New York: presentato all’IIC il volume “Gli italiani in Usa: nuove prospettive di una diaspora secolare”

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10mangioneNEW YORK\ aise\ – È stato presentato lo scorso 8 dicembre all’Istituto Italiano di Cultura di New York il volume: “Gli italiani in Usa: nuove prospettive di una diaspora secolare”, il primo di una serie di quattro approfondimenti sulle comunità negli Stati Uniti, Canada, Australia e Sudafrica, commissionati dal CGIE al John D. Calandra Italian American Institute della City University of New York, il più grande sistema universitario urbano degli USA, con 25 campus di eccellenza nella Città metropolitana, 500.000 studenti e 13 premi Nobel.
Alla presenza di esponenti del mondo accademico, dell’associazionismo, dei frequentatori dell’IIC e di alcuni autori del testo, fra cui Peter Carravetta, il Direttore dell’Istituto, Fabio Finotti, si è dichiarato lieto di ospitare la presentazione in anteprima di questo lavoro, che verrà offerto in occasione della IV plenaria della Conferenza permanente Stato – Regioni – PA – CGIE a Roma, e ha ringraziato il Consiglio Generale per la sua lungimiranza nel sostenere da tempo l’inclusione di tutte le forze delle comunità nella rete italiana nel mondo. L’Istituto e i rappresentanti del Sistema Paese a New York condividono questa politica di apertura e di lavoro comune con tutta la collettività senza distinzioni o separazioni fra nuova mobilità, rappresentanti dell’emigrazione tradizionale e italodiscendenti.
Il volume, che si apre con i messaggi di plauso dell’Ambasciatrice d’Italia in USA, Maria Angela Zappia, e del Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, è stato prodotto a cura del Dean del Calandra, Anthony Julian Tamburri, e di Silvana Mangione, che ne hanno raccontato ai presenti l’elaborazione e i contenuti, confermando che “l’italianità viene ridefinita e reinterpretata sulla base del tempo e del luogo di ogni individuo e perciò è sempre diversa rispetto alle sue specificità storiche vis-à-vis la cultura dominante”.
L’auspicio di un dialogo più profondo e del coinvolgimento di tutte le generazioni di italiani è alla base anche del successivo annuncio ufficiale del “Concorso di poesia Italiani per il futuro”, che si rivolgerà a tre fasce di età: la prima fino ai 12 anni, la seconda dai 13 ai 19; la terza dai 20 in su, e accetterà elaborati in 3 lingue, italiano, inglese e dialetto. Il Comitato scientifico del Concorso sarà presieduto dal Direttore dell’IIC, Fabio Finotti.
L’idea nasce dall’iniziativa del poeta vernacolare Nino Provenzano, portata avanti dal Circolo newyorchese di Castel del Golfo e dal suo Presidente Damiano Palazzolo, che da molti anni organizzano una serata di lettura di poesie in dialetto/lingua siciliana. Il progetto è appoggiato dall’IIC e dall’Istituto Calandra. Il Comitato Organizzatore, in via di composizione, vede la presenza di Finotti, di Tamburri, di Silvana Mangione e del Presidente Palazzolo.
Storicamente la letteratura italiana in USA nasce nel nordest degli Stati Uniti, con la prima Novella scritta in italiano da Luigi Ventura nel 1885. Ogni dialetto è, di fatto, una lingua a sé stante, ma non è riconosciuto come tale, anche perché la letteratura fuori d’Italia in Italiano o in dialetto o in lingue straniere continua a non essere considerata parte della letteratura italiana ufficiale, circoscritta alla produzione entro i confini del Bel Paese. Il Concorso di poesia ITALIANI PER IL FUTURO potrebbe dare il via a un nuovo riconoscimento del valore degli scritti pubblicati all’estero e in lingue e dialetti diversi. Il bando e il regolamento del Concorso saranno emanati ufficialmente a gennaio 2022, mentre la premiazione si terrà il 2 giugno, Festa della Repubblica. (aise) 




Il primo autore bulgaro a entrare nella top 15 dei best seller su Amazon: il caso Ilyan Kuzmanov.

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unnamedSi chiama Iliyan Kuzmanov, è un imprenditore di successo, ma gli ultimi anni lo hanno visto impegnato a cercare il Nirvana in modi davvero bizzarri.

Il suo libro più venduto “Se incontri Buddha, uccidilo”, che indaga il significato dell’essere umani, è entrato nella classifica dei primi 15 nelle vendite sul gigante dell’e-commerce Amazon. Iliyan Kuzmanov è dunque autore di best seller, businessman, e attivista sociale bulgaro.

