Addio allo stilista Nino Cerruti

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184420038 bdcd879e fb20 431d 9eb0 fc60c9d3208dAGI – Grave lutto per il mondo della moda italiana in generale e per il settore tessile biellese in particolare. All’età di 91 anni è morto Nino Cerruti, stilista e imprenditore noto in tutto il mondo per le sue doti e capacità manageriali, nonché grande protagonista del secolo scorso.

Nato il 25 settembre 1930 e discendente di una famiglia di industriali tessili, Cerruti ha ereditato il timone dell’azienda alla morte del padre, avvenuta nel 1950, a soli 20 anni.

Lasciati gli studi di filosofia e giornalismo, Cerruti ottiene grande risonanza mondiale grazie al suo stile. Come si legge sul sito dell’azienda, nel 1962 fonda con Osvaldo Testa il marchio “Flying Cross”, il primo “Designer Line” che si aggiunge alla linea Hitman. Nel 1967 apre la prima boutique di Cerruti 1881 a Place de la Madeleine a Parigi. A metà degli Anni Sessanta nel suo Lanificio Fratelli Cerruti si avvale della collaborazione di nuovi nomi emergenti della moda italiana, assumendo come designer un esordiente del calibro di Giorgio Armani.

Alla fine degli anni ’70 lancia anche il primo profumo maschile legato al brand, dal nome “Nino Cerruti”, seguito da altre intuizioni ed innovazioni: negli anni ’80 la linea sportswear, particolarmente apprezzata per l’abbigliamento dedicato al tennis e allo sci. In breve sponsorizza atleti di fama mondiale come il tennista statunitense Jimmy Connors e lo sciatore svedese Ingemar Stenmark.

La popolarità del marchio aumenta ulteriormente nel 1994 quando il brand viene nominato designer ufficiale della squadra di Formula 1 della Ferrari. Sempre nel 2000 Nino Cerruti viene nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica. Tra i premi ricevuti a testimonianza di una carriera che ha tanto donato al gusto ed alla moda non solo italiana, ma mondiale: il Bath Museum of Costume Dress of the Year Award, Inghilterra, 1978; il Munich Fashion Week Award, 1981; il Cutty Sark Award, 1982, 1988 ed il Pitti Uomo Award, Italia, 1986.

Negli ultimi anni, Cerruti è stato uno dei testimonial più convinti della campagna per la candidatura di Biella tra le città creative Unesco, partecipando ad incontri pubblici e regalando uno slogan di rara efficacia nel mese di febbraio 2019: “A volte dobbiamo avere il coraggio di essere arroganti e di fare rumore. Abbiamo nelle mani delle risorse straordinarie ma siamo i primi a gestirle con timidezza. In questo mondo se non sei un po’ incosciente vieni messo in un angolo e noi in un angolo non ci dobbiamo andare”.




Moda italiana alla Swahili Fashion Week con l’Ambasciata d’Italia in Tanzania

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13daresDAR ES SALAAM\ aise\ – Nell’ambito del suo programma promozionale, l’Ambasciata d’Italia in Tanzania ha partecipato con tre designer italiani, Vitelli, Endelea e Florania, alla Swahili Fashion Week. L’evento, che si è tenuto a Dar es Salaam dal 3 al 5 dicembre 2021, è il secondo più importante in Africa dopo la fashion week di Johannesburg.
Erano presenti 90 stilisti da tutto il mondo. Per l’Italia, la nota marca di maglieria Vitelli ha presentato una collezione realizzata ad hoc; Endelea, finanziata dall’AICS attraverso il “bando 2019 per iniziative imprenditoriali innovative per lo sviluppo sostenibile” in Tanzania, ha posto un particolare accento sulla sostenibilità e sull’inclusione di designer locali nella realizzazione della sua collezione; la giovane stilista Florania ha avuto un’importante occasione per presentarsi di fronte ad un pubblico internazionale. Le collezioni italiane sono state accolte come il vero valore aggiunto della settimana della moda.
A margine della Swahili fashion week, l’ICE di Addis Abeba, competente per la Tanzania, in collaborazione con Park Hyatt, 361 Africa e Wakapedia, ha organizzato, il 7 dicembre scorso, un evento conclusivo della Settimana della Cucina italiana in Tanzania, nel corso del quale gli chef tanzaniani, che avevano lavorato con lo chef stellato Valentino Palmisano, hanno preparato un menù ad hoc presso l’iconica Beach House di Zanzibar.
Nel corso della serata, gli stilisti italiani presenti alla Swahili fashion week hanno partecipato, insieme al brand tanzaniano Njija, a una sfilata dove hanno presentato le loro collezioni ad un pubblico di media locali e di addetti ai lavori. Era anche presente il ministro per gli Investimenti di Zanzibar, Mudrik Soraga.
L’ambasciatore Marco Lombardi ha dichiarato che il rinnovato impegno del Sistema Italia in Tanzania sta dimostrando di incontrare il favore del pubblico locale che riconosce e rispetta le nostre produzioni di eccellenza. Ha proseguito sottolineando che appare quanto mai opportuno incrementare le nostre attività promozionali anche in considerazione del fatto che il 70% della popolazione di questo Paese ha un’età compresa tra i 12 e i 25 anni e che si stima che, nei prossimi 20 anni, la popolazione passerà dagli attuali 60 a 120 milioni di abitanti. (aise)




