Il design italiano di scena a Santo Domingo

61118431822ab91b07d60ce03eedd421

61118431822ab91b07d60ce03eedd421Nel quadro delle celebrazioni per la Giornata del Design Italiano nel Mondo 2024, l’ambasciata d’Italia a Santo Domingo ha promosso due iniziative, tenutesi presso l’Universidad Autónoma de Santo Domingo (Uasd) e la Universidad Central del Este (Uce) di San Pedro de Macorís.

Gli eventi, si legge in una nota, hanno visto la partecipazione di studenti e docenti provenienti dalle facoltà di architettura, design, arte e moda.
Le conferenze sono state incentrate sul contributo di Francisco Gómez Paz, designer di origine argentina con una consolidata esperienza in Italia, e lo stesso autore ha esplorato le varie fasi della sua carriera e presentato alcuni dei suoi lavori più significativi.
L’ambasciatore Queirolo Palmas ha sottolineato da parte sua la peculiarità dell’esperienza italiana, basata su di una tradizione culturale millenaria, unita alla concretezza e flessibilità dei suoi distretti produttivi.
I due eventi, conclude la nota, “hanno permesso a decine di professori e quasi 200 studenti – oltre alla diffusione via social media – di toccare dal vivo quanto il sistema italiano, nei suoi settori più dinamici, sia in grado di attrarre, ispirare, accogliere anche il grande potenziale di talento e creatività espresso dal continente latino-americano”.




Belgrado, mostra “Machines for Peace – Macchine di Pace”

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belgrado mostra machines for peace macchine di paceÈ ripartita lo scorso 8 marzo dall’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado la mostra-installazione “Machines for Peace – Machine di Pace”, proposta dalla “Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane”, Patrimonio UNESCO dal 2013. La mostra, alla sua terza tappa dopo l’esposizione nel Bethlehem Peace Center e nella Cappella Barocca del complesso dell’Ambasciata d’Italia a Praga, è sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, gode del patrocinio dello stesso Dicastero, di quello della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado, dei Comuni, Arcidiocesi e Diocesi delle città di Viterbo, Sassari, Nola e Palmi. È promossa su idea, progetto e coordinamento scientifico di Patrizia Nardi ed è un progetto condiviso con l’ICPI – Istituto Centrale del Patrimonio Culturale Immateriale del Ministero della Cultura.

“Machines for Peace – Machine di Pace” è stata realizzata nella capitale serba in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado e traccia un percorso attraverso immagini, suoni, colori e suggestioni di quattro tra le più antiche feste della tradizione mediterranea: il Trasporto della Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Varia di Palmi in Calabria, la Faradda dei Candelieri di Sassari e la Festa dei Gigli di Nola. Per celebrare i primi dieci anni del riconoscimento UNESCO la “Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane” ha proposto il tema della pace, tra gli obiettivi della Strategia di Medio Termine 2022-2029 dell’UNESCO, e, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il tema della parità di genere.

Dopo i saluti di benvenuto da parte del Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Roberto Cincotta, sono intervenuti l’Ambasciatore d’Italia Luca Gori, l’assessore alla Cultura del Comune di Belgrado Nataša Mihailović Vacić, la curatrice della mostra Patrizia Nardi, esperta internazionale di candidature UNESCO, il dott. Giancarlo Martinengo, consigliere in delega del Comune di Viterbo che ha rappresentato i soggetti istituzionali della Rete e il prof. Giorgio Andrian della Venice International University, il quale ha coordinato un incontro sul tema della diplomazia culturale con il coinvolgimento di esperti serbi. Sono intervenuti al dibattito gli ospiti italiani, le comunità della “Rete delle feste delle grandi Macchine a spalla italiane” riunite in GRAMAS e il presidente della Fondazione Festa dei Gigli di Nola.




