“11:43hr”, poesia di Indhira Itsuki

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Lloró tregua su alegría y el ladrido de sospecha combatió un suelo herido en un bizarro estruendo rezando tu pasos.

Esto es osadía entonces, dijo una voz meñique cansada de la muerte, abrumada de tantos huesos, son las penas arrugando tiempo en recuerdos.

Pareciera guerras de amor y tambores taínos fumando los ríos.

Yo sigo observando noches, el aroma que se desprende del día, esa luna testigo de antigüedad dormida, envolviendo sus ecos en montañas, alejándose de ti.

Indhira Itsuki

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“Aro”, di Indhira Itsuki

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A todos los que cultivan pensamientos y los convierten en palabras,

mucho cuidado con lo que escriben, con lo que dicen, con lo que piensan,

hay energía oculta en lo que se expresa, en su sombra.

Podría ser guillotina derramando la muerte,

o un camino sembrando dicha,

los sentidos son ciegos guiados energéticamente,

encontrando destinos donde desembocar.

Se impecable con tus pensamientos, con las palabras,

ellas pueden liberarte o traicionarte.

Observa lo que piensas, observa lo que expresas,

el lenguaje es un bumerán.

Hechizos.

 

De Indhira Itsuki

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Anna Panunto: “Sono poetessa, prima di tutto…”

panunto

panuntoAngolo Letterario

Anna Panunto è una scrittrice canadese di origine italiana. È nata e vive a Montreal, Quebec. Anna scrive in tre lingue, italiano, inglese e francese. Ha una laurea Bachelor of Arts e un Master of Education conseguite a McGill University e ha insegnato per 22 anni. Insegna attualmente a EMSB ed è lettrice a Mcgill University. Anna è una poetessa, una scrittrice freelance e ha pubblicato poesia, racconti, articoli, e una commedia radiofonica in molte riviste letterarie e accademiche.

di Anna Panunto

Una insegnante canadese con 22 anni di esperienza didattica. Una insegnante di inglese in una città multiculturale chiamata Montréal. Una insegnante che ha studenti adulti – adulti di varie fasce di età.  Gli studenti nella mia classe provengono da tutti i paesi del mondo.

Sono orgogliosa di essere canadese. Ma sono una canadese di origine italiana. Sono profondamente fiera della mia doppia identità culturale. Mi segue dappertutto, specialmente nella mia aula.

Sono una poetessa che lascia impronte dovunque vada – persino mentre riposa nel sonno. La mia origine è il Creatore. Il mio linguaggio è universale. La mia anima è il mio io immateriale – invisibile per qualcuno.

Innumerevoli studenti mi hanno chiesto nel corso degli anni – sono una poetessa o una insegnante? Come poetessa, amo le parole per il loro colore, struttura, suono, peso e soprattutto per il loro sensuale impatto.

Le parole risuonano e vibrano nel mio essere.

Con il passare dei decenni, i processi da cui sgorgano i miei versi poetici si sono affinati. Metafore e immagini non sono più belle soltanto per la forma estetica. Una euforia perduta – cercando nuove realtà.

L’ingenuità di quando aveva 20 anni, la presa di coscienza a 30 anni, la saggezza dei 40 anni, e passata la soglia dei 50 anni,  l’emergere del proprio io più autentico.

Condurre altri a identificarsi con una sola parola, una frase o anche un intero verso mi regala una ebbrezza infinita. Il collettivo arricchisce il percorso creativo. Dipinge la mia anima con colori vibranti, indescrivibili ai miei occhi di creatura umana.

C’è chi può identificarsi nella corposità di alcuni versi, mentre altri la trovano invece inquietante e cruda. Va bene. Non occorre giudicare, in alcun modo.

Altri poeti hanno paragonato la mia poesia a vibrazioni elettriche che si scaricano nel corpo, inaspettate e perfino indesiderate.  Non chiedo più scusa. È solo un messaggio scambiato da un’anima all’altra.

Ma allora, chi sono io? Una esistenzialista autoproclamata, con un tocco di tagliente arroganza e un pizzico di inquietante sarcasmo.

Quindi, l’essere poetessa è una identità reale? – che cosa significa veramente? Poetessa dalle molteplici memorie e rivelazioni, cerco di chiarire l’enigma del mio cuore. Comprendo le tante sfaccettature delle percezioni di lui, di lei, di loro  di chi parla lingue diverse in una terra straniera. Siamo provvisoriamente uniti attraverso l’espressione poetica. Rinasco infinite volte.

