“Oltre la neve” l’ultima fatica letteraria di Antonio Corona

foto libro oltre la neve antonio corona

foto libro oltre la neve antonio corona“Oltre la neve“ di Antonio Corona (La Vita Felice, 2022 pp. 68 € 12.00) contiene l’incisività della scrittura interiore, rivolge una profonda riflessione sulle congiunture inattese e miracolose delle relazioni umane, sottintese nella curva emotiva dell’esistenza.

La poesia di Antonio Corona nobilita la sostanza sublime della meraviglia, sussurra la magia delle attese, offre il dono di una sequenza lirica scandita dall’immediatezza di una confidenziale, intima verità e dalle occasioni di felicità inaspettata. Genera la volontà dell’innocenza, dà vita allo svolgimento migrante dello spirito, rapito dall’incoraggiamento della sensibilità.

Antonio Corona sostiene l’interezza dei propri pensieri rivolgendo il candore del suo sguardo sull’umanità, elogia, all’interno della seduzione quotidiana, l’interrogativo esistenziale, assegna all’essenza delle incrinature e dei tormenti la sensazione istintiva del vuoto. Ascolta l’invisibile forza evocativa del silenzio, riempie la saggezza del cuore attraverso il profumo di un abbraccio, la gentilezza di una complicità, celebra la permanenza seducente dell’amore.

Leggere “Oltre la neve” significa assistere a un insegnamento di consapevolezza, oltrepassare tra le pagine la limpida ispirazione dei ricordi, apprezzare l’intonazione serena della consistenza, trascendere la bellezza dell’immaginazione. I testi sprigionano oscillazioni sentimentali, suggeriscono la loro efficace intuizione dalla forma interpretativa dell’esperienza vissuta, arricchiscono, nell’ordinamento stilistico di quattro suddivisioni esplicative: Sublimazione, Caduta, Riposo, Ritorno alla terra, il credito del sentire.

La memoria emotiva circonda la sincerità dei versi, spinge la personale crescita intellettiva dell’autore verso una compiuta elaborazione della propria maturità artistica, rintraccia l’estensione della comprensione e della vicinanza al senso di appartenenza, ritrova il percorso affettivo dell’anima.

“Oltre la neve” è anche una metafora introspettiva in cui le parole restituiscono il suono ovattato della tenerezza, rendono più vivo il desiderio, raggiungono l’equilibrio e il conforto, alleggeriscono i risentimenti quando il velo del passato non oscura il presente. Il significato simbolico del candido manto che imbianca l’orizzonte ricopre l’atmosfera incantata del sogno e va oltre la destinazione di ogni speranza.

Il poeta spiega una rinascita capace di rigenerare la pace con noi stessi, rilassare la natura delle cose, riconciliare l’armonia degli incontri e delle relazioni. Ogni immagine cristallizzata riempie la mente con lo spazio inconscio, scioglie la fragilità, intensifica la fortunata e protetta risorsa dei vincoli romantici. La scrittura delicata e raffinata di Antonio Corona rinnova il percorso sovrumano della commozione, nel legame indissolubile con un linguaggio autentico e parla attraverso l’espressione traslata di un’aderenza mediatrice tra spiritualità e carnalità come nel contatto divino tra cielo e terra, nella dolce lusinga del trascorrere del tempo.

Infine mi permetto di dedicare ad Antonio Corona un’ispirata esortazione, nella piacevole suggestione delle parole del poeta Tito Balestra, con l’augurio che ne farà tesoro nel momento opportuno: “Se hai una montagna di neve tienila all’ombra”.

Rita Bompadre – Centro di Lettura “Arturo Piatti”

