New York. Una “due giorni” per ricordare Grazia Deledda

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15deleddanyIl 30 novembre e l’1 dicembre, a New York, si terranno due giornate di studio dedicate alle opere, all’eredità artistica e alla figura rivoluzionaria di Grazia Deledda, prima e unica donna italiana Premio Nobel per la Letteratura (1926).
Il ricco programma per le celebrazioni dei 150 anni di Grazia Deledda arriva a New York in collaborazione con NYU Casa Italiana Zerilli Marimò e Istituto Italiano di Cultura e con il sostegno del Consolato Generale d’Italia.
Il 30 novembre alle 6:30 pm presso La Casa Italiana Zerilli Marimò – NYU (24 W 12th St, New York, NY 10011) si terrà la prima parte del seminario, dedicata alla letteratura e alla divulgazione dell’opera letteraria di Deledda negli USA. La seconda parte del seminario, dedicata alla figura innovativa e rivoluzionaria di Deledda donna della contemporaneità, si terrà il 1° dicembre con inizio alle ore 5:30 pm presso l’Istituto Italiano di Cultura (686 Park Ave, New York, NY 10021) e si concluderà con la proiezione del documentario Grazia Deledda La Rivoluzionaria (in italiano con sottotitoli in inglese), ultima opera della documentarista Cecilia Mangini che lo firma con Paolo Pisanelli.
Il 1° dicembre, sempre all’Istituto Italiano di Cultura, ma la mattina, alle ore 11:00 am, è in programma un incontro dedicato a insegnanti e studenti delle scuole superiori, e verrà presentata la skill Alexa “Parole di Grazia”, con contenuti audio sui luoghi e la vita di Grazia Deledda, tratti dalle sue opere.
“Ho curato questi appuntamenti con lo sguardo rivolto al futuro. Il dialogo tra i relatori italiani e le più autorevoli studiose di Grazia Deledda del Nord America ci aiuta a scoprire come l’autrice abbia saputo superare i recinti della cultura maschilista. Il suo percorso creativo di artista e di donna attinge direttamente all’importanza del ruolo femminile nella radice culturale sarda“, dice Valeria Orani, curatrice a New York del ciclo di appuntamenti promosso dal Comitato Istituzionale composto da Provincia e Comune di Nuoro, il Museo MAN, UniNuoro e Fondazione Banco di Sardegna.
Per Anthony Muroni, direttore artistico del Comitato, “è particolarmente importante che una città come New York, per la sua storia di libertà, di difesa dei diritti civili e per l’attenzione al ruolo delle donne nella società, renda omaggio a un’autrice che non mise limiti alle donne e, prima di altre, intraprese la strada dell’autodeterminazione, proposta anche attraverso le donne raccontate nei suoi libri”.
Aggiunge Costantino Tidu, amministratore straordinario della Provincia di Nuoro, capofila del comitato istituzionale delle celebrazioni deleddiane, che “la tappa di New York è un traguardo particolarmente significativo per far incontrare la figura e le opere della scrittrice a un pubblico attento e competente come quello statunitense”. (aise)




Esordio letterario vincente per M.me Veronikque

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veronikque (2)Secondo posto nella categoria poesia e terzo posto nella categoria racconti brevi nell’ambito del “Concorsone – Simposio2021” contest indipendente su Instagram

La poesia Lo scultore e il racconto Arcano IV – L’imperatore, entrambi inediti, di M.me Veronikque, al suo esordio letterario, si sono rispettivamente classificati al secondo posto nella Categoria Poesia e al terzo posto nella categoria Racconti brevi del “Concorsone – Simposio2021“, un contest indipendente ideato per dare visibilità alla scrittura e alla creatività, i cui risultati sono stati pubblicati sul sito www. L.A.Filosofia – SIMPOSIO2021 (la-filosofia.it) e le relative pagine social (FB—– e Instagram….).

Madame Veronikque Luce è una sibilla che si pone in soluzione di continuità con l’antica tradizione delfica e socratica dove il conosci te stesso è regola cosmica e percorso iniziatico. Qui affondano le motivazioni del volto coperti da una maschera; M.me è avvolta nel mistero e questo ne impedisce la personalizzazione: ella è un tramite al di fuori del tempo e dello spazio.

