Rosanna Lo Presti, una penna sensibile e profonda della narrativa italiana

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img 0531Ho sempre pensato che scrivere una recensione di un libro debba essere un modo quasi unico oltreché creativo per esprimere le proprie emozioni. Immaginate di aver appena letto un libro che vi è piaciuto tantissimo, positiva o negativa che sia la vostra impressione, senza ombra di dubbio, son sicuro che vi piacerebbe poterne parlare e far sapere la vostra opinione a proposito, sia armandovi di carta e penna, che usando il vostro e ormai insostituibile computer, magari buttando giù qualche commento a riguardo. Nella fattispecie i libri sono addirittura quattro, regalo del mio amico Italo Lo Presti alla fine di una bella serata al ristorante con amici. I libri sono opera della madre, Rosanna Lo Presti, una scrittrice che non ho avuto ancora  il piacere di conoscere personalmente e alla quale auguro di stare meglio per quanto le sia possibile. Una cosa vorrei aggiungere e non è una cosa da poco, sono stato piacevolmente sorpreso dall’eleganza di questa autrice, dalla sua maturità stilistica e dalla sua variegata tematica, dalla sua chiarezza e dalla sua competenza nello scrivere. Diversi sono i protagonisti e le vicende di cui l’autrice ci narra, ma tutte hanno un unico filo conduttore: la speranza, la fiducia e l’amore per il prossimo, i soli sentimenti meritevoli di stare alla base di un mondo migliore.

img 0532Rosanna Lo Presti, messinese di Patti, comincia a scrivere poesie e racconti brevi ai tempi della scuola media. L’amore per la scrittura è sempre dentro di lei e non l’ha mai abbandonata. Emigrata a Toronto (Canada) assieme alla famiglia, ha cominciato a scrivere anche in vernacolo. Ha tre figli, Carmelo, Italo e Davide che le hanno regalato sette nipoti. Negli anni novanta partecipa a vari concorsi nazionali e internazionali in Germania, Italia, Stati Uniti e Svizzera. Classificandosi fra i finalisti, è premiata con diplomi, medaglie e trofei. Ha alle spalle numerose pubblicazioni. Per i suoi meriti culturali, nel 1997, il Club Culturale di Bari E.N.A.M. Accademia Universale Federico di Svezia Classe Lettere Dante Alighieri le conferisce l’Euro Premio Pioniere della cultura all’estero. È stata inserita in diverse antologie della Casa Editrice Kimerik, con la quale ha inoltre pubblicato L’ora del tramonto, Momenti, Orchidee bianche, La finestra sul mare, I miracoli del Santo Natale, Breve sogno d’amore, Ritorno alle origini e Lavanda. Con il libro Coccinelle nel 2018 si è aggiudicata il 2° posto – Sezione Crepuscolare – al Premio Nazionale di Poesia Edita “Leandro Polverini”, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Anzio. I suoi libri si trovano su diversi siti editoriali come Ibs, Feltrinelli, Hoepli, Tuttolomondo, Libreria del Santo, Il Colore dei Libri, Only books lover, Barnes & Noble, Libraccio, Bol.com, Rakuten kobo, Amazon, Mondadori store e Libreria Universitaria.

*Dedicato ad Italo Lo Presti, un amico che ha voluto condividere con me qualcosa della sua cara Mamma




Esce “Inquietudini”, il primo romanzo di Luca Imperiale

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copertina print luca imperiale layout 1“Chi lo dice che un romanzo debba essere scritto come si scrive un romanzo? Insomma, voi lo sapete come deve essere scritto un romanzo per essere considerato tale, e sapete pure tutte le regole del “gioco” tra le quali spiccano tutti i codici “didattici” per rendere una storia avvincente. Davvero una storia per essere avvincente deve “servirsi” di codici già belli che imbustati e che basta scartarli e applicarli sui fogli bianchi? Chi lo dice?… Qualcuno certamente lo dice e lo dirà e forse hanno ragione. Ma pensate che a me importa qualcosa di chi ha ragione? È vero, la mia domanda non ha senso giacché non mi conoscete affatto, ma vi assicuro che non me ne importa nulla di chi ha ragione.”

