Domani la Giornata Mondiale della Pizza

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downloadNon c’è crisi energetica o inflazione in grado di frenare la frenesia e il piacere per questo piatto tipicamente italiano, il 17 gennaio è il World Pizza Day, e l’impasto più amato è quello napoletano, seguito da quello romano.
Nonostante battute d’arresto e disavventure, la pizza continua a essere gustata nel piatto o da asporto, a tutte le età, dimostrando la capacità di reinventarsi senza rinunciare al gusto e senza pesare sul portafoglio: lo dimostrano i dati di mercato che parlano di 2,7 milioni pizze consumate nel 2021 in Italia, con previsioni di “un ottimo 2023” dopo la continua crescita dell’anno appena concluso.
Il trend di successo di uno dei simboli del Made in Italy arriva in occasione del World Pizza Day del 17 gennaio ed è certificato dalla ricerca Cerved sul mercato della panificazione promossa da AIBI, Associazione Italiana Ingredienti da Forno aderente ad Assitol, l’associazione di l’industria petrolifera della Penisola.
I dati di mercato dimostrano che ogni giorno, in Italia, nel settore “fuori casa”, in quella striscia sono presenti più di 36mila artigiani divisi tra bar, pizzerie pure, panifici, rosticcerie e ristorazione di vario genere.
Nel mercato – riferiscono gli analisti – continua a regnare la pizza al piatto (65%), ma con la pandemia il cibo da asporto ha conquistato quote importanti, con il 35% dei volumi.
La consegna a domicilio è uno dei trend di crescita dei prossimi anni, come confermato dal 50,8% degli operatori intervistati. Secondo i dati Cerved, l’impasto più richiesto è il classico napoletano, preferito dalla metà dei consumatori, seguito a distanza dalla romana (21,5%) e dalla pizza di pane (11,1%).
Tra le nuove tipologie spicca la pinsa (7,2%). Il 10,1% dei consumi è invece quello che si potrebbe definire innovativo, ad esempio con pizze multicereali, integrali, di miglio, farro e kamut o senza glutine, con semi di canapa e cereali antichi. Sono soprattutto gli artigiani del Centro-Sud a sperimentare. Si registra un consumo annuo pro capite di 7,8 chili di pizza artigianale.
Food delivery Deliveroo segnala che nella classifica delle città amanti della pizza e in base agli ordini ricevuti, Manfredonia (Foggia) è in testa, seguita da Fucecchio (Firenze) e Francavilla Fontana (Brindisi).
Diverse le iniziative previste per il Pizza Day del 17 gennaio, tra cui la terza edizione del “Vera Pizza Day”, evento dell’Associazione Verace Pizza Napoletana (AVPN) che prevede una maratona di 24 ore che attraverserà tutti i continenti. (ANSA).




Miss Universo, vince l’americana R’Bonney

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downloadLa statunitense R’Bonney Gabriel è stata incoronata come 71esima Miss Universo. Ventotto anni, originaria di Houston, Gabriel lavora come modella, stilista e insegnante di cucito: attraverso il mestiere aiuta le donne vittime di violenza a uscire da situazioni difficili. La nuova Miss Universo è la prima donna filippino-americana ad aver vinto la corona di Miss Usa.

La finalissima di Miss Universo 2022
Il concorso di bellezza più famoso al mondo si è tenuto sabato 14 gennaio a New Orleans, in Louisiana, dove hanno partecipato 84 donne provenienti da altrettanti Paesi. Per la prima volta il concorso è stato organizzato dalla nuova proprietà, il JKN Global Group PCL, della magnate e attivista trans Anne Jakkaphong. L’Italia nel concorso era rappresentata da Virginia Stablum, 24enne trentina.

downloadIl podio arriva tutto dal continente americano: al secondo e al terzo posto si sono classificate Amanda Dudamel dal Venezuela e Andreína Martínez dalla Repubblica Dominicana.

