Miami: a Nicola Convertino “l’Oscar dei porti” per il suo “Sanremo Music Awards”

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30convertinoIl Sanremo Music Awards verrà premiato a Miami, il prossimo 9 aprile, nella persona del suo Patron e fondatore Nicola Convertino per la sua attività di divulgazione del “Made in Italy” in tutto il mondo da 22 anni.
In questi anni, la manifestazione ha diffuso l’immagine italiana con il meglio della musica, della moda e del food in diverse nazioni: Russia, Cina, America, America Latina ed Europa.
Tanti i concerti organizzati, manifestazioni pianificate e gemellaggi concretizzati: ogni anno diversi Big della musica italiana e tantissimi giovani talenti si esibiscono nel Sanremo Music Awards donando emozioni al pubblico di tutto il mondo e nel contempo crea osmosi tra le culture dei vari paesi.
La premiazione si terrà a Miami Beach nei locali dell’IT sulla Lincoln road, all’interno della diciassettesima edizione dell’Oscar dei Porti, un evento annuale che si propone di omaggiare le eccellenze del settore portuale, mettendo in luce il loro fondamentale apporto all’economia italiana e al processo di valorizzazione del Sistema Italia a livello internazionale.
L’attenzione sarà particolarmente focalizzata sul capitale umano marittimo, esaltando competenze, capacità imprenditoriali e innovazioni che hanno contribuito al rafforzamento del prestigio del made in Italy su scala mondiale, nonostante le sfide incontrate.
Con il patrocinio di rilevanti entità imprenditoriali portuali italiane, associazioni di categoria, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il Ministero degli Esteri, l’Oscar dei Porti 2024 si conferma un evento di spicco, testimoniato dalla conduzione di Roberto Onofri e Arianna Bergamaschi e dalla presenza del Viceministro ai trasporti Edoardo Rixi. (aise)




Negli USA tradire il coniuge non sarà più reato

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150231522 92bd0998 b6e6 47e3 bb74 8953892afb67“Di esserti fedele sempre…”. Così cita la nota formula matrimoniale. Formula che rappresenta una promessa d’amore e che nel corso della storia della monogamia ha vacillato più volte mettendo in crisi legislatori e poteri giuridici nelle condizioni di cambiare persino le leggi. E mentre c’è chi si chiede se amare una sola persona tutta la vita sia possibile, c’è chi ne ama più di una o capisce che i sentimenti possono cambiare e trasformarsi nel corso degli anni. La sincerità richiede coraggio. Virtù che non tutti hanno e che spesso porta a compiere atti che infrangono quella promessa fatta sull’altare.

È per questo motivo che tradire il proprio coniuge potrebbe non essere più un reato nello Stato di New York. Dopo quasi 120 anni dall’introduzione nei libri contabili della definizione di adulterio, un disegno di legge potrebbe cambiare le sorti di traditori e amanti. Secondo quanto si apprende dai media oltreoceano, infatti, il deputato Charles Lavine, che ha presentato la proposta di cancellazione, ha affermato che avere un reato del genere significa non stare al passo con la società moderna. Il disegno di legge di New York volto ad abrogare il divieto è già stato approvato dall’Assemblea e si prevede che presto passerà al Senato prima di poter essere trasferito all’ufficio del governatore per la firma definitiva.

Definizione del reato

Il reato è definito dal codice statale quando una persona ha “rapporti sessuali con un’altra persona nel momento in cui ha un coniuge vivente, o è l’altra persona ad averne uno”. L’ultimo ad aver subito una condanna è stato nel 2010. Si trattava di una donna che venne sorpresa in un atto sessuale in un parco pubblico con un uomo che non era il marito.

“Non serve come deterrente – ha affermato il deputato al quotidiano Politico riguardo l’esistenza del reato –. È una celebrazione del concetto che qualcuno ha della propria moralità”. A spiegare la situazione attuale del reato di adulterio a New York è la professoressa di Storia Carol Faulkner, docente alla Syracuse University che studia l’America del XIX secolo e che al Wall Street Journal ha affermato: “Leggi di questo tipo sono in vigore in pochi stati e vengono applicate raramente. Il reato risale ad un periodo in cui l’adulterio era tra gli unici modi per ottenere il divorzio. Nello Stato di New York, quando una coppia decideva di divorziare presentava una denuncia per tradimento”.

Una ricostruzione storica

Il primo tentativo dell’abolizione di tale reato nella grande Mela risale agli anni Sessanta, quando una commissione legislativa cercò di eliminare le leggi arcaiche e modernizzare il Codice penale. Nello specifico, quello di adulterio è considerato, però, un reato di Serie B: gli imputati non subiscono un processo, ma è un giudice a determinare condanna e sentenza. Dal 1907 sino ad oggi, la legge è stata applicata poco più di una decina di volte.