“Per me è stato un viaggio spirituale, profondo e onesto. Il titolo e lo scopo principale del libro era quello di creare un pensiero critico e di vivere una vita felice”, ha dichiarato Kuzmanov, cittadino canadese e bulgaro, dopo aver ricevuto la notizia del suo ultimo successo.

Proveniendo da un paese con urgenti problemi sociali, Kuzmanov ha citato l’importanza di pubblicare un libro che parlasse di problemi davvero vicini a casa.

Sul tipico dilemma che le persone hanno quando valutano la differenza tra il proprio sé fisico e spirituale, Iliyan spiega: “Userò il concetto di Yin e Yang, che tutto contiene il suo opposto”. Vivevo in uno stato in cui c’erano il bianco e il nero, e non c’era l’idea che il nero potesse essere buono e il bianco potesse essere cattivo. Veniva dall’alto e tutto ciò che veniva dall’alto era solo Bianco e Buono”, spiega Kuzmanov, persona con uno dei QI più alti al mondo.

Alla domanda sulle idee che ha affrontato in “Se incontri Buddha, uccidilo”, Kuzmanov ha sottolineato che l’individualismo e l’egoismo non sono uno stigma ma una “questione di scelta personale”.

Oltre al suo attuale successo su Amazon, il libro è stato acclamato dalla critica. “If You Meet Buddha, Kill Him” ​​è anche apparso come Reader’s Choice, ottenendo la valutazione a cinque stelle dei Reader’s Favorite e guadagnando un riconoscimento come Best Seller nelle librerie di Greenwich.

Susan Sewell, critica del più prestigioso concorso internazionale di libri, Reader’s Favorite, dove Iliyan è tra i favoriti, è più che positiva sull’astro nascente.

“Se incontri Buddha, uccidilo! di Iliyan Kuzmanov è un avvincente racconto dell’incontro spirituale di una persona con se stessa e con Dio. Kuzmanov è stato elogiato per aver descritto in modo eloquente il suo viaggio spirituale e aver incoraggiato il lettore a iniziare il proprio.

“Conducendo il lettore lungo un percorso che ispira l’anima con esperienze impregnate di filosofia, Kuzmanov getta le basi per un’esperienza che può cambiare la vita. Membro di lunga data di MENSA, creatore di diversi enti di beneficenza ed addestrato con i maggiordomi di Sua Maestà la Regina, l’esperienza di Mr. Kuzmanov traspare dai suoi racconti, creando una narrativa affascinante e commovente con solide basi”, ha aggiunto.

Nel frattempo, Literary Titan descrive il libro come un “libro stimolante e fantastico che mostra cosa significa avere fiducia in se stessi e nel potere dell’amore”.

Roy Mauder, filosofo e scrittore britannico, definisce il libro “anti-totalitario” e afferma:

“È un grande messaggio per il 21° secolo, un messaggio per la vita e il vivere assolutamente necessario”.

L’ex giornalista della BBC, proprietario di una delle più grandi società di media mediorientali, TriMedia, John MacDonald, afferma: “È un capolavoro brillante! Un viaggio intelligente e provocatorio che ti fa ripensare alla natura dell’esistenza.”

Kuzmanov, laureato in Canada, è cresciuto in povertà prima di cavalcare la cresta dell’onda come uomo d’affari di successo. Oltre ad avere successo negli affari, Kuzmanov è diventato un importante attivista, imprenditore sociale e giornalista. Ha sperimentato entrambi i lati della medaglia e ora è deciso ad apportare cambiamenti significativi a beneficio della generazione futura.

Kuzmanov attualmente lavora ad un progetto di vaccinazione COVID-19 in Bulgaria e porta alla ribalta piattaforme che affrontano questioni sociali. Questi progetti sono stati tutti autofinanziati dalle sue attività londinesi.

 

 




