Presentato alla Camera dei Deputati il libro “Traiettorie. Guida psicologica all’Espatrio”

E’ stato presentato alla Camera dei deputati il libro “Traiettorie. Guida psicologica all’Espatrio” sponsorizzato dalla Fondazione Migrantes, scritto dai curatori Anna Pisterzi (Psicoterapeuta), Giona Chiovetto e Gaia Figini (Tau Editore). Hanno partecipato all’incontro: il deputato Fabio Porta (Pd – Ripartizione America Meridionale), la Dottoressa Delfina Licata (Fondazione Migrantes), la Deputata Giulia Pastorella (Azione), la giornalista Elvira D’Ippolito, il Deputato Toni Ricciardi (PD – Ripartizione Europa), Paolo Masini (Presidente del MEI) e il moderatore Gianni Lattanzio (Direttore editoriale di “MeridianoItalia”). “ Si tratta di riflessioni – ha esordito Lattanzio – di chi si muove, di chi cambia ambiente, di chi si trova a vivere in un ambiente diverso più volte nella sua vita. Devo dire che la psicologia degli spostamenti, come quella dell’emigrazione è connaturata nell’essere umano. La novità è che questo è il primo libro che affronta questo tema in maniera sistematica e scientifica” A seguire ha preso la parola Fabio Porta “L’idea di questa presentazione – ha spiegato il deputato – è nata parecchi mesi fa…ho letto la bellissima presentazione di Delfina Licata che ovviamente non è stata per me una sorpresa né nelle sue intuizioni, nemmeno nelle sue riflessioni, perché sono cose che abbiamo condiviso da tempo e ringrazio anche Delfina per la sua presenza. La presentazione di oggi da anche sostanza, con una seconda iniziativa nel giro di alcuni mesi, al lavoro dell’Intergruppo parlamentare Italiani per il Futuro Global , che ha proprio lo scopo di trasferire anche nelle istituzioni e nel parlamento una dimensione non solo storica ma anche molto presente. Tanto è che – ha proseguito Porta – come ci dice bene la Fondazione Migrantes con il suo ultimo rapporto italiani nel mondo, noi siamo tornati ad essere un paese che esporta più che importa in termini di risorse umane, cioè che ha più emigrati che immigrati. Il che vuol dire, come ci dice anche Delfina nella sua introduzione al libro che con le migrazioni siamo oggettivamente di fronte a un fattore strutturale e ineluttabile dell’umanità, e, aggiungiamo noi, anche un fattore di ricchezza. Un fenomeno che non va solamente studiato, ma seguito es accompagnato anche con apposite proposte di legge. Porta ha anche rilevato come l’emigrazione di una persona, con il suo impatto psicologico, non riguarda solo i singoli ma anche le famiglie che rimangono. “Ho sfogliato la guida – ha affermato il deputato Ricciardi – e sono sicuro che ci sarà una seconda edizione. Ho notato che questa pubblicazione rappresenta uno strumento utilissimo per fornire le coordinate orientative ed è fatta con un approccio psicologico che condivido molto. D’altronde la migrazione è la percezione di sé. Tutto il dibattito sulla migrazione di ieri di e di oggi è influenzato da come viene raccontato, dalla percezione delle persone, e avere uno strumento come questo credo che sia fondamentale. Perché è come la cassetta degli attrezzi attraverso la quale tu riesci ad individuare le parole darle un significato, sottolineare attraverso la lettura dei vari capitoli, sezioni e voci. Nel libro – ha aggiunto il deputato – non vi è un utilizzo delle parole a caso ma troviamo un’utilizzazione delle parole attraverso la loro interpretazione percettiva”, A seguire è intervenuto Paolo Masini: “Mi fa piacere essere qui, – ha rilevato il Presidente del Mei – sono tornato da poche ore dal Brasile e più viaggi, più capisci quanto l’emigrazione italiana abbia segnato gli altri paesi, così si comprende che siamo una comunità in cammino. La parola migrazione – ha aggiunto Masini – cambia nome in base a quale parte della costa stai in quel momento. Il fenomeno può essere affrontato in maniera ideologica, ma può essere anche gestito affrontando la realtà, non mettendo la testa sotto la sabbia, facendo i conti con un pianeta in continua evoluzione”. È poi