“Inquietudini” è certamente il titolo di un singolare esperimento narrativo di Luca Imperiale, ma le inquietudini sono le protagoniste occulte e assolute di questa storia enigmatica.  “Inquietudini” è una vicenda di periferia, di periferie sia dell’anima che del mondo reale, concrete, visibili e plausibili. È una storia psicologica ed emotiva, un viaggio nel Tempo e nello Spazio categorie che altro non sono per il protagonista Paolo, che illusioni ingannevoli, prive di qualsivoglia sostanza. I personaggi che animano le pagine del romanzo, sembrano essere presenze evanescenti, quasi fantasmi, anime smarrite che appaiono e scompaiono in un batter di ciglia. Sono personaggi che servono solo ad alimentare il dubbio di Paolo riguardo alla sua vita. Il dubbio che è poi l’enigma di tutti gli enigmi: “Ma esisto io?”. Gli eventi si susseguono, quasi senza un filo logico. Lo sviluppo della trama è sospesa in un limbo, in un’intersezione sottilissima tra realtà e immaginazione. Così, alla fine di ogni giorno, scandito da un tempo che Paolo non riconosce come facente parte della sua quotidianità, il protagonista si addormenta o perde i sensi quasi sempre in luoghi diversi, sovente nel ricorrere della stessa data (il 18 ottobre, il giorno di San Luca). È in questi momenti che le inquietudini, i fantasmi di Paolo e le sue angosce prendono il controllo assoluto sulla sua presunta vita.  Un susseguirsi di viaggi in mondi alternativi e accadimenti che dovrebbero far luce sulle zone oscure di veri e propri enigmi da thriller psicologico e metafisico, ma che in realtà non fanno che assottigliare sempre più il confine tra possibile e impossibile!

luca imperialeLuca Imperiale è nato a Brindisi nel 1983. Vive a Sannicola, nel Salento. Nel 2015 si è iscritto all’istituto di scienze religiose di Lecce, l’ISSRM “Don Tonino Bello” conseguendo il titolo magistrale con una tesi intitolata: “Tratti antropologici in Dostoevskij. Nell’inquieta sofferenza la libertà cristiana”. Ha pubblicato: “I giorni dell’ombra. Diario degli occhi disarmati” (Musicaos editore, 2020); ha curato “Danteide(e)” (5emme), raccolta di contributi scritti in occasione del 7ooesimo anniversario della morte di Dante Alighieri. Nel 2022 ha pubblicato, il poema “Il Balordo” per Spagine – Fondo Verri edizioni e il racconto in versi “Il tempo di Pinocchio” per Controluna. “Inquietudini” è il suo primo romanzo.

Con una ballata di Mino De Santis

Il disegno in copertina è stato realizzato dalla giovanissima Alice

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Prima nazionale di “E se nel giallo ti vedrò” di Marcello Buttazzo con una dedica all’Ucraina

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buttazzoMartedì 4 luglio 2023 alle ore 19,00 presso la Biblioteca Bernardini di Lecce si terrà la prima nazionale del volume E se nel giallo ti vedrò di Marcello Buttazzo. Dialogheranno con l’autore Maurizio Nocera, Mauro Marino e l’editore Stefano Donno. Letture a cura di Tiziana Buccarella.

L’evento è organizzato da Biblioteca Bernardini, Regione Puglia, Polo Biblio Museale di Lecce, Teatro Pubblico Pugliese, Pilll Cultura, Provincia di Lecce, Città di Lecce, Osservatorio Luoghi Lingue Corpi verso l’Olio della Poesia 2023, i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno. Si tratta di una raccolta di versi singolare, visti i disvalori pervasivi della nostra contemporaneità, che guarda all’amore per la Vita, agli ultimi, alle tragedie della guerra (Marcello Buttazzo dedica infatti una poesia della raccolta all’Ucraina che piange).

“Così è la poesia di Marcello Buttazzo. Nei suoi versi ho (da sempre, vieppiù in quelli di quest’ultima silloge) notato (da lettore onnivoro appassionato di poesia) l’affermarsi di due fondamentali aneliti: la ricerca (quasi disperata) d’un amore totalizzante d’antica matrice campaniana (l’esergo che omaggia Dino Campana è sintomatico) che fa pensare alla donna-Chimera e il perfezionamento d’un versificare puro (frutto edono d’una bambina semplicità di vita capace d’una sensibilità profonda). Ho avuto già modo di dire e scrivere della mia considerazione per la poesia di Marcello Buttazzo, qui richiamo l’incipit, affermando l’universalità delle sue liriche e aggiungo che, oltre ai tratti salienti che le connotano (ossia slancio sentimentale – carnale e spirituale – verso la donna musa, empatia con gli ultimi della terra, amore per la natura, ricerca mai doma del dialogo con l’altro da sé), la novità è nell’introduzione decisa del tema della morte e del suo mistero. Si tratta di versi resi col solito impasto di sillabe, neologismi e stilemi e predicati cari all’Autore (che possiede un suo personalissimo ricco vocabolario – quasi un esperanto) declinati e coniugati febbrilmente sì da evocare immagini tetre o coloratissime (a cristallizzare i suoi stati emozionali) in uno all’effetto musicale provocato dalle assonanze dissonanze e allitterazioni (mai utilizzate sterilmente). Marcello Buttazzo canta, a volte ossessivamente attraverso la reiterazione di lemmi e situazioni, la vita (la sua e quella d’intorno) rendendola in versi frementi sino alla vertigine. L’esito (rinvenibile specialmente dalla lettura a voce alta di questi versi) è quello d’un intreccio polisonoro e policromatico che consente di entrare nel mondo poetico di Marcello Buttazzo. Parafrasando il titolo della silloge, chi entrerà nel giallo non solo vedrà ma altresì sentirà interamente la sfera incantata e lacerata del poeta, il suo senso della morte e della sua gioia invincibile. (Vito Antonio Conte)

