo. Dall’incontro è emersa la richiesta di costruire una rete permanente di associazioni di docenti, di università e delle scuole. Une realtà che dialoghi con tutte le realtà coinvolte, sviluppando ulteriormente i rapporti tra le Università, le rappresentanze diplomatiche e italiani all’estero. Tatti ha inoltre sottolineato come la lingua italiana all’estero, oltre a trovare grande interesse fra i giovani, rappresenti in alcune aree del mondo anche un’occasione per ricollegarsi con la cultura occidentale. Da segnalare infine l’intervento del Direttore Generale per la diplomazia pubblica e culturale del Maeci Alessandro De Pedys che ha evidenziato come nelle scuole italiane all’estero i ragazzi sin da piccoli comincino a studiare l’italiano e si avvicinino alla nostra cultura. “Sono questi luoghi – ha spiegato il Direttore Generale  – che rendono possibile la creazione di una comunità che alla fine si riconosce in una cultura e valori comuni attraverso la lingua italiana”. “In Svizzera – ha poi rilevato De Pedys –  la lingua italiana è una lingua ufficiale, non è così ovunque, eppure l’italiano è parlato in tutto il mondo, perché ci sono le comunità italofone. Sulla base di questo dato, come ha annunciato il Ministro, noi stiamo lavorando con la Società Dante Alighieri per organizzare per l’anno prossimo questa giornata dell’italofonia, chiamando a raccolta i rappresentanti di queste comunità e per discutere insieme che cosa significa far parte di questa comunità linguistica”. “L’editoria italiana – ha poi sottolineato  il Direttore Generale – gode di buona salute all’estero, è un fatto che negli ultimi 20 anni si siano quadruplicate le traduzioni, questo vuol dire che c’è una domanda in crescita, questo lo vediamo dalle richieste all’Italia di essere ospite d’onore alle fiere internazionali del libro, ma anche da altri episodi , a luglio il New York Times, ha eletto un’opera italiana come opera del secolo”. De Pedys ha poi parlato della valorizzazione del libro, che sarà usato come veicolo del patrimonio linguistico italiano, divenendo protagonista di molti eventi, che saranno sponsorizzati attraverso le ambasciate, gli istituti di cultura, le scuole italiane all’estero e i consolati. “La produzione del libro – ha spiegato il Direttore Generale – è legato alla produzione della lingua, perché chi è innamorato della letteratura italiana letta in traduzione, poi sente il desiderio di imparare l’italiano per leggere in lingua originale, quindi conoscendo meglio il nostro paese e la sua cultura. De Pedys ha anche evidenziato la correttezza e gli apprezzabili risultati ottenuti dalla politica di produzione linguistica dell’Italia e la necessità di migliorare ulteriormente, anche alla luce dei grandi progressi fatti in questo senso, il lavoro sinergico da portare avanti con i vari partner. “Il mondo cambia – ha affermato il Direttore Generale – ed anche noi dobbiamo cambiare e ci dobbiamo adeguare. Anche la produzione linguistica è diventata con il tempo molto più competitiva, sul mercato si sono affacciati concorrenti molto agguerriti, che si affiancano a quelli che già c’erano. Ormai anche questo è un mercato ed il prodotto va adeguatamente pubblicizzato e venduto tenendo conto della natura della domanda, ad esempio una buona parte della richiesta di italiano ha origine da esigenze professionali e non solo da interessi culturali. Noi ne dobbiamo tener conto. Abbiamo  dunque “Invest Your Talent in Italy”, un programma di studio che organizziamo con Confindustria e Ice che mira a fare questo. Guardando al futuro – ha concluso De Pedys – stiamo pensando a come dare più opportunità ai ragazzi che escono dalle scuole italiane all’estero per continuare gli studi in università che hanno dei corsi di italiano, e stiamo anche ragionando su come sfruttare a pieno la rivoluzione digitale per raggiungere un pubblico molto più ampio”. (Lorenzo Morgia – Inform)

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Settimana della Lingua Italiana nel Mondo: l’8 ottobre la presentazione della XXIV edizione

