Los Angeles: un viaggio nel design italiano

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6laLOS ANGELES\ aise\ – Un viaggio attraverso le creazioni iconiche di designer e aziende di design italiani. È quanto propone l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles che inaugura il 23 settembre la mostra “A Journey Through Italian Design”, ospitata nei locali dell’Istituto, curata da Mattia Biagi, ambasciatore 2021 del design italiano.
Far arrivare la progettazione e l’estro italiani a un vasto pubblico è sempre stato uno degli obiettivi di Biagi da quando si è trasferito a Los Angeles 18 anni fa.
Mattia Biagi ha creato installazioni in numerose gallerie e musei di tutto il mondo, come il Palais de Tokyo e il Louvre Abu Dhabi, comprese installazioni video e opere su larga scala. Il suo lavoro fa parte di collezioni permanenti in musei americani e italiani come il Mint Museum e il Castello di Rivara.
Il suo scopo con la mostra “A Journey Through Italian Design” è portare lo spettatore a scoprire una selezione di classici del design italiano. Il nostro Paese è, infatti, rinomato a livello internazionale per la trasformazione dei materiali di base come legno, tessuto, vetro, pietra e plastica in vere opere d’arte grazie al talento e alla conoscenza dei nostri artigiani. (aise) 




A Toronto un webinar sulla storia del profumo italiano

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23torontoapproTORONTO\ aise\ – In occasione dell’Italian Cosmetics Day in Canada, l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto ha organizzato un webinar sulla storia del profumo italiano. La presentazione dell’evento, alla cui realizzazione ha partecipato anche l’Accademia del Profumo di Milano, sarà trasmessa in diretta, dal Museo del Profumo di Venezia, mercoledì 28 luglio.
Il webinar offrirà l’opportunità di partecipare ad una visita virtuale, dal vivo, del Museo del Profumo a Palazzo Mocenigo, guidata dal suo direttore, Marco Vidal: sarà possibile scoprire la storia di una forma d’arte unica che ha attraversato i secoli e continua ancora oggi. Si affronteranno, inoltre, gli sviluppi storici della produzione di profumi con Ambra Martone, Presidente di Accademia del Profumo, che spiegherà come i profumi italiani siano ancora la base dell’industria cosmetica mondiale.
La presentazione del webinar su Zoom è stata organizzata in collaborazione con ICFF, ICE, Cosmetica Italia, l’associazione per la cura della persona e il Museo del Profumo di Palazzo Mocenigo – Venezia.
Per partecipare occorre iscriversi qui(aise) 




Sting apre pizzeria ed enoteca nella sua tenuta in Toscana

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sting toscana fgNon solo vignaiolo, ora anche pizzaiolo: per Sting inizia una nuova avventura nella sua seconda casa in Toscana, finora soprattutto ritrovo esclusivo di amici artisti e vip. La rockstar inglese ha annunciato, infatti, via social, tramite, la sua pagina ufficiale su Instagram, l’apertura di una pizzeria nella sua tenuta ‘Il Palagio’, immersa nel verde delle colline di Figline e Incisa Valdarno, a una trentina di km da Firenze. Una pizzeria con ampi spazi all’aperto per ammirare la campagna circostante.

“Venite a unirvi alla banda nella nuova pizzeria e wine bar ‘Il Palagio’, dove potrete avere una pizza favolosa, provare tutti i nostri vini e anche qualche birra artigianale toscana. Claudia e Paolo vi daranno un caloroso benvenuto”, scrivono Sting e la moglie Trudie Styler, postando la foto dell’ex cantante dei Police. Nella pizzeria di Sting le pizze sono fatte con farine e prodotti toscani. E nell’enoteca sarà possibile degustare le bottiglie di vino prodotte da ‘Il Palagio’.

La tenuta ‘Il Palagio’ è dal 1997 del cantante Sting. La villa cinquecentesca è immersa tra i vigneti dell’area del Chianti e un tempo apparteneva al duca Simone Vincenzo Velluti Zati di San Clemente. Oggi è anche un agriturismo, con cinque guesthouse a disposizione degli ospiti. L’azienda agricola ‘Il Palagio’ possiede uliveti e vigneti, dai quali si ricavano olio e vino, prodotti con metodi biologici. Dalla cantina di Sting escono etichette di pregio dedicate alle canzoni più famose dell’ex Police, come ‘Message in a Bottle’, ‘Sister Moon’ e ‘When We Dance’. Il vino e l’olio biologico, assieme alla frutta, alla verdura, ai salumi locali e al miele, sono acquistabili e degustabili presso il negozio agricolo situato a pochi passi dalla tenuta.

