“MAGNOLIA NERA”, a Napoli la presentazione del nuovo romanzo di Gianluca Santise

locandina ubik napoli gianluca santise

cope magnolia nera 2.inddSaranno gli spazi della Libreria UBIK di Napoli (Via Benedetto Croce, 28) a ospitare – VENERDÌ 10 MARZO 2023 ALLE ORE 18.00 – la presentazione di “Magnolia Nera”, il nuovo romanzo di Gianluca Santise, pubblicato da Guida Editori.

A dialogare con lo scrittore napoletano sarà il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa.

“Magnolia Nera” è il secondo romanzo del quarantottenne scrittore e cardiochirurgo napoletano Gianluca Santise: una storia che gioca con la memoria di un uomo, Roberto, alle prese con la sua vita improvvisamente perduta tra le pagine di un diario.

Roberto si ritrova in un presente confuso ed ambiguo, in una terra straniera eppur familiare, che lo accoglie e ne addormenta i sensi, e con un passato lontano, da ritrovare, in una Napoli divenuta estranea, dimenticata, che nasconde il segreto della sua memoria.
Il capoluogo partenopeo si trasforma in teatro di una ricerca sofferta e che guida l’uomo attraverso i vicoli e le strade, grazie a un legame viscerale, istintivo, che va oltre la coscienza, l’intelletto e la ragione.

Il romanzo, attraverso i diari e le impressioni smemorate di Roberto, racconta il distacco dei giovani dagli affetti e dalla terra natale per la ricerca di un lavoro degno e poi lo smarrimento di sentirsi alieno a casa propria.

Quello smarrimento, con il ritorno a Napoli di Roberto, permette al lettore di guardare la propria vita con gli occhi del prossimo, e osservare la città lontano dai pregiudizi e dalle notizie che ogni giorno vengono pubblicate sui giornali. La stessa perdita della memoria, tema centrale del romanzo, diventa un’opportunità per avere una seconda occasione, ritrovare la strada perduta e le promesse fatte tanto tempo fa e abbandonate ai compromessi.

Per Roberto, il passato, ritrovato tra le pagine di un vecchio diario, è l’unica speranza di ricostruire la sua vita, persa insieme alla sua memoria sulla moquette di un cottage della periferia londinese: quanto è rimasto del suo passato? Quanto è rimasto dell’uomo che aveva scritto quelle pagine? Eppure qualcun altro lo sta cercando, un’altra donna, da un’altra parte del mondo.

gianluca santise (1) (1)GIANLUCA SANTISE

Gianluca Santise (Napoli, 1975), sin dall’adolescenza si appassiona al teatro, alla letteratura e alla musica. Recita in compagnie amatoriali e scrive testi teatrali e poesie. Studia Medicina all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e si specializza in Cardiochirugia. Lascia l’Italia per una fellowship a Londra sui trapianti di cuore e polmone. Da allora si avvicina alla realtà dei malati di cuore e dei trapiantati, con le loro problematiche psicologiche e le famiglie come spettatori della sofferenza. Nel 2005 torna in Italia, dove continua l’attività di trapianto e si radica in lui l’importanza dell’analisi della vita del malato anche dopo il trapianto. Nasce, così, l’idea del suo primo romanzo, “Cento Battiti”. L’opera viene adottata in diversi licei per il progetto Gutenberg.

La sua passione per la scrittura continua e dopo essere rientrato nella sua amata Napoli termina il suo secondo romanzo: “Magnolia Nera”.




“Metallo pesante”, il nuovo libro di Alessandro Angelelli (L’Erudita, 2022)

foto libro metallo pesante alessandro angelelli

foto libro metallo pesante alessandro angelelli“Notte inoltrata, silenzio profondo, rotto di colpo, dal passare di un treno, metallo pesante su fragile legno”. La composizione tra la parola e l’immagine, metafora della vita e del senso dell’interezza, racchiusa in queste righe, appartiene all’autore Alessandro Angelelli nel libro “Metallo pesante” (L’Erudita, 2022 pp. 67 € 16.00).