Non esiste NULLA di più magico del REALE, la dimensione in cui lo Spirito si svolge e si realizza, liberandosi dalla psiche creatrice d’illusorie proiezioni. La finalità dell’arte di leggere i tarocchi è appunto liberare lo spirito, sempiterno, dalla psiche, illusoria, frammentata, che ci incastra nella ruota del tempo e del ciclo infinito di morte e reincarnazione, attraverso la rievocazione d’immagini archetipiche come i 22 arcani maggiori, detti anche lame ermetiche. Così ci spiega M.me

La poesia

Lo scultore (appena pubblicata su L.A.Filosofia (@l.a.filosofia) • Foto e video di Instagram) è una poesia breve che riprende le suggestioni dei lirici greci, conosciuti sui banchi di scuola. Perché Madame Veronikque nasce con la poesia, la prima esperienza che – per dirla con le sue parole – un essere umano fa con il mistero dell’esistenza. Ciascuno di noi è strumento di carne e sangue attraverso il quale l’energia del cosmo si plasma e si manifesta:

Il racconto

Il racconto Arcano IV – L’imperatore è inserito in un’opera completa di 22 racconti, inediti di prossima pubblicazione, ispirati ciascuno a una carta dei Tarocchi di Marsiglia. Il filo comune che lega ciascuno di essi, svolgendosi in una narrazione unica, è rappresentato dalle esperienze del Ragazzo, personaggio non altrimenti identificato, corrispondente dell’Animus maschile che, quasi a metà del libro, incontra la Ragazza, l’Anima femminile, momento fondamentale dell’evoluzione che prelude alla fusione armonica delle due parti e, quindi, alla conquista della Felicità.

I tarocchi sono i quadri entro i quali si svolge l’azione dei racconti e spiegano, in rapide pennellate che molto lasciano alla personale rielaborazione del lettore, il mondo interiore dei personaggi, dei quali emerge il loro aspetto simbolico e spirituale.

L’Imperatore è qui presentato analizzando il lato ombra della carta, ovvero come simbolo di agiatezza e potere economico, prestigio sociale che spesso intacca l’autenticità dei rapporti umani, comprandone la quantità a scapito della qualità. Il protagonista si ritrova, dunque, a relazionarsi con un Imperatore in carne ed ossa, un uomo d’affari pronto a prendersi delle scottanti responsabilità pur di “essere libero” di vivere la sua dimensione privata, altrimenti schiacciata da apparenze e doveri.

Non sempre sono gli eroi, la morale positiva a insegnarci qualcosa ma il confronto schietto con le nostre ombre, la nostra grettezza e l’attaccamento agli aspetti materiali, compreso l’approccio all’eros visto all’interno della composizione in un’ottica mercenaria ed anaffettiva.

Nulla è scontato nei tarocchi non esistono lame positive o negative, bene augurali o nefaste, dipende da come noi le incarniamo.

Più delle nostre domande – quelle che si rivolgono ai tarocchi e ai vari sistemi divinatori – è importante la nostra fede nell’invisibile a cui tali sistemi, se ben conosciuti e onestamente interpretati, attingono.

Un buon autore riesce a creare un’opera coesa in grado di rendere manifesto un concetto che gli è proprio, una galassia personale, una poetica di corrispondenza tra ciò che è dentro e ciò che viene al mondo. Così noi firmiamo la nostra vita, di cui le immagini dei tarocchi sono i capitoli che scandiscono il nostro tempo e la nostra energia vitale: ci affidiamo ad essi come a noi stessi.

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Simposio 2021

Il 25 Dicembre 2021 viene fondato il gruppo intellettuale SIMPOSIO2021 da parte di Anna Lorenzini, in collaborazione con Chiara Brasacchio e Fabio Valerio. L’idea è quella di creare un circolo filosofico-intellettuale, un caffè filosofico come nel Settecento, un gruppo d’intellettuali uniti dall’amore per il sapere e per la sua diffusione, letterati, scrittori, filosofi, pedagogisti, poeti che collaborano tra di loro per produrre nuova cultura, per diffondere il bagaglio culturale umano già esistente, per promuovere i grandi classici, ma anche i nuovi scrittori, per divulgare la propria filosofia, pedagogia e scrittura.