marcello buttazzoQuesto libro di Marcello Buttazzo (foto) offre un panorama lirico di grande intensità e sicura grandezza. Il lirismo è una scelta ed è anche un destino convinti, che il poeta salentino offre, soffre e persegue con una profondità degna veramente di nota. Il libro in apparenza pare seguire una sua scia personalizzata di colori, i quali hanno caratterizzato e dato forma a due precedenti suoi testi; in realtà si stacca abbastanza nettamente da questi ultimi pur mantenendo una liricità diffusa che è, come dicevo dianzi, la cifra forse più ampiamente riconosciuta del suo fare poesia. O perlomeno la cifra più connotativa e intensamente inseguita in una stagione nella quale, almeno in Italia, pare dominare un certo antilirismo. Perché questo iato, rispetto ai due libri precedenti; ove si trova? In fondo la poesia di Marcello Buttazzo è e resta una lirica d’amore nel senso più ampio di questo termine a sua volta così ampio e il presente libro non si sottrae certamente a ciò. Ma, sullo sfondo, si agita una certa disperazione, o forse lacerazione, un’ansietà diffusa che non sembra trovare vera pace, che non si placa. Riguarda il destino del poeta e del mondo. «E se nel giallo/ ti vedrò/ sarà per tenere/ acceso il sole./ Ambra/ e sconquasso minerale/ ambra/ ed effluvi di vento/ nei tuoi capelli scompigliati./ E quel raggio di luna/ che ieri ho scorto rotonda come le tue gambe di giunco./ E se nel giallo/ti vedrò/ sarà per stringere/ il fiore del tuo grano. (…)/ E se t’incontrerò/sarà per lumeggiare/ la notte,/ per seguire la scia/ della tua stella/ che mi guida/ anche nello scuro/ ancora,/ ancora/ ancora». (Roberto Dall’Olio)

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L’Ucraina piange di Marcello Buttazzo

Alla ricerca d’un Dio,

gli arti mutilati d’un bambino

l’insania feroce d’una guerra

pianificata dai potenti della terra.

Alla ricerca d’un Dio possibile

della misericordia,

uomini umiliati sporcati

dalla ferina mano

di altri uomini.

Un cielo immenso

piange

tutte le macerie del mondo.

E un angelo dell’impossibile

indora di grano, di pane cereale

i banchetti clandestini

dei fuggiaschi

nelle cantine, nei sotterranei.

Alla ricerca spasmodica

d’una altra sorte,

finalmente popoli rinsaviti

che ripudiano ferro e fuoco

e piantano alberi piccini.

Alla ricerca d’un Dio,

si leverà alto

il grido degli ultimi,

come un ammonimento,

come un monito.

Il cantico della vita.