È l’archivio storico del New York Times a riportare alcuni dei casi di cronaca più rilevanti. Patrick H. Hirsch risulterebbe il primo della lista. Si trattava di un imprenditore del parco divertimenti Dreamland a Coney Island che aveva lasciato la moglie per vivere con l’amante Ruby Yeargin. Elizabeth, sua moglie, ingaggiò un investigatore privato che rintracciò l’uomo e lo fece arrestare.

E in Italia?

Per molti non sarà una sorpresa, ma sondaggi e studi riportano che l’Italia sia tra i Paesi con il più alto tasso di tradimenti. Dalla Lombardia, sul podio, sino al Trentino Alto-Adige in cui si tradisce meno, la popolazione del Belpaese è incline alle “scappatelle” amorose, con oltre la metà degli intervistati che afferma di aver tradito almeno una volta il proprio partner. È una fortuna, quindi, che nella nostra Nazione non sia più un reato l’adulterio. Ma non è sempre stato così. Due sentenze della Cassazione hanno abolito il reato di adulterio (tradimento della donna verso l’uomo) e il reato di concubinato (tradimento dell’uomo verso la donna), emanate rispettivamente nel 1968 e nel 1969.

Fino ad allora, il partner che tradiva rischiava da multe elevate fino alla galera. Il Codice Penale prevedeva addirittura che il tradimento della moglie era punibile a prescindere dalla durata della relazione extraconiugale, mentre per gli uomini, la punizione avveniva solo se l’uomo avesse ospitato l’amante sotto il tetto familiare o in altri luoghi. La Corte Costituzionale fece riferimento proprio a questa differenza per indicare giudicare inadeguata l’esistenza di un reato del genere nelle nostre leggi.

adnkronos.com




Italia. Nel fine settimana tornerà l’ora legale

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insonniaNella notte tra sabato 30 e domenica 31 marzo (per l’esattezza alle ore 2) bisognerà spostare le lancette dell’orologio in avanti di un’ora: torna infatti l’ora legale che ci accompagnerà fino all’ultimo week end di ottobre. Questa semplice operazione, che avviene solitamente in maniera automatica sui dispositivi elettronici, permetterà di guadagnare un’ora in più di luce solare e di diminuire il consumo di energia elettrica. Quest’anno l’avvio dell’ora legale la domenica di Pasqua. Sarà bene ricordarlo per non arrivare tardi al pranzo.

Da anni si discute di abolire il cambio dell’ora, ma nella pratica si è arrivati a un nulla di fatto. La Commissione europea ha avanzato la proposta di abolirlo addirittura già nel 2018, ma da allora nessun avanzamento.

Mantenere l’ora legale tutto l’anno, infatti, determinerebbe un doppio beneficio: da una parte eviterebbe il cambio d’ora due volte l’anno, che studi scientifici correlano a problemi di salute, per quanto modesti; parallelamente permetterebbe di risparmiare sui consumi energetici, con ricadute benefiche su tutto l’ambiente.

ORA LEGALE E DISTURBI PER L’ORGANISMO

‘Perdere un’ora di sonno’ può generare effetti indesiderati sul nostro organismo, come stanchezza, sonnolenza, irritabilità, affaticamento, scarsa concentrazione, bassa produttività. Tra le buone abitudini da adottare per affrontare al meglio questo giorno di transizione ci sono: evitare di assumere sostanze potenzialmente eccitanti e cercare di non impegnarsi in attività particolarmente impegnative a livello mentale prima di coricarsi. Così come limitare l’uso di smartphone o tablet prima di andare a dormire e durante la notte, poiché le luci emesse da questi dispositivi possono inibire la produzione di melatonina e disturbare il sonno.

ag dire – www.dire.it




Pasqua. Gli italiani spenderanno 248 euro ciascuno

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uova pasqua 1024x576A Pasqua la spesa media degli italiani sarà di 248 euro a persona, un dato in linea con quello registrato lo scorso Natale. Soldi spesi per acquistare principalmente prodotti tipici della tradizione come uova di cioccolato, colombe pasquali, carne, dolci e pasta fresca, ma anche per viaggi, pranzi fuori ed escursioni. È quanto emerge da un’indagine realizzata dall’Istituto Piepoli per conto dell’Unione per la difesa dei consumatori attraverso su un campione di 500 intervistati rappresentativo della popolazione italiana. Il 61% prevede di spendere meno di 300 euro, il 17% tra 301 e 500 euro e soltanto il 5% si spingerà fino a 1000 euro. Netta preferenza per prodotti tipici della tradizione pasquale come uova di cioccolato (73%), colombe (41%), carne (37%), dolci (33%) e pasta fresca (20%).