intervenuta Loredana Cornero, già Segretaria Generale della Comunità Radiotelevisiva Italofona, che si è soffermata sulla comunicazione italiana all’estero, facendo riferimento a paesi in cui sono diffuse trasmissioni locali in lingua italiana. Cornero ha anche segnalato la realizzazione di un lavoro con Delfina Licata sulla lettura di genere nel contesto della comunità italiana all’estero. A seguire ha preso la parola Delfina Licata “Il tema della mobilità umana – ha esordito la ricercatrice – è fondamentale nella riflessione comune. Prima si parlava della strutturalità del fenomeno migratorio per il nostro paese, per il nostro popolo. Significa che ciascuno di noi nel proprio essere, nella propria individualità, nel contesto famigliare ha fatto, fa o farà un’esperienza migratoria, quindi, fa parte della nostra vita. La strutturalità del fenomeno – ha proseguito Licata – tende a ristrutturare la nostra individualità e la nostra comunità nazionale, ma anche il nostro essere all’interno di un contesto sociale di riferimento, che può essere la città dalla quale veniamo, la regione dalla quale veniamo o i paesi ai quali siamo legati professionalmente o personalmente.” Licata ha inoltre rilevato sia come l’Italia si consideri più terra di immigrazione che di emigrazione, sia il forte incremento della presenza femminile nel flusso emigratorio. La ricercatrice ha poi spiegato che la centralità nel fenomeno emigratorio non riguarda tanto il punto di partenza o di arrivo, ma l’esperienza individuale che è vissuta dall’individuo, che cambia la persona. Un’esperienza migratoria che va valorizzata. Licata, dopo aver sottolineato l’importanza del supporto delle istituzioni e delle associazioni all’emigrato nel corso del suo viaggio, ha infine parlato del ruolo dei “non assenti”, ovvero delle persone che rimangono nel paese di origine, i quali aiutano economicamente e psicologicamente l’emigrato all’inizio del suo viaggio o durante il suo percorso nel paese di accoglienza. E’ poi intervenuta la Deputata Pastorella che si è in primo luogo soffermata sulla propria esperienza all’estero e sulle problematiche da lei riscontrate. “Io penso – ha rilevato la deputata – che di queste tematiche non debbano parlarne solo i colleghi eletti all’estero, ma anche di chi si occupa delle politiche sul nostro territorio, perché le politiche per il nostro paese non riguardano solo chi resta, ma anche chi potenzialmente vuole andare all’estero e quindi va preparato”. Per la Deputata inoltre va cambiata la mentalità all’interno del nostro paese rispetto agli italiani all’estero che vanno inquadrati in un contesto positivo.
Ha poi preso la parola Elvira D’Ippolito “Devo dire – ha esordito la giornalista – che questo libro l’ho trovato sorprendente, innanzi tutto per la cura con cui affronta l’argomento che noi vediamo per scontato, ma in teoria non lo è. Mi è piaciuta tantissimo la grafica. La guida apre le porte ad un tema complesso che necessita di essere approfondito, soprattutto perché il benessere psicologico di persone che sono lontane dai loro parenti è importante”. La giornalista si è inoltre soffermata del forte desiderio di tornare nel Paese d’origine che spesso si manifesta tra i nostri connazionali all’estero. Infine è intervenuta una delle curatrici del libro Anna Pisterzi: “Transiti psicologia di espatrio – ha spiegato – è un progetto che nasce nel 2017 dal lavoro di un gruppo di psicologi e psicoterapeuti che hanno avuto in cura persone all’estero che hanno chiesto di fare terapia in lingua madre”. Pisterzi ha sottolineato come il progetto si sia nutrito e abbia continuato a crescere attraverso momenti fondamentali: il lavoro in clinica, la letteratura e la ricerca. “Sono molto contenta – ha aggiunto – che si sia colta nel dibattito l’attenzione alle parole, perché effettivamente nel mio mestiere le parole sono fondamentali.” Pisterzi ha poi definito la guida “uno strumento di prevenzione”, con la quale prepararsi per poter affrontare il fenomeno della migrazione. Inoltre la psicoterapeuta definisce la sua opera non come una vera e propria guida all’espatrio, ma come un lavoro che porta alla consapevolezza e a preparare la persona che sceglie di emigrare all’esperienza a cui andrà incontro”. (Lorenzo Morgia – Inform)