Da Pisticci a New York per la moda: la stilista Dafne Vena candidata al Premio Lucani nel Mondo

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14dafne“Quando i giovani lucani varcano i confini del nostro mondo italico, mettono a frutto tutto il senso di appartenenza e la voglia di crescere ed emergere, senza piagnistei o rimpianti, ma con il duro lavoro ed il sacrificio, che ne esalta le capacità e la propria temerarietà”. Con tale motivazione, il Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, Luigi Scaglione, ha candidato al Premio Lucani nel Mondo, che verrà celebrato a Potenza e a Maratea nei prossimi mesi, la stilista Dafne Vena, “una giovane che ha sfidato tutte le regole ferree del mondo della moda nel perfetto spirito della lucanità vera”, partendo da Pisticci e arrivando a New York, Stati Uniti.
Classe ’89, nata a Pisticci, trasferitasi prima a Reggio Emilia (il papà è stato vigile urbano e consigliere comunale ed ora è Presidente dell’Associazione dei Lucani a Reggio Emilia) poi a Roma, Dafne Vena si è trasferita a New York nel 2016 seguendo la sua passione per la moda internazionale con piglio italico e lucano. Ha debuttato nel settembre 2023 alla New York Fashion Week, con 10 vestiti estivi ed entusiasmando il folto pubblico qualificato e la stampa di settore. Particolare apprezzamento ha avuto proprio l’ultimo vestito presentato con una “ovazione spontanea di meraviglia” vissuta dal pubblico.
Durante la Fashion Week di New York è accaduto che le nuove creazioni di marchi, come quello di Dafne Vena e di molti altri designer emergenti, sono state mostrate agli acquirenti, alla stampa e al pubblico qualificato e selezionato ad inviti. E così accadrà, di nuovo, con la presentazione della collezione autunno inverno sempre nella Grande Mela. (aise) 




WeLoveModainItaly: CNA Federmoda torna in Canada

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9federmodaRafforzare e definire relazioni tra il mondo dei marchi made in Italy e la distribuzione canadese: questo l’obiettivo di “WeLoveModainItaly – La Moda Italiana@Toronto” che CNA Federmoda, insieme ad EMI – Ente Moda Italia Agenzia Ice organizza all’Hyatt Regency di Toronto il 13 e 14 febbraio.
Giunto alla terza edizione, l’evento fieristico di vetrina della moda italiana porta le PMI italiane sul mercato canadese: rivenditori e acquirenti canadesi, infatti, si riuniranno per stringere e rafforzare rapporti commerciali con una selezione curata di collezioni italiane “Made in Italy” tra cui abbigliamento, capispalla e pellicce, scarpe e accessori per donna, uomo e bambino.
I marchi partecipanti sono Aldo Brué, Andrea Cardone, Brador, Bun Italy, Colva, Double Firenze, Fabio Gavazzi, Landi Fancy, Lisa Conté, Missouri, Musetti-Musetti Cashmere, Paola Dotti, Paquito, Shaft Jeans e Tosato1928.
L’evento in programma il 13 e 14 febbraio prossimi presso l’Hyatt Regency di Toronto vede la partnership di AIP, Assocalzaturifici, Assopellettieri e SMI-Sistema Moda Italia.
La giornata di apertura dell’evento, il 13 febbraio, prevederà una colazione di networking alle 10.00 e una sessione di presentazioni del settore dalle 10.30 alle 12.00.
Alla presentazione interverranno tutti i brand espositori insieme ad Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda; Alberto Scaccioni, Amministratore delegato di EMI e Pietro Goglia di ICE Agenzia. Interverranno anche lo stilista canadese Christopher Bates e Craig Patterson, editore di Retail Insider. La serata inaugurale si concluderà con un cocktail party con DJ a partire dalle ore 18.00.
Il 14 febbraio, dalle 11.00 alle 12.00, si svolgerà invece una sessione di presentazione di tutti i brand espositori e tutta la giornata sarà dedicata agli incontri tra produttori italiani e operatori canadesi (aise) 




“Flora”: all’IIC di Los Angeles viaggio nel mondo fantastico dell’Atelier Manferdini