IL 63% PASSERÀ LA PASQUA IN FAMIGLIA

Il giorno di Pasqua verrà celebrato principalmente in famiglia (63%), mentre il 27% opterà per un pranzo fuori casa, magari in un ristorante o in agriturismo. Dato ribaltato a Pasquetta, quando soltanto il 33% degli intervistati resterà a casa, mentre più della metà (51%) opterà per trascorrere la giornata all’aperto, confermando così una tradizione consolidata, soprattutto tra i giovani (65%).
“Questi dati confermano una tendenza molto interessante: come a Natale, gli italiani continuano a prestare attenzione alle spese per le feste, dimostrando al contempo un forte attaccamento alle tradizioni del nostro Paese. È incoraggiante vedere come gli italiani mantengano un equilibrio tra il rispetto delle proprie abitudini e una moderazione nelle spese, dimostrando consapevolezza nei confronti del proprio bilancio familiare”, afferma Martina Donini, presidente di Udicon.

ag. Dire – www.dire.it




Varsavia, una sfilata per celebrare il Design italiano

varsavia una sfilata per celebrare il design italiano

varsavia una sfilata per celebrare il design italianoL’Ambasciata d’Italia in Polonia ha promosso, nell’ambito dell’Italian Design Day 2024, una sfilata sulle rive della Vistola dedicata ad alcuni dei brand più interessanti e innovativi della scena italiana, tra cui quelli di Francesca Marchisio e di Le Tre Sarte.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura e ICE Agenzia e con il coinvolgimento di GPoland, il più grande distributore di marchi d’abbigliamento italiani in Polonia.

Nel suo intervento di apertura, l’Ambasciatore d’Italia a Varsavia, Luca Franchetti Pardo, ha evidenziato che “Lo spirito di innovazione caratteristico dei creativi e delle maestranze italiane nel design della moda risponde alla visione di un futuro in cui bellezza e sostenibilità coesistano, per impreziosire le nostre vite e salvaguardare il pianeta.”

La serata si è aperta con una presentazione della dottoressa Livia Tenuta, docente di Design al Politecnico di Milano e “Ambasciatrice” del design italiano in Polonia 2024. A seguire, un panel di discussione con esperti del settore, moderato dalla nota giornalista polacca Hanna Lis.




Il commercio tra il Messico e l’Italia nel settore della moda

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modavertNell’ambito del primo Italian Fashion & Design Summit —svoltosi mercoledì scorso, 13 marzo, nella capitale messicana e organizzato dalla Camera di Commercio Italiana— Moisés Zavaleta, partner e responsabile della strategia dello studio Consultores Internacionales Ansley, ha offerto ai partecipanti una panoramica della situazione commerciale del settore della moda tra il Bel Paese e il Messico.

Zavaleta ha quasi tre decenni di esperienza nelle negoziazioni su accesso ai mercati, prodotti tessili, garanzie, norme di origine, procedure doganali e facilitazione delle transazioni.

È stato il leader nei negoziati di numerosi accordi tra il Messico e altre nazioni, tra cui l’Accordo di libero scambio nordamericano (NAFTA), l’Accordo tra Messico, Stati Uniti e Canada (USMCA) e l’Accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Messico (TLCUEM), nonché la sua modernizzazione (TLCUEM 2).

«Il TLCUEM ha apportato grandi benefici al commercio tra il Messico e l’Italia», ha affermato. «Prima della sua entrata in vigore (nel luglio del 2000, ndr)» —ha spiegato— «c’erano pochissimi marchi italiani del settore moda in terra azteca, mentre ora sono circa 20 e quelli che accedono al Paese tramite mezzi elettronici sono molti di più».

«Questa situazione» —ha continuato— «ha causato una maggiore varietà di prodotti nel nostro mercato e ha spinto i marchi locali ad aumentare la qualità e ad adattarsi alle tendenze della moda globale».

«L’interscambio complessivo con il Bel Paese è quadruplicato dall’entrata in vigore del TLCUEM e per gli articoli del settore moda si sono raggiunti i 750 milioni di dollari di importazioni in Messico, il 6% del totale, una cifra simile a quella che arriva dall’Italia corrispondente ai prodotti alimentari. Le esportazioni di prodotti messicani di abbigliamento verso lo Stivale hanno superato i 100 milioni di dollari».

