Torna a Milano la settimana della moda, attesa per Gucci e Ford

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L’appuntamento di settembre, in programma dal 19 al 25, con la Fashion week di Milano, sancisce del tutto il ritorno alle passerelle fisiche, con 65 sfilate dal ‘vivo’, e solo 5 digitali. In tutto il ricchissimo calendario vede alternarsi 67 sfilate, di cui 2 doppie, 72 presentazioni, 4 presentazioni su appuntamento e 33 eventi. Per un totale di 176 appuntamenti, che renderanno la settimana “molto densa e concentrata”, fin troppo, tanto che come ha spiegato il presidente della Camera nazionale della moda, Cnmi, Carlo Capasa, durante la conferenza stampa di presentazione, è in corso un “deciso dialogo” per iniziare le sfilate un giorno prima, il 19, che adesso è dedicato alle presentazioni. Ma per questo bisognerà rivedere i calendari internazionali e aspettare l’edizione di febbraio.

Gli occhi adesso sono puntati sui grandi debutti: la prima sfilata Gucci con la direzione creativa di Sabato De Sarno, il designer napoletano che succede ad Alessandro Michele al timone stilistico della maison fiorentina; e per la prima volta in passerella il brand Tom Ford, dove a sua volta debutta allo stile Peter Hawkings, storico braccio destro dello stilista texano.

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“Ci sono molti brand pronti ad aprirsi alla città” ha ricordato Alessia Cappello, assessore al Lavoro e Sviluppo Economico del Comune di Milano. Tra questi Diesel che farà una grande sfilata ‘per tutti’, il giorno 20, alle 21, allo Scalo Farini, al quale da giorni ci si puo’ prenotare sul sito diesel.com. Se si trova ancora posto. Per Milano, si sa questa è una settimana da sold out, tanto che l’indotto stimato da Confcommercio, come ha detto l’assessore, è 80 milioni di euro. Realizzata con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, di ICE-Agenzia e del Comune di Milano, la Milano Fashion Week Women’s Collection, prevede altre new entry.

Per la prima volta in calendario ci sono le sfilate di Avavav, Chiara Boni la petite robe, Karoline Vitto supported by Dolce&Gabbana, Rave Review, The Attico.

Torna in passerella anche il brand Aigner. Durante questa edizione della Milano Fashion Week ci saranno anche diverse celebrazioni di anniversari: i 70 anni dei Fratelli Rossetti, i 40 anni di Moschino e i 10 anni di Genny sotto la direzione creativa di Sara Cavazza Facchini. E c’è attesa il 20 settembre per l’evento di lancio della Collezione Moncler x Pharrell Williams.

In apertura di Fashion week il 19 settembre si terrà la Breast cancer fashion show, sfilata di sensibilizzazione sul tema del cancro al seno alla quale parteciperanno numerosi brand, organizzata da Cancer Culture, Fondazione Ieo-Monzino, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, con il supporto di Camera Moda Fashion Trust. Si chiude in bellezza domenica (la parte fisica) con la sfilata di Giorgio Armani e l’appuntamento con i CNMI Sustainable Fashion Awards che si terrà come di consueto al teatro alla Scala di Milano, realizzato in collaborazione con la Ethical Fashion Initiative delle Nazioni Unite e il Comune di Milano. Il giorno successivo, la chiusura ufficiale, il 25, è dedicata alla sfilate digitali, con Laura Biagiotti.

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Si potrà chiedere (e ottenere) la targa storica della propria auto