Nuovi scenari criminali: il cybercrime

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downloadLa tecnologia informatica ha comportato dei cambiamenti epocali in ogni settore della vita umana e  offre molteplici opportunità rappresenta altresì un terreno fertile per nuove metodologie di aggressione a beni giuridici, aventi rilievo penale, e, dunque, una nuova frontiera di lotta alla criminalità.

Può offrire innovativi strumenti e mezzi per la ricerca delle prove e, in generale, per il contrasto a gravi fenomeni criminosi.

A controbilanciare l’information and Communication Technology  troviamo il cybercrime:  il complesso delle azioni con finalità criminali, che si perpetuano nel cyberspace (si pensi alle frodi informatiche, ai furti d’identità, alle estorsioni da ransomware, al riciclaggio online, etc.).

La criminalità informatica, dunque, un fenomeno , come ogni innovazione tecnologica, che ha portato con sé problemi di sicurezza, nel contesto delle tecnologie che si identificano come problemi ontologici, poiché connaturati nella natura stessa della tecnologia.

Tali fenomeni criminosi, aventi anche natura cyber, sono  una grande sfida degli Stati, per l’evoluzione delle politiche criminali, e incalza nel dare impulso a un nuovo approccio ideologico e metodologico di portata globale.

Tale esigenza è avvertita maggiormente nel contesto dei reati informatici.

Il cybercrime, invece, si distingue, ad es., per la connotazione transnazionale del reato, che è borderless, cioè privo di confini o a-spaziale, caratteristica inedita tra tutti i crimini, che non trova precedenti nella storia nelle tradizionali attività delittuose e che lo rende il reato per antonomasia del terzo millennio.

Caratteristica  peculiare della minaccia criminale nel cyberspace è la distanza tra i criminali informatici e le loro potenziali vittime. La condotta illecita cyber può concretizzarsi in più azioni, svolte in tempi diversi o contemporaneamente da più soggetti agenti o da uno solo in una molteplicità di luoghi o in uno spazio virtuale.

La condotta  innesta processi elaborativi poliedrici  e di trasferimento di informazioni, che passano in tempi lunghi o  reale attraverso spazi indeterminati. Così una o più vittime possono essere colpite dall’aggressione informatica, immediatamente o a distanza di tempo1.

Preso atto delle caratteristiche della minaccia criminale informatica, è chiaro che il cibercriminale si trovi in una posizione di vantaggio rispetto al criminale tradizionale.

Stiamo parlando di reati mediati informatici, hackers che si insidiano e le così dette organizzazioni a sfondo mafioso denominate e conosciute come “ Romance scammers”. Questi sono solo l’inizio di una lunga serie di figure che l’innovazione tecnologica ha creato e creerà negli anni futuri.

Nel dettaglio si evidenzia un cyber crimine finanziario e bancario che affianca ed appoggia il fenomeno che va allargandosi a macchia d’olio. La fulminea svolta di “N26”, star delle neo-banche europee con 7 milioni di clienti, preoccupa il supervisore. Inadempiente a causa dello scandalo Wirecard, la BaFin, l’Autorità tedesca di vigilanza sui mercati finanziari, ha preso una decisione rara martedì: inviare un supervisore speciale per monitorare l’attuazione delle procedure antiriciclaggio.