R’Bonney Gabriel: “L’età non definisce le donne”

R’Bonney Gabriel è una modella, stilista e insegnante di cucito: il suo lavoro, dice, è orientato alla difesa dell’ambiente e all’impegno per le donne in difficoltà: “Faccio lezioni di cucito a donne che sono sopravvissute alla tratta di esseri umani e alla violenza domestica. E lo dico perché è così importante investire negli altri, investire nella nostra comunità”.

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New Orleans. Domani si eleggerá Miss Universo. Virginia Stablum in rappresentanza dell’Italia

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downloadPiù di 80 candidate si contenderanno la corona del concorso internazionale Miss Universo, che presenterà la sua 71a edizione sabato 14 gennaio presso l’Ernest N. Morial Convention Center nella città di New Orleans, negli Stati Uniti.

Le 84 donne sono arrivate nella città di New Orleans una settimana fa per rispettare il calendario delle attività in cui potranno distinguersi tra eventi mondani, media tour e interviste con la giuria.

Quest’anno il concorso ha un nuovo proprietario, l’imprenditrice thailandese Anne Jakapong Jakra, che ha promesso di cambiare i parametri del concorso.

Tra i cambiamenti implementati da Jakapong c’è quello di coinvolgere e includere i tre finalisti, non solo il vincitore, nelle attività corrispondenti al loro titolo e risiederanno anche tra Stati Uniti e Thailandia.

Queste le favorite:

1. Miss Venezuela
Amanda Dudamel, 23 anni, si è laureata in Fashion Design Ecosostenibile presso l’Istituto Europeo di Design di Roma ed è attualmente l’amministratore delegato del marchio Made in Petare, una linea di accessori che impiega artigiane locali che vivono nella popolazione urbana di Petare.

2. Miss Repubblica Dominicana
La modella 25enne Andreína Martínez si è laureata con lode in Psicologia e Studi Latinoamericani. È una difensore dei diritti delle donne in vari paesi dell’America Latina e dei Caraibi.

3. Miss Brasile
La conduttrice televisiva e modella Mia Mamede, 27 anni, ha una sua casa di produzione; Inoltre, svolge attività filantropiche con varie fondazioni nel suo paese.

4. Miss Colombia
María Fernanda Aristizabal è uno dei nomi più ripetuti come favorita per vincere la corona. La 25enne colombiana è laureata in Comunicazione Sociale e usa i suoi social per parlare di temi come l’accettazione, l’amor proprio e promuove il turismo nel suo Paese.

5. Miss Nigeria
La modella Hannah Iribhogbe, 21 anni, studia Business Administration alla North Lake University di Dallas, Texas, USA, ed è la fondatrice di The Montana Initiative, un’organizzazione che lavora per sfamare 10 milioni di bambini in Africa.

6. Miss Filippine
Celeste Cortesi, 25 anni, lavora con la Fondazione Save the Children nel suo paese natale, dove si occupa di combattere la fame e la malnutrizione. Lavora anche con MindNation, un’organizzazione per la salute mentale e il benessere che offre colloqui, formazione e terapia a chi ne ha bisogno.

7. Miss Italia
Virginia Stablum ha 24 anni e si distingue come una delle modelle più riconosciute nei cinque continenti. Si è formato nelle specialità di Digital Marketing e Comunicazione presso un’università in Inghilterra. Parla correntemente italiano, spagnolo, inglese e tedesco.

8. Miss Perù
La modella 24enne Alessia Rovegno ha concluso la sua carriera negli studi di América Televisión nel suo paese natale. Ha confessato in un’intervista che uno dei suoi sogni è quello di fondare una scuola. Attualmente è collaboratrice delle fondazioni Bridges and Help con sede in Perù.

9. Miss Curaçao
Gabriëla Dos Santos è una life coach certificata in quattro lingue: papiamento, inglese, spagnolo e olandese. Il modello ha fondato Light4change, un’organizzazione che mira ad aiutare i giovani a trovare il loro scopo.