I testi contengono la densità dell’osservazione poetica sul mondo e sulla natura degli uomini, diffondono la consistenza dell’ispirazione, offrono una consapevolezza accogliente, piena di sensibilità e d’intensa affettività. Il poeta risiede nella dimora dell’anima, percepisce l’intima relazione tra il proprio peregrinare alla ricerca di una dimensione familiare dove custodire ricordi ed emozioni e l’identità interpretativa delle sensazioni.

Alessandro Angelelli indica la regione interiore dalla quale partire per percorrere l’essenza dell’itinerario esistenziale e ampliare l’orizzonte dell’appartenenza. Descrive attraverso l’inquietudine romantica del percorso di vita, lo smarrimento e la frantumazione dell’esperienza, espone la volontà di comunicazione, insegue il desiderio di riacquistare il sentimento perduto. La strada per condividere il viaggio introspettivo rimanda al valore originario dell’essere, incrocia lo svolgimento della memoria e collega l’elaborazione del vissuto con il senso di ogni destinazione. “Metallo pesante” svela una collezione privata di inafferrabili momenti e di sfuggenti impressioni, mostra il vincolo confidenziale tra la malinconia del passato e l’incertezza del presente, avverte il carattere instabile di ogni incognita del futuro, l’inesorabile vulnerabilità del dolore, ma anche la stabilità fiduciosa della speranza.

La poesia di Alessandro Angelelli è simbolo di un archetipo del cammino umano, un attraversamento evolutivo tracciato nella necessità di realizzare una direzione per la felicità e rinnovare il proprio itinerario, inoltrandosi nella promessa di raggiungere nuovi approdi di comprensione per sentirsi a proprio agio con se stessi. Rivisita la località ispiratrice del pensiero, analizza il territorio suggestivo della realtà, da corpo all’equilibrio degli impulsi per orientare l’autenticità del discorso. Alessandro Angelelli conosce il modo di rilevare e abbracciare la consistenza sensitiva del proprio territorio di arrivo, oltrepassa il passaggio lucido del dolore e della finitezza dell’assenza, trasmette la propria fermezza creativa con il presentimento immaginario di ogni atmosfera onirica.

“Metallo pesante” rinforza l’intento profondo di riconquistare la componente del benessere, illustra l’incantevole cronaca del tempo nel riassunto seducente del quotidiano, congiunto alla contingenza della fugacità, alla tenerezza della memoria e alla commozione dei significati. Indaga sull’accordo dell’intuizione elegiaca e sostiene l’eterna e inevitabile discordanza tra la crudele fragilità e la grazia della serenità.

Il libro è il compimento letterario di una coinvolgente resistenza, la fusione naturale immersa nella nostalgia dell’altrove, sperimenta l’incertezza dei legami, assapora l’indugio dell’attimo vissuto, mantiene il radicamento dell’intima necessità di espressione, l’intenzione di ogni luogo in cui sentirsi a casa e ritrovare la beatitudine dello spirito.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/

 




“Il mistero della torre scomparsa”, romanzo thriller sul “turismo delle radici”

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mistero della torre 04bIl “turismo delle radici” fa da sfondo a uno degli ultimi romanzi thriller, Il Mistero della Torre Scomparsa, del giornalista e scrittore piemontese Ennio Marchetti, nato a Gattinara (Vercelli), che da ormai 25 anni vive nella Repubblica Dominicana.

“Volevo scrivere un romanzo gattinarese, che parlasse di noi, della mia terra, del mio bel paese, ora città, di come eravamo e di come siamo.

Il protagonismo l’ho affidato, nella finzione, a un regista cinematografico di origini gattinaresi, Robert Travostino, nato a Cantón, nel Massachusetts, dove, ai primi del Novecento, ma anche prima, si erano trasferiti parecchi gattinaresi, vittime del famoso “tampastón dal Scinc” che aveva distrutto completamente vigne e raccolto e gettato una grave incognita sull’economia futura locale, allora ancora prevalentemente agricola”.