Cresce la piccola e media editoria in Italia

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libriapertigROMA\ aise\ – La media e piccola editoria in Italia è cresciuta nel 2021 più della media del mercato (più 25% contro più 22%) e oggi ha una quota di venduto del 45% nei canali trade (librerie e grande distribuzione), in crescita di un punto percentuale rispetto al 2020 e due sul 2019: sono i numeri presentati a Più libri più liberi, Fiera nazionale della Piccola e Meda Editoria di Roma organizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE), durante l’incontro del programma professionale “La media e piccola editoria tra 2019 e 2021”.
“La ricerca – ha spiegato il presidente di AIE Ricardo Franco Levi – esplora un insieme di case editrici molto vario ma tutte ugualmente importanti per la nostra associazione, che da vent’anni organizza Più libri più liberi per accoglierle e dare visibilità a tutte. I numeri mostrano un’estrema effervescenza, con indici di crescita significativi per i piccolissimi editori, con vendite a prezzo di copertina sotto il milione di euro, e per quelli più grandi, con vendite tra 10 e 25 milioni”.
“Il consolidamento dell’editoria piccola e media in Italia negli ultimi due anni – ha spiegato il presidente del Gruppo Piccoli Editori Diego Guida – dimostra la capacità del settore di sapersi innovare e rendersi sempre più competitivo. Per questo è importante che nella legge per il libro annunciata dal ministro della Cultura Dario Franceschini trovino spazio misure che aiutino anche i piccoli editori a fare ancora meglio, ad esempio con incentivi fiscali a favore di chi investe per l’ottimizzazione della filiera distributiva mirati in particolare alle realtà medio-piccole, e sostegni alla domanda”.
QUANTE SONO E QUANTO VENDONO. La ricerca illustrata dal responsabile dell’ufficio studi di AIE Giovanni Peresson si concentra sulle case editrici con vendite di libri di varia (romanzi e saggi) nei canali trade fino a 25 milioni di euro annui a prezzo di copertina, escluse partecipate e controllate di gruppi editoriali. Le case editrici in questa fascia sono 6.998, in crescita del 17% sul 2020 e hanno venduto complessivamente 612,4 milioni di euro di libri, oltre 120 milioni in più rispetto al 2020 (più 25%). Tali vendite sono distribuite su 431.183 titoli, in crescita dell’8%.
LE QUOTE DI MERCATO. Nel 2021, le case editrici medie e piccole hanno una quota nei canali trade del 45%. Le vendite sono realizzate per tre quarti nelle librerie online e di catena (76%), nel 24% dei casi nelle librerie indipendenti. In numeri assoluti, questo si traduce in 467 milioni di vendite in librerie di catena e online (crescita del 27% sul 2019), e 147,6 milioni nelle librerie indipendenti (crescita del 9%).
LA STRUTTURA DEL MERCATO. L’andamento 2019-2021 mostra come, in due anni, il mercato sia cresciuto ai due poli estremi: le case editrici con vendite tra i 10 e i 25 milioni di euro sono passate da 3 a 12. Quelle con meno di un milione di euro di vendite sono passate da 5.698 a 6.901. Stabili le case editrici che vendono tra i 5 e i 10 milioni di euro (sono sedici), in lieve calo quelle con vendite tra 1 e 5 milioni (da 72 a 69). Le case editrici tra i 10 e i 25 milioni di euro, in particolare, negli ultimi due anni hanno visto crescere il loro venduto complessivo da 49,1 milioni a 172,2 milioni, quelle sotto il milione da 158,5 a 184,6 milioni. In calo le fasce medie.
IL FOCUS SUI PIÙ PICCOLI. Gli editori più piccoli, con vendite sotto il milione di euro, generano un mercato complessivo di 185 milioni, in crescita del 18% sul 2020. Nel corso degli ultimi due anni questo particolare comparto si è consolidato: il mercato di chi vende tra 500mila euro e un milione di euro è cresciuto del 24% fino a 56,6 milioni, il mercato di chi vende tra i 300mila e i 500mila euro è cresciuto del 45% fino a 34,7 milioni, il mercato di chi vende meno di 300mila euro è cresciuto del 5% fino a 93,7 milioni. (aise) 




Sognando vacanze esotiche in tempi calamitosi

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cop ebook gregorioChi di noi, tappato in casa osservando mestamente la pioggia battente dei mesi invernali, non sogna una vacanza in un’isola tropicale? Infatti anche la sventurata giornalista che innesca la vorticosa sequenza di avvenimenti nell’ultimo romanzo di Ennio Marchetti l’aveva pensata così e si era prenotata un bel soggiorno in un albergo a Las Terrenas, nella Repubblica Dominicana. Non sapeva di aver scoperchiato il classico vaso di Pandora, come viene descritto nei trentasei capitoli di “Il segreto di Gregorio.”

Marchetti, autore prolifico, ha profuso in questo suo recentissimo lavoro una cornucopia di elementi geo-politici-storici-fantastici riuscendo a ricucire vicende ed esistenze svoltesi in epoche e continenti diversi che risultano però avere ancora una nefasta influenza fino ai nostri giorni. Questa volta entrano in scena il continente perduto di Atlantide, la crudele dominazione spagnola nell’isola caraibica dove esiste un misterioso portale della dimensione spazio-tempo, la presenza di entità aliene benevole e un massiccio dispiegamento dei migliori servizi segreti del mondo intenti a sventare una minaccia mortale per l’umanità. Minaccia rappresentata da un misterioso e letale virus apparso dal nulla, o meglio da un laboratorio, allo scopo di decimare la popolazione mondiale. Intrigo internazionale, altissima finanza, terrorismo fondamentalista? Certamente, eccoli serviti!

