La rete italobrasiliana delle mamme

templari 032

minhafoto com a maezinhaIn vista della Festa della Mamma che si celebra in questi giorni, una festa speciale sia per le madri che per i figli, un grande evento mondiale vi presento un vero e proprio universo parallelo.

Posto che non bisognerebbe ricordarsi di festeggiare la propria madre solo nel giorno stabilito, è divertente parlare delle mamme italiane e brasiliane. Approfittare di questo giorno di celebrazione per descrivere alcune caratteristiche che queste mamme possiedono, ma che in fondo fanno parte dell’essere mamma a prescindere dalla nazionalità.Indipendenti, capi famiglia e anziani, le madri di oggi presentano un profilo molto diverso dalle madri 40 anni fa. Tuttavia, i ruoli delle donne come madre sono diventati più apprezzati oggi.

Il cosiddetto amore materno ha commosso tutti, è stato messo in questo periodo di pandemia davanti a tutto. Le perdite dei familiari, la conseguente situazione di lockdown ha cambiato pensieri, emozioni, vita di relazione in ambito sentimentale, sociale e lavorativo.la generazione più anziana ha vissuto la guerra seguita delle regole diverse;non chiedeva la distanza sociale, non ha fatto vedere il vicino come nemico.

Il Coronavirus ha vietato gli incontri tra madri e figli, evitato l’affetto per il rischio di essere infettati, d’infettare e  rischio mortifero. Sappiamo quello che stiamo vivendo ma non il tempo che verrà la soluzione definitiva. Il cambiamento frantuma le certezze, ci manca tutto quello con cui siamo cresciuti e con cui ci siamo confrontati, la vera “saudade” dei rapporti familiari e le coccole.

L’universo parallelo delle mamme italiane e brasiliane è ampio e ci fa ricordare i bei tempi. Per quanto riguarda le mamme e le loro caratteristiche no oso dire ai miei lettori che in Brasile le mamme sono più brave, dico forse più libere. Riservo insieme al rispetto e alle innumerevoli attenzioni, l’aspetto che mi piace di più dell’approccio italiano: la “casa della mamma”. È inutile girare intorno, quella della mamma italiana è e sarà per sempre il miglior ristorante del mondo, troviamo al tavolo il piatto più basilare a quello più complesso e sempre un meraviglioso invito a cena nel personale ristorante a cinque stelle.

templari 032LE MAMME BRASILIANE amano la musica, vibrano follemente per il figlio nella partita di calcio a scuola.L’emozione della madre-fan brasiliana è classica e romantica. Sono consumatrici avide d’informazioni, scambiano consigli sulla maternità e sono sempre connesse al mondo.

LE MAMME ITALIANE sono attente, apprezzano i messaggi chiari, rassicuranti. Quando hanno un bilancio lo spendono principalmente per i figli e nei periodi più difficili sono anche economiche ma il conto è sempre in rosso per entrambi. Quindi, in fondo quello che possiamo osservare nonostante queste apparenti differenze, è che sono molto più simili di quanto immaginiamo. Sono ugualmente colpevoli, pensano sempre che possono fare diversamente o meglio.Perdono il sonno nella stessa misura.

La risposta materna comune al pianto dei figli consiste nel prenderli in braccio e sussurrare le parole con voce dolce. L’essenza della maternità, è qualcosa di molto più profondo e universale. Parlo qui di sentimenti che provano come madri che sono più forti di qualsiasi differenza geografica.

Per concludere”la madre è la madre” e la razza o identità non ha importanza. Anche la maternità è globalizzata.Dopotutto madre è la ragione della nostra esistenza e merita tutto l’amore, rispetto e attenzione. Ovviamente tutti giorni.

Buona Festa della Mamma!




X-Fashion: oltre 200 al casting

whatsapp image 2021 04 30 at 10.56.24

whatsapp image 2021 04 30 at 10.56.24Oltre 200 tra modelle e modelli sono giunti il 25 aprile al Centro Congressi dell’Hotel Colombo di Roma per il casting dell’evento di moda e spettacolo X-Fashion e sono stati esaminati da una giuria di esperti, il famoso stilista Mauro Gala, Maurizio Passeri e Ino Mantilla dell’Accademia Estesia e Massimiliano Ferrara e  Maria Rosa Borsetti di MaMa communication.

X-Fashion, il nuovo evento moda sull’orizzonte che si svolgerà prossimamente a Roma, si propone di distinguersi come simbolo di classe e stile per forma e contenuti, ed essere una perfetta sintesi di Alta Moda internazionale ed eccellenza della cultura e dello spettacolo Made in Italy. L’evento, che vuol divenire un appuntamento fisso a  cadenza annuale, in una delle tante splendide cornici del territorio romano, è nato per valorizzare le eccellenze dell’alta moda italiana e internazionale con l’intento di contestualizzare nell’ambito della cornice romana che, in un glorioso passato, facevano riferimento. La sfida è altresì quelle di fare in modo che tali eccellenze incontrino l’Arte e la Cultura italiana in ogni sua forma, con lo scopo di riaccendere i riflettori su un patrimonio che ci rappresenta e contraddistingue in tutto il mondo.