ADN KRONOS

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Abiti indimenticabili per un giorno indimenticabile: le creazioni da sposa di Mauro Gala

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3682a20f 50e2 4902 a72e 9dfd8868926eNel cuore della Roma elegante, presso la celeberrima Trinità dei Monti,  il negozio Mauro Gala Haute Couture da venti anni costituisce un punto di riferimento per le spose che desiderano indossare una creazione di alta sartoria.

Maurio Gala infatti è uno stilista che ha lavorato per le grandi firme italiane, compreso Valentino, prima di aprire il suo atelier dedicato a collezioni da cerimonia e sposa, affermandosi come una delle firme più importanti nel settore. Recentemente, Mauro Gala ha fatto parte della giuria di esperti per la selezione di oltre duecento modelle e modelli che sfileranno per la manifestazione di alta moda X-Fashion.

Tramite i Direttori dell’Ufficio Stampa di X-Fashion, dott. Massimiliano Ferrara e dott.ssa Maria Rosa Borsetti di MaMa Communication, abbiamo potuto contattare Mauro Gala e porgli alcune domande.

 

moda 3AF: Lei è uno degli stilisti più apprezzati in Italia, una firma importante anche nella creazione di abiti da sposa. Quando ha capito di avere la vocazione di stilista e come si è inserito nel mondo dell’alta moda?

MG: dopo la formazione accademica, ho iniziato con il cinema in importanti produzioni in qualità di costumista,  affiancando questa esperienza a quella di disegnatore di tessuti per note aziende comasche.

È in quegli anni che cominciano a chiedermi di disegnare anche abiti da donna e ho assecondato quasi per gioco questa richiesta.

È stata la moglie imprenditrice di un produttore di tessuti per cui lavoravo, che mi ha spinto a interessarmi sempre più al mondo della moda femminile che in quegli anni stava esplodendo come fenomeno di massa. Siamo alla fine degli anni 70…. Non mi sono più fermato.

L’alta moda è stata il coronamento di un sogno che ho inseguito non rinunciando mai a credere in ciò che facevo.

 

moda 4AF: Può parlarci dei motivi che ispirano la sua visione creativa?

MG: la mia visione estetica poggia su una solida tradizione classica che si ispira ad una donna molto femminile, consapevole del fascino che esercita e che può  amplificare  attraverso un sapiente uso del bel vestire.

I tempi e i cambiamenti sociali sono intervenuti sulla moda, ma non sulla funzione dell’abito come “messaggio”, “significato”.

Le donne per le quali  in tutti questi anni ho avuto il piacere di disegnare abiti sono persone che desiderano dare una immagine di sé stesse attuale, moderna, ma nel solco della più pura tradizione sartoriale.

 

AF: Parliamo di alcuni aspetti della realizzazione dei suoi abiti: tessuti, colori, tecniche particolari, accessori.

MG: L’evoluzione del costume e del gusto ha ispirato il mio percorso artistico, in cui alle scelte di tessuti più tradizionali quali raso, taffeta, ecc. ho affiancato, con ottimo riscontro nella mia clientela, abbinamenti di materiali più inconsueti ed innovativi senza mai tradire le linee e le tecniche del taglio sartoriale. Lo stesso uso del colore con abiti da sposa in rosso carminio o verde o addirittura neri è stato usato in modo stimolante, quasi provocatorio. Questo perché le donne che scelgono gli abiti Gala sanno affidarsi per ciò che riguarda le scelte artistiche e il valore artigianale dell’abito, ma hanno altresì chiaro cosa vogliono, sono donne che sanno come voler esprimere la propria immagine in un giorno importantissimo della propria vita.

 

moda 2AF: L’industria dell’alta moda non è soltanto un settore economico trainante ma rappresenta un fattore di primaria importanza nella evoluzione e trasformazione della società. Cambia la moda e cambia anche la mentalità e lo stile di vita. Ad esempio, ci sono stati cambiamenti importanti nel campo della moda negli ultimi 30/40 anni?

MG: L’abito da sposa ha seguito le trasformazioni della nostra società, le coppie si sposano sempre più tardi ad esempio, aprendosi a influenze del costume che, divenuto più tollerante, ha consentito che alla sposa iconica, tradizionale in raso bianco e velo lungo, si affiancassero modelli più dress dinner con trasparenze scollature e audaci spacchi. I Media, TV e Social in genere hanno contribuito a diffondere l’idea che il giorno del matrimonio sia un evento da red carpet e l’abito deve essere all’altezza dell’occasione.