https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/




Brasile. Un italiano alla guida della Biblioteca Nacional

e534f706277b6da20b1e6d5798909391

e534f706277b6da20b1e6d5798909391Dal 24 gennaio il poeta e romanziere italo-brasiliano Marco Lucchesi sarà a capo della bicentenaria Biblioteca Nazionale del Brasile, la più antica istituzione culturale del colosso sudamericano.
In un’intervista all’ANSA ha assicurato che “l’Italia è fondamentale per la cultura del libro e, senza dubbio, è candidata a future collaborazioni”.
Nato a Rio de Janeiro, Lucchesi è figlio di toscani di Massarosa, in provincia di Lucca, e si trovava in quel paese di 20.000 abitanti, alle porte della Versilia, quando ha ricevuto l’invito del ministro della Cultura brasiliano, il bahiano cantante e manager culturale Margareth Menezes, il 30 dicembre.
“Sono tornato a Brasilia il più in fretta possibile: quando si tratta di un grande amore non c’è spazio per i dubbi”, ha detto Lucchesi in un’intervista all’ANSA, ricordando di aver frequentato la biblioteca di Rio de Janeiro fin dall’adolescenza, quando era un studente. .
Già presidente dell’Accademia brasiliana di lettere, tra il 2018 e il 2021, Lucchesi ha in programma di avviare iniziative di internazionalizzazione sin dal suo insediamento.
“Il sistema bibliotecario nazionale italiano è molto importante e l’Italia è parte strutturale della cultura del libro”, ha detto Lucchesi, considerando che questo Paese è senza dubbio un candidato per future collaborazioni.
Ma nei suoi piani c’è anche l’intenzione di “approfondire i rapporti con altri stati latinoamericani”.
Tra le tante iniziative, Lucchesi prevede di investire sull’intelligenza artificiale per sostenere il lavoro degli archivi, che comprendono una preziosa raccolta fotografica in omaggio all’imperatrice napoletana Teresa Cristina, moglie dell’imperatore Dom Pedro II.
Il suo slogan è “democrazia” perché -ha spiegato- anche “la Biblioteca Nazionale è uno specchio del Paese”.
L’intellettuale non ha mai nascosto le sue discrepanze con il governo dell’ex presidente Jair Bolsonaro, e anche l’anno scorso ha rifiutato una medaglia dell’Ordine al merito del libro assegnata dalla Biblioteca nazionale, perché la sua distinzione era stata riconosciuta dal deputato di Bolsonaro Daniel Silveira, condannato per minaccia i giudici del Tribunale federale.
“Sono stato molto indignato per il fatto che abbiano dato una medaglia a persone che non hanno mai avuto a che fare con i libri e che devono persino rispondere alla giustizia per azioni antidemocratiche”, ha criticato.
Per Lucchesi, invece, Massarosa è una sorta di “liquido amniotico”, un luogo che rappresenta la lingua della madre e del padre.
“Sono il primo brasiliano e forse l’ultimo della famiglia”.
Durante la seconda guerra mondiale, “Massarosa è stata la prima città liberata dalle ‘pracinhas’, i soldati brasiliani, ei miei genitori sono sempre stati molto grati per la liberazione dal giogo nazista”, ha detto.
I genitori dello scrittore, Egidio Lucchesi ed Elena Dati, si trasferirono in Brasile negli anni ’50, quando il magnate dei media Assis Chateaubriand offrì al padre un lavoro.
La famiglia non è più tornata, ma lo scrittore mantiene un rapporto intenso con Massarosa e ha molti amici in Italia.
(ANSA).




“Il Signore della Luce”, il nuovo romanzo di Ennio Marchetti

cop. il signore della luce

il signore della luce copertina page 0001Ennio Marchetti è un prolifico e ormai collaudatissimo autore di romanzi di azione. Il suo ultimo libro “Il Signore della Luce” mantiene tutte le promesse della fortunata formula narrativa che ha avvinto finora i suoi lettori e che si basa su una trama incalzante e fitta di colpi di scena, su una ambientazione esotica e cattivante e su fitti intrecci di intrighi internazionali e coinvolgimenti delle maggiori agenzie mondiali di spionaggio o meglio di “intelligence” come oggi si definiscono. Un caleidoscopio di personaggi misteriosi, agenti segreti, assassini professionisti e di poliziotti solo apparentemente tonti ma in realtà svegli e perspicaci e di donne procaci e lascive ma spesso letali e comunque sempre astute offrono a Marchetti la possibilità di sfaccettarne gli aspetti umoristici o inquietanti e trascinare il lettore per le quasi trecento pagine del romanzo in un vortice di lotte senza esclusione di colpi per il dominio di una piccola repubblica caraibica.