Molte agenzie erano presenti con le loro modelle e modelli, sapientemente valorizzati dall’hospitality curata e diretta da Area Stile di Marco Lanfranchi, ai quali sono stati richiesti eleganza e personalità nel loro incedere, chi spedito o chi incerto, sulla immaginaria passerella, e sapientemente ritratti dal fotografo ufficiale di X-Fashion Matteo Mignani di Lightales Photography e dal noto fotografo di eventi a livello internazionale Luigi Saggese.

whatsapp image 2021 04 25 at 20.35.40 (2)Il casting è stata anche l’occasione per interviste tv e radiofoniche per l’intera giornata con tante emittenti italiane ed estere, che rappresentano anche i Media Partners accreditati per promuovere l’evento ed il nostro Made in Italy, con la sperata ripartenza, dopo le restrizioni legate al Covid-19, nel campo delle attività dedicate agli eventi in ogni campo artistico.

Prossimamente altri casting si svolgeranno in tutta Italia  per poi giungere all’evento tanto atteso, evento che di certo verrà ricordato, divenendone un appuntamento annuale, quale connubio perfetto tra moda, arte e cultura.




Vespa fa 75

vespa gts 75 3 4postdx grigio

vespa gts 75 3 4postdx grigioAnche i miti crescono . La Vespa compie 75 anni e Pontedera si prepara a festeggiare il  compleanno di uno dei simboli del Made in Italy con la Vespa 75th che nella estetica ricorda molto la MP6 del primo modello firmato dall’ingegnere Corradino D’Ascanio

Era il 23 aprile del 1946 e quel giorno la Piaggio depositò il brevetto del motociclo destinato a rivoluzionare il modo di viaggiare degli italiani..

La  Vespa contribuì a rimettere in moto l’Italia uscita dalla guerra e poi, fabbricata  dall’India al Brasile, diventò simbolo di libertà e fenomeno di costume, leggenda vivente dell’ingegno e del design italico, copiata in mille modi ed esposta al Moma di New York. E campionessa di vendite, con oltre 18 milioni di di esemplari venduti dappertutto.

Quel giorno di primavera del 1946  – la prima dopo le immani disgrazie della guerra – fu depositato a Firenze il brevetto  per una “motocicletta a complesso razionale di organi ed elementi con telaio combinato con  parafanghi e cofano ricoprenti tutta la parte meccanica”.

Nel ritratto tracciato dall’Ansa, che  ripercorre le tappe di uno straordinario successo, si ricorda che è stato lo scooter destinato a  diventare il più famoso al mondo, nato dall’intuito di Enrico Piaggio, che voleva riconvertire  l’azienda di aeroplani di famiglia, e dal genio di Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico  che non amava la motocicletta: insieme al disegnatore Mario D’Este, ne progettò una, l’Mp6,  che ne avesse le prestazioni ma con la “popolarità della bici e l’eleganza e la comodità  dell’automobile”.

Eliminò la catena, optò per una scocca portante a presa diretta, mise il  cambio sul manubrio per una guida più agevole, creò una sospensione a pantografo mutuata  dai carrelli degli aerei per facilitare il cambio gomma. A battezzarla ci pensò Piaggio: la forma  ampia ma dal “vitino” stretto gli sembrò una vespa.

Il primo modello uscito dallo stabilimento  di Pontedera, che non ha mai smesso di fabbricarla, fu la Vespa 98cc. Duemila esemplari la  prima produzione del ’46, più che quadruplicati l’anno dopo quando esce la 125, ‘non una  motocicletta – recita la pubblicità – ma piuttosto una piccola vettura a due ruote’, un milione a  10 anni dal debutto.

2136983847I vespisti ‘dilagano’, anche fuori confine: nel 1950 parte la produzione in Germania, nel 1953  sono diecimila le stazioni di servizio nel mondo e i Vespa club, ideati dallo stesso Piaggio,  contano 50.000 iscritti (oggi sono 60.000), mentre nel 1951 alla Giornata italiana della Vespa  sono in 20.000. ‘Per il vostro lavoro, per il vostro svago Vespizzatevi’ è lo slogan-imperativo in  quegli anni della casa di Pontedera che anche nelle campagne pubblicitarie fa storia,  segnando i cambi d’epoca. Tra tutte la più famosa, e surreale, ‘Chi Vespa mangia le mele (chi non Vespa no)’, inventata nel 1969 da Gilberto Filippetti: divide il mondo e ‘schiera’ lo scooter  con i giovani.

Tra i testimonial invece i migliori rimangono Gregory Peck e Audrey Hepburn in  ‘Vacanze romane’, anche se son decine le pellicole che l’hanno immortalata. La Vespa  insomma fa boom, anche in modelli, versioni e varianti: più di 150 in 7 decenni.

La più  ricercata dai collezionisti è la 125 U (che sta per utilitaria): lanciata nel 1953 per far concorrenza alla Lambretta Innocenti, estetica spartana ma costo ridotto, è prodotta in soli 7.000 esemplari.