10. Miss Thailandia
Anna Sueangam-iam, 24 anni, è cresciuta in una discarica perché i suoi genitori raccoglievano rifiuti nella città di Bangkok, ed è stata mandata dalla sua bisnonna, che era una suora, in un tempio buddista. Nonostante le carenze, si è laureato con lode presso il College of Liberal Arts and Sciences della Kasetsart University.

 




C’è un italiano alla testa di Louis Vuitton

presentazione maison etoile louis vuitton a roma

presentazione maison etoile louis vuitton a roma

Pietro Beccari, alla guida di Christian Dior Couture dal 2018, diventa presidente e amministratore delegato di Louis Vuitton.

Lo rende noto Lvmh evidenziando che Pietro Beccari prende il posto di Michael Burke, che assumerà nuove responsabilità, riportando direttamente a Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato del gruppo.

Delphine Arnault, vicepresidente esecutivo di Louis Vuitton dal 2013, prenderà il posto di Beccari, diventando presidente e direttore generale di Christian Dior Couture. Charles Delapalme, vicepresidente esecutivo di Christian Dior Couture e responsabile delle attività commerciali dal 2018, viene nominato amministratore delegato di Christian Dior Couture.

Stéphane Bianchi, presidente e amministratore delegato della divisione orologi e gioielli, supervisionerà anche Tiffany e Repossi, che entrano a far parte della divisione del gruppo Lvmh.

ansa.it




La Befana vien di notte…

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downloadLa storia della befana inizia nella notte dei tempi e discende da tradizioni magiche precristiane. Il termine “Befana” deriva dal greco “Epifania”, ovvero “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia, quindi, nel giorno dell’Epifania, che solitamente chiude il periodo di vacanze natalizie.

La Befana è rappresentata, nell’immaginario collettivo, da una vecchietta con il naso lungo e il mento aguzzo, che viaggiando su di una scopa in lungo e in largo, porta doni a tutti i bambini. Nella notte tra il 5 e il 6 di gennaio, infatti, sotto il peso di un sacco stracolmo di giocattoli, cioccolatini e caramelle (sul cui fondo non manca mai anche una buona dose di cenere e carbone), la Befana vola sui tetti e, calandosi dai camini, riempie le calze lasciate appese dai bambini. Questi, da parte loro, preparano per la buona vecchina, in un piatto, un mandarino o un’arancia e un bicchiere di vino. Il mattino successivo, oltre ai regali e al carbone per chi è stato un po’ più cattivello, i bambini troveranno il pasto consumato e l’impronta della mano della Befana sulla cenere sparsa nel piatto.

Come dice la famosa filastrocca “La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana!”, la Befana indossa un gonnellone scuro e ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate.

Secondo la tradizione

Originariamente la Befana era simbolo dell’anno appena passato, un anno ormai vecchio proprio come lo è la Befana stessa. I doni che la vecchietta portava, erano dei simboli di buon auspicio per l’anno che sarebbe iniziato.

Nella tradizione cristiana, la storia della befana è strettamente legata a quella dei Re Magi. La leggenda narra che in una freddissima notte d’inverno Baldassare, Gasparre e Melchiorre, nel lungo viaggio per arrivare a Betlemme da Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero informazioni a una vecchietta che indicò loro il cammino. I Re Magi, allora, invitarono la donna a unirsi a loro, ma, nonostante le insistenze la vecchina rifiutò. Una volta che i Re Magi se ne furono andati, essa si pentì di non averli seguiti e allora preparò un sacco pieno di dolci e si mise a cercarli, ma senza successo. La vecchietta, quindi, iniziò a bussare a ogni porta, regalando a ogni bambino che incontrava dei dolcetti, nella speranza che uno di loro fosse proprio Gesù Bambino.

La Befana di Urbania

Oggi, dopo un periodo in cui era stata relegata nel dimenticatoio, la storia della befana riprende vita in un piccolo paese dell’entroterra marchigiano, Urbania. La Befana torna a indossare i suoi abiti un po’ malconci e a dispensare regali e piccole ramanzine per gli inevitabili capricci di tutti. Questa simpatica vecchietta sta, quindi, vivendo una seconda giovinezza, legata alla riscoperta e alla valorizzazione delle antiche radici e della più autentica identità culturale.

da festadellabefana.com




Il caffè è una cosa seria!