La star europea delle neo-banche dovrà aprire le porte a un supervisore appositamente inviato dalla BaFin, l’autorità tedesca di vigilanza sui mercati finanziari, per verificarne le procedure. Una decisione rara.

Dal canto suo la  N26, una challenger bank attiva anche in Italia, ha pagato una multa da 4,25 milioni di euro in Germania per presunte mancanze sui controlli anti-riciclaggio riscontrate dall’autorità di vigilanza Bafin. La sanzione è stata inflitta lo scorso luglio, ma è stata resa nota solo mercoledì 29 settembre. Una nota della società ha chiarito che la multa è collegata alla tardiva segnalazione di una cinquantina di operazioni sospette nel 2019 e nel 2020.

Ma non basta perché l’istituto bancario continua a colpire ed appoggiare il fenomeno criminoso tecnologico legato alle organizzazioni di portata internazionale come le già succitate “ Romance scammers” e di cui la Procura Europea deve indagare e pronunciarsi urgentemente. Lo stesso dicasi per le Procure Italiane. Un domanda sorge spontanea: A che punto siamo?

Domizia Di Crocco




Le creazioni di moda di Helga Raspa al Vancouver Fashion Week 2021

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helga ritrattoVancouver Fashion Week, l’evento internazionale che quest’anno si è svolto dal 22 al 24 ottobre sia in edizione virtuale che con sfilate presso la David Lam Hall a Vancouver, vanta una lunga tradizione come vetrina innovatrice sia per nomi già importanti nel campo della moda sia per i giovani talenti del design provenienti da varie nazioni. Iniziata nel 2001per iniziativa di Jamal Abdourahman, si è affermata come uno degli eventi più Importanti in Nord America e a livello internazionale. Una giovane creatrice di moda italiana vi partecipa con le sue ultime creazioni: Helga Raspa, della quale avevamo già parlato su queste colonne qualche mese fa. Nata a Perugia nel 1998, ha frequentato le scuole superiori a Perugia e si è laureata all’ Istituto Italiano Design (“IID”) una prestigiosa accademia privata che opera dal 1999 con sede a Perugia e a Shanghai. Helga si è data molto da fare per poter essere presente a Vancouver, si è adoperata per raccogliere il necessario sostegno finanziario e la sua Resurr-Action, la collezione-capsula che ha presentato alla passerella virtuale del 23 ottobre, ha fatto centro.

helga shizzoI suoi abiti, sia maschili che femminili,  hanno impatto, fantasia, modernità con un tocco di classico e sono pensati secondo una prospettiva di ricerca interiore e viaggio di autocoscienza e ispirati a una visione ecologica e dinamica. La gamma di colori scelti per i vari capi di abbigliamento riflette un ampio spettro di sensazioni e varia dai toni spenti allo sfolgorare di vivide tonalità, e lo stile richiama anche al “rock” e post-moderno ma non dimentica un tocco di femminilità e dolcezza negli abiti femminili e un equilibrio sobrio in quelli maschili.

Helga Raspa ha portato a Vancouver un esempio della moda e del design italiano “giovane” che si affianca degnamente alla produzione dei “mostri sacri” tipo Versace, Valentino o Prada che tutti già conoscono, un design dinamico e tuttavia pratico, che può essere indossato nella vita di tutti i giorni non soltanto ammirato sulle riviste e alle sfilate di moda.




Chi è il Maître’d (Manager of Dinning-room – Bar)?

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Il Maître’d è una figura che ti fa un po’ ritornare indietro nel tempo, è l’emblema della classe nell’Ospitalità, lo si trova certamente in posti lussuosi e di classe. Una persona intelligente e culturalmente molto preparata. Nel passato molte volte in cene di affari a lui venivano chiesti dei pareri. In Italia ero membro di A.M.I.R.A. è una associazione italiana dei Maître, ristoranti ed hotel. Per me è un piacere parlare di questa figura molto importante, direi molto affascinante, questo suo modo di fare non ti fa sentire un cliente ma un ospite, pronto ad ascoltarti ed esaudire le tue richieste, ha la passione, la dedizione e l’amore per questo lavoro, se non c’è passione non può esserci dedizione, e senza dedizione non può nascere amore per ciò che si fa.