È stato presentato alla Camera il premio letterario “Italia Radici nel Mondo 2024” la cui prima edizione nel 2024 sarà dedicata al tema del ‘racconto delle radici plurime’: il concorso internazionale per racconti inediti è stato ideato dal John Fante Festival e dal Piccolo Festival delle Spartenze ed è rivolto ad autori oriundi e italiani residenti all’etero . L’incontro è stato introdotto dal deputato Pd Toni Ricciardi, eletto nella ripartizione Europa, che ha sottolineato come il sottotitolo del premio sia perfettamente centrato perché si è abituati, da fin troppo tempo ed a vari livelli, a sentir parlare della parola identità, ma probabilmente senza darle il giusto significato: “l’identità è un qualcosa in costante divenire fatto da molteplici esperienze e credo che abbiate colto il segno”, ha spiegato Ricciardi rilevando il tasso di sensibilità che è stato messo in questo lavoro e in altri precedenti che hanno trattato tali tematiche. “È facile fare i premi nelle grandi città e nelle grandi capitali ed è facile far arrivare nomi e personalità a Roma”, ha evidenziato Ricciardi ponendo invece in rilievo la particolare capacità che serve a portare un evento simile in un Comune dell’entroterra come Torricella Peligna dove negli anni si è avuto proprio la bravura di far arrivare gente da diverse parti del mondo. Ricciardi ha concluso sottolineando come tutto questo rappresenti un valore aggiunto. Carmine Ficca (Sindaco di Torricella Peligna) ha parlato di un paesino di 1.200 anime dell’interno del territorio abruzzese. “Siamo arrivati qui a Roma per presentare questa che è un’iniziativa, ma anche una sfida che ci poniamo” ha spiegato Ficca menzionando l’importanza del progetto del Ministero degli Esteri sul Turismo delle radici a cui si si è aderito. Tutto è partito da una scommessa: “fare in un piccolo paese delle zone interne un Festival letterario ambizioso, legandolo alla figura di John Fante che è uno dei figli del nostro Abruzzo”, ha aggiunto Ficca evidenziando la centralità dei temi dell’emigrazione essendo l’Abruzzo una Regione che ha avuto nei decenni un’emigrazione importante. Il Sindaco ha voluto anche evidenziare un dato significativo: Torricella Peligna è un paese che nel secondo dopoguerra contava 5.000 abitanti mentre oggi ne ha poco più di mille. Giovanna Di Lello (Ideatrice del Premio John Fante Festival) ha ricordato il grande il lavori che sta dietro l’organizzazione di questo festival, perché “fare un festival e pensare ad un premio come questo, in un piccolo comune, vuol dire sapere di fare tanti sacrifici e di dover lottare tantissimo”, ha spiegato Di Lello ricordando che è un qualcosa che va avanti da ormai 19 anni. “Vogliamo dimostrare che nell’entroterra si può fare tanto e bene parlando al mondo. È davvero una scommessa, un laboratorio, perché vogliamo interagire con il mondo lì dove ci sono i nostri concittadini e gli oriundi”, ha aggiunto Di Lello spiegando che il premio riguarderà racconti inediti compresi tra diecimila e ventimila battute, che saranno pubblicati in lingua italiana. Secondo Di Lello anche la narrativa può essere un modo per raccontare l’Italia all’estero: il bando sarà online dalla data di questa presentazione e si chiuderà il 31 maggio: i finalisti saranno probabilmente dieci e l’opera vincitrice sarà annunciata al John Fante Festival mentre la cerimonia di premiazione si terrà in autunno in una location ancora da definire. Presidente della giuria sarà l’antropologo Vito Teti. Il vincitore riceverà un compenso di mille euro ed i racconti dei finalisti saranno pubblicati in un libro. “Sono sicura che il progetto del turismo delle radici darà tanto ai paesi dell’entroterra”, ha concluso Di Lello con un auspicio. Giuseppe Sommario (Direttore del Piccolo Festival