“Avvocata, io ti racconto”, l’esordio letterario di Francesca Sesti

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alexÈ da pochi giorni che è stato pubblicato il primo libro di Francesca Sesti, ‘’Avvocata, io ti racconto’’, Herald Editore in Roma, che racconta le vicende di donne tradite, maltrattate, anche troppo amate, alcune che si sono arrese, altre anche molto ciniche, che hanno usato i propri figli per vendetta e altre che sono rimaste l’unico sostegno, in tutti i sensi, per i loro bambini, aldilà di ogni ingiustizia, di ogni sentimento e di ogni differenza di casta sociale.

Soprattutto vuole anche affermare che non solo le donne sono le vittime e gli uomini i carnefici ma che il mondo è fatto di persone buone e cattive indipendentemente dal sesso, dalla provenienza e dalla classe sociale.  Oggi vi voglio parlare non solo di un libro ma anche dell’autrice, Francesca Sesti, una cara compagna di scuola del Liceo Classico B. Telesio di Cosenza, un avvocato del Foro di Roma, laureata alla Sapienza nel 1985, dove da oltre trent’anni si dedica con assoluta disponibilità e senza limiti di tempo al diritto di famiglia e ai diritti dei bambini e dove ha scelto di vivere con la sua famiglia senza dimenticare i suoi profondi legami con la terra di origine, Cosenza e la Calabria ma, soprattutto, una di noi della Sezione D, un’amica vera che ancora oggi, insieme a tutti gli altri, ho la fortuna di poter, diciamo così, frequentare, con i mezzi di oggi, anche da lontano.

Ricordo degli aneddoti sulla sua conoscenza dell’inglese e, specialmente, la sua proverbiale maestria nelle arti culinarie calabresi e romane. Ci lega un sentimento antico come la storia della civiltà, l’amicizia, che è uno dei sentimenti più forti che legano due o più persone. Un rapporto basato sulla fiducia, sulla simpatia, sull’affetto e sulla condivisione, sul supporto reciproco e sulla comune disponibilità. E’ il primo rapporto importante fuori dalla cerchia della famiglia, ed è un affetto che richiede poi, nel tempo, un costante impegno e un certo grado di maturità.

alex 2Francesca, tutti noi sapevamo che ce l’avresti fatta a pubblicare questo libro e tutti siamo felici di non esserci sbagliati, complimenti per la passione, la grinta e la tenacia. Per te essere avvocato è sempre stata un’esperienza totalizzante, fatta d’innumerevoli ostacoli ma anche di tante soddisfazioni a contatto con i più deboli e di chi non ha voce e siamo anche oltremodo sicuri che onorerai sempre questa scelta di vita e la professione per cui hai sacrificato i tuoi anni. La vita spesso ti ha messo dinanzi a decisioni difficili, momenti di tensione e anche grandi sofferenze di ogni tipo. Ma sono e siamo sicuri che tu sarai sempre quella che sei stata, senza lasciare che qualcuno corrompa e macchi il tuo sogno e i tuoi ideali di vita. Un esame difficile, un percorso lungo, delle storie da raccontare in futuro.

Con questo tuo primo libro hai l’opportunità di mettere un importante tassello nel puzzle dei tuoi sogni, congratulazioni! Era uno dei tuoi desideri e ci sei riuscita con le tue sole forze, sii fiera di te stessa, dei tuoi sacrifici, del tuo amore per questo lavoro e della cura delle tue proprie idee. Siine orgogliosa e non dimenticare che per ogni fine c’è sempre un nuovo inizio. Ancora congratulazioni. Di cuore.