Maître: è il personaggio sovrano nel lavoro del ristorante; si occupa dell’aspetto estetico della sala, della dotazione degli arredi e degli addobbi, imposta e dirige tutto il servizio, prende le comande in caso sia occupato sarà Il suo assistente o lo Chef de Rang a occuparsene, mantiene i rapporti con i clienti, li riceve e li accompagna ai tavoli. È sempre in diretto contatto con il direttore F&B manager, il reparto di ricevimento e lo chef di cucina, con il quale collabora anche per la compilazione dei menu. In questi ultimi anni è spesso incaricato anche dei problemi economici della gestione del ristorante. Raccoglie infine eventuali indicazioni, complimenti o reclami.Un bravo Maître’d si esibisce anche nel preparare dei piatti alla lampada, utilizzando la tecnica del flambé. Questa tecnica prevede la cottura del piatto davanti agli occhi del cliente che ne ha chiesto l’ordine.

I requisiti principali sono:

– una profonda conoscenza di cucina, gastronomia e bevande;
– ampia cultura su alimentazione, igiene e organizzazione del lavoro;
– competenze e conoscenze commerciali e gestionali;
– grandi capacità organizzative;
– forte carisma nella gestione del personale;
– ottime conoscenze culturali oltre che professionali;
– buona padronanza delle principali lingue;

 

Ora vi mostrerò queste 2 foto

fig. A

bicchieri a

 

 fig. B

bicchieri b

 

Figura A – Il bicchiere non è messo correttamente perché se lasciato sul tavolo per più giorni si riempirebbe di polvere e i commensali berrebbero acqua e polvere.

Figura B – Il bicchiere è messo correttamente.

Da questo semplicissimo esempio possiamo dedurre che nel caso della Fig. A in sala da pranzo non sia presente nessun Manager, mentre nel caso della Fig. B possiamo dedurre che in sala da pranzo sia presente un Manager.

Penso che dopo aver letto questo mio articolo, si sappia riconoscere chi è un vero  Maître (Manager di Sala da pranzo -bar)




Successo per l’evento che ha ufficalmente aperto la fashion week a Milano

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dscn1533Elettrizzante giornata, martedì 21 settembre scorso, per RockStarr Fashion Show Milan in una della zone più esclusive della capitale lombarda, ossia presso il Rosa Grand Star Hotel in Piazza Fontana 3 a due passi dal Duomo.

Adrenalina pura nel backstage dove modelle, truccatori, parrucchieri e stilisti hanno lavorato come se non ci fosse un domani.  RockStarr Fashion Show Milan è stato prodotto da Prasanna Weerasooriya ed organizzato da P&P Company e RockStarr Company USA.

L’evento è stato presentato da Riccardo Pagan e Stefania Pacchiega che hanno intrattenuto con maestria il pubblico e i VIP. Dodici gli artisti, provenienti da varie parti del mondo, che hanno presentato abiti da sogno.

Antonio Chavis (Canada)

Pina Grasso (Italy)

Halide Kelmendi (Kosovo e Svolge)

Irina Bogdanova (Russia)

Dorina Rosca, Waletty (Monaco)

Robert Naorem (India)

Liliana Larisa (Romania)

Damiana Fiorentini (Italia)

Leonardo Angelo (Italia)

David Starr (Las Vegas)

Jhoy Gacad (Philippine)

International Fashion Ribeiro Lucia e Acrisio Neto (Brasile)

Mirela Baicu (Romania)

Non è di certo mancata la moda frizzante per i più piccoli che hanno sfilato con una eleganza e maestria da fare invia alle modelle /i più affermate/i.

Tra i VIP  diverse personalità provenienti da tutto il mondo come imprenditori, attori, media e diplomatici.

Spiccano illustri nomi come quelli di Robert Needham per il Consolato americano, Hassan Abouyoub per il Marocco, Alexandre Gusmao per il Brasile, politici, personaggi del jet set internazionale e dell’opera lirica come Diego Cavazzin, tenore, che sulle note del finale della celebre romanza “Nessun dorma” dell’opera Turandot di Giacomo Puccini, ha mandato il pubblico in visibilio che lo ha riconosciuto con svariati minuti di  applausi e apprezzamenti all’unanimità.