delle Spartenze) ha sottolineato in primo luogo come il tema del turismo delle radici sia stato portato a livelli importanti dal lavoro svolto finora da Giuseppe De Vita. Sommario ha aggiunto: “L’idea è cementare e siglare un’unione tra il John Fante Festival e il Festival delle Spartenze: il tema di cui si occuperà il premio è quello delle radici e parliamo della storia della nostra emigrazione che ha interessato qualcosa come 35 milioni di italiani in uscita. Parliamo di radici plurime e multi-situate pronte a riapparire ibridate lontane migliaia di chilometri: è per questo che nascono le ‘piccole italie’ come tentativo di replicarsi in un luogo altrimenti spaesante. Non volevamo un premio come mera celebrazione – ha spiegato Sommario – ma volevamo che, oltre a celebrare gli italiani e l’italianità, apportasse un contributo ai temi dei nostri festival”, Nicola Mattoscio (Presidente Fondazione Pescarabruzzo) si è soffermato su alcuni binomi concettuali a volte declinati in maniera fuorviante: radici e identità; nazione e patria. Mattoscio ha parlato dunque di termini da “non regalare a una cultura che gioca in modo retorico. Esistono la nazione e la patria ma possono essere declinate in maniera genuina e democratica; esistono radici ed identità che appartengono a ciascuno di noi senza bisogno di interpretazioni demagogiche”, ha precisato Mattoscio sottolineando come la declinazione e l’interpretazione in modo aperto e plurimo di questi termini, che si basa sul rispetto della persona che travalica i confini, sia evidenziata da questo premio. E stata poi la volta del Deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale, che ha sottolineato come la rappresentanza parlamentare degli italiani all’estero, un vasto mondo composto anche da 70/80 milioni di oriundi, sia sicuramente numericamente sottodimensionata. “Nonostante questo – ha continuato Porta – abbiamo una presenza attiva che va sicuramente riconosciuta e valorizzata. Cerchiamo in tutti i modi di portare quello che stiamo facendo nelle aule del Parlamento verso la società civile e ci stiamo sforzando di portare nelle scuole non una materia, ma una cultura dell’emigrazione. Abbiamo un’opportunità con l’anno del Turismo delle Radici – ha proseguito il Deputato – di far diventare questo fenomeno non soltanto condiviso in tutto il mondo, ma anche un valore aggiunto per il sistema Italia”. Porta ha anche sottolineato come il Premio colga l’obiettivo poiché si rivolge direttamente a chi sta all’estero, cioè coloro che sono i beneficiari del turismo delle radici
Omero Sabatini è morto ieri mattina nella sua casa ad Alexandria, in Virginia. Avrebbe compiuto 93 anni a giugno. Lascia l’unica figlia Maria e la moglie Belinda. Una vita nella diplomazia americana, una vasta cultura in campo economico ed umanistico, Omero aveva un forte amore per L’Aquila, dove aveva le origini, sebbene fosse nato negli Stati Uniti.
Sarà presentato oggi, 6 marzo, a Toronto il terzo volume della serie “Identità” curato dalla Camera di Commercio Italiana in Ontario e dedicato a Flavio Volpe.
Il Teatro Odeon di Vienna ha ospitato la Terza Edizione del Festival di letteratura italiana ‘‘La Fonte’’, organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura a Vienna e dalle associazioni culturali ‘‘Librai in corso’’ di Roma e “Libellula” di Vienna, con il supporto dell’Ambasciata d’Italia, della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’OSCE.
Dopo “Gli Hamilton, Intrighi e passioni” continua la saga della nobile famiglia londinese con “I labirinti del destino”. Questo nuovo romanzo dello scrittore milanese Franco Porta, trapiantato a Puerto Plata, nella Repubblica Dominicana, si dipana tra la passione per le auto da corsa, l’affetto per i bulldog, complessi intrighi e sospetti, il tutto in un vibrante scenario, con personaggi memorabili, ambientato nella Londra dei primi del Novecento. Le sorprendenti svolte narrative rendono questo libro un’entusiasmante continuazione delle vicende familiari degli Hamilton.
