Censis, italiani popolo di proprietari di case

Gli italiani, un popolo di proprietari. Il 70,8% delle famiglie italiane è proprietario della casa in cui vive (e il 28,0% di queste è proprietario di altri immobili), l’8,7% gode della casa in usufrutto o a titolo gratuito, il 20,5% vive in affitto. L’Italia è uno dei Paesi con il più alto numero di proprietari di abitazioni: la proprietà immobiliare e un fattore costitutivo della nostra società, inscritto nel dna degli italiani. La proprietà non e una prerogativa solo dei benestanti: nel quinto delle famiglie più povere, il 55,1% è proprietario dell’abitazione in cui vive e la percentuale aumenta via via fino all’83,9% tra le persone più abbienti.
La percentuale di famiglie proprietarie è più elevata tra le coppie con figli (73,9%) e tra i residenti nelle piccole città (il 76,1% nei comuni piccolissimi, fino a 2.000 abitanti, e il 74,3% in quelli con un’ampiezza demografica tra 2.000 e 10.000 abitanti). Sono alcuni dei dati contenuti nel 1 Rapporto Federproprieta- Censis “Gli italiani e la casa”, realizzato con il contributo scientifico della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) e in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (Cdp).
Secondo l’indagine realizzata dal Censis, per il 91,9% degli italiani la casa è un rifugio sicuro, soprattutto dopo l’esperienza del Covid. L’89,7% si sente tranquillizzato dal fatto di essere proprietario dell’abitazione in cui vive. Per l’83,1% la casa riflette anche la propria identità e la propria personalità. E il 54,5% vorrebbe aiutare figli o nipoti ad acquistare la prima casa, perché l’immobile di proprietà resta la pietra angolare della sicurezza economica ed esistenziale.

Nell’ambito del suo programma promozionale, l’Ambasciata d’Italia a Dar es Salaam ha partecipato alla Swahili Fashion Week con gli stilisti italiani Noor Design e Bread and Butter. Si tratta di due marchi del nostro Paese che hanno già in Tanzania una presenza strutturata, attraverso boutique a Dar es Salaam e Zanzibar.
Se ne è andato pochi giorni fa anche l’ultimo gigante della sartoria napoletana, Cesare Attolini, figlio dell’indimenticabile Vincenzo, nella cui sartoria, negli anni ‘30, fu ideata la prima giacca “alla napoletana”, come poi sarebbe stata chiamata: destrutturata, morbida, senza spalline, un’innovazione che sarebbe poi stata seguita da tutte le case di moda sartoriali.
Cesare Attolini va considerato l’ ultimo grande padre “fondatore” della sartoria napoletana, sempre alla ricerca dell’eccellenza, con almeno 25/30 ore di manualità a ogni singolo capo da realizzare. Sempre perfetta la congiunzione tra stagione e peso: lino e lana sottile per l’estate, cachemire e tweed per l’inverno, oltre alle raffinate varianti di vecchia scuola miscelate con l’innovazione e le fibre naturali. E poi, soprattutto, la giacca privata di ogni rigidità, le maniche a “mappina”, solide ma morbide, assolutamente imprescindibili nei capi maschili più ricercati.
Un’altra giovane disegnatrice di moda allieva del Istituto Italiano Design di Perugia racconta la propria esperienza alla Vancouver Fashion Week 2022.
Gli Italians è un viaggio, non di sola andata, che ci spinge oltre i confini, non solo fisici, del nostro Paese. Una collection di ritratti di italiani all’estero: storia orale, mosaico di vite che ci appartengono e che rimbalzano idee e progetti positivi, seguendo il filo di una narrazione globale che ci svela una parte di noi stessi di cui avevamo perso le tracce. Il bisogno di ridisegnare una mappa contemporanea degli italiani nel mondo può essere colmato da un programma che lascia a loro l’autoracconto delle loro vite.

Grande successo domenica 30 Ottobre per il gala di presentazione di Miss Italia America fascia Canada, tenutosi nelle sale della Riviera Parque a Woodbridge, grazie al Bisignano Group ed IF Magazine, artefici della rinascita a Toronto del concorso di bellezza più amato dagli Italiani.
Accanto alla fascia di Miss Italia fascia America, torna dunque anche quella di Miss Italia America fascia Canada, grazie al Bisignano Group ed IF Magazine. “Mi trovavo in Florida con alcuni amici, tra cui Roberto Onofri e Orlandino Greco, e mi hanno convinto a ricreare la fascia Canada” ci racconta il titolare del Gruppo Francesco Bisignano, seduto a un tavolo del suo ristorante a nord di Toronto. Lui, imprenditore nel ramo della ristorazione e dell’Import-Export, folgorato sulla via della bellezza. ‘’La proposta mi è sembrata una sfida affascinante’’, dice ancora Francesco Bisignano, ‘’l’Italia è sempre stata sinonimo di bellezza ed eleganza. Far rinascere dopo anni questo concorso qui in Canada è divenuto realtà. Una sfida interessante perché chi avrà l’onore di vincere ed ottenere la fascia del Canada, andrà poi a sfidare le più belle ragazze degli Stati Uniti e chissà, magari potremmo avere una canadese vittoriosa che avrebbe la chance di diventare Miss Italia nel Mondo. Tante ragazze sognano di essere la più bella e non dimentichiamo che la vincitrice finale avrà un anno di contratto in TV. È tempo di ricreare eventi importanti nella Comunità ma è anche tempo di formare un gruppo di amici che possono mantenere vivace un ambiente che dopo la pandemia si è un pò depresso’’. E infatti è con l’energia di tutte le personalità più importanti presenti sul territorio canadese che Miss Italia America Canada continuerà a diffondere lo stile inconfondibile di un Paese che ha fatto innamorare tutto il Nordamerica.



Il Consolato d’Italia in Detroit presenta LoveITDetroit: una celebrazione del Made in Italy negli Stati Uniti e nel Metaverso. Lo ha fatto durante la VI edizione dell’Italian Design Day, che è stata la perfetta occasione per il lancio, da parte del Consolato d’Italia a Detroit, della campagna quadriennale della promozione del Design Italiano nell’unica città degli Stati Uniti denominata dall’UNESCO come – Città del Design – alla stregua della città di Torino.
Nuovo appuntamento per la moda italiana in Canada. CNA Federmoda, proseguendo nel suo intenso programma di azioni promozionali dedicate particolarmente alle PMI, torna ad approcciare il mercato canadese dopo l’esperienza realizzata nel gennaio 2020.