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downloadTrucchi e segreti si tramandano di generazione in generazione. Il caffè è una cosa seria: lo diceva Eduardo, ma per qualcuno è ormai una regola. “E non si risparmia” aggiunge Michele Sergio, professione avvocato, con il destino segnato per rappresentare la terza generazione della famiglia che gestisce uno dei caffè storici d’Italia, il Gambrinus di Napoli.

“In realtà è aumentato anche il caffè, come tutto del resto. Ma la gente non si lamenta. In fondo sono dieci centesimi”. Come dire che per uno dei momenti imprescindibili di piacere quotidiano si può anche accettare di spendere un po’ in più.

Ma cosa rende davvero speciale ‘na tazzulella ‘e cafè? 

“E qui potremmo discutere per anni, senza mai arrivare a una conclusione”.

Michele Sergio è cresciuto tra chicchi, sacchi di juta, macinini e macchine a pressione, senza dimenticare l’iconica cuccumella che Eduardo armeggiava in “Questi fantasmi” per una tazzina di caffè con un professore fuori scena.

“Ognuno ha la sua idea, ma alla fine tutto ruota attorno alla regola delle quattro ‘M’: miscela, macina, macchina e mano del barista”.

Senza dimenticare l’acqua…

“L’acqua rappresenta il 90% della bevanda ed è fondamentale che non sia troppo calcarea. Usare l’acqua di rubinetto significa mortificare tutti gli aromi che i produttori cercano con tanta cura e attenzione. Un buon caffè è come il vino: si possono scorgere tantissimi sentori differenti. E tutto dipende dalla qualità dell’acqua, dalla sua temperatura, che deve restare tra i 93 e i 96 gradi. Altrimenti si appiattiscono tutti i sentori”.

segreto caffe acqua miscela barista
Michele Sergio

Anche la miscela ha il suo ruolo?

“L’evoluzione di un chicco di caffè è lunghissima, da quando viene seminato, poi estratto, trasferito in Europa e in America. Ma i 15 minuti più importanti della sua vita sono racchiusi nel momento della tostatura. E in Italia e in tutto il mondo ognuno ha il suo metodo. Qui a Napoli, nei Quartieri Spagnoli una volta c’erano tante piccole botteghe che tostavano il caffè. Per questo è un prodotto artigianale, perché ci sono fasi di lavorazione che richiedono manualità e capacità umane. La qualità arabica è più leggera. La robusta possiede il doppio della percentuale di caffeina che c’è nell’arabica. La nostra miscela preferita contiene entrambe e il dosaggio è uno dei segreti del successo. Poi c’è la macchina “.

La terza ‘M’?

“A Napoli usiamo quella a leva, in altre città si usa quella automatica”.

Fa differenza anche questo?

“La macchina a leva è più artigianale. Conta molto l’esperienza di un barista. In quella automatica non è così. La leva è solo nostra”.

Poi c’è la ‘mano del barista’…

“Un barista si fa i muscoli con la macchina nell’alzare ad abbassare quella leva. Nel contare i secondi, che non devono essere più di 25, altrimenti il caffè viene bruciato. Nel tenere pulito il raccoglitore, nel misurare la pressione. E sa quanti dispetti si fanno i baristi? Modificano i parametri, smuovono qualcosa… Perché quello del barista è il ruolo più ambito. C’è una carriera anche in questo settore. E poi non le dico dell’invidia e delle corse a chi fa il caffè migliore. Avere un barista in grado di riparare la macchina, quando c’è fila al banco e qualcosa non va, è fondamentale”.

Meglio il caffè del bar o quello di casa?

