Tornare a “L’Haitiano”: un romanzo che racconta l’isola divisa e l’umanità che resiste

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480081552 122108531288750914 5853757933984265248 nIn un momento in cui il tema della migrazione haitiana è tornato con forza al centro del dibattito pubblico nella Repubblica Dominicana, vale la pena tornare a parlare di un romanzo che, già da tempo, ha saputo affrontare questa realtà con profondità e sensibilità: L’Haitiano, una saga ambiziosa e profondamente amata dal suo autore.

L’Haitiano è un romanzo che fonde magistralmente amore, politica e spiritualità, intrecciando vicende personali e collettive in un affresco narrativo intenso. La fuga di Jean-Michel Pie da #Haiti verso la Repubblica Dominicana diventa il punto di partenza per esplorare le tensioni storiche, culturali e umane che attraversano un’isola unita dalla geografia e divisa dalla storia.

Il sogno di un’isola riconciliata, le difficoltà dell’integrazione, il peso della migrazione forzata e il richiamo misterioso del vudù non sono semplici elementi narrativi, ma chiavi di lettura di una realtà complessa, spesso ridotta a slogan o cronaca superficiale. Nel romanzo, invece, questi temi trovano spazio, respiro e profondità.

Con le sue circa 800 pagine, #L’Haitiano scava a fondo nella realtà dell’immigrazione haitiana nella Repubblica Dominicana, raccontandola in forma romanzata ma senza edulcorazioni. È una narrazione che non cerca scorciatoie emotive, ma accompagna il lettore dentro una storia fatta di dolore, speranza, identità e resilienza umana.

Il libro è disponibile sia su Amazon sia su Lulu, ma l’autore raccomanda in particolare l’edizione Lulu per la maggiore cura della stampa, più adatta a un’opera di ampio respiro e forte densità narrativa.

A supporto del romanzo esiste anche una pagina Facebook dedicata,

https://www.facebook.com/profile.php?id=61572527430635

ricca di immagini e contenuti visivi che accompagnano l’universo della saga e ne amplificano il racconto.

Leggere oggi L’Haitiano significa guardare l’attualità con strumenti più profondi. Non è solo un romanzo: è una testimonianza narrativa su una delle grandi questioni irrisolte dei #Caraibi, capace di toccare il cuore e stimolare la mente.




Appartenere a due mondi: ventiquattro autori narrano la loro esperienza migratoria

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oceani allo speccio copertina(1)Il crescente flusso migratorio ha creato una diaspora in continuo movimento, ha aperto un dialogo fra culture e paesi fra loro distanti e ha cambiato il corso dell’esistenza di milioni di persone. Una antologia appena uscita si propone di dare spazio alle vicende vissute e al’ esperienza migratoria di 24 autori di diversa origine e diverse generazioni.

Dopo il successo  di “E c’erano gerani rossi dappertutto,” il primo volume dedicato allo stesso tema, Valentina Di Cesare e Michela Valmori hanno pubblicato un secondo volume dal titolo “Oceani allo specchio” (Radici Edizioni, 2026) che fa parte della collana “Strade Dorate” da loro stesse lanciata e curata.  Michela Valmori ha tre lauree in letteratura conseguite a Bologna e Siena, un dottorato di ricerca conseguito presso la Birkbeck University a Londra, ed  è una studiosa della produzione culturale e letteraria della diaspora italiana negli Stati Uniti.

Attualmente vive a #Vancouver, #Canada, dove ricopre l’incarico di Visiting Lecturer presso il Dipartimento di Italiano della University of British Columbia. Valentina Di Cesare è una scrittrice e docente di Lettere, direttrice artistica del Festival delle Narrazioni di Sulmona. Le narrazioni di vita vissuta raccolte nel volume  rappresentano il viaggio migratorio in direzioni differenti e raccontano le esperienze di chi ha lasciato l’Italia in cerca di opportunità diverse e migliori  e di chi invece vi è approdato spesso a causa di condizioni infauste di vita nel proprio paese; infatti,  come riportato nel volume:  “Nel dialogo tra chi lascia e chi arriva si intrecciano infatti le molte forme dell’ appartenenza, le fratture dell’identità e le infinite combinazioni che ne definiscono i percorsi.”

anna and michela24Ho avuto occasione di collaborare con Michela Valmori negli anni scorsi e di ammirarne la professionalità ed è stato quindi con vera gioia che ho accettato di raccontare un poco della mia storia personale di immigrazione.

