WE ARE PAESANI, il Sud Italia ritrova la sua memoria online

wap foto 5

Il nuovo portale genealogico punta a diventare il più grande archivio digitale dedicato agli antenati meridionali e alla diaspora italiana nel mondo.

wap foto 5

Per milioni di italiani all’estero e per i loro discendenti, la ricerca delle proprie radici rappresenta un legame profondo con la storia familiare e con i territori da cui partirono genitori, nonni e bisnonni. Nasce con questo obiettivo WE ARE PAESANI, il nuovo portale genealogico creato dai fratelli calabresi Marco e Alessandro Mario Toscano.

La piattaforma si propone di diventare il più grande archivio online dedicato agli antenati originari del Sud Italia, offrendo a genealogisti, ricercatori, appassionati di storia locale e semplici famiglie uno strumento per ricostruire il proprio passato.

Attraverso il sito, gli utenti possono consultare un database in continua crescita che raccoglie informazioni su persone nate tra l’inizio dell’Ottocento e i primi anni del Novecento in Calabria, Sicilia, Basilicata, Campania, Puglia, Molise e Abruzzo.

Le informazioni provengono da registri dello stato civile conservati presso comuni, archivi di Stato e tribunali, oltre che da documentazione custodita in archivi parrocchiali e diocesani. Un patrimonio storico che, grazie al lavoro di indicizzazione, diventa facilmente accessibile a chi desidera ricostruire il proprio albero genealogico.

Il progetto guarda soprattutto alle comunità italiane sparse nel mondo. Dalle Americhe all’Australia, milioni di persone conservano un forte legame affettivo con i paesi d’origine delle proprie famiglie. WE ARE PAESANI vuole contribuire a rafforzare questo ponte tra le nuove generazioni della diaspora e il Mezzogiorno d’Italia.

L’obiettivo dichiarato è particolarmente ambizioso: superare i 10 milioni di persone indicizzate. Intanto il progetto ha già raggiunto un primo importante traguardo con oltre 100 mila nominativi consultabili online.

«Vogliamo creare un ponte tra il Sud Italia e le milioni di persone nel mondo che hanno radici in queste terre», spiegano i fondatori. «Il nostro intento è offrire uno strumento concreto per riscoprire le proprie origini e valorizzare la memoria delle comunità da cui provengono i nostri antenati».

La consultazione del database è gratuita previa registrazione sul portale. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.wearepaesani.com.




Elena Vargas, la Perry Mason dominicana: tre romanzi tra giustizia, corruzione e verità negate

b4f58eec 17b7 4cfb b5bf 6caca7556ecc

La Repubblica Dominicana degli anni Settanta e Ottanta fa da sfondo a una delle più originali protagoniste della narrativa italo-dominicana contemporanea: Elena Vargas, avvocata determinata, intelligente e coraggiosa, impegnata a sfidare sistemi di potere che sembrano intoccabili.

b4f58eec 17b7 4cfb b5bf 6caca7556ecc

Con i romanzi “Il nome che mi han dato”, “Il crollo” e “La cura negata”, lo scrittore Ennio Marchetti costruisce una saga giudiziaria e sociale che unisce suspense, ricerca storica e denuncia civile.

Elena Vargas non è una detective tradizionale. Non porta una pistola e non insegue criminali per le strade. La sua arma è la ricerca della verità. Attraverso documenti dimenticati, testimonianze scomode e indagini ostacolate dal potere, affronta casi che coinvolgono corruzione, negligenza, interessi economici e segreti di Stato.

Nel primo romanzo, Il nome che mi han dato, una vicenda personale conduce Elena a una indagine che porterà a liberare una persona povera e umile ingiustamente accusata.

Con Il crollo, ispirato a uno dei più drammatici disastri della storia dominicana, la protagonista si trova davanti a una tragedia che ha causato centinaia di vittime e a una verità che qualcuno vuole cancellare.

Nel più recente La cura negata, Elena affronta invece il mondo della sanità pubblica, scoprendo un sistema in cui fondi scomparsi, appalti truccati e responsabilità occultate finiscono per avere conseguenze devastanti sulla vita delle persone.

