Lima, Italia presente alla Fiera Internazionale del Libro

lima italia presente alla fiera internazionale del libro

lima italia presente alla fiera internazionale del libroL’Istituto Italiano di Cultura di Lima è presente anche quest’anno alla Feria Internacional del Libro di Lima con una serie di attività che arricchiranno ulteriormente i legami culturali tra Italia e Perù.

Dal 21 luglio al 6 agosto lo stand espositivo dell’Italia proporrà giochi e altri concorsi attraverso i quali i partecipanti potranno vincere diversi premi, tra i quali una borsa di studio per studiare la lingua italiana. Inoltre, l’Istituto Italiano di Cultura farà parte delle Giornate Professionali della Fiera, insieme a EUNIC-Perù, offrendo al pubblico di Lima attività di alto livello accademico. La Fiera, organizzata dalla Cámara Peruana del Libro, si svolgerà presso il Parque Próceres de la Independencia.




Chi ha cambiato l’Italia? Ce lo spiega il nuovo libro di Antonio Noto

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12notoPolitica o business: chi ha dato il maggior impulso all’evoluzione della società italiana negli ultimi 30 anni? Antonio Noto, autore del libro “Chi ha cambiato l’Italia? Politica o economia: chi c’è dietro le grandi trasformazioni della società italiana degli ultimi 30 anni” edito da Rubbettino, racconta le principali trasformazioni della società italiana del 1993 ad oggi. Una sfida aperta fino all’ultimo capitolo per comprendere chi ha guidato il cambiamento e chi sarà l’artefice nel prossimo futuro.
Un viaggio dal 1993 al 2023, attraverso le categorie dell’oggi – dalle nuove generazioni alla longevità attiva, dall’empowerment femminile ai nuovi media, fino all’ambiente e alla sostenibilità – per capire come si sono modificate, nel corso degli anni, la sensibilità e la percezione dell’opinione pubblica. Questi i temi al centro del libro di Antonio Noto, sondaggista e sociologo, uscito in questi giorni per la casa editrice Rubbettino.
Il saggio analizza gli stili di vita e dei consumi seguendo le direttrici dei cambiamenti sociali, economici e politici nazionali degli ultimi trent’anni per capire quanto sia mutata la società di oggi su questioni di stringente attualità, quali la genitorialità, gli equilibri di genere, le aspettative dei giovani e l’approccio al mondo del lavoro, e chi ne sia stato il principale artefice, fra politica ed economia.
Un punto di vista privilegiato ed autorevole, quello di Noto che, in oltre trent’anni di studi e di analisi dell’opinione pubblica italiana, è in grado di fornirci chiavi di lettura essenziali per comprendere la società attuale e prevedere i prossimi trend.
“Dal 1993, anno del mio primo sondaggio politico”, dichiara Noto, “ho potuto registrare radicali trasformazioni della nostra società, la nascita spontanea di nuovi bisogni e l’affermazione di modelli di vita indotti da sapienti operazioni di marketing, mentre ho visto la politica faticare non poco a cogliere le potenzialità dei nuovi canali di comunicazione. Con questo libro”, prosegue, “intendo consegnare il racconto di un’evoluzione fatta di piccoli passi quotidiani che stanno radicalmente mutando la società italiana, con uno sguardo al prossimo futuro e provando a determinare quale attore sia stato prevalente nei cambiamenti sociali, la politica o il mondo dei consumi”.
L’autore descrive il cambiamento come un fattore costante nel tempo, senza imputarlo ad un periodo particolare, che ha coinvolto stili di vita, comportamenti sociali ed il modo di raccontare la politica. Si pensi a come è cambiato, in questi trent’anni, il ruolo della donna, e non solo nel mercato del lavoro. Così come l’evoluzione del concetto di famiglia, l’aumento della longevità – la vera rivoluzione di questi anni – nonché la crescita di consapevolezza da parte dei consumatori nei confronti di un risparmio non più economico bensì ecologico. In particolare è sulla concezione del lavoro che, dopo la fase acuta della pandemia da Covid-19, si sono registrati i maggiori mutamenti: si passa dalla Milano da bere degli anni ’90, in cui il lavoro era l’elemento centrale della vita ed il successo professionale il vero obiettivo da raggiungere, all’Italia degli anni ‘20 in cui il lavoro è considerato solo una fonte di reddito a favore della ricerca di un benessere interiore.
Trent’anni di cambiamenti, dunque, fotografati dall’autore attraverso i numeri, gli stili di vita, i consumi e la politica, provando ad immaginare quale direzione prenderà l’evoluzione sociale, in un continuo raffronto competitivo fra mondo politico ed economico per individuare chi è stato il vero attore del cambiamento in Italia. Una sfida che vede vincente l’economia, con netto vantaggio, pur lasciando alla politica ampio margine di recuperare il terreno perduto – in particolare attraverso la costruzione di un racconto attraente e credibile – a beneficio dell’intera società e della sua evoluzione futura, in virtù delle grandi rivoluzioni digital e green in atto.
Antonio Noto, sociologo, analizza il comportamento sociale, economico e politico degli italiani da oltre 30 anni. Collabora stabilmente con la trasmissione televisiva RAI “Porta a Porta”, “Il Sole 24 Ore” e “La Repubblica”. Da più di 10 anni effettua per Rai gli exit poll e le proiezioni in occasione delle elezioni. È già autore di 4 libri: Napoli Vota, Napoli ad occhio nudo, Vota Antonio Vota Antonio, Esistono ancora i sondaggisti? (aise)




Addio a Milan Kundera, l’insostenibile leggerezza dell’essere

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kundera milan afpMilan Kundera, romanziere e saggista ceco, è morto ieri a Parigi all’età di 94 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla televisione ceca questa mattina.

Lo scrittore, autore di romanzi che hanno cambiato la letteratura del Novecento, a partire dal più noto ‘L’insostenibile leggerezza dell’essere’, è stato più volte candidato al Premio Nobel per la letteratura, senza mai vincerlo.