Un ringraziamento al tenore, che presto farà ritorno in USA dopo il successo avuto prima della pandemia, che, nonostante la  riconosciuta riservatezza, si è prestato a numerose foto con modelle e artisti.

RockStarr Fashion Show Milan è stato un evento di moda  contornato da arte e musica. Infatti l’evento si è aperto con un Medley Rock di Veneziale le accompagnato dall’eccellente ballerina Maria Chiara Saporito, che ha da subito entusiasmato il pubblico e gettato i presupposti per un evento all’insegna della ricercatezza. Altissimo gradimento da parte del pubblico che ha riconosciuto con svariati applausi i due artisti fotografatissimi.

Presenti all’evento anche artisti  che operano in altre  sfaccettature dell’arte, come Laura Maletto, affermata creatrice e disegnatrice di gioielli che annovera tra i suoi molteplici  e prestigiosi clienti il Console generale di Grecia Dr Kantzas  Idannis, il Conte Yorik di Castel Nuovo Don Bosco oltre al Teatro Regio di Torino. Sarà presente con esclusive creazioni negli Emirati arabi Uniti al prestigioso evento World Art Dubai dal 16 al 19 Marzo 2022 presso lo stand J04 di TV2 Art Gallery.

Alessandra Giorda – iltelevisionario2.net




Los Angeles: un viaggio nel design italiano

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6laLOS ANGELES\ aise\ – Un viaggio attraverso le creazioni iconiche di designer e aziende di design italiani. È quanto propone l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles che inaugura il 23 settembre la mostra “A Journey Through Italian Design”, ospitata nei locali dell’Istituto, curata da Mattia Biagi, ambasciatore 2021 del design italiano.
Far arrivare la progettazione e l’estro italiani a un vasto pubblico è sempre stato uno degli obiettivi di Biagi da quando si è trasferito a Los Angeles 18 anni fa.
Mattia Biagi ha creato installazioni in numerose gallerie e musei di tutto il mondo, come il Palais de Tokyo e il Louvre Abu Dhabi, comprese installazioni video e opere su larga scala. Il suo lavoro fa parte di collezioni permanenti in musei americani e italiani come il Mint Museum e il Castello di Rivara.
Il suo scopo con la mostra “A Journey Through Italian Design” è portare lo spettatore a scoprire una selezione di classici del design italiano. Il nostro Paese è, infatti, rinomato a livello internazionale per la trasformazione dei materiali di base come legno, tessuto, vetro, pietra e plastica in vere opere d’arte grazie al talento e alla conoscenza dei nostri artigiani. (aise) 




A Toronto un webinar sulla storia del profumo italiano

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23torontoapproTORONTO\ aise\ – In occasione dell’Italian Cosmetics Day in Canada, l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto ha organizzato un webinar sulla storia del profumo italiano. La presentazione dell’evento, alla cui realizzazione ha partecipato anche l’Accademia del Profumo di Milano, sarà trasmessa in diretta, dal Museo del Profumo di Venezia, mercoledì 28 luglio.
Il webinar offrirà l’opportunità di partecipare ad una visita virtuale, dal vivo, del Museo del Profumo a Palazzo Mocenigo, guidata dal suo direttore, Marco Vidal: sarà possibile scoprire la storia di una forma d’arte unica che ha attraversato i secoli e continua ancora oggi. Si affronteranno, inoltre, gli sviluppi storici della produzione di profumi con Ambra Martone, Presidente di Accademia del Profumo, che spiegherà come i profumi italiani siano ancora la base dell’industria cosmetica mondiale.
La presentazione del webinar su Zoom è stata organizzata in collaborazione con ICFF, ICE, Cosmetica Italia, l’associazione per la cura della persona e il Museo del Profumo di Palazzo Mocenigo – Venezia.
Per partecipare occorre iscriversi qui. (aise) 




Sting apre pizzeria ed enoteca nella sua tenuta in Toscana

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sting toscana fgNon solo vignaiolo, ora anche pizzaiolo: per Sting inizia una nuova avventura nella sua seconda casa in Toscana, finora soprattutto ritrovo esclusivo di amici artisti e vip. La rockstar inglese ha annunciato, infatti, via social, tramite, la sua pagina ufficiale su Instagram, l’apertura di una pizzeria nella sua tenuta ‘Il Palagio’, immersa nel verde delle colline di Figline e Incisa Valdarno, a una trentina di km da Firenze. Una pizzeria con ampi spazi all’aperto per ammirare la campagna circostante.