“Raccontare l’emigrazione veneta”, il concorso

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bellunresi nel mondo raccontare lemigrazione venetaa immagine6Torna il concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta”. E lo fa con un testimonial d’eccezione: lo scrittore padovano Paolo Malaguti, autore – tra gli altri – di Sul Grappa dopo la vittoria (suo romanzo d’esordio, del 2009), Se l’acqua ride (dal quale è stata tratta una docufiction presentata alla Mostra del cinema di Venezia), Il Moro della cima (Premio Mario Rigoni Stern 2022) e Piero fa la Merica (il suo ultimo lavoro, pubblicato quest’anno da Einaudi, che ha per scenario proprio l’epopea degli espatri nelle Americhe). L’iniziativa organizzata dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, alla seconda edizione, è rivolta a racconti inediti e originali, reali o di fantasia, in lingua italiana, aventi a tema l’emigrazione veneta, storica e/o attuale. Ogni iscritto può aderire con un solo racconto, che deve avere una lunghezza minima di diecimila e massima di venticinquemila battute (spazi compresi).  A partecipazione gratuita, il concorso prevede la selezione, da parte di un’apposita giuria, di dieci finalisti, i cui racconti verranno pubblicati in un libro edito dall’Abm. I primi tre classificati riceveranno inoltre un premio in denaro di 500 euro (al primo), 300 euro (al secondo) e 200 euro (al terzo). La cerimonia di premiazione, nel corso della quale verrà svelata la graduatoria finale, si terrà il 16 dicembre a Belluno. L’invio degli elaborati dovrà invece avvenire entro il 3 novembre.

“Sono convinto – la riflessione di Malaguti – che oggi ci sia un enorme bisogno di narratori che accettino la sfida di raccontare storie difficili, non scontate, storie che altri hanno cercato di eliminare per vergogna, o perché quelle storie non erano in linea coi valori di una certa epoca. L’emigrazione veneta è una di queste storie: a volte corriamo il rischio di accontentarci di stereotipi, formule facili, generalizzazioni… ma la migrazione veneta è stata un fenomeno di massa, che ha coinvolto milioni di persone nel corso di più di cento anni”. Da qui l’invito dello scrittore: “Spero che anche quest’anno siano in tanti ad accettare la bellissima sfida lanciata dal concorso “Raccontare l’emigrazione veneta”: raccontare chi è partito, chi “ha trovato la Merica”, ma anche chi non l’ha trovata. Dare voce e corpo alle lingue dei migranti, ai loro valori, alle loro gioie e ai loro dolori, ai loro meriti e alle loro colpe. Abbiamo bisogno di queste storie, per conoscerci meglio, per vivere meglio nel nostro presente”. Il bando completo del concorso, con l’indicazione delle modalità di partecipazione, è disponibile sul sito: https://www.bellunesinelmondo.it (Inform)




“Baratri tiburtini”, l’opera poetica d’esordio di Ilaria Petriglia

foto libro baratri tiburtini ilaria petriglia

foto libro baratri tiburtini ilaria petriglia“Cala queste ceneri e cerca tra l’universo, raccogli polvere di stelle per me” così scrive Ilaria Petriglia nel suo “Baratri tiburtini”(L’Erudita, 2022 pp. 58 € 16.00). La sua opera poetica è un significativo esordio, una affascinante esposizione di contenuti esistenziali, una efficace raccolta di versi, espressi nel contesto discordante e divergente dei sentimenti umani. Ilaria Petriglia riproduce un incantevole scenario in cui l’umanità dipinge la propria prospettiva d’identità attraverso l’evocazione di un paesaggio autentico, accoglie l’invito della natura a preservare la bellezza della città di Tivoli. La poesia restituisce l’ispirazione visiva nelle immagini celebrative del meraviglioso anfiteatro Colli Aniene, luogo di infinita suggestione e spirito del mondo. La poesia di Ilaria Petriglia riferisce l’incastro del tempo nelle riflessioni sensibili, dichiara le proprie esperienze vissute con la consapevolezza della percezione del precipizio emotivo, trasmette la resistenza elegiaca a ogni proiezione interiore, oltrepassa il concetto ostile dell’abisso, interpreta l’intuitiva capacità di valutare e possedere la materia della redenzione morale. “Baratri tiburtini” varca l’accentuata e inevitabile instabilità della condizione umana, incrocia la desolazione della fragilità, incoraggia a sostenere le difficoltà e a coltivare la cura. Descrive la validità del riscatto, illustra l’estensione delle certezze, spiega la volontà di risvegliare il carattere umano per ravvivare l’inclinazione della congiunzione relazionale. La parola poetica eleva una intonazione profonda in un’intesa con l’ordine naturale delle cose, con l’equilibrio empatico delle sensazioni, contro un’attualità danneggiata dalla sostanza vertiginosa e tortuosa della solitudine. I versi di Ilaria Petriglia ricompongono la superficie dell’inchiostro, oltrepassano l’elemento scritto e trasmettono la libertà salvifica del pensiero, plasmano la finalità di dare voce ai sentimenti dell’io poetico, accostano l’immediatezza letteraria del linguaggio alla persuasiva densità della sincerità, dilatano la luminosità di una liturgia, valorizzata nella forma dell’unità distintiva delle preghiere di vicinanza. Rivestono l’arte incisiva di ogni orizzonte, inseguono il traguardo delle possibilità, l’urgenza purificatrice per reagire all’assenza e al dolore. Ilaria Petriglia analizza la fragilità e il disorientamento degli uomini, profetizza lo specchio frammentario della propria drammaticità, consegna al lettore l’occasione per ascoltare il sussurro dell’anima, per trattenere l’inafferrabile consistenza del cuore, dischiude il respiro della speranza. Declina la valutazione dell’amore in tutte le sue carismatiche e infinite sfaccettature, elogia l’esclusiva e protettiva dedizione nei confronti di persone, familiari, luoghi che sostano nella nostra memoria, coniuga la magia degli incontri, nel cammino della vita, con l’insistenza magnetica del ricordo, trasporta tra le pagine la ricchezza iniziatica dell’energia universale. Abbraccia la condivisione della generosità, include, all’incondizionato valore delle promesse, la gentilezza e la compassione dei desideri, accoglie, nella combinazione del bene, la saggezza delle direzioni. Tratteggia il disegno del destino, conduce il soffio vitale nel territorio privato della coscienza, ritrae il chiarore dell’amorevolezza nella benevolenza della misura affettiva e ci insegna a mostrarci per quello che siamo.