L’abito da sposa diventato multifunzionale si trasforma anche nell’arco della stessa cerimonia in abito da sera.

Certo ci sono occasioni  sociali in cui il valore simbolico dell’abito da sposa è imprescindibile e lo dimostra l’influenza che esercitano eventi come i matrimoni reali da Lady Diana fino alla Middleton. Quando le clienti  scelgono un matrimonio molto tradizionale chiedono di utilizzare per il loro abito tutti quegli elementi (tessuti, tagli, accessori fino al classico velo a vierge) che per circa cento anni hanno dettato lo stile della sposa bon ton. Uno sguardo allo stile tradizionale ma con una lettura contemporanea. Questa è la funzione dell’arte espressa dal mio lavoro.

 

moda 1AF: Come vede l’abito da sposa nel futuro? Esisterà ancora?

MG: L’abito da sposa come noi oggi lo intendiamo è un’invenzione relativamente recente e sicuramente conoscerà altre trasformazioni ma continuerà ad esistere, a sottolineare un importante rito di passaggio nella vita. Un evento in cui l’unicità del momento è esaltata da tessuti sontuosi e tagli iconici per creare il “Ricordo Perfetto.”

 

AF: Un commento sull’alta moda italiana: siamo sempre i primi nel mondo?

MG: L’arte italiana è un unicum senza tempo, una matrice cui le varie mode internazionali hanno guardato, cercando ispirazione alla ricerca di un linguaggio proprio. Lo stile  italiano è da sempre  sinonimo di raffinatezza, gusto immediatamente riconoscibili. La moda italiana sa trasformarsi, anticipa le idee e detta i principi del gusto ma rimane sempre fedele a sé stessa. Unica e per questo tanto desiderata.

 

Anna Foschi: Matrimoni celebri e matrimoni regali, diamo uno sguardo alla storia recente e semi-recente: quale sono stati, a suo giudizio, gli abiti da sposa che hanno avuto la maggiore influenza sull’immaginario del pubblico e hanno segnato sia un’epoca che un trend?

Mauro Gala Stilista: Sicuramente sono i matrimoni di Linda Christian,  Tyrone  Power, Grace Kelly, Ranieri di Monaco, Lady Diana.

Per seguire Mauro Gala sui social: Instagram: @maurogalacouture




La rete italobrasiliana delle mamme

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minhafoto com a maezinhaIn vista della Festa della Mamma che si celebra in questi giorni, una festa speciale sia per le madri che per i figli, un grande evento mondiale vi presento un vero e proprio universo parallelo.

Posto che non bisognerebbe ricordarsi di festeggiare la propria madre solo nel giorno stabilito, è divertente parlare delle mamme italiane e brasiliane. Approfittare di questo giorno di celebrazione per descrivere alcune caratteristiche che queste mamme possiedono, ma che in fondo fanno parte dell’essere mamma a prescindere dalla nazionalità.Indipendenti, capi famiglia e anziani, le madri di oggi presentano un profilo molto diverso dalle madri 40 anni fa. Tuttavia, i ruoli delle donne come madre sono diventati più apprezzati oggi.

Il cosiddetto amore materno ha commosso tutti, è stato messo in questo periodo di pandemia davanti a tutto. Le perdite dei familiari, la conseguente situazione di lockdown ha cambiato pensieri, emozioni, vita di relazione in ambito sentimentale, sociale e lavorativo.la generazione più anziana ha vissuto la guerra seguita delle regole diverse;non chiedeva la distanza sociale, non ha fatto vedere il vicino come nemico.

Il Coronavirus ha vietato gli incontri tra madri e figli, evitato l’affetto per il rischio di essere infettati, d’infettare e  rischio mortifero. Sappiamo quello che stiamo vivendo ma non il tempo che verrà la soluzione definitiva. Il cambiamento frantuma le certezze, ci manca tutto quello con cui siamo cresciuti e con cui ci siamo confrontati, la vera “saudade” dei rapporti familiari e le coccole.