A New York le celebrazioni americane per il centenario della nascita di Leonardo Sciascia

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13nysciasciaNew York partecipa alle celebrazioni per il centenario della nascita dello scrittore italiano Leonardo Sciascia con una serie di importanti eventi e un programma articolato su diverse giornate e sedi.
Si parte il 20 settembre presso il Rizzoli Bookstore di Broadway che ospiterà la presentazione della più completa monografia in inglese su Sciascia, scritta da Joseph Farrell: “Leonardo Sciascia. The Man and the Writer” (Leonardo Sciascia. L’uomo e lo scrittore) con una introduzione di Giuseppe Tornatore (Firenze, Leo S. Olschki, 2022 – Serie “Sciascia Scrittore Europeo”). L’incontro, che si aprirà alle ore 18:00, sarà moderato dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Fabio Finotti. Come relatori interverranno Joseph Farrell della Università di Strathclyde, Valerio Cappozzo dell’Università del Mississippi e Gaetana Marrone-Puglia della Princeton University.
L’indomani, 21 settembre, alle ore 18:00, il Center for Italian Modern Arts (CIMA) al di 421 Broome St. sarà sede della presentazione del portfolio “Omaggio a Sciascia”, a cura di Francesco Izzo, pubblicato con una tiratura di 140 esemplari numerati con il primo testo in inglese di Leonardo Sciascia e una litografia basata su un disegno originale di David Levine (NYRB) raffigurante Leonardo Sciascia (Firenze, Associazione Amici di Leonardo Sciascia, 2022 – Serie “Omaggio a Sciascia”, 28). Moderati dal direttore del CIMA Nicola Lucchi, interverranno i relatori: Francesco Izzo, direttore/CNCS, Valerio Cappozzo, presidente Amici di Sciascia, Teresa Fiore della Montclair State University e David Leopold dei David Levine Archives.
Sarà invece l’Istituto Italiano di Cultura a ospitare il 22 e 23 settembre XIII Leonardo Sciascia Colloquium, incontro internazionale su “Leonardo Sciascia, il mito americano e il mito mediterraneo”: cinque sessioni, tavole rotonde, videoclip e discussioni. Presieduto da Valerio Cappozzo, il simposio sarà aperto alle ore 9:00 del 22 settembre dagli indirizzi di saluto del direttore Fabio Finotti, di Mariangela Zappia, ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Benedetto Della Vedova, sottosegretario del Ministero Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, ed Emma Bonino, senatrice e presidente CNCS/Comitato Nazionale Centenario Sciascia. Numerosi i relatori che sino alle 13:00 del giorno seguente si alterneranno nel dibattito per assistere al quale è necessario a scrivere all’indirizzo email dell’Istituto iicny.rsvp@gmail.com, specificando la partecipazione ad una o entrambe le giornate. (aise)




Choices, il libro per i bambini di successo

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301802755 10160298219536774 241894844735993619 nStabilire routine specifiche per preparare i bambini alle loro responsabilità: Choices, il nuovo libro di Vanessa Lyman Withers

Dagli Stati Uniti, paese dell’efficienza e della ricerca della felicità, sta per arrivare un libro che cambierà la routine dei vostri bambini per avviarli al successo.

Itali-Echo, il programma italiano in onda su WNTN Radio Boston, ha intervistato l’autrice Vanessa Lyman Withers.

Qual è il tuo background, Vanessa?

Ho lavorato molti anni in pronto soccorso ma più recentemente ho lavorato come infermiera nelle scuole, e sono venuta in contatto con studenti di ogni etnia, estrazione sociale, religione e a prescindere dal loro background tutti avevano le stesse difficoltà: essere preparati per la scuola, organizzarsi la giornata, fare ciò che serve per avere successo.

Il tuo terzo e ultimo libro, si chiama Choices (Scelte). Cosa ti ha ispirato a scriverlo?

L’osservazione quotidiana degli studenti mi ha ispirato. Il fatto che dovessero imparare come andare d’accordo tra di loro e come raggiungere i loro obiettivi mi ha ispirato a cercare delle soluzioni concrete. E il fatto che raggiungessero il successo o meno era basato sulle scelte che facevano. Nel libro presento diversi scenari per illustrare cosa può succedere a un bambino in base alla scelta che compie.

Qual è dunque il tema principale e il messaggio chiave del libro?

Il libro si propone di far capire che i bambini possono imparare semplici regole per ottenere straordinari risultati e tornare a casa felici. Un altro tema che tratto è l’importanza della famiglia riunita che comunica positivamente con i bambini.