 

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/




“Chiodi battuti” di Yotsuba, “dal Giappone al mondo, lo haiku moderno spicca il volo”

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chiodi battutiEvento in occasione della pubblicazione in lingua italiana della raccolta di haiku “Chiodi battuti” di Akano Yotsuba (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, 2023) 25 giungo 2023 dalle ore 14,00 alle 15,30 presso Aoyama Book Center – Tokyo – Giappone, 〒150-0001 Tokyo, Shibuya City, Jingumae, 5 Chome−53−67 Cosmos Aoyama Chika 2 (コスモス青山地下 2).

Interverranno con il poeta haijin Akano Yotsuba, il traduttore e curatore della raccolta Diego Martina e la poetessa di haiku e tanka Hotta Kika

L’evento si propone come importante occasione per rilanciare lo haiku nella sua veste di letteratura moderna, varcando e superando i confini classici entro cui lo ha circoscritto la tradizione letteraria giapponese. Assieme al poeta haijin Akano Yotsuba, interverranno il traduttore e curatore della raccolta Diego Martina e la poetessa di haiku e tanka Hotta Kika. L’evento si terrà il giorno 25 giugno 2023, dalle ore 14.00 alle 15.30, presso la sede principale della libreria “Aoyama Book Center” a Tokyo.

CHIODI BATTUTI di Akano Yotsuba – haiku scelti (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

Nel discorso tenuto durante la cerimonia di premiazione alla 34esima edizione del Premio Nuove Voci dello Haiku Moderno (現代俳句新人賞), il vincitore Akano Yotsuba (1977-) ha definito lo haiku «la forma poetica più bella dopo il silenzio», sottolineando con tali parole quanto la brevità (di fatto quasi prossima al silenzio) giochi in esso un ruolo fondamentale. Yotsuba non è certo il solo: già in passato, infatti, autori come Terayama Shūji avevano definito lo haiku «un ago», rintracciando nella brevità della forma la ragione della sua “puntura poetica”. Tuttavia, è proprio questa brevità concisa a essere talvolta considerata il limite intrinseco dello haiku, in quanto difficilmente ciò che è grande riesce a trovare spazio in ciò che è piccolo. Ma tale assunto – pure ipotizzabile a seconda dei casi – viene del tutto azzerato nei componimenti di Yotsuba, dove lo haiku non è più ciò che intende esprimere, quanto ciò che intende indicare. Proprio come nel celebre insegnamento Zen del dito che indica la luna, dunque, lo haiku si fa dito, e nel leggere i singoli componimenti c’è chi scorgerà la luna di volta in volta indicata e chi, per forza di cose, si fermerà a osservare il dito. (dall’introduzione di Diego Martina)

Profili:

Akano Yotsuba

Nasce a Kōchi (Shikoku) nel 1977. Dedito alla poesia haiku dal 2011, nel 2016 vince la 34esima edizione del Premio Nuove Voci dello Haiku Moderno. Alla raccolta di esordio “Sekai wo hai ni” (“Il mondo in haiku”) del 2015, seguono “Yoruari” (“Formica notturna”) nel 2018 e “Hofuri” (“Macellare”) nel 2021. Amante del jazz e polistrumentista, alle performance di sax nei live music club di Tōkyō alterna i reading dei propri haiku.