Marchetti, e verrebbe voglia di chiamarlo “astuto volpone”, non lesina al lettore una abile mescolanza di attraenti fattori: le variazioni  di luogo che descrivono continenti e città diversi, sempre ben documentate e credibili, che ti fanno sentire un avventuroso esploratore mentre stai seduto nella solita poltrona del salotto, le ricostruzioni storiche vivacizzate dalla fusione con la fiction, le trame dell’alta finanza e dei servizi segreti umanizzate da dialoghi a livello spicciolo quotidiano così che il lettore si sente quasi di dare del tu a quei potenti della terra o agli inafferrabili agenti segreti, insomma una formula che funziona sempre bene e avvince come un congegno ben oliato.  Anche perché si avverte un sapore di autenticità soprattutto nelle pagine che descrivono le vicende che si svolgono in Italia.

In qualsiasi regione si svolga la storia, sia la Calabria  in “Rex, Il medaglione di Athon” che la provincia vercellese de “Il segreto di Gregorio”, Marchetti aggiunge a quei personaggi e quei luoghi un che di familiare, di vissuto, dove chiunque può riconoscersi o riconoscere qualcuno.

Per chi desidera acquistare il libro, ecco i link:

 

IL SEGRETO DI GREGORIO, edizione stampata, in italiano, a 23 dollari

https://www.lulu.com/en/en/shop/ennio-marchetti/il-segreto-di-gregorio/paperback/product-nevegp.html?page=1&pageSize=4

 

IL SEGRETO DI GREGORIO, edizione digitale eBook, in italiano, a 4.88 dollari

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“Il segreto di Gregorio”, il nuovo thriller di Ennio Marchetti, fino al 29 novembre scontato del 30%

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cop ebook gregorioUn virus creato in laboratorio a Lagos (Nigeria) da terroristi islamici legati al Califfato e un vaccino studiato per eliminare gran parte dell’umanità…
È IL SEGRETO DI GREGORIO, il nuovo, appassionante romanzo thriller di Ennio Marchetti.
Edizione stampata fino al 29 di novembre con il 30% di sconto, indicando il codice SAVE30, a questo link:
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Vancouver. Una raccolta di racconti fra realtà e immaginazione

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image001Vittorino Dal Cengio non è un autore novellino: ha all’attivo sette volumi di cronaca storico-sociale, biografia e commentario. Il suo ultimo libro, Temporibus Illis – Racconti dell’altro ieri, si distacca dai filoni precedenti della sua ispirazione e produzione.

Come molti autori, Dal Cengio ha sentito il bisogno di seguire o inseguire altre sorgenti, di esplorare nuovi territori della narrativa e così è scaturita questa raccolta di quindici racconta articolati in capitoli che li definiscono: nella prima parte, Dal Cengio rivisita la sua prima e forse maggiore fonte di espressione – che ha le radici nella sua esperienza di Alpino – in quattro storie, tre collegate alla tragica esperienza del Corpo di spedizione degli Alpini in Russia durante la seconda guerra mondiale e lo fa inoltrandosi nell’introspezione delle devastanti conseguenze psicologiche ed emotive che condizionano la  vita dei sopravvissuti (“Due Alpini della Julia”) e soffermandosi sul fragile confine fra realtà e allucinazione provocata dallo sfinimento e dalle disumane circostanze che i combattenti si trovarono ad affrontare come il soldato del racconto “Quando il sole tace.”

La seconda parte ha un carattere decisamente più fantastico e onirico, esplora viaggi a ritroso nel tempo in “Dalia”, apre un dialogo fra umani e  animali da loro fatti prigionieri in “Occhi ursini” e nel racconto “Un aggravio in più” presenta con molta delicatezza e un tocco di umorismo le tribolazioni di due religiosi missionari, un sacerdote e una suora alle prese con le naturali e insopprimibili leggi della reciproca attrazione.

La terza e ultima parte del volume, cioè il capitolo “All’estero” raccoglie altri cinque racconti ambientati in località e tempi diversi e lontani fra loro. “Natura selvaggia” e “Sasquatch”  storie dichiaratamente autobiografiche, che narrano d’inquietanti incontri nel corso di scarpinate sulle montagne sovrastanti la città di Vancouver, evidenziano la sicurezza dell’autore nel trattare materiale biografico e autobiografico, come del resto in tutto il libro Dal Cengio continua a usare la sua competenza in materia militare e sportiva per rendere vive e credibili le descrizioni, e mostra accuratezza e meticolosa ricerca nella documentazione storica.

Lo stile robusto, immediato e coinvolgente caratteristico di questo autore fa sì che il volume si legga quasi d’un fiato lasciandoci trasportare in mondi lontani di fantasia ma anche più vicini al nostro quotidiano di come potrebbe sembrare.