Le più longeve la mitica 125 Primavera (varo 1968) e la successiva Px (1977), il ‘vespone’ che vanta il primato di singolo modello più venduto: 3 milioni. C’è il ‘vespino’ 50, ultima creatura di D’Ascanio per fare a meno della targa quando diventa  obbligatoria per le cilindrate superiori: 3,5 milioni commercializzati in più versioni dal 1963, tra cui l’ET4 del 2000, che promette 500 km con un pieno.

L’ET4 125 nasce invece nel cinquantenario: è la prima spinta da un motore a 4 tempi e ridà anche fiato all’azienda – due  ruote targato più venduto in Europa nel ’97 e ’98 – che sta attraversando anni difficili dopo quelli d’oro, e chiude il secolo passando addirittura al fondo tedesco Morgan Greenfell. Con Roberto Colaninno nel 2003 Piaggio torna italiana e poi in utile.

79fcd84505f43fbadfdb9a8f91c81ecfE la Vespa torna a  viaggiare: in un decennio triplica le vendite (complessivamente quasi un milione e mezzo,  166.000 l’anno scorso) e le fabbriche.

Allo stabilimento di Pontedera si affiancano prima  quello vietnamita di Vinh Phuc, poi quello indiano di Baramati.

Nel 2003 nasce la  Granturismo, la più grande e potente, nel 2012 la 946 che rievoca nel nome il suo anno di nascita ma guarda al futuro e nel 2015 esce in una nuova veste firmata da Giorgio Armani.  Affiancata, in commercio, dalla Primavera, la Sprint, la gamma Gts dalla grande scocca.

Un’avventura lunga 75 anni, celebrata con una versione speciale, caratterizzata da cromie uniche, e festeggiata in casa, a Pontedera come un altro tassello di un gioiello a due ruote che ruba ancora il cuore degli italiani.




X- Fashion, via al casting

a923d2f3 1421 4998 8afe 2375a468b302

a923d2f3 1421 4998 8afe 2375a468b302X-Fashion da il via alle SELEZIONI UFFICIALI per i CASTING riservati a  MODELLE/I del settore Haute Couture: Roma, 25 aprile 2021.
Presentarsi dalle ore 9.30 alle ore 16.00  presso l’hotel Colombo, Via Cristoforo Colombo, 710 – Zona Eur, ROMA.
I Casting sono aperti a tutti coloro i quali rispettano i requisiti dell’Alta Moda Internazionale (sezione femminile e maschile).
I candidati partecipanti dovranno essere muniti di Curriculum Vitae, Composit e Scheda Tecnica personale (mascherina obbligatoria nel rispetto delle normative vigenti Covid).

https://www.facebook.com/xfashionday/

https://www.facebook.com/MaMa-communication-107175464775962/




X-Fashion Haute Couture Show, “il fattore X della moda”

logo x fashion

logo x fashion”Estate italiana, ospiti d’eccezione, stilisti dell’alta moda, musica, arte, lirica, ballo,emozioni, genio italiano, lusso, orchestra sinfonica, monumenti, cultura italiana, bellezza,tecnologia, orgoglio italiano, innovazione, sfilata, tradizione, Made in Italy: tutto racchiuso in un unico evento!

X-Fashion sarà un mix di tutto questo, un mix di emozioni e avrà luogo il prossimo 10luglio a Roma, in piazza Giovanni Agnelli.

Una sfilata di Alta Moda dal mood Made in Italy sulle gradinate del Museo della CiviltàRomana, prestigiosa location di architettura e design moderno tra le più invidiate al mondo,in zona Eur. Sarà una sfilata dedicata alla promozione del settore moda, con incoming di giornalisti e buyer, riservato a stylist e designer dell’Haute Couture internazionale.

Una dedica sarà dedicata altresì a Giovanni Agnelli, figura di spicco nell’alta imprenditoria, nonché Presidente fondatore dell’icona mondiale Fiat, che proprio nel 2021 compie 100anni dalla sua nascita. Il Made in Italy e la creatività tipica italiana risplenderanno ancora una volta per farsi ammirare grazie alla messa in onda in un notissimo canale televisivo nazionale, alla presenza di un’orchestra di 60 elementi, ad artisti e interpreti di livello mondiale, a ospiti di eccezione, con regista, coreografi e professionisti rinomati e molto apprezzati e infine grazie ai tanti Media Partners sparsi nel mondo.

Proprio per la grandezza e unicità dell’evento e per l’indiscussa professionalità del Team organizzativo si è avuta la pronta adesione della direzione del Polo Congressuale e Fieristico dell’Eur. La Nuvola e il polo congressuale e fieristico dell’Eur rappresentano il motore internazionale e la vetrina delle eccellenze della città di Roma, un luogo da aprire alla città e ai cittadini oltreché ai mercati internazionali.

E’ questa la sfida della nuova governance, molto attenta al rapporto cittadini-territorio. Proprio dall’Eur partirà la rinascita del turismo, il settore maggiormente trainante del nostro Paese. Sarà un appuntamento che, studiato nei minimi dettagli data anche la pluriennale esperienza del Team di Professionisti organizzativo di X-Fashion, porrà l’accento sulla bellezza artistico/culturale dell’Italia, sulle sue immense potenzialità, sulle sue straordinarie opere nei vari settori e nell’esclusivo e inimitabile stile italiano, che ci ha reso celebri nel mondo.

