Nasce a Beirut la “Biblioteca Italia”

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15beirutBEIRUT\ aise\ – L’ambasciatrice d’Italia in Libano, Nicoletta Bombardiere, ha inaugurato insieme al direttore del Centro di Lettere e Traduzione, Rabih Machaalany, la Biblioteca Italia, dono del Ministero italiano della Cultura, in collaborazione con il Ministero italiano degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Centro di Lingue e Traduzione.
La cerimonia si è svolta alla presenza del preside della Facoltà di Lettere e di Scienze Umanistiche presso l’UL, Ahmad Rahab, della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura in Libano, Monica Zecca, della lettrice presso l’Università Libanese, Caterina Carlini, e di un’ampia rappresentanza di studenti della lingua italiana.
La Biblioteca Italia costituisce un prestigioso riconoscimento che quest’anno il Ministero della Cultura italiano ha deciso di assegnare al Centro di Lingue e di Traduzione quale prominente istituzione nel campo della diffusione dell’italiano. Si tratta di circa 550 volumi su vari temi, dalla letteratura alla storia e alle diverse arti, dalla geografia e paesaggio all’archeologia, alla gastronomia e al cinema, comprendente anche 34 DVD di capolavori del cinema italiano. Un vero e proprio viaggio nel complesso della cultura italiana, attraverso le opere dei maggiori autori classici e contemporanei italiani.
L’Istituto Italiano di Cultura ha voluto valorizzare ulteriormente la donazione dotando la biblioteca di scaffalature appropriate alla conservazione e consultazione dei volumi attualmente esistenti e delle future acquisizioni, in modo da creare una organica e facilmente accessibile sezione italiana della Biblioteca del CLT. (aise)




Vancouver: “Libri e Biscotti” ovvero gli scrittori italiani della British Columbia

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capturaL’Associazione Scrittori/Scrittrici Italo-Canadesi e Word Vancouver Festival presentano Books and Biscotti, una serata letteraria dedicata a tre autori italo-canadesi della British Columbia: Eloise Carbone, David Bellusci e Monica Meneghetti. Presentatrice: Anna Foschi Ciampolini, co-fondatrice ASSIC.

Martedì 15 giugno, alle ore 18:30 su Zoom. Registrazioni:

                              Books and Biscotti — WV/21

Books and Biscotti fa parte di una serie di eventi organizzati in tutto il Canada durante il mese di Giugno, dedicato al retaggio culturale italiano. Per maggiori informazioni, visitare www.aicw.ca.




REX, un grande romanzo d’avventura

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1Debbo dire che è stato un lavoro faticoso ma estremamente gratificante. Da oggi “REX, il medaglione di Aton”, il romanzo d’avventura che Enzo Odoguardi e io abbiamo scritto a quattro mani, approda finalmente nelle librerie italiane per i titoli di Falco Editore.

Dico “finalmente” perché un libro è come un figlio, lo si attende per mesi e, nelle ultime settimane, l’attesa diventa spasmodica.

Quando Enzo, che ha fatto una formidabile ricerca storica e scientifica, mi ha proposto “l’avventura di scrivere REX” con lui non sapevo se ce l’avrei fatta a tornare a scrivere un romanzo. Era passato tanto tempo dal mio ultimo, Las Terrenas Goodbye, e la penna mi si era un po’ esaurita.

REX è stato come una ricarica. I primi capitoli che Enzo mi ha inviato, scritti da lui, mi sono piaciuti tantissimo. Io non aveva mai elaborato un romanzo di questo tipo, tra storia e fiction, e la scommessa con me stesso è stata estremamente stimolante.

Ci eravamo proposti di terminarlo in agosto e, invece, in aprile avevamo già scritto la parola fine sull’ultima delle quasi 400 pagine del romanzo.

Nessuno tema! Sono 400 pagine che scorrono rapidamente, tremendamente avvincenti e che portano il lettore a continuare, una dopo l’altra, fino ad arrivare alla fine del mistero. Si, perché per conoscere appieno il mistero di Rex occorre arrivare proprio fino all’ultima frase, direi fino all’ultima parola.

