USA: l’Osservatorio Nazionale della Lingua Italiana

studenti bandiera

studenti bandieraÈ stato l’Ambasciatore d’Italia a Washington Armando Varricchio ad aprire i lavori della 2^ seduta semestrale dell’Osservatorio Nazionale della Lingua italiana, che riunisce i principali protagonisti attivi nella promozione della lingua e cultura italiana negli Stati Uniti. A farne il resoconto oggi è EduItalia, associazione che raggruppa 111 tra scuole e università che forniscono corsi di italiano a studenti stranieri. Lo pubblichiamo integralmente di seguito.
“Nel proprio discorso l’Ambasciatore ha dapprima incoraggiato i membri dell’Osservatorio Nazionale, organismo capace, nonostante i difficili mesi, di mantenere alto il proprio impegno e che saprà, non appena il mondo lo consentirà, far crescere l’attività di promozione grazie ai meccanismi di lavoro rodati negli anni.
Alla riunione – coordinata dal Primo Consigliere d’Ambasciata Domenico Bellantone e dalla Dirigente dell’Ufficio Scolastico Maria Fusco- hanno partecipato oltre 50 membri tra Consoli Generali, Dirigenti degli Uffici Istruzione dei Consolati, Direttori degli Istituti Italiani di cultura, Direttori degli Enti Gestori, soggetti provenienti dal mondo accademico e dalle importanti associazioni e fondazioni di promozione della lingua italiana in Usa come, anche dall’Italia, Eduitalia e Asils.
Al centro dell’attenzione la definizione del “Piano Strategico di promozione della lingua e cultura nelle scuole americane” che si pone plurimi importanti obbiettivi quali: favorire la crescita qualitativa e quantitativa dei corsi di italiano nelle scuole pubbliche e private statunitensi; mantenere un trend di crescita positiva degli esami AP, con l’ulteriore obbiettivo di incrementare il punteggio dei candidati; favorire il collegamento tra superamento dell’AP e un percorso universitario (major o minor in italiano) tramite strategie di informazioni sulle opportunità offerte dalla lingua italiana.
Tra i numerosi interventi e argomenti discussi nel corso della riunione segnaliamo:
la volontà che la lingua italiana sia promossa non solo come idioma espressione della bellezza e del saper vivere del Bel Paese, ma sempre più anche quale lingua che consente a uno straniero di avere un valore aggiunto per incrementare le proprie opportunità professionali e lavorative. In tal senso l’attuazione di stage presso le aziende italiane con sede negli Stati Uniti; stage quali opportunità di apprendere nella nostra lingua per es. elementi di contabilità, finanza, marketing consentendo in tal modo di promuovere nel contempo anche la cultura aziendale italiana;
la conferma dell’interesse che vi è stato per la recente “XX edizione della Settimana della Lingua italiana” a conferma di quello che è stato definito l’amore con il quale l’America guarda alla cultura italiana;
che il 2021 sarà anno di celebrazioni importanti sia per il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche, definite straordinarie, tra Italia e Stati Uniti sia per il 700° anno della scomparsa del nostro sommo poeta Dante. Entrambe le ricorrenze saranno occasioni di interessanti eventi ad hoc;
la presentazione e visione di un bel video di promozione della lingua e cultura italiana (vista la bellezza del video presto diffonderemo il suo link per la condivisione);
la conferma dell’importanza dell’esame AP che, nonostante la chiusura a marzo di numerose scuole, ha visto il concretizzarsi di ottimi risultati con 2.518 esami sostenuti e 475 scuole coinvolte (lo scorso anno erano state 453);
la volontà di promuovere la lingua italiana anche verso la consistente comunità degli Ispanofoni;
la necessità di una continua formazione degli insegnanti con una condivisione di idee e buone prassi;
il ruolo di sempre maggior rilievo informativo del portale USspeakitalian;
il rafforzamento in ogni caso della didattica a distanza, consapevoli di come le innovazioni digitali abbiano consentito di trovare soluzioni in un simile duro momento;
la notizia relativa alla sperimentazione di voli aerei “Covid-tested” tra alcuni aeroporti USA (New York JFK, Newark Liberty e Atlanta Hartsfield–Jackson) e quello di Roma Fiumicino Leonardo da Vinci”.
Per Eduitalia – che ringrazia l’Ambasciatore per le belle parole di encomio con le quali è stato sottolineato l’inteso lavoro svolto, nonostante il momento, a fianco della nostra Rappresentanza Diplomatico-Consolare – far parte di un gruppo importante per la politica culturale del nostro Paese ha importanti risvolti anche per il settore Study Abroad, consapevoli– come le statistiche confermano- che la crescita della lingua italiana negli Stati Uniti voglia dire incrementare il numero degli studenti presenti sul territorio italiano.
Eduitalia, oltre a confermare la propria disponibilità in relazione al sostegno del programma AP, nelle more del proprio intervento ha commentato con rimpianto ma anche come punto di (ri)partenza le recenti statistiche, relative all’anno accademico 2018/2019, che hanno visto l’Italia sfiorare la prima posizione mondiale quale destinazione degli statunitensi (39.043 è il numero degli studenti americani che -nell’ultimo anno accademico 2018/2019- hanno studiato sul territorio italiano; minima è la differenza rispetto al Regno Unito con l’Italia a un soffio dall’essere la prima meta di destinazione di studio mondiale degli studenti a stelle e strisce. Mentre nel passato il distacco tra Italia e Regno Unito è sempre stato espresso in migliaia di studenti (lo scorso anno 2.458 studenti in più), quest’anno il divario è minimo in quanto il Regno Unito registra 39.358 studenti con una perdita dell’0,1% rispetto alle statistiche 2019. La differenza è di soli 315 studenti rispetto all’Italia che, con i suoi 39.043 studenti, ha accolto l’11,2% dei 306.141 statunitensi che, nel 2018-2019, si sono recati all’estero per studiare).
È stata infine confermata da Eduitalia la pubblicazione della Guida Eduitalia – Study in Italy 2021 che avrà l’onore di essere introdotta da una presentazione del Vice-Ministro degli esteri Marina Sereni e dall’Ambasciatore d’Italia a Wasghinton S.E. Armando Varricchio”.