Il piccolo Travostino pende dalle labbra del nonno che, nei freddi inverni americani, seduto accanto alla stufa, gli racconta della sua Gattinara, della vita dei contadini e di quella torre romanica che troneggia sulla collina.

Diventato famoso, Bob Travostino decide di concedersi una lunga vacanza proprio a Gattinara con la fida Sally Smith, giunonica segretaria e amante.

Gira prima un film a Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana, dove incontra altri due gattinaresi, il giornalista Diego Marchetti e lo chef Paolo Scribante, che gli raccontano aneddoti del loro paese.

L’arrivo a Gattinara del regista premio Oscar fa molto parlare e riempie le pagine dei giornali.

Travostino, accompagnato da Franco Cametti, presidente della locale Associazione Culturale, e da un gruppo di “tabinat” (appartenenti ai tipici club privati locali) che gli fanno da guida, va in tour a scoprire le bellezze storiche e artistiche della cittadina.

Gli raccontano che il bellissimo Carnevale di Gattinara manca ormai da 20 anni e lui decide di patrocinarlo. Quando sale alla torre l’attrazione è fortissima…

Ed è a questo punto che il racconto si apre in una serie di colpi di scena che terranno attanagliati i lettori fino all’ultima pagina del libro.

“Il mistero della torre scomparsa” è disponibile in internet, nelle due versioni, stampato e digitale, in amazon.com come in lulu.com




In viaggio dalla Calabria alle Americhe

download

download“Viaggio dalla Calabria alle Americhe”: è il libro di Nicola Pirone appena pubblicato da Libritalia. Il volume del giornalista, direttore di Kalabriatv e presidente di Filitalia International Vibo Valentia , è ispirato dalla realizzazione del progetto della Regione Calabria “Il tempo della memoria e del viaggio dalla Calabria alle Americhe con la riscoperta dei borghi” che racconta lo spopolamento di questa terra attraverso l’emigrazione verso le Americhe e successivamente in Australia e Europa.

“Viaggio dalla Calabria alle Americhe”  – scritto in italiano, inglese e spagnolo – è un lavoro ricco d’informazioni e dati riguardanti l’emigrazione dei 9 paesi che compongono la Valle dell’Angitola: Vallelonga, San Nicola Da Crissa, Capistrano, Monterosso Calabro, Polia, Filadelfia, Francavilla Angitola, Maierato e Filogaso, con storie legate all’emigrazione, paesi che li hanno accolti ed allo stesso tempo ciò che a livello di patrimonio dei beni culturali hanno lasciato. Un fenomeno ampio tanto da diventare memoria storica da trasmettere alle generazioni future.

Oltre alla Valle dell’Angitola, una piccola finestra è stata dedicata all’emigrazione nella Valle del Torbido, coinvolgendo così due provincie: Vibo Valentia per l’Angitolano e Reggio Calabria per il Torbido.

Una seconda parte è intitolata all’emigrazione raccontata nel cinema italiano e un terzo capitolo rivolto alla promozione dei borghi, paesi che nel loro piccolo possiedono dei patrimoni immateriali e materiale di immenso valore, ma che a oggi sono poco conosciuti nel mondo.

Per la realizzazione, sono stati utilizzati documenti, fotografie e tabelle fornite dall’Istat. Hanno collaborato studiosi del fenomeno emigrazione, ricercatori e associazioni che hanno voluto parlare di emigrazione in termini positivi. (Inform)




“Buon compleanno Totò”: il Grand Hotel Parker’s celebra i 125 anni del Principe della Risata

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125 invito toto fbDal 15 al 22 febbraio il Grand Hotel Parker’s di Napoli dedicherà un’intera settimana al “Principe della Risata”, Antonio de Curtis, per celebrare i 125 anni dalla sua nascita.

Sempre domani, 15 febbraio, Elena Anticoli de Curtis, nipote di Totò, presenterà il libro “Antonio de Curtis – Il Principe Poeta” (Colonnese Editore).