“Il Signore della Luce” si svolge infatti in un lembo di paradiso tropicale ancora al di fuori delle grandi correnti turistiche, un posto così primitivo da non avere ancora la luce elettrica. Ed è proprio dalla intuizione e dalla volontà di un giovane ingegnere di creare una rete elettrica per il villaggio di La Caridad nella fittizia Repubblica di Guacara che si scatena un inferno di interessi economici, sfrenata corruzione a livello di tirannelli governativi, intervento di servizi segreti e cartelli della droga, insomma…forse gli abitanti di La Caridad stavano meglio al buio e con le strade di fango. Però, niente paura, il diavolo non è mai così brutto come lo si dipinge: dopo varie avventure mozzafiato, vari cadaveri di morti ammazzati disseminati lungo lo svolgersi delle vicende, per i protagonisti le cose alla fine si accomodano. Una lettura che offre ore di svago ed evasione, direi tempo speso meglio che ad accasciarsi davanti alla televisione e sorbirsi quello che lì ci passa il convento.

 

Di seguito indichiamo i link dove è possibile comprarlo tanto nel formato cartaceo come in quello digitale:

In Lulu.com

IL SIGNORE DELLA LUCE, stampato, italiano, a 18 dollari

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/il-signore-della-luce/paperback/product-8pmz76.html?q=Il+signore+della+luce&page=1&pageSize=4

 

IL SIGNORE DELLA LUCE, eBook, in Lulu, a 5 dollari

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti/il-signore-della-luce/ebook/product-pp64q8.html?q=il+signore+della+luce&page=1&pageSize=4

 

in Amazon.com

https://www.amazon.com/-/es/Ennio-Marchetti/dp/B0BPB1YX7P/ref=sr_1_1?__mk_es_US=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=2O2YE3FR66GCW&keywords=Il+signore+della+luce&qid=1673811475&sprefix=il+signore+della+luce%2Caps%2C134&sr=8-1




Un libro sull’emigrazione italiana ad Harlem

download

downloadLeonard  Covello e  Vito Marcantonio: sono i due  “visionari nel ghetto dei migranti” ai quali è dedicato il libro “Harlem, Italia” del giornalista Renato Cantore (Rubbettino Editore, collana Storie,  2022) . “Accolti con sospetto, sfruttati e sottopagati, stipati in case malsane e fatiscenti, cacciati finanche dalla loro chiesa, gli italiani arrivati a fine Ottocento a East Harlem, in gran parte dalle regioni povere del sud, diventarono in pochi decenni la più grande comunità straniera di New York. Una comunità forte, dignitosa, gelosa della propria identità ma aperta al confronto con altri popoli e altre culture, guidata da leader illuminati e visionari” scrive l’editore . “Contrariamente a tanti italiani di successo, Leonard Covello, educatore e sociologo, e Vito Marcantonio, avvocato e uomo politico, pur avendone la possibilità, decisero di non lasciare mai il ghetto dei migranti, di condividerne la vita e le speranze.  Il loro “sogno americano” non era quello di salvarsi da soli, ma di crescere insieme alla comunità, guidandola verso importanti conquiste: il riconoscimento della lingua italiana, la scuola di comunità, alloggi dignitosi, i diritti di cittadinanza, una rete di protezione sociale, condizioni migliori di vita e di lavoro.  Un’amicizia per tutta la vita, due destini indissolubilmente legati a quello del popolo di Harlem, dove i “lazzaroni indesiderabili” provarono, e riuscirono, a diventare buoni cittadini americani senza rinnegare la propria identità”.

Renato Cantore è nato a Potenza nel 1952. Laureato in Filosofia, giornalista professionista, lavora in Rai per la Testata Giornalistica Regionale. È stato responsabile delle relazioni di Basilicata e Puglia e si è occupato dell’informazione dalle Regioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Attualmente cura l’informazione per le comunità regionali italiane nel mondo. Ha pubblicato “Lucani altrove, un popolo con la valigia” (Memoria 2007) e “La tigre e la luna. Rocco Petrone, storia di un italiano che non voleva passare alla storia” (Rai Eri 2009).