 

 




“Il segreto di Gregorio” il nuovo romanzo thriller di Ennio Marchetti

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cop ebook gregorio“Un antico messaggio in bottiglia, ritrovato nel mare della Repubblica Dominicana da una giornalista de La Stampa, in vacanza a Las Terrenas, scatena un putiferio…”.

È quanto si legge nella breve presentazione del mio nuovo romanzo IL SEGRETO DI GREGORIO, un thriller già disponibile al sito di lulu.com tanto nella versione cartacea come in quella digitale.

Devo dire che mi sono entusiasmato scrivendolo, tant’è che prevedevo finirlo nei primi mesi del prossimo anno e, invece, eccomi qui a presentarvelo come possibile, e auspicabile per me, vostro acquisto per i regali di Natale.

Il romanzo è ambientato in Italia, nella mia Valsesia e in particolare a Gattinara, il paese ai confini tra Vercellese e Novarese dove sono nato tante decine di anni fa. Ma anche nella Repubblica Dominicana, dove vivo ormai da 23 anni, e in Africa, in Nigeria.

Anna Sorrentino, una brillante giornalista de La Stampa ha deciso di concedersi una bella vacanza ai Caraibi, agognata da tempo e sempre ritardata per l’affermarsi del Covid.

È a Las Terrenas, ospite del lussuoso hotel Viva Wyndham, sulla costa atlantica della Repubblica Dominicana, e, una notte, non riuscendo a conciliare il sonno, va in spiaggia e, dalla sua sedia a sdraio, osserva il mare. La sua attenzione viene attirata da un luccichio tra le onde, complice una bella luna piena. Una bottiglia ondeggia e viene spinta a terra. Anna la raccoglie e si accorge che al suo interno reca un messaggio. Lo ha scritto 500 anni prima lo scrivano Gregorio Patriarca, prima di naufragare con la nave che lo riportava in Europa. Il messaggio rimanda al diario del giovane dove lui scrive che si parla di importantissimi eventi futuri e in particolare di un ultimo che potrebbe rappresentare la fine del mondo occidentale.

Anna coinvolge il suo caporedattore, Stefano Delvecchio, e si mette in caccia. Ma le comunicazioni tra i due vengono intercettate da terroristi dell’Isis, fedeli al Califfato, che hanno tutto l’interesse che quel diario non venga mai riportato alla luce.

E da qui si dipana, attraverso 355 pagine, la storia del “Segreto di Gregorio” che, naturalmente, vi invito a leggere.

Il link dove potrete acquistarlo in qualsiasi parte del mondo voi siate nella sua versione stampata e riceverlo comodamente a casa vostra è

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Mentre se preferite averlo in formato eBook e scaricarlo semplicemente dovete dirigervi a

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Buona lettura!




La poesia di Sandro Angelucci come esplorazione dell’anima e della natura

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unnamedPresentiamo ai lettori due poesie di Sandro Angelucci, scelte dall’autore dalla raccolta Titiwai.

Poeta e critico letterario, saggista, Sandro Angelucci vive a Rieti dove insegna ed è nato.

Ha pubblicato: in poesia, Non siamo nati ancora (Sovera Editrice, Roma) , Il cerchio che circonda l’infinito, Verticalità (Book Editore, Ro Ferrarese), Si aggiungono voci (Lietocolle Editore, Faloppio), Titiwai (Giuliano Ladolfi Editore, Borgomanero); per la saggistica, Di Rescigno il racconto infinito, monografia prefata da Giorgio Bȧrberi Squarotti (Blu di Prussia Editore, Monte Castello di Vibio),

È presente in varie antologie, tra le quali Inchiostri digitali nella prestigiosa collana Ricerche dell’editore Eugenio Rebecchi  (Blu di Prussia, ottobre 2016). Intensa la collaborazione con qualificate riviste culturali nazionali, di alcune delle quali è anche membro del comitato di redazione e collaboratore fisso. Ha ottenuto, per la poesia, numerosi riconoscimenti, tra cui molti primi premi per l’edito.

Un suo profilo critico è inserito nel IV° volume della “Storia della letteratura italiana. Il secondo Novecento” e nel “Dizionario degli Autori italiani contemporanei” per Guido Miano Editore in Milano.

Il suo nome figura come estensore  (con altri letterati) dei Volumi Critici Italia insulare – I poeti: Franca Alaimo e Secolo Donna 2020, per quanto concerne la poesia di Maria Grazia Calandrone, entrambi curati ed editi dalla Macabor di Bonifacio Vincenzi.

Del suo lavoro si sono occupati autorevoli critici, poeti e scrittori.

 

SE I CONATI SARANNO PIÙ VIOLENTI

 

Dobbiamo coccolarla.

La sua

è la richiesta di una vecchia madre

che forse mai

come adesso

tanto bisogno ha avuto

delle nostre più tenere carezze.