Diego Martina

Nato nel 1986, ha studiato lingua e letteratura giapponese presso la Facoltà di Studi Orientali di Sapienza – Università di Roma, l’Università delle Lingue Straniere di Tōkyō e l’Università di Tōkyō. Tra le altre, ha curato e tradotto le raccolte di haiku “Sulle note del vento” di Maruyama Daizen, “Solo la luna in silenzio” di Natsume Sōseki e “L’odore dell’acqua” di Kuroda Momoko, di cui è stato discepolo. È membro del circolo haiku AOI e tra i vincitori della 76esima edizione del concorso Bashō-ō ken’ei haiku dedicato a Bashō. Scrive e pubblica haiku in lingua giapponese.

Hotta Kika

Nasce a Tōkyō nel 1975. Poeta di haiku, tanka e versi liberi, è anche traduttrice e critica letteraria. Vincitrice di numerosi premi letterari, tra cui il prestigioso Premio Emergenti per l’Arte e la Letteratura del Ministero dell’Istruzione (2021) e la 77esima edizione del Premio Haiku Moderno (2022).

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Argentina. A Rosario l’84mo Congresso Internazionale della Dante Alighieri

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5dantecongressoSi terrà a Rosario, in Argentina, dal 21 al 24 giugno 2023, l’84° Congresso internazionale della Società Dante Alighieri che verrà inaugurato con un messaggio in video dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.
Con il titolo “L’italiano, un viaggio meraviglioso”, sono in programma incontri e interventi sulla promozione del Sistema Paese, sulla lingua e sulla cultura italiane. Sono previsti inoltre corsi di formazione e di aggiornamento per insegnanti di lingua italiana.
Rivolto ai 134.000 soci, docenti e studenti della Società Dante Alighieri, alla rete dei 450 Comitati Dante presente in 80 paesi del mondo e ai tanti amici del mondo in italiano, il congresso sarà ospitato in varie sedi: l’Universidad Catòlica Argentina, il Comitato Dante Alighieri di Rosario, il Teatro El Círculo e il Museo Juan Castagnino, dove verrà inaugurata la mostra “Canto dopo Canto. Cento disegni di Giovanni Tommasi Ferroni ispirati alla Divina Commedia di Dante”.
I giorni 21 e 22 giugno saranno dedicati alle attività pre-congressuali: incontri bilaterali e di formazione, seminari su certificazione e scuole d’italiano e tre tavoli di lavoro dedicati a Scuole, Cultura e Comitati di Domani.
La cerimonia d’apertura, moderata dalla conduttrice Valeria Mazza, avrà luogo venerdì 23 giugno dalle 14:30 nel Teatro El Círculo, con la lectio magistralis del Presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi, dopo i saluti del Presidente dell’Asociación Cultural Dante Alighieri di Rosario Luis Maria Martinel Ferreyra, di Guido Martinez Carbonell, Presidente del Teatro El Círculo, e di Pablo Javkin, Sindaco di Rosario.
Sono previsti gli interventi del Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Giorgio Silli e il programma prevede un dibattito tra il Presidente di Tenaris Paolo Rocca e il giornalista Marco Tarquinio e i saluti di Omar Perotti, Governatore della Provincia di Santa Fe. Chiuderanno la giornata Pauline Sebok, Responsabile Americhe di SACE, e il Vicepresidente della Dante di Rosario, Amadeo Lombardi.
Il 24 giugno, dalle 9.30, presso la sede dell’Universidad Católica Argentina si terrà la sessione riservata ai delegati della rete Dante che saranno accolti dal Rettore della UCA Miguel Ángel Schiavone. Moderata da Andrea Vincenzoni, Vicesegretario generale della Società Dante Alighieri, la mattinata proporrà gli interventi del Segretario generale Alessandro Masi, di Mario Giro, Amministratore unico di Dante Alighieri Lab, e un colloquio sull’educazione linguistica e sulla pedagogia con Emanuela Vercalli (Responsabile d’Area Relazioni Internazionali presso Reggio Children) e Alessandra Falconi (Responsabile del Centro Alberto Manzi).
Sarà proiettato in anteprima l’estratto di un’intervista a María Kodama, realizzata a giugno 2022 da Alessandro Masi e Marco Gallo, Direttore della Cattedra pontificia presso UCA, dove la collaboratrice e compagna di vita di Borges condivide ricordi e considerazioni sul rapporto tra il grande autore, Dante e l’Italia.
Dopo le conclusioni congressuali del Presidente Andrea Riccardi, dalle ore 15:00 nel Museo de Bellas Artes Juan B. Castagnino i congressisti saranno invitati all’inaugurazione della mostra “Canto dopo canto. Cento disegni di Giovanni Tommasi Ferroni ispirati alla Divina Commedia di Dante”.
“Nel 2023, a 150 anni dalla morte di Alessandro Manzoni, la Dante celebra il suo 84° congresso mentre i localismi del mondo globale rischiano di assumere toni di chiusura. Rileggere Manzoni – ha dichiarato il Presidente Andrea Riccardi – significa mantenere sul terreno del dialogo interculturale l’essenza più profonda dell’essere italiani”. (aise)