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6floralaSarà inaugurata l’8 febbraio a Los Angeles “Flora”, un viaggio nel mondo fantastico creato dall’Atelier Manferdini per l’Istituto Italiano di Cultura. Qui sino al 19 aprile la mostra presenterà oggetti di design, modelli, sculture e illustrazioni che reinterpretano le immagini della natura in forme di design contemporaneo.
Nell’epoca attuale, caratterizzata da artefatti digitali temporanei e immagini computazionali, la natura appare familiare e allo stesso tempo stranamente sintetica. “Flora” esibisce la dicotomia tra rappresentazione naturale e artificiale, protagonista silenziosa ma costante della produzione artistica dell’Atelier Manferdini.
I motivi floreali in mostra si intrecciano con quelli geometrici, le forme delicate di mobili e oggetti si contrappongono a vibranti fantasie create da generatori di immagini AI. Gli artefatti evocano mondi familiari e sconosciuti. “Flora” delinea la concezione di design di Elena Manferdini come veicolo per gli stati emotivi umani e per le nuove identità estetiche emerse dalla cultura contemporanea.
In occasione del vernissage, l’8 febbraio alle ore 18:00 l’Istituto ospiterà la conferenza di Elena Manferdini, direttrice e proprietaria di Atelier Manferdini Los Angeles e Graduate Programs Chair presso il Southern California Institute of Architecture (SCI-Arc), e Claire Isabel Webb, direttrice del programma Future Humans del Berggruen Institute, che, moderate da Francis Anderton, scrittrice e giornalista esperta di architettura e design a Los Angeles, presenteranno la mostra e discuteranno del suo concept.
Elena Manferdini ha esposto in vari musei d’arte e di architettura tra cui la Biennale di Architettura di Venezia, MOCA e LACMA di Los Angeles, Museum of Art di Birmingham, Design Museum di Holon e New Orleans Museum of Art. Ha ricevuto numerosi premi prestigiosi tra cui l’AIA Los Angeles; il Premio PAN per il miglior progetto di arte pubblica in Nord America; il Graham Award per l’architettura e, più recentemente, l’ICON Award nell’ambito del LA Design Festival, un premio che riconosce le donne iconiche che hanno lasciato un segno indelebile a Los Angeles. Manferdini ha conseguito una laurea in Ingegneria Civile presso l’Università di Bologna e un Master in Architettura e Design Urbano presso l’Università della California a Los Angeles (UCLA). (aise)




Per il Giubileo arriva lo “zaino del pellegrino”

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capturaUn cappello a falde larghe, un foulard, una borraccia, un poncho impermeabile, un rosario da polso, realizzati utilizzando componenti riciclati ed ecosostenibili: è questo il contenuto dello ‘Zaino del pellegrino’ per il Giubileo Ordinario 2025.

Il Vaticano, attraverso il Dicastero per l’Evangelizzazione, ha scelto di affidarne la realizzazione e commercializzazione all’azienda Stegip4 di Roma, premiando una proposta all’insegna del rispetto per l’ambiente.

“So bene quanto possa essere utile uno zaino durante un pellegrinaggio e quanto sia importante conservarlo, con i segni del tempo e dell’usura, come un testimone pieno di ricordi di quei giorni di preghiera e riflessione, pieni di emozioni e per questo indimenticabili”, ha commentato Monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione.

“Il nostro obiettivo è quello di proporre un prodotto pensato per un Giubileo rispettoso dell’ambiente, in grado di generare un riscontro positivo da parte sia delle nuove generazioni che di pellegrini che già hanno partecipato ad altri Giubilei o pellegrinaggi”, ha sottolineato Gino Conversi, Marketing director di Stegip4.

“Abbiamo realizzato un prodotto che coniuga creatività, commercio etico e basso impatto ambientale”, ha assicurato Stefano D’Ambrosio, fondatore e ad di Stegip4.

Gli interessati allo “zaino del pellegrino” possono consultare questo link:

https://www.holyart.it/it/giubileo-2025-pellegrini-di-speranza/kit-del-pellegrino-e-gadget-giubileo-2025/zaino-del-pellegrino-kit-completo-giubileo-2025

 