Kundera era molto riservato e non amava rilasciare interviste.

La sua ultima apparizione pubblica risale al 27 gennaio 1984, quando fu ospite di Bernard Pivot, conduttore e critico letterario di “Apostrophes”, all’epoca il programma culturale più seguito della televisione francese. Da quel momento, con la moglie  Vera Hrabanková ha formato “la coppia più silenziosa di Parigi”, come  ha raccontato alla rivista “Paris Match” uno dei suoi vicini, il giornalista Philippe Labro. France Culture, parafrasando il suo libro più noto, l’ha chiamata “l’insostenibile potenza del silenzio”. D’altronde, proprio nel suo capolavoro aveva quasi annunciato: “Vivere nella verità, non mentire né a sé stessi né agli altri, è possibile soltanto a condizione di vivere senza pubblico (…) Avere un pubblico, pensare a un pubblico, significa vivere nella menzogna.”

Nato a Brno il 1º aprile 1929, era figlio di un pianista. Amava la musica e da giovane si era persino cimentato nel jazz. Nel 1948, ancora studente, s’iscrisse al Partito Comunista da cui fu espulso per le sue idee “non conformi”. Una volta riammesso, divenne un punto di riferimento dei dibattiti politici di quegli anni. Fu prima poeta e autore di prosa, ma il successo arrivò con i primi romanzi, proibiti per molto tempo in Cecoslovacchia. Soltanto nel 2006 “L’insostenibile leggerezza dell’essere” fu pubblicato nel suo paese natale.

Il suo primo romanzo, Lo scherzo, era uscito nel 1967 e conteneva un’amara ricostruzione della realtà cecoslovacca del secondo dopoguerra. Vinse il premio dell’Unione degli Scrittori Cechi.

Acclamato da Louis Aragon, che scrisse la prefazione quando il libro fu pubblicato in Francia nel 1968, quest’opera potente in uno stile barocco e molto vivace esplora, attraverso il destino dell’uomo personaggi e femminili, uno dei temi fondamentali del suo lavoro: il confronto, insieme drammatico e comico, tra la vita intima dell’individuo, il suo carattere sfuggente e casuale e la finzione di un’ideologia collettiva, in questo caso il comunismo stalinista.

Kundera si schierò poi a favore della Primavera di Praga e fu cacciato nuovamente dal Partito nel ’70.

Nei successivi romanzi, soprattutto in quelli del periodo francese, Kundera sviluppò un proprio stile personale, quello del “romanzo-saggio”, alternando cioè elementi tipicamente narrativi a vere e proprie parentesi saggistiche.

Dopo aver pubblicato Risibles amours (1971) La valse au adieux (1976) e La vita è altrove (1973) che gli valgono il premio del ranger Prix Médicis, Milan Kundera affermò di non voler più scrivere. Ma i suoi ammiratori e amici lo convinsero a continuare e lo invitarono in Francia nel 1975. Andò a insegnare all’Università di Rennes. Nel ‘79 perse la cittadinanza cecoslovacca e nell’81 François Mitterrand gli concesse quella francese, contemporaneamente a Julio Cortazar.

Ben presto scelse Parigi come sua “seconda città natale”. Nel 1984, riscosse un grande successo con L’insostenibile leggerezza dell’essere”, in particolare grazie all’adattamento per il cinema di Philippe Kaufman e Jean-Claude Carrière con Daniel Day-Lewis (Tomáš) e Juliette Binoche (Tereza), dove si fondono storia, autobiografia e intrecci sentimentali: ambientata  nel 1968 a Praga, la storia racconta la vita e le vicende di un  “quartetto” di artisti e intellettuali cecoslovacchi durante la “Primavera di Praga” interrotta dall’invasione sovietica con il  proposito di “correggere fraternamente il deviazionismo” dalla buona strada socialista che aveva contagiato l’intera nazione e riprende il tema del romanzo, ispirato al tema nietzscheano del rifiuto dello spirito di pesantezza.

Nei suoi racconti e romanzi, che gli hanno procurato fama internazionale (tra cui “L’immortalità”, 1990), Kundera ha affrontato i temi dell’attualità politico-sociale del suo paese inserendoli nella più vasta problematica della condizione dell’uomo moderno.

Importanti ed influenti anche le riflessioni sul romanzo europeo contenute in  “L’arte del romanzo (1986).

Nel 1993 pubblica “La Lenteur”, scritto in francese, in cui indaga con la sua ironia lo spirito contemporaneo basato sulla velocità e il chiassoso culto della novità fine a se stessa. Ha vinto numerosi premi letterari, tra cui il Gran Premio di Letteratura dell’Accademia di Francia nel 2001, il Premio Mondiale Cino Del Duca nel 2009 e il Premio della Biblioteca Nazionale di Francia nel 2012. È stato riabilitato dal suo paese natale, che gli ha restituito la nazionalità nel 2019.

rainews




“IL VIAGGIO: Finestre italiane sull’India” sarà presentato sabato a Verbania

il viaggio

il viaggioNegli spazi espositivi di Villa Giulia a Pallanza (Verbania), con il Patrocinio del Comune di Verbania, e nell’ambito della 6° edizione delle Stanze delle Meraviglie – Wunderkammer, ovvero due serie di mostre d’arte contemporanea a cura di Marisa Cortese e dell’Associazione Siviera, che vede coinvolti oltre 60 artisti provenienti da diverse località, sabato 15 luglio 2023 alle ore 18,00 è prevista la presentazione del volume edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, a cura della Prof.ssa Urmila Chakraborty dal titolo “IL VIAGGIO: Finestre italiane sull’India”. Racconti di vita e di avventure scritti a più mani, come ponte tra Italia e India , per i 75 anni dell’Indipendenza indiana e delle relazioni tra questi due Paesi. Sono previsti gli interventi di Urmila Chakraborty, Cristina Rotondi, Paola Scialpi, Stefano Donno, Vittorio Tonon

Il viaggio: finestre Italiane sull’India – AA. VV. – a cura di Urmila Chakraborty con la prefazione di Ugo Tramballi (I quaderni del bardo edizioni di Stefano Donno) sarà presentato sabato 23 aprile 2022 ore 17,30 a Bergamo presso Cento4 via Borgo Palazzo, 104 L, Bergamo. Interverranno insieme alla curatrice Urmila Chakraborty, Stefano Caldirola, Manuela Lenardon, Federico Sanesi, Paola Lorenzoni , Vittorio Tonon. Saranno esposte le tavole originali dell’artista  Paola Scialpi. Alla presentazione del volume seguirà una performance di danza Bharatanatyam della danzatrice Nuria Sala Grau.