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La XXIV edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (SLIM), la principale rassegna di promozione della nostra lingua su scala globale, sarà presentata martedì 8 ottobre, alle ore 14.30, alla Farnesina presso la Sala delle Conferenze Internazionali . L’evento di presentazione sarà aperto dal Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani (in videocollegamento dalla Scuola Italiana “Cristoforo Colombo” di Buenos Aires). Interverranno, a seguire, Monika Schmutz Kirgöz, Ambasciatrice di Svizzera in Italia, Donatella Di Pietrantonio, vincitrice del Premio Strega 2024, Massimo Bray, Direttore Generale dell’Istituto Treccani, Adriano Monti Buzzetti, Presidente del Centro per il libro e la lettura, Fabio del Giudice, Direttore Generale dell’Associazione Italiana Editori, Elena Pasoli, Direttrice della Bologna Children’s Book Fair, Silvia Tatti, Presidente dell’Associazione degli Italianisti, e Alessandro De Pedys, Direttore Generale per la diplomazia pubblica e culturale del MAECI. Nata nel 2001, la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo è realizzata ogni anno dalla Rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura in raccordo con i tradizionali partner della promozione linguistica (Ministero dell’Istruzione e il Merito, Ministero dell’Università e la Ricerca, Ministero della Cultura, Ambasciata svizzera, Accademia della Crusca, Cepell, CGIE, Comunità Radiotelevisiva Italofona, RAI, Società Dante Alighieri e Treccani). In un anno di particolare rilievo per la proiezione internazionale dell’editoria italiana – contraddistinto dalla partecipazione dell’Italia come Ospite d’Onore alle Fiere Internazionali del Libro di Tunisi, Varsavia e Francoforte – l’edizione 2024 sarà dedicata al tema “L’italiano e il libro: il mondo fra le righe”. (Inform)




Borghese (MAIE) presenta disegno di legge per promuovere la lingua italiana nel mondo

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imagesMario Borghese, senatore MAIE eletto in America Latina, presenta il suo disegno di legge “Disposizioni per la promozione e la diffusione della lingua italiana nel mondo” che inizierà il suo iter parlamentare, in sede redigente, nella commissione Cultura di Palazzo Madama.

“Investire nella diffusione della lingua – osserva il vicepresidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero – è in primo luogo un dovere storico-culturale a tutela dell’identità del Paese e allo stesso tempo una grande opportunità per l’Italia che deve individuare una strategia di promozione e un conseguente adeguato sostegno finanziario”.

“La lingua italiana, insieme alla tradizione culturale italiana, è popolare in tutto il mondo – prosegue l’eletto all’estero – e rappresenta un patrimonio immenso che concorre significativamente al successo del riconoscimento del nostro Paese oltre confine.

Intorno alla lingua italiana, anche in forza di importanti flussi migratori dall’Italia verso altri Stati, si è sviluppata nel tempo una vera e propria rete internazionale sia attraverso le associazioni culturali che tramite le varie attività economiche che negli ultimi anni hanno contribuito alla diffusione del made in Italy”.

Il ddl Borghese, che si compone di cinque articoli, prevede l’istituzione, presso il Ministero dell’Università e della Ricerca, di un Comitato per la tutela e la promozione della diffusione della lingua italiana nel mondo, presieduto dal titolare del Mur e composto da 15 membri, al quale sono attribuite una serie di funzioni: la promozione di nuovi programmi di aggiornamento sulla lingua italiana al fine di garantirne un’idonea conoscenza; la creazione, l’aggiornamento e la tenuta di una banca dati della lingua italiana all’estero; la cura e l’organizzazione di una Conferenza della lingua italiana nel mondo, da tenere annualmente, al fine di diffondere e di valorizzare la lingua e le tradizioni culturali italiane.

Il ddl specifica che l’attività di promozione e diffusione della lingua italiana nel mondo è effettuata, nei Paesi esteri, dagli uffici preposti, dalle associazioni culturali, dai consolati e dalle ambasciate italiane, in collaborazione con le camere di commercio italiane all’estero, nonché da altri soggetti pubblici o privati competenti in materia.

Gli Istituti italiani di cultura all’estero promuovono, secondo le indicazioni fornite dal Comitato, la conoscenza delle tradizioni storiche italiane, anche organizzando manifestazioni dedicate a tale scopo. Gli uffici competenti delle regioni, anche di concerto con l’Assocamerestero, promuovono, secondo le indicazioni fornite dal Comitato, nuovi programmi per la diffusione e la conoscenza della lingua italiana nel mondo.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria del ddl, è prevista una spesa annua, a partire dal 2024, di un milione e mezzo di euro.