Quella voce esistenziale che riporta alla luce i significati – rimuovendo le stratificazioni dell’oppressione, la repressione e la soppressione del tempo passato.

Come insegnante, riconosco che sia le parole che il silenzio hanno potere. Le parole scorrono o si frammentano. Le parole hanno un peso. In classe, sono le parole a formare il collettivo. Trasformiamo le nostre differenze in affinità, questo è il mio sogno.

Io colgo momenti che altri hanno dimenticato e resuscito quei momenti senza chiedere permesso a nessuno. L’altruismo è un atto di egoismo. Io sono egoista.

E comunque, quale linguaggio parla la mia voce poetica? Sono molte le voci che vengono dai miei antenati – la mia terra d’origine trova eco dentro di me anche se ne sono fisicamente lontana. Nei miei sogni, viaggio verso un luogo a me sconosciuto. Non è Canada né Italia. La mia onnipresente influenza del passato, del presente e del futuro non ha una patria.

Una o due gocce di sangue ancestrale benedicono i miei versi

Scorrono attraverso un linguaggio dell’anima

Io sono un antico fiore dai petali concavi

Ma sempre, prima di tutto, sono poetessa.

(Traduzione di Anna Foschi Ciampolini)




“QUANDO HO LASCIATO CUBA”

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beiro 1Essere un emigrante a volte suona come diventare un essere spurio, una persona rifiutata nel luogo in cui potrebbe fermarsi momentaneamente o per sempre. Questo fenomeno, così diffuso negli ultimi tempi per svariati motivi, si ripete con travolgente costanza.

Non ci sono dati su quanti emigrano ogni anno, solo di tanto in tanto si sentono voci di qualcuno che ha saputo ed è stato in grado di assimilarsi nella sua nuova città, facendone parte, realizzando ciò che non era possibile nella sua terra natale o quello che ha iniziato.

Cuba è stata uno dei paesi dell’America Latina, insieme ad Haití, Nicaragua, El Salvador (senza escludere Perù, Cile, Argentina) e successivamente il Venezuela, che ha avuto più emigranti in diversi decenni, come conseguenza dei cambiamenti politici avvenuti nell’isola.

Il XX secolo è una storia di contraddizioni ideologiche, che hanno turbato il libero sviluppo dei popoli del continente americano, facendo precipitare i suoi abitanti nella povertà, nella violenza e nella discriminazione, soprattutto i più svantaggiati.

STORIA DI UNA VITA

Luis Beiro Alvarez (L’Avana 1950) è uno di quei fortunati che è riuscito ad ambientarsi nella terra che lo ha accolto dal 1992. Ha quindi ha due nazionalità: cubana e dominicana.

Laureato in Giurisprudenza presso l’Università dell’Avana, si avvicina alla poesia e raccoglie le sue opere in otto libri, alcuni dei quali sono: “En las l´neas del triunfo” (1975), “En este meridiano”, “Jornada” (1979) .

A Santo Domingo ha pubblicato: “Libro de Luis Ernesto” (1994), “Loco de Azul” (2002), “Con ojos de fantasma” (2009) e altri che hanno vinto il Premio Caonabo de Oro 2000, assegnato dall’Associazione degli Scrittori e Giornalisti della Repubblica Dominicana.

Il giornalismo non poteva ignorarlo e intrappolarlo finché non divenne editore e direttore dei supplementi letterari da lui fondati: Tertulia (1997/98) e Lectura de Domingo (1999/2000). È stato direttore di “Listín Diario” e ora lavora come redattore di Cultura e responsabile del supplemento online “Lecturas de Domingo”. È anche direttore della raccolta “Loqueleo” del Gruppo Santillana a Santo Domingo.

LA LEGGENDA DI JUANA

Cuba non è solo quell’isola situata al largo della costa della Florida, nel Mar dei Caraibi con un insieme di leggende di pirati e bucanieri. Perché, prima che un navigatore genovese raggiungesse le sue coste, il 27 ottobre 1492, e la battezzasse come “la terra più bella che gli occhi umani abbiano visto” migrazioni dal Centro America, Nord America e Sud America la popolarono, creando una storia che si perde nel tempo. Ricordo il nome del capo Taino, Hatuey Bararoa, uno dei pochi sopravvissuti al grande massacro dei colonizzatori dell’isola chiamata Juana, in onore della figlia dei re cattolici.

Il XVII secolo vede l’arrivo dei nuovi coloni. Loro, gli schiavi africani, hanno suppliito il lavoro dei pochi aborigeni rimasti e nei secoli successivi le hanno dato l’aspetto che ha Cuba oggi, creando una cultura meticcia che offre manifestazioni culturali eccezionali in musica, lettere e danza in particolare, quelle che trascendono oltre i suoi confini.