Caput Mundi e X-Fashion per stupire ancora una volta. Quest’estate Roma si colorerà di rosa: il rosa di X-Fashion. X-Fashion: arte, moda e cultura!




Quanto dura l’amore? C’è un metodo (quasi) infallibile per scoprirlo

61ed5f1204fbc5761dd736299a76c570

61ed5f1204fbc5761dd736299a76c570È un po’ come quando al corso di preparazione al matrimonio arriva la coppia di lungo corso, l’unica che può parlare di qualcosa con cui ogni giorno si sporca davvero le mani. Ovvero, del matrimonio e della sua (lunga) durata. I giovani fidanzatini non lo sanno che, dopo quei due, quasi nessuno si infilerà più nel trantran della quotidianità per aiutarci a vivere nel matrimonio, e succederà anche a chi non passa da nessuna chiesa e da nessun corso. Però forse, a tutti potrà accadere di ritrovarsi a leggere un articolo come questo, dove un paio di coppie esperte su diversi fronti (sono sposati e sono colleghi) dispensano utili consigli in materia.

Si tratta di psicoterapeuti che hanno dedicato la loro vita personale e professionale a studiare l’amore di coppia. I coniugi John M. Gottman e Julie Schwartz Gottman l’hanno reso addirittura oggetto di studio scientifico. Tra osservazioni, interviste, questionari, diagrammi e tabelle hanno inventato una terapia di coppia basata sull’evidenza, oltre che su 45 anni di ricerca scientifica rigorosa, in cui alcune famiglie si sono lasciate studiare addirittura per vent’anni di fila: è grazie a loro se i coniugi Gottman hanno messo a punto il modo per prevedere, nel 94% dei casi azzeccandoci, se una coppia divorzierà o no. Nel loro saggio La scienza della terapia di coppia e della famiglia (Cortina), i due americani, fondatori tra l’altro del Gottman Institute di Seattle, ci danno una dritta fondamentale: serve ristabilire l’equilibrio tra affetto positivo e negativo lasciando più spazio al primo, specie quando è più difficile, cioè durante le liti, aumentando il senso dell’umorismo e l’affettuosità e frenando l’escalation dei quattro “cavalieri dell’Apocalisse”: critiche, ritiro sulla difensiva, disprezzo e ostruzionismo. Imparando a litigare meglio, diventeremo insomma una coppia più felice.

Gli specialisti della longevità (di coppia) sono invece Krishnananda e Amana del Learning love institute di Sedona, Arizona. Lui, studi da psichiatra tra Harvard e la California, e lei, counsellor specializzata in comunicazione non violenta, insegnano tutto ciò che hanno sperimentato insieme sulle fondamenta di una relazione duratura. E se c’è una cosa che ai loro occhi in questi anni è apparsa come essenziale (e spesso assente), è ciò che chiamano “flusso d’amore interiore”. Una volta scoperto il proprio flusso, serve sapersi connettere. È questa l’unica strada per trovare la persona giusta: partire dal proprio flusso per crearne un altro con gli altri. Il flusso dell’amore è anche il titolo del loro ultimo libro (Feltrinelli), gli altri sette sono stati tradotti in undici lingue. A questi due “meccanici” del cuore abbiamo chiesto infine qualche dritta su come far funzionare le cose nel tempo. Il tutto, ovvio, è da maneggiare con cura.

L’arte di restare connessi

Amana Succede che un giorno non riusciamo più a connetterci con l’altro perché abbiamo ferite profonde di cui non siamo più consapevoli ma che ci fanno star male, ci rendono delusi. Alla fine ci si chiude. Abbiamo tutti dei bisogni basici come quelli di un bambino, ma la gran parte di noi non li ascolta abbastanza e cerca ardentemente di soddisfarli attraverso il partner. Penso a chi non ha avuto un’infanzia fatta di presenza dei genitori, attenzione e interesse reale alla propria vita: tutte cose che come affamato cercherà in coppia e che all’inizio – succede in tutte le storie – troverà. È col tempo che questi bisogni profondi però si faranno vivi e creeranno problemi. Un altro bisogno, infine, riguarda il supporto nell’essere noi stessi, liberi di esprimerci e di sentirci amati. Sono tutte esigenze che spesso entrano in conflitto: se non le comprendiamo, finiamo per rifugiarci nel silenzio.

Krishnananda Quando si sta insieme da tempo, può accadere che a volte abbiamo accanto una persona sensibile che ci ama e ci aiuta, altre volte la stessa diventa egoista e insensibile. È la natura umana. Le coppie litigano perché in questo ultimo caso ci si sente traditi. In realtà, proprio quando una persona non fa ciò che vorremmo, è il momento giusto per fermarsi e cercarne la causa profonda. Spesso non si hanno neanche gli strumenti per comunicare. Gli uomini credono che il sesso sia il modo migliore e forse l’unico per connettersi. Le donne tendono a coltivare di più la qualità del tempo trascorso, la condivisione, un certo romanticismo. Io insegno alla gente a elaborare le delusioni e a condividere la vulnerabilità senza però attribuire colpe a nessuno.