Entusiasmante, penetrante e profondo viaggio tra le pagine di questa preziosa pubblicazione, per scoprire e conoscere l’India. Venti racconti intensi e partecipati di chi per ragioni di lavoro, ricerca o studio ha visitato la “galassia” India e ogni racconto è arricchito dai commenti e dalle osservazioni della curatrice Urmila Chakraborty. Il libro, solo in apparenza una guida turistica eccellente, sbalordirà invece perchè i racconti sono “donati” al lettore con passione e nessun dettaglio o suggestione sono lasciati al caso. Tutto viene minuziosamente descritto e chi legge avrà la sensazione di vedere realmente ciò che viene raccontato. Quasi da toccare con mano … Scoprirà luoghi di rara bellezza, si addentrerà nelle abitudini e consuetudini dei suoi abitanti, nella loro operosità, nel loro credo religioso. Si ha sovente la sensazione, leggendo, che i diversi io narranti non avrebbero voluto lasciare mai più quei luoghi.  Il ” viaggio” è reso più affascinante dalle illustrazioni grafico/pittoriche realizzate dall’artista Paola Scialpi che affiancano ogni racconto. (Stefano Donno – editore).

Gli autori: Avana Amadei, Stefano Caldirola, Romina Campostrini, Giuseppe Carrieri, Giorgio d’Emilio, Alessandro Dell’Avvocata, Giovanni Di Bartolo, Isabella Labate, Manuela Lenardon, Paola Lorenzoni, Francesco Moscatelli, Emanuela Orlandini, Cristina Piotti, Emanuela Plano, Cristina Rodondi, Núria Sala Grau, Laura Sciotti, Federico Sanesi, Vittorio Tonon, Marged Flavia Trumper

QUESTO VOLUME CELEBRA 75 ANNI DELL’INDIPENDENZA INDIANA E 75 ANNI DI RAPPORTI DIPLOMATICI FRA ITALIA E INDIA

Urmila Chakraborty, nata a Kolkata, India, vive e lavora a Milano da oltre vent’anni. Urmila è scrittrice, traduttrice, mediatrice culturale e formatrice. Collabora con diverse Università in Italia e in India, in particolare è docente di Scienze della Mediazione Linguistica e Studi Interculturali presso l’Università degli Studi di Milano. È scrittrice a tutto tondo, avendo al suo attivo da scritti accademici a saggi, dal crowdsourcing alla ricerca e alla narrativa (creative nonfiction). Numerose le sue pubblicazioni in ambito dell’interazione interculturale, anche in collaborazione con varie istituzioni culturali. Da ricordare che nel 2002 ha fondato Englishour, che eroga servizi linguistici e culturali alle aziende.

Info link

https://iqdbcasaeditrice.blogspot.com/2021/12/il-viaggio-finestre-italiane-sullindia.html




Ritorno alle radici, le storie dei migranti abruzzesi negli Stati Uniti

ritorno alle radici casalincontrada

ritorno alle radici casalincontradaDOMENICA 16 LUGLIO  , alle ore 17.00 il parco Villa De Lollis di Casalincontrada si vestirà a stelle e strisce, ripercorrendo le tante storie che uniscono l’Abruzzo agli Stati Uniti e viceversa, in un incontro a tre voci con gli autori di libri quali “ABRUZZOAMERICA”, “ABRUZZO STARS & STRIPES” e “HOLLYWOOD NASCE IN ABRUZZO” e nel ricordo del grande filologo e storico della letteratura italiana Cesare De Lollis, nell’imminenza del suo 160mo anniversario della nascita.

Il sindaco Vincenzo Mammarella dialogherà con i giornalisti Dom Serafini e Generoso D’Agnese e con lo storico Geremia Mancini  ripercorrendo le vite di alcuni abruzzesi emigrati negli Stati Uniti e protagonisti di straordinarie storie di successo umano e professionale.   Da Bradley Cooper (Ripa Teatina) a John Fante (Torricella Peligna), da Michael Bublé (Carrufo e Villa Santa Lucia) a Dean Martin (Montesilvano), da Madonna (Pacentro) a Henry Mancini (Scanno), da Mario Lanza (Tocco da Casauria)  a Penny Marshall (San Martino sulla Marrucina) , senza dimenticare i loro luoghi d’origine.

“L’idea è invogliare a visitare l’Abruzzo – spiega Serafini – nell’ottica dell’anno (il 2024) dedicato al  Turismo delle radici  e recuperando quella memoria territoriale che ci porta a fare i viaggi alla ricerca dei posti del cuore”.

Gli autori racconteranno storie eccezionali e spesso ignote alla grande storia, dall’impresa epico-eroica di Louis Carrozzi, che attraversò a piedi tutto il continente americano (partendo dalle Pampas argentine), alle  straordinarie carriere cinematografiche come  quella di Vincenzo Pelliccione, controfigura di Chaplin, dalle esperienze tragiche dei fratelli Al e Turzo Francese saliti sul Treno degli orfani, alle vite intrise di grandi ideali come quella di Virgilia D’Andrea o di grandi conquiste professionali come quella di Al Zampa (cui è dedicato il secondo ponte italiano  negli USA, dopo quello di Verrazzano).