L’universo parallelo delle mamme italiane e brasiliane è ampio e ci fa ricordare i bei tempi. Per quanto riguarda le mamme e le loro caratteristiche no oso dire ai miei lettori che in Brasile le mamme sono più brave, dico forse più libere. Riservo insieme al rispetto e alle innumerevoli attenzioni, l’aspetto che mi piace di più dell’approccio italiano: la “casa della mamma”. È inutile girare intorno, quella della mamma italiana è e sarà per sempre il miglior ristorante del mondo, troviamo al tavolo il piatto più basilare a quello più complesso e sempre un meraviglioso invito a cena nel personale ristorante a cinque stelle.

templari 032LE MAMME BRASILIANE amano la musica, vibrano follemente per il figlio nella partita di calcio a scuola.L’emozione della madre-fan brasiliana è classica e romantica. Sono consumatrici avide d’informazioni, scambiano consigli sulla maternità e sono sempre connesse al mondo.

LE MAMME ITALIANE sono attente, apprezzano i messaggi chiari, rassicuranti. Quando hanno un bilancio lo spendono principalmente per i figli e nei periodi più difficili sono anche economiche ma il conto è sempre in rosso per entrambi. Quindi, in fondo quello che possiamo osservare nonostante queste apparenti differenze, è che sono molto più simili di quanto immaginiamo. Sono ugualmente colpevoli, pensano sempre che possono fare diversamente o meglio.Perdono il sonno nella stessa misura.

La risposta materna comune al pianto dei figli consiste nel prenderli in braccio e sussurrare le parole con voce dolce. L’essenza della maternità, è qualcosa di molto più profondo e universale. Parlo qui di sentimenti che provano come madri che sono più forti di qualsiasi differenza geografica.

Per concludere”la madre è la madre” e la razza o identità non ha importanza. Anche la maternità è globalizzata.Dopotutto madre è la ragione della nostra esistenza e merita tutto l’amore, rispetto e attenzione. Ovviamente tutti giorni.

Buona Festa della Mamma!




X-Fashion: oltre 200 al casting

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whatsapp image 2021 04 30 at 10.56.24Oltre 200 tra modelle e modelli sono giunti il 25 aprile al Centro Congressi dell’Hotel Colombo di Roma per il casting dell’evento di moda e spettacolo X-Fashion e sono stati esaminati da una giuria di esperti, il famoso stilista Mauro Gala, Maurizio Passeri e Ino Mantilla dell’Accademia Estesia e Massimiliano Ferrara e  Maria Rosa Borsetti di MaMa communication.

X-Fashion, il nuovo evento moda sull’orizzonte che si svolgerà prossimamente a Roma, si propone di distinguersi come simbolo di classe e stile per forma e contenuti, ed essere una perfetta sintesi di Alta Moda internazionale ed eccellenza della cultura e dello spettacolo Made in Italy. L’evento, che vuol divenire un appuntamento fisso a  cadenza annuale, in una delle tante splendide cornici del territorio romano, è nato per valorizzare le eccellenze dell’alta moda italiana e internazionale con l’intento di contestualizzare nell’ambito della cornice romana che, in un glorioso passato, facevano riferimento. La sfida è altresì quelle di fare in modo che tali eccellenze incontrino l’Arte e la Cultura italiana in ogni sua forma, con lo scopo di riaccendere i riflettori su un patrimonio che ci rappresenta e contraddistingue in tutto il mondo.

Molte agenzie erano presenti con le loro modelle e modelli, sapientemente valorizzati dall’hospitality curata e diretta da Area Stile di Marco Lanfranchi, ai quali sono stati richiesti eleganza e personalità nel loro incedere, chi spedito o chi incerto, sulla immaginaria passerella, e sapientemente ritratti dal fotografo ufficiale di X-Fashion Matteo Mignani di Lightales Photography e dal noto fotografo di eventi a livello internazionale Luigi Saggese.

whatsapp image 2021 04 25 at 20.35.40 (2)Il casting è stata anche l’occasione per interviste tv e radiofoniche per l’intera giornata con tante emittenti italiane ed estere, che rappresentano anche i Media Partners accreditati per promuovere l’evento ed il nostro Made in Italy, con la sperata ripartenza, dopo le restrizioni legate al Covid-19, nel campo delle attività dedicate agli eventi in ogni campo artistico.

Prossimamente altri casting si svolgeranno in tutta Italia  per poi giungere all’evento tanto atteso, evento che di certo verrà ricordato, divenendone un appuntamento annuale, quale connubio perfetto tra moda, arte e cultura.




Vespa fa 75

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vespa gts 75 3 4postdx grigioAnche i miti crescono . La Vespa compie 75 anni e Pontedera si prepara a festeggiare il  compleanno di uno dei simboli del Made in Italy con la Vespa 75th che nella estetica ricorda molto la MP6 del primo modello firmato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio

Era il 23 aprile del 1946 e quel giorno la Piaggio depositò il brevetto del motociclo destinato a rivoluzionare il modo di viaggiare degli italiani..