Renato Berardinucci, un partigiano a stelle e strisce

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Il partigano americano copertina1Il 10 dicembre uscirà nelle librerie il volume di Marco Patricelli dedicato alla sfortunata storia di Renato Beradinucci

Giovani, coraggiosi e coerenti. In tanti morirono sul fronte immersi nelle divise dell’esercito o sulle navi dentro i panni della Marina. Combatterono e morirono con la divisa a stelle e strisce, accompagnati da un nome italoamericano che ne racchiudeva l’essenza e ne esaltava la tenacia, onorati da un registro militare che ne avrebbe preservato le gesta. Erano i soldati italoamericani arruolati tra le forze Alleate.

Ma loro no, loro invece furono dimenticati. Il tempo li ha avvolti nella nebbia e li ha dimenticati durante gli anni dell’euforica rinascita. Erano scomode pietre rimaste indietro nella valanga liberatoria della guerra d’Italia. Erano i ragazzi italoamericani uccisi nell’oscura battaglia della resistenza, alcuni passati per le armi dai plotoni nazifascisti con l’infamia di essere spie o semplicemente come nemici da eliminare. E per loro ci fu davvero poca gloria, in quel 25 aprile del 1945: quando  il paese  scoppiò di felicità per le armi che – finalmente –  tacevan ,  la loro storia fu frettolosamente rimossa e seppellita nella grande fossa della dimenticanza.

Senza troppi romanticismi.

Fra essi vi era anche Renato Berardinucci, nato il 1 giugno del 1921 a Filadelfia e tornato in Italia nel 1939, per volere della madre Antonietta che intendeva metterlo a riparo dalla chiamata alle armi sfruttando il meccanismo della doppia cittadinanza.  E che invece lo consegnò alla storia.