Pensavo che fosse per me una forma di liberazione dal mio vissuto, una catarsi e in qualche modo lo è stata, ma ha riportato in superficie emozioni e fratture che gli anni avevano nascosto e sopito ma non cancellato. È stato quindi un nuovo viaggio dell’anima da affrontare, una ultima riflessione da fare su una decisione presa così tanti anni fa e che ha così cambiato il corso della mia esistenza, ma come forse è accaduto anche ad altri autori che hanno contribuito all’antologia, il ripercorrere aspetti della mia esperienza migratoria ha contribuito a rinsaldare quella forma di equilibrio, di pacificazione interiore che ho faticosamente raggiunto in tutti questi anni.

Lo rifarei? Tornerei a salire, come tanti anni fa,  su quell’aereo diretto a Vancouver lasciando indietro la mia vita di prima, il mio ambiente, la mia amata città? Sì, lo rifarei. Come dico con il  titolo del mio memoir pubblicato in questa bella antologia:  “Sono nata in due città” e se Firenze, la mia città natale, vive sempre nel mio cuore, Vancouver è il luogo che mi ha aperto prospettive nuove; certo, mi ha fatto pagare un prezzo molto alto ma ha nutrito e reso possibile la realizzazione delle mie aspirazioni professionali e l’espressione più autentica di me stessa e del mio percorso di vita.




“Cronaca confusa di una quasi indipendenza”, quando lo Stato non risponde

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cop amazon itCon Cronaca confusa di una quasi indipendenza, Ennio Marchetti torna alla narrativa con un romanzo corale ambientato nella penisola di Samaná, nella Repubblica Dominicana, un territorio periferico non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto politico e simbolico.

Il libro prende le mosse da una realtà quotidiana fatta di blackout, carenza d’acqua, servizi che arrivano a intermittenza e promesse istituzionali mai mantenute. In questo contesto di attesa cronica e disillusione, nasce quasi per gioco — tra una conversazione al colmado e una battuta detta per stanchezza — un’idea tanto semplice quanto destabilizzante: provare a fare da soli.

Marchetti evita consapevolmente ogni retorica rivoluzionaria. L’indipendenza non è presentata come progetto politico strutturato, ma come reazione emotiva, come sintomo di una distanza sempre più marcata tra il centro decisionale e la vita reale delle periferie. Il vero protagonista del romanzo non è un leader, ma il “rumore”: una voce collettiva che cresce, si trasforma, si contraddice e finisce per interrogare un’intera comunità.

La scrittura è asciutta, osservativa, attenta ai dettagli minimi della quotidianità: un rubinetto a secco, una candela accesa durante un blackout, un camion dell’acqua che non arriva. Attraverso una galleria di personaggi comuni — pescatori, madri, bambini, intermediari, funzionari locali — l’autore costruisce un affresco umano in cui la marginalità diventa centro narrativo.

Cronaca confusa di una quasi indipendenza è un romanzo sulla periferia del potere, ma anche sul confine sottile tra rassegnazione e consapevolezza. Un libro che non offre risposte né soluzioni, ma pone una domanda essenziale: cosa accade quando l’assenza dello Stato smette di essere tollerata e comincia a essere nominata?

 

Disponibile in lulu.com e in amazon.com




“Esiste l’Aldilà?”, il libro

copertina aldilà

copertina aldilà“Esiste l’Aldilà?” è un saggio di Ennio Marchetti che si addentra nelle grandi questioni esistenziali legate alla vita e alla morte, affrontando la domanda che ha affascinato e inquietato l’umanità per millenni: “Cosa ci attende dopo la morte?”