Oltre a “Harlem, Italia” (2022) per Rubbettino ha pubblicato “Il castello degli Hudson. Charles Paterno e il sogno americano” (2012), edito anche in inglese, “Dalla Terra alla Luna. Rocco Petrone, italiano dell’Apollo 11” (2019) . (Inform)




Viaggio nella Legione Straniera

legione straniera. storia, regole e personaggi

legione straniera. storia, regole e personaggi

Alla scoperta del più affascinante dei corpi militari contemporanei

Nata 192 anni fa, la Legione Straniera mantiene intatto il suo fascino su migliaia di giovani che desiderano mettersi in gioco  come militari professionisti. Fondata da Re Luigi Filippo, questo corpo ha alimentato leggende e fantasie, storie eroiche e trame da film d’avventura disegnando un immaginario collettivo che vedeva nel legionario un uomo che fuggiva da qualcuno o da qualcosa e nella legione l’opportunità di redimere e rilanciare la propria vita.

Al grido di Legio Patria Nostra («La Legione è la nostra Patria»), di battaglia in battaglia, la legione è diventata un    corpo d’elite altamente addestrato, nel quale è ancora possibile ritrovare    alcune regole, obblighi e consuetudini del passato e per il quale  i giovani  si mettono ancora in fila per essere selezionati.

Oggi le gesta di questo leggendario corpo militare, nel quale militarono tantissimi italiani, vengono ripercorse dalla fluida penna di Domenico Vecchioni, capace di guidare il lettore tra le pieghe di una storia affascinante. Una storia che parte dalla conquista francese dell’Algeria e passa attraverso le battaglie di Sebastoboli (Crimea), Magenta, Cameron (Messico), della prima e seconda guerra mondiale e di Dien Bien Phu (solo per citarne alcune) e che oggi  vede la Legione impegnata spesso in missioni di pronto intervento e di peacekeeping oltre i confini nazionali.

domenico vecchioniIl libro, scritto ancora una volta magistralmente da uno straordinario divulgatore storico,  ripercorre la storia della Légion Etrangère nelle sue diverse mutazioni, soffermandosi sia sui momenti di gloria sia sulle pagine meno nobili della sua lunga storia. Nel percorso narrativo è  possibile anche fare la conoscenza di personaggi famosi che a un certo punto della loro vita vi si rifugiarono nonché i nomi degli italiani che furono decorati per i meriti militari: il capitano Gustavo Camerini, il sergente Augusto Bruschi, il caporale Dino Del Favero e il legionario di 2ª classe Ettore Toneatti.

Legione straniera. Storia, regole e personaggi (Diarkos, 2022) sarà quindi un avvincente viaggio alla scoperta delle origini, dei compiti, dei legionari celebri, di tradizioni e regole della Legione, nel quale spicca ancora una volta la capacità divulgativa di Domenico Vecchioni,   diplomatico e ambasciatore d’Italia e autore di una trentina di libri biografici e saggi sulle guerre e sul mondo dello spionaggio.




Rino Gaetano al Museo del Rock di Catanzaro

rino gaetano copertina libro michelangelo iossa

rino gaetano copertina libro michelangelo iossa“Il cantautore venuto dal futuro”. Una definizione che rende il giusto tributo a Rino Gaetano, nome indimenticato del cantautorato italiano e della vita culturale del nostro Paese. Il Museo del Rock di Catanzaro, sabato 14 gennaio 2023 alle ore 18.00, renderà omaggio all’artista crotonese con la presentazione della biografia ‘Rino Gaetano. Sotto un cielo sempre più blu’ di Michelangelo Iossa, pubblicato da Hoepli Editore.

La scomparsa prematura e improvvisa, avvenuta il 2 giugno 1981 in seguito ad un incidente stradale, ha lasciato un vuoto nel cuore dei suoi fan e della Calabria intera, che aveva imparato ad amare quel suo essere musicista fuori dai canoni musicali dell’epoca.

Dalla vita privata ai grandi successi, nel suo libro, il giornalista e scrittore Michelangelo Iossa racconta la storia del grande artista dagli esordi e dal “suo sud” fino all’incredibile culto, vivo ancora oggi, che si è creato intorno alla sua figura e alla sua musica. Arricchiscono l’opera una testimonianza di Renzo Arbore, un’intervista esclusiva a Sergio Cammariere e due appendici dedicate agli incontri di Rino con grandi musicisti e ai luoghi della sua vita, a partire da Crotone.