“La storia di REX – dicono le note che accompagnano il volume – è basata su eventi, posti e caratteri reali, relazionati alla ricerca della mitica tomba del re de Visigoti, Alarico, cercata da molte persone, compreso lo stesso Hitler… Dalla devastante ritirata di un ufficiale Italiano dalla Russia, durante la seconda guerra mondiale, si apre una “cassa di
Pandora”, settant’anni dopo, con la scoperta, dentro i suoi effetti personali, di un oggetto che porterà il Professor Bill Hutton e il suo gruppo di ricercatori a ripercorrere 13,000 anni di storia, mettendo alla luce verità esplosive per chi vorrebbe gestire il nuovo ordine mondiale.
Dietro di loro agenzie di servizi segreti e personaggi “dietro le quinte” li seguiranno per impadronirsi di uno dei segreti più
nascosti dell’umanità.
“La chiave” viene tramandata da secoli attraverso poche e difficili informazioni, nascoste negli anfratti di un sistema ancestrale e di gruppi elitari che controllano il nostro pianeta.
Se fosse di dominio pubblico il mondo come lo conosciamo oggi non esisterebbe più.
Per arrivarci il professore William Hutton deve andare oltre i concetti e i limiti degli insegnamenti tramandati da secoli,
in una vera caccia al tesoro contro il tempo e soprattutto contro la storia come la conosciamo”.

E poi, collegato al libro, c’è un grande concorso a premi, una vera e propria caccia al tesoro, perché nel libro ci sono degli indizi che, se riuniti e studiati, porteranno a individuare delle coordinate dietro le quali sta la soluzione dell’enigma. E per chi ce la farà a scoprirla, pioveranno ricchissimi premi: 10 mila euro, un viaggio di una settimana in un’isola dei Caraibi, forniture di vini del Vecchio Mondo… Troverete il regolamento completo al sito https://rexthehunt.com/

Quindi REX…state con noi. Ne vale la pena!

Il libro è in vendita nelle librerie italiane e al sito di Falco Editore:

http://www.falcoeditore.com/prodotto/rex-medaglione-aton/

al prezzo di lancio di 17 euro e cinquanta, anziché 19.50.

 

 

 




Le due Patrie di Berenice Rossi

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lemie due patrie copAdriano Barattucci  nacque in provincia di Chieti ed emigrò  a Buenos Aires, dove  realizzò il sogno con il quale era partito dall’Abruzzo. Decise di aprire una attrezzato negozio sulla “avenida Santa Fe” al n.  2462 a cui diede il nome di “La Teatina”.

Nicola Lombardi nacque ad Archi (CH) il 16 marzo del 1848. Appresi i rudimenti del mestiere di sarto a Buenos Aires aprì un suo negozio di sartoria nella lussuosa via Florida, 211. In breve la “Sartoria Lombardi” divenne riferimento della intera Buenos Aires e da lui si “vestivano” imprenditori, politici e prelati. Aprì una fabbrica di sartoria di produzione vestiti da uomo e donna che arrivò a occupare centinaia di operai

Tito Luciani nacque ad Atessa e dopo aver raggiunto l’Argentina si affermò come ingegnere e ricoprì importanti incarichi in tutte le maggiori associazioni italiane.

Sono solo alcune delle centinaia di storie che hanno costellato la diaspora abruzzese in terra argentina. Storie che hanno commosso e fatto riflettere e che hanno infine indotto Berenice Rossi (nella foto), insegnante e appassionata di ricerche storiche, a trasformare in materia di studio e in un pregevole libro di narrativa biografica:” Le mie due patrie – Storia e storie dall’Abruzzo all’Argentina” (edito da Amazon).

La professoressa Rossi, nata a San Giovanni Lipioni (Chieti) ha deciso alcuni anni fa di trasformare il suo dottorato di ricerca in un viaggio ai confini del Mondo, salendo su un aereo e trasferendosi per mesi in Argentina per fare base a Buenos Aires e raggiungere le varie comunità abruzzesi sparsi nel vastissimo territorio albiceleste. Lo spunto per la ricerca è arrivata dall’Università Torcuato Di Tella di Buenos Aires, per la quale Berenice ha intrapreso il suo dottorato di ricerca. Il titolo della sua tesi era: De Italia ad Argentina: La emigración de los abruzzese de las provincias de Chieti y Pescara (1945-1960); il lavoro di ricerca, terminato con grande successo, ha permesso a Berenice di penetrare con grande professionalità le dinamiche delle associazioni abruzzesi presenti sul territorio argentino e di ricostruire tante singole storie per creare infine un puzzle dai multiformi colori esistenziali. Le sue ricerche raccontano l’esperienza migratoria di una regione che ancora oggi in gran parte si identifica con i confini della somma degli attuali Abruzzo e Molise, e tra le pagine del libro si dipanano il dolore della partenza, il viaggio, l’arrivo, l’integrazione, l’identità negli adulti e nelle nuove generazioni, il rimpatrio e la vita attuale degli immigrati.

