Coach Al Kelbren: come superare i blocchi mentali e prosperare con il mental training

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banner 1 mental blocksCoach Al Kelbren è cresciuto con problemi di obesità e ADHD (disturbo dell’attenzione e iperattività), con un fratello autistico e in una famiglia disfunzionale, ha avuto difficoltà a imparare e ad adattarsi alla società.

Poi a 15 anni ha la fortuna d’incontrare un mentore chiamato Zovek. Da lui impara l’autoipnosi. Da allora la sua vita inizia a cambiare.

Coach Al inizia a fare atletica leggera e perde il peso in eccesso. Studia ingegneria, ma il suo cuore e la sua anima erano sempre volte ad apprendere di più sulla mente umana. Così inizia a studiare anche psicologia dello sport. Oggi continua ad allenarsi ad alti livelli e lavora con la mentalità di un atleta professionista.

Ha scritto diversi libri, disponibili in inglese, “La mentalità dell’atleta competitivo”, “Personalità o identità”, “Nuova teoria della mente” e “Libri quantistici”. Questi libri sono un incredibile strumento per riprogrammare la mente subconscia.

Al ha anche creato diversi sistemi di mental training come “Mental Blocks”, “ASD Alternative”, “ADHD Alternative” e “Better Coaches Now with NLP”, un sistema di training che ha sviluppato in collaborazione con il Dr. Steve G. Jones.

Ha intervistato il Dr. Symeon Rodgers per “Solid Rock Health Chi Gong”, il Dr. Joe Rubino per “Self-Esteem Elevation For Children “, Dr. William Horton per” APEX Addiction Recovery Program “, Dr. Steve G. Jones per” Hypnosis For Peak Performance “, il maratoneta Croix Sather per “Life by design”, Dr. Anastasia Chopelas per “The Energy of the Field”, Eileen Forte per “Paleo Simplified” e molti altri.

La sua filosofia è: “Il cielo non è il limite, il limite è la tua mentalità” e ancora “Ogni essere umano merita maggiori opportunità nella sua vita e soprattutto l’opportunità di vivere felicemente”.

Il suo obiettivo è risvegliare i talenti delle persone e aiutarle a vivere una vita piena di soddisfazioni.

Coach Al rappresenta la speranza per quelle persone che sono disposte a lavorare sodo per migliorare la loro vita e che cercano di risvegliare il potere della loro mente.




“Poemas desde Italia”: Manuela Fragale dedica il suo terzo libro di poesia al pubblico ispanofono

copertina poemas desde italia

copertina poemas desde italiaSono nate in Italia, precisamente in Calabria, e sono già pronte a viaggiare per il mondo le poesie edite e inedite di Manuela Fragale, giornalista insignita di Medaglia del Senato della Repubblica e di premi per l’attività internazionale svolta nel ruolo di corrispondente per le testate dedicate alle comunità italiane residenti all’estero (in particolare in Argentina e Perù).

Racchiusi nel libro “Poemas desde Italia”, versi sciolti e rare rime sono un vero omaggio alla propria terra e offrono al lettore metafore, molteplici piani spazio-temporali, fusione dell’atmosfera intima con l’atmosfera contemplativa. I testi sono stati tradotti dall’Italiano allo Spagnolo dalla stessa autrice affinché i lettori ispanofoni potessero scoprire, attraverso le opere che finora è stato possibile leggere soltanto in lingua italiana, le poesie e i significati di altri luoghi e altre culture. Il libro, realizzato in autopubblicazione e distribuito da Youcanprint, è disponibile in formato cartaceo ed elettronico nelle principali librerie fisiche e virtuali.

Prima di ritrovarsi tra le pagine di “Poemas desde Italia”, alcune poesie hanno ottenuto successi di critica e pubblico nell’ambito di eventi culturali, premi letterari, selezioni di versi per la creazione di antologie; altre poesie sono state pubblicate in Italiano nei libri “Pelle di Mare” nel 2016 e “Microcosmi” nel 2013.




Italia e Azerbaijan si incontrano nella poesia

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7bakuBAKU\ aise\ – L’Ambasciata d’Italia a Baku ha contribuito alla pubblicazione di “Ci siamo incontrati dopo milioni di anni“, un’iniziativa editoriale che intende promuovere la conoscenza sia di giovani poeti italiani in Azerbaigian sia delle ultime tendenze della poesia azerbaigiana in Italia.

Si tratta di una pubblicazione doppia: una versione italiana edita da “Capire Edizioni”, con i componimenti dei giovani azerbaigiani, e una versione azerbaigiana dalla casa “Sharq-Qarb”, con le poesie italiane e le traduzioni a fronte.

L’opera, la cui idea è nata dalla partecipazione del poeta Davide Rondoni al “Festival Nasimi. Poesia, arti, spiritualità“ svoltosi a Baku nel settembre 2019, è stata curata dallo stesso Rondoni e, per la parte azerbaigiana, dalla poetessa Nigar Hasanzadeh, con le traduzioni di Zuleykha Muradova, la redazione di Seyfullah Huseynli e il coordinamento editoriale di Aydan Aliyeva e Isabella Serra.

