Rosanna Lo Presti, una penna sensibile e profonda della narrativa italiana

Ho sempre pensato che scrivere una recensione di un libro debba essere un modo quasi unico oltreché creativo per esprimere le proprie emozioni. Immaginate di aver appena letto un libro che vi è piaciuto tantissimo, positiva o negativa che sia la vostra impressione, senza ombra di dubbio, son sicuro che vi piacerebbe poterne parlare e far sapere la vostra opinione a proposito, sia armandovi di carta e penna, che usando il vostro e ormai insostituibile computer, magari buttando giù qualche commento a riguardo. Nella fattispecie i libri sono addirittura quattro, regalo del mio amico Italo Lo Presti alla fine di una bella serata al ristorante con amici. I libri sono opera della madre, Rosanna Lo Presti, una scrittrice che non ho avuto ancora il piacere di conoscere personalmente e alla quale auguro di stare meglio per quanto le sia possibile. Una cosa vorrei aggiungere e non è una cosa da poco, sono stato piacevolmente sorpreso dall’eleganza di questa autrice, dalla sua maturità stilistica e dalla sua variegata tematica, dalla sua chiarezza e dalla sua competenza nello scrivere. Diversi sono i protagonisti e le vicende di cui l’autrice ci narra, ma tutte hanno un unico filo conduttore: la speranza, la fiducia e l’amore per il prossimo, i soli sentimenti meritevoli di stare alla base di un mondo migliore.
Rosanna Lo Presti, messinese di Patti, comincia a scrivere poesie e racconti brevi ai tempi della scuola media. L’amore per la scrittura è sempre dentro di lei e non l’ha mai abbandonata. Emigrata a Toronto (Canada) assieme alla famiglia, ha cominciato a scrivere anche in vernacolo. Ha tre figli, Carmelo, Italo e Davide che le hanno regalato sette nipoti. Negli anni novanta partecipa a vari concorsi nazionali e internazionali in Germania, Italia, Stati Uniti e Svizzera. Classificandosi fra i finalisti, è premiata con diplomi, medaglie e trofei. Ha alle spalle numerose pubblicazioni. Per i suoi meriti culturali, nel 1997, il Club Culturale di Bari E.N.A.M. Accademia Universale Federico di Svezia Classe Lettere Dante Alighieri le conferisce l’Euro Premio Pioniere della cultura all’estero. È stata inserita in diverse antologie della Casa Editrice Kimerik, con la quale ha inoltre pubblicato L’ora del tramonto, Momenti, Orchidee bianche, La finestra sul mare, I miracoli del Santo Natale, Breve sogno d’amore, Ritorno alle origini e Lavanda. Con il libro Coccinelle nel 2018 si è aggiudicata il 2° posto – Sezione Crepuscolare – al Premio Nazionale di Poesia Edita “Leandro Polverini”, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Città di Anzio. I suoi libri si trovano su diversi siti editoriali come Ibs, Feltrinelli, Hoepli, Tuttolomondo, Libreria del Santo, Il Colore dei Libri, Only books lover, Barnes & Noble, Libraccio, Bol.com, Rakuten kobo, Amazon, Mondadori store e Libreria Universitaria.
*Dedicato ad Italo Lo Presti, un amico che ha voluto condividere con me qualcosa della sua cara Mamma

