“La Mèrica degli Italiani”, un libro sulla storia della nostra emigrazione negli Stati Uniti e in Canada

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11mericaSi intitola “La Mèrica degli italiani, le Grandi Migrazioni negli Stati Uniti e in Canada” il libro con cui Giorgia Miazzo racconta del grande fenomeno migratorio verso le Americhe degli italiani.
L’autrice narra le storie dei nostri connazionali non solo attraverso i dati e i numeri, bensì ricordando che dietro quei numeri c’erano persone che lasciavano la propria terra per entrare in un mondo nuovo. Spesso l’integrazione, tra pregiudizi e differenze culturali e linguistiche, era difficile, e i migranti si ritrovavano con un’identità divisa in due, lacerata tra le tensioni che li ancoravano alla tradizione familiare e quelle che li spingevano in mare aperto, all’interno dell’universo valoriale e linguistico della società americana.
Giorgia Miazzo è nata a Padova e risiede a Carmignano di Brenta. È docente, interprete e traduttrice, scrittrice, giornalista e group leader. Appassionata della cultura latino-americana, si è stabilita per lunghi periodi nella Repubblica Dominicana e in Brasile. Ha conosciuto varie realtà dei paesi in via di sviluppo nelle Americhe, quali Messico, Cuba, Honduras, Venezuela, Perù, Cile, Paraguay, Uruguay e Argentina, e in Africa, come l’Angola e il Senegal.
Ha saputo conquistarsi un ruolo importante nel panorama degli studiosi dell’emigrazione veneta e italiana; la sua passione e la sua sensibilità unita a una non comune padronanza delle lingue straniere l’hanno portata a vivere per lunghi periodi con le comunità venete all’estero e a concretizzare l’enorme bagaglio culturale, umano e professionale raccolto nelle sue ricerche antropologiche e linguistiche.
Oltre a diversi articoli su riviste specializzate in Italia e all’estero, ha scritto anche “Cantando in talian. Imparar el talian co la mùsica” e “Scoprendo in talian. Viaggio di sola andata per la Merica”, ed. 1° (2014) e ed. 2° (2015); “Descobrindo o talian” (2015), “Le grandi migrazioni, dal Nord Italia al Brasile” (2016).
“I miei occhi hanno visto” è il suo ultimo libro e appartiene al progetto “Cantando in talian – Viaggio di sola andata per la Mèrica”, che intende valorizzare e promuovere l’identità, la cultura e la ricchezza delle comunità italiane nel mondo.
Per acquistare la pubblicazione è necessario scrivere all’indirizzo e-mail: grandimigrazioni@gmail.com. (aise) 




“Per esempio, un uomo” in uscita le poesie di Pierfrancesco Gatto

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gattoLa casa editrice i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, è lieta di annunciare l’uscita di un interessante giovane poeta salentino Pierfrancesco Gatto.

Il volume si arricchisce della prefazione del poeta Maurizio Leo. La presentazione in anteprima nazionale sarà presso la Libreria Mondadori di Copertino in Piazza Antonio Venturi (Copertino, Lecce) il 15 maggio 2023 alle ore 19,00.  Insieme all’autore dialogherà il poeta Maurizio Leo, e l’editore Stefano Donno. Letture a cura dell’Insegnante di dizione Dalila Grandioso (già Lettrice professionista del Centro  Regionale dell’ Audiolibro) presso la compagnia teatrale Scena Muta con Luca Serio, Agnese Macchia, Laura Sansone, Ilaria Nestola, Dalila Grandioso

La poesia di Pierfrancesco Gatto è, a mio avviso, più che un’esperienza di lettura, un’esperienza sensoriale. Leggendo, ci si rende conto che il tentativo di comprendere praticamente i contenuti di questi scritti, porterebbe ad una snaturazione degli stessi, proprio perché ricchi di una espressività inspiegabile. Temi ricorrenti si ritrovano nella descrizione di paesaggi e luoghi del nostro Sud, come il mare e la stessa Copertino, paese in cui vive lo scrittore. Si nota, inoltre, una ricorrente inquietudine che salta fra la decadente materialità corporea e la ricerca di un benessere esistenziale che sia oltre… Oltre cosa? Forse è proprio questa la ricerca costante che Pierfrancesco racconta con la sua poesia: credo che voglia ricercare solo la leggerezza, quella essenziale dell’essere, che vada oltre il peso del corpo, oltre il pensiero della vita, oltre l’imbarazzante, giornaliero sfiorare della morte, in ogni sua forma; oltre l’annichilimento delle tradizioni, oltre il volere, oltre Dio. Dio o questa forma mistica con cui fa a botte, per il quale prova rabbia e forse, delusione, non cessa di essere presenza costante della propria riflessione. Dio, o forse un dio, o forse un demone assorbe tutte le energie di questo ragazzo irrequieto, in un continuo incespicare nelle ingiustizie del giorno, ma che ritrova un accenno di pace nelle notti stellate o nelle passeggiate in paese, o nel fremito insicuro di un sussulto d’amore. Qualità fissa di questo testo è la delicatezza significativa con cui riesce ad esprimere l’aggressività dei suoi sentimenti, producendo un linguaggio universale che racconta gli umori di un ragazzo, di un paese, del mondo, in una forma tutta sua, una forma oltre… (Maurizio Leo)