berenice rossiIl libro, frutto diretto delle  decine d’interviste e dei tanti viaggi sulle strade argentine, viene proposto anche nella versione spagnola (Mis dos patrias – Historia e Historias de Abruzzo y Argentina) e focalizza la propria lente di ingrandimento sui flussi di migranti dalle province di Chieti e Pescara verso Buenos Aires, San Isidro, Ensenada – La Plata, Mar del Plata, Bahia Blanca, Mendoza e Rosario (provincia di Santa Fe) negli anni che vanno dal 1945 al 1960. Costruito con l’apporto d’interviste condotte vis a vis sul campo, il libro rappresenta anche il lavoro di chi a sua volta ha vissuto un’esperienza migrante. Anche Berenice Rossi infatti, laureata in Storia e Filosofia, Sociologia e Psicologia e docente di Filosofia nel liceo classico statale G. Galilei di Firenze,è figlia di un emigrante (il padre ha lavorato nelle miniere in Germania)  ed ha lasciato il suo paese natale, San Giovanni Lipioni da tanti anni.

“Ho sentito l’esigenza personale – spiega l’autrice –  di riannodare un filo ideale con le molte amiche partite negli anni Sessanta per le Americhe. Durante il mio dottorato di ricerca ho avuto occasione d’incontrare diversi miei corregionali e a essi ho voluto dare la possibilità di riconsegnare ai loro paesi d’origine e alla regione Abruzzo la loro storia personale, relegata fino a ora nel silenzio della loro memoria”.

Il certosino lavoro di ricerca ha già ricevuto un riconoscimento. Nel 2019 all’autrice è andato infatti il premio “La Valigia di cartone” dall’amministrazione comunale di Castel del Monte, che ogni anno conferisce premi a lavori editoriali e audiovisivi incentrati sul tema della migrazione italiana.




“Sinónimo”, una poesia di Margaret Fiorentino

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Sinónimo

Mi corazón se estremece,

grita, suspira, se mece,

Se embriaga y olvida el dolor del ayer…

Pues hoy ha vuelto a amar…

La dulzura del amor,

De la noche su color,

De mi piel las caricias

Que borré de mi ayer…

Y amo hoy, el calor de tus palabras

De tus labios tu sonrisa

Porque has hecho de mi vida,

Un sinónimo de amor…

 

Margaret Fiorentino




“Brechas de luz”, poema de Indhira Itsuki

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Derrite su calor tu razón desplumándose en auroras caballos que comen atardeceres con raíces en el mar.

Un movimiento entre olas

el costado seco de un amor,

un amor que estrujó tus aguas haciendo del momento un reloj en turbulencias, turbulencias que traen consigo la sequía del espíritu. Un moribundo estruendo, quizás tengas esperanzas de renacer en silencios, esa esperanza que trasciende de pasados y logres así, entonces nacer en mis ojos, como un nuevo amanecer aleteando colores desde adentro, en los árboles de mi alma, en armonía de mi Dios continuo, en tu pecho un corazón despierta, en mis latidos los tuyos permanecen.

De Indhira Itsuki

Instagram @itsukiii2




C’erano una volta i traditori (e ci sono ancora)

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9788836210565 0 0 626 75Nel suo ultimo libro Domenico Vecchioni ripercorre le storie di venti personaggi che si sono resi famosi per i loro tradimenti

Amore e odio, coraggio e vigliaccheria, generosità e tirchieria. Il tradimento appartiene al gruppo di quelle parole che assumono pieno senso solo confrontandolo  allo specchio con il suo contrario. E non ci sarà mai tradimento se dall’altra parte dello specchio non si trova la lealtà cui venir   meno per i motivi più disparati: dal denaro alla vendetta, dall’ambizione alla viltà. Il tradimento  marchia l’autore del gesto con un segno indelebile e lo spedisce nella dannazione della storiografia ma quanti gesti eroici, quante decisione risolutive e quante scelte coraggiose ci sarebbero stati senza dover fronteggiare il rinnegamento della lealtà?

Per capire meglio i tanti fili che legano insieme gli eventi della storia e il contributo dei traditori, Domenico Vecchioni ci guida nella sua ultima fatica editoriale, facendoci conoscere  20 personaggi, protagonisti di storie singolari e controverse. Attraverso le pagine del libro sarà possibile le scoprire    le motivazioni profonde che  incitarono all’infedeltà, all’inganno, al tradimento uomini che oggi la storia pone anche al di sotto del gradino riservato a dittatori e despoti.