L’appuntamento di Casalincontrada unirà in un’unica trama anche il percorso umano e culturale di Cesare De Lollis tra le cui opere è possibile apprezzare gli scritti di Cristoforo Colombo   (1892-94) e la monografia Cristoforo Colombo nella leggenda e nella storia (1892 ), e il cui lavoro sarà sicuramente spunto di riflessione per futuri studi.

Appuntamento quindi con gli appassionati di storia, di sociologia e del romanzesco , con uno sguardo al passato, per meglio comprendere il presente di una comunità regionale ricchissima di talento artistico e di grandi spunti emotivi.

 

GLI AUTORI

Generoso D’Agnese è nato a Zürich nel 1961 e collabora con il “Messaggero di S. Antonio”,  “L’Osservatore Romano”,  “La Voce Italiana” di Washington” e il mensile “Abruzzo nel Mondo.  Cura il blog “Globo italiano” per gli italiani nel Mondo. E’ alla sua tredicesima esperienza editoriale.

Geremia Mancini è nato a Manoppello (Pescara) nel 1955. Segretario generale dell’UGL nel 2014  è un attento studioso delle problematiche lavorative e migrazionali, ha promosso numerosi convegni sull’emigrazione abruzzese  ed è presidente onorario dell’Associazione “Ambasciatori della fame”.

Domenico (Dom) Serafini, nato a Giulianova nel 1949, risiede a New York ed é il fondatore, l’editore e direttore del mensile Video Age, di annuari e quotidiani di settore rivolti ai principali mercati televisivi e cinematografici internazionali.   Collabora con   “Il Messaggero” di Roma (dorso “Abruzzo”). E’ alla sua quindicesima pubblicazione.




L’universo al confine della paura: la vita e le opere di H.P. Lovecraft (una piccola guida)

lovecraft

lovecraft“Non vi è un solo narratore di horror, fantascienza, weird, soprannaturale, grottesco – sia contemporaneo che successivo a H.P. Lovecraft – che non si sia ad egli ispirato: nomi tra i quali si annoverano Stephen King, George R.R. Martin, Robert McCammon e Joyce Carol Oates devono, alla loro letteratura, la forte ispirazione ricevuta da Howard Philipp Lovecraft, maestro comune che oggi è e resta immortale, tra i più amati e letti di tutti i tempi. (dalla prefazione di Antonia Depalma)

(…) Basti pensare che il già citato Necronomicon, pur essendo dichia- ratamente il frutto dell’ingegno del suo autore, si è trasformato in un vero e proprio grimorio contenente oscuri segreti e indecifrabili misteri per moltissimi studiosi, tanto che in diverse occasioni sono nate leggende direttamente collegate ad esso. (dalla post fazione di Mario Contino)

Dichiara l’autore Stefano Donno: “ Ho l’esigenza  (mi rivolgo ai potenziali lettori di questo scritto, questa piccola guida) di condividere con voi un pensiero inquietante che mi ha travolto mentre scrivevo questa monografia su H.P. Lovecraft. Mentre mi immergevo nelle profonde e oscure pieghe della mente di questo genio del terrore, mi sono reso conto che la mia interpretazione potrebbe essere solo una delle tante varianti di infinite versioni provenienti da multiversi che pullulano di abominii e orrori dominanti. Lovecraft è noto per i suoi racconti di antichi dei primordiali, dimensioni oscure e creature sovraumane che superano di gran lunga la comprensione umana. Eppure, dopo mesi di studio, ho sempre più presente in me stesso la convinzione che ogni cosa qui riportata, potrebbe essere solo un tenue barbaglio nella vastità  delle possibilità  narrative lovecraftiane. Il mio cuore trema all’idea che esistano mondi in cui la depravazione e l’orrore regnano sovrani, in cui ciò che noi consideriamo normale è devastato e sovvertito, e dove la paura diventa la sola costante di ogni cosa che esiste. Potrebbe esserci un universo in cui le storie di Lovecraft sono state superate, in cui gli orrori descritti nei suoi racconti sembrano tenere narrazioni rispetto agli orrori che altre  realtà offrono nell’oscurità. Questa piccola monografia che ho scritto si basa sulla lettura di racconti e analisi delle tematiche ricorrenti nella narrativa lovecraftiana. Ma che cosa potrebbe significare tutto ciò se ogni ricerca, ogni spiegazione e ogni interpretazione fosse solo un ulteriore apertura verso nuovi abissi di paura? Mentre concedete dunque la vostra attenzione alle parole che ho scritto, tenete a mente che queste parole potrebbero essere solo irrisorie rispetto alla vastità di un orrore cosmico e abominevole. Ciò che troverete in queste pagine potrebbe sembrare terribilmente familiare, oppure potrebbe essere solo l’inizio di un viaggio sinistro nelle varianti più estreme della follia. E con questa consapevolezza, vi invito a guardare ben oltre le pagine dei miei scritti, e fare in modo che ogni traccia di normalità svanisca nel buio. Solo allora, potrete sperare di catturare un fugace sguardo di ciò che si cela al di là dei confini del nostro universo. A volte mi assale il dubbio che quanto da me scritto sia in realtà la voce di qualcos’altro”