Come scrive Davide Rondoni nella sua prefazione, “le patrie di Nasimi e di Dante, di poeti che hanno vissuto la poesia come cammino, come viaggio e come avventura continuano a “parlare la poesia” come lingua viva e profonda dell’essere umano”. (aise)




L’affascinante mistero della grande artista Sveva Caetani

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download 1Da alcuni anni, almeno dal 2018, Sveva Caetani mi fa compagnia. In verità il personaggio Sveva Caetani mi ha sempre incuriosito da quasi mezzo secolo da quando come amministratore della Provincia di Latina, in compagnia dell’allora presidente Severino Del Balzo, nel 1976 ebbi modo di visitare i Giardini di Ninfa e di conoscere Mr Hubert Howard. Successivamente ho potuto incontrare altre volte Mr Hubert Howard in compagnia di Riccardo Cerocchi, presidente del Campus internazionale di Musica di cui io allora sostenevo il rilancio e la definitiva affermazione. Riccardo Cerocchi è stato poi anche Presidente della Fondazione Roffredo Caetani per dieci anni dal 1987-1997. Nella mia prima visita ebbi modo di intravvedere la elegante e riservata figura di Lelia Caetani, figlia di Roffredo ultimo duca di Sermoneta e cugina di Sveva, figlia di Leone Caetani che era stato il XV Duca del Casato.

Lelia suscitava in me curiosità e inquietudine conoscendo la sua sensibilità artistica e intuendo in lei il dramma di un grande Casato che andava concludendo la sua storia secolare. In quegli anni Lelia era considerata l’ultima discendente dei Caetani di Sermoneta. Io, da sempre amante della storia, cominciai a interessarmi della storia del Casato e in particolare degli ultimi Caetani di Sermoneta. Così, ben presto, mi imbattei sia in Leone che in sua figlia Sveva che viveva in Canada, un grande sconfinato paese che di là a qualche anno avrei visitato con frequenza diventando addirittura membro della AICW (Associazione degli Scrittori Italo Canadesi).

Negli anni a seguire mi resi anche subito conto che in realtà, dopo la morte di Lelia avvenuta in Inghilterra l’11 gennaio 1977, Sveva, sua cugina, veniva ad essere l’ultima discendente in linea diretta di un Duca Caetani di Sermoneta. L’amore per la storia, con qualche particolare attenzione per la storia del territorio a me più vicino e la frequentazione del Canada, mi hanno poi spinto ad avvicinarmi alla biografia di Sveva e via via approfondirla restandone sempre più affascinato. Così ad un certo punto ho sentito l’acuto bisogno di andare a visitare la città e i luoghi in cui Sveva visse pressoché per l’intera sua vita e cioè la cittadina di Vernon e i suoi dintorni nella Okanagan Valley. Vernon è situata a circa 440 Km a nord est di Vancouver nella British Columbia.

Non fu difficile acquisire la consapevolezza di quanto Sveva Caetani fosse un personaggio di grande rilievo storico, di grande rilievo intellettuale, di come durante la sua vita ella abbia vissuto gioie e dolori infiniti e, pur vivendo in un microcosmo territoriale, come lei sia stata educata ad avere la mente aperta e incline a conoscere la storia umana nella sua interezza e complessità, nelle sue molteplici e complicate direzioni anche nel campo della ricerca scientifica e delle scoperte e/o invenzioni scientifiche più avanzate, seguendo le tracce e gli insegnamenti di suo padre Leone Caetani, uomo di vastissima cultura, intellettuale civilmente assai impegnato e storico di indiscusso valore, in particolare, ancora oggi riferimento fondamentale per tutti gli studiosi della storia dell’Islam.

Mi resi in particolare conto come nella biografia di Sveva e nella sua visione del mondo, si venisse a concentrare tutta la secolare storia dei Caetani di Sermoneta. Da questo mio interesse per Sveva è nato il mio libro “Sveva Caetani, Il viaggio nell’anima dell’ultima dei Caetani di Sermoneta”, pubblicato dalla Fondazione Roffredo Caetani nel Giugno del 2020. Il libro contiene la biografia, nonché la storia intellettuale e artistica con testimonianze di amiche di Sveva con le quali ho avuto modo di relazionarmi. Testimonianze fondamentali per conoscere Sveva e che per gli anni che tutto consumano nel loro rapido succedersi potranno ormai poter essere lette assai probabilmente solo nel citato libro biografico.

Sveva, come racconto ampiamente nel libro, ha vissuto praticamente segregata nella grande casa dei Caetani a Vernon per venticinque anni senza avere praticamente molti contatti personali con il mondo esterno.  Mi pare tuttora un affascinante mistero comprendere come Sveva sia potuta comunque diventare una grande personalità, un’artista di alto valore, intellettuale raffinata, persino filosofa e scienziata come dimostrano la sua corrispondenza con Albert Einstein e Stephen Hawking e altri grandi fisici. Tutto può essere ancora indagato facendo un regalo alla storia della cultura canadese e italiana. Lo si può fare sulla base dei numerosi documenti esistenti e degli scritti pressoché tutti ancora inediti di Sveva visitando e studiando il vasto archivio di famiglia tuttora egregiamente conservato a Vernon nel GVMA (Great Vernon Museum & Archives), in particolare le scatole contenenti la corrispondenza di Sveva e i suoi scritti inediti come quelli riguardanti la filosofia e, inoltre la corrispondenza di Leone, di Ofelia Fabiani madre di Sveva e quella di Miss Ingrid Marie Kristina Juul loro segretaria, collaboratrice e amica di Sveva fino alla morte avvenuta nel 1973.