Cosa speri che i lettori imparino da questo libro?

Spero che imparino che hanno scelta, hanno potere sul fatto che certe cose accadano o meno, hanno il potere di raggiungere i propri desideri e goals.

Dove possiamo trovare Choices?

Attualmente è disponibile in preordine su Apple Books, Barnes & Noble and Kobo.




“Scrivere un libro di successo (e vivere felici)”, il libro bianco

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drol 1Parliamo di questo libro.
È un gioco. Se leggete il nome dell’autore vi sarà facile pronunciare “burloni”.
È un libro bianco che invito a regalare a tutti coloro che desiderano cominciare a scrivere qualcosa.
Come fare per scrivere un libro di successo?
Occorre avere di fronte una pagina bianca, come nel caso di questo libro che di pagine bianche ne ha oltre 100, e cominciare a mettere nero su bianco le proprie idee, dal Capitolo Uno, come invita il volume a fare.
Non ce la farete? Non importa, non raggiungerete il successo ma avrete un bel “blocco notes”, formato libro, dove annotare quanto desiderate, per non dimenticarlo.
Il libro esce in diverse lingue: italiano, spagnolo, inglese e francese. Quindi avete la possibilità di regalarlo agli amici, scrittori novelli, di diverse nazionalità.
E costa solo 6 euro.
Il sito dove acquistarlo: https://www.lulu.com/it/shop/boar-loaningh/scrivere-un-libro-di-successo/paperback/product-vdjyw5.html



Secondo incontro degli scrittori italo-argentini a Rosario con il Comites

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25comitesrosarSi è tenuto venerdì e sabato scorsi, 22 e 23 luglio, il secondo incontro degli scrittori italo-argentini, organizzato dalla Commissione Cultura del Comites Rosario.
Un appuntamento molto partecipato, sia in presenza che virtualmente.
In questa edizione hanno preso parte all’incontro Mocciaro, Juan José; Fleita Moreyra, Gastón; Taleti, Tona; Mastandrea, Alicia; Petris, Mabel; Infante, María Rosa; Federico, Hernán Andrés; Ferraris, María Luisa; Battú, Norma Beatriz; Camelia, Giuseppe; Militello, Francisca; Chiappetta, Dino; Cordisco, Susana; Maiello, Julián; Russo, Ana; Giai, Mirella; Agueci, Aldo; Vilalta, Nanci María; Aibar, Alicia; Kolic, Cecilia; Camoni, Susana; Fischbein, Claudia y Balestrieri, Delia. (aise) 




Il libro che spiega perché e come è possibile abolire il carcere

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141753765 eae1d1ef e33e 454c bd33 43d847cd9233Non è una provocazione, non è un’utopia, non è il sogno di un criminale incallito. ‘Abolire il carcere’ nelle intenzioni degli autori Luigi Manconi, Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Federica Resta per Chiarelettere, è un libro sul perché e sul come. Perché si debba osare un pensiero così scabroso e come si possa farlo diventare realtà.

Il carcere funziona?

Intanto, si mette il naso dentro per capire chi ci stia: “per la maggior parte poveri, tossicomani e stranieri, categorie deboli che non hanno la forza economica di sostenere un processo e sono quindi private di una difesa legale adeguata; individui ai margini che avrebbero bisogno di cure. Si stima che i detenuti davvero pericolosi, quelli incarcerati per omicidi, reati associativi, traffico internazionale di stupefacenti, rappresentino a malapena il 10 per cento del totale”.

E’ utile il carcere? “La risposta è davvero semplice: il carcere non funziona. Il dato fondamentale è quello sulla recidiva”. Vengono citati due studi: uno dice che “sette condannati su dieci commettono un nuovo reato dopo avere scontato la pena  in carcere, l’altro che “chi ha beneficiato dell’indulto  ha un tasso di recidiva molto inferiore rispetto a chi era detenuto in carcere”.