Howard Phillips Lovecraft, meglio conosciuto come H.P. Lovecraft, è uno degli scrittori più influenti e controversi del ventesimo secolo. Nato nel 1890 a Providence, Rhode Island, Lovecraft ha creato un’impressionante e unica mitologia letteraria che ha continuato ad affascinare e spaventare i lettori di tutto il mondo. Uomo dalla vita sociale limitata, ha preferito l’isolamento e la lettura, che alimentarono ulteriormente la sua immaginazione oscuro. La sua scrittura era caratterizzata da un linguaggio ricercato, una prosa elaborata e un utilizzo di descrizioni dettagliate, rimanendo fedele allo stile gotico vittoriano. Le sue storie si concentravano sul tema dell’orrore cosmico, in cui i protagonisti si scontrano con forze soverchianti di creature ancestrali e degli dèi antichi che minacciano l’esistenza umana. L’opera più celebre di Lovecraft è probabilmente il “Mito di Cthulhu”. Questo ciclo di racconti si basa su una mitologia inventata da Lovecraft, in cui antichi dei primordiali, come Cthulhu, dormono nelle profondità abissali del mare e nei recessi dello spazio, pronti a risvegliarsi per reclamare il dominio sulla Terra. Lovecraft è stato trascurato dalla critica mentre era in vita, ma dopo la sua morte nel 1937, il suo lavoro ha conosciuto un revival significativo. Scrittori come Stephen King, Neil Gaiman e Guillermo del Toro hanno dichiarato pubblicamente l’influenza di Lovecraft nelle  loro opere. Il suo stile unico e la sua capacità di far emergere paure innominate lo rendono un maestro dell’horror. Il Nostro ha inoltre ispirato numerose opere in altri media, come film, videogiochi e musica. Gli adattamenti cinematografici dei suoi racconti, come “Re-Animator” e “Dagon”, hanno continuato a creare nuovi fan dell’orrore lovecraftiano. Nonostante la sua vita oscura e la morte prematura, H.P. Lovecraft ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama letterario dell’horror.

Info link

https://iqdbcasaeditrice.blogspot.com/2023/07/luniverso-al-confine-della-paura-la.html

stefano donnoStefano Donno – Tra i libri… Stefano Donno (1975) si è laureato in Filosofia presso l’Università di Lecce nel 2005. Nel febbraio 2013 ha ottenuto una laurea honoris causa in Giurisprudenza presso l’Università di Mosca Sancti Nicolai. Ha pubblicato: Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo (Copertino, 2001); Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro Novecento – giovane letteratura salentina dal 1992 al 2004 (San Cesario, 2004); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (con Sandro Ciurlia, Lecce, 2010); Corpo Mistico (Roma, 2010); Prezzario della rinomata casa del piacere (con Anna Chiriatti, Martignano, 2011); A Sud del Sud dei Santi a cura di Michelangelo Zizzi (Faloppio, 2013), Nerocavo (Copertino, 2014); Breve Commentario alla tavola Smeraldina (Lecce, 2017). Identità Informi dove non ci sono mani con Mauro Marino (2021). Collabora con il criminologo Antonio Russo nella campagna di sensibilizzazione contro lo stalking e, nel febbraio 2023, apparirà alla Camera dei Deputati con l’autore. Donno collabora come redattore per I Quaderni del Bardo Edizioni con La Casa della Poesia di Como e con il Festival Europa in Versi diretto da Laura Garavaglia. Nel 2021 ha ricevuto il Premio Carriera Europa In Versi.

Nell’arte – Ha esposto le sue opere di energia mistica alla XIII Giornata del Contemporaneo per AMACI (Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani) nell’ottobre 2017 all’Accademia e Laboratorio Overeco a Lecce; ha partecipato con le sue opere alla collettiva d’arte contemporanea curata da Monica Ferrarini a Roma intitolata “Nothing but Art” presso il Palazzo Velli Expò (27 settembre/3 ottobre 2017), ha partecipato con le sue opere alla collettiva d’arte contemporanea curata da Monica Ferrarini a Roma presso il Palazzo della Cancelleria Vaticana intitolata “Immagini s-velate” (2/6 dicembre 2017); ha partecipato con le sue opere alla collettiva d’arte contemporanea “Replay/il vizio dell’errore” a Giarre, Sicilia, dal 7 al 17 dicembre 2017, curata da Benedetta Spagnuolo. Dal 11 al 19 gennaio 2018 ha esposto le sue opere per la prima volta presso la Fondazione Palmieri a Lecce. Ha partecipato alla 38a competizione online di arte contemporanea AD-ART. È incluso nell’edizione 2018 del catalogo nazionale d’arte contemporanea L’Elite 2018 Artitalia Edizioni di Roberto Perdicaro e nell’Artists’ Agenda 2018 pubblicata dalle edizioni Libreria Bocca di Milano. Nel maggio 2018 ha esposto la sua prima mostra personale lombarda presso la Casa delle Arti – Casa museo Alda Merini, e nel luglio 2018 ha partecipato al “Premio Salento Arte” per l’arte contemporanea, dove la giuria era presieduta dal Prof. Carlo Franza, storico dell’arte moderna e contemporanea e critico d’arte de “Il Giornale” (L’esposizione si è tenuta a Lucugnano – Palazzo Comi).




10 luglio 1943, un libro sullo sbarco in Sicilia ottant’anni dopo

fleming luciano prima di copertina edizione brossurata (2)

fleming luciano prima di copertina edizione brossurata (2)10 luglio 1943: la Seconda Guerra Mondiale infuria in tutti i teatri bellici del pianeta, mentre il futuro della libertà e della democrazia è appeso a un filo. In una calda notte d’estate, una straordinaria azione segreta cambia le sorti del conflitto e, con esse, il destino dell’umanità tutta: gli Alleati, guidati dal generale statunitense Patton e dagli ufficiali britannici Montgomery e Alexander, sbarcano in Sicilia, dando vita a quella che passerà alla storia come Operazione Husky e iniziando la lenta risalita della Penisola Italiana che sottrarrà alla Germania nazista il suo più importante e fedele alleato.

“Primo passo delle fasi di penetrazione alleata nel Vecchio Continente, l’Operazione Husky – questo il suo nome in codice – consiste in un ciclopico sbarco di 160.000 soldati alleati sulle coste sud-orientali della Sicilia.”*

Ma come si è giunti allo sbarco in Sicilia? Come sono riuscite le forze alleate a nascondere fino all’ultimo all’intelligence dell’Asse i particolari dell’operazione? E quali uomini hanno contribuito a far sì che questa imponente invasione avesse successo?