Sveva ha vissuto per venticinque anni in isolamento.  Eppure questa donna, romana di nascita, dall’età di 43 anni fino alla morte avvenuta a Vernon il 27 Aprile 1994 all’età di 77 anni, in una lunga vita vissuta in una piccola città nell’entroterra canadese, riesce a intessere grandi amicizie e relazioni con importanti intellettuali e gente comune e soprattutto, oltre che eccellente pittrice con una tecnica assolutamente personale e di gran pregio diventa una insegnate esemplare, innovativa, maestra di moltissimi allievi alcuni diventati poi artisti noti e importanti. Alcuni dei suoi allievi e poi amici forse potrebbero ancora essere rintracciati per fornire testimonianze capaci di approfondire la personalità di Sveva oltre a quelli con i quali io stesso ho potuto mettermi in relazione. Le loro memorie hanno lasciato in me un acuto senso di grandezza e di mistero della personalità di Sveva.

Sveva rimarrà nella storia dell’arte pittorica perché il suo capolavoro, da lei stessa chiamato “Recapitulation”, un ciclo di 56 acquerelli, stesi con lo stile degli acquerelli, ma con una tecnica del tutto personale che ancora desta stupore negli intenditori, è tuttora custodito presso The Albert Foundation for the Arts, (AFA), in Edmonton, AB, Canada, la Albert Art Foundation come era chiamata quando Sveva era in vita. Alcune altre opere di Sveva si trovano presso il Caetani Center in Vernon e presso la VPAG (Vernon Public Art Gallery). Altre si trovano in case private di famiglie i cui componenti furono amici o estimatori di Sveva. Allo stato non esiste un catalogo delle sue opere. Solo studiosi in Canada potrebbero tentare di realizzare una catalogazione completa delle opere di Sveva. La conservazione in un unico corpo, presso l’AFA in Edmonton, del ciclo Recapitulation, è stata una grande fortuna perché altrimenti questo capolavoro, come per altre opere di Sveva, avrebbe rischiato di disperdersi non avendo i Caetani del Canada avuto eredi. Fortunatamente Sveva, per testamento, ha lasciato tutto quanto era in suo possesso al momento della morte alla Comunità di Vernon. Ella stessa nel testamento ha nominato alcune sue amiche esecutrici testamentarie con istruzioni molto precise.

Durante la rilettura di questo articolo ho ricevuto dal Canada la straordinaria notizia che l’AFA (The Albert Foundation for the Arts) ha concordato con il Caetani Centre di Vernon e il Vernon Museum, di spedire l’intera serie di Recapitulation a Vernon per custodirla permanentemente nella casa, che era appartenuta a Sveva Caetani.  La casa, oggi Caetani Center, fu donata da Sveva con testamento alla comunità di Vernon con la disposizione di essere destinata all’ospitalità di artisti e per attività culturali. Sono convinto che il ritorno del capolavoro di Sveva a Vernon dove si trova pressoché tutto ciò che le apparteneva al momento della morte costituirà uno stimolo per un rinnovato interesse per le opere pittoriche di Sveva e per la sua biografia. C’è anche da augurarsi che le Fondazioni Caetani in Italia decidano finalmente di unire le forze affinché l’opera artistica di Sveva e la sua storia che è storia dei Caetani, possa diventare un evento da realizzare in Italia come Sveva ha sempre sognato che potesse accadere.

La conservazione dell’intero ciclo Recapitulation si deve ad una grande amica di Sveva: Vanessa Alexander. Nel mio libro sopracitato faccio un rapido cenno a Vanessa che ha questo grande merito. Purtroppo in tutti i numerosi testi pubblicati in Canada, che ho letto, di Vanessa si fa solo un rapido cenno e purtroppo quando ho visitato gli Archivi di Vernon, dove sono conservati accuratamente tutti i documenti appartenuti ai Caetani di Vernon, ignoravo questa amicizia e il contributo fondamentale che ha dato per la conservazione unitaria e in mani pubbliche del capolavoro pittorico di Sveva. È probabile che nel fondo dedicato ai Caetani negli Archivi di Vernon ci siano documenti legati a Vanessa Alexander.

Oggi sono comunque in grado di parlarne poiché conosco dettagli della biografia di Vanessa Alexander. Fortunatamente per me una sua figlia, Andrea Sehmel da nubile prima Andrea Lax dopo il primo matrimonio di Vanessa e poi Andrea Alexander dopo il secondo matrimonio di Vanessa, ha avuto la bontà di contattarmi avendo saputo della pubblicazione del mio libro. Andrea Sehmel ha vissuto brevemente nel 1967 a Vernon dove ha incontrato Sveva, Joan Heriot e Miss Juul. A Vernon conserva ancora amicizie. Oggi lei vive negli USA nello Stato di Washington. Nello scambio di corrispondenza tra me e Andrea Sehmel sono potuto venire a conoscenza di notizie importanti relative a Vanessa Alexander capaci di ampliare la conoscenza del mondo di Sveva, il suo carattere, i suoi comportamenti, i suoi sentimenti.