Inoltre, il tasso di suicidi è “17 volte più alto di quello delle persone libere”. Dunque, il carcere non costituirebbe un deterrente, né sarebbe strumento di rieducazione, come Costituzione comanda. Il Paese con gli indici di recidiva più bassi è la Svezia “grazie al lavoro all’esterno e alle pene non carcerarie”. In Italia “il 55% dei condannati sconta la pena in carcere, in Germania solo il 28%, in Francia il 30%, in Inghilterra il 36%”.

Le alternative possibili

Quindi, se non il carcere, cosa? La risposta degli autori è tante risposte che dovrebbero consentire dei passaggi intermedi verso l’abolizione: utilizzare meno il diritto penale, depenalizzando i reati minori e sostituendo la sanzione penale con quella amministrativa o civile; abolire l’ergastolo “che contrasta con il principio rieducativo a cui deve ispirarsi la pena”; tenere fuori dal carcere chi è in attesa di giudizio, attualmente “un terzo dei detenuti”, con la possibile introduzione di cauzioni; potenziare le misure alternative alla detenzione”. Per i reati più gravi la soluzione sarebbe quella di far diventare il carcere “un luogo presidiato di diritti e garanzie, unica condizione affinché svolga una funzione in qualche modo rieducativa. Andrebbero poi aboliti il carcere per i minori “dandogli altre opportunità di sostegno nel loro percorso” e le misure di sicurezza per chi è stato prosciolto col riconoscimento di un disagio psichiatrico.

Da incentivare invece la giustizia riparativa capace di risarcire la vittima o, nel caso in cui non ci fosse, di “reintegrare il bene giuridico leso dal reato con una sorta di risarcimento indiretto alla collettività”. Scrive il costituzionalista Gustavo Zagrebelsky nella postfazione: “La commissione di un crimine fa sorgere nel colpevole il dovere di pagare il suo debito alla società. Il carcere è un modo efficace di pagarlo?. Evidentemente no. E’ il solo modo di soddisfare una pulsione sociale che richiede segregazione ed espiazione attraverso il dolore”.

agi.it




“Sette secoli tra genealogía sociale e patrimonio”. Luca Irwin Fragale analizza ceti e reti del Mezzogiorno

copertina libro fragale

copertina libro fragaleFresco di stampa per Rubbettino Editore, il volume dal titolo “Genealogia sociale e patrimonio tra Ionio e Mezzogiorno. I Mazzàrio a Roseto Capo Spùlico: ceti e reti dal XIV al XX secolo”, di Luca Irwin Fragale, è pronto a raggiungere il pubblico interessato a scoprire il frutto di un poderoso lavoro di ricerca, e può essere ordinato online: https://www.store.rubbettinoeditore.it/catalogo/genealogia-sociale-e-patrimonio-tra-ionio-e-mezzogiorno/.

Corposo, ampiamente illustrato e arricchito da numerose tavole genealogiche nonché da una folta appendice documentaria, il volume è il risultato di vent’anni di scrupolose ricerche e analisi della documentazione archivistica pubblica e privata di almeno quattro regioni interessate, mirate a ricostruire le dinamiche evolutive della genealogia sociale e dei grandi patrimoni nell’aristocrazia del Mezzogiorno attraverso il case study della nobile famiglia dei Mazzàrio di Roseto Capo Spùlico.

Luca Irwin Fragale, Assegnista presso la Freie Universität Berlin (presso la quale nel maggio 2022 ha tenuto la conferenza “A Grand Tour in Germany by coach, 1836”), già Postdoc Researcher ad Heidelberg per la Gerda Henkel Stiftung, ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni Politiche presso l’Università di Roma – La Sapienza, dopo aver ricoperto una posizione di Visiting Researcher in Danimarca, presso la Aarhus Universitet.

Successivamente agli studi giuridici, nonché archivistici e paleografici, l’Autore ha svolto imponenti ricerche d’archivio e bibliografiche ed è oggi autore di oltre un centinaio tra articoli scientifici d’argomento storico e voci biografiche per il sito storico del Senato. Tra i suoi ultimi libri: “La Massoneria nel Parlamento. Primo Novecento e Fascismo” (2021), “La superstiziosa religione. Storia e antropologia tra manoscritti inediti” (2017), “Microstoria di Calabria Citeriore” (2016) e “Massoneria e totalitarismi” (in corso di pubblicazione).