Pierfrancesco Gatto è nato a Galatina (Le) nel 1988. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione presso l’Università del Salento. Tra i suoi principali interessi emergono la scrittura, il cinema e il giardinaggio. Attualmente vive a Copertino (Le).

Info link al volume

https://iquadernidelbardoedizionidistefanodonno.com/posts/1994608989046202682?hl=it

Mail – iquadernidelbardoed@libero.it




“Galestro” di Bruce Hunter nei Quaderni del Bardo

bruce hanter galestro copertina nuova edizione 1

bruce hanter galestro copertina nuova edizione 1Continua la tradizione editoriale de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, rivolti al mondo della poesia internazionale. La nuova pubblicazione riguarda l’ultima opera del poeta canadese Bruce Hunter intitolata Galestro.

‘Galestro è un terreno sabbioso e ricco di minerali, trovato nei vigneti del Chianti in Toscana, che conferisce ai vini della regione un sapore unico. Roba da star, come dice Carl Sagan. O come ci dice l’anziano Narcisse Blood di Blackfoot, “… i Blackfoot sono le star”. Infatti, se tutta la vita terrena deriva dalla sostanza delle stelle cadenti, Galestro è l’essenza, la grana della vita.’ Bruce Hunter, 10 gennaio 2023.

Dal traduttore: “Avvicinarsi alle poesie di Bruce Hunter è come ascoltare la voce calda e ricca di un amico sincero. Il ragazzo che ne ha passate tante nella vita e che in virtù di questa grande esperienza e umanità riesce a trovare la parola giusta, il motto saggio, l’immagine che sorprende e rincuora. Una poesia per molti versi terapeutica, empatica… C’è soprattutto tanta Italia, fin dal titolo, che richiama la sostanza della roccia e i profumi fragranti del vino. Un inno alla nostra terra, alla sua arte, alla bellezza dei paesaggi e delle persone, al gusto dei frutti della terra. Ed è qui, in Italia, tra Toscana e Salento, che diamo il benvenuto a Bruce e gli offriamo la nostra migliore ospitalità attraverso la traduzione, sperando di rendergli un buon servizio come lo rende generosamente a noi lettori e interpreti.”

Andrea Sirotti, docente fiorentino, scrittore, editor e traduttore di Galestro.

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https://iquadernidelbardoedizionidistefanodonno.com/



Per i Quaderni del Bardo in libreria “The Rapids – Le rapide” di Yogesh Patel

copertina yogesh patel le rapide

copertina yogesh patel le rapide Esce per i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno The Rapids – Le rapide di Yogesh Patel con la traduzione della sempre più brava Angela D’Ambra. L’autore è stato recensito dalle più prestigiose riviste di poesia a livello mondiale e ha avuto diversi riconoscimenti e premi di altissimo profilo per la sua poesia in tutto il mondo.