Renato BerardinucciDopo aver interrotto gli studi al college, venne iscritto al liceo classico di Pescara, intitolato al poeta Gabriele d’Annunzio dove ebbe come compagno di banco Hans Lichtner, ebreo viennese che lo aiutò a capire l’abominio delle leggi razziali. La caduta del regime, il disastroso bombardamento di Pescara di fine agosto, lo sfollamento e il crollo dopo l’armistizio dell’8 settembre, catapultarono Renato Berardinucci nelle pagine della guerra partigiana stabilendo le radici di un tragico epilogo che si consumò ad Arischia nel 1944 e che gli valse, insieme allo sfortunato compagno Vermondo Di Federico, la medaglia d’oro al valor militare.

Una vicenda degna di una sceneggiatura cinematografica, quella vissuta da Renato e dalla sua famiglia, prima, durante e dopo la fine della guerra. Una vicenda fissata sulla carta con straordinario acume biografico dallo storico e giornalista Marco Patricelli, che da anni è impegnato nel recupero della memoria storica di fatti e personaggi finiti nell’oblio. Sarà pertanto una lettura di straordinaria suggestione quella che avvinghierà chi sceglierà di conoscere IL PARTIGIANO AMERICANO – Una  storia antieroica della Resistenza, edito da Ianieri.

Fatti realmente accaduti rivivono per la prima volta nelle pagine agili di un racconto che si dipana attraverso uno stile narrativo coinvolgente che non rinuncia in alcun modo al rigore saggistico. Patricelli ricostruisce la sfortunata vicenda di Renato Berardinucci, con accuratezza scientifica,   filtrando e ampliando il patrimonio della memoria orale e mettendo in salvo il filo del ricordo, che altrimenti – scomparsi i testimoni del tempo – si sarebbe del tutto disintegrato tra le pieghe della dimenticanza. L’epopea dello sfortunato italo-americano merita di essere coosciuta attraverso l’enfasi del racconto di un autore dal grande impatto emotivo.  Nato a Pescara nel  1963, Marco Patricelli vive tra Pescara e Praga e ha scritto  saggi storici per numerose case editrici italiane, francesi, polacche e ceche e nel 2010,  con la prima biografia del capitano Witold Pilecki, Il volontario, ha vinto l’edizione XLIII del prestigioso Premio “Acqui  Storia”. Dai suoi lavori sono state tratti docufilm e docufiction per RAI, Mediaset e ZDF e delle sue preziose consulenze storiche si sono avvalse le maggiori reti televisive e radiofoniche nazionali. Laureato in Giurisprudenza e diplomato al Conservatorio, Marco Patricelli  ha insegnato Storia dell’Europa contemporanea all’Università G. d’Annunzio di Chieti e collaborato attivamente alla   realizzazione di documentari in Germania e Polonia.  È stato insignito del titolo di Bene Merito, della Croce di Ufficiale al merito della Repubblica di Polonia e del cavalierato dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.  Alla figura di Pilecki ha dedicato nel 2019 una Suite in 8 quadri per grande orchestra sinfonica. Vive tra Praga e Pescara.