L’opera offre un’analisi completa e approfondita delle diverse prospettive che culture, religioni e scuole di pensiero hanno sviluppato nel corso dei secoli. Dalla visione del Cristianesimo e dell’Islam, che vedono la morte come un passaggio verso la vita eterna, alle dottrine orientali dell’Induismo e del Buddhismo, che concepiscono la morte come parte di un ciclo di rinascite, il libro esplora i molti volti del concetto di aldilà.

A fianco delle visioni religiose, l’opera affronta anche le riflessioni dei grandi pensatori della filosofia occidentale, come Platone, Descartes e Kant, e le moderne filosofie materialiste ed esistenzialiste che vedono la morte come una fine definitiva dell’esperienza. Il saggio non manca di includere le recenti prospettive scientifiche e le esperienze personali legate a fenomeni paranormali, offrendo un quadro ampio e variegato del dibattito.

pub aldilà (1)“Esiste l’Aldilà?” è un invito alla riflessione su un tema inevitabile e universale, presentato in modo equilibrato e inclusivo.

Questo saggio non cerca di dare risposte definitive, ma piuttosto di offrire strumenti di comprensione per chi desidera esplorare il mistero più grande dell’esistenza umana.

Un’opera che si rivolge a credenti, scettici e a chiunque desideri interrogarsi su cosa ci attende oltre la soglia della vita.




Tre discese nell’oscurità: il trittico dark che si chiude con L’Inquisitore dell’Española

copertina con scritte e due donne

copertina con scritte e due donneCon L’Inquisitore dell’Española si conclude un progetto narrativo particolare e coerente, pur nella diversità delle ambientazioni e dei temi: un trittico dark composto da Ad Inferos, I Dannati di Samaná e, appunto, L’Inquisitore dell’Española, tre romanzi pubblicati sotto pseudonimi diversi, come se ogni libro fosse firmato da una voce autonoma, ma riconducibile a una stessa visione.

Non si tratta di una trilogia tradizionale, né di una saga. I tre romanzi non condividono personaggi né continuità narrativa, ma sono uniti da un elemento più profondo: l’esplorazione del male come struttura di potere, individuale o collettiva, spirituale o politica.

Tre libri, tre inferni

Ad Inferos è il punto di partenza ideale del percorso. Non è ambientato nei Caraibi, ma in Italia, e non affronta il tema dell’Inquisizione, ma rappresenta una discesa metafisica nel lato oscuro dell’animo umano. È il romanzo più simbolico del trittico, quello che indaga l’inferno interiore prima ancora di quello storico o geografico.

cop ita con titoliCon I Dannati di Samaná, lo sguardo si sposta nei Caraibi. Qui l’inferno non è più solo interiore, ma corale: una comunità segnata da colpa, superstizione, violenza e silenzi. Samaná diventa uno spazio di dannazione, lontano da qualsiasi lettura esotica o turistica.

L’Inquisitore dell’Española chiude il trittico portando il discorso sul terreno del potere istituzionalizzato. Ambientato tra la Spagna e Santo Domingo in epoca coloniale, il romanzo racconta l’arrivo dell’Inquisizione nel Nuovo Mondo. Qui il male non è né metafora né destino collettivo, ma sistema organizzato, tribunale, dottrina, macchina del terrore.

L’Inquisizione ai tropici

Il protagonista, Fra Alonso de Mendosa, è un inquisitore domenicano inviato nell’isola dell’Española per “purificare” una colonia corrotta. Ma attorno a lui si muovono forze ancora più inquietanti: nobiltà, interessi economici, setti segrete, e soprattutto la figura di Donna Elvira de Guevara, donna di potere che incarna una dominazione fredda, lucida, spietata.

Il romanzo scava senza indulgenza nei meccanismi della violenza religiosa, mostrando come la fede possa diventare strumento di controllo e come l’Inquisizione, trapiantata nei tropici, assuma tratti ancora più estremi e perversi.

Un progetto sotto identità multiple

v8y452d front shortedge 384La scelta di firmare i tre romanzi con pseudonimi differenti non è un semplice gioco editoriale, ma parte integrante del progetto. Ogni libro adotta una voce, un ritmo e una distanza emotiva diversa, come se fosse raccontato da un autore differente, pur all’interno di una stessa architettura narrativa.