“Potere straniero”, un’analisi incisiva sull’influenza globale delle comunità straniere

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cop pdf page 0001“Potere Straniero”, il nuovo libro di Ennio Marchetti, affronta un tema di grande attualità e profondamente legato alla globalizzazione: l’influenza delle comunità straniere all’interno dei paesi ospitanti. L’autore esamina come queste comunità, spesso ricche e potenti, possano modellare in maniera significativa la politica, l’economia e la cultura delle nazioni in cui si insediano. Il testo non si limita a descrivere il fenomeno, ma lo analizza in profondità, offrendo una visione completa delle dinamiche di potere che tali comunità esercitano nei contesti in cui operano.

Capitolo 1: Un quadro storico della presenza straniera

Il libro si apre con una panoramica storica, esaminando esempi di comunità straniere che hanno avuto un impatto significativo su varie nazioni nel corso dei secoli. Attraverso casi storici emblematici, come le colonie europee in Africa e le diaspore ebraiche e cinesi, l’autore dimostra che l’influenza delle comunità straniere non è un fenomeno nuovo, ma si è evoluto nel tempo, adattandosi a nuove realtà globali.

Questo capitolo fornisce un fondamento storico solido, rendendo chiaro come le dinamiche di potere delle comunità straniere siano state presenti in molte epoche e contesti, anche se oggi si manifestano in modo diverso a causa della globalizzazione e dell’interconnessione economica.

Capitolo 2: La struttura interna delle comunità potenti

Uno degli aspetti più illuminanti del libro è l’analisi della struttura e dell’organizzazione interna delle comunità straniere potenti. L’autore mette in luce come tali comunità, grazie al capitale economico e sociale di cui dispongono, riescano a consolidarsi e a influenzare i paesi ospitanti. Attraverso una fitta rete di connessioni, sia locali che internazionali, le comunità si integrano nei mercati locali, spesso acquisendo un ruolo dominante in settori strategici.

Questa sezione evidenzia come il successo di tali comunità non sia solo dovuto alla loro ricchezza, ma anche alla loro capacità di costruire reti influenti che li rendono indispensabili per il paese ospitante. La comunità riesce così a stabilire un sistema di reciprocità che rafforza il proprio potere senza essere percepita immediatamente come una minaccia.

Capitolo 3: L’influenza economica – una forza sottovalutata

Uno dei punti centrali del libro è la riflessione sull’influenza economica che le comunità straniere esercitano sui paesi ospitanti. Investimenti, innovazioni e commercio sono i principali canali attraverso cui queste comunità riescono a penetrare l’economia locale. L’autore analizza come questi gruppi, grazie a risorse economiche e competenze superiori, possano manipolare mercati immobiliari, settori industriali o finanziari, diventando spesso attori economici di rilievo.

Viene esaminata anche la controparte di questa dinamica: le reazioni della popolazione locale. Le tensioni sociali, alimentate dalla percezione di disuguaglianza e di monopolio economico da parte delle comunità straniere, sono trattate con grande attenzione, mostrando come l’economia possa essere un campo di scontro per il potere.

Capitolo 4: L’influenza politica – oltre i confini formali

Un aspetto particolarmente interessante del libro è l’analisi dell’influenza politica delle comunità straniere. L’autore esamina come, attraverso il lobbying, il finanziamento di campagne elettorali o la partecipazione diretta nelle istituzioni, queste comunità riescano a modellare le decisioni politiche di interi governi.

L’autore pone l’accento su come l’influenza politica, sebbene esercitata in modo informale, possa avere un impatto decisivo su questioni come la regolamentazione economica, le politiche migratorie o le decisioni strategiche a livello internazionale. In questo capitolo si esplorano anche le controversie e le tensioni che nascono quando la popolazione locale percepisce un’influenza eccessiva da parte di gruppi stranieri, portando a conflitti interni e a movimenti nazionalisti.

Capitolo 5: L’integrazione culturale – sfide e opportunità

Il libro offre anche una riflessione dettagliata sull’integrazione culturale delle comunità straniere, sottolineando le difficoltà e i benefici che ne derivano. L’autore discute di come l’introduzione di nuovi elementi culturali, linguistici e religiosi possa arricchire il tessuto sociale di un paese, ma anche provocare resistenze da parte della popolazione locale.

In questo capitolo, l’autore esamina il ruolo dei media e dell’istruzione nella promozione o nell’ostacolo all’integrazione, offrendo una panoramica su come le narrative mediatiche possano influenzare la percezione delle comunità straniere e contribuire a costruire o a distruggere il consenso sociale attorno al loro potere.