Denise Vanessa Varenne Alexander era nata a Leeds, Yorkshire, Inghilterra il 13 gennaio 1936 da Jessie “Cherrie” Cooper Gaunt e da Roger Leon Georges Varenne. Poi la madre si è risposata con Harold Ramsay[1]. Durante la seconda guerra mondiale Vanessa e la sua famiglia andarono a vivere a Edinburgh, in Scozia. Nel 1952 Vanessa, con sua madre Jessie Cherrie Cooper Ramsay, artista teatrale, e il suo patrigno Harold Ramsay, compositore e direttore d’orchestra si trasferirono a Calgary, Alberta, Canada. Anche Vanessa sin dall’età di tre anni ha cominciato ad esibirsi sul palcoscenico teatrale. Intorno al 1955 Vanessa, appena diciannovenne, sposa Noel Lax con il quale si trasferisce a Victoria. Vanessa subito dopo la licenza liceale si esibisce come cantante nel ruolo di soprano principale del “The Messiah”, diretto dal patrigno Harold Ramsay. Poi seguendo le orme della madre continuerà ad esibirsi in spettacoli teatrali e musicali a Victoria e a Calgary. Vanessa e il marito nel frattempo hanno avuto tre figli: Marc, Jonathan e Andrea. Da Victoria, Vanessa e la figlia Andrea nel 1967 si trasferiscono per un breve periodo a Vernon dove tramite le amiche Lillian e Myra deBeck che provenivano da Victoria e vivevano, in rapporto di amicizia, in una casa accanto a Sveva, ebbero modo di incontrare e fare amicizia con Sveva Caetani. Myra è probabilmente l’amica che dette a Sveva e Miss Juul la sua casa in Victoria, in uso gratuito, durante il periodo di studi di Sveva in quella città, capitale della British Columbia, per conseguire i titoli di studio superiori e universitari che la abilitarono definitivamente e ufficialmente per l’insegnamento. Myra favorì l’incontro ritenendo che Vanessa e sua madre avessero con Sveva qualcosa in comune. E in effetti iniziò un rapporto di intensa amicizia che tra Sveva e Vanessa durerà i 27 successivi anni fino alla morte di Sveva.

Ronny deBeck, nipote di Myra ricorda affettuosamente Sveva come mi testimonia Andrea Sehmel dopo averlo incontrato in una comune visita a Vernon nel 2019. Egli potrebbe essere un interessante testimone delle vita della grande artista italo canadese. Tra l’altro egli possiede pitture realizzate da Sveva.

Il rapporto tra Sveva e Vanessa fu assai profondo tanto che, come testimonia Andrea Sehmel, Sveva chiamava Vanessa Alexander affettuosamente con nomignoli, Van o Vannozza, all’italiana, appellandola Prima Figlia. E questo modo di appellare Vanessa rivela un aspetto molto interessante del carattere e dei sentimenti di Sveva. Le vicende drammatiche dei suoi anni, dai 18 ai 43, hanno probabilmente impedito il crearsi di condizioni tali da consentire a Sveva di sposarsi e magari di avere figli. Inoltre, il singolare rapporto di figlia che lei ha avuto con suo padre Leone e con sua madre Ofelia e molti particolari della sua biografia, mi fa ritenere che in Sveva fosse piuttosto sviluppato il sentimento materno che si sa fu fortemente riversato sui suoi numerosi allievi o amici più giovani che Sveva ha molto frequentato e amato. Questi allievi hanno poi nel corso degli anni fortunatamente ricambiato Sveva negli affetti. Gli stessi sentimenti furono riversati da Sveva sui suoi numerosi acquerelli che lei considerava alla stregua di figli. Lo scrive lei stessa. La vita sentimentale di Sveva, sia familiare che in ogni altro tipo di rapporto tra persone è un mistero finora poco indagato. Sarebbe utile una indagine approfondita dei suo scritti e della sua corrispondenza e cercare magari altre testimonianze. I misteri che circondano Sveva aumentano se si considera che la stessa Sveva ha ordinato per testamento che due scatole contenenti documenti suoi e della sua famiglia alla sua morte avrebbero dovute essere bruciate. Elementi di questo mistero si incontrano anche leggendo la lunga corrispondenza tra Sveva e suo zio Roffredo Caetani. Il ruolo di Vanessa Alexander nella biografia di Sveva è fondamentale per delinearne i sentimenti per la lunga e profonda amicizia che le ha legate fino a suscitare, forse anche per la grande differenza di età di quasi vent’anni, sentimenti materni in Sveva nei confronti di Vanessa tanto che di questo rapporto di amicizia se ne è pubblicamente parlato nel necrologio funebre di Vanessa nel 2014 nel quale si accenna anche al ruolo di Vanessa per la realizzazione delle mostre di Sveva e della sua costante presenza in esse.

Vanessa e la figlia dopo il breve soggiorno a Vernon tornarono a Calgary dove avevano famiglia e amici. A Calgary Vanessa dopo, la conclusione del suo primo matrimonio, ritrovò un suo amico e compagno delle scuole superiori, Robert Keith Alexander[2], giocatore di golf internazionalmente noto, analista di investimenti finanziari e politico in buoni rapporti con il governo dell’Alberta. Essi si sposarono nel 1970, così a seguito del matrimonio Vanessa assunse il cognome Alexander. Vanessa e Keith nel 1972 dettero ad Andrea la sorella minore Jenny purtroppo prematuramente scomparsa a seguito di un incidente nel 2007. Vanessa e Keith Alexander rimasero uniti fino alla morte. Vanessa non fu solo attrice e cantante, ma anche un’apprezzata sportiva come giocatrice di basket, il suo allenatore era stato Lance Alexander fratello di Keith e poi come giocatrice di golf sulle orme del marito che anche nelle competizioni internazionali raggiunse i più alti livelli. Gli ultimi anni di Vanessa furono difficili e dolorosi tanto da doversi ricoverare presso il Chinook Hospice probabilmente a causa del pesante shock subito per una serie di luttuosi eventi familiari a cominciare da quello per la morte del figlio Jonathan, dell’amata sorella Jenny e poi dell’altro figlio Robert. Gli ultimi due mesi il marito Keith visse nella stessa camera di Vanessa nell’ospizio. Il giorno della morte di Vanessa, Keith salutò medici e infermieri, familiari ed amici per tornare a stare in pace nella sua casa, ma il giorno dopo anch’egli, incredibilmente, lasciò questo mondo. Vanessa e Keith Alexander, tra loro un amore profondo nato a prima vista, vissero insieme anche la triste cerimonia del loro funerale seguito da moltissimi amici e estimatori.