Il trittico può così essere letto come una mappa dell’oscurità, che attraversa luoghi e tempi diversi, ma sempre con lo stesso interrogativo di fondo: da dove nasce il male, e chi lo amministra?

Con L’Inquisitore dell’Española, questo percorso si chiude. Non con una redenzione, ma con una constatazione inquietante: quando il potere si veste di giustizia assoluta, l’inferno smette di essere un luogo immaginario e diventa una pratica quotidiana.

I tre romanzi sono pubblicati in lulu.com




Brasile. Connessione amazzonica: Neidson Freitas Longato e il mistero degli osservatori

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2UN VIAGGIO NEL CUORE DELLA FORESTA AMAZZONICA, DOVE LA REALTÀ E LA FANTASIA SI INCONTRANO

Neidson Freitas Longato, uno degli scrittori più affascinanti della letteratura brasiliana contemporanea, ci invita a un viaggio nel cuore della foresta amazzonica, dove la realtà e la fantasia si incontrano in un turbinio di emozioni e di misteri.

Nato a Manaus, Longato è discendente di immigrati italiani “veneti” arrivati in Brasile all’inizio del XX secolo. Con una formazione accademica in Amministrazione e Diritto, Longato è un vero e proprio CITTADINO DEL MONDO, con esperienze in diversi paesi del Sud dell’Asia e dell’America del Nord. Il suo talento è un mix tra tradizione italiana e l’esuberanza della foresta amazzonica.Con la sua opera “Gli osservatori – La rivelazione”, Longato ci porta in un mondo dove gli UFO, la filosofia e il folklore amazzonico si mescolano in un racconto avvincente e profondo.

Siete pronti a scoprire i segreti dell’Amazzonia?*

Continuate a leggere e scoprite l’intervista esclusiva con Neidson Freitas Longato, in cui ci racconta la sua ispirazione, le sue passioni e le sue visioni per il futuro.

Com’è stata l’esperienza di trasformare la sua passione per i misteri e le culture in un’opera letteraria che unisce il folklore amazzonico a temi come gli UFO e la filosofia?

È stata un’esperienza incredibile e finora molto gratificante poter raccontare questa storia che unisce fatti reali, folklore amazzonico, fantascienza e filosofia. Partendo da una realtà marcante vissuta da me, ho immaginato come sarebbe stato se avessi aggiunto a tali fatti un po’ di folklore amazzonico e una buona dose di fantascienza, esplorando tutto da un punto di vista filosofico che unisse la narrativa intorno a un obiettivo chiaro e umano, che nell’opera è rappresentato dalla nostra insistente ricerca della comprensione di quale sarebbe la nostra missione su questo pianeta. Così è nato Gli osservatori – La rivelazione.

1L’ispirazione per il titolo “Gli osservatori – La rivelazione” viene da qualche esperienza personale o è una metafora per qualcosa di più grande?

Il titolo dell’opera, composto da due parti, ha a che fare con gli elementi principali della narrativa e denota la possibilità, lasciata aperta nella stessa opera, che nuove narrazioni, con storie vissute dallo stesso gruppo di personaggi, siano lanciate in un futuro prossimo.

Lei ha vissuto in diversi paesi e ha assorbito diverse culture. Come queste esperienze hanno influenzato la costruzione dell’universo e dei personaggi in “Gli osservatori”?

Conoscere altri paesi e altre culture è servito a me come un pallone di prova che mi ha permesso di osservare e capire che le maggiori e più profonde questioni e dubbi umani, nonostante piccole variazioni di aggiustamento, sono sempre gli stessi indipendentemente dagli aspetti religiosi, economici e sociali di queste diverse culture e nazioni, come a confermare che noi tutti ci originano da un unico tronco umano.

L’Amazzonia è un scenario ricco di misteri e leggende. Come equilibra la rappresentazione della cultura locale con elementi di fantascienza e mistero nella sua opera?