La  Vespa contribuì a rimettere in moto l’Italia uscita dalla guerra e poi, fabbricata  dall’India al Brasile, diventò simbolo di libertà e fenomeno di costume, leggenda vivente dell’ingegno e del design italico, copiata in mille modi ed esposta al Moma di New York. E campionessa di vendite, con oltre 18 milioni di di esemplari venduti dappertutto.

Quel giorno di primavera del 1946  – la prima dopo le immani disgrazie della guerra – fu depositato a Firenze il brevetto  per una “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con  parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

Nel ritratto tracciato dall’Ansa, che  ripercorre le tappe di uno straordinario successo, si ricorda che è stato lo scooter destinato a  diventare il più famoso al mondo, nato dall’intuito di Enrico Piaggio, che voleva riconvertire  l’azienda di aeroplani di famiglia, e dal genio di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico  che non amava la motocicletta: insieme al disegnatore Mario D’Este, ne progettò una, l’Mp6,  che ne avesse le prestazioni ma con la “popolarità della bici e l’eleganza e la comodità  dell’automobile”.

Eliminò la catena, optò per una scocca portante a presa diretta, mise il  cambio sul manubrio per una guida più agevole, creò una sospensione a pantografo mutuata  dai carrelli degli aerei per facilitare il cambio gomma. A battezzarla ci pensò Piaggio: la forma  ampia ma dal “vitino” stretto gli sembrò una vespa.

Il primo modello uscito dallo stabilimento  di Pontedera, che non ha mai smesso di fabbricarla, fu la Vespa 98cc. Duemila esemplari la  prima produzione del ’46, più che quadruplicati l’anno dopo quando esce la 125, ‘non una  motocicletta – recita la pubblicità – ma piuttosto una piccola vettura a due ruote’, un milione a  10 anni dal debutto.

2136983847I vespisti ‘dilagano’, anche fuori confine: nel 1950 parte la produzione in Germania, nel 1953  sono diecimila le stazioni di servizio nel mondo e i Vespa club, ideati dallo stesso Piaggio,  contano 50.000 iscritti (oggi sono 60.000), mentre nel 1951 alla Giornata italiana della Vespa  sono in 20.000. ‘Per il vostro lavoro, per il vostro svago Vespizzatevi’ è lo slogan-imperativo in  quegli anni della casa di Pontedera che anche nelle campagne pubblicitarie fa storia,  segnando i cambi d’epoca. Tra tutte la più famosa, e surreale, ‘Chi Vespa mangia le mele (chi non Vespa no)’, inventata nel 1969 da Gilberto Filippetti: divide il mondo e ‘schiera’ lo scooter  con i giovani.

Tra i testimonial invece i migliori rimangono Gregory Peck e Audrey Hepburn in  ‘Vacanze romane’, anche se son decine le pellicole che l’hanno immortalata. La Vespa  insomma fa boom, anche in modelli, versioni e varianti: più di 150 in 7 decenni.

La più  ricercata dai collezionisti è la 125 U (che sta per utilitaria): lanciata nel 1953 per far concorrenza alla Lambretta Innocenti, estetica spartana ma costo ridotto, è prodotta in soli 7.000 esemplari.

Le più longeve la mitica 125 Primavera (varo 1968) e la successiva Px (1977), il ‘vespone’ che vanta il primato di singolo modello più venduto: 3 milioni. C’è il ‘vespino’ 50, ultima creatura di D’Ascanio per fare a meno della targa quando diventa  obbligatoria per le cilindrate superiori: 3,5 milioni commercializzati in più versioni dal 1963, tra cui l’ET4 del 2000, che promette 500 km con un pieno.

L’ET4 125 nasce invece nel cinquantenario: è la prima spinta da un motore a 4 tempi e ridà anche fiato all’azienda – due  ruote targato più venduto in Europa nel ’97 e ’98 – che sta attraversando anni difficili dopo quelli d’oro, e chiude il secolo passando addirittura al fondo tedesco Morgan Greenfell. Con Roberto Colaninno nel 2003 Piaggio torna italiana e poi in utile.

79fcd84505f43fbadfdb9a8f91c81ecfE la Vespa torna a  viaggiare: in un decennio triplica le vendite (complessivamente quasi un milione e mezzo,  166.000 l’anno scorso) e le fabbriche.

Allo stabilimento di Pontedera si affiancano prima  quello vietnamita di Vinh Phuc, poi quello indiano di Baramati.