Domenico Vecchioni, autore di lungo corso e di ottima prosa narrativa, ci fa viaggiare attraverso le storie di Giuda Iscariota (il quale lega al suo stesso nome la propria scelta di tradimento) dell’omicida  Bruto, assassino di Cesare e traditore per scelte politiche, di  Bernadotte, traditore per ambizione,

L’attributo di traditore è stato dato a rivoluzionari e voltagabbana, apostati ed eretici, convertiti e rinnegati, ammutinati e disertori, spie e collaborazionisti, ribelli e terroristi, pentiti e crumiri. E tra i mille personaggi possibili, Domenico Vecchioni sceglie il profilo di venti personaggi per riportare alla luce le gesta più eclatanti avvenute nella storia. E se con Laval conosceremo un traditore che auspicava la vittoria della Germania nazista, con  Bazaine conosceremo un traditore per viltà mentre  Talleyrand, ci ricorda la storia che di un uomo che fece del tradimento un’arte.

Domenico Vecchioni, diplomatico di professione è stato ambasciatore d’Italia a Cuba ha ricevuto diverse onorificenze, tra le quali quella di “Chevalier des Palmes  académiques” e di Commendatore al merito della Repubblica Italiana. Storico e saggista, iscritto all’albo nazionale analisti d’Intelligence (ANAI), ha collaborato a riviste di politica internazionale (Rivista di studi politici internazionali), di storia (Storia illustrata, Cronos, Rivista Marittima, Conoscere la Storia, Civiltà romana), di intelligence (Gnosis, Intelligence e Storia top secret). Collabora abitualmente con BBC History/Italia ed è autore di una trentina di saggi storico-politici. Si è inoltre interessato alle biografie di personaggi celebri, con particolare riferimento ai protagonisti dello spionaggio mondiale. Tra i suoi volumi vanno ricordati: Richard Sorge, Kim Philby, Ana Belén Montes, Garbo, Storia degli agenti segreti dallo spionaggio all’Intelligence, XX destini straordinari del XX secolo, Cicero, la più intigrante spy-story della 2a guerra mondiale,  “Le dieci operazioni che hanno cambiato la Seconda guerra mondiale” (2018) e “Le dieci spie donna che hanno fatto la storia” (2019).

Recensioni

l’attributo di traditore è stato dato a rivoluzionari e voltagabbana, apostati ed eretici, convertiti e rinnegati, ammutinati e disertori, spie e collaborazionisti, ribelli e terroristi, pentiti e crumiri.

Eppure, se osserviamo il tradimento nelle diverse epoche, la percezione che ne hanno avuto contemporanei e posteri è molto più mutevole di quanto non dicano le formalizzazioni giuridiche. Lo dimostra un bel libro di Marcello Flores (“Traditori. Una storia politica e culturale”, il Mulino, 2015). Poiché “chi vince non è mai un traditore”, i protagonisti della sua monumentale ricerca sono quei personaggi che, secondo il potere e le autorità, hanno violato le leggi e i costumi al cui rispetto erano tenuti. Condannati o assolti, assistiti o perseguitati, nelle loro vicissitudini si possono cogliere i sintomi di una millenaria e tortuosa trasformazione: il passaggio dalla fedeltà al sovrano alla fedeltà alla nazione, dalla lealtà individuale alla lealtà istituzionale.




“Luz oscura”, poema de Indhira Itsuki

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Me dejo pensar por el momento que se plasma y se escurre, me supervisa desnuda desnuda en luz oscura, dando vueltas en vueltas que se hunden.
Soy como el viento que se despega de las hojas, ese que levitando sobrevive en el mar.
La belleza se reinventa de noches y despierta en el día su Inocencia, mi Inocencia serena.

Instagram @itsukiii2




“Noches Luciérnagas”, poema di Indhira Itsuki

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Quiero conversarte en tiempo de mis ojos.

En sentir de mi alma, en mis labios con tus labios.

Es mi cuerpo que suave se une al tuyo, en una ventana de noches luciérnagas, un abrir de días que desprende el sol de sus alas.

En el movimiento sutil de las palabras erizando el corazón de mí.