“Nella sua produzione poetica, Yogesh Patel non ha mai avuto timori nel mostrarci gli aspetti più duri dell’esperienza dell’immigrato, in specie: la difficoltà di essere accettati e di trovare un senso di appartenenza. Il suo approccio spicca nella poesia contemporanea; laddove altri autori tentano di mascherare quella sofferenza, o di trattarla per allusioni, Patel la pone in primo piano e al centro, così che risulti ineludibile e debba essere affrontata. Ci fa anche affrontare le cause di quell’esperienza: il verso “The empire left me in a basket in the Nile” congiunge all’istante le storie d’imperialismo nel corso del tempo – Gran Bretagna, Egitto e India – per ricordarci che tale materia non è mai semplice, ma sempre complessa, intessuta in intrecci singolari con le storie di tantissimi individui. Né mai accade che una poesia offra una resa dei conti definitiva; tuttavia, “Restoration” rivela che un equilibrio c’è, ed è possibile trovarlo in molte storie di migrazione: “To pass history’s baggage / the empire gives a medal to be humbled”. “Restoration” risulta incisiva là dove mostra che gli appelli al potere – dèi, sovrani, lo stato anonimo che gestisce i centri di detenzione – sono in generale, sovente, e nella maggior parte dei casi, futili, buoni al massimo per racconti ispiratori (“Krishna also split the Yamuna. / Grew up with other parents”), ma, per il resto, non servono a molto quando guardi fuori “from the barred window of a home / … / that still calls you a foreigner”. La poesia mostra anche, in piena azione, due fra i regolari nuclei tematici di Patel: il fluire dell’acqua, forza motrice che si può sfruttare, ma mai bloccare (“disobedient murky river”), e la figura della balena che assume un ruolo forse inedito: non di dominio, ma piuttosto di nobiltà frustrata, dove le è impossibile celarsi, nondimeno deve seguitare a nuotare nella vastità di ciò che va vinto, sperando nel successo; ma anche qui, c’è davvero scelta? In fondo, ci si deve adeguare (“One plays the game”). C’è, qui, una nota di ottimismo: il personaggio nella poesia sarà “restored” (reintegrato/restaurato); pure, nel migliore dei casi, l’esito è incerto. Ovviamente, va da sé e non devo ricordarlo: Mosè alla Terra Promessa non arrivò mai.” (Commento di Rishi Dastidar pubblicato su Residenze Poetiche nella traduzione di Matteo Galluzzo) – Traduzione a cura di Angela D’Ambra

Yogesh Patel ha ricevuto un MBE per la letteratura nella lista dei Queen’s New Year Honours del 2020. Famoso a livello internazionale, è redattore di Skylark e dirige la Skylark Publications UK, nonché il progetto senza scopo di lucro «Word Masala» volto a promuovere la letteratura. Ha ricevuto la Freedom of the City of London e ha al suo attivo dischi, film, programmi radio, un libro per bambini, libri di narrativa e saggistica, e tre raccolte di poesie.

Yogesh Patel è consegnatario di numerosi premi, tra cui (ad aprile 2019) il titolo di Poet-of-Honor presso la New York University. Tra le tante sedi in cui ha tenuto letture poetiche spiccano la House of Lords e la National Poetry Library. Gli scritti di Patel sono pubblicati in molte fra le principali riviste letterarie, tra cui: PN Review, The London Magazine, Asia Literary Review, Under the Radar, Shearsman, IOTA, Envoi, Understanding, Orbis, The Book Re­view, Confluence. È apparso anche alla BBC (TV e Radio), su giornali e riviste. L’opera di Patel figura anche in The National Curriculum anthology, MacMillan, Sahitya Akademi e in molte altre antologie in diverse parti del mondo. Yogesh è op­tometrista abilitato e commercialista.

Info link I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

https://iquadernidelbardoedizionidistefanodonno.com/posts/3964996656513060746?hl=it

I siti web dell’autore sono:

www.patelyogesh.co.uk  e www.skylarkpublications.co.uk

 

In copertina:

Audrey Margeridon, artiste de l’imaginaire

“Qui sera le plus rapide?”, 2019, Olio su tela.

https://www.audreymargeridon.com/




“Europa in versi”, torna il Festival Internazionale della Poesia

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laura garavagliaA Como, dal 19 al 21 maggio, i poeti di ogni parte del mondo faranno sentire la loro voce:

Europa in versi, Festival Internazionale di Poesia organizzato dalla Casa della Poesia di Como e diretto da Laura Garavaglia (nella foto), festeggia la tredicesima edizione con la partecipazione di poeti di rilevanza nazionale e internazionale nella cornice di Villa Gallia a Como e, per la prima volta, in quella di Villa Sormani Marzorati Uva.

“La felicità poetica” è il tema portante, fil rouge dell’edizione in arrivo, ed è raccontata così da Laura Garavaglia, ideatrice della manifestazione: “Proprio in relazione a questo momento drammatico e complesso, la poesia come massima espressione della creatività e sublimazione delle migliori energie dell’essere umano, ma anche come luogo privilegiato di una “felicità interiore” raramente raggiungibile con altri mezzi. Grazie alle poesie e testimonianze degli autori che parteciperanno, provenienti non solo dall’Europa, ma da vari Paesi del mondo, il pubblico sarà in particolare sensibilizzato a riflettere sulle ipotesi di una utopia di Felicità che oggi sembra essere sempre più lontana e che forse può essere ricercata su piani diversi da quelli relativi al successo economico e pubblico”.