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imagesL’opzione aperta anche ai proprietari delle due ruote. Ci sono in Italia oltre mezzo milione di appassionati di veicoli storici autentici: al costo di 549 euro per l’auto e di 274,50 per la moto si avrà anche targa e libretto dell’epoca AGI – D’ora in poi si potrà richiedere la targa storica della propria auto. Vale a dire, i proprietari delle quattro ruote di tempi andati e che vogliano rivivere le passate glorie potranno richiedere targa e libretto dell’epoca. In Italia si contano più di 500.000 appassionati di motoveicoli e autoveicoli storici autentici e si stima possano essere non meno di 5.000 le richieste di targhe originali avanzate annualmente alla Motorizzazione civile. Grazie a un emendamento alla legge 30 dicembre 2020, n. 178 è stata introdotta un’espressa modifica all’articolo 93 del codice della strada che prevede, in caso di nuova immatricolazione di veicoli già stati iscritti al PRA e cancellati d’ufficio o su richiesta di un precedente proprietario, la facoltà per il richiedente di ottenere le targhe della prima iscrizione al PRA, ovvero di ottenere una targa del periodo storico di costruzione o di circolazione del veicolo, in entrambi i casi conformi alla grafica originale. La norma assoggetta l rilascio della targa della prima iscrizione al PRA e il rilascio di una targa al pagamento di un contributo. Dopo tre anni di stallo, su impulso del Vicepremier e Ministro Matteo Salvini è stato finalmente adottato il decreto attuativo. Cosi’ una nota del Mit. Dall’applicazione della norma derivereranno entrate per l’erario. Il rilascio della targa storica sarà – infatti – conseguente al pagamento di euro 549,00 per gli autoveicoli ed euro 274,50 per i motocicli e le macchine agricole.Nel dettaglio per i veicoli circolanti che nel tempo, a causa di smarrimento, deterioramento, distruzione o furto delle targhe, abbiano provveduto ad una reimmatricolazione sarà necessario presentare, a uno Sportello Telematico dell’Automobilista o un Ufficio della Motorizzazione, un’istanza di nuova reimmatricolazione: trattandosi di veicoli circolanti non e’ richiesta altra documentazione oltre quella relativa all’istanza. All’esito positivo della conseguente istruttoria, sono rilasciati il documento unico e la targa storica. Per i veicoli di interesse storico e collezionistico di origine sconosciuta, come i veicoli che non risultano essere stati radiati, a qualunque titolo, dall’ANV e dal PRA, e che siano privi di documenti di circolazione e di certificato di proprietà o di foglio complementare è necessario presentare, presso uno Sportello Telematico dell’Automobilista o un Ufficio della Motorizzazione, un’istanza di nuova immatricolazione allegando il titolo di proprietà, il certificato di rilevanza storica e collezionistica e il certificato da cui risulti l’esito positivo della verifica tecnica. L’istanza e’ accolta a condizione che il veicolo risulti comunque presente nell’archivio informatico del CED o nell’archivio informatico o nei registri cartacei del PRA. All’esito positivo della conseguente istruttoria, sono rilasciati il documento unico e la targa storica conforme.

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Come i deputati si devono vestire per entrare a Montecitorio