La forza della serie risiede nella capacità di raccontare la Repubblica Dominicana non come semplice sfondo esotico, ma come protagonista viva delle storie. Le strade di Santo Domingo, gli ospedali pubblici, i tribunali, i quartieri popolari e le tensioni sociali diventano parte integrante delle indagini.

Molti lettori hanno definito Elena Vargas una sorta di “Perry Mason caraibica”: una donna che non cerca il successo personale, ma la giustizia, anche quando questa comporta rischi professionali e personali.

I tre romanzi sono disponibili in edizione cartacea e digitale su Amazon e Lulu.

Per gli appassionati di thriller giudiziari, romanzi storici e storie ambientate nei Caraibi, la serie Elena Vargas rappresenta una lettura coinvolgente che unisce intrattenimento e riflessione.

Perché a volte la verità non è nascosta da un colpevole. È nascosta dal sistema.




Esce “La cura negata” il terzo volume della saga di Elena Vargas

cop italiana la cura

È disponibile il terzo volume della saga che ha per protagonista Elena Vargas, l’avvocata di Santo Domingo che i lettori hanno imparato ad amare come la Perry Mason in gonnella della Repubblica Dominicana.

cop italiana la cura

La cura negata porta Elena Vargas al centro di uno scandalo sanitario che attraversa istituzioni, potere militare e fondi pubblici scomparsi. Ispirato allo scandalo Senasa, il romanzo racconta la battaglia legale di una donna sola contro un sistema costruito per durare — e per non essere smontato.

La saga di Elena Vargas ha già conquistato i lettori italiani e ispanofoni con i primi due volumi: Il nome che mi han dato, ambientato nella notte del Perejil, e Il Crollo, la storia del crollo di una discoteca e di quello che nasconde. Con La cura negata, Ennio Marchetti conferma e approfondisce il ritratto di una protagonista fuori dal comune: tenace, precisa, capace di muoversi in un mondo che non le è favorevole con l’intelligenza di chi sa che la giustizia non si ottiene mai tutta in una volta.

Come nei volumi precedenti, la Repubblica Dominicana degli anni Ottanta è protagonista quanto Elena: i quartieri di Santo Domingo, il calore di novembre, le istituzioni opache, i piccoli eroismi quotidiani di chi decide di non stare in silenzio. Un paese raccontato dall’interno, con la conoscenza e l’affetto di chi ci vive.

La saga continuerà. Ennio Marchetti ha già annunciato nuovi episodi, ciascuno ispirato a un caso diverso, ciascuno un nuovo capitolo nella storia di una donna che ha fatto della giustizia la sua ragione di vita — sapendo che la giustizia completa non arriva mai, ma che vale sempre la pena provarci.

La cura negata è disponibile in italiano in Amazon.com e in Lulu.com




Quando il direttore muore… e la giornalista di Fatti Nostri indaga

per lulu

per luluAttenzione ai direttori di giornale che scrivono thriller. Potrebbero fare una brutta fine. Almeno nei loro libri.

È appena uscito Il Libro Bagnato, il nuovo romanzo di Ennio Marchetti, direttore di Fatti Nostri, giornale online dedicato agli italiani nel Nord America, Centro America e Caraibi.

La notizia rassicurante è che il direttore sta bene.

La notizia meno rassicurante è che nel romanzo viene assassinato.

E non in modo banale.

La vicenda prende avvio a Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana, dove uno scrittore italiano completa il suo ultimo libro e ne attende la copia cartacea proveniente dagli Stati Uniti. Quello che dovrebbe essere un normale pacco postale si trasforma invece nell’inizio di una storia fatta di servizi segreti, corruzione, intrighi politici e una corsa contro il tempo.

contro italia luluQuando il direttore-scrittore viene trovato morto, le autorità archiviano rapidamente il caso come una tragica fatalità. Ma c’è qualcuno che non si accontenta delle spiegazioni ufficiali.