L’energia della condivisione

  1. Dare priorità alle esperienze condivise è molto importante in coppia. Ma se abbiamo delle ferite nascoste, tenderemo a evitarle. Serve allora prendersi le proprie responsabilità: ovvero capire cosa ci portiamo dietro dal passato che ci fa male e solo dopo iniziare a far qualcosa insieme. Anche una cosa molto semplice: una passeggiata nella natura, guardare un film, cucinare o restare abbracciati un po’.
  2. Ci sono tre tipi di condivisione. Quella delle esperienze in comune. Quella dei sentimenti provati durante la giornata: paure, rabbia, insicurezza, tristezza, insicurezza, gioia. La terza, la più difficile, è la condivisione di ciò che succede dentro di noi: chi sa leggere le cause delle proprie emozioni, evita di incolpare l’altro per tutto ciò che sente.

La manutenzione dell’intimità

  1. Non c’è sincronia tra quello che le persone vogliono in questo campo. Sa perché? Non c’è amore e fiducia abbastanza nel dare priorità alle connessioni più profonde rispetto ai bisogni individuali. Se la sessualità soddisfa entrambi dal punto di vista energetico, allora è facile. Ma col tempo, la sessualità cambia per uno o per entrambi i partner: a quel punto serve trovare un modo nuovo che comprenda i bisogni e i sentimenti dei due.
  2. Saper star vicini con il proprio corpo è importante anche se si sta insieme da tempo. Abbiamo bisogno di imparare a essere sensibili quando si fa l’amore. Sentirsi sicuri e aperti, anche se ciò significa modificare le proprie aspettative, è l’obiettivo.

Perché litighiamo

  1. Si litiga perché abbiamo trascurato un bisogno e siamo convinti che l’altro debba risolverlo. Serve prendersi del tempo per sé, essere più gentili con se stessi, ammettere le proprie insicurezze e sbagli. Solo così possiamo ascoltare l’altro senza essere troppo concentrati sulle nostre esigenze. Si litiga perché non ci fermiamo ad ascoltare noi stessi prima di tutto.
  2. Molte coppie hanno bisogno di capire perché si litiga, ovvero come connettersi con la causa che sta sotto e che in genere ha a che fare con l’abbandono: una parola che comprende amore, energia e supporto che non abbiamo avuto e vorremmo avere. Insegno alle persone per esempio a dire “Io mi sento ferito perché mi sento solo e senza connessione. So che tutto ciò ha a che fare con la mia infanzia, ma io voglio condividerlo non per darti la colpa ma solo perché così possiamo capirci meglio”. Il flusso dell’amore – ovvero ciò che rende equilibrata e duratura una storia – dipende dagli ostacoli che facciamo finta di non vedere.
  3. Gli ostacoli possono essere il luogo in cui ci troviamo, le cose che facciamo e non vorremmo. A volte invece è solo un amor proprio insufficiente. Altre volte sono gli ideali rigidi a cui ci ispiriamo. In realtà l’amore scorre in modo naturale quando ci accettiamo per come siamo, tra limiti e pregi. Un terapeuta può essere d’aiuto. Nella mia esperienza la terapia di coppia però serve a poco, se non è affiancata da percorsi individuali. Possiamo usare molte tecniche per comunicare dentro la coppia, ma senza appellarci a quel flusso d’amore, a lunga scadenza arriverà la crisi. Sapete quanta rabbia non elaborata del passato la gente proietta nel proprio partner?.
  4. Per far funzionare una relazione, i partner devono sapere che li aspetta un viaggio di consapevolezza molto sfidante. Invece spesso arrivano coppie unite da attrazione sessuale e ricerca di sicurezza, oppure solo da una delle due, e quando devono fronteggiare i problemi inevitabili si sentono traditi. Un amore consapevole ha bisogno di comprensione e di un lavoro interiore: non sempre si è disposti a farlo.

Crescere insieme

  1. Una delle cose che insegno è aiutare uomini e donne a capire le reciproche differenze. Siamo diversi per energie e bisogni. Il che non significa che dobbiamo andare incontro sempre alle esigenze dell’altro ma capirle sì. Una coppia duratura è quella che sa crescere insieme.
  2. Due persone possono crescere insieme per sempre o forse solo per un periodo limitato. Quel che conta è che lo stare insieme sia il frutto di libertà e gioia e non di abitudine, paura della solitudine o interessi.