Nel 2003 nasce la  Granturismo, la più grande e potente, nel 2012 la 946 che rievoca nel nome il suo anno di nascita ma guarda al futuro e nel 2015 esce in una nuova veste firmata da Giorgio Armani.  Affiancata, in commercio, dalla Primavera, la Sprint, la gamma Gts dalla grande scocca.

Un’avventura lunga 75 anni, celebrata con una versione speciale, caratterizzata da cromie uniche, e festeggiata in casa, a Pontedera come un altro tassello di un gioiello a due ruote che ruba ancora il cuore degli italiani.




X- Fashion, via al casting

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a923d2f3 1421 4998 8afe 2375a468b302X-Fashion da il via alle SELEZIONI UFFICIALI per i CASTING riservati a  MODELLE/I del settore Haute Couture: Roma, 25 aprile 2021.
Presentarsi dalle ore 9.30 alle ore 16.00  presso l’hotel Colombo, Via Cristoforo Colombo, 710 – Zona Eur, ROMA.
I Casting sono aperti a tutti coloro i quali rispettano i requisiti dell’Alta Moda Internazionale (sezione femminile e maschile).
I candidati partecipanti dovranno essere muniti di Curriculum Vitae, Composit e Scheda Tecnica personale (mascherina obbligatoria nel rispetto delle normative vigenti Covid).

https://www.facebook.com/xfashionday/

https://www.facebook.com/MaMa-communication-107175464775962/




X-Fashion Haute Couture Show, “il fattore X della moda”

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logo x fashion”Estate italiana, ospiti d’eccezione, stilisti dell’alta moda, musica, arte, lirica, ballo,emozioni, genio italiano, lusso, orchestra sinfonica, monumenti, cultura italiana, bellezza,tecnologia, orgoglio italiano, innovazione, sfilata, tradizione, Made in Italy: tutto racchiuso in un unico evento!

X-Fashion sarà un mix di tutto questo, un mix di emozioni e avrà luogo il prossimo 10luglio a Roma, in piazza Giovanni Agnelli.

Una sfilata di Alta Moda dal mood Made in Italy sulle gradinate del Museo della CiviltàRomana, prestigiosa location di architettura e design moderno tra le più invidiate al mondo,in zona Eur. Sarà una sfilata dedicata alla promozione del settore moda, con incoming di giornalisti e buyer, riservato a stylist e designer dell’Haute Couture internazionale.

Una dedica sarà dedicata altresì a Giovanni Agnelli, figura di spicco nell’alta imprenditoria, nonché Presidente fondatore dell’icona mondiale Fiat, che proprio nel 2021 compie 100anni dalla sua nascita. Il Made in Italy e la creatività tipica italiana risplenderanno ancora una volta per farsi ammirare grazie alla messa in onda in un notissimo canale televisivo nazionale, alla presenza di un’orchestra di 60 elementi, ad artisti e interpreti di livello mondiale, a ospiti di eccezione, con regista, coreografi e professionisti rinomati e molto apprezzati e infine grazie ai tanti Media Partners sparsi nel mondo.

Proprio per la grandezza e unicità dell’evento e per l’indiscussa professionalità del Team organizzativo si è avuta la pronta adesione della direzione del Polo Congressuale e Fieristico dell’Eur. La Nuvola e il polo congressuale e fieristico dell’Eur rappresentano il motore internazionale e la vetrina delle eccellenze della città di Roma, un luogo da aprire alla città e ai cittadini oltreché ai mercati internazionali.

E’ questa la sfida della nuova governance, molto attenta al rapporto cittadini-territorio. Proprio dall’Eur partirà la rinascita del turismo, il settore maggiormente trainante del nostro Paese. Sarà un appuntamento che, studiato nei minimi dettagli data anche la pluriennale esperienza del Team di Professionisti organizzativo di X-Fashion, porrà l’accento sulla bellezza artistico/culturale dell’Italia, sulle sue immense potenzialità, sulle sue straordinarie opere nei vari settori e nell’esclusivo e inimitabile stile italiano, che ci ha reso celebri nel mondo.

Caput Mundi e X-Fashion per stupire ancora una volta. Quest’estate Roma si colorerà di rosa: il rosa di X-Fashion. X-Fashion: arte, moda e cultura!