Come ogni anno verrà pubblicata l’antologia del Festival Europa in Versi da i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, ormai partner editoriale e socio da più di quattro anni della Casa della Poesia di Como. Dichiara l’editore Stefano Donno: “Sono felice di annunciare che I Quaderni del Bardo Edizioni, sotto la mia direzione, realizzeranno anche quest’anno l’antologia del Festival “Europa in Versi 2023”. Non è solo un privilegio, ma anche una grande responsabilità essere scelti per editare le voci più rappresentative della poesia internazionale. Il Festival, organizzato in maniera professionale e impeccabile dalla Casa della Poesia di Como diretta da Laura Garavaglia, è un evento di grande spessore e rilevanza nella nostra cultura. Siamo estremamente onorati di lavorare con noti esponenti della poesia e della critica poetica italiana, che sanno davvero cogliere le sottili sfumature ed emozioni racchiuse in ogni poesia. Europa in Versi 2023 ha permesso e permette tutt’oggi ai fruitori di avere un quadro chiaro di quali sono le più interessanti tendenze della poesia mondiale, e noi siamo pienamente pronti ad affrontare questa sfida insieme al Presidente Laura Garavaglia, la Casa della Poesia di Como e tutti gli enti pubblici e privati che rendono unico questo Festival”.

Il Festival entra nel vivo sabato 20 maggio: dopo l’incontro con gli studenti dell’Università dell’Insubria (venerdì 19 maggio), nell’affascinante scenario di Villa Gallia, affacciata sul primo bacino del Lago di Como, inizia l’incontro con i poeti internazionali e italiani, con l’introduzione a cura di Roberto Galaverni (Corriere della Sera). Gli ospiti provengono da diversi Paesi: dal Vietnam Kieu Bich Hau,  poetessa, narratrice e giornalista,difende nelle sue opere i diritti delle donne in Vietnam; è redattore della rivista NEUMA della Romania, della rivista HUMANITY della Russia,  vincitrice di numerosi premi di letteratura a livello nazionale e internazionale; dalla Corea del Sud Kooseul Kim, Professoressa Emerita di Letteratura inglese all’Università di Hyupsung, che ha ricevuto menzione dall’Associazione degli Scrittori del Vietnam ed è Presidente del Premio letterario internazionale Changwon KC e del Comitato organizzatore del KC & KS World Poetry Festival, Dongho Choi, anche critico letterario, studioso di letterature orientale e occidentale ed ha ricevuto riconoscimenti importanti; è anche Presidente della Society of Korean Poets; Ko  Doohyun, giornalista della principale testata nazionale di Seoul; ad accoglierli a Villa Gallia sarà anche il Console Generale della Repubblica di Corea sig. Kang Hyung Shik; dalla Russia Julia Pikalova, laureata in Lettere all’Università di San Pietroburgo e in Amministrazione del Business presso l’Università Statale della California, è giunta alla poesia molto tardi; dagli Stati Uniti William Wolak, fotografo, artista del collage, le sue poesie, il cui tema principale è l’eros,  sono apparse in oltre cento riviste; dalla Colombia Carlos Velasquez Torres, nato a Bogotà, è anche traduttore, musicista e accademico, e oggi lavora a New York (dove è co-direttore dell’Americas Poetry Festival); dall’Ungheria Attila Balazs, le cui opere sono state tradotte in 20 lingue, ed è stato invitato a diversi festival letterari in vari Paesi del mondo; dal Kosovo Jeton Kelmendi, professore presso l’AAB University College e membro attivo dell’Accademia europea delle scienze e delle arti di Salisburgo, in Austria.

Dall’Italia partecipano Emilio Coco, Giuseppe Bova, Deborah Zingariello, Laura Capra.

La giornata si concluderà con la premiazione dei vincitori del premio Europa in versi e in Prosa, presidente di giuria il poeta Milo De Angelis e il professor Gianmarco Gaspari, docente all’università dell’Insubria e critico letterario.