Suoni d’Abruzzo sotto il cielo messicano

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whatsapp image 2023 11 26 at 15.41.12 C’è un angolo del Messico che emana profumo abruzzese.  Si tratta di Monterrey,  capitale dello stato del Nuovo Leòn e sede di una delle tanti filiali della benerita Società Dante Alighieri, che in questo 2023 ha toccato i 55 anni di attività. Un punto di riferimento di assoluto prestigio per la cultura del nostro paese e che vede in Paolo De Francesco (presidente) un protagonista instancabile nell’ideazione di proposte, eventi e manifestazioni made in Italy. Quello che però nessuno avrebbe immaginato è stata la bella contaminazione avvenuta a livello di balletto tradizione e portata avanti dall’  Ensamble Folklórico Mexicano, diretto dal coreografo David García. Lo  scorso 23 novembre, nel magnifico palazzo in stile neoclassico che oggi ospita il Museo Metropolitano di Monterrey, è andato infatti in scena  l’evento “Ponte artistico fra il Messico e l’Italia, alla presenza del Console Italiano a Monterrey, l’ing. Roberto Caruso, della Direttrice della Dante Alighieri, la dott.ssa Rosalinda Lozano,  dei consiglieri e   professori della  stessa scuola che conta 20 anni di esperienza con il centro certificatore di lingua italiana.

whatsapp image 2023 11 26 at 15.41.09(1)L’Ensamble Folklórico Mexicano si è esibito nel  Saltarello vecchio e il Saltarello dei tamburelli  balli tipici della tradizione abruzzese , trascinando letteralmente all’ovazione il pubblico presente in sala.  Un successo meritato per   David García  direttore  dell’unico gruppo folcloristico di tutto il Messico che produce e riproduce balli italiani. I costumi messicani e italiani per i 40 ballerini di questo meraviglioso corpo di ballo, chiamato a esibirsi   in diverse nazioni del continente americano ed europeo, sono stati ideati e realizzati dallo stesso direttore, che nel 1992 grazie a un progetto culturale ideato dal presidente Paolo De Francesco,  era venuto in Italia come ballerino di un gruppo di folclore. Nel 1996, il maestro García  stato ospitato   nella città di  Atessa per lavorare sulle scenografie, le musiche i balli del    gruppo “Giovani Voci Dijoriane” che l’anno seguente, nel 1998 e 2002   si è esibito in   in tournée in varie città del Messico.

whatsapp image 2023 11 26 at 15.41.07In Messico il folklore rappresenta un vero caposaldo della cultura popolare.  Con una popolazione di 125 milioni di abitanti,   una cultura nata più di 3 mila anni fa, con tradizioni popolari  presenti da secoli,  la nazione conta più di 500 gruppi di folclore. Tra questi  il Ballet “Ensamble Folklórico Mexicano”, è l’unico in tutto il Messico che rappresenta e riproduce costumi, danze, canti, musica dell’Abruzzo.  Il gruppo ha presentato, tra le altre cose,   il ballo della raccolta dell’uva, il Saltarello abruzzese con la famosa conca di rame, il tamburello, le scarpe abruzzesi, i costumi, il pezzo musicale “nun ci pinzà”. La famosa canzone “Paese me” del compositore atessano Antonio Di Jorio.  Raccogliendo ovunque un successo meritatissimo e rappresentando punto d’orgoglio sia messicano che abruzzese




Il panettone si conferma ‘re’ del Natale, meglio se artigianale e da mezzo chilo

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downloadIl panettone rimane il ‘Re’ dei dolci di Natale, con un boom per il formato da mezzo chilo e la novità di quello quadrato, mentre arriva la pasticceria mignon natalizia e tornano i personaggi natalizi di cioccolato. Grazie anche a queste tendenze, l’Osservatorio Sigep natale 2023 (il salone internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianale e caffè di Italian Exhibition Group, la cui 45esima edizione si terrà alla fiera di Rimini dal 20 al 24 gennaio 2024.) registra un recupero dei consumi relativi al bakery dolce arrivato a 3,3 miliardi di prodotti serviti (+1,4% rispetto al 2022), avvicinandosi ai livelli pre-pandemia: è la tendenza che emerge nei dati CREST di Circana – leader nell’analisi e interpretazione dei comportamenti dei consumatori – in vista delle imminenti festività natalizie.