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downloadDall’ordine del giorno approvato scompaiono le scarpe da ginnastica, da evitare, e la cravatta, obbligatoria, ma l’indicazione per rispettare il decoro dei luoghi scatena la reazione delle opposizioni AGI – Una cravatta e un paio di scarpe da ginnastica possono infiammare il dibattito politico (quasi) come il salario minimo o il reddito di cittadinanza. È successo questa mattina nell’Aula di Montecitorio dove è stato esaminato un ordine del giorno presentato da Fratelli d’Italia – primo firmatario Salvatore Caiata – per introdurre un dress code alla Camera. Il testo ha incassato il si’ dell’Assemblea dopo essere stato ammorbidito.Nessun riferimento – nella versione riformulata – infatti, al divieto “indistinto per chiunque parlamentare, collaboratore, dipendente o visitatore dell’utilizzo di scarpe da ginnastica ogni qualvolta acceda nelle sedi della Camera” o “all’obbligo per i deputati, collaboratori, dipendenti e visitatori di sesso maschile di indossare sempre la cravatta” come era scritto nella prima versione.Il testo soft (è stato accorpato anche l’odg presentato da Martina Semenzato di Noi Moderati) è stato approvato con 181 voti favorevoli e 100 contrari e impegna la Camera “a valutare l’opportunità di introdurre specifiche disposizioni volte a prevedere che l’abbigliamento dei deputati, dei dipendenti e di tutti gli altri frequentatori delle sedi della Camera sia consono alle esigenze di rispetto della dignità e del decoro dell’Istituzione”. Contro la ‘stretta’ (seppur attenuata) Pd, M5s e Avs.Dunque nessuna menzione a cravatte o scarpe da ginnastica che almeno per ora escono dal dibattito pronte però (forse) a rientrarvi quando sarà definito il concetto di decoro. Ed è proprio su questo tema che si sono scaldati gli animi con un mix di argomenti a cavallo tra l’abbigliamento e l’agenda di attualità politica. L’affondo principe è targato 5 Stelle che ritorna sul reddito di cittadinanza sospeso dal governo. “Se il decoro – tuona in Aula Riccardo Ricciardi, vicepresidente M5s – è mettersi la cravatta e non avere paura a togliere a 169mila famiglie il reddito con un sms, io penso che siamo fuori dal mondo. Se in giacca e cravatta riuscite a sputare sulle istituzioni come fate allora potete venire pure in smoking ma il decoro non lo acquisterete mai perché il decoro è nella forma e nella sostanza”.Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Commissione affari costituzionali della Camera Filiberto Zaratti, rivendica: “si vestono tutti in modo consono. Abbiamo l’abitudine ad autofustigarci. Non vorrei che andasse in voga il concetto che i deputati si vestono male, non credo sia così”.Vestiti ‘da sera’ e braccia al vento. Cravatte variopinte o colli senza nodo. Mocassini o sneakers. Colori che spaziano dal rosa confetto al classico marrone scuro: in Transatlantico la ‘moda’ sovrasta le bandiere di partito. Ma in Aula gli schieramenti sono ben definiti. La deputata della Lega Simonetta Matone chiede una stretta sul guardaroba anche per le donne a Montecitorio. “Il rispetto per chi ci ha eletto – dice annunciando il suo sì all’odg di Fratelli d’Italia – passa anche attraverso l’abbigliamento che è come un codice di comportamento. Ritengo non rispettoso che si venga qui in abbigliamento da spiaggia o vestiti sportivi con le scarpe da ginnastica. Non stiamo facendo footing”.

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Giornali, tv e web: dove si informano gli italiani

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giornali siti informazione webCresce la consapevolezza degli effetti devastanti della disinformazione, che può essere arginata da professionisti della comunicazione accreditati come fonti autorevoli e garanti dell’affidabilità e della qualità delle notizie. Di fronte alle insidie che possono venire dal web e dall’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, per distinguere la buona dalla cattiva informazione servono competenze solide sulle nuove tecnologie e regolazioni più stringenti. È quanto emerge dal terzo Rapporto Ital Communications-Censis ‘Disinformazione e fake news in Italia. Il sistema dell’informazione alla prova dell’Intelligenza Artificiale‘, presentato a Roma al Senato.

Secondo il rapporto cresce il bisogno di informazione, soprattutto online. Oggi circa 47 milioni di italiani, il 93,3% del totale, si informa abitualmente su almeno una delle fonti disponibili, l’83,5% sul web e il 74,1% sui media tradizionali. Sul versante opposto, sono circa 3 milioni e 300mila (il 6,7% del totale) gli individui che hanno rinunciato ad avere un’informazione puntuale su ciò che accade, mentre 700.000 italiani non si informano affatto.

I GIOVANI E L’INFORMAZIONE CHE CORRE SUI SOCIAL

Il 64,3% degli italiani utilizza un mix di fonti informative, tradizionali e online, il 9,9% si affida solo ai media tradizionali e il 19,2% (circa 10 milioni di italiani in valore assoluto) alle fonti online. Social media, blog, forum, messaggistica istantanea sono espansioni del nostro io e del modo di vedere il mondo: è il fenomeno delle echo chambers, cui sono esposti tutti quelli che frequentano il web e soprattutto i più giovani, tra i quali il 69,1% utilizza la messaggistica istantanea e il 76,6% i social media per informarsi. Il 56,7% degli italiani è convinto che, di fronte al disordine informativo che caratterizza il panorama attuale dell’informazione, sia legittimo rivolgersi alle fonti informali di cui ci si fida di più.