Domenica 21 maggio, di mattina si propone una passeggiata con reading con i poeti ospiti del festival “Europa in versi” e con la partecipazione del pubblico, nei luoghi poetici di interesse storico: in occasione del bimillenario della nascita di Plinio il Vecchio, davanti al Duomo, nella cui facciata spicca la statua del grande scrittore, saranno letti brani dalla “Naturalis Historia” (in collaborazione con “Sentiero dei Sogni” e la guida di Pietro Berra).

Nel pomeriggio, si prosegue e conclude la giornata con reading dei poeti nel parco della Villa Sormani Marzorati Uva, a Missaglia (LC).

Per ulteriori informazioni:

www.europainversi.org

www.lacasadellapoesiadicomo.com

FB: https://fb.me/e/18AbfvShx

­Instagram: _lacasadellapoesiadicomo_

 

 

 

 




“Nottario”, gli aforismi di Marco Ercolani nei “Quaderni del Bardo”

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nottarioL’editore “I Quaderni del Bardo” di Stefano Donno di Lecce, è lieto di comunicare l’uscita del secondo volume “Nottario” di Marco Ercolani, della collana di aforismi ”Dissensi” diretta da Donato Di Poce.

“L’arte: un nuovo universo la cui illusione persuada più del mondo reale.

Non una mente ordinatrice, non un progetto della ragione, ma il sonno

in cui sembriamo non esistere: a questa pausa si ispirino le scienze

dell’uomo. Cancellare il reale con un mondo visto nel sonno, senza che

diminuisca il desiderio di sognare.”

Con questo incipit, l’autore ci apre le porte segrete del suo diario notturno (Nottario) con cui ci regala bellissime riflessioni e aforismi, sulla vita, l’arte e la scrittura e come scrive l’autore: ” Nottario vuole attirare il lettore in un laboratorio poetico dove abiti un’idea inconciliata ed estrema di scrittura, una scrittura poetica che “ricerchi il compossibile” senza perdere “la fortuna dell’insonnia….”. una scrittura fatta di frammenti assoluti e inqueti che interrogano la vita, il lettore e la coscienza stessa dell’autore e come ci confida Ercolani: “…frammenti si assemblano nell’unicum che conferma il mio pensiero eretico e girovago, riluttante alla semplificazione”. (Donato Di Poce)

“Al mio Nottario metto mano ogni giorno, scrivendo quello che è il contrario di un Diario: se il “diario” accoglie le annotazioni diurne della percezione, il “nottario” rivela i soprassalti notturni del pensiero. Il mio Nottario non è dissimile dal Palais Ideal del postino Ferdinand Cheval, assemblato pietra dopo pietra, notte dopo notte, in decenni di semifolle lucidità: è questo il mandato a cui devo obbedire. Senza libri a cui obbedire la vita perde senso: libri che siano sorgenti, matrici, inizi, come lo è questo Nottario, crogiuolo di possibili opere in corso. Oggi, nella collana dei Quaderni del Bardo, ne pubblico alcuni frammenti. Nottario è, nella sua struttura, una raccolta di aforismi, riflessioni sapienziali, note estetiche, soprassalti poetici, che si susseguono cercando chissà cosa e chissà dove. La conquista dell’inutile è fondamentale: non corteggiarlo ma conquistarlo, farne il proprio racconto, la propria arte reale. Così come Werner Herzog trasforma il pianoforte, issato sopra le montagne, in Fitzcarraldo, non come simbolo di follia come estasi possibile di un’altra musica, cercando di compiere l’impossibile viaggio. Leonardo ammonisce “non si debba desiderare lo impossibile” ma lui non ha fatto altro che cercare di realizzare, nell’arte, nell’ingegneria, nel pensiero, proprio ciò che non sembrava possibile. Si è messo nella condizione di descrivere i suoi sogni architettonici rappresentandoli con pragmatica esattezza. Nottario vuole attirare il lettore in un laboratorio poetico dove abiti un’idea inconciliata ed estrema di scrittura, una scrittura poetica che “ricerchi il compossibile” senza perdere “la fortuna dell’insonnia”. Cito Nanni Cagnone perché da sempre il poeta di Armi senza insegne scava, all’interno della tradizione poetica contemporanea, un abisso di libertà irriducibile. «La più profonda esperienza della poesia è quella di una lontananza costitutiva». Dentro questa lontananza può esistere un libro come Nottario, discorde al suo e a qualsiasi tempo, e che, pur essendo stato scritto nel corso degli anni, si scrive sempre “adesso” perché i suoi frammenti si assemblano nell’unicum che conferma il mio pensiero eretico e girovago, riluttante alla semplificazione. (Marco Ercolani)

Info link al volume

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Mail – iquadernidelbardoed@libero.it

 

La foto di copertina è di Paola Mongelli

La foto in quarta di copertina è di Chiara Romanini

 

marco ercolaniNota biobibliografica dell’autore

Marco Ercolani (Genova, 1954), psichiatra e scrittore.