Le Lettere cubane occupano un posto d’onore nella nostra America con nomi come José Martí, Gertrudis, Gómez de Avellaneda, Nicolás Guillén, Alejo Carpentier (nominato per il Premio Nobel e vincitore del Premio Cervantes nel 1977), Lezama Lima.

I cronisti, quei precursori del giornalismo narrativo e investigativo, sono stati i primi a raccontare ciò che hanno visto e sentito in quelle città situate a ovest nelle loro mappe. Uno di loro, Bartolomé de las Casas, nella sua famosa “Historia de las Indias”, racconta dettagli di costumi, ideologia, modus vivendi e lingua degli aborigeni Siboneyes, Tainos e Guanahatebelli, tra gli altri gruppi etnici stabiliti a Cuba.

Facendo una breve rassegna, troviamo i nomi di José Heredia e Heredia, considerato il primo poeta romantico in America e uno dei più importanti in lingua spagnola, Julián del Casal y de la Lastra, massimo poeta modernista e, saltando al presente, Leonardo de la Caridad Padura Fuentes, scrittore e sceneggiatore di racconti di polizia. L’uomo che amava i cani ”, (2009) è una delle sue celebri creazioni.

Tra gli scrittori citiamo Julián del Casol, José Manuel Panda (Modernismo di fine secolo), Dulce María Loynaz (Intimità simbolica), Emilio Ballagas (Neo-romanticismo). L’intertestualismo si trova nelle creazioni di Nicolás Guillén.

Non possiamo dimenticare Guillermo Cabrera Infante, Severo Sarduy, Reinaldo Arenas, José Lorenzo Fuentes.

LE LETTERE IN RIVOLUZIONE

A partire dal 1959, con il trionfo rivoluzionario, la narrazione ha preso una nuova svolta. Se la generazione degli anni ’50 è stata testimonial di costumi e cittadini (Leonardo Padura, Reinaldo Montero, Mirtha Yáñez), con il nuovo movimento compaiono narratori “impegnati” che hanno privilegiato la questione politica lasciando da parte la libera creazione: Alberto Garrandes, Jorge Angel Pérez , Alejandro Alvarez Bernal, Alberto Garrido.

Per capire meglio il processo che la letteratura ha seguito a Cuba, così come la musica e i suoi protagonisti, abbiamo parlato con il poeta e giornalista Luis Beiro, testimone e parte importante di quel processo.

1-Cuba, oltre ad avere uno dei paesaggi più incantevoli d’America, ha accolto molte etnie provenienti da svariate migrazioni. Tuttavia, questi antenati sono stati praticamente soppiantati dal colonialismo e dall’arrivo degli schiavi africani. Nei tuoi testi c’è qualche retaggio di questo passato? Perché la presenza afro a Cuba è forte e permanente.

Nicolás Guillén è un poeta fondamentale nella cultura cubana. Non è solo il massimo esponente della poetica della negritudine, ma anche un cantante con pochissimi seguaci nel campo delle lettere insulari. Il suo grande amico, il poeta Marcelino Arozarena, è stato uno dei pochi che ha lasciato la sua eredità per regalarci alcuni testi importanti della poesia cubana, ma sempre seguendo l’opera di Guillén. La loro poesia negroide non proponeva folklore, ma un monito sull’importanza della razza nell’emergere dell’identità caraibica. La sua prima raccolta di poesie, “Motivos de son”, fu pubblicata nel 1930 nel supplemento culturale del primo quotidiano cubano, “El diario de la marina”. Erano otto testi antologici che hanno scioccato la società cubana.

Alcuni declamatori, attori e musicisti del mondo dello spettacolo, non sono riusciti a distinguere la grande impronta del suo autore e hanno diffuso i suoi versi in versioni populiste che hanno molto infastidito il loro creatore.

Alcuni dei suoi testi successivi, specialmente quelli circostanziali come “Tengo” hanno perso la loro validità.

2.- Forse a causa dell’arrivo di vari gruppi europei-spagnoli e francesi, la vita intellettuale non fu molto sviluppata fino al XVI secolo, con l’apparizione dei primi giornali. Quando è iniziato il movimento poetico e narrativo a Cuba?

Il primo grande poema cubano di cui si ha notizia è stato “El espejo de la paciencia”, dell’emigrante canario Silvestre de Balboa (1563-1649). Questo autore ha lavorato come impiegato presso il municipio della città di Porto Principe.