«Il Messico e l’Italia hanno eliminato i dazi nel 2007 nell’ambito del TLCUEM. I negoziati per la versione modernizzata del trattato, il TLCUEM 2, si sono conclusi quasi quattro anni fa e non sono ancora stati ratificati, ma comportano ulteriori vantaggi, tra cui un capitolo che facilita le procedure di importazione, nonché una sezione relativa agli investimenti, alla loro protezione e alla gestione degli appalti pubblici, non previsti dall’accordo attualmente in vigore. Gli investimenti italiani in Messico e gli investimenti messicani in Italia sono oggi protetti da un’intesa bilaterale. Il TLCUEM 2 prevede anche disposizioni in materia di proprietà intellettuale, che consentono non solo la tutela di brevetti, marchi e diritti d’autore, ma anche il riconoscimento delle denominazioni di origine e dei media elettronici. Non esiste una data stimata per la firma, tuttavia speriamo che dopo le elezioni del 2 giugno e l’insediamento del prossimo governo federale messicano si possa procedere con l’attuazione».

«Il TLCUEM 2 dovrà essere approvato dal Senato del Messico e dal Parlamento Europeo e i precetti che vanno oltre la sfera commerciale dovranno essere autorizzati dal Parlamento di ciascuno dei Paesi membri dell’Ue. Non è stata ancora presa una decisione riguardo all’eventuale separazione di queste due procedure di convalida».

Foto: shutterstock.com

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Il design italiano di scena a Santo Domingo

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61118431822ab91b07d60ce03eedd421Nel quadro delle celebrazioni per la Giornata del Design Italiano nel Mondo 2024, l’ambasciata d’Italia a Santo Domingo ha promosso due iniziative, tenutesi presso l’Universidad Autónoma de Santo Domingo (Uasd) e la Universidad Central del Este (Uce) di San Pedro de Macorís.

Gli eventi, si legge in una nota, hanno visto la partecipazione di studenti e docenti provenienti dalle facoltà di architettura, design, arte e moda.
Le conferenze sono state incentrate sul contributo di Francisco Gómez Paz, designer di origine argentina con una consolidata esperienza in Italia, e lo stesso autore ha esplorato le varie fasi della sua carriera e presentato alcuni dei suoi lavori più significativi.
L’ambasciatore Queirolo Palmas ha sottolineato da parte sua la peculiarità dell’esperienza italiana, basata su di una tradizione culturale millenaria, unita alla concretezza e flessibilità dei suoi distretti produttivi.
I due eventi, conclude la nota, “hanno permesso a decine di professori e quasi 200 studenti – oltre alla diffusione via social media – di toccare dal vivo quanto il sistema italiano, nei suoi settori più dinamici, sia in grado di attrarre, ispirare, accogliere anche il grande potenziale di talento e creatività espresso dal continente latino-americano”.




Belgrado, mostra “Machines for Peace – Macchine di Pace”

belgrado mostra machines for peace macchine di pace

belgrado mostra machines for peace macchine di paceÈ ripartita lo scorso 8 marzo dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado la mostra-installazione “Machines for Peace – Machine di Pace”, proposta dalla “Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane”, Patrimonio UNESCO dal 2013. La mostra, alla sua terza tappa dopo l’esposizione nel Bethlehem Peace Center e nella Cappella Barocca del complesso dell’Ambasciata d’Italia a Praga, è sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, gode del patrocinio dello stesso Dicastero, di quello della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, dei Comuni, Arcidiocesi e Diocesi delle città di Viterbo, Sassari, Nola e Palmi. È promossa su idea, progetto e coordinamento scientifico di Patrizia Nardi ed è un progetto condiviso con l’ICPI – Istituto Centrale del Patrimonio Culturale Immateriale del Ministero della Cultura.

“Machines for Peace – Machine di Pace” è stata realizzata nella capitale serba in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e traccia un percorso attraverso immagini, suoni, colori e suggestioni di quattro tra le più antiche feste della tradizione mediterranea: il Trasporto della Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Varia di Palmi in Calabria, la Faradda dei Candelieri di Sassari e la Festa dei Gigli di Nola. Per celebrare i primi dieci anni del riconoscimento UNESCO la “Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane” ha proposto il tema della pace, tra gli obiettivi della Strategia di Medio Termine 2022-2029 dell’UNESCO, e, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il tema della parità di genere.