La mia maggiore preoccupazione è stata sempre quella di non esagerare, né verso il lato del leggendario popolare, né verso il lato della fantascienza. Quindi, oltre alle dettagliate descrizioni di fatti amazzonici, come luoghi, cucina e costumi popolari, ho dovuto scegliere, tra i molti miti e leggende dell’Amazzonia, uno che si adattasse perfettamente alla narrativa che, dai fatti reali di avvistamenti di UFO, ha sempre avuto forti appelli di fantascienza. Così, mi sono concentrato sulla figura del Mapinguari che può essere perfettamente combinato con alieni, chupacabra, piedi grandi e altri elementi molto comuni in racconti di leggende e di fantascienza e sempre molto ricchi nel quesito mistero.

Come vede la relazione tra la fantascienza e la realtà nella sua opera? C’è qualche elemento che crede possa diventare realtà in futuro?

Come ci dice bene Mikael nella stessa opera, la fantascienza è solo una realtà che non è ancora accaduta, o che è accaduta e non abbiamo ancora potuto confermare. In questo senso, quindi, ci starebbe qualsiasi cosa, dalle narrazioni più fantastiche di Riccardo, alle riflessioni più profonde di Mikael.

3L’Amazzonia è un personaggio importante nella sua opera. Cosa vuole che i lettori capiscano l’importanza di questa regione per l’umanità?

Che capiscano che c’è un’importanza e che questa importanza, per la sua stessa grandezza, non può essere sottovalutata. Inoltre, se cose soprannaturali, o anche visite di esseri extraterrestri, potessero accadere su questo pianeta, in quale luogo sarebbe più propicio che tali cose accadessero se non nella vastità quasi inesplorata dell’Amazzonia?

Il titolo “Gli osservatori – La rivelazione” suggerisce una connessione tra l’ignoto e la realtà. Cosa vuole che i lettori portino con sé dopo aver finito la lettura?

Primo, spero che capiscano la mia visione del mondo, che è quella di sempre mettere in discussione profondamente per poter comprendere, prima di accettare qualsiasi verità. Secondo, che mantengano la mente sempre aperta alle infinite possibilità, come ci insegna bene la meccanica quantistica, perché tutto è possibile fino a quando non lo è più.

Qual è la sua aspettativa riguardo alla ricezione dell’opera da parte del pubblico e della critica? Crede che “Gli osservatori” possa aprire porte a una nuova forma di narrativa in Brasile?

Finora la ricezione è stata molto buona, nonostante sia una lettura che richiede molta attenzione e riflessione, ed è stata pianificata e scritta con questo scopo: che il lettore pensi e rifletta, mentre naviga in una narrativa ricca di elementi filosofici di tutte le epoche e che porta con sé un po’ delle leggende e del folklore dell’Amazzonia, associati agli elementi moderni di fantascienza. Spero, quindi, che questa opera possa sommarsi all’insieme delle opere letterarie che esplorano il genere fantascienza in Brasile.

L’AUTORE IN ITALIA NEL 2027

Longato annuncia che nel 2027 sarà in Italia per promuovere la sua opera e condividere con il pubblico italiano la sua visione del mondo. “Sono entusiasta di portare ‘Gli osservatori – La rivelazione’ in Italia e di incontrare i lettori che condividono la mia passione per la fantascienza e il folklore amazzonico”, ha dichiarato l’autore.

Seguite il suo Instagram  per rimanere aggiornati sulle TAPPE IN ITALIA NEL 2027.

https://www.instagram.com/nfl_escritor_amazonense

Luoghi: Brescia, Milano, Verona e Venezia.

Eventi: Presentazioni del libro, incontri con l’autore e conferenze

SANDRA BANDEIRA NOLLI




I Dannati di Samaná: quando la fede diventa potere oscuro

cop ita con titoli

cop ita con titoliC’è una narrativa storica che rassicura, e poi c’è quella che disturba.
I Dannati di Samaná, firmato da Davide Alfieri, appartiene senza esitazione alla seconda categoria.

Il romanzo si presenta come il ritrovamento del diario di un frate spagnolo del primo Cinquecento, esiliato nei territori coloniali di Santo Domingo per colpe che la Chiesa preferisce non nominare. Da questo espediente prende forma una storia che affonda nella parte più oscura del potere religioso: conventi periferici, uomini e donne consacrati non per vocazione ma per convenienza, e una disciplina che smette presto di essere strumento spirituale per trasformarsi in linguaggio di dominio.