Una biblioteca italiana a Santo Domingo

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Con la crisi della pandemia e i conseguenti trasferimenti di molti dei nostri connazionali, si sviluppa l´idea della Bliblioteca Italiana, già da tempo inserita nei progetti dell Associazione Culturale Italiana RAFFAELLO SANZIO. Per chi ha necessita di trasferimento, i libri spesso sono quegli oggetti che vengono lasciati indietro, con la speranza di portarsi dentro ciò che ci hanno già lasciato.

Con lo slogan “i libri non si buttano” comincia la raccolta dei libri in italiano, con l´intenzione di rimetterli a disposizione di tutti. Nasce così la piccola Biblioteca Italiana con un concetto di preservazione e diffusione. Il cartello davanti alla biblioteca annuncia “Libro Che Viene, Cultura Che va”, che è diventata la nostra missione. Raccogliamo, selezioniamo, cataloghiamo,  conserviamo per poi rimetterli a disposizione in maniera libera. Avendo raggiunto circa 400 libri, al momento, la necessità conseguente, è stata quella di trovare librerie, e anche in questo, la generosità di tutti, sta contribuendo alla crescita della biblioteca.

La Biblioteca Italiana posizionata presso la nostra sede, Calle de Hostos, Zona Colonial, si sposta e partecipa a tutte le fiere culturali in città che ci permettono rappresentare la nostra cultura con i nostri libri, rigorosamente in Italiano.

ACI Raffaello Sanzio, nata e regolarmente registrata come SFL, svolge diverse attività con lo scopo di divulgare la cultura italiana attraverso: cinema, arte, spettacolo, cultura, sport, educazione civica, servizi sociali, protezione ambientale, istituzione di corsi e tematiche sociali.

Perché Raffaello Sanzio?

Raffaello, pittore e architetto del Rinascimento italiano. Oltre alla sua opera pittorica, ammirata e imitata nei secoli a venire, ha realizzato importanti apporti all´architettura, interessandosi in qualità di ricercatore allo studio e alla conservazione delle vestigia greco-romane. Artista produttivo, nella sua breve vita, grazie anche al suo laboratorio composto da molteplici collaboratori da lui diretti. Dopo la sua morte, le indiscutibili qualità del suo principale rivale, Michelangelo, prevalsero fino al XIX secolo, quando di nuovo, le qualità di Raffaello, più serene e armoniose, furono considerate modello superiore.

Come per il noto artista, anche per l´associazione che porta il suo nome, il tempo darà comprensione e valore alle sue opere!

Maggiori informazioni

WEB www.acirsanzio.org

INSTAGRAM @aciraffaellosanziord

Tel. 849-635-3888




“Una storia contadina” una saga d’altri tempi tra Italia e Argentina

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È il viaggio di un contadino del nord Italia che sognava di vedere il mare ed è finito in Argentina. Una saga familiare che potrei definire, non dagli Appennini alle Ande, come scriveva il De Amicis, ma piuttosto dalle Prealpi piemontesi alla Pampa argentina.

È la storia, molto romanzata, di mio nonno Carlín, e poi di mia nonna Margherita, della mia famiglia, che lui mi raccontava, quand’ero piccolo, seduto accanto alla stufa a legno, e io mi beavo di ascoltarlo.

Forse anche una storia del “turismo delle radici” di cui oggi si fa un gran parlare, di un ritorno a casa, dopo tante avventure.