La Befana arriva in Australia

befana fremantle

befana fremantle“Un libro bilingue ambisce a far conoscere la tradizione della Befana ai bambini australiani. E, se la conoscete già, potrete imparare a fare i “befanini””. È quanto scrive Massimiliano Gugole in un articolo pubblicato oggi sul portale di SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l’Australia.
“Il 6 gennaio in Italia si festeggia la ricorrenza religiosa dell’Epifania, ma per molti bambini e bambine italiani nella notte tra il 5 e il 6 arriverà la Befana.
L’origine e il significato di questa figura sono incerti, ma l’età avanzata e gli abiti consunti della Befana sembrano essere simbolo dell’anno vecchio. Il nome poi deriverebbe proprio da epifania, parola che col tempo si è trasformata in Befana.
Il comune di Urbania nell’entroterra marchigiano ospita dal 2016 la Casa della Befana e dedica alla vecchina una festa che accoglie ogni anno oltre 50.000 visitatori.
I bambini australiani spesso non conoscono questa figura e, per aiutarli, Daniele Foti-Cuzzola e Daniela Pruiti-Ciarello hanno realizzato un libro bilingue, utilizzabile anche come risorsa didattica.
Chi ha sentito parlare della Befana, ne rimane invariabilmente affascinato, come spiega Daniele. “Quando ho lavorato come insegnante di italiano qui in Australia, ogni anno a novembre, dicembre i bambini mi chiedevano: “Leggeremo un libro sulla Befana? Facciamo qualcosa per la Befana?””.
Daniela ricorda la festa della Befana a Castell’Umberto, piccolo paese della Sicilia in cui è cresciuta. “Era un giorno attesissimo”, ricorda ai microfoni di SBS Italian, “anche più del Natale. Per il giorno della Befana il comune organizzava un evento veramente speciale per i bambini. Era davvero magico”.
“Arriverà la Befana a Fremantle?” si chiedono Daniele e Daniela nel loro libro illustrato di recente pubblicazione”.
Una intervista di approfondimento ai due autori del libro è disponibile sul portale di SBS Italian.

Tratto da SBS




La Divina Commedia in 33 lingue

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30dantemaeciUn audiolibro, prodotto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione delle celebrazioni del centenario dantesco, permette di ascoltare un’ampia scelta del poema in trentatré lingue diverse.
A settecento anni dalla scomparsa di Dante, l’audiolibro “Dalla selva oscura al Paradiso” propone in trentatré lingue un percorso guidato attraverso le tre cantiche dell’Inferno, del Purgatorio e del Paradiso: uno strumento unico nel suo genere per scoprire o riscoprire un eccezionale poema che continua non solo a suscitare l’interesse dei lettori d’ogni Paese, ma a nutrire l’ispirazione di artisti, scrittori, musicisti, registi di cinema e di teatro.
Ideato e progettato dalla Direzione Generale Sistema Paese del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, l’audiolibro “Dalla selva oscura al Paradiso” è stato realizzato grazie alla collaborazione di trentadue Istituti Italiani di Cultura, che hanno, ciascuno, inviato la registrazione nella propria lingua di competenza di una lettura di passi scelti del Divina Commedia interpretati da attori locali.
La versione italiana è stata affidata a Marco Martinelli e Ermanna Montanari del Teatro delle Albe di Ravenna, che da anni svolgono un lavoro di ricerca sul poema di Dante.
Patrocinato dal Comitato nazionale per le celebrazioni dantesche, dalla Società Dantesca e dal Gruppo Dante dell’ADI (Associazione degli Italianisti), il progetto è stato realizzato in partenariato con il Comune di Ravenna e grazie alla cura scientifica di due noti dantisti, Alberto Casadei (Università di Pisa) e Sebastiana Nobili (Università di Bologna-Ravenna).
Il cofanetto con l’audiolibro sarà distribuito a tutte le sedi estere (Ambasciate, Consolati, Istituti Italiani di Cultura) nel 2021 e comprende al suo interno un libretto di 130 pagine con il testo in italiano e in inglese.
Un codice QR permette di scaricare gratuitamente le 33 versioni del poema, che saranno comunque disponibili, sempre a titolo gratuito, sulle piattaforme Spreaker, Spotify, Deezer, Apple e Google.
Le trentatré lingue dell’audiolibro sono: italiano, albanese, arabo, bulgaro, catalano, ceco, cinese, coreano, croato, francese, ebraico, finlandese, gaelico, giapponese, greco, indonesiano, inglese, lituano, maltese, norvegese, polacco, portogallo, rumeno, russo, serbo, slovacco, sloveno, spagnolo, swahili, tedesco, turco, ucraino e ungherese.




Poesia. Virna Chessari e la “Farfalla di Ulisse”

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FullSizeRender 23 11 20 09 26“The Ulysses Butterfly La Farfalla di Ulisse” di Virna Chessari è una raccolta bilingue di poesie dalla vocazione internazionale.

L’Inglese e l’Italiano raccontano la storia di una donna che inizialmente stenta a guardarsi allo specchio, fino a riscoprire la propria bellezza e unicità pur nelle sue apparenti contraddizioni.