Quanto dura l’amore? C’è un metodo (quasi) infallibile per scoprirlo

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61ed5f1204fbc5761dd736299a76c570È un po’ come quando al corso di preparazione al matrimonio arriva la coppia di lungo corso, l’unica che può parlare di qualcosa con cui ogni giorno si sporca davvero le mani. Ovvero, del matrimonio e della sua (lunga) durata. I giovani fidanzatini non lo sanno che, dopo quei due, quasi nessuno si infilerà più nel trantran della quotidianità per aiutarci a vivere nel matrimonio, e succederà anche a chi non passa da nessuna chiesa e da nessun corso. Però forse, a tutti potrà accadere di ritrovarsi a leggere un articolo come questo, dove un paio di coppie esperte su diversi fronti (sono sposati e sono colleghi) dispensano utili consigli in materia.

Si tratta di psicoterapeuti che hanno dedicato la loro vita personale e professionale a studiare l’amore di coppia. I coniugi John M. Gottman e Julie Schwartz Gottman l’hanno reso addirittura oggetto di studio scientifico. Tra osservazioni, interviste, questionari, diagrammi e tabelle hanno inventato una terapia di coppia basata sull’evidenza, oltre che su 45 anni di ricerca scientifica rigorosa, in cui alcune famiglie si sono lasciate studiare addirittura per vent’anni di fila: è grazie a loro se i coniugi Gottman hanno messo a punto il modo per prevedere, nel 94% dei casi azzeccandoci, se una coppia divorzierà o no. Nel loro saggio La scienza della terapia di coppia e della famiglia (Cortina), i due americani, fondatori tra l’altro del Gottman Institute di Seattle, ci danno una dritta fondamentale: serve ristabilire l’equilibrio tra affetto positivo e negativo lasciando più spazio al primo, specie quando è più difficile, cioè durante le liti, aumentando il senso dell’umorismo e l’affettuosità e frenando l’escalation dei quattro “cavalieri dell’Apocalisse”: critiche, ritiro sulla difensiva, disprezzo e ostruzionismo. Imparando a litigare meglio, diventeremo insomma una coppia più felice.

Gli specialisti della longevità (di coppia) sono invece Krishnananda e Amana del Learning love institute di Sedona, Arizona. Lui, studi da psichiatra tra Harvard e la California, e lei, counsellor specializzata in comunicazione non violenta, insegnano tutto ciò che hanno sperimentato insieme sulle fondamenta di una relazione duratura. E se c’è una cosa che ai loro occhi in questi anni è apparsa come essenziale (e spesso assente), è ciò che chiamano “flusso d’amore interiore”. Una volta scoperto il proprio flusso, serve sapersi connettere. È questa l’unica strada per trovare la persona giusta: partire dal proprio flusso per crearne un altro con gli altri. Il flusso dell’amore è anche il titolo del loro ultimo libro (Feltrinelli), gli altri sette sono stati tradotti in undici lingue. A questi due “meccanici” del cuore abbiamo chiesto infine qualche dritta su come far funzionare le cose nel tempo. Il tutto, ovvio, è da maneggiare con cura.

L’arte di restare connessi

Amana Succede che un giorno non riusciamo più a connetterci con l’altro perché abbiamo ferite profonde di cui non siamo più consapevoli ma che ci fanno star male, ci rendono delusi. Alla fine ci si chiude. Abbiamo tutti dei bisogni basici come quelli di un bambino, ma la gran parte di noi non li ascolta abbastanza e cerca ardentemente di soddisfarli attraverso il partner. Penso a chi non ha avuto un’infanzia fatta di presenza dei genitori, attenzione e interesse reale alla propria vita: tutte cose che come affamato cercherà in coppia e che all’inizio – succede in tutte le storie – troverà. È col tempo che questi bisogni profondi però si faranno vivi e creeranno problemi. Un altro bisogno, infine, riguarda il supporto nell’essere noi stessi, liberi di esprimerci e di sentirci amati. Sono tutte esigenze che spesso entrano in conflitto: se non le comprendiamo, finiamo per rifugiarci nel silenzio.

Krishnananda Quando si sta insieme da tempo, può accadere che a volte abbiamo accanto una persona sensibile che ci ama e ci aiuta, altre volte la stessa diventa egoista e insensibile. È la natura umana. Le coppie litigano perché in questo ultimo caso ci si sente traditi. In realtà, proprio quando una persona non fa ciò che vorremmo, è il momento giusto per fermarsi e cercarne la causa profonda. Spesso non si hanno neanche gli strumenti per comunicare. Gli uomini credono che il sesso sia il modo migliore e forse l’unico per connettersi. Le donne tendono a coltivare di più la qualità del tempo trascorso, la condivisione, un certo romanticismo. Io insegno alla gente a elaborare le delusioni e a condividere la vulnerabilità senza però attribuire colpe a nessuno.