L’INSIDIA DELLE FAKE NEWS

Aumentano invece paure e timori di non essere in grado di riconoscere disinformazione e fake news. Il 76,5% degli italiani ritiene che le fake news siano sempre più sofisticate e difficili da scoprire, il 20,2% crede di non avere le competenze per riconoscerle e il 61,1% di averle solo in parte. Ma ci sono anche i negazionisti: il 29,7% della popolazione nega l’esistenza delle bufale e pensa che non si debba parlare di fake news, ma di notizie vere che vengono deliberatamente censurate dai palinsesti ufficiali che poi le fanno passare come false.

Il riscaldamento globale è un argomento di cui si parla tanto e in modo confuso, alimentando cattiva informazione, catastrofismo e persino negazionismo. Il 34,7% degli italiani è convinto che ci sia un allarmismo eccessivo sul cambiamento climatico e il 25,5% ritiene che l’alluvione di quest’anno sia la risposta più efficace a chi sostiene che si sta progressivamente andando verso la desertificazione. I negazionisti, che sono convinti che il cambiamento climatico non esista, sono il 16,2% della popolazione. Gli individui più fragili, vale a dire i più anziani e i meno scolarizzati, sono quelli che appaiono più confusi e meno in grado di comprendere il problema nella sua complessità.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Come si evince dal Rapporto inoltre, il 75,1% della popolazione ritiene che con l’upgrading tecnologico verso l’Intelligenza Artificiale sarà sempre più difficile controllare la qualità dell’informazione, mentre per il 58,9% l’AI può diventare uno strumento a supporto dei professionisti della comunicazione. Le Agenzie di comunicazione, dove lavorano oltre 9.000 professionisti, si sono adattate ai cambiamenti che la vita digitale ha imposto al mondo della comunicazione, ampliando le competenze di chi ci lavora e creando nuove figure a presidio del web. Il risultato è che nell’ultimo anno i professionisti della comunicazione sono aumentati dell’11,3%.

“Tanto opinionismo e poca informazione generano confusione e notizie false- dichiara Giuseppe De Rita, presidente Censis- lo hanno dimostrato il Covid prima, la guerra poi e oggi il riscaldamento climatico. Gli italiani hanno bisogno di una rete di professionisti dell’informazione di cui fidarsi, che li aiutino anche ad avere maggiore consapevolezza di come riconoscere fonti e notizie di qualità”.

“Il terzo Rapporto Ital Communications-Censis- aumenta Domenico Colotta, Founder Ital Communications- offre uno spunto di riflessione sull’Intelligenza Artificiale, che rappresenta una grande opportunità per il futuro, in tutti i campi. Occorre tuttavia che, nel contrasto alle fake news, le sue potenzialità vengano sfruttate unitamente alle abilità umane, in modo da dare un efficace supporto al lavoro dei professionisti della comunicazione. Solo in questo modo si può realizzare una comunicazione affidabile, fondata su fonti verificate e che sia capace di salvaguardare la fiducia nei media e nelle istituzioni”.

“Chi fa comunicazione con professionalità e autorevolezza- conclude Attilio Lombardi, Founder Ital Communications- in un mondo complesso e profondamente mutato come quello di oggi, non deve rinunciare alla serietà e alla veridicità delle notizie da veicolare. Il terzo Rapporto Ital Communications-Censis rileva l’importanza di una comunicazione responsabile e in grado di contrastare la disinformazione, anche attraverso lo sviluppo di valide competenze che sappiano governare i cambiamenti e tutelare i cittadini e le istituzioni dai danni sociali, economici e democratici derivanti da una comunicazione non veritiera”.