Nella narrazione si alternano vicende liete e momenti di sconforto, abbandoni ma anche sogni e dolci ricordi che colorano di tenerezza i vuoti del presente. Sullo sfondo un amore grande, quello di una moglie per lo sposo perso troppo presto e mai sopito e di madre esemplare.

Una storia di dedizione e sacrificio che ispira e conforta l’autrice e i tanti Italiani, anche all’estero, che possono rileggere nei componimenti altrettante storie di amore e sacrificio dei propri genitori per i propri figli.

Ma perché l’inglese? L’autrice, italiana, ha trovato in questa lingua straniera la melodia che ha dato voce al suo mondo interiore e un’opportunità di dialogo con un vasto pubblico di lettori. Perché le emozioni trascendono qualsiasi barriera, anche linguistica e, se condivise, costruiscono solidi ponti.

Alcune delle poesie della raccolta erano già state pubblicate in prestigiose riviste americane.

A breve l’edizione cartacea. Una novità assoluta per Edizioni Digitali di Passerino Editore che inaugura la formula del print on demand, disponibile in qualsiasi store on-line e in tutte le librerie fisiche d’Italia, con un libro di poesia, un genere più che vivo.




La “Divina Commedia” raccontata on line dai bambini alla 31a Berliner Märchentage

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20maerchentageLa Divina Commedia raccontata online dai bambini: questo è il contributo di immagini e parole ispirato all’opera di Dante Alighieri realizzato per il festival di fiabe berlinese “31. Berliner Märchentage“, per la sezione “Die frohe Botschaft – Märchen aus Italien“.
Negli anni passati la manifestazione aveva luogo nelle Ambasciate berlinesi di vari Paesi dagli allievi delle classi terze della Scuola Primaria “H. Nohl” di Berlino, con le insegnanti Cecilia Cavallo e Anna Colapietro e sotto il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Berlino. Quest’anno la rassegna è sono sul web.
Partendo dal leitmotiv del festival “Himmel und Erde – Märchen von oben und unten” (“Cielo e terra – Fiabe da sopra e da sotto”) gli alunni di madrelingua tedesca della sezione bilingue della “H. Nohl” di Berlino, nonostante le difficoltà in cui le scuole attualmente operano, leggono e disegnano brani tratti da “La Divina Avventura: ovvero il fantastico viaggio di Dante”, cimentandosi con il capolavoro della letteratura italiana ambientato tra cielo e terra, che da oltre 700 anni – il VII centenario della morte di Dante Alighieri verrà celebrato nel 2021 – rappresenta una pietra miliare della lingua e della cultura italiana nel mondo.




All’IIC di Whashington si parla di Gianni Rodari

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19rodariwashContinuano oltreoceano le celebrazioni per il 100° anniversario della nascita di Gianni Rodari, l’autore per bambini più amato in Italia.
Come ricorda l’Istituto Italiano di Cultura di Washington, il 24 novembre alle 16.00 ora locale si terrà on line sulla piattaforma Zoom il webinar “Tales for Every Age: A Conversation about Gianni Rodari”, organizzato in collaborazione con gli Istituti di Chicago, Montreal, Los Angeles, New York, Toronto e San Francisco.
Ospite dell’incontro virtuale sarà Grazia Gotti, presidente del comitato ufficiale italiano per il centenario di Gianni Rodari; insieme a lei anche il traduttore Antony Shugaar e l’illustratore Valerio Vidali.
Durante la conferenza si discuterà il rapporto tra parola e immagine e si spiegherà la sfida, la gioia e la provocazione nel tradurre e illustrare il lavoro di una figura così influente e iconica come Rodari.
Gianni Rodari (1920-1980) è noto per il suo amore per i giochi di parole e l’ilarità, ma sempre con uno sguardo ai problemi della giustizia sociale e dell’uguaglianza, con una prospettiva fresca e giocosa. Le sue opere per bambini sono selvaggiamente inventive, a volte divertenti, a volte surreali, ma sempre profondamente attuali.