Ed è qui che entra in scena un personaggio che i lettori di Fatti Nostri potrebbero apprezzare particolarmente: una giornalista del giornale che decide di indagare per conto proprio.

Forse perché conosce troppo bene il suo direttore.

Forse perché ha un caratteraccio.

O forse perché certe storie puzzano più di un libro arrivato bagnato dopo aver attraversato mezza America.

Tra Las Terrenas, Santo Domingo, Miami e uffici governativi dove nessuno ama le domande scomode, Il Libro Bagnato mescola thriller, satira politica e umorismo, raccontando una battaglia apparentemente impossibile tra il potere e la forza delle idee.

In fondo, il romanzo parte da una domanda semplice:

Se un libro può dare fastidio a chi governa, fino a che punto qualcuno è disposto a spingersi per impedirne la lettura?

Naturalmente, qualsiasi somiglianza tra il protagonista e il direttore di Fatti Nostri è puramente voluta.

E per fortuna soltanto letteraria.

 

Il libro è disponibile, a 16 dollari, a questo link e presso l’autore (che assicura che non è ancora morto!):

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/il-libro-bagnato/paperback/product-gj4rqpn.html?q=Il+libro+bagnato+ennio+marchetti&page=1&pageSize=4




Nuova edizione per Il Signore della Luce, il thriller politico ambientato nella Repubblica di Guacara

copertina italiana

copertina italianaÈ disponibile la seconda edizione de Il Signore della Luce, il romanzo dello scrittore italiano residente nella Repubblica Dominicana Ennio Marchetti, pubblicato sulla piattaforma internazionale Lulu.

Ambientata nella immaginaria Repubblica centroamericana di Guacara, l’opera racconta la storia di Gustavo Sandoval, un ingegnere visionario che riesce a portare l’energia elettrica nel piccolo centro costiero di La Caridad, trasformandone radicalmente l’economia e il futuro. Tuttavia, quello che nasce come un progetto di sviluppo e progresso finisce per attirare interessi politici, economici e criminali, dando origine a una complessa trama di corruzione, ambizione e lotte per il potere.

Attraverso personaggi memorabili come il colonnello Armando Polidoro Chávez Suriel, il romanzo intreccia thriller politico, intrigo internazionale e realtà sociale caraibica, offrendo al lettore una riflessione sul rapporto tra sviluppo, energia, denaro e controllo del territorio.

Pur essendo un’opera di fantasia, Il Signore della Luce trae ispirazione da dinamiche che caratterizzano molti Paesi dell’America Latina e dei Caraibi, dove l’accesso ai servizi essenziali può diventare terreno di scontro tra interessi pubblici e privati.

La nuova edizione si presenta con una veste grafica completamente rinnovata, pensata per rappresentare meglio l’atmosfera caraibica e il tema centrale del romanzo: la luce come simbolo di progresso, ma anche di potere.

Il libro è disponibile in formato cartaceo al seguente indirizzo:

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/il-signore-della-luce/paperback/product-8pmz76.html?q=Il+signore+della+luce&page=1&pageSize=4

Con questa pubblicazione Ennio Marchetti aggiunge un nuovo tassello alla propria produzione narrativa, caratterizzata da romanzi ambientati tra Caraibi, America Latina e società contemporanea.




Nasce “Azul Calibre”, la nuova rubrica satirica sulla Repubblica Dominicana

7458912b f017 473e 9efc abc60022f4b4Tra traffico mistico, blackout creativi, motoconchos impossibili e l’eterna filosofia dell’“ahorita”, nasce ufficialmente Azul Calibre, nuova rubrica satirica dedicata alla Repubblica Dominicana e alle sue straordinarie contraddizioni quotidiane.

Il progetto, creato dal giornalista e scrittore italiano Ennio Marchetti, si propone di raccontare con ironia, sarcasmo e affetto la vita reale nei Caraibi, lontano dalle classiche cartoline turistiche.