I testi cubani attirano ancora una volta l’attenzione con il dramma in versi “El principe jardinero” e “Fingido Chloridano”, forse scritto alla fine del XVI secolo e pubblicato nel 1820, secondo le ricerche dell’eminente critico cubano José Juan Arrom.

Queste e altre proposte letterarie costituiscono gli antecedenti della poesia cubana, con forti radici formali spagnole. Era logico. Il Paese era una prospera colonia iberica ei suoi scrittori avevano un accesso privilegiato alle pubblicazioni e ai modi di dire della penisola.

Tuttavia, già nel XIX secolo, hanno preso forma i movimenti indigeni delle Antille che proponevano una visione molto cubana, dal punto di vista rurale. Mi riferisco al Criollismo e al Siboneyismo.

Nomi? José Manuel Poveda, Juan Cristóbal Napoles y Fajardo (El Cucalambé), Manuel de Zequeira y Arango, Manuel Justo de Rubalcaba e Manuel María Pérez. Ce ne sono molti altri.

Alcuni poeti romantici cubani di diverse fasi furono José María Heredia (nato a Santo Domingo), Gabriel de la Concepción Valdés (noto come Plácido). José Jacinto Milanés e Gertrudis Gómez de Avellaneda. Si integrarono successivamente Rafael María de Mendive, Joaquín Lorenzo Luaces, Juan Clemente Zenea e Luisa Pérez de Zambrana, tra gli altri.

3-I cronisti furono i primi narratori, ma in seguito emerse un grande movimento con figure importanti come Julián del Casal e José Martí. –

Il Modernismo è stato, come lei ben sottolinea, il primo grande movimento letterario cubano con ripercussioni internazionali. Rubén Darío ha scritto pagine illustri sui suoi due grandi personaggi: Julián del Casal e José Martí. È da questo momento che Cuba si distingue come potenza poetica in ascesa, insieme ai suoi preziosi predecessori.

4-Alejo Carpentier continuerà sempre ad essere uno dei più grandi riferimenti di quella narrazione che raccoglie la vita, le tradizioni e parla degli schiavi, Ma chi ha narrato dell’uomo cubano delle città? –

Il lavoro narrativo di Alejo Carpentier non evoca solo eventi caraibici legati alla schiavitù. Molti dei suoi romanzi meno conosciuti, come “El acoso”, “Concierto Barroco” e “La Consagración de la Primavera”, sono di natura urbana, con personaggi che vivono in città in conflitto permanente con se stessi a causa delle conseguenze delle loro azioni. Se mi chiede di narratori del primo Novecento che si occupano anche della questione dei cubani nelle città, devo citare Carlos Loveira di Villa Clara e Miguel de Carrión dell’Avana. Tuttavia, il grande romanzo cubano è stato scritto nel XIX secolo da Cirilo Villaverde. La sua storia è stata portata al cinema, al teatro e all’opera con lo stesso titolo dell’opera letteraria: “Cecilia Valdés”.

5-Le donne avevano e hanno uno spazio speciale e unico: Gertrudis Gómez de Avellaneda è uno dei riferimenti più interessanti per il suo peculiare modo di essere. Ci sono altre Gertrudis cubane? – Dulce María Loynaz è un altro esempio di creatività femminile. Chi altri e quale ruolo hanno svolto fino a prima della Rivoluzione? Ci sono altri scrittori e poeti post-rivoluzione? –

Le donne cubane hanno sempre avuto un posto di rilievo nelle Lettere nazionali. Hai ragione quando citi la squisita Gertrudis Gómez de Avellana come un precursore molto importante. Dopo di lei posso citare Mercedes Matamoros, Luisa Pérez de Zambrana e Juana Borrero, ma ce ne sono state molte altre. Fin dal suo inizio, la poesia cubana al femminile non è stata né lamentosa né sottomessa. I canti di ribellione e uguaglianza spiccavano tra i loro temi. Nel XX secolo non dobbiamo dimenticare la grande poetessa erotica cubana, Carilda Oliver Labra di Matanzas, la militante comunista, Mirta Aguirre, poi Fina García Marruz (Fondatrice del gruppo Origene, Premio Principe delle Asturie). Sebbene non sia nata a Cuba, non si può dimenticare Camila Henríquez Ureña, sorella del grande umanista dominicano Pedro Henríquez Ureña, consacrata come professoressa di Letteratura all’Università dell’Avana e creatrice di diverse generazioni di scrittori cubani. Da ricordare anche Rafaela Chacón Nardi, Cleva Solis e María del Villar Buceta e molte altre.