Andrea Sehmel ricorda che Sveva fu molto generosa con la famiglia di Vanessa Alexander. Sveva in particolare stimava molto Keith Alexander apprezzandone tutte le qualità professionali, culturali, politiche, il carattere socievole, la sua figura magra, il suo temperamento di uomo quieto, intelligente e abile. Egli dette l’aiuto decisivo per la conservazione del ciclo Recapitulation a Edmonton.  Sveva stimava molto Keith anche per avere constatato che egli aveva saputo costruire una nuova vita felice per Vanessa dopo il fallimento del suo primo matrimonio le cui vicende Sveva seguiva con apprensione durante i suoi incontri con Vanessa. Anche questo fatto testimonia il carattere di apertura mentale di Sveva capace di entrare in sintonia con i sentimenti delle persone con le quali entrava in contatto, la solidarietà e l’aiuto morale che Sveva sapeva dare ai suoi amici. Si apprende che in tutti gli anni, dall’inizio dell’amicizia nel 1967, la famiglia degli Alexander ha trascorso molte estati a Vernon incontrando Sveva Caetani praticamente fino alla morte di lei nel 1994.

Andrea Sehmel, figlia di Vanessa, ha fatto per anni ricerche su Leone, Sveva e i Caetani. Durante queste ricerche, sulla base di un certificato parrocchiale riguardante suo nonno ricevuto da sua madre Vanessa ha potuto ritrovare vari suoi cugini sparsi in Australia, Scozia e Belgio. Il cugino belga ha scritto un saggio da cui risulta che un antenato di Vanessa si chiamava Marco Aurelio Zani de Ferranti. Il cugino scozzese dopo ricerche genealogiche ha potuto accertare che questo de Ferranti proveniva da Bologna con antenati in quella città sin dall’anno 880 e che nel 1990 uno dei de Ferranti legati a Vanessa Alexander ha sposato un membro della famiglia inglese dei Lindsay, conti di Crawford, cugini di Sveva.

Si comprende l’emozione di Andrea Sehmel nello scoprire lontane parentele comuni in Europa con Sveva Caetani. Andrea durante tutta la sua vita ha considerato Sveva come una zia. Andrea conosceva bene anche Miss Juul compagna di una vita di Sveva, così come la sua cara amica, Joan Heriot, convivente e collaboratrice di Sveva. Andrea e famiglia sono stati più volte a casa di Sveva a Vernon, nella Pleasant Valley Road. Sveva li ha sempre trattati con rispetto e li ha incoraggiati a esplorare la loro creatività e immaginazione. Sveva viene ricordata come persona audace, divertente e felice. Andrea dice di essere molto orgogliosa di averla conosciuta e racconta di avere amato la cadenza della sua voce profonda. Sveva manca ad Andrea ancora oggi. Chissà quanto altro c’è negli appunti di Andrea Sehmel riguardanti la sua ricerca su Leone, Sveva e i Caetani.

Queste notizie ci dicono quante infinite e sorprendenti nervature e connessioni esistono nelle storie delle famiglie sia di grande importanza storica come il Casato dei Caetani sia di famiglie comuni che dalle città o dai piccoli villaggi d’origine si sono sparpagliate nel mondo. E si comprende come le persone più avvedute che vivono al presente in paesi lontanissimi da quelli della loro origine o di origine dei propri antenati siano innamorate, curiose delle loro storie familiari e degli alberi genealogici. Ma dai rapporti familiari e amicali, di cui finora ho parlato, emerge anche come sia stupido non capire che in questo mondo si dovrebbe camminare insieme, avere relazioni di amicizia, di fratellanza, di collaborazione fra individui, gruppi etnici e popoli. Sarebbe una straordinaria ricchezza per tutti, per i singoli e l’intera umanità complessivamente intesa.

Il rapporto di amicizia, con sentimenti quasi materni, di Sveva con Vanessa Alexander; il matrimonio di Vanessa con Keith Alexander che aveva forti rapporti con il governo dell’Alberta, e il conseguente rapporto di Sveva con Keith è stato determinante per proteggere Recapitulation, il capolavoro di Sveva. Poterlo custodire nella sua interezza in un unico ambiente consente di visitarlo, gustarlo, criticarlo e analizzarlo, di comprenderlo meglio e di capire le connessioni tra il mondo intellettuale e artistico di Sveva e la sua derivazione creativa dalla struttura poetica e di visione del mondo dalla Divina commedia di Dante Alighieri. Questa raccolta unitaria ha anche consentito la pubblicazione del libro postumo di Sveva “Recapitulation, A Journay” By Sveva Caetani con il decisivo contributo della sua amica Heidi Thompson, autrice delle foto di tutti gli acquerelli che compongono il ciclo.

Andrea Sehmel conserva quattro lavori di Sveva; un baule risalente al 1929 appartenuto alla famiglia Caetani di Vernon; foto di Gelasio Caetani quando era ambasciatore d’Italia a Washington del 1925; di Cora Caetani[3]; del signor Tin Ng, direttore del Museo di Edmonton che decise l’acquisizione del ciclo Recapitulation; una lettera di Tin Ng a Vanessa Alexander nella quale tra l’altro si fa cenno al ruolo di Keith Alexander; La poesia “IF” di Rudyard Kipling donata nel 1926 a Sveva con dedica scritta a mano da una delle sue governanti, Miss Dorothy Wallwork; una lettera di Sveva a Vanessa del 9 Giugno 1987; una lettera di Sveva a Vanessa del 23 Aprile 1991 che testimonia appunto la loro lunga profonda amicizia; due appunti manoscritti di Sveva con l’indicazione di sue opere da destinare a Vanessa dopo la propria morte.