“Anche questa è una disputa millenaria. Delle macchinette automatiche che si usano tanto in casa non parlo. Non le considero, ma più che altro per una questione di principio. Il caffè è un piacere, almeno quei cinque minuti che occorrono per una moka – non voglio arrivare alla cuccumella – ma il rumore del caffè che sale, l’aroma che si diffonde… Quei cinque minuti che sono tutti per noi, che siamo sempre al telefono, che corriamo tutto il giorno, che non abbiamo mai tempo, vogliamo prenderceli? E poi il caffè è un momento di aggregazione. Lei quando vuole vedere un amico, un parente, qualcuno cosa dice? prendiamoci una tazza di caffè”.

In fondo il caffè è di tutti.

“È quello che vogliamo dimostrare ottenendo il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’Unesco. L’anno scorso hanno preferito portare la candidatura della lirica, ma quest’anno a marzo ci riproveremo, con un dossier più completo. Tra l’altro è archiviata ormai quella polemica tra le città in perenne competizione per la tradizione più antica, per il metodo migliore. Quest’anno ci presenteremo come ‘espresso italiano’ riunendo tutte le culture, anche grazie alla rete dei caffè storici, delle città che vivono di questa tradizione, come Napoli, Torino e Treviso”.

agi.it




Il Presepe vivente ‘’I Due Re’’ del Borgo Mottese (2 VIDEO)

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cid b8012c0e 20a3 470d 8f45 afcff525ae78Con l’arrivo dei primi freddi e delle festività natalizie, arriva anche quel momento dell’anno in cui si rispolverano le vecchie tradizioni, quelle che nel nostro Paese si tramandano da intere generazioni e che sopravvivono allo scorrere del tempo. Una tra queste è quella del Presepe vivente, la cui prima rappresentazione in assoluto venne realizzata da San Francesco d’Assisi nel 1223.

L’Associazione Borgo Mottese organizza nelle giornate del 6 e 7 gennaio, dalle ore 17:00 alle ore 21:00, l’incantesimo del suggestivo presepe recitato “I Due Re”, realizzato nella suggestiva e millenaria cornice del borgo di Motta di Rovito, in provincia di Cosenza, così bello che non c’è bisogno di tante scenografie perché è esso stesso un presepe, un palcoscenico naturale per una rappresentazione speciale.

Una regia con attori di vita quotidiana di altri tempi vi riporterà a 2022 anni addietro, un evento che riesce a coinvolgere tra personaggi, organizzatori e staff molte decine di persone.

Nei giorni scorsi l’associazione ha ideato e organizzato l’evento “Gran Galà del Regal Borgo”  per supportare e finanziare la prima edizione del presepe vivente, con lo scopo di far ripartire tutte le attività delle varie associazioni, nello specifico quella del Borgo Mottese,  che con amore dedica tempo e lavoro affinché la comunità in senso lato possa ritornare a vivere momenti di serenità e di socialità dopo il lungo periodo buio della pandemia.




Vesti bene e impara l’Italiano

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photo 2022 12 21 17 51 50Ogni volta che i miei amici Canadesi mi chiedono d’insegnare loro la conversazione italiana, per intenderci:”Proprio quello che serve per una vacanza in Italia” come dicono loro, penso a frasi facili e immediate.

Sono un ortoepista. Insegno la corretta pronuncia del bel suono della lingua italiana. In pratica, una docente di dizione e inflessione per attori, cantanti lirici e professionisti della parola o persone interessate. Il mio percorso teatrale mi è stato di grande aiuto.

Per questo motivo, sono consapevole dell’importanza del sapersi esprimere con una pronuncia chiara, a prescindere dalla lingua che si conosce.

Ho anche lavorato per le istituzioni culturali più importanti di Vancouver come Il Centro Culturale, la Dante Alighieri a cui ho fornito un programma firmato da me “Passeggiate a Verona” e la Camera di Commercio Italiana in Canada West per la quale sono stata una docente d’Italiano ideando il corso “Italiano sounds good!”

Recentemente ho pensato di creare una serie di brevi presentazioni INSTAGRAM semplici e divertenti rivolte a studenti principianti/intermedi per aiutarli a capire le basi della pronuncia delle parole e del significato delle parole.

photo 2022 12 21 17 26 33Sono stata fortunata quando Caposhie, l’azienda di abbigliamento con cui collaboro da circa quattro anni, ha accettato la mia proposta.