Nella Rivoluzione, le donne cubane hanno acquisito un’altra dimensione, non tanto per la loro appartenenza politica, ma per la ricerca di nuove forme di espressione. Alcuni nomi sono Nancy Morejón, Georgina Herrera, Lina de Feria, Uva de Aragón, Mirta Yañez, Excilia Saldaña, Lourdes González, Cira Andrés, Odette Alonso, Damaris Calderón, Soleida Ríos, Minerva Salado, Daína Chaviano, Chely Lima, Teresa Melo, Reina María Rodríguez e Teresa Hernández. Qui non includo narratori, saggisti e drammaturghi, che sono tanti.

6-Quali nomi di grandi poeti come José Martí o José Ángel Buesa, entrambi esuli, poeti e patrioti, possiamo trovare sull’isola? Quali furono le loro opere? Quali giornali hanno incoraggiato la loro creatività letteraria e poetica? –

A mio avviso, ci sono tre fatti fondamentali nella poesia cubana, al di fuori degli alti e bassi della politica. Primo, il successo editoriale del poeta cubano José Ángel Buesa, l’unico bardo della letteratura ispanica che è riuscito a vendere più di due milioni di copie dei suoi libri di versi. In uno dei suoi tour internazionali ha deciso di non tornare a Cuba a causa dell’attacco spietato che ha subito da poeti molto più giovani di lui, invidiosi e meschini. Nicolás Guillén lo rispettava ed è sempre stato suo amico.

Il Premio Nobel per la letteratura Juan Ramón Jiménez, in seguito al suo viaggio a Cuba, ha pubblicato l’antologia “La poesía cubana de 1936”, un compendio che ha rimosso le basi della lingua spagnola. Mai prima d’ora un vasto gruppo di poeti uguale o migliore dei cantori cervantini si era diffuso in blocco in tutta la Madre Patria.

Il terzo evento è stata la creazione della rivista “Origenes”, il progetto letterario più trascendente che la letteratura del Nuovo Mondo abbia conosciuto. Il suo direttore fondatore, José Lezama Lima, è considerato il maestro della poesia cubana, ostracizzato dal regime rivoluzionario, tra le altre cause, per la sua tendenza omosessuale.

Ora, da un punto di vista politico, ci sono due fatti che dividono poeti e intellettuali cubani.

Il primo è stato l’emergere del supplemento culturale “Lunes de Revolución”, diretto da Guillermo Cabrera Infante, un progetto considerato un “pamphlet” contro il governo. Tuttavia è diventato una scuola di creatività, aperta a tutte le tendenze e autori. Questo ha molestato notevolmente il regime.

Il secondo è stato il processo al poeta Heberto Padilla, davanti ai suoi stessi colleghi, presso la sede dell’Unione degli scrittori e degli artisti di Cuba, dove l’esteta è stato costretto dalla Sicurezza di Stato ad accusarsi per le idee contenute nei suoi versi.

7-La rivoluzione cubana ha segnato un cambiamento radicale nei modi e nelle forme. Ma non tutti gli autori hanno assimilato questo cosiddetto impegno politico e ne hanno creato uno nuovo, più libero, spesso testimonial e che ha affrontato per la prima volta l’omoerotismo, di cui lo scrittore Reynaldo Arenas è uno dei suoi rappresentanti più noti. Qual era la linea dopo questo movimento. Hai notizie di ciò che si sta facendo oggi? –

Reynaldo Arenas era un grande romanziere, creatore di un’opera che gli sopravvive. Purtroppo è emerso in tempi che non erano suoi a dimensionare la propria etica creativa all’interno dell’isola. Anche se oggi si dice il contrario, il regime cubano considera l’omosessuale un essere pericoloso, estraneo agli interessi politici della “società socialista”. Cuba è un Paese “macho”. Anche la sua “Rivoluzione” non ha smesso di esserlo. È un vero peccato che molti scrittori e registi che attualmente vivono a Cuba siano discriminati per il contenuto delle loro opere e per le loro preferenze sessuali.

8-Il Premio Casa de las Américas è considerato una conquista del cambiamento. Ci sono molti vincitori ma chiedo se debbano necessariamente appartenere alla cosiddetta sinistra. Il talento non è universale e gratuito? In questo modo non si limita la creatività? –

Il Premio Casa de Las Américas è stato un importante punto di riferimento per la letteratura iberoamericana quando era in vita la sua presidente, Haydee Santamaría. Dopo la sua morte è diminuito di importanza e molti dei suoi riconoscimenti non corrispondono al prestigio dei precedenti vincitori. Come a direr: “Ieri ero una meraviglia e oggi non sono che l’ombra di me stesso”.