Capitolo 6: Conflitti e resistenze – tensioni inevitabili?

Uno dei capitoli più incisivi di Potere Straniero è quello dedicato ai conflitti e alle resistenze che nascono tra comunità straniere e popolazioni locali. Attraverso l’analisi di episodi di xenofobia, pregiudizi e conflitti interni, l’autore esplora i motivi che portano queste tensioni a esplodere e come le disuguaglianze economiche, sociali e culturali alimentino queste fratture.

Viene anche trattato il ruolo delle strategie di mediazione e risoluzione dei conflitti, con esempi pratici su come il dialogo interculturale e la mediazione possano attenuare le tensioni e favorire la convivenza pacifica tra popolazioni locali e comunità straniere.

Capitolo 7: Prospettive future – quale sarà l’evoluzione?

Il libro si conclude con una riflessione sulle prospettive future, analizzando come il potere delle comunità straniere potrebbe evolversi nei prossimi anni. L’autore esplora vari scenari, dall’intensificarsi del nazionalismo e delle politiche anti-immigrazione, all’emergere di nuove forme di cooperazione globale. Si discute anche delle implicazioni del cambiamento climatico e della digitalizzazione, che potrebbero ampliare ulteriormente il raggio d’azione delle comunità straniere.

L’autore pone infine l’accento sulla necessità di trovare un equilibrio tra l’influenza straniera e la salvaguardia degli interessi nazionali, riflettendo su come le politiche future dovranno bilanciare queste dinamiche per evitare fratture sociali ed economiche.

“Potere Straniero” è un’opera avvincente e ben documentata che fornisce una visione completa e approfondita su un tema cruciale della contemporaneità: il ruolo delle comunità straniere nell’influenzare i destini dei paesi ospitanti. Attraverso una combinazione di analisi storiche, economiche e politiche, l’autore traccia un quadro esaustivo delle dinamiche di potere e delle sfide che attendono i governi nazionali e le comunità internazionali. Un libro che non solo illumina il presente, ma offre anche strumenti di riflessione per il futuro.

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Piemontesi nel mondo, “Bonne à tout faire – Da Chianale a Parigi”: testimonianze di emigrazione femminile all’inizio degli anni Cinquanta

bonne a tout faire da chianale a parigi

bonne a tout faire da chianale a parigi“Bonne à tout faire – Da Chianale a Parigi”: testimonianze di emigrazione femminile all’inizio degli anni Cinquanta nel libro di Nanni Gianaria (Fusta editore, luglio 2024).

Tre sorelle di Chianale – l’ultimo villaggio della Valle Varaita che lambisce i 1800 metri di quota prima del confine con la Francia – a metà degli anni ’50 si trasferiscono a Parigi, dove trovano lavoro con la qualifica di “Bonne à tout faire” nelle famiglie dell’alta borghesia.

La loro straordinaria esperienza parigina non fa dimenticare il lontano villaggio natio, dove ritornano ogni estate.

Grazie alle lettere inviate dallo zio, emerge una descrizione realistica e curiosa della vita valligiana alla fine degli anni ’60.

Questa è la storia della loro famiglia e nel medesimo tempo la storia di Chianale che in quegli anni sta vivendo un inesorabile spopolamento… Due mondi distanti e caratterizzati da eventi completamente diversi: Parigi sta attraversando la crisi della Guerra d’Algeria, con un forte rischio di guerra civile; Chianale vive il suo consueto ciclo stagionale, sempre uguale, con inverni ricchi di neve che isolano la comunità per diversi giorni e le estati del dopoguerra dove alle tradizionali attività agricole si affiancano le prime presenze turistiche.