“L’esca ideata dall’Operazione Mincemeat che aveva visto coinvolto Ian Fleming aveva funzionato alla perfezione: la mattina del 9 luglio i primi mezzi da sbarco alleati navigavano il Mar Mediterraneo, ma puntando diretti verso la Sicilia. L’Operazione Husky aveva avuto inizio: per portarla a termine, gli americani chiederanno aiuto allo zar della Mafia di New York, mister Lucky Luciano.”*

ian fleming comandante della royal navy ingleseA ottant’anni dai fatti, “FLEMING/LUCIANO. IAN E LUCKY A NAPOLI”, il nuovo libro di Michelangelo Iossa edito dalla Jack Edizioni, racconta questa storia che ha contribuito a fare la Storia, rivelando come il successo dell’Operazione Husky si debba, tra l’altro, alle azioni, alla determinazione e all’intelligenza di due tra i più improbabili protagonisti del secolo scorso: lo scrittore e giornalista inglese Ian Fleming, creatore della spia britannica James Bond – 007, e il gangster italo-americano Lucky Luciano, il primo uomo a riunire la criminalità mafiosa in un’unica organizzazione chiamata da lui stesso Cosa Nostra.

“Su indicazione di Lucky, i vertici dell’Office of Strategic Services (il dipartimento che un giorno diventerà la CIA) iniziano a selezionare militari di origine siculo-americana per favorire la creazione di una rete di contatti sul suolo dell’isola.

Lucky individua e segnala all’OSS i nomi dei mafiosi residenti in terra siciliana – e, in particolare, nei luoghi toccati dall’Operazione Husky – per garantire una piena cooperazione dei suoi amici siciliani nel corso delle fasi di sbarco.”*

lucky luciano e lo sbarco in siciliaIl libro di Iossa racconta inoltre il percorso e le peripezie che hanno portato le vite parallele di questi due straordinari personaggi, che si sono tante volte sfiorate nel corso degli anni, a incrociarsi nella più fantastica delle location: il lungomare della città di Napoli, dove nel 1960 Luciano rilasciò a Fleming una lunga intervista destinata a diventare leggendaria.

Fleming/Luciano di Michelangelo Iossa, con prefazione di Maurizio de Giovanni, è disponibile in versione e-book e cartacea brossurata.

È, inoltre, disponibile in versione rilegata una Collector’s Limited Edition caratterizzata da una diversa grafica di copertina e stampata in sole 115 (come gli anni che avrebbe compiuto Ian Fleming nel 2023) copie numerate e registrate in un apposito registro tenuto dalla casa editrice.




“Un amore assoluto” di Marco Galvagni, in poesia la gioia di vivere

un amore assoluto marco galvagni

un amore assoluto marco galvagni“Un amore assoluto” di Marco Galvagni (Eretica Edizioni, 2023 pp. 60 € 15.00) contiene il cuore privilegiato e spontaneo delle emozioni, modula l’incondizionato disvelamento della poetica amorosa oltre la velatura pulsante delle illusioni. Marco Galvagni associa la sintonia dell’istinto con l’identità dello spirito, accoglie l’energia naturale del principio oscillante dell’amore, l’inclinazione autentica e sincera della complicità, nell’esperienza adorante dell’incontro, nel coinvolgimento appassionato delle proiezioni affettive, irradia la consacrazione allo scintillio prolungato dell’innamoramento. Riflette, nella solennità languida dei versi, la manifestazione totalizzante dei desideri, sigilla, attraverso l’intesa del piacere, l’estasi seduttiva degli occhi, la generosa attrazione dei sorrisi, rivolge l’orizzonte ammaliante della vita all’ispirazione dell’elegia destinata alla donna amata. La poesia di Marco Galvagni omaggia la sapienza innata dell’ars amatoria, offre la qualità sensibile dell’ascolto, custodisce la ragione della conquista e rafforza l’attenzione premurosa e amorevole del legame, insegue l’incanto carezzevole della relazione, traducendo la sontuosa speranza della propria esperienza personale.

Il sentimento d’amore è descritto come  la magnificazione celebrativa della vicinanza fisica, sostenuta dall’ebbrezza del corteggiamento, svelata come un fondamento rivelatore, una partecipazione inebriante e condivisa. Marco Galvagni amplifica i suoi versi nella devozione di un vincolo che lega corpo e anima, rinnova, dalla colta combinazione tra componenti estetizzanti, il privato vitalismo, manifesta il proprio entusiasmo nelle suggestive espressioni della natura, nelle dichiarazioni affascinanti delle stagioni, nella tentazione lusinghiera dei luoghi e nel richiamo audace e infinito dell’universo dominato dalla passione. Decanta l’indole romantica del sogno, la nobile capacità di suscitare l’intensità delle promesse, le persuasioni devote e sensuali.

I testi concentrano magistralmente l’influenza dei sensi, esposti come strumento conoscitivo per affiancare la realtà e capirla, declinano la raffinata bellezza di un ideale femminile evocato e vagheggiato, rinforzano la destrezza sentimentale con l’intrinseca esaltazione della voluttà, incoraggiano a trattenere ogni sensazione come occasione sublime di identificazione e congiunzione con il tutto, come propensione illimitata ad abbandonarsi alla magia celebrativa, ricambiata, di ogni intimo abbandono.

L’efficace padronanza del mezzo espressivo nelle poesie di Marco Galvagni, assorbe l’indirizzo sensitivo delle parole e consuma il misterioso sedimento oscuro dello stupore e della meraviglia. Il poeta, impaziente di possedere l’invisibile e impalpabile lusinga d’amore, scava nella parola il segno perfetto dell’appartenenza, la segreta corrispondenza condivisa nella diffusione delle sorprendenti e invitanti complicità, interpreta l’indefinibile compiacenza e l’inafferrabilità del presentimento, avverte il timore ineffabile dell’attesa, il rapimento chimerico. Insegue l’immagine inesauribile dell’idillio, il labirinto sfuggente degli episodi memorabili, la divinazione del tempo, gli incroci inclinati degli appuntamenti.