Nel corso della serata la conversazione con Michelangelo Iossa, moderata da Piergiorgio Caruso, contribuirà ad approfondire la figura di Rino Gaetano, e sarà supportata dall’ascolto su vinile di alcune tra le più belle canzoni del suo repertorio, che lo stesso giornalista definisce “piccoli grandi regali che il futuro ci ha messo a disposizione”.

michelangelo iossa ph. r. piccirilloMichelangelo Iossa è giornalista, critico musicale e docente di Musicologia all’Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”. Collabora da tempo con alcune delle più importanti testate italiane tra cui Corriere del Mezzogiorno e Corriere della Sera. A partire dal 2003, la sua passione per la musica lo ha portato a firmare alcuni volumi dedicati a leggende della musica internazionale – dai Beatles a Michael Jackson, passando per Pino Daniele e John Lennon: gli ultimi, in ordine di tempo, sono ‘Rino Gaetano. Sotto un cielo sempre più blue’ e ‘La Grande Storia di Paul McCartney’ (scritto con Carmine Aymone e Riccardo Russino), entrambi pubblicati da Hoepli Editore.

Per assistere alla serata è necessaria la prenotazione, contattando il numero di cellulare 379.1718376.




Venezuela. Muore la scrittrice Vittoria De Stefano

866001a51ff2d908f7315d51d060ec8d

866001a51ff2d908f7315d51d060ec8dI venezuelani salutano attraverso i social network la scrittrice italo-venezuelana Victoria de Stefano, morta all’età di 82 anni, dopo oltre cinque decenni di eccezionale lavoro intellettuale.
Nacque a Rimini, in Italia, il 21 giugno 1940, ma a causa della seconda guerra mondiale la sua famiglia fuggì in America Latina e si stabilì in Venezuela. Lì, la futura scrittrice svilupperà la sua carriera letteraria e trascorrerà il resto dei suoi giorni.
Arrivò in Venezuela nel 1946, viaggio che racconta in una piccola, frammentaria, biografia in terza persona nel libro “La sua vita”, pubblicato nel 2019 a Bogotá. Ha sposato il filosofo venezuelano Pedro Duno, dal quale ha avuto due figli; ma poi si sono lasciati.
La notizia della morte della De Stefano, avvenuta questo venerdì, secondo i suoi parenti, continua a generare profondo rammarico nelle reti tra diverse voci della cultura venezuelana e internazionale, che hanno riconosciuto in lei non solo una delle autrici più importanti della sua generazione, ma anche il calore di uno spirito calmo, gentile e intraprendente.
“Sono scioccato nell’apprendere della morte di Vittoria de Stefano, una delle nostre più grandi scrittrici, proprietaria di una prosa elegante e profonda. Una perdita irreparabile per la letteratura venezuelana”, ha detto lo scrittore venezuelano Leonardo Padrón.
Allo stesso modo, la poetessa e psicologa sociale Edda Armas ha espresso la sua profonda tristezza perché “Vittoria ci ha lasciato. Ci manca già. Il suo lavoro sarà il miglior rifugio. Pace alla sua anima”.
A novembre, De Stefano è stato insignita dell’ordine dell’Università Cattolica Andrés Bello (UCAB), insieme all’artista venezuelano Juvenal Ravelo, e durante la Fiera del Libro di Caracas Ovest (FLOC), quello stesso mese, la sua opera “Venemos Let’s go (2019 )”, arrivato nel Paese dopo diversi anni.
Il suo romanzo “Historias de la marcha a pie” (1997) le è valso il Premio Comunale per il Romanzo e nel 1998 è stata anche finalista del Premio Internazionale per il Romanzo Rómulo Gallegos, vinto dal cileno Roberto Bolaño con “Los detectives salvajes”.
De Stefano era nata a Rimini, (Italia), il 21 giugno 1940 ma dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale, la sua famiglia emigrò in Venezuela quando lei aveva sei anni.
È stata professoressa presso l’Università Centrale del Venezuela, (UCV) la principale casa di studi universitari del Paese, dove si è laureata in Filosofia nel 1962, ed è stata anche saggista.
La scrittrice, sposata con il collega filosofo Pedro Duno, ha avuto due figli e nel 2018 è diventata la prima donna italo-venezuelana a ricevere l’Ordine italiano di Cavaliere della Repubblica.
Insieme alla sua famiglia, e a causa del ruolo di Duno nella guerriglia negli anni ’60, visse per 5 anni in esilio in diverse città come: L’Avana (Cuba), Algeri (Algeria), Zurigo (Svizzera), Parigi (Francia) e Sitges (Spagna), e tornò in Venezuela nel 1966.
Tra le sue opere: “El desolvido” (1971), “Sartre e il marxismo” (1975), “La notte chiama notte” (1985), “Poesia e modernità, Baudelaire” (1984), “Il luogo dello scrittore” (1990) , “Cabo de vida” (1993), “Storie della marcia a piedi” (1997), “Rain” (2002), “Paleografie” (2010), “Storie della marcia a piedi” ( 2013, nuova versione) , “La sua vita” (2019) e “Veniamo, andiamo” (2019). (ANSA).