Non una pagina di denuncia rabbiosa, né un semplice spazio di battute sui social, ma una vera rubrica di costume tropicale, dove la satira diventa uno strumento per osservare la realtà dominicana con occhi disincantati ma umani.

In Azul Calibre trovano spazio:

  • il traffico di Santo Domingo trasformato in esperienza spirituale;
  • i blackout che migliorano la vita interiore dei quartieri;
  • i motoconchos che sfidano le leggi della fisica;
  • gli uffici pubblici governati dall’“ahorita”;
  • e tutte quelle situazioni che chi vive davvero nella Repubblica Dominicana conosce perfettamente.

Il tono della rubrica è volutamente surreale, ispirato alla tradizione della satira giornalistica italiana, ma adattato al contesto caraibico dominicano.

Attraverso immagini ironiche, finti comunicati ministeriali, caricature e cronache paradossali, Azul Calibre punta a costruire nel tempo una comunità di lettori capaci di sorridere delle assurdità quotidiane senza perdere il rispetto per il Paese che li ospita o che amano.

La rubrica è già presente:

  • sulla nuova pagina Facebook “Azul Calibre”;
  • e sul blog dedicato.

Come recita uno dei motti del progetto:

“Satira tropicale. Senza odio. Senza filtro. Con affetto… ma ad alto calibro.”




Esce IL CROLLO, secondo volume della serie legal thriller con protagonista l’avvocata dominicana Elena Vargas

71tnia5amdl. sl1500

71tnia5amdl. sl1500 Santo Domingo, dicembre 1979. Il tetto del Palacio del Merengue, la sala da ballo più amata dei quartieri popolari della capitale dominicana, crolla in una notte di sabato portando con sé centottantadue vite. La versione ufficiale arriva subito: colpa dell’uragano David, passato sull’isola poche settimane prima. Caso chiuso.

Ma Dolores Marte, che quella sera era rimasta a casa con il mal di testa mentre suo marito e suo figlio entravano nel locale, non accetta la spiegazione delle autorità. Invece di firmare il modulo di risarcimento del governo, si presenta nello studio dell’avvocata penalista Elena Vargas con un volantino e una ricevuta da otto pesos: due persone.

Con Il Crollo arriva il secondo capitolo della serie legal thriller dedicata a Elena Vargas, brillante avvocata penalista della #Santo Domingo del 1979. Sulla scia dei grandi classici del genere giudiziario, da Perry Mason ai moderni legal thriller, Elena Vargas affronta casi complessi, verità nascoste e sistemi di potere che sembrano intoccabili.

10e5e7a3 d123 4fc9 887b 0a97bc973f93Dopo gli eventi del primo volume, Il nome che mi hann dato, Elena si trova davanti alla sfida più difficile della sua carriera. Per la prima volta non difende un singolo imputato, ma rappresenta le famiglie delle vittime di una tragedia che qualcuno vuole archiviare troppo in fretta. L’indagine la porterà a scontrarsi con imprenditori, funzionari pubblici e interessi politici in una rete di corruzione che attraversa ministeri, polizia e ambienti economici della capitale.

Intorno all’inchiesta prende vita una Santo Domingo intensa e profondamente caraibica: i conchos sovraffollati, i colmadones con il domino sui tavoli di plastica, le venditrici di caffè agli angoli delle strade, la bachata che esce dalle case popolari nelle notti calde della città. Una società piena di contraddizioni, dove la vita continua anche davanti al dolore.

Accanto al caso giudiziario prosegue anche il percorso personale della protagonista. Elena continua infatti a cercare la verità sulle proprie origini, seguendo lettere dimenticate, vecchi diari e frammenti familiari che la conducono tra Santo Domingo, Port-au-Prince e Miami.