“Un amore assoluto” concede alla sua lettura la sensibilissima confessione della volontà di amare e di essere amati, l’esplosione panica del mondo interiore, la gioia di vivere.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/




“Ninnananna Talamimamma”, le poesie per bambini (ma non solo) di Anna Maria Farabbi

ninnananna talamimamma

ninnananna talamimamma

Per la riedizione di talamimamma, Anna Maria Farabbi ha concepito un’opera nuova che riparte dalle origini orali del canto, fondate nella ninannananna, per affacciarsi non solo a bambini, bambini ma anche a ragazzi, ragazze e insegnanti. La poesia si propone in una liricità che a tratti lambisce il respiro narrativo e, tematicamente, tocca le corde dell’attualità, dei valori della nonviolenza, nominando imprescindibili maestri e maestri di riferimento. Oltre la poesia, l’opera, spinge una didattica di ricerca che utilizza attivamente la rete, in una vera e propria caccia al tesoro, inoltre si compone di un abbecedario. Ninnananna talamimamma è disponibile interamente per essere ascoltata in QR code, proprio per significare ai giovani lettori il lavoro nel ritmo e nel colore della voce. La poeta apre la sua poetica artistica e culturale con una intensa lettera finale. Il volto della copertina, scelto non casualmente da Farabbi, è stato creato da una bambina del campo di concentramento di Terezin.

La poesia è povera e ha la potenza dei poveri

quando cantano

non si crede abbastanza alla potenza della poesia.  Solo pochi poeti e poete lavorano interiormente in una poiesis disposta alla nuovissima generazione. Ci sono autori e autrici che, con la loro lirica, si affiancano mirabilmente agli artisti dell’illustrazione: creano opere magnifiche, abbaglianti, magnetiche. La lavorazione editoriale del libro, poi, permette, di catturare l’attenzione dell’infanzia e dell’adolescenza.

Il mio pensiero mi detta un’altra direzione: recuperare l’oralità del canto, spogliarlo dall’immagine seduttiva, crederlo al punto da portarlo in raggi tematici di attualità, di confronto, di riflessione, suscitando ricerche di approfondimento, esperienze di studio interdisciplinare e di condivisione. Crederlo da indurre la concentrazione nel ritmo, nei significati rovesciati della visione del mondo attraverso la sola tessitura della parola, proposta nell’alternanza tra musicalità armonica lirica e rottura di una prevedibilità versificatoria. Propongo un’energia poetica suggestiva che movimenti il pensiero, rovesciando tradizionali forme e significati consueti e quietanti. Lavoro la connessione tra la brevità essenziale, fulminante, del verso con un respiro lirico che lambisce la dimensione narrativa.

La citazione dei nomi e cognomi è una prassi esistenziale, sociale, culturale, spirituale, politica, artistica, di riconoscimento e ringraziamento a maestre e maestri orientanti. Costituisce quella formazione permanente per ciascuno di noi, utile, fondamentale, per acquisire bussola, mappa, lanterna, memoria.

La lettera finale che propongo, a me indirizzata, è un ponte capitiniano. Chi legge può accendere un colloquio. Un colloquio corale, come direbbe Aldo Capitini.   Il mio invito è rivolto alle bambine, ai bambini, ai ragazzi, alle ragazze, a ogni adulto che incontro attraverso questa opera. In ogni dialogo nascono crescite reciproche.

Stiamo vivendo una globale desertificazione. Piantiamo poesia così come piantiamo alberi. Hanno entrambi radici e chioma, ossigenano la nostra interiorità e il nostro pensando. Il canto è un’esperienza formativa, cognitiva, sentimentale (educa il sentimento, il sentire nella relazione, nella connessione, decentra il proprio io autonarrante e lo concentra nel ritmo della pluralità).

L’infanzia e l’adolescenza sono più vicine alle nostre origini. E l’origine è il canto.

Anna Maria Farabbi

Dedico questo libro alla befana

perché è una femmina che offre la sua età, senza nasconderla, single, femminista, libera, nomade, attraversa i confini e i pregiudizi, non si fa condizionare dalle mode. Cavalca volando una scopa e la rivoluziona, cioè si serve di uno strumento domestico, prevalentemente usato dalle donne in casa, e lo fa diventare un mezzo volante. Non più chiusa tra quattro pareti a spazzare, la befana vola tra cieli, mari e terre, senza ubbidire a chi la vorrebbe casalinga, sedentaria, ubbidiente, domestica e servile.

Ce la raccontano come una vecchia orrenda. Dal volto violentemente repellente: bocca sottile, naso lungo e aquilino, pelle avvizzita solcata da rughe. La sua figura emana mistero. Per certi aspetti, è inquietante. Tanto che non la si vorrebbe incontrare di persona. Inversamente da babbo natale, sorridente, rotondetto, con un vestito rosso a festa, la befana è il suo contrario e, tra l’altro, non toglie mai il grembiule da lavoro. Siamo di fronte a una differenza di genere.

Lei entra di notte dal camino (che è la via verticale, l’asse cosmico, che mette in coniugazione la casa con il cielo), non dalla porta principale come babbo natale. Nelle case di montagna o di campagna, uccelli e altri insetti si infilano da lì, da dove esce il fumo degli alberi bruciati. La befana come loro è selvatica e, per questo, fa un po’ paura anche agli adulti. A lei viene lasciata una cenetta frugale per il passaggio, come una riconoscenza o un abbonimento, come se si volesse evitare l’incontro diretto.

Invece, avviciniamola. Mai ripetere ciecamente il comportamento degli altri.