L’ambientazione non è casuale. Le grotte, le spiagge isolate e i luoghi marginali della penisola di Samaná non fanno da semplice sfondo, ma diventano parte attiva della narrazione: spazi dove la natura ha inghiottito la religione e dove ciò che è proibito può essere riorganizzato invece che represso.

Il romanzo è esplicito, a tratti durissimo, ma non gratuito. L’erotismo estremo e il sadomasochismo rituale non cercano la complicità facile del lettore: servono a mostrare come il potere, quando si ammanta di fede, possa giustificare qualsiasi forma di violenza purché ordinata, codificata, “sacra”.

I Dannati di Samaná non è un libro per tutti.
È una lettura consigliata a chi ama il gotico storico, la narrativa trasgressiva e le storie che osano guardare dove la Storia ufficiale ha sempre distolto lo sguardo.

Lo si può acquistare, a 15 dollari, a questo link:

https://www.lulu.com/es/shop/davide-alfieri/i-dannati-di-saman%C3%A1/paperback/product-kvjyrqn.html?q=I+dannati+di+saman%C3%A1&page=1&pageSize=4

 




Associazione Bellunesi nel Mondo: “Raccontare l’emigrazione veneta”

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abm concorso letterario raccontare lemigrazione veneta. al via la immagine3Da sempre la narrazione rappresenta uno strumento essenziale per comprendere la realtà in profondità. Raccontare significa andare oltre le semplificazioni, portare alla luce dettagli, sfumature ed esperienze che spesso restano ai margini del discorso pubblico. È proprio da questa consapevolezza che nasce il concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta”, promosso dall’Associazione Bellunesi nel Mondo, giunto quest’anno alla sua quarta edizione. Il concorso  invita autrici e autori a confrontarsi con il tema dell’emigrazione, una componente centrale della storia italiana e veneta, e in particolare del territorio bellunese. Nonostante la sua rilevanza storica e attuale, l’emigrazione – commenta l’Abm – viene spesso ridotta a immagini stereotipate o a dati statistici, perdendo di vista il vissuto umano, le scelte individuali, le trasformazioni personali e collettive che l’hanno accompagnata. L’Italia, già prima dell’Unità, è stata una terra di partenze e ritorni. Il Veneto ha contribuito in modo significativo a questo processo, generando storie che attraversano continenti e generazioni. Il concorso si propone di raccogliere e valorizzare questi racconti, offrendo uno spazio di espressione sia a chi ha vissuto direttamente l’esperienza migratoria, sia a chi la conosce attraverso la memoria familiare o lo studio. Per alcuni partecipanti, la scrittura diventa uno strumento per dare voce a una parte importante della propria storia. Per altri, un’occasione di scoperta e di riflessione su un fenomeno che ha inciso profondamente sull’identità dei territori e delle comunità venete nel mondo. Di seguito i dieci finalisti: Bassani Natascia (La Valle Agordina), La mia trisavola: balia del primogenito di Zita, ultima imperatrice d’Austria e regina di Boemia; Bortoluzzi Gabriella (Belluno), Al goto; Casagrande Lisa (Santa Giustina), Radici invisibili; Chenetti Loreta (Belluno), Biglietto di sola andata; Dall’Ò Giuliano (Milano), La promessa; De Pellegrin Christian (Belluno), La valigia del Tete; Larese Giovanni (Belluno), Emigrato d’amore; Parasecoli Paolo (Perugia), L’amicizia non ha confini; Sguera Nicola (Benevento), Alfonsina e Caterina; Zanete Marlei (Caxias do Sul), Dolce Passione.  La cerimonia di premiazione del concorso letterario “Raccontare l’emigrazione veneta” si terrà sabato 20 dicembre, ore 10.00 nella Sala riunioni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo in via Cavour 3, Belluno. Programma: Saluto delle autorità presenti; Saluto di Egidio Pasuch, presidente della giuria; Lettura di alcuni estratti dal racconto vincitore, a cura di Manuela Gaio; Presentazione del libro che raccoglie i dieci racconti finalisti. L’incontro sarà presentato da Patrizia Burigo, presidente della Biblioteca delle migrazioni “Dino Buzzati”. L’iniziativa conferma l’impegno dell’Associazione Bellunesi nel Mondo nella tutela e diffusione della memoria migratoria, attraverso strumenti culturali capaci di unire riflessione storica e narrazione contemporanea. (Inform)