Per celebrare i 125 anni dalla nascita di Totò, l’iconico attore napoletano, il Grand Hotel Parker’s di Napoli ha scelto di rendere omaggio al Principe della Risata  con una mostra, un percorso enogastronomico e la presentazione di un libro. L’evento, dal titolo “Buon Compleanno Totò”, avrà inizio il 15 febbraio 2023, alle ore 18.00.  Nel giorno del compleanno di Totò, si parlerà del grande attore grazie al libro “Antonio de Curtis – Il Principe Poeta. Tutte le poesie e le liriche di Totò”, curato dalla nipote Elena Anticoli de Curtis e da Virginia Falconetti, edito da Colonnese, a cui seguirà fino al 22 del mese una mostra a lui dedicata, che sarà aperta agli ospiti dell’hotel.

La nipote del grande Totò presenterà il volume e incontrerà il pubblico: a dialogare con la de Curtis sarà il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa. Nel corso della presentazione del libro sarà presente anche Francesca Mazzei, imprenditrice/editrice che, da alcuni anni, guida la storica casa editrice partenopea Colonnese.

“Signori si nasce e io lo nacqui, modestamente”, come lo stesso Totò afferma nel film Signori si nasce del 1960: dopo 125 anni, ancora si celebra la nascita di questo Signore del cinema italiano che ha influenzato non soltanto l’arte recitativa, ma anche il costume del nostro Paese.

Totò, attore e poeta, simbolo di Napoli, è considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiano; tra gli anni ‘30 e gli anni ‘40 fu ospite proprio dello storico Grand Hotel Parker’s, chiedendo però di mantenere il silenzio riguardo la notizia per motivi di riservatezza. Oltre alla terra natia, il Grand Hotel Parker’s è legato a Totò da un rapporto “personale” che ne ha segnato la storia. L’Hotel ha, quindi, pensato di celebrarlo con la presentazione di un libro che ne racconta il lato poetico e musicale e una mostra di illustrazioni realizzate da Micaela Distinto, giovane laureanda in Media, Design e Arti multimediali, in collaborazione con gli alunni dell’Istituto “Cuoco Campanella” – il più antico Liceo Scientifico di Napoli, situato nel Rione Sanità, proprio dove nacque lo stesso Totò – che hanno curato la traduzione in lingua inglese delle sue poesie.

cover poeta colonnese editore copertina si stampi 1 p1 2L’evento si lega al progetto “Gli Under 20 raccontano Totò”, ideato non soltanto per promuovere il libro, ma anche per accrescere il senso di appartenenza alla comunità e vede la cooperazione tra il mondo della scuola e dell’impresa. Nel 2019 le ragazze e i ragazzi del Liceo Scientifico Linguistico “Cuoco Campanella” di Napoli hanno avviato il progetto “Totò – Il Principe Poeta” con la nipote di Totò, Elena De Curtis, che dalla pubblicazione del libro “Antonio de Curtis –Il Principe Poeta”, gira l’Italia per far conoscere l’uomo oltre la maschera Totò.

Il progetto, nato da un’idea di Daniela Chiariello di Activart in collaborazione con Colonnese Editore, ha visto in questi mesi uno studio approfondito del pensiero del celebre attore da parte degli studenti su tematiche quali il bullismo, il rapporto con la propria città e l’amore. L’obiettivo è quello di dare visibilità al lavoro svolto dagli studenti, restituire loro attenzione da parte del mondo adulto extra-scolastico per farli sentire parte attiva della società, oltre che a favorire un costante dialogo con il territorio per la promozione della lettura.

Nella stessa settimana, lo chef Vincenzo Fioravante del ristorante Muse, al sesto piano panoramico del Grand Hotel Parker’s, dedicherà a Totò un piatto al giorno, traendo ispirazione dal libro di ricette “Fegato qua, fegato là, fegato fritto e baccalà” curato dalla figlia dell’attore, Liliana De Curtis, e dalla giornalista Matilde Amorosi, edito da Rizzoli. Tra le scelte dello chef non mancherà lo “Spaghetto alla puveriello”, celebre piatto della tradizione partenopea.