BARACHINI: “GLI ITALIANI SI RENDONO CONTO VALORE NOTIZIE VERE”

“Uno degli aspetti più importanti che emerge da questo Rapporto è che gli italiani si stanno rendendo conto del valore delle notizie vere e del disvalore che hanno le fake news. Prima la pandemia seguita dal conflitto russo ucraino ci hanno fatto capire quanto sia fondamentale comunicare notizie in maniera rigorosa e irreprensibile. Inoltre, dobbiamo lavorare affinché l’Intelligenza Artificiale sia di supporto al lavoro umano e giornalistico ma non diventi un sostituto”. Lo dice il sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini durante la presentazione del rapporto Censis-Ital communications sulla fake news.

ag. DIRE – www.dire.it




“Toccata e fuga”, se dura meno di 10 secondi non è reato

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64b0300059bf5b4aa856845bLa sentenza di un tribunale italiano che ha assolto il bidello di un istituto scolastico accusato di violenza sessuale su minore ha scatenato un nuovo trend sui social.
Connazionali hanno fatto scalpore sui social network toccandosi il seno e il petto, oltre che i glutei, per 10 secondi per protestare contro la sentenza di un giudice, che stabilisce che il contatto indesiderato che avviene per un breve lasso di tempo, non è considerato reato di violenza sessuale, in relazione a un caso avvenuto in un istituto scolastico di Roma nel 2022.

La polemica scatta dopo l’assoluzione di Antonio Avola, 66 anni, bidello di un istituto superiore di Roma, accusato di violenza sessuale per aver infilato le mani nei pantaloni e aver toccato per pochi secondi il sedere di una studentessa di 17 anni. mentre questa saliva le scale dell’istituto per andare a lezione il 12 aprile 2022, ha riferito sabato il quotidiano italiano Corriere della Sera.

Si noti che Avola ha ammesso il suo atto, sostenendo che stava scherzando. Sebbene la giuria abbia accettato il racconto della ragazza, che ha affermato che l’aggressione è durata tra i 5 e i 10 secondi, ha sentenziato che l’attacco è stato “goffo, ma privo di lussuria” e che “non è stato un crimine”.

“Ho provato tanta rabbia. Questa non è giustizia”, ​​ha detto la vittima, citata dall’agenzia, aggiungendo che si sente tradita per essersi fidata delle autorità. “Dicono che 10 secondi non sono bullismo”.
Il caso ha suscitato scalpore tra gli italiani che hanno caricato video con l’hashtag #10secondi, in cui si toccano il seno in silenzio per 10 secondi, creando un trend. Il gesto di protesta, avviato dall’attore Paolo Camilli, secondo l’outlet, ha lo scopo di sensibilizzare su ciò che può essere definito molestia.




Farnesina. Terza riunione della Task Force Esteri, Giustizia e Interni sui Minori Contesi

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downloadLa terza riunione del 2023 della Task Force Minori Contesi, presieduta dalla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Ministero degli Esteri con la consueta partecipazione di funzionari dei Dicasteri dell’Interno e della Giustizia, ha impostato nuove modalità di intervento in risposta ai dati registrati nell’ultimo periodo.

Questi indicano un numero di casi trattati dalla Farnesina sino al 30 giugno 2023 inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (355 rispetto a 418), ma con un preoccupante aumento delle sottrazioni verso Paesi del Mediterraneo e dell’Asia, che presentano aspetti di particolare complessità.

Più specificamente, nel primo semestre 2023 la Farnesina ha registrato nel complesso ben 100 nuovi casi rispetto ai 60 del primo semestre 2022. Proprio per affrontare tale tendenza, soprattutto nel Mediterraneo e in Asia, la Farnesina, al lavoro con Giustizia ed Interno, ha elaborato nuove proposte tese principalmente alla prevenzione della sottrazione del minore.




Nessuno scontro tra Zuckerberg e Musk al Colosseo di Roma

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downloadIl ministero della Cultura italiano è stato costretto a smentire la voce circolata su internet assicurando che avrebbe offerto il Colosseo a Roma per ospitare uno scontro tra i magnati americani Elon Musk e Mark Zuckerberg.

“Non c’è stato alcun contatto formale da parte del ministero o alcun documento scritto, anche se la notizia sembra succosa, è infondata”, ha affermato l’esecutivo italiano in un comunicato che, sorprendentemente, non esclude la possibilità che entrambi gli imprenditori possano essere protagonisti di un spettacolo nell’emblematico anfiteatro .