 

Dobbiamo riconoscerci suoi figli

perché questo siamo

anche se ci ostiniamo

a non volerlo ammettere.

 

Facciamoci colpire

ma che serva

a darci quella forza

– che possediamo –

di metterle una mano sulla fronte

quando i conati

saranno più violenti.

 

Ora che crollano i palazzi

costruiamole una reggia

tutta per lei

con un giardino

dove fiorisca il melo

che fa cadere i frutti

 

e, se ci sono,

non mordano i serpenti.

 

TITIWAI

 

Esistono le stelle sotto terra.

Lo sapevate?

Nelle grotte del distretto di Waitomo.

E la cosa straordinaria

è che somigliano a dei vermi.

Sono larve che emettono bagliori

sulla scala degli azzurri.

 

Strano, insospettabile

– non credete? –

che esseri così, spesso reietti,

distanti dal cielo, dalla bellezza

incantino migliaia di turisti.

 

Eppure è ciò che accade.

I Māori

li chiamano titiwai.

A me piace pensare significhi stupore

 

e tutte le parole

che inventano i bambini.

 

(Tratte dalla raccolta Titiwai – Ladolfi Ed. 2019)




Vancouver: “Il viaggio di Giovanni”, una ricerca personale, un viaggio universale

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o zappaL’esperienza di vita di ogni persona costituisce una ricca tela e spesso l’apprendimento più prezioso deriva dal racconto di storia personale; tuttavia non molte persone sono in grado o trovano la motivazione per condividere le proprie esperienze. Osvaldo Zappa, scrittore italiano a Vancouver, ha completato le sue memorie intitolate Giovanni’s Journey (Cusmano Publishing, Montreal, 2010). Il suo affascinante racconto attraversa più di cinque decenni e conduce il lettore attraverso tre paesi, Italia, Canada e Francia, e attraverso una serie di eventi storici rilevanti come la seconda guerra mondiale, l’emigrazione di massa di contadini impoveriti dall’Italia del dopoguerra e la rivoluzione ungherese; tocca anche tragedie storiche come la persecuzione dei Catari in Occitania, tutte viste attraverso gli occhi della gente comune, dei contadini, degli operai, delle persone umili che fanno la storia ma non vengono citate nei libri di storia.

Zappa, originario dell’Abruzzo, ha avuto una carriera di successo con B.C. Forestry e ora si sta godendo gli anni del riposo. È uno scrittore autodidatta che possiede un dono innato per le immagini potenti e una profonda conoscenza delle emozioni umane. “Il viaggio di Giovanni” è il suo primo libro; in preparazione al suo prossimo lancio, parla, in questa intervista, della sua esperienza di scrittore, ma anche di uomo di famiglia e di carriera.

Anna Foschi: Cosa ti ha ispirato a scrivere le tue memorie?

Osvaldo Zappa: L’ispirazione per scrivere mi è venuta molti anni fa, infatti, dopo che uno dei miei zii ha avuto una morte tragica e dolorosa. Sentivo di avere il dovere di rendergli onore perché mi era molto caro. Vivendo a East Vancouver alla fine degli anni Cinquanta e Sessanta, ho iniziato a scrivere in italiano, ma dopo aver frequentato innumerevoli corsi nelle scuole serali per imparare l’inglese, ho rivolto le mie energie per padroneggiare la lingua della mia nuova patria. All’epoca scrivevo molte pagine di poesie e brevi saggi, poi li accantonavo, tornando di tanto in tanto per aggiungere altri scritti. Poi ho messo da parte la scrittura per molti anni pensando che nessuno sarebbe stato interessato al mio lavoro. Ricordare gli anni della guerra lo sentivo come doloroso.. Ma ho sempre voluto tramandare su carta la storia degli immigrati, la mia storia. Tuttavia, anni dopo, molti fatti hanno influenzato la mia decisione di pubblicare un libro in inglese. A quel punto la mia competenza nella lingua del mio paese di adozione era notevolmente migliorata, soprattutto dopo aver seguito corsi di padronanza dell’inglese ad alto livello e di scrittura creativa. Sono stato un avido lettore di libri, ultimamente per lo più in inglese. Alcuni dei primi libri che ho letto erano legati alla mia vita da giovane in Italia. Ho letto Two Women (La Ciociara) di Alberto Moravia che ritrae l’Italia meridionale durante l’ultima parte della seconda guerra mondiale e include l’occupazione da parte degli Alleati che portò, in alcuni luoghi , nuovi abusi contro la vita umana. Vent’anni fa rimasi colpito dall’ottimo romanzo di Nino Ricci, “Vite dei Santi”, in cui anch’egli descrive la vita degli abitanti di un piccolo paese, compreso le vicende della guerra in Molise, allora Abruzzo e Molise . Questo mi ha anche dato l’idea che avrei dovuto tentare di scrivere la mia storia e degli effetti che la guerra ha avuto sulla mia giovane vita.