Un vero e proprio omaggio quello del Parker’s a Totò, amante della buona cucina e ottimo cuoco e simbolo, come il Grand Hotel della più autentica e vera napoletanità.




Io mi chiamo Gioconda

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ritratto2Mi sussurrava all’orecchio, con grande esitazione, nei miei sogni ad occhi aperti. Quasi come un mistico sufi….Vedevo quel nome in frammenti colorati come minuscole schegge di cielo. Mi diceva che un nome…non è soltanto fatto di lettere che formano una parola. Nel nome di una persona, ogni lettera vi infonde la vita. Il nome è intimamente collegato all’anima. Ha perfino un suono che riverbera nell’universo e può sorpassare tutti i rumori che esistono sulla terra.

Mia madre sapeva il mio nome, ma lo tenne segreto. Per settimane, prima che io nascessi, quasi ogni notte lei si accarezzava dolcemente il ventre che cresceva, ma soltanto quando nessuno poteva vederla, e canticchiava una incantevole ninna nanna con il  nome Gioconda. Quel canto cullava e accompagnava nel sonno  la sua e la mia anima. “Gioconda, Gioconda…mio piccolo tesoro,  brilla stellina mia…Gioconda mia, mamma ti vuol bene…brilla, brilla, mia stellina!”  

Ti prego, perdonami mio caro angelo, ma io non posso chiamarti Gioconda. Il tuo nome farebbe divampare una faida ancestrale peggio che se buttassi un cerino in un mucchio di paglia.  Porterebbe lo scompiglio nel mio mondo, e per questo devo rinunciare al tuo nome. Lo terrò sepolto dentro il mio cuore come in un sacro funerale. Ti prometto di farti visita, un giorno, Gioconda….Ma questa notte è l’ultima notte che ti chiamerò con il tuo nome segreto. Infatti, quel nome è quasi svanito…che tristezza. Il funerale fu celebrato il giorno stesso del mio battesimo perché mi furono imposti i nomi di due madri sante. Quel giorno venne avvolto da una nebbia mistica perché anche le nubi erano in lutto per la perdita di un nome sacrale.

ritratto1Finché…ahimè…cinquantatre anni dopo! Quel nome mi chiamò, come in una di quelle storie di fantasmi che ci vengono tramandate. Era traslucido eppure aveva sembianze di essere vivente. Aveva perfino una voce. “Gioconda…dove stai?” La voce era flebile ma non dal tono sconfitto. Era un sussurro ma non era debole. Aveva un suono possente ma non cupo. Aveva fluttuato fra le dimensioni che esistono oltre la vita terrena, senza una identità di genere, ed era finalmente venuta a reclamare il suo diritto, come se la sua consapevolezza eterna fosse ansiosa di abitare finalmente nella sua giusta dimora.

Adesso, illuminate e risvegliate, la voce e io iniziamo la nostra missione: rivendicare il mio nome, con la spada invincibile della misericordia (Curtana) che ci accompagna. Per prima cosa, la voce deve visitare il suo grembo originario. Era entrata nel sonno di mamma  ma lei l’aveva ignorata senza pietà. La voce si era resa conto di come il grembo di mamma si stia rapidamente dissolvendo in polvere e aveva pianto come una bambina. La nascita nostalgica. Poi, aveva rivolto il suo appello agli arcangeli.