Come ricorda il ministero, il Colosseo può ospitare eventi a pagamento “di alto profilo” purché organizzati per “scopi di beneficenza”.

“Se Zuckerberg e Musk volessero esibirsi al Colosseo, dovrebbero fare una sfida non violenta. Magari una specie di gara, un duello con versi latini”, ha aggiunto la stessa fonte.

In cambio, dovrebbero “garantire un adeguato contributo economico da devolvere alla tutela del patrimonio storico italiano e forse una parte all’Emilia-Romagna”, regione del nord Italia colpita da gravi alluvioni.

“Quello che è successo  è l’ennesima dimostrazione che i beni culturali italiani sono al centro dell’interesse mondiale”, ha festeggiato il ministero dopo aver chiarito che ogni candidatura viene valutata dall’ente che gestisce il Parco Archeologico di Roma, dove si trovano. e i Fori Romani.

La bufala è stata diffusa giovedì dal portale statunitense TMZ, noto per le sue informazioni clamorose, e amplificata dallo stesso Musk (52 anni), che poche ore dopo ha pubblicato il messaggio agli oltre 145 milioni di follower del suo profilo Twitter: “C’è possibilità che la rissa avvenga al Colosseo.”

La scorsa settimana, il proprietario di Twitter e CEO di Tesla ha stuzzicato l’idea di un incontro di arti marziali miste (MMA) contro il fondatore di Facebook in un altro tweet.

“Mandami la location”, ha scritto Zuckerberg (39 anni) nella sua storia su Instagram a proposito di uno screenshot del tweet di Musk, che ha risposto proponendo Las Vegas (USA) come sede dell’incontro.

Questa settimana, il Colosseo romano (noto anche come Anfiteatro Flavio) ha fatto scalpore per un video in cui un turista è apparso incidendo sulle sue pareti il ​​suo nome e quello della sua compagna.

Il ministro della Cultura italiano, Gennaro Sangiuliano, ha confermato ieri che il responsabile, un uomo di origine britannica, è stato identificato e che in caso di processo “il ministero della Cultura italiano si costituirà parte civile”. La sanzione può superare i 20.000 euro con un anno di carcere, secondo i media locali. EFE




Messico. Chiudono i negozi di Brunello Cucinelli

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cucinellivertCon una mossa inaspettata, Brunello Cucinelli sembra fare marcia indietro in Messico. La piattaforma di informazioni per i professionisti della moda FashionNetwork ha confermato che due negozi locali della casa italiana hanno chiuso i battenti, senza che il marchio umbro abbia comunicato alcunché in merito.

I locali si trovano in punti strategici di Città del Messico, il centro commerciale Artz Pedregal, uno dei complessi di lusso più importanti del Paese, e l’imponente avenida Presidente Masaryk, nota come il miglio d’oro messicano.

Il terzo punto vendita (nella foto), situato nel centro commerciale Santa Fe della capitale, appare come “Temporaneamente chiuso”.

Vale la pena ricordare che Brunello Cucinelli è arrivato in Messico per mano del Grupo Axo, che dal 2011 ne cura la gestione e la distribuzione nel Paese. Dopo la chiusura di entrambi i punti vendita, l’azienda messicana non si è pronunciata e continua a mostrare il marchio di Solomeo come parte del suo portfolio sul proprio portale ufficiale.

La casa di moda è stata fondata dall’omonimo imprenditore nel 1978 a Ellera di Corciano, nei pressi di Perugia, ed è nota per la produzione di maglieria pregiata in cashmere. L’azienda è oggi tra le principali realtà internazionali attive nel settore del lusso e conta su una rete di boutique in tutti i continenti.

Brunello Cucinelli parteciperà alla prossima presentazione di Milano Moda Uomo, edizione Primavera-Estate 2024, con un evento programmato per il primo giorno, venerdì 16 giugno.

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Dolce&Gabbana apre a Città del Messico

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dolcegabbanamessicovertDolce&Gabbana annuncia l’apertura del suo primo punto vendita Casa —con una superficie totale di 293 m2— a Città del Messico, nel centro commerciale Artz Pedregal. Il negozio è totalmente dedicato all’universo dei mobili e dei complementi per la casa, un omaggio all’eccellenza artigianale, al design italiano e al DNA del marchio.