Nell’amicizia tra Sveva e Vanessa mi sembra ci siano davvero importanti elementi che aiutano ad approfondire la biografia, i sentimenti, il carattere della stessa Sveva Caetani.

E qui posso chiudere dicendo “cara Sveva, il nostro viaggio percorrendo parte della tua vita è terminato” e il mio ricordo di te si materializza con una citazione dell’Immortale Bardo che dice …

“Separarsi è un dolore così dolce, che dirò buona notte fino a domani./ Parting is such sweet sorrow that I shall say goodnight till it be morrow.[4]”

[1] Harold (Arthur) Ramsay. Organista, maestro di coro, compositore, insegnante, nato in Yarmouth, Inghilterra, agosto 1901, deceduto in Salmon Arm, vicino a Kamloops, BC, il 29 gennaio 1976. Si trasferì a Calgary a 10 anni, studiando musica al Mount Royal College e diventando organista della Hillhurst United Church a 13 e della Knox United Church a 15. Dopo un periodo con la Lynnwood Farnam a New York all’inizio degli anni ’20 è stato coach vocale per i Paramount Studios di New York e Hollywood e organista al Rivoli Theatre di Broadway. Si trasferì nel 1932 in Inghilterra, dove divenne uno dei principali organisti teatrali, esibendosi in circa 1000 trasmissioni della BBC, apparendo settimanalmente al Granada Theatre di Londra e facendo tournée con il suo Rhythm SO, Eight-Piano SO e la rivista Radio Rodeo. La sua melodia caratteristica era il tema di Gershwin Rapsodia in blu. Nel 1950 tornò a Calgary, dove fu organista-maestro di coro negli anni 1950-71 alla Wesley United Church, fondatore (1952) della Calgary Choral Society, e direttore (1951-62) e insegnante di canto e organo al Mount Royal College Conservatory. Si ritirò a Salmon Arm, BC, nel 1971, ma continuò a insegnare e comporre. Le sue canzoni sono state pubblicate da Boosey & Hawkes, Chappell e altri. Il suo “Gran Bretagna, ricorda!” (Ascherberg 1941) divenne un tema della Royal Air Force durante la seconda guerra mondiale, e Rodeo marzo (Boosey & Hawkes) è stata adottata come sigla del Calgary Stampede.

[2] Robert Keith Alexander è nato a Vulcan, Alberta, il 23 luglio 1936. Si è subito distinto come studioso e atleta. È stato giornalista, poi importante agente di borsa. Fu giocatore di golf di grande fama. Vincitore di molte competizioni. Dopo essersi sposato si trasferì a Calgary con la famiglia. Keith ha sempre avuto una forte fede cristiana facendo di essa la guida della sua vita. Egli ha sposato Vanessa Alexander nel giugno 1970. Entrambi erano al secondo matrimonio. Essi riunirono nella loro famiglia i figli dei matrimoni precedenti. Vanessa è stato l’amore della sua vita. Keith si è sempre dichiarato stupito che una donna così bella, dentro e fuori, potesse sposare un “ragazzo come lui”. Si trasferì ad Edmonton nel 1976 per dirigere l’ufficio di Dominion Securities impegnandosi fortemente in politica raggiungendovi i traguardi più ambiti. Nel 1982 conquistò con una valanga di voti un seggio nella legislatura dell’Alberta per il distretto di Edmonton-Whitemud. Si dimise dal suo seggio nel 1985 per consentire al premier Don Getty un seggio nella legislatura. Keith continuò a rimare impegnato in politica per molti anni, sempre pronto a portare la sua mente acuta e le sue straordinarie capacità di dibattito nell’arena politica. Keith rimase fortemente scosso dalla malattia che venne a colpire Vanessa costretta a ricoverarsi presso il Chinook Care Center. Keith incontrava giornalmente Vanessa anche quando lo stesso Keith si ammalò. Essi continuarono fine alla fine a mantenere i contatti con i loro numerosi amici. Dopo aver assistito Vanessa negli ultimi due giorni di vita dormendo nella stessa camera, si ritirò serenamente nella sua casa dove morì il giorno dopo il 12 novembre 2014.

[3] Cora Antinori Caetani (Firenze 27 Febbraio 1896­-Montreux, Svizzera, 10 Gennaio 1974), moglie di Michelangelo Caetani, zio di Sveva.

[4] William Shakespeare, Giulietta e Romeo, Atto II, Scena II.




“Poema#3”, poema di Indhira Itsuki

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El aire colgaba sol en sus alas
puliendo tu llama en mis brazas
neuronas sumergidas naciendo
en nosotros.

Escucho tu corazón latir
un eco sereno en el nervio
el relieve de tus besos
un amanecer quieto en rocío
acuarelas lunares ondulando
en constancias vivas.

Te leí la vida en momentos violetas
la mirada que retrata tus sueños
ese fondo donde se renueva tu espíritu una melodía deslizada en su luz.

La sombra que difumina la puerta.
Un artesano vibrando consciencia.

Despoja el ayer un atardecer varado en silencio y sabidurías salteadas una historia en las estrellas.

El viento se filtra en tu voz
tus pupilas infinitas despiertan
despiertan en el cosmos.