Mamma continuò a negare la sua esistenza e mi chiamò freneticamente con il nome che mi era stato imposto: Anna-Maria, Anna-Maria, Anna-Maria vieni qui… per l’amore di Dio!  Lei prega con fervore il nome imposto e chiede alle due sante di fare un miracolo. Ma la sua preghiera non viene ascoltata perché gli angeli hanno ammutolito la sua voce.

ritratto3Gioconda…si manifesta come un fiore e inizia a sbocciare come uno sgargiante fiore purpureo di ipomea. Mamma viene finalmente sopraffatta da questa sacra visione. E, per la prima volta nella sua esistenza terrena, mamma si arrende e inonda la terra sotto di lei di lacrime di sangue. Gioconda sussurra mentre lei continua a piangere «Perché mi hai abbandonato, mamma? » Io sono sempre restata qui e ti baciavo con ogni tocco del pennello. I miei colori si fondono e si mescolano dovunque io mi trovi nel mio viaggio….ogni notte, ti mandavo baci mentre dormivi….ma hai scelto di non vedermi. Ancora una volta devo chiederti : « Perché mi hai abbandonato, mamma? » Mamma si chiuse in un silenzio di pietra. Per cinquantatre anni io sono stata il vento per gli uccelli e la spada per le donne. Tu avevi ricevuto il dono di donare un nome, mamma. Il mio nome significa….E mamma, ancora con gli occhi colmi di lacrime, completa la frase… « il tuo nome vuol dire colei che è felice. »

Gioconda, perdonami.

Mamma, io sono qualcosa di diverso dal dipinto del sedicesimo secolo.  « Sì, lo sei. » Mamma, io sono qualcosa di diverso dall’opera in quattro atti di Ponchielli.  «Sì, lo sei.» E sono perfino più squisita del vino. « Sì, lo sei. »

« Gioconda, non esiste vigneto, né teatro, né pittore che possa sostituire l’animus, l’essenza della tua anima. Sei venuta, in questa notte sacrale, per riappropriarti del tuo nome… »

Sì, madre…IO MI CHIAMO GIOCONDA.

 

Testo e dipinti di Anna Panunto

Traduzione all’italiano di Anna Foschi Ciampolini

 

 

 




“Il sussurro delle anime”, il nuovo romanzo di Giuseppe Folchini

prima di copertina
prima di copertinaEsordio interessante di un ex cronista di “nera” nel genere true crime. Il “sussurro delle anime” è un memoriale della morte. La realtà che si fa noir, diventando  più impattante di qualunque romanzo.
Giuseppe Folchini ha uno stile chiaro, diretto, essenziale. Una lettura che informa, mette a conoscenza. Appassiona, prende di cuore e di mente, accende l’intelletto quando l’autore, nella disamina delle prove, mostra una spiraglio, una possibilità non considerata. “Sussurro delle Anime” fa male, è  una testimonianza preziosa e doverosa.
foto da gifolchIl romanzo racconta di ventitré donne, ragazze, bambine. Tradite molto probabilmente, da chi diceva di amarle. Ventitré femminicidi irrisolti, che hanno lambito la cronaca nera del nostro paese tra gli anni Quaranta del secolo scorso e i primi anni del Duemila. Non solo la ricostruzione dei casi ma una rielaborazione delle indagini, che avrebbero potuto portare a esiti diversi. Un viaggio oscuro in un’Italia sempre diversa nel suo stato sociale ed economico, ma sempre uguale nei confronti dell’universo femminile. In un mix tra racconto noir e giornalismo investigativo. Un libro dedicato alle vittime innocenti, che sussurrano di non essere dimenticate.
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“Poesia”, l’ultimo libro di Leonardo Manetti

foto libro poesia leonardo manetti

foto libro poesia leonardo manetti“Poesia” di Leonardo Manetti (Youcanprint, 2022 pp.120 € 12.00) è una raccolta poetica che celebra il valore significativo della natura, circonda la fragilità della bellezza, insegue i profumi e l’incanto della vita.

I versi di Leonardo Manetti, ricchi di sapiente contenuto, omaggiano la confidenza dell’uomo, assaporano l’esplorazione del mondo, i sapori legati alla solidità della propria identità, celebrano gli incontri con le persone, le affinità con i luoghi.