Caposhie produce un’ampia gamma di abbigliamento e accessori da donna casual e alla moda, utilizzando tessuti naturali e una lavorazione artigianale con design esclusivo. Recentemente sono diventata la loro testimonial ed ho posato per la campagna pubblicitaria.

Sapevo che l’azienda importa tessuti di qualità dall’Italia, quindi è stato naturale per loro accettare la mia proposta e aggiungere un tocco di Lingua e Cultura Italiana alla loro filosofia aziendale.

Mi considero fortunata ad avere il piacere di collaborare con Adelle Renaud, la dinamica Presidente e fondatrice dell’azienda, che crede nel legame tra moda e cultura.

La stilista Alanah Jones e la fotografa professionista Daisy Mills mi hanno supportato nella realizzazione del progetto INSTAGRAM.

Sono entusiasta del lancio delle mie ministorie su una piattaforma sociale così nota.

Non solo contribuirà a dare risalto alle nuove collezioni di abbigliamento di Caposhie, ma potrebbe anche motivare un maggior numero di spettatori a interessarsi alla lingua e alla cultura italiana.

A livello pratico, gli spettatori che stanno pianificando un viaggio in Italia potrebbero esercitarsi con tipiche espressioni in Italiano.

Una vacanza è sempre più emozionante quando si riescono a superare alcune situazioni parlando come un “vero italiano “.

Sono sicura che tutti si divertiranno guardando le mie ministorie di conversazione in italiano, brevi ma efficaci.

Mi trovate qui sul sito di Caposhie: https://www.caposhie.com

Cinzia Candela Bicego

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Il 13 dicembre è Santa Lucia: dalla cuccìa alla notte più lunga, la storia del mito

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santaluciaOggi è il 13 dicembre, giorno in cui si festeggia Santa LuciaPatrona di Siracusa, protettrice della vista, degli oculisti e dei ciechi, è la Santa della Luce, colei che illumina dopo la notte più buia dell’anno.

LA VITA

Lucia nasce a Siracusa verso la fine del III secolo in una ricca famiglia. Molto presto la ragazza avverte la chiamata del Signore al quale fa voto di castità. La madre, Eutichia, ignorando tutto ciò la promette però ad un giovane patrizio. Nel frattempo le condizioni di salute della donna, da tempo ammalata, iniziano a peggiorare e così Lucia decide di recarsi in pellegrinaggio a Catania per chiedere la grazia a Sant’Agata.  Inginocchiatasi davanti il sepolcro della Santa, quest’ultima le appare di fronte chiedendole di mantenere il suo voto di castità.  Subito dopo Eutichia guarisce e Lucia capisce che deve raccontare tutto a sua madre. La ragazza dona quindi tutti i suoi averi ai poveri e inizia a dedicarsi ai più bisognosi.

Il promesso sposo però non si rassegnò a perderla e decise di denunciarla al tribunale dell’impero romano. Sono questi infatti gli anni delle persecuzioni cristiane ad opera dell’imperatore Diocleziano. Lucia viene quindi arrestata, ma non rinnega la sua fede neanche quando le dicono che sarebbe stata mandata a prostituirsi. Inizia quindi la tortura della ragazza che termina il 13 dicembre del 304 con la sua decapitazione, o come è si legge in alcuni testi latini, a causa di un coltello conficcato in gola.

LA LEGGENDA DI SANTA LUCIA

Secondo la leggenda Lucia, consapevole del fatto che i suoi occhi avevano fatto innamorare il suo promesso sposo (e quindi erano fonte di peccato) decise di strapparli via e inviarli al suo fidanzato.  Un paio di occhi ancora più belli le vennero presto restituiti dal Signore. Sarebbe questa la ragione per cui viene spesso ritratta con un piattino in mano contenente due occhi. Il motivo per il quale è proprio lei la protettrice della vista è però probabilmente legato al suo nome: Lucia, da latino Lux, ossia Luce.