Un Natale che dal punto di vista dei consumi dovrebbe mantenersi in linea con quello della passata stagione, come confermato da cinque grandi Maestri pasticcieri intervistati. “Il recupero degli ultimi anni è evidente – sottolinea afferma Matteo Figura, a capo del Foodservice per Circana Italia- attualmente siamo a 3,3 miliardi di prodotti e manca poco per tornare ai 3,5 miliardi del 2019. Nel 25,3% delle visite ‘fuori casa’ compare un prodotto di bakery dolce”, conclude Figura -. Questa propensione al consumo è stabile negli anni: per chiudere il gap con i livelli del 2019 bisognerà recuperare le visite che mancano date da una minore mobilità fuori casa, specialmente in occasioni come la colazione che trainano il comparto del bakery dolce”.

“Gli ordini di Natale stanno andando bene – spiega Salvatore De Riso, salernitano, presidente AMPI (Accademia Maestri Pasticcieri Italiani) – Il panettone, che noi proponiamo in 16 gusti, rimane il ‘Re’ e abbiamo avuto un boom su quello da mezzo chilo: tutti i 10mila pezzi che di solito prevediamo sono già stati venduti. Il motivo? Credo la gente voglia spendere un po’ meno, soprattutto dopo il ben noto aumento dei tassi di interesse e dei prezzi in generale. In ogni caso il panettone tradizionale la fa da padrone: su 1.000 pezzi dei nostri 16 gusti, il 30% rimane sul classico. Infine l’online: durante la pandemia, avvicinandoci al Natale, siamo esplosi da 1.500 ordini a 12.000, e ora siamo comunque sui 10.000, con il grosso dell’e-commerce che arriva proprio in questo periodo”.

Il panettone si vende bene anche on line Bene anche le vendite on line, come testimonia Iginio Massari, bresciano, presidente APEI (Ambasciatori Pasticcieri dell’Eccellenza Italiana). “Natale è sempre Natale- racconta Massari – e così anche chi dice ‘non farò più i regali’ all’ultimo secondo torna sempre. Come tendenze abbiamo avuto un forte interesse per il panettone del 50esimo anniversario d’apertura dell’attività, lanciato nel 2021, con scorze di arancia candita, uva sultanina, miele, fibre vegetali, pasta di arancia, di limone e baccelli di vaniglia: lo abbiamo rimesso in vendita con numeri contingentati intorno alle 10mila unità. Come consumi siamo grosso modo in linea rispetto all’anno scorso. Aumentano invece le vendite online, che ormai rappresentano il 20% del totale”.

I pasticceri si trovano di fronte a consumatori sempre più attenti e consapevoli. “Vedo tendenze specifiche anche per questo Natale – racconta Silvia Federica Boldetti (Pastry Queen 2016, pasticcera e consulente)- Innanzitutto è vero che l’online è in crescita, ma nel mondo della pasticceria al consumatore piace assaggiare, quindi la vendita in negozio è ancora preponderante. Sulle novità si è parlato molto del panettone dalla forma quadrata, che nasce da una tipica esigenza natalizia, ovvero creare qualcosa di diverso dagli altri per farsi notare.

Il cliente che sceglie il panettone artigianale spesso sceglie gusti particolari, affidandosi alle creazioni dei grandi pasticcieri. Anche perché parliamo di un consumatore sempre più attento, interessato alla salubrità del prodotto e all’etichetta prima ancora che alla parte estetica”.

E i prezzi? “La tendenza è sempre una: dare più valore all’ingrediente con una ricerca maniacale nella presentazione, piuttosto che trovare nuove varianti. Le vendite nell’ultimo mese e mezzo sono state altalenanti: si accentuano durante le feste, ma gli standard settimanali sono in rallentamento – sottolinea Alessandro Dalmasso, torinese (Presidente del club Coupe Du Monde de la Patisserie) – Dal nostro punto di vista abbiamo stabilito un aumento prezzi minimo, nell’ordine dello 0,5%: purtroppo saranno destinati a crescere. Fortunatamente gli ordini delle aziende sono stati confermati: in 30 anni di esperienza so che anche i consumatori si fanno prendere dall’effetto Natale, soprattutto dal panettone da mezzo chilo o da 750 grammi. Infine c’è una grande richiesta della pasticceria mignon natalizia, un nostro grande must”.