Il suo volto con il naso lungo, arcuato, affilato, assomiglia a quello di un’uccella, precisa, solitaria, invisibile per la sua velocità inafferrabile. Come tutti i volatili, il suo volo ha una destinazione mirata e un’origine nascosta. Un nido segreto. La befana non fugge, non scappa dagli esseri umani. Non ozia nello spazio. Progetta le sue destinazioni e atterra secondo il suo piano. Non ha tempo per avere casa propria e star dietro alle solite faccende domestiche. Sosta e si riposa nelle abitazioni delle sue amiche più care. Atterra di notte mentre la gente dorme, portando alle bambine e ai bambini, ricchi o benestanti soprattutto, dei dolcetti dal colore e dalla forma di carbone, per ricordare loro che nel mondo, in luoghi poverissimi, ci sono piccoli della loro età che lavorano nelle miniere. Anche di notte. Senza giocattoli, senza cibo, senza sonno, senza sogni, senza allegria, spesso orfani. Non è vero che la befana giudica e separa i buoni dai cattivi. Le sta a cuore ricordare ai più fortunati che esiste la povertà. E lo fa dolcemente, appunto con dolcetti messi dentro una calza. Perché la calza significa: «Mangia piccolo, quando sarai grande va’, cammina per il mondo, metti i tuoi piedi nel futuro e sii generoso con chi incontri». Alle bambine e ai bambini poveri porta doni di gioia: oltre il cibo, l’abbraccio, il sorriso, l’energia, la fiducia nel cuore. A turno, li fa salire sulla scopa per fare il giro del mondo. Solo da loro si fa vedere e per loro la befana è bellissima.

La befana in volo, con la scopa, pulisce l’aria dall’inquinamento. Gioca con gli uccelli, sorpassa gli aerei, mettendo in crisi i piloti che non la riescono a captare nel radar.

Sa volare, senza bagnarsi, tra le gocce della pioggia, tra la danza lieve delle nevi. Governa la scopa tra le correnti dei venti, scostandosi da meteore e comete, dalle stelle cadenti.

Quasi nessuno l’ha sentita parlare, tanto meno cantare. Io sì. Non solo. Io vedo il suo volto, il suo volo e il suo canto a occhi chiusi.

È lei che nella preistoria ha creato le ninnananne insegnandole alle madri mentre raccoglievano semi, frutta, radici e tuberi, intanto che i maschi della tribù andavano a caccia.

È lei che per prima gliele ha cantate, spiegando loro come usare la voce, la posizione del volto, le braccia per cullare e calmare il pianto dei piccoli.

In ogni secolo ne crea nuove, più adatte. Io le ho ascoltate.

Ne ho trascritte in questo libro appena ventiquattro, dedicate una a ogni ora del giorno. Le ho raccolte sotto il titolo ninnananna.

In coda al suo canto, ho messo il mio: un tappeto scritto e sonoro in cui esistono, come una collana, tre poesie per ogni mese.

I mesi, come sai, sono dodici. Le mie poesie sono rivolte talamimamma, che è una parola dialettale, e vuol dire alla mia mamma in dialetto perugino. Come si dice nel tuo?

Questa opera intera è dedicata alla befana, che considero la grande mamma, la mamma delle mamme: la mia maestra.

Questo è uno dei suoi insegnamenti:

 

se ti senti separata    sei sola

e tristemente singolare

ma se ti senti insieme alle altre creature del creato

diventi gioiosamente plurale




Una Hollywood con radici abruzzesi

copertina hollywood in a

copertina hollywood in a“Hollywood nasce in Abruzzo”, lo affermano i due giornalisti Dom Serafini e Generoso D’Agnese dando questo titolo ad un loro libro che raccoglie le storie di 57 artisti famosi nel mondo le cui origini sono in 42 paesi d’Abruzzo.

Da Bradley Cooper (Ripa Teatina) a John Fante (Torricella Peligna), da Michael Bublé (Carrufo e Villa Santa Lucia) a Dean Martin (Montesilvano), da Madonna (Pacentro) a Henry Mancini (Scanno), da Mario Lanza (Tocco da Casauria) a Don Bellisario (Gamberale) a Penny Marshall (san Martino sulla Marrucina): Hollywood nasce in Abruzzo (Il Viandante, p.196) è il settimo libro di Serafini che parla degli abruzzesi nel mondo –  il quinto del coautore Generoso D’Agnese – e nelle 196 pagine racconterà non  solo i personaggi, ma anche i loro luoghi d’origine.
“L’idea è invogliare a visitare l’Abruzzo – spiega Serafini– nell’ottica dell’anno (il 2024) dedicato al  Turismo delle radici . Nel quartiere Hollywood di Los Angeles per i turisti è un cult fare un tour tra le case dei personaggi famosi e vogliamo proporre l’idea di un itinerario del genere anche per “Abrulywood”,   sul modello di “Bollywood” in India e “Nollywood” in Nigeria”. 

Non tutti questi personaggi vivono a Los Angeles. Anthony Giacchino, regista originario di Casoli, abita  a New York; Maurizio Di Vitto, specialista degli effetti visivi è di Scanno ma vive a Londra. Tutti  hanno avuto però  successo a Hollywood (Giacchino e Di Vitto  hanno anche conquistato un premio Oscar). 

    Serafini, direttore della rivista internazionale di televisione “VideoAge”, è nato e cresciuto a Giulianova ed è emigrato   a Long Island per studiare televisione. Vive a Manhattan e cura da oltre 20 anni una rubrica domenicale sul quotidiano “Il Messaggero” in cui descrive avventure e successi dei corregionali espatriati. 

   “Ho lavorato ed è andata bene, come ai molti emigrati di cui parlo nei libri. Peccato che tutte queste storie testimoniano il fatto che per realizzarti, in molti campi, devi andare via dall’Abruzzo e dall’Italia, un paese dove ad ogni governo cambia l’aspetto della Rai, nel senso che si rimpiazzano i personaggi, ma non la sostanza e il merito professionale continua a non essere il criterio di scelta”. 

Generoso D’Agnese è alla sua tredicesima esperienza come autore e ha dedicato all’emigrazione italiana tutto il suo percorso professionale giornalistico, collaborando con le maggiori testate italiane nel Mondo e con le testate italiane che raccontano l’Italia nel Mondo.
“Hollywood nasce in Abruzzo” sarà presentato il 7 luglio a Pescara (ore 18, Fondazione “Pescarabruzzo”),  l’ 8 luglio a Giulianova (  ore 18, circolo nautico “V. Migliori”),  a Scanno  il 15 luglio (ore 15, Auditorium “G. Calogero”) e a Chieti il 21 luglio (ore 18, libreria De Luca).