Il Crollo unisce suspense giudiziaria, ricostruzione storica e tensione investigativa, confermando Elena Vargas come una nuova protagonista del #legal thriller ambientato nei Caraibi. Il terzo volume della serie è già in preparazione.

https://www.lulu.com/it/shop/ennio-marchetti/il-crollo/paperback/product-v87zgg7.html?q=IL+CROLLO+Ennio+marchetti&page=1&pageSize=4




I figli degli emigrati italiani all’estero parlano ancora la nostra lingua?

images

imagesPer oltre un secolo milioni di italiani hanno lasciato il nostro Paese in cerca di lavoro e di una vita migliore. Dall’Argentina agli Stati Uniti, dal Brasile al Canada, dall’Australia alla Svizzera, le comunità italiane all’estero sono diventate immense. Oggi i discendenti degli emigrati italiani nel mondo vengono stimati tra i 60 e gli 80 milioni di persone.

Ma una domanda resta aperta: i figli e i nipoti degli emigrati parlano ancora italiano?

La risposta è complessa. In alcuni casi sì, ma spesso solo in parte. E molto dipende dal Paese, dalla generazione e dal legame che la famiglia ha mantenuto con le proprie origini.

Gli studiosi della lingua italiana all’estero spiegano che nelle prime grandi ondate migratorie, tra fine Ottocento e Novecento, molti emigrati non parlavano nemmeno l’italiano standard, ma soprattutto i dialetti regionali. Una volta arrivati nei Paesi di destinazione, furono costretti a imparare rapidamente la lingua locale per lavorare e integrarsi.

Con il passare del tempo, l’italiano si è spesso indebolito dentro le famiglie. I figli degli emigrati, frequentando scuole straniere e vivendo immersi nella nuova società, hanno iniziato a usare prevalentemente spagnolo, inglese, portoghese o francese. In molte comunità l’italiano è rimasto una lingua “affettiva”, usata con i nonni o durante le feste tradizionali, ma non più nella vita quotidiana.

Eppure l’italiano non è scomparso. Anzi, in alcune realtà continua a vivere sorprendentemente bene. In Argentina, Uruguay e Brasile sopravvivono parole, accenti e modi di dire italiani entrati ormai nel linguaggio comune. Negli Stati Uniti e in Canada esistono ancora scuole italiane, associazioni culturali, programmi radiofonici e giornali dedicati alle comunità italiane.

Secondo il Rapporto Italiani nel Mondo 2025, molte collettività italiane all’estero continuano infatti a mantenere viva la lingua attraverso scuole, circoli culturali ed eventi comunitari. La memoria dell’emigrazione resta un elemento forte di identità, soprattutto nelle famiglie che hanno conservato cognomi, tradizioni e legami con l’Italia.

Esiste però una differenza importante tra “sentirsi italiani” e parlare davvero italiano. Molti oriundi conoscono poche parole, magari tramandate dai nonni: nomi di cibi, espressioni dialettali, modi di salutare. In altri casi l’italiano viene studiato da adulti per recuperare le proprie radici o ottenere la cittadinanza italiana.

Le nuove generazioni della recente emigrazione italiana sembrano invece mantenere più facilmente la lingua. Oggi, grazie a internet, ai social network, alle televisioni online e ai voli frequenti, i giovani italiani emigrati negli ultimi vent’anni restano molto più connessi con l’Italia rispetto ai loro nonni emigrati cento anni fa.

In definitiva, la lingua italiana all’estero non è morta, ma si è trasformata. In molte famiglie non è più la lingua principale, però continua a rappresentare un ponte emotivo con le proprie origini. E spesso basta una parola detta da una nonna, una ricetta di famiglia o una canzone italiana ascoltata da bambini per mantenere vivo quel legame con l’Italia che attraversa oceani e generazioni.




L’ItaloDominicano, da un anno il punto di riferimento degli italiani nella Repubblica Dominicana

5e4e6de9 c33e 412c 846a 4dcb0448da56

5e4e6de9 c33e 412c 846a 4dcb0448da56È passato già un anno dalla nascita de L’ItaloDominicano, il progetto editoriale creato come emanazione di Fatti Nostri per raccontare la realtà italiana nella Repubblica Dominicana.

Nato con l’obiettivo di offrire un’informazione più vicina agli italiani residenti nel Paese caraibico, L’ItaloDominicano si è progressivamente trasformato in uno spazio di incontro, informazione e condivisione per una comunità sempre più numerosa e attiva.