“Gli Hamilton: intrighi e passioni”: il nuovo, accattivante romanzo di Franco Porta

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41fntynr6dl. sx350 bo1,204,203,200 Ho avuto il privilegio di leggere in anteprima il nuovo romanzo di Franco Porta: “Gli Hamilton, intrighi e passioni”. Ne sono rimasto colpito molto favorevolmente. Trattandosi di una “opera prima” è doveroso fare i complimenti all’autore che, in passato, si era cimentato con la scrittura pubblicando solo libri di carattere tecnico, dedicati alla razza canina che lui ama, quella del bulldog inglese, e di cui è anche un grande esperto, giudice in esposizioni internazionali.

E il bulldog, naturalmente, non può mancare in questo libro dove tre generazioni di Hamilton lo fanno conoscere, lo allevano e fa da sfondo delle loro vicissitudini quotidiane.

Il romanzo è ambientato nella Londra dell’Ottocento. Il primo protagonista della saga è il Marchese James Hamilton, dapprima appassionato delle lotte dei cani contro i topi, poi completamente dedicato a ingentilire la razza dei feroci bulldog, facendone paciosi cani da compagnia. Poi il fratello Richard, mandato a fare il militare in Sudafrica, dove si sviluppa il secondo filone della storia.

Quindi Harry, impetuoso e trasgressivo primogenito di James e, infine Steve, figlio di Harry, che eredita dalla madre la passione per tutto quello che è il rischio, in particolare per le corse delle prime automobili del nuovo secolo.

Un tourbillon di personaggi che arricchiscono la narrazione e fanno del lavoro di Franco Porta una “opera prima” di facile e appassionante lettura.

Le quasi 350 pagine de “Gli Hamilton”, ricche di continui colpi di scena, non lasciano tregua al lettore, portato a continuarne la lettura per sapere “cosa c’è dietro l’angolo”, il tutto sullo sfondo di una Londra che sta cambiando, che sta vivendo la Rivoluzione Industriale, che era a quei tempi la metropoli più popolata al mondo dove la povertà estrema faceva da stridente contrasto alla opulente ricchezza della nobiltà.

“Gli Hamilton: intrighi e passioni” è un libro che, quindi, consiglio caldamente ai lettori di Fatti Nostri.

Il volume è uscito ieri in Amazon. Lo si può acquistare al prezzo di 26 euro al link.

https://www.amazon.it/dp/1804311065/ref=sr_1_3?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&crid=FMNMNBUWKYIO&keywords=gli+hamilton&qid=1667590591&s=books&sprefix=gli+hamilton%2Cstripbooks%2C224&sr=1-3




Partigianin, l’ultimo romanzo di Adalberto Maria Merli

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catturaAdalberto Maria Merli, romano, classe 1938, ha avuto una lunga e illustre carriera come attore e doppiatore.

Iniziò la carriera in televisione con sceneggiati che hanno caratterizzato un’epoca: “La Freccia Nera” (1968)  ), “E le stelle stanno a guardare” (1971), e tanti altri. Fra i suoi  tanti ruoli, lo ricordiamo come l’antagonista di Alain Delon nel film di Valerio Zurlini “La prima notte di quiete” (1972), in “La cena” di Ettore Scola, insomma ha lavorato con registi e attori di prima grandezza. Come doppiatore, ha prestato la sua voce ad attori come Sean Connery, Clint Eastwood tanto per citare alcuni soltanto. Premi sì, ne ha vinti tanti, compreso il Nastro d’Argento.

Nel 2005 è stato nominato membro della Commissione Consultiva del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per i film d’interesse culturale. Teatro? Certamente, e con registi e attori importanti che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano.

Da 4 o 5 anni si è dedicato alla scrittura. Ha pubblicato un volume autobiografico: “Mangereta” sui ricordi di una infanzia vissuta negli anni bui della seconda guerra mondiale, edito da  “La nave di Teseo” e “Scherzi, risate e qualcosa di serio” sempre con “La nave di Teseo” una casa editrice di élite intellettuale ispirata e voluta da Umberto Eco e diretta attualmente da Elisabetta Sgarbi.

9788893951289 0 424 0 75La sua ultima fatica, il volume “Partigianin”, è uscito in Italia con molta approvazione di pubblico e critica. Questo suo lavoro  del quale lui dice: “Non è una vera favola, ma una favola vera”, è scritto in uno spirito che riporta agli anni della Guerra e delle lotte partigiane. Merli ripercorre le orme di suo padre, partigiano, ambientando il racconto in un clima quasi fiabesco dove anche gli orrori della guerra cedono di fronte ai sentimenti eterni di solidarietà, amore, amicizia e alla luce della speranza.