Nanni Gianaria è nato a Venasca (Cuneo) nel 1955. È stato redattore al Corriere di Saluzzo. Ha pubblicato: La cucina povera e d’autore in Valle Varaita, Primalpe editore, 1985; Vallanta – Come nasce un rifugio, Cai – Saluzzo, 1988; 50 anni di Bim, Bacino Imbrifero del Varaita – Frassino, 2006; Montè per vardè pi lontan, Cai Busca, 2007.(Inform)




New York. “L’America di Irene”, il nuovo libro di Paola Treppo

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7treppoIn occasione dell’Anno delle radici italiane nel mondo, l’E.R.A.P.L.E. (Ente Regionale Acli per i problemi dei lavoratori Emigrati) presenterà a New York il libro “L’America di Irene” (Chiandetti editore, 2024) della giornalista Paola Treppo.
Il volume sarà presentato il prossimo 9 settembre alle 18.00 nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
Nel libro, Treppo ricostruisce la vita di sua zia Irene, emigrata in America. Un libro simbolo che rappresenta la vita vissuta da molte famiglie italiane. Una raccolta minuziosa di lettere – cartoline – fotografie che testimoniano le emozioni di chi è emigrato e le ansie di chi è rimasto o non ha potuto emigrare. Uno spaccato di questo fenomeno che ha caratterizzato e segnato la vita di milioni di italiani.
In occasione della presentazione verrà fatto dono del libro a tutti i presenti. (aise)




La Divina Commedia va studiata: in Veneto “mai più esoneri” per motivi religiosi

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immagine a 4 per il sito 27 1024x576“Ferma condanna di ogni tentativo di censurare lo studio della Divina Commedia”. E “pieno sostegno” a ogni iniziativa per far conoscere Dante Alighieri “per lo straordinario ruolo che tuttora gli è riconosciuto nella cultura italiana ed europea”.

È la posizione assunta dal Consiglio regionale del Veneto che ha approvato (con otto astenuti e un consigliere che non ha partecipato al voto) la mozione di Sonia Brescacin (Lega-Liga veneta), sottoscritta dai consiglieri leghisti Fabiano Barbisan, Elisa Cavinato, Milena Cecchetto, Laura Cestari, Nicola Ignazio Finco, Stefano Giacomin, Silvia Maino, Luciano Sandonà, Francesca Scatto, Alberto Villanova e da Stefano Valdegamberi del gruppo misto.

IL CASO DEL TREVIGIANO

È la mozione presentata dopo il caso dell’esonero di alcuni studenti di una scuola media del trevigiano dallo studio della Divina Commedia, motivato da ragioni di carattere religioso; episodio del 24 maggio scorso. Ebbene, il documento approvato auspica invece che “lo studio della Divina commedia, universalmente considerata la più grande opera mai scritta in lingua italiana e capolavoro di cui tutto il mondo gode, sia una tappa fondamentale nel percorso scolastico, nella consapevolezza che trattasi sì di un poema allegorico-didascalico ma di fondamentale valore per la cultura italiana ed europea”. La conoscenza dell’opera di Dante Alighieri, si afferma ancora, “è fondamentale per il percorso di integrazione sociale di tutti gli alunni, alla base di ogni programma scolastico”. Il Consiglio regionale invita, quindi, le amministrazioni pubbliche a promuovere la conoscenza della figura e dell’opera del Sommo poeta, padre della lingua italiana.

È una risoluzione “per proteggere e tutelare la Divina Commedia, la sua lettura e insegnamento, nelle scuole”, dice Brescacin che è anche presidnete della commissione Cultura in Regione.

Tutto nasce dal fatto dei due studenti musulmani di una terza media di Treviso esentati dallo studio della Commedia di Dante Alighieri, ritenuta “un’opera a sfondo religioso” in contrasto con la fede dei ragazzi.

Per questo motivo, Brescacin ho portato in Consiglio regionale la risoluzione dal titolo: “Divina commedia, patrimonio della cultura italiana ed europea. Se ne tuteli e valorizzi l’insegnamento”, in quanto “opera di immenso valore per la cultura italiana ed europea.

Una lettura che permette anche una migliore comprensione dei costumi europei e della loro evoluzione nei secoli, la cui conoscenza è fondamentale per quel percorso di integrazione sociale di tutti gli alunni e alla base di ogni programma scolastico”, afferma ancora Brescacin.

Nel 2021, si sono celebrati i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta ed è stata indetta anche la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri per farne conoscere la figura e l’opera specie tra i giovani. “Quanto è accaduto nella scuola trevigiana va nella direzione opposta rispetto a quanto previsto dalla legge” e per tutti questi motivi, conclude Brescacin, con questa risoluzione “condanno ogni tentativo di censurare lo studio della Divina Commedia, con pieno sostegno a tutte le iniziative volte ad una corretta conoscenza della figura del Sommo poeta, per lo straordinario ruolo che tutt’ora gli è riconosciuto nella cultura italiana ed europea”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




“L’italiano e il libro: il mondo fra le righe”: dal 14 al 20 ottobre la XXIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

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“L’italiano e il libro: il mondo fra le righe”: questo il tema della XXIV edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo che si terrà dal 14 al 20 ottobre prossimi.