Carlin amava il vino, forse anche troppo, ma era il suo unico sfogo, insieme a un buon Toscanello. Una vita dura, nei campi dal mattino alla sera, un matrimonio di convenienza e tante avventure, perché Carlín era un Casanova e amava le donne, in particolare il suo amore impossibile, la bella Rosina. E poi, dopo aver ascoltato i racconti all’osteria di Tunín, un anziano che aveva lavorato ai docks di New York, voleva vedere il mare. “Ma il mare è più grande della nostra Sesia?”, chiedeva curiosissimo al vecchio amico, accompagnandolo quando questo andava nelle risaie a pescare le rane. Finché un giorno si è deciso, complici avvenimenti avversi, e il mare è andato a conoscerlo di persona.  Prima a Genova, con una avventurosa attraversata del suo Piemonte, e poi imbarcandosi sulla nave che lo avrebbe portato in Argentina, a Cordoba, dove un suo amico d’infanzia era diventato un ricco “fazendero”.

Ma l’irrequieto Carlín, appena vedeva una sottana… e ancora una volta, anche in terra straniera, il suo amore per le belle donne lo ha tradito…

2gdge2 front shortedge 384“Una storia contadina”, questo il titolo del romanzo, è stato il mio primo libro. Scritto una trentina di anni fa è ancora uno dei più letti. Ha avuto anche una traduzione allo spagnolo (“Una Historia Campesina”), curata dall’ex vice direttore dell’Archivio Nazionale di Santo Domingo, Miguel Holguin Veras,  che ne faciliterà la lettura per coloro che, soprattutto in America Latina, desiderano leggerlo in questa lingua.

La saga di Carlín la racconto attraverso 480 pagine (567 nell’edizione in spagnolo). Potrebbero sembrare molte, ma la lettura scorre rapida perché il romanzo è pieno di colpi di scena che catturano il lettore. Ricordo, quando è uscita la prima edizione in italiano, un amico che mi ha telefonato rimproverandomi bonariamente: “Mia moglie ha cominciato a leggere il tuo libro ed è venuta a letto alle 4 passate perché non riusciva a staccarsene”.

Mi sovviene anche la presentazione, alla Biblioteca Nacional di Santo Domingo, a cura del rimpianto amico Diógenes Valdez che ne diceva un gran bene, così come le recensioni apparse sulla stampa dominicana.

Tempo fa ho voluto riproporlo, dandogli una veste nuova, più accattivante esteticamente grazie anche alla copertina disegnata da Clearco Giuria.

Ed eccolo disponibile, al sito www.lulu.com, tanto in italiano come in spagnolo, a un prezzo molto abbordabile, nonostante la mole del romanzo, meno di 20 dollari (16.70 euro).

In Lulu ho proposto uno sconto notevole rispetto a come il libro viene venduto in Amazon.

I link per acquistarlo e riceverlo a casa sono:

Edizione in italiano:

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/una-storia-contadina/paperback/product-42qk8v.html?q=Una+storia+contadina&page=1&pageSize=4

Edizione in spagnolo:

https://www.lulu.com/en/en/shop/ennio-marchetti/una-historia-campesina/paperback/product-2gdge2.html?page=1&pageSize=4




Esce la raccolta di versi “Urano di Laura”

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downloadLei coabita con Urano e dunque forse con il big bang, in qualche modo, almeno nell’immaginario della mitologia greca, essendo Urano il dio del cielo, e in pratica nonno di Zeus-Giove, essendo padre di Crono (il tempo). Se lo portiamo invece nella astronomia, ha moltissimi satelliti naturali, che ne catapultano la simbologia, dalla mitologia greca direttamente nell’immaginario drammatico sheakespeareano, in quanto queste ‘lune’ hanno nomi celebri connessi all’opera drammaturgica del grande inglese: tra cui Ofelia e Miranda, citate dall’autrice. (dalla prefazione di Annelisa Addolorato)

Urano come senhal, come persona pulsante di vita e d’amore. Urano è il puer aeternus, che ha premura d’assaggiare il mondo ad ogni istante. È lui che parla, che conosce la rotta. Lui con la sua mano tremula. Urano è anche il tu con idee vertiginose, con la brezza del pensiero, con la sua fragilità. (dalla post – fazione di Marcello Buttazzo)

Laura è nata a San Benedetto del Tronto (AP), dove tuttora vive e lavora. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna, è insegnante in una Scuola Secondaria di Primo Grado. Amante e cultrice fin dalla più tenera età della scrittura in versi, suoi testi sono stati premiati o segnalati in diversi concorsi letterari, tra gli altri: finalista al Premio Internazionale di Letteratura “Città di Como” 2019 nella sezione inediti; Premio “Lorenzo Montano” 2021, Menzione d’Onore con la raccolta inedita Acqua; Premio “Poesia Onesta” 2022 con la raccolta inedita Transizioni (miglior silloge marchigiana). Urano (Premio “Europa in versi” 2022) è la sua opera prima.

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