In questi dodici mesi il sito ha raccontato cronaca, economia, turismo, sicurezza, eventi, storie di emigrazione, iniziative culturali e problemi quotidiani vissuti dagli italiani nella Repubblica Dominicana, mantenendo sempre il legame con la linea editoriale di Fatti Nostri, il giornale online dedicato agli italiani nel mondo.

Da Las Terrenas a Punta Cana, da Santo Domingo a Santiago, sono migliaia gli italiani che vivono stabilmente nel Paese o che hanno scelto la Repubblica Dominicana per investire, lavorare o trascorrere parte della propria vita. L’ItaloDominicano ha cercato fin dall’inizio di dare voce a questa realtà spesso poco raccontata dai grandi media italiani.

Nel corso dell’ultimo anno il progetto ha affrontato anche temi delicati e di forte impatto sociale: la sicurezza, le difficoltà burocratiche, la situazione economica, i cambiamenti politici, le questioni legate all’immigrazione e gli effetti delle crisi internazionali sui Caraibi.

Accanto all’informazione, non è mancato però lo spazio dedicato agli aspetti più positivi della vita dominicana: il turismo, la cultura locale, la gastronomia, la musica, il mare e quel particolare legame umano che da anni unisce Italia e Repubblica Dominicana.

L’obiettivo resta quello delle origini: costruire un ponte tra due culture e offrire agli italiani residenti nei Caraibi un punto di riferimento indipendente, vicino alla comunità e attento alle sue esigenze reali.

Per Fatti Nostri, L’ItaloDominicano.com rappresenta oggi una delle esperienze editoriali più importanti nell’area caraibica e una testimonianza concreta di quanto il mondo dell’emigrazione italiana continui a essere vivo, dinamico e ricco di storie da raccontare.

https://www.litalodominicano.com/




Dalle cronache agli intrighi giudiziari: Ennio Marchetti dà vita a Elena Vargas, l’avvocata dei dimenticati

elena sorridente

10e5e7a3 d123 4fc9 887b 0a97bc973f93Non soltanto giornalista, direttore di Fatti Nostri e voce conosciuta della comunità italiana nella Repubblica Dominicana.
Ennio Marchetti torna anche alla narrativa con un progetto letterario che sta già attirando curiosità tra lettori italiani e dominicani: la nascita di Elena Vargas, avvocata penalista di Santo Domingo, protagonista di una nuova saga ambientata nei Caraibi degli anni Settanta.

Elena Vargas è una donna forte, intelligente, profondamente umana. Difende poveri, dimenticati, persone senza potere né protezioni.

Nei tribunali dominicani affronta corruzione, discriminazioni, segreti politici e verità che molti preferirebbero lasciare sepolte.

elena sorridenteQualcuno l’ha già definita una sorta di “Perry Mason caraibica”, ma il personaggio creato da Marchetti possiede una dimensione molto più personale e moderna: Elena non è soltanto un’avvocata.

È una donna segnata dalla memoria, dall’identità e da un passato che lentamente riaffiora.

Attorno a lei sta nascendo un vero universo narrativo: personaggi ricorrenti, casi giudiziari, fotografie, lettere, racconti, immagini della Santo Domingo degli anni ’70, un blog scritto “dalla stessa Elena Vargas”, una pagina Facebook dove il personaggio dialoga con i lettori.

 

Il primo romanzo della saga è:

Il nome che mi han dato9351d625 4c5b 4d64 9533 3855bd69b3f8

Un thriller giudiziario ambientato nella Repubblica Dominicana del 1979, tra misteri, identità nascoste e lotte per la giustizia.

Il libro è disponibile su Amazon.com e Lulu.com.

È inoltre possibile seguire il mondo di Elena Vargas:

Un progetto originale che unisce narrativa, atmosfera caraibica e storytelling digitale, e che potrebbe trasformare Elena Vargas in uno dei personaggi più insoliti e affascinanti della narrativa italiana ambientata nei Caraibi.