Partecipano alla compiutezza dell’esistere, dosano i sentimenti, degustano le emozioni, evolvono le tradizioni della propria terra. Leonardo Manetti incide il tracciato elegiaco seminando piccole e grandi riflessioni intorno all’essenza delle cose, coinvolge il candore puntuale delle immagini nella feconda impronta della sensibilità, fonde la purezza stilistica nella schietta e istintiva analisi emotiva, diffonde, oltre la sequenza suggestiva delle stagioni, la completezza e la morbidezza dell’attraente armonia, amplia l’energia generatrice della vena poetica.

“Poesia” cristallizza l’istante delle percezioni, dilata l’orizzonte delle sensazioni, indica il romantico itinerario lungo la melodia attraente di ogni respiro, nello scenario magico, sussurrato da paesaggi ritratti in un silenzio commovente e privato, alla ricerca di un fedele patrimonio originale, attaccato al territorio natale e alla passione. La poesia di Leonardo Manetti mescola l’equilibrio tra l’inclinazione dell’animo e il giudizio dell’intelletto, conserva, nella misura genuina delle parole, la voce universale dell’intimità, rivela il carattere felice della speranza. Una poesia visiva che attraversa l’appassionata direzione della saggezza, coltiva la superficie scolpita dei ricordi e rinnova il suo frutto presente.

Leonardo Manetti veste il terreno delicato dell’amore, confrontandosi con la fragranza dell’innamoramento, con l’intensità familiare degli occhi, con la tenerezza della complicità. Ma avverte anche la necessità di dichiarare il proprio rifiuto all’indifferenza e all’estraneità dell’umanità, tormentata dal dolore, affida il silenzio degli attimi tra le pagine del tempo, condivide il coraggio della dolcezza. Trattiene la dolce estensione della nostalgia con la languida confessione di ogni idilliaca ispirazione.

Leonardo Manetti trasmette la sua poesia, rendendo universale il dettaglio illuminato, inciso nei versi, sospeso nel principio degli affetti, coglie ogni impressione che il paesaggio tramanda nel traguardo interiore, affina il tormento dell’inquietudine e la malinconia con il riscatto di una poesia dedicata alla società, infonde importanza etica alla generosità emotiva, condanna la crudeltà e la spietatezza dei comportamenti umani, mantiene viva la linea infinita di confine del sogno e della fiducia. Dona la gentilezza alle parole, rinnovando la propria esperienza, nella lezione quotidiana dell’umiltà come insegnamento all’esistenza.

Infine il poeta è lo specchio del proprio linguaggio autentico, accoglie il gusto inebriante e corposo della pienezza di ogni omaggio alla felicità, come nella citazione celebre di Mario Soldati: “Il vino è la poesia della terra”.

 

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti” https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/




“MAGNOLIA NERA”, a Napoli la presentazione ufficiale del nuovo romanzo di Gianluca Santise

gianluca santise (1)

cope magnolia nera 2.inddSaranno gli spazi della Libreria Mondadori di Napoli (Via Luca Giordano / quartiere Vomero) ad ospitare – VENERDÌ 3 FEBBRAIO 2023 ALLE ORE 17.00 – la prima presentazione ufficiale di “Magnolia Nera”, il nuovo romanzo di Gianluca Santise, pubblicato da Guida Editori. A dialogare con lo scrittore napoletano sarà il giornalista Massimiliano Gallo, direttore della testata ilnapolista.it.

MAGNOLIA NERA

“Magnolia Nera” è il secondo romanzo del quarantottenne scrittore napoletano: una storia che gioca con la memoria di un uomo, Roberto, alle prese con la sua vita improvvisamente perduta tra le pagine di un diario.

Roberto si ritrova in un presente confuso e ambiguo, in una terra straniera eppur familiare, che lo accoglie e ne addormenta i sensi, e con un passato lontano, da ritrovare, in una Napoli divenuta estranea, dimenticata, che nasconde il segreto della sua memoria.
Il capoluogo partenopeo si trasforma in teatro di una ricerca sofferta e che guida l’uomo attraverso i vicoli e le strade, grazie a un legame viscerale, istintivo, che va oltre la coscienza, l’intelletto e la ragione.