Rita Pisano, grande protagonista delle lotte per l’emancipazione delle donne e portavoce delle lotte dei contadini calabresi nell’immediato dopoguerra

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cattura1Ritrovarsi a scrivere queste poche righe dopo tanti anni di lontananza non è facile, perché sono tanti i ricordi di lacrime, giorni felici e momenti inattesi. Questo non mi impedisce però di dirvi che saremo sempre noi: non importa dove, non importa quando. Perché ci saremo per sempre gli uni per gli altri.

Si dice che niente avviene per caso e se vi ho trovati in classe un giorno meraviglioso di 48 anni fa allora ci sarà un motivo. Non ci sarà nessun addio perché chi si vuol bene non si perde mai. Forse è il momento di scrivere qualcosa, e, credetemi, non sono le circostanze a suggerirmelo. Vi parlo come se non riuscissi a fare altro, e proprio non riesco a non dirvi che per me siete stati una piccola grande famiglia. Grazie perché questi anni non sarebbero stati lo stesso senza la vostra preziosa presenza. Vi voglio bene. Non servono tante parole tra amici, l’ho imparato col tempo. E in tutti questi anni ne ho avuto più volte la dimostrazione. Oggi però voglio scrivervi qualcosa perché lo meritate. Il mio è un grazie per le splendide persone che siete, per i vostri sorrisi, per la vostra presenza insostituibile e la vostra amicizia sincera. E lo dico oggi in occasione del documentario girato in onore della Signora Rita Pisano, mamma di uno di noi, il caro Edoardo Giudiceandrea, per noi tutti, da sempre, solo Antonello.

Martedì 12 luglio alle 22.10 è andata in onda in prima visione su Rai Storia la docu-serie “Donne di Calabria”, una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura, prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli.

cattura2Rocìo Muñoz Morales è la protagonista della quarta puntata diretta da Enzo Russo e dedicata a Rita Pisano, sindaca di Pedace dal 1966 al 1984, anno in cui morì, nel pieno del suo impegno amministrativo. Tra gli anni ‘40 e ‘50 Rita Pisano comincia la sua carriera politica divenendo dirigente del Partito Comunista di Cosenza, al quale aveva aderito sin da giovanissima, segretario provinciale del CNA e consigliere comunale di Cosenza. Fu tra i componenti della delegazione calabrese che a Parigi nel 1949 prese parte al Congresso Mondiale della Pace, dove raccontò le lotte sostenute dai contadini calabresi. Lì conobbe Renato Guttuso e Pablo Picasso, che rimasero colpiti dal suo discorso, dalla sua passione e dalla sua personalità, tanto che Picasso ritrasse il suo volto “splendente” e lo intitolò “La jeune fille de Calabre”, realizzandolo con uno schizzo a matita.

Madre di sei figli e  donna di politica, si mise a disposizione del Paese impegnandosi allo stesso modo sia in famiglia che nella militanza, abbracciando sia la dimensione pubblica che privata e spronando le donne a fare lo stesso. Divenuta sindaco di Pedace nel 1966, avviò una politica di ammodernamento delle strutture urbane – viabilità, bagni pubblici, impianti sportivi, la mensa nelle scuole, la scuola a tempo pieno – e istituì la prima biblioteca per le donne, la “Biblioteca Donne Bruzie”, simbolo della sua venerazione per la cultura e l’arte. Negli anni ’70 diede vita agli “Incontri Silani” grazie ai quali giunsero in Calabria esponenti della cultura come Renato Guttuso, Carlo Levi e Raphael Alberti. Durante il suo percorso politico, nel 1975, ebbe contrasti interni al Partito Comunista Italiano, da cui venne espulsa. Da qui la sua decisione di dare vita alla lista autonoma “Sveglia” che vinse le elezioni comunali in contrapposizione con il PCI. Protagonista delle lotte per l’emancipazione della donna, subì processi e arresti per violazione del vecchio Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza che, in seguito, la Corte Costituzionale abolì parzialmente.