Guadalajara, Italia ospite d’onore della fiera del libro 2026

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filpuntovertSi è svolta a Guadalajara, in Messico, la tradizionale cerimonia del passaggio di consegne tra i rappresentanti culturali della città di Barcellona, invitato d’onore dell’edizione 2025 della Fiera Internazionale del Libro (FIL), e l’Italia, che sarà il Paese ospite il prossimo anno.

Hanno partecipato alla cerimonia il Presidente e la Direttrice Generale della FIL, Trinidad Padilla e Marisol Schulz, la Vice Sindaca di Barcellona, Raquel Gil, e, per l’Italia, Filippo La Rosa, Direttore Centrale per la promozione della cultura e della lingua italiana del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

«La partecipazione alla FIL è un’enorme opportunità per tutti gli attori dell’editoria italiana. Guadalajara è infatti la porta di accesso principale al mercato ispanofono delle Americhe e può essere un importante elemento di crescita per il mondo dell’editoria italiana, che guarda all’internazionalizzazione per il proprio rafforzamento. La FIL va ben oltre una fiera di settore essendo invece una estesa manifestazione culturale fondata sul libro, che con la sua eco mediatica può offrire un solido contributo d’immagine alla crescita delle imprese italiane in Messico», ha detto La Rosa.

La partecipazione dell’Italia come ospite d’onore alla FIL, che avrà come slogan la frase di Umberto Eco Il mondo ci parla come un grande libro, coinciderà con l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, figura di grande importanza nella storia della lingua italiana, il 200esimo anniversario della nascita di Carlo Collodi, autore di Pinocchio, e un decennio dalla morte del semiologo, filosofo, scrittore e medievalista Umberto Eco.

Foto: eleconomista.com.mx

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Messico. Primo incontro della rete Dante Alighieri

dantemessicopuntovert

dantemessicopuntovertLa Società Dante Alighieri sta per vivere un momento cruciale nella storia della sua consolidata presenza in Messico. Il 28 e 29 novembre 2025, tre rappresentanti chiave degli uffici di Roma dell’istituzione si riuniranno in una due giorni di lavori intensivi con esponenti dei sette comitati che operano in terra azteca. L’appuntamento, primo nel suo genere, è stato promosso dal comitato di Città del Messico ed ha ottenuto il pieno avallo della sede centrale.

Eugenio Vender, Sara Di Simone e Carlo Pirozzi —responsabili rispettivamnte degli uffici Comitati esteri, Territori e America Latina— incontreranno i presidenti dei comitati di Guadalajara, Monterrey, Tlaxcala, Aguascalientes, Veracruz, Mérida e della capitale del Paese per potenziare e rendere più incisiva la struttura dell’ente linguistico-culturale nella nazione latinoamericana.

Il programma —che include una riunione con l’Ambasciatore d’Italia, Alessandro Modiano, e con Olga Gravela, direttrice dell’Ice— si articolerà attorno a tematiche fondamentali per la vita associativa. L’agenda prevede un’analisi approfondita delle difficoltà che caratterizzano la gestione, l’organizzazione interna e l’insegnamento della lingua italiana. Parallelamente, si esploreranno le potenzialità di sinergia e le possibili future collaborazioni tra le sedi messicane, con il costante sostegno e orientamento della sede centrale.

Questa attività preparatoria è proiettata verso un orizzonte di grande risonanza: la Feria Internacional del Libro de Guadalajara (FIL) del 2026, dove l’Italia assumerà il ruolo di Paese ospite d’onore.

Immagine: depositphotos.com – puntodincontro

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