Da ELLE




I 60 anni delle Figurine Panini

14panini

14panini748 figurine. 132 pagine. 60 anni. Oltre mezzo secolo di storia del Calcio italiano raccontato attraverso gli album delle Figurine Panini, che in questo 2021 è arrivato alla sua sessantesima edizione. È stata presentata ieri, 13 gennaio, “Calciatori 2021”, la nuova collezione di figurine Panini sul calcio italiano, dedicate alla Serie A, alla Serie BKT, Serie C, Serie D e alla Serie A Femminile.
Il nuovo album Panini, per questa speciale ricorrenza dei 60 anni, si apre con una pagina dedicata ai simboli, loghi, trofei. Una celebrazione laica della gloriosa storia del calcio tricolore. A seguire la sezione “Calciatori 60”, dedicata alle figurine sulle copertine storiche. E poi ancora, oltre alle 20 squadre di Serie A, poi quelle di B e di C, i “Top Team Panini 60” e infine la parte dedicata agli MVP (Most Valuable Players – i migliori giocatori delle squadre). E poi la Panini più amata, che sarà votata dai tifosi sulle pagine sociale dei propri club, che elencherà il giocatore più rappresentativo nella storia di ogni squadra di Serie A.
A sorpresa è stata inserita anche la Nazionale Italiana Cantanti. Presente per la presentazione anche Enrico Ruggeri, che ha poi scritto un tweet spiegando come il suo bambino interiore oggi sia “felice”. Ma ci sono anche altri grandi interpreti della grande musica italiana, classica e contemporanea, tra cui Mogol, Salmo, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti e Bob Sinclair.
Tra le figurine anche quelle dedicate alla Serie A femminile, con tre pagine in cui sono presenti le rose delle 12 squadre di Serie A insieme alle informazioni delle compagini sempre più sulla cresta dell’onda e il loro Scudetto.
Alla presentazione hanno preso parte anche grandi campioni del passato, tra cui il campione del mondo Gianluca Zambrotta, che ha ripercorso la sua “figu-carriera”, come ha fatto poi anche Christian “Bobo” Vieri, che intervenendo ha detto: “non trovavo mai la figurina di Baggio. Andavo a vederlo giocare, dopo 8 anni abbiamo giocato un mondiale insieme”.




Una giovane creatrice di moda dall’Italia alla ribalta di Vancouver

moda

DSC4907Affacciati come siamo sul mare di incertezze che il 2021 reca con sé, parlare di una collezione di moda con un nome vibrante come ResurrAction può indurre un senso di sollievo. La giovane creatrice e stilista Helga Raspa si prepara infatti a presentare questa sua capsule collection nel corso della Vancouver Fashion Week che si svolgerà nell’ aprile di quest’anno.

Helga, nata a Perugia nel 1998, ha frequentato le scuole superiori a Perugia e si è laureata all’ Istituto Italiano Design (“IID”) una accademia privata dal 1999 con sede a Perugia e a Shanghai che è stata inserita dal “Times Higher Education” di Londra nella graduatoria top10 italiana tra le università piu sostenibili nella edizione 2020. IID è stata selezionata quale unica accademia in Italia per partecipare alla Vancouver Fashion Week. Fra i progetti completati dalla accademia ricordiamo EXPO, la presenza a vari avvenimenti delle Nazioni Unite. Fra i suoi partners, citiamo Lamborghini e Save the Children.

Helga, che viene considerata negli ambienti dell’Istituto Italiano Design come una delle piú brillanti promesse della giovane moda italiana, è una stilista che mescola sapientemente elementi e tendenze che sembrerebbero opposti ma che nella sua visione diventano armoniosamente complementari.

Nel corso di una recentissima videochiamata, abbiamo infatti parlato delle sue fonti di ispirazione che sono varie e complesse e che includono anche l’interesse per l’Oriente, il Giappone e la Corea ad esempio, e i significati anche rituali che quelle culture attribuiscono al vestire,  la passione per il cinema e l’attenzione verso i costumi disegnati per i divi del passato che ancor oggi sono una presenza iconica (basta pensare ad Audrey Hepburn, Cary Grant o Steve McQuinn e il suo maglioncino blu  a collo alto in Bullitt).

Helga è una ragazza curiosa, aperta, che esplora in profondità e con interesse aspetti della società e del costume. Ha viaggiato per l’Europa, specialmente a Londra e a Parigi, due capitali della moda che rappresentano tendenze diverse, cogliendone le vibrazioni. Appassionata di musica, specialmente del genere rock, ha intelligentemente trasfuso elementi della cultura rock nelle sue creazioni. La passione per la creazione di moda l’ha avuta fino da bambina. Dice di ste stessa: “ero un vulcano pieno di idee, guardavo i films d’epoca….poi mi sono appassionata ai Manga, anche per l’aspetto della truccatura, e seguivo anche la serie Harley Quinn …considero importante arricchire me stessa, i miei orizzonti culturali.”

Helga sarà per la prima volta a Vancouver, restrizioni Covid-19 permettendo, nel prossimo mese di aprile. Dimostrando acume finanziario e una buona dose di fiducia, insieme ai suoi compagni del corso di Communication Design, ha lanciato una raccolta fondi finalizzata a sostenere i costi, della quale forniamo il link in calce a questo articolo.  Helga Raspa ci  parla di questa iniziativa e della sua visione dietro la creazione di ResurrAction nella intervista che segue.

DSC4630

Anna Foschi: Per la tua collezione hai scelto un nome,  ResurrAction, che è davvero in sintonia con il momento attuale e  regala una infusione di speranza. Puoi parlare della tua ispirazione e dei temi che la collezione sviluppa?