Dopo i saluti di benvenuto da parte del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Roberto Cincotta, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia Luca Gori, l’assessore alla Cultura del Comune di Belgrado Nataša Mihailović Vacić, la curatrice della mostra Patrizia Nardi, esperta internazionale di candidature UNESCO, il dott. Giancarlo Martinengo, consigliere in delega del Comune di Viterbo che ha rappresentato i soggetti istituzionali della Rete e il prof. Giorgio Andrian della Venice International University, il quale ha coordinato un incontro sul tema della diplomazia culturale con il coinvolgimento di esperti serbi. Sono intervenuti al dibattito gli ospiti italiani, le comunità della “Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane” riunite in GRAMAS e il presidente della Fondazione Festa dei Gigli di Nola.




Da Pisticci a New York per la moda: la stilista Dafne Vena candidata al Premio Lucani nel Mondo

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14dafne“Quando i giovani lucani varcano i confini del nostro mondo italico, mettono a frutto tutto il senso di appartenenza e la voglia di crescere ed emergere, senza piagnistei o rimpianti, ma con il duro lavoro ed il sacrificio, che ne esalta le capacità e la propria temerarietà”. Con tale motivazione, il Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, Luigi Scaglione, ha candidato al Premio Lucani nel Mondo, che verrà celebrato a Potenza e a Maratea nei prossimi mesi, la stilista Dafne Vena, “una giovane che ha sfidato tutte le regole ferree del mondo della moda nel perfetto spirito della lucanità vera”, partendo da Pisticci e arrivando a New York, Stati Uniti.
Classe ’89, nata a Pisticci, trasferitasi prima a Reggio Emilia (il papà è stato vigile urbano e consigliere comunale ed ora è Presidente dell’Associazione dei Lucani a Reggio Emilia) poi a Roma, Dafne Vena si è trasferita a New York nel 2016 seguendo la sua passione per la moda internazionale con piglio italico e lucano. Ha debuttato nel settembre 2023 alla New York Fashion Week, con 10 vestiti estivi ed entusiasmando il folto pubblico qualificato e la stampa di settore. Particolare apprezzamento ha avuto proprio l’ultimo vestito presentato con una “ovazione spontanea di meraviglia” vissuta dal pubblico.
Durante la Fashion Week di New York è accaduto che le nuove creazioni di marchi, come quello di Dafne Vena e di molti altri designer emergenti, sono state mostrate agli acquirenti, alla stampa e al pubblico qualificato e selezionato ad inviti. E così accadrà, di nuovo, con la presentazione della collezione autunno inverno sempre nella Grande Mela. (aise) 




WeLoveModainItaly: CNA Federmoda torna in Canada

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9federmodaRafforzare e definire relazioni tra il mondo dei marchi made in Italy e la distribuzione canadese: questo l’obiettivo di “WeLoveModainItaly – La Moda Italiana@Toronto” che CNA Federmoda, insieme ad EMI – Ente Moda Italia e Agenzia Ice organizza all’Hyatt Regency di Toronto il 13 e 14 febbraio.
Giunto alla terza edizione, l’evento fieristico di vetrina della moda italiana porta le PMI italiane sul mercato canadese: rivenditori e acquirenti canadesi, infatti, si riuniranno per stringere e rafforzare rapporti commerciali con una selezione curata di collezioni italiane “Made in Italy” tra cui abbigliamento, capispalla e pellicce, scarpe e accessori per donna, uomo e bambino.
I marchi partecipanti sono Aldo Brué, Andrea Cardone, Brador, Bun Italy, Colva, Double Firenze, Fabio Gavazzi, Landi Fancy, Lisa Conté, Missouri, Musetti-Musetti Cashmere, Paola Dotti, Paquito, Shaft Jeans e Tosato1928.
L’evento in programma il 13 e 14 febbraio prossimi presso l’Hyatt Regency di Toronto vede la partnership di AIP, Assocalzaturifici, Assopellettieri e SMI-Sistema Moda Italia.
La giornata di apertura dell’evento, il 13 febbraio, prevederà una colazione di networking alle 10.00 e una sessione di presentazioni del settore dalle 10.30 alle 12.00.
Alla presentazione interverranno tutti i brand espositori insieme ad Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda; Alberto Scaccioni, Amministratore delegato di EMI e Pietro Goglia di ICE Agenzia. Interverranno anche lo stilista canadese Christopher Bates e Craig Patterson, editore di Retail Insider. La serata inaugurale si concluderà con un cocktail party con DJ a partire dalle ore 18.00.
Il 14 febbraio, dalle 11.00 alle 12.00, si svolgerà invece una sessione di presentazione di tutti i brand espositori e tutta la giornata sarà dedicata agli incontri tra produttori italiani e operatori canadesi (aise)