“Partigianìn, questo è il soprannome che gli è stato affibbiato, un giorno, ha scelto di ripercorrere, a ritroso, le orme di suo padre, un partigiano vero, da poco scomparso. Ha imbracciato il fucile – scarico – il fazzoletto rosso e si è addentrato nel bosco, convinto di sapere qualcosa e desideroso d’imparare ancora. Nel bosco, però, ad aspettarlo troverà una moltitudine di creature fiabesche: da spettatori non così silenziosi degli orrori della guerra, insistono per raccontare anche il loro vissuto, quel che anche loro hanno perso, quel che anche loro hanno visto. Si ricostruisce così una storia che non assomiglia a quella spiegata nei libri, ma comprende molte più cose: l’amore, la speranza, l’amicizia, la gratitudine, il sacrificio, il rispetto, la nostalgia, il rammarico, la dedizione, l’onestà, il dolore, la Perdita” così si legge nella presentazione del libro a cura della casa editrice.

Si può acquistare su IBS.it




“L’eredità Italiana in Repubblica Dominicana”: il libro dell’Ambasciatore Canepari domani a New York

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12canepari“L’eredità Italiana in Repubblica Dominicana: Storia, Architettura, Economia e Società” è il titolo del libro dell’ambasciatore Andrea Canepari che domani, 1° novembre, verrà presentato a New York.
Promosso dall’Istituto Italiano di Cultura, con il Dominican Studies Institute at the City University of New York, il Calandra Italian American Institute, Rutgers e la State University of New Jersey, l’incontro inizierà alle 18.00 – ora locale – nella sede dell’IIC.
Alla presenza dell’autore – già ambasciatore italiano a Santo Domingo – verrà illustrato il volume (Philadelphia, Saint Joseph’s University Press, 2021) che illustra la storia della presenza italiana in Repubblica Dominicana.
Dopo i saluti del Console generale Fabrizio Di Michele, interverranno con l’ambasciatore Canepari il direttore dell’IIC di New York Fabio Finotti, Ramona Hernandez, Anthony Tamburri e Alessandro Vettori.
Il libro si inserisce in un’opera più ampia sull’eredità italiana nel mondo. (aise) 




In Ambasciata a Washington la X Eduitalia Award Ceremony: cresce l’interesse degli studenti americani per la lingua italiana

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18eduitIl 13 ottobre scorso l’Ambasciata d’Italia a Washington ha ospitato, in presenza e in collegamento con i Consolati di Boston, Chicago, Detroit, Filadelfia, Houston, Los Angeles, Miami, New York e San Francisco la X Edizione della Eduitalia Award Ceremony. Sono state assegnate 21 borse di studio agli studenti americani che hanno superato nel 2022 l’esame AP (Advanced Placement) di italiano con il massimo del punteggio.
“Gli studenti sono stati i veri protagonisti della cerimonia, che ha lanciato idealmente la XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata quest’anno proprio al nuovo linguaggio dei giovani” (“L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo”)”, ha sottolineato il funzionario vicario Alessandro Gonzales nel suo intervento alla cerimonia. “Scegliere di studiare una lingua straniera – ha aggiunto – significa cercare di abbattere un muro, al di là del quale gli studenti di italiano troveranno una cultura, un mondo e un popolo pronti ad accoglierli a braccia aperte”.
Gli studenti premiati avranno la possibilità di trascorrere dalle 3 alle 5 settimane in Italia presso una delle scuole associate con la possibilità di vivere un’esperienza di totale immersione nella lingua e cultura italiana, come illustrato da Emmanuel Maio, communication manager di Eduitalia, alla consegna delle borse di studio in Ambasciata.
La crescita degli esami AP di italiano (2194 sostenuti nel 2022 rispetto ai 2012 dell’anno scorso) – sottolinea l’Ambasciata – dimostra il grande interesse e passione degli studenti statunitensi per la nostra lingua, confermato del resto dal costante aumento degli studenti di italiano negli USA.
La cerimonia è stata anche l’occasione per evidenziare il ruolo cruciale degli insegnanti per il successo scolastico degli studenti: riprendendo una consuetudine interrotta con la pandemia, EduItalia ha offerto 4 ulteriori borse di studio a 3 docenti rispettivamente delle Circoscrizioni di Miami, Los Angeles e Chicago e al dirigente scolastico della Brookewood school di Kensington nel Maryland, dove la lingua italiana e’ insegnata come lingua straniera nell’intero percorso scolastico, dalla scuola dell’infanzia all’ultima classe della scuola secondaria.
Dal 2013 Eduitalia, un’associazione di 113 scuole di lingua, accademie, università pubbliche e private qualificate che offrono in Italia corsi di italiano per studenti stranieri, si conferma partner generoso e affidabile dell’Ambasciata nella promozione della lingua italiana. (aise) 