Storie da ricordare: grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus

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14storieUn libro a scopo benefico che unisce diverse storie: storie d’imprenditori, di associazioni e di persone che hanno deciso di mettersi a disposizione per contrastare la lotta contro il COVID, con la finalità di dare una mano all’ambiente, fortemente in bilico negli ultimi anni.
È così che nasce “Storie da ricordare – Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus”, una raccolta di testimonianze, di sodalizi, associazioni, istituzioni e cittadini meritevoli che si sono impegnati e contraddistinti su scala nazionale per contrastare il Covid-19. Un libro illustrato che racconta, attraverso gli occhi dei protagonisti, uno dei momenti più bui che l’Italia sta vivendo dal dopoguerra ad oggi e i cui proventi serviranno a costruire aree destinate agli alberi.
Un’iniziativa che prende vita dall’impegno di Associazione Valentia realtà presente dal 2017 a Vibo Valentia, composta da un cospicuo numero di ragazzi che da anni dona il proprio solerte impegno per aiutare chi ne ha bisogno, attivandosi per il sociale, principalmente nel Meridione, in una delle regioni più martoriate dell’intera Penisola.
Obiettivo primario dare sostegno fisico e psicologico a chi ne ha bisogno, aiutando le persone che vivono in condizioni economiche disagiate e precarie.
“Siamo coscienti che la lotta al COVID non è terminata, ma “Storie da ricordare – Grandi imprese e solidarietà ai tempi del Coronavirus” vuole essere un messaggio di speranza, un progetto innovativo nato dalla voglia di sostenere l’ambiente attraverso la solidarietà e che vede la partecipazione, a scopo benefico, di aziende e associazioni umanitarie di importanza nazionale”, commenta Anthony Lo Bianco, presidente dell’Associazione. “Sì, perché l’intero ricavato ottenuto dalla vendita del libro servirà per costruire, nelle zone più colpite d’Italia, veri e propri Parchi: aree verdi ricche di grandi alberi che resteranno lì a ricordarci del periodo che stiamo attraversando”.
Un segno simbolico per le nuove generazioni, una testimonianza del lavoro, della solidarietà e dell’umanità che tanti italiani, non solo quelli presenti nel libro, dimostrano giorno dopo giorno, in quello che può essere definito un vero e proprio “conflitto”.
Con la prefazione del giornalista Ismaele La Vardera e la conclusione del giornalista Michel Dessì, “Storie da ricordare – Grandi imprese da ricordare ai tempi del Coronavirus” è edito da Valentia Edizioni e disponibile su Charity-Stars, piattaforma dedicata alle organizzazioni no profit, già famosa per le tante azioni di beneficenza e per la partecipazione alle sue iniziative di celebrities del mondo del calcio e non solo.
“Non potevo non dare il mio piccolo contributo a questa iniziativa, originale ma allo stesso tempo profonda, che mi ha sottoposto l’amico Anthony dell’Associazione Valentia”, scrive Ismaele La Verdera. “È bello ricordare tutte le persone che hanno dato il proprio contributo per rendere l’Italia un posto migliore, in un momento difficilissimo, quale quello del coronavirus. Credo che questo libro debba essere letto nelle scuole, dai più piccoli, dai ragazzi perché non si possa mai dimenticare di quel pezzo della nostra storia recentissima, ancora aperta, dolorosissima ma che ci ha insegnato che possiamo essere davvero esseri umani liberi”.