Quando la politica culturale è dettata da entità culturali al servizio “di”, di solito ci sono, come in questo caso, spaccature deplorevoli.

9-Quali importanti influenze ha apportato Cuba nel campo delle Lettere durante le sue fasi più significative, ma soprattutto durante quella che va dall’inizio della Rivoluzione ad oggi? Pensi che questo contributo sia stato positivo o, al contrario, abbia marginalizzato altre correnti che sono state sopraffatte?

Non credo che il trionfo della Rivoluzione abbia significato una tabula rasa per la letteratura cubana. Al contrario, penso che il regime instaurato nel gennaio 1959 abbia portato a una stagnazione delle sue radici precedenti. Scrittori che avrebbero potuto creare una scuola di letteratura narrativa post-rivoluzionaria come Guillermo Cabrera Infante, Severo Sarduy, Reynaldo Arenas, Antonio Orlando Rodríguez, Eliseo Alberto, Raúl Rivero, Osvaldo Navarro, María Elena Cruz Valera, Calvert Casey, Daína Chaviano, Andrés Reynado Suarez, Alberto Serret, Chely Lima, Elena Tamargo e molti altri hanno lasciato Cuba. E così facendo, il governo li ha considerati “nemici” e ha decretato la censura dei loro libri.

Al momento del trionfo della rivoluzione cubana c’era già una generazione letteraria definita, quella degli anni ’50, e un movimento poetico senza eguali nella letteratura ispanica: Origenes.

Il trionfo della Rivoluzione rese di moda la resa dei conti, le ambizioni letterarie, l’imposizione aggirata di temi sciovinisti, un colloquialismo di seconda mano, l’autocensura e il non riconoscimento di nuovi valori con talento. Ha impedito l’applauso internazionale per i valenti scrittori rimasti sull’isola. Tutti si “mangiavano” a vicenda nella “pancia del pesce”.

9.- La musica è un’altro settore importante nella storia di Cuba. Dalla Bella Habanera alla Sonora Matancera concludendo con la Nueva Trova (Pablo Milanés Silvio Rodríguez, Vicente Feliú, Noel Nicola, Leo Brouwer (tra gli altri) hanno lasciato il segno in America perché fino ad oggi continua ad essere eseguita, nonostante i cambiamenti politici in Cuba. Come puoi interpretare quell’influenza e questa permanenza? Quali fattori si sono uniti per realizzarla? Questa corrente, legata alla creatività letteraria, direi che ne è andata in parallelo, da qui la sua importanza e studio.

Nella tua lista mancano alcuni nomi fondamentali della Nueva Trova Cubana. Cito Pedro Luis Ferrer, Sara González, Carlos Varela, Eduardo Ramos e Manolo Calviño, tra i tanti. Quello che succede è che gli elenchi sono molto pericolosi perché includono solo nomi “sonori” insieme a persone che “navigano” seguendo la corrente.

Silvio Rodríguez è un grande cantautore. Personalmente mi piacciono le sue canzoni.

Cuba è sempre stata una potenza musicale per eccellenza. Ha il miglior compositore e interprete di musica popolare d’America, Beny Moré (con una sola “n” per cubanizzarlo ulteriormente). È la patria del Son, del Danzón, del Contrapunto, dell’Habanera, del Feeling, del Mambo, del Chachachá, della Guajira e contende al Messico la parternità del bolero.

La maggior parte dei suoi creatori non erano un modello di titoli accademici. Erano persone umili gente di quartiere, che arrivavano alla musica da autodidatti.

Movimenti letterari cubani come il Romanticismo e il Modernismo li hanno influenzati e motivati ​​a scrivere testi antologici che hanno fatto il giro del mondo: “Contigo en la distancia”, di César Portillo de la Luz, “Nosotros”, di Pedrito Junco, “Patricia”, di Dámaso Pérez Prado e “El bodeguero”, di Richard Egües. Sebbene l’ego dei nostri letterati dica il contrario, la musica cubana ha sempre dato la mano alla poesia.

Oggi ci sono nuovi nomi e movimenti all’interno dell’isola che presto vedremo brillare. Non ci sono pietre che li possono fermare.