Messico: la Settimana della Lingua Italiana nel Mondo premia la traduzione poetica

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17poesieNell’ambito della XXII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo nei prossimi giorni si terrà a Città del Messico lea premiazione del concorso “M’illumino d’immenso. Premio Internazionale italo-svizzero di Traduzione di Poesia dall’italiano”.
La cerimonia si terrà venerdì 21 ottobre, alle 19:00, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura, preceduta da un dialogo tra i poeti e traduttori Fabio Morábito, Elisa Díaz Castelo e Paula Abramo.

Questo premio italo-svizzero, il cui titolo è il testo di “Mattina”, la celebre poesia di Giuseppe Ungaretti (1888-1970), creato in Messico nel 2018 con l’obiettivo di promuovere la traduzione e la diffusione della poesia italiana e svizzero-italiana nei paesi ispanofoni, ha subito iniziato ad attirare concorrenti da quasi tutti i paesi di lingua spagnola e si è poi ampliato ad altre lingue (arabo e tedesco).

Viene premiata la migliore traduzione di due poesie in lingua italiana, una di un poeta italiano e una di un poeta svizzero. Per questa edizione del premio, le poesie erano: “Ci fosse stato il tempo” di Franco Marcoaldi (Italia) e “Di notte, nel bosco” di Donata Berra (Svizzera).

V EDIZIONE DI “M’ILLUMINO D’IMMENSO – SPAGNOLO”
La giuria internazionale, composta da due degli organizzatori, Barbara Bertoni (Italia) e Fabio Morábito (Messico), e da Juan Carlos Reche (Spagna), poeta e traduttore, direttore dell’Instituto Cervantes di Palermo, ha deliberato di concedere il Premio della V edizione di “M’illumino d’immenso–spagnolo” a Isabel Teresa García Casalta de Puglisi (Venezuela).
A questa edizione hanno partecipato 149 traduttori residenti in 17 paesi diversi: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Cuba, Francia, Guatemala, Italia, Messico, Nicaragua, Perù, Spagna, Svizzera, Uruguay, USA e Venezuela.
La vincitrice si aggiudica 500 euro, una settimana di alloggio presso La Casa delle Traduzioni offerta da Biblioteche di Roma, un abbonamento annuale a Ametli (Associazione Messicana dei Traduttori Letterari) e la pubblicazione delle sue traduzioni su riviste letterarie italiane, messicane, svizzere e spagnole.
(aise) 




Canada. Lo scrittore italo-svizzero Fabio Andina incontra il pubblico di Vancouver

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img 5907Fabio Andina vive in uno di quei luoghi e paesaggi fantastici che si sognano nei momenti di saturazione della  vita cittadina o dei quali si leggeva da bambini nei racconti di fantasia. La sua casa a Leontica, nelle Alpi Ticinesi della Svizzera, è immersa nel verde e nel silenzio. D’inverno, il candore della neve trasforma il luogo in una magica isola di pace. Per uno scrittore come Andina non si potrebbe immaginare un luogo più adatto a nutrire ispirazione e creatività. Ma Andina ha una formazione cosmopolita, è poliglotta, si è laureato in cinema a San Francisco e viaggia in tutto il mondo per tenere conferenze e promuovere i suoi libri che son stati tradotti in francese, spagnolo e tedesco.

Ha iniziato nel 2005 con la raccolta di racconti Ballate dal buio, e ha poi pubblicato il romanzo Uscirne fuori (nel 2016 poi ripubblicato nel 2022 dall’editore Rubbettino in una edizione riveduta )  poi seguito dal secondo romanzo  La pozza del Felice (2018) e da due altre raccolte di racconti dal titolo Sei tu, Ticino? e il volume bilingue Tessiner Horizonte/Momenti Ticinesi uscito nel 2020.