L’italiano in mostra ad Addis Abeba

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10fellingsAncora qualche giorno per visitare “Feelings along the Sidewalk”, mostra che sarà allestita nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba sino a domenica, 15 novembre.
Inaugurata il 29 ottobre in occasione della XX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, dedicata quest’anno a “L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni e fumetti”, in collaborazione con il festival “Tibeb be Adebabay”, la mostra è un connubio di culture, arti e stili differenti.
“Feelings along the Sidewalk” presenta infatti il frutto dell’incontro tra l’illustratore italiano Livio Fania e il gruppo di artisti etiopi “Addis Street Art” – ovvero Solomon Kifle, Lielt Lemem Teferi, Temesgen Tadele, Efrata Birhanu, Gebreyesus Asmare e Saron Bogale – e riunisce street art, illustrazione e grafica digitale.
Il tema rappresentativo è affidato a una scelta di “parole” che racchiudono concettualmente l’idea stessa che abbiamo della cultura e di ciò che tale idea porta con sé. Concetti universali che accomunano tutte le persone e i popoli e che per questo motivo rappresentano anche lo spirito di lavoro dell’Istituto di Cultura, di Tibeb be Adebabay, come di tutti gli artisti coinvolti.
Nella situazione inedita legata al Covid-19, che ha portato anche il settore della cultura a interrogarsi e a rispondere con soluzioni originali, per trovare e ritrovare la propria voce in un mondo le cui regole stanno giocoforza cambiando, “Feelings along the Sidewalk” è stata fortemente voluta dall’Istituto Italiano di Cultura come uno dei nuovi possibili modelli per fare e condividere arte all’epoca della pandemia.
L’attenzione al dialogo e allo scambio di idee e di tecniche tra artisti italiani ed etiopici rimane centrale, mentre si esplorano nuovi spazi di condivisione e fruizione delle opere: “Feelings along the Sidewalk” è l’arte che esce dagli interni della sala d’esposizione per andare fuori, all’esterno, non solo in strada ma anche nello spazio virtuale.
Le opere sono esposte al pubblico negli spazi esterni dell’Istituto Italiano di Cultura e anche on line, sul sito web del festival Tibeb be Adebabay.




Un concorso sul dialetto vicentino

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3vicentiniI Vicentini hanno solcato i mari con la valigia di cartone in cerca di fortuna già alla fine dell’800 e numerosi sono oggi i nostri giovani che con il tablet sotto il braccio affrontano percorsi formativi o professionali nei cinque continenti. Quello che unisce gli emigranti di ieri, gli expats di oggi con la loro terra di origine è il caro dialetto vicentino che riecheggia dove meno te lo aspetti: dal mato brasiliano all’outback australiano. Per questa ragione, e per incentivare la diffusione e la conoscenza della lingua vicentina e valorizzare le esperienze dei vicentini emigrati in Italia e all’Estero, le Associazioni Vicentini nel Mondo e Cenacolo Poeti Vicentini, in collaborazione con la Biblioteca civica Bertoliana e il patrocinio della Provincia di Vicenza, hanno organizzato il Primo Premio Letterario il cui tema è “Mamma mia dammi cento lire”.
Il concorso letterario è suddiviso in tre sezioni: Sezione Italia, Sezione Estero e Sezione Multimediali e audiovisivo giovani.
La prima conta tra le sue fila tutte le opere di Poesia in dialetto vicentino – sono ammessi massimo due componimenti, non più di venti versi ciascuno -, e la Prosa in dialetto vicentino – un racconto, massimo 6mila battute (compresi spazi). È possibile partecipare a entrambe le sessioni di prosa o poesia
Per quanto riguardo la seconda sezione, quella estero, sono ammesse anche qui opere in Poesia in dialetto vicentino – massimo due componimenti, non più di venti versi ciascuno – e in Prosa in dialetto vicentino – un racconto, massimo 6mila battute (compresi spazi). Anche qui è possibile partecipare a entrambe le sessioni di prosa o poesia
Infine, per quanto riguardo la sezione multimediale, comprende sia opere provenienti da vicentini dall’Italia che dall’estero, e conta con un Video durata massima 50 secondi che può contenere immagini, parole, musica. Dedicata ai giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni.
La partecipazione al concorso è gratuita. Tutte le opere dovranno pervenire entro e non oltre il 31 gennaio 2021.
La Cerimonia di Premiazione si svolgerà il 22 maggio 2021 alle ore 16.00 a Vicenza, nella prestigiosa sede della Biblioteca civica Bertoliana, a Palazzo Cordellina, contra’ Riale 12 e sarà aperta al pubblico a ingresso libero.