Per la narrativa scrive: Col favore delle tenebre; Praga; Il ritardo della caduta; Vite dettate; Lezioni di eresia; Sindarusa; Il mese dopo l’ultimo; Carte false; Il demone accanto; Taala; Il tempo di Perseo; Discorso contro la morte; A schermo nero; Sentinella; Turno di guardia; Camera fissa; Prose buie; Preferisco sparire. Colloqui con Robert Walser 1954-1956; Destini minori; Un uomo di cattivo tono; Senza il peso della terra; Le forme dell’aria; Essere e non essere; Storie, forse incubi; Sentinella 2010-2022; 14 luglio 1929. Due lettere a Freud; L’età della ferita.

Per la saggistica: Fuoricanto, Vertigine e misura, L’opera non perfetta, Il poema ininterrotto, Fuochi complici, L’archetipo della parola, Galassie parallele.

Per la poesia: Il diritto di essere opachi, Sì minore, Nel fermo centro di polvere.

Ha collaborato e collabora a “Nuova Corrente”, “La mosca di Milano”, “Poesia”, “Nuova Prosa”, “Gradiva”, “Doppiozero”, “Perigeion”, “La dimora del tempo sospeso”, “Il Grande Vetro”, “Le nature indivsibili”.  Nel 2020 fonda il blog Scritture. Partecipa al convegno internazionale “Bruno Schulz: il profeta sommerso”. Vince il Premio Montano, il Premio Aforisma – Torino in sintesi, il Premio Morselli e il Premio Smasher. Per le edizioni Viadelvento cura una plaquettes di Alberto Giacometti (Un personaggio vago) e una plaquette di Bruno Schulz (L’epoca geniale). In collaborazione con Massimo Barbaro scrive Paesaggio con viandanti, L’arte della distanza e Corrosioni. Nel 2020 ristampa il suo romanzo apocrifo dedicato a Bruno Schulz, Il mese dopo l’ultimo, con fotografie di Chiara Romanini e postfazione di Giorgio Galli.

Con Lucetta Frisa ha fondato la rivista “Arca”, diretto “I libri dell’Arca” e la rivista online “La foce e la sorgente”. A quattro mani hanno scritto: Détour, L’atelier e altri racconti, Nodi del cuore, Anime strane, Sento le voci, Il muro dove volano gli uccelli, Diario doppio e Furto d’anima.

Sito web e blog:

www.marcoercolani.it

https://ercolani.art.blog




L’Italia alla Fiera del Libro di Baires

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2librobairesSi è aperta il 27 aprile e proseguirà sino al 15 maggio la 47^ Fiera Internazionale del Libro di Buenos Aires, cui l’Italia sarà presente, come in tutte le precedenti edizioni, grazie all’Istituto Italiano di Cultura, con lo Stand Italia che in questa occasione sarà dedicato al centenario della nascita di Italo Calvino e alla candidatura di Roma alla Expo 2030.
Gli appuntamenti presso lo Stand Italia a La Rural si sono aperti proprio il 29 aprile con l’incontro con Gianrico Carofiglio, organizzato insieme a Riverside Agency e Duomo Edizioni: in conversazione con Guillermo Piro, Carofiglio ha presetato il suo libro “La disciplina di Penelope”, un appassionante romanzo poliziesco recentemente tradotto allo spagnolo. Il giorno seguente, 30 aprile, lo stesso Guillermo Piro ha presentato “Come essere Calvino”: un viaggio attraverso la carriera letteraria di Italo Calvino, il suo lavoro di romanziere, traduttore, polemista, saggista e editore.
Per il Giorno d’Italia, che quest’anno si svolgerà giovedì 4 maggio, Giulia Caminito presenterà il suo libro “L’acqua del lago non è mai dolce”, con la partecipazione di Eugenia Zicavo, alle ore 17:30 nella sala Victoria Ocampo. Gli appuntamenti proseguiranno poi con questa programmazione: sabato 6 maggio alle 18:00 “E avanti a lui… Tosca tra storia, letteratura, melodramma e cinema”, a cura di Nora Sforza; domenica 7 sempre alle 18:00 “Italo Calvino narratore di storie”, a cura di Michela Caiazzo e Raffaella Crescenzo; martedì 9 “E avanti a lui… Tosca tra storia, letteratura, melodramma e cinema”, a cura di Nora Sforza; venerdì 12 “Italo Calvino narratore di storie”, a cura di Michela Caiazzo e Raffaella Crescenzo; e sabato 13 maggio replica dell’incontro “Come essere Calvino“.
Inoltre, lo stand dell’IIC sarà animato da un’ampia varietà di attività culturali e da micro-lezioni di lingua italiana. (aise)