María Luz Crevoisier (PERU)

Fonti: Revista Cultura y Tendencias CL de Chile e Listín Diario Logo – Santo Domingo

 




“Rinnoviamoci”: a Perth il convegno linguistico della WAATI

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waati logoPERTH\ aise\ – Si terrà il prossimo 13 febbraio al St. Thomas Aquinas College di Perth un convegno linguistico organizzato dalla WAATI, la Western Australia Association of Teachers of Italian, l’associazione che riunisce più di 150 docenti di lingua italiana nello Stato australiano.
Si tratta di un’importante occasione per fare il punto sull’insegnamento della lingua italiana in WA e riflettere insieme sulle sfide del prossimo futuro. Il tema scelto per il convegno è, non a caso, “Rinnoviamoci“.
I lavori si apriranno alle 8.50, dopo la registrazione degli ospiti, con i saluti di benvenuto della presidente del WAATI, Laura Bava, del console d’Italia a Perth, Nicolò Costantini, e di Anna Rita Tamponi, direttore dell’Ufficio Istruzione dell’Ambasciata d’Italia in Australia.
Nel corso della giornata si alterneranno poi alcune sessioni contemporanee dedicate ai diversi target dell’insegnamento dell’italiano: dalle diverse classi di età ai nativi italiani, dalle feste al Made in Italy.
Previsti anche gli interventi dei relatori: John Hajek della University of Melbourne parlerà di “Italians and Italian on the net: il xké e il xkome / the why and the how” e John Kinder della University of Western Australia di “Staying true by changing always: opportunities ahead for Italian in WA Rino Pellone”.
La conferenza si chiuderà con la messa in scena dello spettacolo in un solo atto “Amicizia“ di Eduardo De Filippo, a cura della piccola compagnia “Stelle Nascenti”, un gruppo di giovani figli di italiani che, come i loro genitori sono appassionati a continuare a promuovere la cultura e la lingua italiana. Il gruppo teatrale è nato da poco più di tre anni fa sotto la guida di me Rino Pellone, Giuseppe Luna e Fabiana Figoni, che, oltre ad essere in scena a Perth, conducono regolarmente laboratori teatrali con i ragazzi. Naturalmente per realizzare rappresentazioni in lingua italiana.
Ulteriori informazioni possono essere richieste all’indirizzo email assistenti.waati@hotmail.com. (aise)