Poi nel 1996 ho riletto Il Gattopardo, scritto da G.Tomasi di Lampedusa che scrisse il romanzo quando era già ultrasessantenne – uscito postumo nel 1958 e lodato per la visione poetica della condizione umana . All’epoca sognavo ingenuamente che anch’io avrei potuto scrivere un libro prima dei sessant’anni. Bene, è passato molto tempo da allora ed eccomi qui con la pubblicazione del mio lavoro. La scintilla finale per completare e pubblicare il libro in realtà mi è venuta dopo il mio ritorno da un viaggio nel sud della Francia – Languedoc Roussillon e paese Cataro – da dove proveniva mia moglie Jacqueline. Avevamo partecipato a una festa in giardino privato in cui alcuni membri hanno espresso commenti razzisti sull’Olocausto, come:

“Peccato che Hitler sia morto troppo presto, avrebbe dovuto finire prima il lavoro”. La dichiarazione mi ha così scioccato che ho sentito che avrei dovuto fare qualcosa al riguardo. Quell’affermazione mi riportò alla mente ciò che avevo letto sulla scomparsa dei Catari in Occitania molti secoli prima. I Catari erano un popolo cristiano che viveva nel sud della Francia. Migliaia di queste brave persone furono sradicate dalle loro terre o bruciate sul rogo durante il regno del re di Francia che, con l’approvazione della chiesa che all’epoca considerava eretici i Catari, aveva tramato di portare le terre occitane sotto il suo controllo . Ora, secoli dopo, esistono ancora solo i resti della lingua e della cultura.

cover zappaA.F. – Giovanni’s Journey ha una struttura complessa: fornisce una prospettiva sociale e storica ed è un documento sulla vita dei contadini nell’Italia rurale negli anni ’40. Inoltre, gli eventi descritti nelle tue memorie si svolgono nell’arco di diversi decenni e coinvolgono molti personaggi diversi. Come scrittore autodidatta, come hai gestito le difficoltà tecniche di scrivere questo libro composito?

O.Z. –: In primo luogo, per rispondere alla tua domanda sulla struttura complessa, direi che la struttura è composta da molte parti, tuttavia c’è un flusso naturale ai capitoli e ai personaggi in essi contenuti. Alcuni capitoli sono autonomi, cioè sono episodi separati, ma sono sempre collegati al corpo principale del libro in qualche modo, spesso cronologico.

Avevo letto il romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone, la storia compassionevole e realistica dello sfruttamento dei contadini nel sud Italia, e “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi, in cui espone la condizione dei contadini del sud Italia. In seguito ho letto The Grapes of Wrath e Of Mice and Men di Steinbeck, ho sentito il bisogno di documentare, nel mio libro, la difficile vita dei contadini nella mia città e nel mondo. Per quanto riguarda i tanti personaggi diversi del mio libro non ho avuto bisogno di guardare lontano: ero stato circondato da persone vere, famiglia, amici e gli stessi abitanti del villaggio. Naturalmente il protagonista del libro è l’autore stesso attorno al quale convergono tutti gli altri come in una ruota che gira e tutti ne siamo vittime.

Probabilmente, scrivere dei tanti personaggi non è stato facile né senza dolore. Gli eventi non sono sempre cronologici, ma funzionano bene come in un mosaico. Per quanto riguarda le difficoltà tecniche – beh ce ne sono state alcune, ma dopo che la bozza finale è stata elaborata con l’aiuto di un curatore i risultati sono apparsi abbastanza soddisfacenti.

A.F. – C’è un messaggio che volevi trasmettere?

O.Z. – Sì. C’è un messaggio, anzi ci sono diversi messaggi che dovevo trasmettere al lettore. In primo luogo è restituire l’umanità all’uomo; dare alla vita umana il rispetto che merita; per dare luce dove c’è oscurità e per dare gioia dove dimora il dolore. Avevo anche bisogno di dare voce ai morti. “Non devi lasciare che venga dimenticato quello che ci è successo. Scrivi degli eventi che hanno travolto le nostre vite. Tieni accesa la torcia».

A.F. – Nelle tue memorie parli di tragedie personali e familiari con grande sincerità. Come ti sei sentito a condividere questi problemi familiari?