Helga Raspa: Resurr-Action è un nome che sento particolarmente mio. Mio perchè come fa intendere la parola stessa porta ad un cambiamento, ad un momento di rottura con il passato,per fermarsi, riflettere e ricominciare a mettersi in gioco. Passare all’azione. Cambiare. Rinascere diversi non per altri ma per se stessi. Non è stato scelto a caso il nome: purtroppo abbiamo affrontato e stiamo tuttt’ora affrontando un momento che passerà alla storia e che difficilmente dimenthicheremo. Nel corso del 2020 tante cose sono successe,sia nel grande, quindi a livello globale che a me nel piccolo a livello personale. Ho avuto anche io un momento di blocco, di fermo dove ho fatto delle scelte, di nuovo, e queste scelte mi hanno portata fino a qui. Quindi si, il cambiamento che in un certo momento della nostra vita diventa quasi vitale per poter sopravvivere ed andare avanti, da sola o in compagnia. La mia collezione trova ispirazione con il fuoco, elemento caratteristico forte e predominante, il quale muta e cambia per adattarsi a ciò che gli sta intorno. La F/W 2020-2021 collection chiamata “Ressur-Action” è un tributo a tutte le persone che hanno voglia di riscoprirsi, che si sono perse durante il tragitto, dove dentro di loro nel profondo è scattata una sorta di “metamorfosi” o cambiamento interno.. I capi sono trasformati, modificati sotto una base già esistente con buchi, cerchi, grinfie, sovrapposizioni…l’abc del decostruttivismo degli anni ’90. Tutto sembra rotto, strano, rozzo, senza senso, ridondante come il barocco… si tratta solamente di interpretare e di vedere oltre quello che comunemente l’occhio vede e percepire, l’essenza del capo stesso.

Anna Foschi: Qualche accenno alla realizzazione dei tuoi modelli: stoffe, colori, tecniche particolari?

Helga Raspa: I capi in questione hanno subito dei cambiamenti radicali: coulisse, nastri, tagli particolari, maglieria un po’ “distrutta”, ma al tempo stesso tutto è in perfetta armonia nel caos più totale. I dettagli iconici per la mia collezione hanno l’intenzione di raccogliere in maniera artistica quelle che sarebbero le parole chiave come buchi, tagli, coulisse affiancati allo stesso tempo da sinonimi come distruzione, movimento,deformazione. Ci sono tre fasi da seguire attentamente: la prima è la lavorazione in maglieria, così come su tessuto i buchi, ispirazione nata da Alberto Burri che riecheggia nelle sue opere e al concetto del fuoco stesso. Lavorazioni altissime che rimandano al fattore di “danneggiato”non perfetto ma perfetto per gli occhi di chi sa guardare. Il secondo passaggio è l’utilizzo dei tagli che per ogni capo sono uno diverso dall’altro, con l’aggiunta di rifiniture particolari che al fine di tutto danno un senso di equilibrio, armonia rigenerando il capo in uno stadio più evoluto e nuovo. Anche l’utilizzo dei tessuti studiati appositamente con armature pesanti come cotoni, taffetà, popeline e tessuti leggeri come organza, creano quel contrasto perfetto che fa vedere il capo sotto un’altra luce e che echeggia come maestoso e colorato come il fuoco stesso. Usare la coulisse, che deforma ogni singolo,“NO-SENSE” che non dà l’idea di che cosa è o quale sia il capo in questione perché trasformato completamente. Usarla  come elemento caratteristico della mia collezione, per dare movimento come solo il fuoco sa fare, con il suo moto ascendente e irregolare; creando forme e figure totalmente modificate come fossero bruciate o divorate. Anche il concetto di lava che un vulcano per esempio può lasciare quando erutta: il fuoco crea delle vie, percorsi che se seguiti conducono a qualcosa. Ovviamente non potendo riprodurle fedelmente ho pensato di inserirle secondo la mia fantasia. Frange che nella maglieria sono presenti e riportate sotto diversi punti di vista. La linea dei capi, come la lava, è molto morbida, come se scivolasse. La sovrapposizione di tessuti con armature pesanti e armature leggere crea questo “gioco” di interazione e di fusione tra il “fuoco” e il capo stesso. Per quanto riguarda la colour-palette il tutto parte dall’osservazione della fiamma e osservarne i suoi colori e stadi di cambiamento in base a ciò che brucia. I colori essenziali sono ovviamente i rossi, colori che prediligono il fuoco in sé per sé; dai toni più chiari ai toni più scuri come l’aggiunta del magenta e del rosso bordeaux. La palette colori è molto vasta: dai toni più accesi si passa ai toni più “spenti” come il nero che rimanda al concetto di cenere o legna bruciata assieme al grigio.L’aggiunta del bianco simboleggia rinascita: anche se non sembra è legato al fuoco ma non viene più di tanto preso in considerazione; simbolo di rinascita, di nuovo, di purificazione dalle “ceneri”, di speranza e di cambiamento. Molti dettagli come i bottoni, passamanerie, sono in oro per riprendere il concetto il concetto di fuoco e renderlo più forte sotto una luce diversa, importante e dominante che risplenda.