LA NOTTE DI SANTA LUCIA NON È LA PIÙ LUNGA CHE CI SIA

Secondo i detti popolari inoltre “la notte di Santa Lucia è la più lunga che ci sia“. Ciò però è solo parzialmente corretto: prima dell’introduzione del Calendario Gregoriano effettivamente il 13 dicembre era il giorno con meno ore di sole di tutto l’anno. Con l’introduzione del nuovo calendario però c’è stato uno slittamento di circa una settimana, per cui ora la notte più lunga dell’anno è il 21 dicembre.

L’ARANCINA DAY E LA CUCCIA DI SANTA LUCIA

Che la si chiami arancina o arancino poco importa. Le celebri palle di riso – che a Catania sono “a punta” – sono per i siciliani un vero e proprio must della propria cucina. Alla carne o al burro o nelle varianti più moderne, le/gli arancine/i  mettono d’accordo i gusti di tutti. Ma perché il cosiddetto arancinaday si “celebra” il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia?

La risposta è rintracciabile proprio nella storia della santa e nella devozione che il popolo siciliano ha nei suoi confronti. Devozione la cui origine risale al 1646In quell’anno Palermo e tutta la Sicilia furono colpite da una grande carestia.

Per mesi i siciliani soffrirono una fame nera. Il 13 dicembre avvenne il miracolo che tutti aspettavano. Nel porto di Palermo arrivò un grande carico di grano, sufficiente a sfamare tutta la popolazione. La gioia fu talmente grande che non si ebbe la pazienza di lavorarlo. Lo si bollì semplicemente e lo si mangiò condendolo solo con un po’ d’olio. Allora nacque la cosiddetta “cuccìa” che ogni 13 dicembre si cuoce tradizionalmente, condita con cioccolato o ricotta.

I REGALI DI SANTA LUCIA

In alcune regioni italiane, Santa Lucia prende il posto di Babbo Natale. A lei, infatti, i bambini scrivono la letterina per richiedere i doni e preparano un piattino, con biscotti e vin santo, paglia e carota invece vengono messe per il suo asinello. Prima di dormire poi, tradizione vuole che si stenda sul pavimento un telo bianco dove verranno lasciati i regali.

ag DIRE – www.dire.it




Gli italiani e il sesso: quante volte si fa, le regioni più attive e il gusto della trasgressione

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sesso 1Quanto sesso fanno gli italiani? Lo dicono le nuove statistiche: in media, i rapporti sono 2,6 ogni settimana. Sono pochi? Sono tanti? Dipende dai parametri. Di certo c’è che i risultati del sondaggio di Natale di Incontri-ExtraConiugali.com dicono che in Italia si fa sesso quasi il doppio delle volte rispetto alla media mondiale.

IL SESSO IN ITALIA: QUANTE VOLTE, PER QUANTO TEMPO

Il sondaggio rivela che gli italiani fanno sesso più spesso e cercano maggiori trasgressioni. Questo è il bilancio di fine anno del sito: gli italiani di età compresa tra i 18 ed i 50 anni “lo fanno” mediamente 123 volte all’anno, ovvero 10 volte al mese, il che significa 2,6 rapporti ogni settimana con una durata media che dal sondaggio risulta essere di 8,5 minuti. Insomma quasi il doppio rispetto alla media planetaria che secondo il valore medio degli studi in materia è di 72 rapporti all’anno con una media di 6 rapporti al mese, ovvero 1,5 volte a settimana.

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LE REGIONI DOVE SI FA PIÙ (E MENO) SESSO

L’autorevole quotidiano britannico Daily Mail sostiene che le coppie felici debbano però consumare dai 3 ai 4 rapporti sessuali la settimana, condizione che quindi non viene soddisfatta nel resto del mondo ma che si concretizza proprio in Italia in Lombardia, dove la media è di 3,75 rapporti settimanali, Campania (3,5 rapporti), Lazio (3,45 rapporti) e Toscana (3,15 rapporti).