L’energia della condivisione

  1. Dare priorità alle esperienze condivise è molto importante in coppia. Ma se abbiamo delle ferite nascoste, tenderemo a evitarle. Serve allora prendersi le proprie responsabilità: ovvero capire cosa ci portiamo dietro dal passato che ci fa male e solo dopo iniziare a far qualcosa insieme. Anche una cosa molto semplice: una passeggiata nella natura, guardare un film, cucinare o restare abbracciati un po’.
  2. Ci sono tre tipi di condivisione. Quella delle esperienze in comune. Quella dei sentimenti provati durante la giornata: paure, rabbia, insicurezza, tristezza, insicurezza, gioia. La terza, la più difficile, è la condivisione di ciò che succede dentro di noi: chi sa leggere le cause delle proprie emozioni, evita di incolpare l’altro per tutto ciò che sente.

La manutenzione dell’intimità

  1. Non c’è sincronia tra quello che le persone vogliono in questo campo. Sa perché? Non c’è amore e fiducia abbastanza nel dare priorità alle connessioni più profonde rispetto ai bisogni individuali. Se la sessualità soddisfa entrambi dal punto di vista energetico, allora è facile. Ma col tempo, la sessualità cambia per uno o per entrambi i partner: a quel punto serve trovare un modo nuovo che comprenda i bisogni e i sentimenti dei due.
  2. Saper star vicini con il proprio corpo è importante anche se si sta insieme da tempo. Abbiamo bisogno di imparare a essere sensibili quando si fa l’amore. Sentirsi sicuri e aperti, anche se ciò significa modificare le proprie aspettative, è l’obiettivo.

Perché litighiamo

  1. Si litiga perché abbiamo trascurato un bisogno e siamo convinti che l’altro debba risolverlo. Serve prendersi del tempo per sé, essere più gentili con se stessi, ammettere le proprie insicurezze e sbagli. Solo così possiamo ascoltare l’altro senza essere troppo concentrati sulle nostre esigenze. Si litiga perché non ci fermiamo ad ascoltare noi stessi prima di tutto.
  2. Molte coppie hanno bisogno di capire perché si litiga, ovvero come connettersi con la causa che sta sotto e che in genere ha a che fare con l’abbandono: una parola che comprende amore, energia e supporto che non abbiamo avuto e vorremmo avere. Insegno alle persone per esempio a dire “Io mi sento ferito perché mi sento solo e senza connessione. So che tutto ciò ha a che fare con la mia infanzia, ma io voglio condividerlo non per darti la colpa ma solo perché così possiamo capirci meglio”. Il flusso dell’amore – ovvero ciò che rende equilibrata e duratura una storia – dipende dagli ostacoli che facciamo finta di non vedere.
  3. Gli ostacoli possono essere il luogo in cui ci troviamo, le cose che facciamo e non vorremmo. A volte invece è solo un amor proprio insufficiente. Altre volte sono gli ideali rigidi a cui ci ispiriamo. In realtà l’amore scorre in modo naturale quando ci accettiamo per come siamo, tra limiti e pregi. Un terapeuta può essere d’aiuto. Nella mia esperienza la terapia di coppia però serve a poco, se non è affiancata da percorsi individuali. Possiamo usare molte tecniche per comunicare dentro la coppia, ma senza appellarci a quel flusso d’amore, a lunga scadenza arriverà la crisi. Sapete quanta rabbia non elaborata del passato la gente proietta nel proprio partner?.
  4. Per far funzionare una relazione, i partner devono sapere che li aspetta un viaggio di consapevolezza molto sfidante. Invece spesso arrivano coppie unite da attrazione sessuale e ricerca di sicurezza, oppure solo da una delle due, e quando devono fronteggiare i problemi inevitabili si sentono traditi. Un amore consapevole ha bisogno di comprensione e di un lavoro interiore: non sempre si è disposti a farlo.

Crescere insieme

  1. Una delle cose che insegno è aiutare uomini e donne a capire le reciproche differenze. Siamo diversi per energie e bisogni. Il che non significa che dobbiamo andare incontro sempre alle esigenze dell’altro ma capirle sì. Una coppia duratura è quella che sa crescere insieme.
  2. Due persone possono crescere insieme per sempre o forse solo per un periodo limitato. Quel che conta è che lo stare insieme sia il frutto di libertà e gioia e non di abitudine, paura della solitudine o interessi.

Da ELLE