agi.it




Abruzzo protagonista alla “Settimana della Cucina Italiana” in Bosnia Erzegovina

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27sarajevocucinaSi è concluso il ricco e variegato programma dell’edizione 2023 della “Settimana della Cucina Italiana in Bosnia-Erzegovina”, che dal 13 novembre ha visto operare in perfetta sinergia l’Ambasciata d’Italia a Sarajevo, l’ICE Agenzia, la Regione Abruzzo e la collegata Azienda Regionale Attività Produttive (ARAP). Per una settimana, sei rinomati chef abruzzesi hanno attraversato senza sosta il Paese balcanico per preparare piatti tradizionali della gastronomia regionale: Federico Anzelotti, Yuri Cursi, Gianmarco Dell’Armi, Antonio Di Pietro, Mirko Valente e William Zonfa si sono quindi divisi tra alcuni selezionati ristoranti a Sarajevo, Banja Luka e Mostar, stupendo il pubblico locale per impegno, professionalità e per la bontà dei piatti realizzati.
La rassegna – riporta l’Ambasciata – ha conosciuto un successo straordinario in tutte le città toccate, come dimostrato ad esempio dall’afflusso in massa registrato in occasione dell’evento principale della “Settimana”, svoltosi alla Casa della Gioventù di Sarajevo e accompagnato da notevole risalto mediatico. In una intrigante “fusione creativa”, gli chef abruzzesi hanno potuto lavorare insieme alla squadra di Miran Karic, celebre volto televisivo della cucina bosniaco-erzegovese, davanti a una platea di Autorità istituzionali, membri della comunità internazionale, collettività italiana e locale società civile.
Ha preso parte all’evento anche il Vice Presidente e Assessore all’Agricoltura della Regione Abruzzo, Emanuele Imprudente.
“Nel corso degli ultimi tempi – le sue parole – la Regione Abruzzo ha avuto il privilegio di essere protagonista di diverse missioni internazionali che hanno valorizzato le eccellenze enogastronomiche della nostra terra, grazie soprattutto all’impegno dell’Assessorato all’Agricoltura. Abbiamo puntato con determinazione sulla valorizzazione e sulla diffusione dei tesori culinari della nostra Regione, riconoscendo che l’enogastronomia abruzzese è parte integrante della nostra identità e della nostra storia. Attraverso un sostegno attivo alle produzioni locali, abbiamo lavorato incessantemente per promuovere e preservare il patrimonio unico e la straordinaria biodiversità che contraddistingue l’Abruzzo. Siamo estremamente soddisfatti dei risultati della Settimana della Cucina italiana in Bosnia-Erzegovina, un bilancio che è andato al di là di ogni nostra aspettativa, e vorrei ringraziare l’Ambasciatore Di Ruzza e tutto il suo team per questo splendido partenariato e per l’eccellente gioco di squadra”.
Da parte sua, l’Ambasciatore Di Ruzza ha sottolineato che “tra tutti gli eventi promossi dalla diplomazia culturale italiana in Bosnia-Erzegovina, la Settimana della Cucina è sicuramente uno dei più amati dal pubblico locale. Si tratta di uno strumento particolarmente efficace per promuovere la cultura e lo stile di vita italiani in un Paese dove il Made in Italy esercita un grande fascino. Siamo molto lieti di aver valorizzato la Regione Abruzzo, cui va un mio ringraziamento sincero per averci accompagnato in un indimenticabile viaggio, fatto di sapori, armonia e bellezza. Abbiamo promosso la Regione Abruzzo come territorio ove la ricchezza paesaggistica e la biodiversità vanno di pari passo con il valore di una gastronomia che miscela perfettamente tradizione, innovazione e sostenibilità. Sono certo che il successo della rassegna aprirà la strada a tante collaborazioni tra l’Abruzzo e la Bosnia-Erzegovina e consentirà di portare più Abruzzo nel Paese balcanico”.
Come ormai consueto, anche quest’anno ha preso parte all’evento la catena di distribuzione “Mercator”, capillarmente diffusa in tutto il Paese. Tra gli obiettivi della Settimana della Cucina Italiana figurano, infatti, anche la valorizzazione all’estero dell’enogastronomia italiana e la tutela dei prodotti a denominazione protetta e controllata. Proprio in quest’ottica, merita di essere segnalata – quale immediato seguito operativo del Festival – la presenza di ristoratori e acquirenti bosniaco-erzegovesi alla prossima Fiera Internazionale dei Tartufi d’Abruzzo (L’Aquila, 1-3 dicembre 2023). Anche l’Istituto Turistico-Alberghiero di Sarajevo ha manifestato interesse a partecipare all’evento con alcuni suoi studenti. L’Istituto è stato infatti coinvolto nel programma della Settimana della Cucina, con una giornata di formazione che gli chef abruzzesi hanno appositamente riservato agli allievi della scuola.
L’edizione di quest’anno della “Settimana della Cucina Italiana” – altra novità di rilievo – si è avvalsa della collaborazione del Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione (UNFPA). Ciò ha consentito di promuovere il progetto “Moving Us Closer”, attuato da UNFPA con la collaborazione dell’Ambasciata e il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: un’iniziativa volta a sviluppare gli scambi giovanili tra Italia e Bosnia-Erzegovina, anche allo scopo di favorire il dialogo inter-etnico e la coesione sociale nel Paese balcanico, guardando soprattutto alle nuove generazioni. Proprio nell’ambito di tale progetto, trenta giovani provenienti da diverse città della Bosnia-Erzegovina hanno avuto recentemente l’opportunità di discutere insieme sul loro Paese – segnato da persistenti divisioni nazionali, religiose ed etniche – nel suggestivo contesto del villaggio di Villetta Barrea (L’Aquila). L’iniziativa ha rappresentato un passo importante verso la costruzione di un ambiente più unito e inclusivo in un Paese che ha necessità di portare a completamento i processi di riconciliazione, fondamentali anche per le sue prospettive di integrazione europea. (aise) 