A tener conto delle premesse del Daily Mail, le regioni italiane più “infelici” sarebbero invece il Molise (2,1 rapporti settimanali), il Friuli Venezia Giulia (1,95 rapporti) e la Valle d’Aosta (1,92 rapporti), che comunque rimangono al di sopra della media internazionale.

PERCHÉ GLI ITALIANI TRADISCONO

Insomma, ancora oggi – nonostante tutto – “Italians do it better and more”. Vi è addirittura un 10,2% degli intervistati che sostiene di fare sesso tutti i giorni. Eppure – stando al giornale britannico – in molte delle nostre regioni mancherebbe ancora un po’ di sesso per essere felici. Sarà anche per questo che si tende al tradimento? “Il problema degli italiani non è il numero di rapporti dentro o fuori dal matrimonio ma il grado di soddisfazione: insomma non è un problema di quantità, ma di qualità. L’insoddisfazione sessuale è una ‘mina vagante’ nei rapporti di coppia, tanto che una coppia su quattro va in crisi. Poi però, la metà di esse si salva proprio grazie al tradimento”, risponde Alex Fantini, ideatore di Incontri-ExtraConiugali.com.

Non si tratta quindi di bisogni di intimità non soddisfatti a determinare le scappatelle. Il tradimento si conferma invece – anche in questo ultimo sondaggio – come una “strategia efficace per aumentare la soddisfazione della vita“, attraverso la ricerca di una relazione esterna che compensi ciò che manca all’interno della coppia.

LE CURIOSITÀ

La fotografia è stata scattata da Incontri-ExtraConiugali.com su un campione di 2.000 uomini e donne tra i 18 ed i 50 anni, intervistati online dal 5 al 9 dicembre 2022. Stando ai dati raccolti, tra le curiosità emerge che i più timorosi di deludere il partner sono gli uomini del Friuli Venezia Giulia, i meno preoccupati di lasciarla insoddisfatta sono gli uomini della Sicilia, mentre quelli più ossessionati da un possibile tradimento sono quelli della Calabria. Poi ancora – emerge dall’indagine – l’età media della “prima volta” è di 18 anni e a partire da questa età la maggior parte degli adulti ha almeno 1,9 rapporti sessuali a settimana (valore minimo registrato in Trentino Alto Adige), con una media nazionale che è di 2,6 rapporti a settimana.

GLI ITALIANI AMANO TRASGREDIRE

Infine Incontri-ExtraConiugali.com prende ancora una volta in analisi la tendenza a trasgredire, tracciando uno spaccato per genere dal quale emerge ancora una volta che moltissimi italiani ed italiane sono determinati a sperimentare qualche trasgressione. Alla domanda “Ti piacerebbe fare qualcosa di trasgressivo?” risponde di sì il 98% delle donne e il 94% degli uomini. “Insomma, se in passato era più l’uomo a cercare sesso trasgressivo, questo desiderio oggi è ancora più marcato nelle donne e questo spiega il boom del BDSM“, sottolinea il fondatore di Incontri-ExtraConiugali.com. Questa sigla sta per bondage, disciplina, sadismo e masochismo.

TUTTI PAZZI PER IL BDSM

Andando poi ad analizzare nei dettagli i desideri nascosti dei nostri connazionali, ammettendo risposte multiple, si scopre invece che il tradimento è il “new normal” degli italiani. Tradire non è infatti considerato più una trasgressione, quanto invece lo rimane il BDSM, i giochi con oggetti o il ménage à trois. Alla domanda “Cosa vorresti fare di trasgressivo?” la preferenza per il sadomaso soft è stata la risposta dell’85% delle donne e del 79% degli uomini. Questa trasgressione si colloca così al primo posto per entrambi i sessi. Al secondo posto delle fantasie di trasgressione vi sono i giochi con oggetti per le donne (74%) e i rapporti a tre per gli uomini (62%), mentre il sesso all’aperto o in luoghi insoliti occupa invece il terzo posto per entrambi i sessi (58% di gradimento per gli uomini e 59% per le donne).

ag. DIRE – www.dire.it