Il romanzo, attraverso i diari e le impressioni smemorate di Roberto, racconta il distacco dei giovani dagli affetti e dalla terra natale per la ricerca di un lavoro degno e poi lo smarrimento di sentirsi alieno a casa propria. Quello smarrimento, con il ritorno a Napoli di Roberto, permette al lettore di guardare la propria vita con gli occhi del prossimo, e osservare la città lontano dai pregiudizi e dalle notizie che ogni giorno vengono pubblicate sui giornali. La stessa perdita della memoria, tema centrale del romanzo, diventa un’opportunità per avere una seconda occasione, ritrovare la strada perduta e le promesse fatte tanto tempo fa e abbandonate ai compromessi.

Per Roberto, il passato, ritrovato tra le pagine di un vecchio diario, è l’unica speranza di ricostruire la sua vita, persa insieme alla sua memoria sulla moquette di un cottage della periferia londinese: quanto è rimasto del suo passato? Quanto è rimasto dell’uomo che aveva scritto quelle pagine? Eppure qualcun altro lo sta cercando, un’altra donna, da un’altra parte del mondo.

GIANLUCA SANTISE

gianluca santise (1)Gianluca Santise (Napoli, 1975), sin dall’adolescenza si appassiona al teatro, alla letteratura e alla musica. Recita in compagnie amatoriali e scrive testi teatrali e poesie. Studia Medicina all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e si specializza in Cardiochirugia. Lascia l’Italia per una fellowship a Londra sui trapianti di cuore e polmone. Da allora si avvicina alla realtà dei malati di cuore e dei trapiantati, con le loro problematiche psicologiche e le famiglie come spettatori della sofferenza. Nel 2005 torna in Italia, dove continua l’attività di trapianto e si radica in lui l’importanza dell’analisi della vita del malato anche dopo il trapianto. Nasce, così, l’idea del suo primo romanzo, “Cento Battiti”. L’opera viene adottata in diversi licei per il progetto Gutenberg.

La sua passione per la scrittura continua e dopo essere rientrato nella sua amata Napoli termina il suo secondo romanzo: “Magnolia Nera”.




Trentino, a Vigolo Vattaro “Il viaggio di Amabile. Una storia di emigrazione di fine 800”

trentino a vigolo vattaro il viaggio di amabile. una storia di emigrazione di fine 800 immagine5

trentino a vigolo vattaro il viaggio di amabile. una storia di emigrazione di fine 800 immagine5“Il viaggio di Amabile. Una storia di emigrazione di fine 800” : presso l’ex biblioteca di Vigolo Vattaro, comune di Altopiano della Vigolana, aperta  tutti i sabati dal 21 gennaio scorso la mostra documentale sulla figura di Amabile Lucia Visintainer, madre Paolina, protettrice dei migranti trentini (Vigolo Vattaro, 6 dicembre 1865- San Paolo del Brasile, 9 luglio 1942).

L’Apt Alpe Cimbra lancia il “turismo delle radici” con queta mostra permanente che vuole rappresentare il primo tassello per creare un museo sull’ emigrazione a Vigolo Vattaro.

“Il viaggio di Amabile” è un percorso nelle tradizioni, nei lavori, nelle giornate della gente trentina di fine ‘800 e la storia di tantissime famiglie costrette ad emigrare in cerca di miglior fortuna, un’epopea che ha segnato profondamente l’identità della nostra terra. E’ anche la storia di una comunità trentina che si è ricostruita in Brasile, senza dimenticare le proprie origini ed il paese natio dei propri nonni. E’ un filo che ci porta in America Latina, ma anche in tutti i luogo del mondo fortemente caratterizzati dall’emigrazione, in passato come nel presente.

Giovanni Paolo II, che aveva riconosciuto le virtù di madre Paolina l’8 febbraio 1989 e già l’aveva proclamata beata a Florianópolis il 18 ottobre 1991, la elevò alla gloria dei santi il 19 maggio 2002 a Roma, dando al Trentino  e al Brasile la loro prima santa. (Inform)