 

Instagram @itsukiii2




Come liberare il potenziale di tuo figlio? Dal Giappone arriva la risposta

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unnamedKenichi Hayashi è autore del libro Leveraged Investment – How to unleash your child potential. In questo libro offre consigli basati su studi scientifici a tutti i genitori ed educatori.

E’ stato recentemente intervistato da Itali-Echo, il programma italoamericano in onda su WNTN 1550 Boston.

Kenichi, raccontaci qualcosa del tuo background nella ricerca.

Sono entrato alla Tohoku University nel 2000, ero particolarmente affezionato al mio professore, il dottor Junichi Nishizawa, il primo giapponese a ricevere il Jack Morton Prize.

Ho poi avviato un’organizzazione senza scopo di lucro come volontario e ho viaggiato in Europa per studiare il sistema educativo nei primi anni d’istruzione in Finlandia e Svezia.

Attualmente sono autore e commentatore nel campo della medicina combinata con l’istruzione e l’educazione della prima infanzia.

Il mio lavoro di ricerca è stato descritto in un articolo di yahoo.

https://in.finance.yahoo.com/kenichi-hayashi-voicing-tackles-conversation-182157035.html

Per i nostri ascoltatori che sono grandi fan del Giappone e della sua cultura,

com’è la vita lì?

La maggior parte delle persone penserà a Tokyo quando si parla di Giappone. Io sono nato nella prefettura di Kanagawa, a poche ore di macchina da Tokyo.

Qui le cose vanno benissimo, il cibo è ottimo, le persone lavorano sodo e prosperano.

È stato interessante vedere il tuo lavoro sull’articolo di yahoo  dove affermi “Come genitore di due figlie di 5 e 7 anni, posso sentire in prima persona il potenziale illimitato dei bambini e i pericoli che affrontano”. Potresti condividere qualcosa che le persone possono fare per liberare il potenziale dei propri figli?

Come dice il proverbio, “lo spirito dei bambini di tre anni durerà fino alla fine dei tempi”, questo detto ha messo radici in Giappone. Quindi è importante che i genitori riconoscano il potenziale dei loro figli fin dalla tenera età.

Secondo la scienza medica, la catena delle sinapsi inizia lentamente a 4 settimane, accelera rapidamente a 28 settimane, raggiunge l’80% entro i 3 anni e si completa entro i 12 anni. In altre parole, le influenze positive durante questo periodo avranno un impatto positivo su il resto delle nostre vite. In altre parole, un’influenza positiva durante questo periodo avrà un effetto positivo sul resto della tua vita. Credo che questa consapevolezza aiuterà i genitori a costruire piani efficaci per i loro figli.

Dove vedi il potenziale del messaggio contenuto nel tuo libro “Leveraged Investment”?

Dopo aver colmato il divario tra medicina e istruzione, vorrei sottolineare il mio contributo allo sviluppo della prima infanzia. Soprattutto per nutrire i bambini in crescita “con un cuore ricco”. Mi piace la mia attuale iniziativa come autore e amo condividere questi messaggi.




Dublino: letture su Dante in gaelico

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2irlandaDUBLINO\ aise\ – In occasione del Dantedì, lo scorso 25 marzo l’Istituto Italiano di Cultura di Dublino ha organizzato un evento di letture di Dante in lingua gaelica tratte dall’audiolibro “Dalla selva oscura al Paradiso. Un percorso nella Divina Commedia di Dante Alighieri in trentatré lingue”, nato dalla collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Oltre all’Ambasciatore Paolo Serpi, all’evento ha presenziato anche il Presidente della Repubblica d’Irlanda, Michael D. Higgins. Già nel 2015, in occasione del 750esimo anniversario della nascita di Dante, il Presidente Higgins aveva preso parte alla indimenticabile maratona di lettura dell’Inferno presso la National Gallery of Ireland, leggendo in irlandese il primo canto dell’Inferno.
Grazie alla preziosa collaborazione di prestigiosi lettori quali Eiléan Ní Chuilleanáin, Alan Titley e Caitríona Ní Mhurchú, l’opera contiene una versione in irlandese del testo tratta dalla traduzione di Pádraig de Brún e originariamente pubblicata dalla casa editrice An Clóchomhar, curata da Ciarán Ó Coigligh. I brani di raccordo sono stati tradotti per l’occasione da Sinéad Mac Aodha e Aifric Mac Aodha.
La serata ha voluto celebrare questo importante risultato in maniera corale, partendo dai contributi di chi ha letteralmente dato voce al capolavoro dantesco in lingua gaelica, quali lo scrittore e drammaturgo Alan Titley e la poetessa Eiléan Ní Chuilleanáin, passando per gli approfondimenti di rivisitazioni artistiche della Commedia del Professor Cormac O Cuilleanáin a cui hanno fatto seguito un’introduzione video alla mostra di litografie ispirate ai 100 canti della Commedia dell’artista Liam O Broin e le riflessioni del compositore Patrick Cassidy sulle proprie interpretazioni musicali della Commedia.
L’evento si è concluso con una lettura dell’attore Barry McGovern della settima sezione di Station Island del Premio Nobel per la letteratura Seamus Heaney, esempio della profonda influenza che Dante ha esercitato sulla letteratura e cultura irlandese. (aise)




“Nuestros días”, poema di Indhira Itsuki

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c1f1743f 281d 4744 99b4 5b588de152fdLa belleza desliza atardeceres violetas el perfume del otoño en mis manos un lenguaje que sabe a fruta de labios descúbreme en tu tiempo, desnuda mi consciencia en la tuya en madrugadas de tus ojos abrázame abrázame contigo.
Te amo hasta en momentos tímidos de palabras en pupilas que duermen crepúsculos sabios la oscuridad salpicando su luz.
Esa inocencia de amor en fondo,
envuélvete en mi espíritu
en cuerpo alma corazón.
Besa besa mi existencia.