La narrazione si avvale di immagini e filmati di repertorio, di illustrazioni animate e di interviste a testimoni del mondo della cultura, della politica e della società civile, tra cui la Presidente della Fondazione Nilde Iotti Livia Turco, la scrittrice Rosella Postorino, lo storico Enzo Ciconte, la giornalista Ida Dominijanni, il nipote del proprietario della casa del PCI Eduardo Salvatore Zumpano, i figli Agatina Sandra e Giuseppe Giudiceandrea, il campanaro della Parrocchia di San Donato V.M di Casali del Manco Francesco Leonetti, la nipote Maria Maddalena Radoni e la Responsabile della Biblioteca Donne Bruzie Maria Francesca Lucanto. A fare da sfondo al racconto, i luoghi della Calabria in cui Rita ha vissuto e lavorato: oltre a Pedace, Casali del Manco, il lago Arvo e il Parco Nazionale della Sila a Lorica.

“Donne di Calabria” è una co-produzione Calabria Film Commission e Anele, in collaborazione con Rai Cultura. Una docu-serie in 6 puntate da 50’ ciascuna prodotta da Gloria Giorgianni con Emma Di Loreto, da un’idea produttiva di Giovanni Minoli. La puntata con Rocìo Muñoz Morales su Rita Pisano è diretta da Enzo Russo e sceneggiata da Celeste Costantino.                                               (Qui di seguito il link con la puntata integrale della RAI)

https://www.raiplay.it/video/2022/07/Donne-di-Calabria-Rita-Pisano-7f673320-d4a1-42db-9b5d-bc66c4ed0ebd.html

https://youtu.be/fOySnIXNmUM




Ennio Marchetti nel segno del “turismo delle radici” con il suo ultimo romanzo “Il mistero della torre scomparsa”

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mistero della torre 04bIn questi giorni si fa un gran parlare del “turismo delle radici”, cioè di quegli italiani che, per turismo, tornano in Patria a visitare i luoghi di nascita, loro o dei loro genitori e antenati.

Il mio ultimo libro, “Il mistero della torre scomparsa”, si pone proprio in questa traiettoria.

Bob Travostino è un regista affermato negli Stati Uniti e la sua famiglia, più di cento anni fa, si era trasferita dalla natia Gattinara, allora piccolissimo centro agricolo della provincia di Vercelli, a Cantón, nel Massachusetts, dove tanti gattinaresi, come lui, hanno trovato lavoro e fortuna.

Il piccolo Robert ascoltava dal nonno i racconti sulla vita contadina di Gattinara e rimaneva a bocca aperta quando questi gli parlava della grande torre romanica millenaria che sovrasta la collina dove trovano posto le viti e dalla cui uva si produce il pregiatissimo Gattinara DOCG.

Bob Travostino decide così di andare a visitare Gattinara e quella visita si rivela davvero avventurosa e piena di colpi di scena…

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Il romanzo lo si può acquistare al sito di Lulu.com ai link:

IL MISTERO DELLA TORRE SCOMPARSA, stampato, a 16 dollari, in italiano

https://www.lulu.com/en/en/shop/ennio-marchetti/il-mistero-della-torre-scomparsa/paperback/product-eg6nkk.html?page=1&pageSize=4

e

IL MISTERO DELLA TORRE SCOMPARSA, eBook, a 3 dollari

https://www.lulu.com/en/en/shop/ennio-marchetti/il-mistero-della-torre-scomparsa/ebook/product-kq6r9z.html?page=1&pageSize=4