Ad Almaty inaugurazione del primo Istituto Italiano di Cultura dell’Asia Centrale

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downloadVerrà inaugurato il 30 novembre prossimo ad Almaty (Kazakhstan) il primo Istituto Italiano di Cultura dell’Asia Centrale. L’inaugurazione cade a poco meno di tre mesi dalla visita in Kazakhstan del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, nel corso della quale era stata inaugurata la nuova sede dell’Ambasciata d’Italia ad Astana.

“L’azione di diplomazia culturale che ho promosso sin dal mio primo giorno alla Farnesina è centrale nella strategia di politica estera del Governo. Non c’è nulla di più internazionale della cultura e l’Italia, che ha nel patrimonio culturale uno dei suoi punti di maggior forza, opera nel contesto globale beneficiando anche del lavoro dei nostri quasi novanta Istituti: un lungo elenco, al quale si è aggiunto quello che si inaugura in Kazakhstan”, ha commentato Tajani.

L’atto inaugurale sarà presieduto dal Vice Ministro per gli affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, On. Edmondo Cirielli, e dall’Ambasciatore Marco Alberti.

L’apertura dell’Istituto rappresenta un nuovo ed importante tassello della presenza italiana in Kazakhstan, dopo il lancio, nel dicembre del 2022, della sezione di Confindustria Kazakhstan. L’Italia è uno dei maggiori investitori esteri nel Paese, primo acquirente europeo di merci kazake e secondo a livello globale, con un interscambio triplicato rispetto ai valori del 2021. Si registra una crescente domanda di Italia, anche a livello culturale, confermata dagli eccellenti riscontri di pubblico avuti in occasione delle principali iniziative realizzate.

L’Istituto, che sarà diretto da Edoardo Crisafulli, giocherà un ruolo importante in termini di soft power, contribuendo a rafforzare il posizionamento dell’Italia in una regione di crescente rilevanza strategica, e in un momento storico particolarmente delicato dal punto di vista geopolitico.

Oltre all’insegnamento della lingua italiana e alla promozione di eventi ed iniziative culturali, l’Istituto si occuperà, in sinergia con l’Ambasciata e l’Agenzia ICE, di realizzare attività connesse alla promozione integrata dell’Italia in Kazakhstan, valorizzando la forza del nesso cultura-impresa.