Non sono mancati numerosi premi a riconoscimento della sua attività letteraria, fra i quali il Premio Terranova della Fondazione Svizzera Schiller, il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”/Sezione Montagna e il Prix du Public RTS. Cinque suoi racconta sono stati trasmessi in forma di radiodramma dalla Radio Televisione della Svizzera Italiana. Andina affianca alla attività letteraria anche quella pittorica. Per I suoi quadri usa acrilico, olio e pastello su tela e inoltre collabora con musicisti per la sua serie “Suono e Voce.”

img 5915Il 12 ottobre 2022, Fabio Andina è stato protagonista di una serata d’incontro con il pubblico di Vancouver organizzata presso il Centro Culturale Italiano con la collaborazione del Consolato Generale della Svizzera e del Consolato Generale d’Italia.

Dopo i discorsi di apertura da parte del Console Generale svizzero Andreas Rufer e del Console Generale d’Italia Fabio Messineo, nel corso dell’incontro  al quale era presente il Presidente del Centro Italiano Michael Cuccione, Andina ha parlato del suo percorso letterario, della genesi di un’opera letteraria e dello sviluppo delle  relazioni professionali con editori e traduttori che sono fondamentali per un autore.

Andina ha una personalità pacata e convincente che ha conquistato il pubblico in sala, come è apparso evidente anche durante il periodo delle domande e risposte al termine dell’incontro al quale è seguito un rinfresco di specialità gastronomiche italiane che giustificava il detto “dal Centro Italiano non si esce mai a bocca asciutta.”

La radio italiana di Vancouver “Immagine Italia” ha dedicato due segmenti della trasmissione alla presentazione dell’opera di Andina e a una sua intervista dal vivo.

Lo scrittore prosegue il suo giro del Nordamerica: dopo le tappe a Vancouver, Victoria  e Calgary, visiterà San Francisco e Toronto.




Nobel Letteratura 2022 alla scrittrice francese Annie Ernaux

nobel per la letteratura, salgono le quotazioni di ernaux

nobel per la letteratura, salgono le quotazioni di ernaux

Il Premio Nobel per la Letteratura 2002 va ad Annie Ernaux.

La scrittrice era nella rosa dei papabili, ma i favoriti erano Houellebecq e Rushdie

L’Accademia di Svezia ha assegnato il Nobel alla scrittrice, 82 anni, “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui ha svelato le radici, gli straniamenti ei vincoli collettivi della memoria personale”.




Il romanzo “REX, il medaglione di Aton”, di Odoguardi e Marchetti, esce anche in inglese e spagnolo

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cop ingleseEscono in questi giorni le edizioni in inglese e spagnolo di “Rex, il medaglione di Aton” il romanzo thriller scritto a quattro mani da Enzo Odoguardi ed Ennio Marchetti che aveva visto la sua prima edizione, in italiano, esattamente un anno fa, per i titoli di Falco Editore.

Le due nuove edizioni internazionali di REX sono già disponibili e il libro si può acquistare direttamente online nel sito di Lulu.com, tanto nelle edizioni cartacee quanto in quelle eBook.

I link dove poterlo avere, direttamente a casa vostra, nel caso del volume stampato, o scaricare sono i seguenti:

Edizione in inglese:

REX,  THE ATON MEDALLION,  stampato, 19.85 dollari

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti-and-enzo-odoguardi/rex/paperback/product-5k5vyz.html?q=Rex%2C+the+Aton+medallion&page=1&pageSize=4

REX,  THE ATON MEDALLION, eBook, 4 dollari

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti-and-enzo-odoguardi/rex/ebook/product-5k5v5n.html?q=Rex%2C+Aton+Medallion+ebook&page=1&pageSize=4

 

cop españolEdizione in spagnolo

REX, EL MEDALLÓN DE ATON, stampato,  19.85 dollari

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti-and-enzo-odoguardi/rex/paperback/product-4wgqwm.html?q=Enzo+Odoguardi&page=1&pageSize=4

 

REX, EL MEDALLÓN DE ATON, eBook, 4 dollari

https://www.lulu.com/shop/ennio-marchetti-and-enzo-odoguardi/rex/ebook/product-ekv5zk.html?q=odoguardi&page=1&pageSize=4

Di seguito pubblichiamo la bella recensione che del romanzo ha fatto la giornalista e scrittrice Anna Foschi.