“Venite a unirvi alla banda nella nuova pizzeria e wine bar ‘Il Palagio’, dove potrete avere una pizza favolosa, provare tutti i nostri vini e anche qualche birra artigianale toscana. Claudia e Paolo vi daranno un caloroso benvenuto”, scrivono Sting e la moglie Trudie Styler, postando la foto dell’ex cantante dei Police. Nella pizzeria di Sting le pizze sono fatte con farine e prodotti toscani. E nell’enoteca sarà possibile degustare le bottiglie di vino prodotte da ‘Il Palagio’.

La tenuta ‘Il Palagio’ è dal 1997 del cantante Sting. La villa cinquecentesca è immersa tra i vigneti dell’area del Chianti e un tempo apparteneva al duca Simone Vincenzo Velluti Zati di San Clemente. Oggi è anche un agriturismo, con cinque guesthouse a disposizione degli ospiti. L’azienda agricola ‘Il Palagio’ possiede uliveti e vigneti, dai quali si ricavano olio e vino, prodotti con metodi biologici. Dalla cantina di Sting escono etichette di pregio dedicate alle canzoni più famose dell’ex Police, come ‘Message in a Bottle’, ‘Sister Moon’ e ‘When We Dance’. Il vino e l’olio biologico, assieme alla frutta, alla verdura, ai salumi locali e al miele, sono acquistabili e degustabili presso il negozio agricolo situato a pochi passi dalla tenuta.

ADN KRONOS

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Abiti indimenticabili per un giorno indimenticabile: le creazioni da sposa di Mauro Gala

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3682a20f 50e2 4902 a72e 9dfd8868926eNel cuore della Roma elegante, presso la celeberrima Trinità dei Monti,  il negozio Mauro Gala Haute Couture da venti anni costituisce un punto di riferimento per le spose che desiderano indossare una creazione di alta sartoria.

Maurio Gala infatti è uno stilista che ha lavorato per le grandi firme italiane, compreso Valentino, prima di aprire il suo atelier dedicato a collezioni da cerimonia e sposa, affermandosi come una delle firme più importanti nel settore. Recentemente, Mauro Gala ha fatto parte della giuria di esperti per la selezione di oltre duecento modelle e modelli che sfileranno per la manifestazione di alta moda X-Fashion.

Tramite i Direttori dell’Ufficio Stampa di X-Fashion, dott. Massimiliano Ferrara e dott.ssa Maria Rosa Borsetti di MaMa Communication, abbiamo potuto contattare Mauro Gala e porgli alcune domande.

 

moda 3AF: Lei è uno degli stilisti più apprezzati in Italia, una firma importante anche nella creazione di abiti da sposa. Quando ha capito di avere la vocazione di stilista e come si è inserito nel mondo dell’alta moda?

MG: dopo la formazione accademica, ho iniziato con il cinema in importanti produzioni in qualità di costumista,  affiancando questa esperienza a quella di disegnatore di tessuti per note aziende comasche.

È in quegli anni che cominciano a chiedermi di disegnare anche abiti da donna e ho assecondato quasi per gioco questa richiesta.

È stata la moglie imprenditrice di un produttore di tessuti per cui lavoravo, che mi ha spinto a interessarmi sempre più al mondo della moda femminile che in quegli anni stava esplodendo come fenomeno di massa. Siamo alla fine degli anni 70…. Non mi sono più fermato.

L’alta moda è stata il coronamento di un sogno che ho inseguito non rinunciando mai a credere in ciò che facevo.

 

moda 4AF: Può parlarci dei motivi che ispirano la sua visione creativa?

MG: la mia visione estetica poggia su una solida tradizione classica che si ispira ad una donna molto femminile, consapevole del fascino che esercita e che può  amplificare  attraverso un sapiente uso del bel vestire.

I tempi e i cambiamenti sociali sono intervenuti sulla moda, ma non sulla funzione dell’abito come “messaggio”, “significato”.