‘’Buh! Tra le corde dell’altalena’’, il nuovo e appassionante romanzo di Sergio Crocco (VIDEO)

typorama

typoramaLa prima volta che incontrai Sergio Crocco capii immediatamente di essermi imbattuto in una persona veramente speciale, una di quelle che non si dimenticano facilmente, anzi, che non si dimenticano mai.

‘’Buh! Tra le corde dell’altalena’’ è il nuovo romanzo di Sergio Crocco, il Presidente della Terra di Piero, un’associazione no profit cosentina nata all’indomani della scomparsa di Piero Romeo, grande tifoso del Cosenza Calcio oltre che un grande amico ed una persona su cui poter sempre contare, anche e soprattutto molto impegnato nel sociale. Innumerevoli i suoi viaggi in Africa con lo stesso Sergio Crocco (detto Canaletta) ed il monaco Padre Fedele Bisceglia, con cui condivise la nascita dell’Oasi Francescana ideando il pranzo dei poveri che per anni ha animato, nel giorno di Natale, la mensa della suddetta Oasi. Era lui l’elemento insostituibile della cucina anche al convento dei Cappuccini alla Riforma, un volontario capace ed entusiasta al servizio dei poveri, conosciuto e sicuramente amato da tutti, leader indiscusso degli ultrà cosentini, fratello e compagno degli ultimi e degli emarginati.

img 2313Sergio Crocco, anche lui grande esponente della curva cosentina, giardiniere ma soprattutto poeta, ebbe l’idea di un’associazione senza scopo di lucro intitolata alla memoria di Piero, suo grande amico da sempre, da quando, anni prima, Sergio e Piero, accompagnati da Padre Fedele insieme a Paride Leporace, visitarono una delle province del Centrafrica, vedendo con i propri occhi la miseria, quella vera. Nel ricordo di quella esperienza e con la grande carica di umanità e fratellanza condivisa a suo tempo con il suo più caro amico nacque la Terra di Piero, un’associazione benefica che ha essenzialmente come scopo quello di costruire nel più breve tempo possibile cose concrete come pozzi, asili, scuole, laboratori e quanto di più utile per alleviare le sofferenze dei fratelli africani ma che è impegnata con numerose iniziative nel sociale anche sul territorio cosentino, un gruppo di amici che giorno dopo giorno hanno deciso di realizzare il sogno di Piero che poi è quello di Sergio e anche di tutti gli altri.

Sergio Crocco ha scritto altri sei libri, questo, come già detto, è il suo primo romanzo.

Buh è un bambino affetto dalla sindrome di Tourette, nato e cresciuto nella periferia cittadina, in un momento storico in cui “strano” è il modo più gentile con cui viene definito. La sindrome di Tourette è una malattia neuropsichiatrica (colpisce il cervello e il comportamento) caratterizzata dall’emissione, spesso combinata, di rumori e suoni involontari e incontrollati e da movimenti del volto e/o degli arti denominati tic. Di solito, compare durante l’infanzia e può persistere in età adulta.

Nella vita di Buh ci sono soprattutto Mamma Sara e Papà Massimo, il suo amichetto Giò Giò, alcuni vicini e i suoi due pupazzi.  All’improvviso Buh, insieme ai suoi genitori, va a vivere a Genova, dove conoscerà altre persone importanti per la sua vita e che gli permetterà di non perdere nel suo cuore la speranza di un futuro migliore. Un romanzo veramente appassionante e coinvolgente per tutti. E poi, manco a dirlo, il ricavato della vendita del libro sarà interamente devoluto alle opere di beneficenza de La Terra di Piero, la terra dei sorrisi e dei pettirossi da combattimento, come Sergio ama definire i suoi compagni di lotta e di avventura nel sociale, in Africa e anche a due passi da casa, come a dire e sottolineare che il profumo dei fiori si diffonde nella direzione del vento ma la bontà di una persona si diffonde in tutte le direzioni.

https://m.libreriauniversitaria.it/amp/product/BIT/9788894268409 

https://www.ibs.it/buh-tra-corde-dell-altalena-libro-sergio-crocco/e/9788894268409

 

Un ringraziamento particolare e affettuoso a Giulia Anzani di Agenzia Radicale.