 

Instagram @itsukiii2




Poesia contemporanea italiana: La complessa ispirazione poetica di Sandro Angelucci

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sin título 1Qualche anno fa, tramite una comune amica fiorentina affermata nel campo letterario, ho potuto avvicinarmi all’ opera letteraria di Sandro Angelucci, o almeno a parte di essa, perché Angelucci ha pubblicato una serie di raccolte poetiche che sono state oggetto di studio e recensioni da parte di molte voci importanti del panorama letterario italiano. Nel corso degli ultimi venti anni Angelucci, poeta, critico letterario e saggista che vive e insegna nella sua città natale di Rieti, ha infatti pubblicato numerosi volumi: “Non siamo nati ancora” (Sovera Ed.), “Il cerchio che circonda l’infinito” (Book Ed.) e “Verticalità” (Book Ed.) usciti rispettivamente nel 2000, 2005 e 2009 e, nei quaderni letterari de “Il Croco”, le raccolte “Appartenenza” (2006) e “Controluce” (2009). Per la saggistica, è uscito a cura di Angelucci il volume “Di Rescigno il racconto infinito,” monografia dedicata al poeta Gianni Rescigno e prefata da Giorgio Bȧrberi Squarotti (Blu di Prussia Editore.) Le raccolte poetiche più recenti comprendono “Si aggiungono voci”  e “Titiwai” (Giuliano Ladolfi Editore, 2019).

“Si aggiungono voci” (Edizioni Lieto Colle. 2014) che ho letto con commozione e sentito particolarmente affine per i temi e l’afflato genuino verso la Natura, è composto da due sezioni,  “Icaro” e “Il grande respiro” che sviluppano i temi cari all’ autore in un fluido divenire emotivo e spirituale, in un mosaico di intuizioni ed emozioni che scaturiscono da una spiritualità profonda, da una compassione autentica e  vissuta attivamente anche a livello dei minimi avvenimenti del quotidiano che possono riferirsi alla morte ingiusta di un animale o alla riflessione sul potere del sogno: <<…Forse, chissà, /forse lo scopriremo/che sono i sogni l’anima del mondo.>>. (Da << Come poterne fare senza?>> p.49).

Una poesia non facile quella di Angelucci, un universo complesso in cui confluiscono temi, ricerche ed esplorazioni che si riconducono a fondamentali  interrogativi esistenziali e all’aspirazione, insita nell’ uomo, verso un mondo e una esistenza in maggiore sintonia con la Natura e con il senso del Divino, per poter comprendere, mediare e superare anche certi aspetti tragici dell’ esperienza umana. Il lettore non si aspetti di poter sfogliare questo volume distrattamente, cercandovi un momento di evasione. La poesia di Angelucci richiede un confronto con noi stessi, con i nostri valori e i nostri pregiudizi, apre un orizzonte su visioni di cui forse vorremmo essere anche noi i visionari.

Alcune poesie tratte da: Si aggiungono voci (Angelucci. S., Edizioni Lieto Colle. 2014)

 

Nel sangue aveva le tormente

In morte dello scoiattolo canadese 

Ti ho dato tanto.

E avrei potuto darti molto di più.

Non rinchiudendoti in quella gabbia

per esempio.

 

Mi hai dato tanto.

E avresti potuto darmi

ciò che sembra irraggiungibile

se solo ci fossimo incontrati

nelle tue foreste.

Liberi:

Tu di saltare da un ramo all’ altro,

io di non comprarti.

 

Non è successo

ma non di meno ti sento e credo vivo.

Con rabbia,

con una forza insolita, indicibile

ho fatto un buco nella terra.

E ti ho protetto

dal gelo della morte,

tu, che nel sangue avevi le tormente.

 

Il corpo senza vita di mia nonna.

Soltanto allora seppi del dolore.

Tutto rinasce – oggi l’ hai ribadito –

Se muori di un amore che non scegli.

 

Feluche

Sono feluche adesso queste ore,

che navigano mari

d’altri mondi.

È tempo, questo tempo,

che non conosco.

Sono momenti questi

di grazia commovente

di una fragilità che impreziosisce

la vena luminosa del cristallo.

E io, che torno nuovamente

a percepirmi eterno

su legni

che sfidarono gli scogli,

naufrago aspetto, a terra,

il prossimo vascello.

Una vela, una feluca,

un vento.

Una promessa:

il segno del viaggio

un senso di partenza

 

Ustioni

Una medusa

strappata al sogno del suo mare,

lasciata in agonia

sulla sabbia arroventata.

È così, sempre

che credendo di fuggire le punture

ci ustioniamo.

Siamo vittime e carnefici

di un pensiero

che rasenta la follia

che svuota il corpo

che toglie trasparenza all’ armonia.