Los Angeles celebra i 700 anni dalla morte di Dante

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5francescaLOS ANGELES\ aise\ – La città di Los Angeles celebra il settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri (1265-1321) con una serie di iniziative organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura in coordinamento con l’Ambasciata d’Italia a Washington DC e sotto gli auspici dei Consolati Generali d’Italia di Los Angeles e di Houston.
Tra queste, l’originale serie ‘Dante on Film’, dedicata alla figura e all’opera del Sommo Poeta nel cinema.
Il ciclo sarà inaugurato il prossimo 10 febbraio, sul canale Youtube dell’Istituto Italiano di Cultura, con un video sull’importanza di Francesca da Rimini, tragica protagonista del V canto dell’Inferno, nel cinema muto americano. Il video sarà presentato da Massimo Ciavolella, Distinguished Professor of Italian Studies, UCLA Department of European Languages and Transcultural Studies e già direttore dell’UCLA Center for Medieval and Renaissance Studies. La presentazione è organizzata in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini, ed introdotta da Silvia Chiave, Console Generale d’Italia a Los Angeles.
In occasione dell’8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna, l’IIC ha in programma l’accoglienza di alcuni studenti di UCLA per un evento planetario: ‘Baci dal Mondo/Worldwide Kisses’ flash mob ecumenico in tributo a Dante e Francesca da Rimini.
Studenti e insegnanti di 21 università dei cinque continenti reciteranno, animeranno e commenteranno, nella lingua del loro paese, i versi di Francesca del V canto, in un susseguirsi di dirette streaming diffuse attraverso i social media e un sito dedicato (bacidalmondo.com) con regia e spettacolarizzazione dal Teatro Galli di Rimini. L’iniziativa, dedicata ad una donna antica ma straordinariamente moderna, emblema di amore, baci ma anche di libertà e coraggio, è progettata e organizzata dal Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini e promossa dai Comuni di Rimini e di Gradara.
Il programma delle celebrazioni per Dante prosegue l’11 marzo con la presentazione del libro “Francesca Da Rimini Storia di un mito. Letteratura, arti visive e musica tra XIV E XXI secolo” (Maggioli Editore, 2019) di Ferruccio Farina, direttore del Centro Internazionale di Studi Francesca da Rimini. Il volume, attraverso materiali letterari e artistici mai analizzati fino ad ora, ripercorre la storia del mito di Francesca che ha affascinato e influenzato la cultura occidentale attraverso le opere poetiche, teatrali, cinematografiche, i dipinti, le sculture e le musiche di più di mille artisti d’ogni continente che l’hanno resa celebre come emblema di libertà e di virtù. Anche questo intervento, sarà disponibile sul canale Youtube dell’Istituto.
Nuovo appuntamento, il 25 marzo, di “Dante on Film” con “Filming Italy: Dante 700”, presentato con Filming Italy Los Angeles, con un’esclusiva sezione di letture dantesche da parte di ospiti d’eccezione sia dell’edizione 2021 sia delle edizioni passate del festival. Il 25 marzo, fra l’altro, ricorre il “Dantedì”, l’annuale giornata ufficiale dedicata a Dante Alighieri in Italia e nel mondo.
In occasione del “Dantedì”, e in collaborazione con la Cineteca di Bologna, verrà presentata la proiezione online de “L’Inferno”, film muto del 1911, introdotto da Gianluca Farinelli, Direttore della Cineteca. La rassegna è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles con Agnus Dei Production sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia di Los Angeles e promossa con gli Istituti Italiani di Cultura di Chicago, New York, San Francisco e Washington DC.
“Dantedì” vedrà inoltre l’inaugurazione, a Los Angeles, di “Drawing Dante Uno, nessuno e centomila volti”: esposizione presso un palazzo del centro storico di Ravenna, a pochi passi dalla tomba del sommo poeta, di 30 opere parte delle prime quattro edizioni di Dante Plus, mostra collettiva sul volto di Dante Alighieri a cui partecipano alcuni artisti, fra i quali Milo Manara, Mauro Gatti, Resli Tale e Ilaria Urbinati. La retrospettiva sarà fruibile attraverso un tour virtuale accompagnato dalla presentazione di Federico Ciattaglia, Console Generale d’Italia a Houston.
Nel mese di aprile, “Dante on Film” proseguirà con due webinar. Il primo, in programma l’8 aprile: Alessandro Marianantoni, Direttore di Mediars, illustrerà l’influenza di Dante nel cinema e nella televisione attraverso degli intriganti collage di immagini, video e musica. Il secondo appuntamento online sarà il 28 aprile: l’artista losangelino Sandow Birk e il regista Sean Meredith presenteranno il loro “Dante’s Inferno” (2008, 76’ – MoMA Film Archive permanent collection) adattamento cinematografico dell’omonimo volume illustrato da Birk con testi di Marcus Sanders (Chronicle Books, 2004), a sua volta adattamento moderno dell’Inferno di Dante. (aise) 




“Gratitud”, poesía di Indhira Itsuki

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4bdff389 084e 479b bf89 0a1b66d93fbdDoy gracias hasta el instante que se extingue y renace en mis ojos,

ese momento eterno que se hace presente contigo, doy gracias.

Por las infinitas formas de ser en la vida,

por experiencias que me hacen amar hasta lo inimaginable incesante,

agradezco por cada existencia en consonancia,

en mi entorno dibujante, por oportunidades de conocerme,

de encontrarte, mi alma en tu alma, mi cuerpo en tu cuerpo.

De Indhira Itsuki

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“Entrelazados”, poesia di Indhira Itsuki

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7ccf2891 c0f8 43f7 a5a5 3aa13d97ae73Sacudió el crepúsculo su acuarela en tus ojos,

y sus vocales despiertan profundidades en tu voz atrapando intenciones calladas.

Un abril marino pescando el norte de un verde medallón en mi pecho,

un manantial divagando burbujas de un verbo, es un acierto desprendido en tus labios,

una afirmación ferrocarril acercándose, te acercas a mi desnudo.

Son tus pensamientos volviendo ecos el amor, ese amor que nace en las miradas.

 

De Indhira Itsuki

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“Secretos” di Indhira Itsuky

Captura 1

c49a4597 7476 4245 b71e 71ce0058aaa7Secretos

La luna se muestra distante y en su silencio cuenta mil historias reflejadas en su pecho,

conquistas desvanecidas en el tiempo,

en su luz se balancea un enjambre de miradas que alguna vez fueron suyas,

en lejanía que discurre la tarde,

en sigilo la noche se aleja.

 

Indhira Itsuki

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Madrugadas

Captura

imagesCuando las noches eran semejantes a nuestros labios,

la luna era trapecista de estrellas en la voz del sueño,

en un lienzo, en los libros,

en los árboles donde el viento diluye su fuerza desmadejado sonidos en recuerdos sueltos,

emociones quietas que se deslizan en tus ojos.

 

por Indhira Itsuki

Instagram @itsukiii2