Di Indhira Itsuki

Instagram @itsukiii2




Un americano a Roma: “All Things Small”, il nuovo romanzo di Norman B. Schwartz

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all things small cover with espressoVi piace leggere in lingua originale? State studiando inglese e cercate una lettura coinvolgente? E’ uscito il 10 marzo 2021 All Things Small, una disavventura comica ambientata nella città eterna. Il suo autore è Norman B. Schwartz, regista e attore con oltre 50 anni di esperienza tra New York e Hollywood. Ha vissuto in Italia, Francia, Emirati Arabi e attualmente risiede nel Barrio Latino di Madrid.

E’ stato recentemente intervistato su WNTN 1550 nel programma bilingue Itali-Echo sul suo ultimo romanzo.

Come mai hai scelto Roma come ambientazione per il tuo ultimo romanzo?

Negli anni sessanta stavo lavorando a Hollywood per la Columbia Pictures e ho sentito che Columbia stava facendo una coproduzione a Roma con Dino De Laurentiis e così andai a Roma per un film e ci restai per ben 10 anni. Posso dire di conoscerla così bene da poterci ambientare un romanzo. Nel mio libro ho inserito anche i gusti e i profumi d’Italia, come se fosse un film. Questo rende il mio libro speciale.

Come ti hanno cambiato i tuoi viaggi per il mondo e gli anni nel cinema in America e all’estero? Come è progredita la tua scrittura nel corso degli anni?

Sono cresciuto in Greenwich Village durante la seconda guerra mondiale dove c’era un magnifico melting pot e poi in Little Italy a New York e questo mi ha dato un primo assaggio d’Italia.  Ho dovuto imparare a vivere “alla romana”. La mia scrittura nel tempo si è adattata alla rivoluzione della televisione e del cinema. Sono stato molto fortunato a poter fare il sound editor e regista e quando ho iniziato a scrivere i miei romanzi ho realizzato che le persone non leggono più allo stesso modo dopo l’avvento del cinema. E così ho pensato di combinare il ritmo di uno screenplay con i tempi di un romanzo. Quando ero a Roma ho scoperto molti stili di vita diversi, artisti che morivano di fame e turisti degli hotel di lusso e quando ho scritto questo romanzo ho messo insieme tutti i tipi diversi di persone che normalmente nella vita non si mescolano tra loro. Io le ho fatte mescolare nel mio romanzo.

Sei un po’ come il tuo personaggio principale Nathan in All Things Small?

Beh in ogni personaggio c’è un po’ di me stesso, il protagonista è molto ingenuo come me, e ho pensato cosa succederebbe se un americano interagisse con l’ambiente di Cinecittà per esempio e questa è la meraviglia della scrittura

Dove possiamo trovare il tuo libro

Potete trovarlo con copertina rigida, morbida o in versione digitale su Amazon. Buona lettura!

Intervista di Viviana Dragani




Una iniziativa interessante lanciata dal Centro Italiano di Vancouver

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writing 1149962 1920Si chiama “Parole libere: Festival della poesia italiana in Canada” e, come spiega il capitolo dedicato a questa iniziativa sulla pagina web del Centro Italiano di Vancouver, si tratta di un aperto invito ad avvicinarsi o a sviluppare la propria vena creativa e ad apprezzare tutti gli orizzonti che l’apprendimento di una seconda lingua può schiudere. Si legge infatti sul comunicato del Centro:  “Obiettivo del festival è promuovere l’uso creativo della lingua italiana. Per questo motivo, tre distinti incontri esploreranno come la poesia è scritta, letta, e diffusa. Questi incontri accompagnano i partecipanti, dando loro i primi strumenti per esprimersi in poesia.”

Costruito su due proposte culturali complementari, il Festival offre una serie d’incontri virtuali con poeti, accademici ed esperti di poesia di origine italo-canadese per generare conoscenza e dibattito sul tema, mentre il Concorso di poesia da la possibilità a ragazzi e adulti di provare a esprimere i propri sentimenti in forma poetica. Ho detto “provare” perché il concorso è aperto agli studenti d’italiano, insomma a “voci nuove”  e questo mi sembra un eccellente invito a coltivare l’ interesse per la lingua italiana, e le proprie aspirazioni creative.  E poi, spesso è proprio dai “non addetti ai lavori” , da chi scrive di getto e magari per la prima volta, che possono scaturire piacevoli sorprese e magari da questa prima occasione, anche future carriere nel mondo della poesia.

L’idea di organizzare un Festival di poesia trae origine dal programma di corsi scolastici di lingua del Centro Italiano diretto da Edda Onesti con i suoi validi collaboratori che comprendono gli  insegnanti e il personale. Fino dalla Fondazione del Centro, la Scuola d’Italiano è stata uno dei pilastri dell’attività e del ruolo comunitario del Centro. È incoraggiante constatare che nonostante le difficoltà che la pandemia ha inflitto su tutti noi e anche sul nostro Centro, la volontà di essere fedeli al proprio mandato e di non arrendersi ha generato nuove idee e nuove sfide come questo Festival. Per saperne di più sul Festival, vedere: Parole Libere – Festival of Italian Poetry in Canada – January 28 – May 15, 2021 (wordpress.com)