O.Z. – All’inizio, ho dovuto superare la paura di mettere per iscritto i miei sentimenti per i miei cari. Sapevo che le parole negative, dette o scritte, hanno un modo di infliggere dolore alle persone. Ma il mio scopo era rendere omaggio ai tanti familiari di cui ho scritto e alleviare il dolore che io stesso sentivo dentro di me. Ho pensato che il modo migliore per affrontare questo fosse essere sinceri e affrontare la realtà della vita. Ho dovuto scrutare i fatti e ho dovuto accertarmi che, per quanto mi ricordavo, queste cose fossero accadute e scriverne in modo significativo e coinvolgente. Questa è stata un’esperienza dolorosa per me e sinceramente spero che altri non siano feriti da quanto scritto.

A.F. – Quali sono i tuoi progetti per la tue opere future?

O.Z. – Innanzitutto vorrei rivisitare la mia raccolta di poesie inedite che avevo accantonato tempo fa. Molta poesia, sia italiana che inglese, è conservata in scatole di cartone. Sono impegnato a scrivere alcuni racconti per le mie nipoti. Poi, se vivrò abbastanza a lungo, mi piacerebbe molto scrivere un libro sul coraggio. Sì, “Coraggio” sarebbe un buon titolo per il mio prossimo libro: il coraggio di scalare montagne, viaggiare da soli su una barca a vela attraverso l’oceano, su come le persone affrontano queste sfide, le loro debolezze e la loro forza.

A.F. – C’è qualcosa nella tua vita che faresti diversamente? Nessun rimpianto? E quali consideri i tuoi migliori risultati o i migliori che ti sono capitati nella vita?

O.Z. – Purtroppo nella vita ci vengono date solo pochissime scelte. Quando scegliamo un percorso dobbiamo, preferibilmente, seguire quel percorso e trarne il meglio, non si torna indietro. Sì, ho avuto dei dubbi nella mia vita più giovane, specialmente quando sono arrivata in Canada per la prima volta. Tuttavia, quando ho deciso di rimanere ho accettato il mio destino. Conoscere mia moglie Jacqueline ha contribuito a rendere molto più facile quella scelta, nonostante tutte le difficoltà che ne sono seguite. I successi che seguirono furono frutto della perseveranza nel matrimonio e nel lavoro che ottenni, lavoro che tenni fino alla pensione. Rimpianti? Invecchiare, non avere abbastanza tempo per realizzare ciò per cui ero troppo tardi. Vorrei vedere un mondo migliore popolato da persone pacifiche.

 




In Tanzania omaggio a Dante con le traduzioni della Divina Commedia sulla stampa locale

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26tanzaniaDAR ES SALAAM\ aise\ – Oltre tre milioni di persone in Tanzania sono state raggiunte da una campagna stampa su Dante Alighieri, Padre della Lingua Italiana, organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Dar es Salaam. Un’iniziativa svolta sui principali quotidiani locali, in collaborazione con l’Ambasciata di Svizzera in Tanzania, nell’ambito della Settimana della Lingua Italiana. Attraverso l’utilizzo di codici QR sono state messe a disposizione del gran numero di lettori le versioni in inglese e in kiswaili della “Divina Commedia”.
Sempre in occasione delle celebrazioni sul Sommo Poeta, l’ambasciatore Marco Lombardi ha ospitato in Residenza, lo scorso 22 ottobre, gli Stati Generali della Lingua italiana, un incontro svolto in modalità ibrida che ha riunito tutti gli attori interessati all’insegnamento della lingua italiana nel Paese africano. Tra i partecipanti, il vice segretario generale della Società Dante Alighieri, Andrea Vincenzoni, e Neema Nyerere, nipote del Padre della Patria, Julius Nyerere.
Nel corso di questo incontro sono state assunte alcune decisioni. Fra queste, l’assistenza degli operatori del turismo locali (in particolare le guide dei safari, di base a Arusha, e le guide turistiche a Zanzibar e sulla costa di Dar es Salaam) che, grazie agli importanti flussi turistici dall’Italia e quindi a fini economici, sono molto interessati ad apprendere la nostra lingua; la creazione di gruppi ad hoc, presso scuole internazionali di Arusha, Dar es Salaam e Zanzibar, in modo che i figli dei Connazionali, residenti in Tanzania, possano essere maggiormente seguiti nell’apprendimento della lingua italiana. Inoltre, si sta valutando l’ipotesi di avviare una collaborazione con Radio Maria per diffondere la lingua italiana presso il grande pubblico. In Tanzania, la radio è lo strumento di comunicazione mediatica più diffuso e Radio Maria è la radio più ascoltata tanto che riesce ad essere ascoltata nelle zone più remote del Paese.
Sempre per poter raggiungere il maggior numero di persone possibili, si sta lavorando ad un format di insegnamento della lingua italiana attraverso una modalità di intrattenimento. Infine, i partecipanti all’incontro sono stati d’accordo sull’istituzione in Tanzania di un’associazione “Dante Alighieri“. (aise)