Le donne per le quali  in tutti questi anni ho avuto il piacere di disegnare abiti sono persone che desiderano dare una immagine di sé stesse attuale, moderna, ma nel solco della più pura tradizione sartoriale.

 

AF: Parliamo di alcuni aspetti della realizzazione dei suoi abiti: tessuti, colori, tecniche particolari, accessori.

MG: L’evoluzione del costume e del gusto ha ispirato il mio percorso artistico, in cui alle scelte di tessuti più tradizionali quali raso, taffeta, ecc. ho affiancato, con ottimo riscontro nella mia clientela, abbinamenti di materiali più inconsueti ed innovativi senza mai tradire le linee e le tecniche del taglio sartoriale. Lo stesso uso del colore con abiti da sposa in rosso carminio o verde o addirittura neri è stato usato in modo stimolante, quasi provocatorio. Questo perché le donne che scelgono gli abiti Gala sanno affidarsi per ciò che riguarda le scelte artistiche e il valore artigianale dell’abito, ma hanno altresì chiaro cosa vogliono, sono donne che sanno come voler esprimere la propria immagine in un giorno importantissimo della propria vita.

 

moda 2AF: L’industria dell’alta moda non è soltanto un settore economico trainante ma rappresenta un fattore di primaria importanza nella evoluzione e trasformazione della società. Cambia la moda e cambia anche la mentalità e lo stile di vita. Ad esempio, ci sono stati cambiamenti importanti nel campo della moda negli ultimi 30/40 anni?

MG: L’abito da sposa ha seguito le trasformazioni della nostra società, le coppie si sposano sempre più tardi ad esempio, aprendosi a influenze del costume che, divenuto più tollerante, ha consentito che alla sposa iconica, tradizionale in raso bianco e velo lungo, si affiancassero modelli più dress dinner con trasparenze scollature e audaci spacchi. I Media, TV e Social in genere hanno contribuito a diffondere l’idea che il giorno del matrimonio sia un evento da red carpet e l’abito deve essere all’altezza dell’occasione.

L’abito da sposa diventato multifunzionale si trasforma anche nell’arco della stessa cerimonia in abito da sera.

Certo ci sono occasioni  sociali in cui il valore simbolico dell’abito da sposa è imprescindibile e lo dimostra l’influenza che esercitano eventi come i matrimoni reali da Lady Diana fino alla Middleton. Quando le clienti  scelgono un matrimonio molto tradizionale chiedono di utilizzare per il loro abito tutti quegli elementi (tessuti, tagli, accessori fino al classico velo a vierge) che per circa cento anni hanno dettato lo stile della sposa bon ton. Uno sguardo allo stile tradizionale ma con una lettura contemporanea. Questa è la funzione dell’arte espressa dal mio lavoro.

 

moda 1AF: Come vede l’abito da sposa nel futuro? Esisterà ancora?

MG: L’abito da sposa come noi oggi lo intendiamo è un’invenzione relativamente recente e sicuramente conoscerà altre trasformazioni ma continuerà ad esistere, a sottolineare un importante rito di passaggio nella vita. Un evento in cui l’unicità del momento è esaltata da tessuti sontuosi e tagli iconici per creare il “Ricordo Perfetto.”

 

AF: Un commento sull’alta moda italiana: siamo sempre i primi nel mondo?

MG: L’arte italiana è un unicum senza tempo, una matrice cui le varie mode internazionali hanno guardato, cercando ispirazione alla ricerca di un linguaggio proprio. Lo stile  italiano è da sempre  sinonimo di raffinatezza, gusto immediatamente riconoscibili. La moda italiana sa trasformarsi, anticipa le idee e detta i principi del gusto ma rimane sempre fedele a sé stessa. Unica e per questo tanto desiderata.

 

Anna Foschi: Matrimoni celebri e matrimoni regali, diamo uno sguardo alla storia recente e semi-recente: quale sono stati, a suo giudizio, gli abiti da sposa che hanno avuto la maggiore influenza sull’immaginario del pubblico e hanno segnato sia un’epoca che un trend?

Mauro Gala Stilista: Sicuramente sono i matrimoni di Linda Christian,  Tyrone  Power, Grace Kelly, Ranieri di Monaco, Lady Diana.

Per seguire Mauro Gala sui social: Instagram: @maurogalacouture