La presenza in Argentina delle ACLI ha dato sostegno, dal 1° luglio del 1966 (data dell’inizio attività degli operatori Acli a Buenos Aires) a migliaia di italiani che hanno contribuito allo sviluppo del Paese con il proprio lavoro. Per questo motivo, a 58 anni dalla fondazione, le Acli hanno voluto raccontare più di mezzo secolo di storia attraverso la pubblicazione del volume “L’Argentina italiana e le acli argentine”. Appuntamento alle ore 10.30 presso l’Asociación de Socorros Mutuos y Cultural Nazionale Italiana di Buenos Aires (in Adolfo Alsina 1465) . , per la presentazione e per i momenti di testimonianze, documenti e racconti che si susseguiranno in cui ci sono testimonianze, documenti e racconti della migrazione italiana e della presenza associativa e del Patronato Acli. Alle 9.00, invece, alla Chiesa degli italiani Mater Misericordia, in Moreno 1687, si celebrerà la. Messa in ricordo di Alfonso Grassi, già Presidente delle acli in Argentina. “Questo volume è un doveroso ricordo e riconoscimento per una esperienza che ha dato tanto sia alla nostra associazione che alla comunità italiana” dichiara Matteo Bracciali, Vicepresidente della Federazione Acli Internazionali e Consigliere Cgie “Quasi 60 anni di presenza competente nel paese non sono pochi, e li vogliamo celebrare anche per riflettere sul futuro della comunità italiana in Argentina insieme ad alcuni ospiti come Mariano Gazzola, Vicesegretario Cgie e Dario Signorini, Presidente del Comites di Buenos Aires oltre che al Presidente delle Acli Emiliano Manfredonia e al Presidente del Patronato Acli Paolo Ricotti”. Al termine dell’iniziativa è previsto un momento conviviale.(Inform)

Silvana Di Liberto, una cantante siciliana residente in Spagna ai confini con Portogallo da tanti anni, è conosciuta nel suo ambiente per la sua versatilità e la sua abilità nell’interpretare canzoni in cinque lingue. Sebbene la sua passione sia il jazz, il suo talento include un ampio spettro di generi musicali. Nel corso della pandemia da Covid-19, la sua voce ha assunto la potenza di un ponte, unendo l’Italia e la Spagna con note di speranza. Le sue gesta musicali hanno giocato un ruolo fondamentale nel cementare comunità e offrire conforto in tempi infausti.
In questo scenario, si può godere del silenzio interrotto solo dal canto degli uccelli, dai suoni degli animali, la potenza dei fiumi e dai profumi penetranti delle piante e dei fiori, diventando parte integrante di questo paradiso della Spagna del Nord. Man mano che si percorrono i lunghi chilometri, si apre un’opportunità per la riflessione e l’introspezione, una connessione profonda con il proprio corpo. Anche quando ci si sente stanchi, le gambe sembrano muoversi da sole, ma la mente spinge a non mollare, facendo capire che questo cammino non è per tutti. All’inizio può apparire facile, ma più si procede, più il peso dello zaino si fa insopportabile, fino a quando, ad un certo punto, diventa parte di te. La condivisione di storie e fatiche con altri viaggiatori stranieri instaura un senso di comunità e solidarietà, trasformando il cammino in un’esperienza condivisa, arricchente e quasi mistica, poiché ci si sente legati ai pellegrini che lo hanno percorso prima e dopo. Viaggiando solo con l’essenziale, si sperimenta una maggiore consapevolezza della semplicità della vita e una riduzione delle distrazioni quotidiane. Questo permette di tornare a casa con una prospettiva diversa sul modo di pensare, un rinnovamento interiore e una connessione più intima con se stessi e gli altri. Ciò che caratterizza ‘Il Cammino di Santiago (a modo mio)’ è la fusione di acume e sensibilità artistica. In alcune tappe, la voce di Silvana si manifesta con l’intento di infondere ispirazione e gioia nei viaggiatori, contribuendo significativamente al loro bagaglio di ricordi. Tramite le sue introspezioni personali, i lettori si addentrano anche nell’ampia ricchezza della cultura e delle tradizioni, della gastronomia, delle leggende, degli aneddoti, del rispetto verso le persone, dell’arte dell’ascolto e dell’ospitalità spagnola che l’ha fatta sentire come a casa sua.


È così anche in questo LO SCRIBA DI CATULO, che esce in questi giorni e che racconta, in maniera fantasiosa, quello che avrebbe potuto succedere nei giorni di quel famoso scontro. Per meglio dire, quello che io avrei desiderato fosse accaduto allora ai Campi Raudi.
In questa immagine fittizia ho voluto ricostruire il famoso “altare di Catulo” sul ritrovamento del quale si basa il racconto fantasioso del mio nuovo libro che potete trovare al link qui sotto. Compratelo perché ne vale davvero la pena!