“Il corsaro ebreo”, il nuovo libro di Domitilla e Marco Calamai

cop il corsaro ebreo calamai

cop il corsaro ebreo calamaiIn libreria in questi giorni per la collana “Visioni” de La lepre Edizioni, “IL CORSARO EBREO”, libro scritto a quattro mani da Domitilla Calamai e da Marco Calamai de Mesa, sarà presentato da Ritanna Armeni in anteprima lunedì 8 maggio alle 18.30, nella splendida Sala Margana di Roma (P.zza Margana.41)

Il Corsaro ebreo chiude la trilogia della famiglia Mesa, saga dedicata all’antenato degli autori, Diego de Mesa, di professione “conquistatore” che a sedici anni guidò la cavalleria castigliana alla conquista dell’ultima isola delle Canarie ancora nelle mani del popolo guanche. 

Le vicende dei tre fratelli Álvaro, Inés e Juan si dipanano tra Europa, Canarie e Nuovo Mondo nell’ambientazione febbrile degli anni Trenta del Cinquecento. I loro destini vengono attraversati non solo dal conflitto tra gli imperatori Carlo V e Solimano il Magnifico, ma anche dal fenomeno della pirateria, che si intensifica nel Mediterraneo. Protagoniste insieme ai più illustri personaggi storici del tempo, saranno anche le città di Genova, Napoli e Palermo che tra i propri palazzi saranno testimoni di rapimenti, guerre religiose, battaglie navali, amori, matrimoni e lutti. Una trama ricca di colpi di scena e di protagonisti capaci di plasmare con coraggio la propria realtà attraverso cambiamenti epocali.

Narrando le drammatiche conseguenze della contrapposizione tra Imperi, il romanzo genera una sorprendente risonanza con il mondo attuale come richiama, anche, in copertina la domanda della lepre: Un mondo diviso tra Imperi è destinato alla guerra?

 

18891692 10213584720760685 4064202357044041569 oDomitilla Calamai, diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica con Andrea Camilleri e Luca Ronconi, si è occupata di comunicazione per cinema, televisione e cultura. Imprenditrice agricola, produce olio biologico. Ha scritto e pubblicato saggi, racconti e romanzi, tra cui per Baldini Castoldi Dalai Vado via e Tutta colpa di Fidel, dal quale è stato tratto il film francese La Faute à Fidel! (regia di Julie Gavras, con Stefano Accorsi e Julie Depardieu). Con La Lepre Edizioni ha già pubblicato La mantella rossa (Premio Capalbio 2017), scritto con il padre Marco.

Marco Calamai de Mesa, ingegnere, sindacalista, giornalista, funzionario Onu in America Latina e Medio Oriente. Consigliere speciale della Coalition Provisional Authority in Iraq (Nassirya), si è dimesso in polemica con l’occupazione americana. È stato decorato per meriti civili dal Re di Spagna. Ha pubblicato saggi e libri, tra i quali Diario da Nassiriya (L’Unità), da cui è stata tratta la miniserie Nassiriya (regia di Michele Soavi, con Raoul Bova), Zapatero, il socialismo dei cittadini (Feltrinelli), scritto con Aldo Garzia, l’autobiografia Contromano (Ediesse). Con La Lepre Edizioni ha già pubblicato La mantella rossa (Premio Capalbio 2017), scritto con la figlia Domitilla.