Le voci degli abruzzesi in nord America in un libro degli alunni del “G. Vico” di Sulmona

20cramsulmona

20cramsulmonaC’è una classe del Liceo “Giambattista Vico” di Sulmona, in Abruzzo, che da tre anni studia il fenomeno migratorio raccogliendo testimonianze, fotografie, storie. Sono i 15 allievi della 5°G, giunti all’ultimo anno, e che, sotto la guida delle docenti Carolina Lettieri, Vanessa Romanelli e Annalucia Cardinali, hanno preparato un libro che sta per andare alle stampe, che sarà presentato in Abruzzo e in Canada.
Il libro si intitola “Voci d’Abruzzo”, una raccolta di testimonianze di abruzzesi illustri residenti in Canada e gli Stati Uniti, “intervistati dai ragazzi con un taglio sociologico – afferma la professoressa Lettieri – per intraprendere un percorso della memoria lungo il quale si affronta l’avventura umana dell’emigrazione e del successo ottenuto lontano dall’Italia”.
L’istituto “G. Vico” non è nuovo a queste esperienze. Negli anni precedenti, le stesse docenti avevano promosso con altre classi due volumi (“La Merica” e “Un Oceano di carta”) sulla emigrazione, partendo dai ricordi familiari e dalle storie che, dalla fine dell’800, hanno depauperato il territorio, causando lo spopolamento dei borghi e delle campagne.
Ieri, 19 dicembre, la responsabile dell’Ufficio Emigrazione si è recata nella sede dell’Istituto per incontrare la dirigente, Caterina Fantauzzi, e le docenti che da anni hanno inserito nei programmi scolastici l’approfondimento del fenomeno migratorio. L’esperienza di studio e di scrittura, che culminerà nella presentazione del libro, terminerà con un viaggio di studio in Canada, dove gli studenti e le docenti saranno ospitati dalle associazioni di abruzzesi del nord America facenti parte del CRAM- Consiglio regionale degli Abruzzesi nel Mondo. (aise) 




L’immigrazione in Argentina in un “baule di sogni”

memoriemigrantig

memoriemigrantigBaúles de sueños e inmigración italiana (Bauli di sogni e immigrazione italiana). Questo il titolo del concorso letterario indetto dall’Associazione UNITÁ, Unión de Inmigrantes Italo-Argentinos, con il sostegno del Consolato Generale d’Italia a La Plata, il Círculo de Periodistas della Provincia de Buenos Aires, la Municipalidad de La Plata, la Sociedad Argentina de Escritores SADE Filial La Plata, la Cátedra Libre de Cultura Italiana de la Universidad Nacional de La Plata (UNLP), la Federación de Instituciones Culturales y Deportivas de La Plata, il COMITES La Plata, Comitato degli Italiani all’Estero, e la FAILAP, Federación de Asociaciones Italianas de la Circunscripción de La Plata.
Un concorso letterario sul tema dell’immigrazione italiana nella circoscrizione de La Plata e della provincia di Buenos Aires, con stile libero, anche poetico. Scopo principale è salvare le esperienze e i valori degli immigrati e dei loro discendenti, giunti dalle diverse regioni d’Italia. Il concorso si divide in due sezioni: sotto i 18 anni e sopra i 19 anni. Le presentazioni dei lavori devono essere realizzate singolarmente e in formato Word, e potranno essere elaborati sia in lingua spagnola che in quella italiana. La scrittura non può estendersi a più di 4 cartelle ma deve anche essere minimo di una pagina con carattere Arial 14 con doppia spaziatura. Tutti gli elaborati devono essere inediti.
Il termine ultimo per la consegna dell’opera, la cui modalità d’invio è disponibile nel bando pubblicato dal sito del Consolato Generale d’Italia a La Plata (a questo link) è il 31 maggio 2023. Le opere premiate saranno tradotte dall’organizzazione in italiano e in spagnolo. (aise)