“Chi lo dice che un romanzo debba essere scritto come si scrive un romanzo? Insomma, voi lo sapete come deve essere scritto un romanzo per essere considerato tale, e sapete pure tutte le regole del “gioco” tra le quali spiccano tutti i codici “didattici” per rendere una storia avvincente. Davvero una storia per essere avvincente deve “servirsi” di codici già belli che imbustati e che basta scartarli e applicarli sui fogli bianchi? Chi lo dice?… Qualcuno certamente lo dice e lo dirà e forse hanno ragione. Ma pensate che a me importa qualcosa di chi ha ragione? È vero, la mia domanda non ha senso giacché non mi conoscete affatto, ma vi assicuro che non me ne importa nulla di chi ha ragione.”
Luca Imperiale è nato a Brindisi nel 1983. Vive a Sannicola, nel Salento. Nel 2015 si è iscritto all’istituto di scienze religiose di Lecce, l’ISSRM “Don Tonino Bello” conseguendo il titolo magistrale con una tesi intitolata: “Tratti antropologici in Dostoevskij. Nell’inquieta sofferenza la libertà cristiana”. Ha pubblicato: “I giorni dell’ombra. Diario degli occhi disarmati” (Musicaos editore, 2020); ha curato “Danteide(e)” (5emme), raccolta di contributi scritti in occasione del 7ooesimo anniversario della morte di Dante Alighieri. Nel 2022 ha pubblicato, il poema “Il Balordo” per Spagine – Fondo Verri edizioni e il racconto in versi “Il tempo di Pinocchio” per Controluna. “Inquietudini” è il suo primo romanzo.
Martedì 4 luglio 2023 alle ore 19,00 presso la Biblioteca Bernardini di Lecce si terrà la prima nazionale del volume E se nel giallo ti vedrò di Marcello Buttazzo. Dialogheranno con l’autore Maurizio Nocera, Mauro Marino e l’editore Stefano Donno. Letture a cura di Tiziana Buccarella.
Questo libro di Marcello Buttazzo (foto) offre un panorama lirico di grande intensità e sicura grandezza. Il lirismo è una scelta ed è anche un destino convinti, che il poeta salentino offre, soffre e persegue con una profondità degna veramente di nota. Il libro in apparenza pare seguire una sua scia personalizzata di colori, i quali hanno caratterizzato e dato forma a due precedenti suoi testi; in realtà si stacca abbastanza nettamente da questi ultimi pur mantenendo una liricità diffusa che è, come dicevo dianzi, la cifra forse più ampiamente riconosciuta del suo fare poesia. O perlomeno la cifra più connotativa e intensamente inseguita in una stagione nella quale, almeno in Italia, pare dominare un certo antilirismo. Perché questo iato, rispetto ai due libri precedenti; ove si trova? In fondo la poesia di Marcello Buttazzo è e resta una lirica d’amore nel senso più ampio di questo termine a sua volta così ampio e il presente libro non si sottrae certamente a ciò. Ma, sullo sfondo, si agita una certa disperazione, o forse lacerazione, un’ansietà diffusa che non sembra trovare vera pace, che non si placa. Riguarda il destino del poeta e del mondo. «E se nel giallo/ ti vedrò/ sarà per tenere/ acceso il sole./ Ambra/ e sconquasso minerale/ ambra/ ed effluvi di vento/ nei tuoi capelli scompigliati./ E quel raggio di luna/ che ieri ho scorto rotonda come le tue gambe di giunco./ E se nel giallo/ti vedrò/ sarà per stringere/ il fiore del tuo grano. (…)/ E se t’incontrerò/sarà per lumeggiare/ la notte,/ per seguire la scia/ della tua stella/ che mi guida/ anche nello scuro/ ancora,/ ancora/ ancora». (Roberto Dall’Olio)


Evento in occasione della pubblicazione in lingua italiana della raccolta di haiku “Chiodi battuti” di Akano Yotsuba (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, 2023) 25 giungo 2023 dalle ore 14,00 alle 15,30 presso Aoyama Book Center – Tokyo – Giappone, 〒150-0001 Tokyo, Shibuya City, Jingumae, 5 Chome−53−67 Cosmos Aoyama Chika 2 (コスモス青山地下 2).
Si terrà a Rosario, in Argentina, dal 21 al 24 giugno 2023, l’84° Congresso internazionale della Società Dante Alighieri che verrà inaugurato con un messaggio in video dal Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.


“Una storia contadina”, questo il titolo del romanzo, è stato il mio primo libro. Scritto una trentina di anni fa è ancora uno dei più letti. Ha avuto anche una traduzione allo spagnolo (“Una Historia Campesina”), curata dall’ex vice direttore dell’Archivio Nazionale di Santo Domingo, Miguel Holguin Veras, che ne faciliterà la lettura per coloro che, soprattutto in America Latina, desiderano leggerlo in questa lingua.