“Ramificare”, è il nuovo libro di poesia di Johanna Finocchiaro

foto libro ramificare johanna finocchiaro

foto libro ramificare johanna finocchiaro“Ramificare” di Johanna Finocchiaro (Eretica Edizioni, 2022 pp. 64 € 15.00) è un libro di poesia completo e lineare nei suoi contrastanti frammenti, un viaggio dettagliato nell’affidabile qualità stilistica di congiungere i sentimenti umani e fondere, nelle sincere direzioni del cuore, l’istintiva potenzialità introspettiva. Johanna Finocchiaro espande la luminosa e intensa destinazione poetica, amplia la propria voce, dirama l’orientamento sensibile delle emozioni, estende la brevità dei testi nell’immediatezza della percezione interiore, diffonde lungo la coniugazione dell’amore il presentimento di appartenenza. Johanna Finocchiaro pone la propria scrittura nella maturità saggia della consapevolezza, oltrepassa il velo invisibile del timore, esamina gli aspetti teneri e appassionati della relazione con l’altro, la profondità intuitiva delle contraddizioni umane. “Ramificare” accresce la vulnerabilità delicata delle parole, amplifica la distensione delle circostanze amorose, accerchia il presagio dell’inquietudine nelle pagine, preannuncia il riscatto dell’identità in un assedio esistenziale, rafforza il respiro appassionato della partecipazione. La poetessa confessa il cedimento della premurosa e tenera fiducia nei ricordi di fronte al tremore intimo della dimenticanza, nutre la saggia intelligenza di presentare la sincerità come misura e forma di tutte le cose, oltrepassa la fusione del vissuto con la concentrazione dei comportamenti e delle sfumature di significato, sorvolando la decifrazione comunicativa, assoluta e vitale, di ogni influenza. L’evoluzione tangibile del coinvolgimento incoraggia la capacità di avvertire l’intendimento reale degli eventi e di coglierne l’essenza attraverso la compiuta complicità del pensiero. Johanna Finocchiaro afferma la pratica accurata dei conflitti, adatta il contrasto del groviglio istintivo nel libero e spontaneo scorrimento di una franchezza interpretativa, mantiene il suggerimento dell’anima, permette al recupero dell’attività psichica della memoria di guidare le funzioni comprensive della persuasiva conoscenza. Riflette il vincolo affettivo con l’incondizionata affinità delle sensazioni che si avvicendano nello spirito sussurrato della mente, utilizza un linguaggio istantaneo e autentico in cui seleziona e indirizza i contenuti della coscienza, spiega la spinta innata e costante dei desideri a compiere la ricerca rivelativa, a celebrare l’inconscia disgregazione delle corrispondenze temporali tra la ragione e la sua traduzione. La valenza poetica di Johanna Finocchiaro mostra generosamente la coincidenza originale delle esperienze cognitive, l’intonazione espressiva tra razionale e irrazionale, dichiara il solido intento di manifestare esteriormente l’energia dell’illuminazione, comprende l’attitudine di identificare e ospitare il carattere letterario del caos, l’imprevedibilità delle impressioni. “Ramificare” è un libro convincente, insegna l’interessante forza divulgativa attraverso l’incisiva lucidità dei testi, immedesima nella naturale vivacità dei legami lo specchio del proprio equipaggiamento emotivo, immerge la frequenza del dubbio nell’individuazione inconsapevole dei cambiamenti, della vicinanza distillata nelle intenzioni della vita, nella complessa e discordante suggestione della lontananza, emana il sortilegio della verità di ogni impronta biografica.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

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“I Fiołi de ła Nostra Tera”, la storia di una famiglia veneta nel Brasile del XIX secolo

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downloadSi intitola “I Fiołi de ła Nostra Tera”  il libro a fumetti di Cidiane Guisso che racconta  la storia di una famiglia di coloni veneto-italiani, partiti nel XIX secolo dal nord dell’Italia in cerca di una vita migliore in Brasile. Nelle tavole è descritta la vita e le sfide quotidiane in mezzo al bosco del sud del Brasile, terra difficile da coltivare, ma domata e resa fertile dagli emigranti veneti. Inoltre attraverso scene dedicate al lavoro l’autrice illustra diversi aspetti culturali, storici e linguistici, conservati e tramandati dagli emigranti veneti in Brasile. Per i dialoghi è stata scelta la lingua del Talian, molto diffusa nel Brasile meridionale dalla fine del XIX secolo. Cidiane Guisso – designer, illustratrice e fumettista –  è nata a  Concordia, nello stato brasiliano di Santa Catarina . Guisso ha presentato I Fiołi de ła Nostra Tera nei giorni  scorsi a Valdobbiadene,  terra dei suoi avi . La presentazione è stata organizzata dal Comune e dall’Associazione Trevisani nel Mondo. (Inform)