 

A tutto gas: avventure, amori e alta tensione nel romanzo “REX”

Di ANNA FOSCHI

REX, il medaglione di Aton il romanzo di recente pubblicazione a firma Enzo Odoguardi ed Ennio Marchetti  ci accompagna in una cavalcata mozzafiato attraverso  storia e leggenda, regala avventure grandiose nel corso di secoli, in paesi di mezzo mondo, dipana intrighi internazionali e insomma ci presenta su un piatto d’argento la classica letteratura d’evasione che avvince e fa sognare. E che c’è di male? Mica si può sempre leggere James Joyce o Salmon Rushdie. Ci piace anche immaginarci nei panni di avventurieri eruditi e spericolati (donne e uomini, qui non si fa discriminazione di genere, intesi?) che basta ti guardino di tralice e (donne e uomini) ti cascano ai piedi.

Cosa racconta “REX”? Si capisce che non ve lo diciamo. Per il vostro bene, lettori, altrimenti vi roviniamo la festa. Però immaginate un cocktail “shaken, not stirred” d’Indiana Jones, Il Codice da Vinci, James Bond 007, con una spruzzata de Il Padrino e un bel pizzico di sesso bollente e voilá, avrete una idea. Via, saremo generosi, vi diciamo che tutto ha inizio in Calabria, quando una giovane donna, cercando in un vecchio baule qualche ricordo  del nonno che aveva combattuto in Russia con l’ARMIR,  trova per caso un misterioso medaglione di antichissima e sconosciuta fattura. Si dà il caso che la ragazza non sia una sprovveduta ma sia invece allieva di uno dei maggiori luminari  ed esperti di archeologia mondiali, il professor William Hutton, docente in una prestigiosa università degli Stati Uniti. Non ci vuol molto perché alla caccia del medaglione  si scatenino non solo i migliori esperti di archeologia nel pianeta ma vi si fiondi anche una impressionante caterva di servizi segreti delle varie potenze mondiali, di sette segrete e vi si butti a pesce anche la locale ‘ndrangheta che quanto a occhi, orecchie e modi spicci non è seconda a nessuno. Basta così, per ora, il resto lo dovrete leggere da voi stessi.

Un plauso agli autori per tre cose: la capacità d’intrecciare con molta abilità una gran quantità di vicende distanti nello spazio e nel tempo ma tutte connesse fra loro e necessarie alla soluzione dell’enigma del medaglione, e  la capacità di collegare e intersecare le azioni e i ruoli dei molti personaggi e di darne un vivido ritratto. L’altra caratteristica interessante del romanzo è che deve aver richiesto agli autori un notevole sforzo di documentazione e ricerca di fonti storiche e leggende, un lavoro minuzioso e complesso di setaccio e rielaborazione per rendere accessibili al lettore medio nozioni che fanno parte di settori alquanto specializzati. Infine, l’attenzione reverente e amorosa riservata alla grande, vera protagonista della storia:  la Calabria, dove si svolge la parte più avvincente e incalzante della ricerca e scoperta dell’antichissimo segreto rappresentato dal medaglione di Aton. La descrizione della bellezza della regione, della sua ricca storia, del paesaggio, della gente, la descrizione di certe “commistioni”  fra ‘ndrangheta e gente locale che sono anche più efficaci degli 007, è vivida e realistica. Odoguardi e Marchetti scrivono a quattro mani, di foga, con stile accattivante, poco importa se magari i professori di archeologia nella vita reale non sono probabilmente belli, aitanti, agguerriti e seduttori come William Hutton, e che probabilmente neppure le archeologhe siano tutte delle gnocche stratosferiche capaci di ogni spericolatezza. Passi per gli e le agenti segreti, appartenenti a una categoria che notoriamente spesso sfrutta la propria avvenenza ai fini di lavoro. Comunque state tranquilli, nel romanzo non ci sono cozze né scorfani nemmeno fra I cattivi.

Vincenzo (Enzo) Odoguardi, nato a Cosenza, è architetto, imprenditore, Commendatore della Repubblica Italiana ed ex Console onorario d’Italia.

Vive, come Marchetti, nella Repubblica Dominicana. Nel 2013, con Marco Romano, ha pubblicato L’odore del dimenticare, un volume dedicato ai caduti delle due guerre mondiali.

Ennio Marchetti, originario di Gattinara,  è autore di otto romanzi, giornalista, musicista, cantante  e compositore.