Premio New York di Poesia: “Italiani per il Futuro”

statue liberty and new york city skyline at sunset

statue liberty and new york city skyline at sunset

Con l’autorevole patrocinio dell’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti nasce il Concorso nazionale Premio New York di Poesia “Italiani per il futuro”. Ispirato dal tema scelto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la XXII settimana della lingua italiana nel mondo: “L’Italiano e i giovani” e dalla 40esima edizione della serata di lettura di poesie in lingua vernacolare siciliana organizzata dal Castel del Golfo Social Club a Brooklyn, il Premio è destinato a testi sia in lingua italiana sia in uno dei dialetti ancora parlati dalle comunità italiane negli USA.
Le fasce d’età ufficiali previste dal Concorso sono tre: fino ai 12 anni; dai 13 ai 19; dai 20 ai 35.
Gli ultra-trentacinquenni sono comunque invitati a partecipare come categoria fuori concorso, i cui migliori elaborati saranno pubblicati nel volume che raccoglierà le liriche vincitrici e le menzioni onorevoli.
La Giuria del Premio è presieduta dal Direttore dell’Istituto Italiano di cultura di New York, Fabio Finotti, e composta da poeti, poetesse, artisti ed esponenti del mondo universitario e della comunità (Luigi Fontanella, Irene Marchegiani, Damiano Palazzolo, Nino Provenzano, Annalisa Saccà, Vittoria Surliuga e Cesare Vangeli).
In rappresentanza delle tre istituzioni che lo hanno creato, il Comitato organizzatore è formato dal Direttore Fabio Finotti, dal Dean del John D. Calandra Italian American Institute del CUNY, Anthony Julian Tamburri, e dalla Vice Segretaria generale del CGIE, Silvana Mangione, che lo presiede. Tamburri e Mangione sono anche membri della giuria.
Gli elaborati andranno indirizzati all’Istituto italiano di Cultura: 686 Park Avenue, New York, NY 10065 entro il 10 settembre.
IL BANDO DI CONCORSO
L’Istituto Italiano di Cultura di New York, insieme al John D. Calandra Italian American Institute del CUNY e al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, annuncia un premio di poesia multilingue e multi-generazionale per residenti e cittadini degli Stati Uniti.
I testi potranno essere scritti sia in italiano sia in una delle altre lingue (o dialetti) condivise da comunità presenti nella Penisola. In questo secondo caso i testi dovranno essere accompagnati da traduzione in italiano.
Il tema è libero. I testi non devono complessivamente superare i 60 versi.
I testi devono essere opera soltanto dell’autore/autrice che li presenta, devono essere inediti e non aver partecipato ad altri premi. Saranno sottoposti alla giuria in forma anonima.
Tutte le proposte devono essere presentate in MSWord, Times New Roman corpo 12 su carta formato lettera USA, in busta chiusa senza alcun segno o informazione di riconoscimento. Anche le pagine delle singole poesie non devono includere il nome dell’autore.
L’unico dato presente – in prima pagina – dovrà essere la categoria di età.
Le categorie di età sono le seguenti:
Categoria 1: fino a 12 anni
Categoria 2: dai 13 ai 19 anni
Categoria 3: dai 20 ai 35 anni
Fuori concorso: dai 36 anni —> comunque valutata per la pubblicazione.
Ogni autore può presentare una sola busta. Più buste inoltrate da un solo autore (anche con pseudonimo) portano alla squalifica.
Una lettera sigillata di accompagnamento con il nome, l’indirizzo e l’e-mail e una fotocopia del documento d’identità dell’autore/autrice dovrà essere inserita in un’anonima busta sigillata acclusa all’interno della busta contenente il testo.
L’alterazione dei dati personali (e dunque la falsificazione dell’età) comporta la squalifica presente e futura.
I testi premiati saranno pubblicati a cura del John D. Calandra Italian American Institute e presentati formalmente, con lettura da parte degli autori, nel corso di un evento a cura dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. La pubblicazione conterrà anche gli elaborati di eventuali menzioni onorevoli su indicazione della giuria.
Non c’è nessuna quota d’iscrizione.
Le poesie devono essere inviate entro il 10 settembre 2022 a:
Premio Poesia New York / New York Poetry Prize
Istituto Italiano di Cultura
686 Park Avenue
New York, NY 10065
Per ulteriori informazioni scrivere al seguente indirizzo e-mail:
iicnewyork@esteri.it.
Il Premio ha ricevuto il patrocinio ufficiale di: Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, Istituto Italiano di Cultura di New York, Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE, John D. Calandra Italian American Institute, CUNY. (aise)