L’edizione 2024 ha l’obiettivo di esplorare il nesso tra lingua e letteratura nel mondo contemporaneo, valorizzando al contempo il ruolo del libro quale veicolo del patrimonio culturale, valoriale e identitario italiano. La Settimana della Lingua Italiana nel Mondo si tiene ogni anno nella terza settimana di ottobre. Organizzata dalla rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura in collaborazione con i principali partner della Farnesina nella promozione linguistica (MiC, MIM, MUR, CePeLL, Governo della Confederazione Elvetica, Accademia della Crusca, CGIE, Comunità Radiotelevisiva Italofona, Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, RAI Italia e Società Dante Alighieri), la Settimana è divenuta nel tempo la più importante rassegna su scala globale dedicata alla nostra lingua. Sin dalla sua istituzione nel 2001, questo appuntamento ha ricevuto annualmente l’Alto Patronato da parte della Presidenza della Repubblica. Ogni Settimana è dedicata a un tema diverso, che serve da filo conduttore per un ricco programma di conferenze, mostre e incontri. (Inform)




Scopri il nuovo capolavoro di Ennio Marchetti: “Las Veredas, il paradiso perduto”, un racconto avvincente ambientato nei Caraibi

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cop italianoDopo anni di vita trascorsi nella splendida Repubblica Dominicana, Ennio Marchetti, direttore di Fatti Nostri e autore di oltre 15 romanzi, ci regala la sua ultima opera, Las Veredas, il paradiso perduto, un libro che promette di essere un’avventura indimenticabile, capace di catturare l’animo di ogni lettore.

Ambientato nel suggestivo villaggio di Las Veredas, il romanzo esplora le complesse dinamiche tra potere, corruzione, e amore. L’autore dipinge un affresco potente e realistico di una comunità alle prese con le tentazioni e le insidie del progresso.

Ogni pagina è intrisa di suspense, passione e riflessioni profonde sulla natura umana. Las Veredas, il paradiso perduto non è solo una storia di intrighi, ma anche un viaggio nell’animo dei suoi protagonisti, persone comuni che si trovano a dover fare i conti con scelte difficili e talvolta dolorose.

Dopo aver pubblicato con successo numerose opere, Ennio Marchetti si conferma ancora una volta un maestro nel raccontare le storie di chi vive ai margini del paradiso, dove la bellezza naturale si scontra con le oscure ombre del potere.

Non lasciatevi sfuggire l’opportunità di leggere questo nuovo capolavoro. Las Veredas, il paradiso perduto è disponibile ora e può essere acquistato seguendo il link:

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/las-veredas-il-paradiso-perduto/paperback/product-7k9rdp5.html?q=Las+Veredas+il+paradiso&page=1&pageSize=4.

Immergetevi in una lettura avvincente che vi farà riflettere e sognare.




Programma post-laurea in lettere neolatine: Igiaba Scego all’Università di Rio de Janeiro

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8scegoLa Facoltà di Lettere dell’Universidade Federal do Rio de Janeiro, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, il prossimo 14 agosto ha organizzato la lezione inaugurale del Programa de Pós-graduação em Letras Neolatinas, in programma dalle 10:00 presso il campus Fundão. Ospite d’onore sarà la rinomata scrittrice italo-somala Igiaba Scego, che terrà una conferenza dal titolo “Un Giro Decoloniale: La Letteratura Italiana del XXI Secolo”.
Igiaba Scego è una voce prominente nella letteratura italiana contemporanea e una figura chiave nel dibattito sulla decolonialità e l’identità culturale in Europa. Nata a Roma da una famiglia di origini somale, la sua opera esplora temi di migrazione, identità diasporica e relazioni interculturali, offrendo una prospettiva unica e potente sul panorama letterario del XXI secolo.
Durante la lezione, Scego rifletterà su come la letteratura italiana moderna sia influenzata e arricchita dalle voci postcoloniali, esaminando come gli autori contemporanei stiano riscrivendo la storia e sfidando le narrative tradizionali attraverso una lente decoloniale.
L’evento, organizzato con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro, è aperto a tutti gli studenti, docenti e a tutti gli interessati. (aise)