I motivi iconici della Collezione Casa —carretto siciliano, blu mediterraneo, leopardo e zebra— prendono vita in mobili, accessori, mise en place, tessuti e oggetti decorativi, evocando una storia di amore e ospitalità, di devozione alla bellezza e all’arte del vivere quotidiano.

La nuova boutique Dolce&Gabbana Casa ospita l’intera gamma delle principali collezioni. Design eleganti e materiali raffinati danno vita a una narrazione unica che non pone limiti alla creatività.

La gamma di prodotti per la tavola comprende piatti in ceramica siciliana dipinta a mano, porcellana stampata, vassoi in alluminio o legno laccato a mano nei diversi temi del marchio, oltre a vasi e bicchieri in vetro soffiato di Murano.

Presenta inoltre una collezione di candele che riempie la casa di aromi e colori del Mediterraneo, oltre a cuscini in twill, duchesse, velluto o tela e gli iconici copriletti in seta stampata.

«Con Dolce&Gabbana Casa» —spiegano Domenico Dolce e Stefano Gabbana— «abbiamo voluto creare uno stile di vita unico. Basta guardare uno dei nostri mobili o accarezzare un tessuto per percepirne immediatamente i valori fondamentali: artigianalità impeccabile, amore per il fatto a mano, rispetto della tradizione e ricerca dell’innovazione. Le nostre creazioni stimolano costantemente i sensi della vista, del tatto, dell’udito e dell’olfatto, che contribuiscono al sogno di costruire un habitat a misura della personalità, delle passioni e dei gusti».

DOLCE & GABBANA CASA
Periférico Sur 3720, Jardines del Pedregal,
Àlvaro Obregón, 01900 Ciudad de México

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Marocco. A Rabat “Diva”, mostra sul gioiello moda italiano

a rabat diva mostra sul gioiello moda italiano

a rabat diva mostra sul gioiello moda italianoL’Ambasciata d’Italia in Marocco, l’Istituto Italiano di Cultura di Rabat e la Fondazione Nazionale Musei promuovono la mostra “DIVA! Italian Glamour in Fashion Jewelry” che sarà allestita presso il Oudayas, Musée National de la Parure di Rabat, dal 24 maggio al 23 luglio 2023.

Promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’esposizione vuole presentare l’eccellenza del gioiello moda italiano, che contribuisce all’affermazione del marchio Made in Italy nel mondo. La mostra, realizzata sotto la direzione artistica di Alba Cappellieri, docente di Design del Gioiello e dell’Accessorio Moda al Politecnico di Milano, direttrice del Museo del Gioiello in Basilica Palladiana a Vicenza e membro del Comitato Scientifico della Fondazione Cologni a Milano, dell’Ecole Van Cleef & Arpels a Parigi e della fondazione Gijs Bakker ad Amsterdam, è partita da Abu Dhabi nel 2021 e da allora continua il suo viaggio in tutto il mondo.

L’esposizione si compone di 200 gioielli moda italiani, una delle migliori e più raffinate espressioni dell’artigianato nazionale, conosciuto a livello globale. Fin dai tempi antichi, il gioiello costituisce una parte integrante dell’abbigliamento, rappresentando uno dei protagonisti della storia della moda italiana. Il gioiello moda ha rappresentato e rappresenta un oggetto di grande interesse per le pregiate manifatture artigianali che da sempre caratterizzano i territori italiani: per i designer, che guardano all’innovazione e al futuro, ma anche per gli stilisti innovatori, i quali a partire dagli anni ‘80 hanno reso la collaborazione con i bigiottieri la caratteristica distintiva del Made in Italy. Si tratta quindi di un modello di savoir-faire unico, che riesce ad unire l’abilità artigianale e la tecnica con la capacità di prevedere nuovi scenari, linguaggi e abitudini e che si vuole condividere con il Marocco e la sua grande tradizione artigianale.