Anna Foschi: Le tue creazioni propongono una immagine di donna volitiva, indipendente e anche un pò guerriera, ma noto che  vi aggiungi dei dettagli sorprendentemente romantici , e penso agli inserti di tricot decostruito o ai vestiti lunghi, fluidi che suggeriscono una femminilità post-tradizionale. Qual è il concetto di femminilità, l’immagine di donna in cui credi e che che vuoi rappresentare?

Helga Raspa: Per me la femminilità è molto importante e credo che nel corso degli anni la donna abbia perso questo pregio, questa dote che ha sempre . Oggi si può vedere come traspare anche nei video musicali, ne social media il concetto di “volgarità” e “superficialità” che le giovani donne di oggi trasmettono forse anche incosciamente ma che fanno riflettere su quanto sia cambiata la nostra società ed i valori che di punto in bianco sono stati  stravolti e  dimenticati.  Grazia, charme, eleganza, raffinatezza, giovinezza,  sofisticatezza, l’archetipo della madre di famiglia, o donna intraprendente, della donna seduttrice, etc, sono doti ahimè che abbiamo perso. Per me attrici ed icone di stile che hanno segnato la storia della moda e dai cui traggo ispirazione ogni giorno sono  Greta Garbo, simbolo di femminilità degli anni ’20, in virtù alla sua sottile sensualità ricca di mistero ambiguità, Vivien Leigh, attrice di cinema e teatro inglese simbolo della femminilità anni ’30; Audrey Hepburn è LA icona con le sue celebri frasi e film come “ Breakfast at Tiffany’s”, Marilyn Monroe che conserva la sua icona di  femminilità dei grandi contrasti: sex appeal versus innocenza, poi ancora eleganza, grazia, fragilità, perfezione, raffinatezza…non si contano le caratteristiche della bellezza senza tempo di Grace Kelly, Sophia Loren, icona Italiana bellissima, B.B., C.C., Jacqueline Kennedy con La sua grazia ed eleganza innata etc.. insomma icone che a parer mio non torneranno più. Come hai detto prima Anna la mia collezione ha dei lati e dettagli sorprendentemente romantici e lo “spolverino” è uno di questi: la donna deve ritrovare la sua femminilità, sensualià, romanticità, complicità attraverso dei capi leggeri, che scivolano sul corpo e che lasciano un immaginario di quello che c’è “sotto”, senza il bisogno di dover mostrare tutto per forza e denudarsi perché si ha paura di non essere belle abbastanza e quindi a parer mio “svendersi” per così poco. Con la mia collezione voglio ridar voce alla femminilità ed eleganza che sembra ormai un lontano ricordo che non ci appartiene più.

Anna Foschi: Quali correlazioni vedi fra moda e società, quali sono le influenze che si incrociano, si sovrappongono  e come esse contribuiscono a cambiamenti di costume e mentalità?

Helga Raspa: La moda si è sempre dimostrata quel settore influente responsabile a dettati costumi, rispettando tradizioni lungo l’intero percorso della storia, modificandosi per funzioni ed utilizzo a seconda delle esigenze dettate dai tempi.  Il settore della moda ha sempre avuto un ruolo di estrema rilevanza ed impatto sociale nella storia.

Nel dopoguerra ed in particolar modo negli anni ‘60 dove si è assistito al boom economico. Io credo che la moda e la società si influenzino a vicenda: se viene a mancare una automaticamente l’altra perde la sua importanza. La moda è un sistema che influenza la cultura sociale attraverso un linguaggio estetico che è più sovversivo di un manifesto. E ora lo fa esaltando le personalità; l’immagine della comunicazione è cambiata decisamente, è il periodo in cui le consapevolezze delle diversità diventano importanti e decidono di farsi strada  nella società. Come ad ogni stagione dove le mode cambiano,si assiste a continui ritorni nostalgici di mode un po’ retro. Si coltiva quindi la speranza per un ritorno di fiducia,di coraggio ed ispirazioni nuove perse durante il susseguirsi di eventi non sempre positivi. Anche internet ha aiutato ed aiuta tutt’ora con I video, le foto degli influencer che in qualche modo dettano un immaginario di moda che fa subito tendenza tra i giovani e che influenzano perciò a cambiamenti di costume e di mentalità.

DSC4782

Anna Foschi: Che cosa si aspetta la Generation Z dalla vita e dalla società?  quale ruolo e importanza la Generation Z riserva alla moda?

Helga Raspa: La generazione Z o Gen.Z  è la prima nata dopo la nascita del web e quando una sorta di rivoluzione nel settore dell’elettronica di consumo, rendendo di fatto i cellulari e i primi dispositivi portatili disponibili anche al grande pubblico. Per la Gen Z, il vero rito di passaggio dall’infanzia all’adolescenza è rappresentato spesso dal possesso di uno smartphone o di un cellulare connesso a Internet. Tutto ormai ruota intorno ad internet e alla globalizzazione, adesso più che mai vedendo il periodo che stiamo vivendo. Entrambi sono “useful”per completarsi: camminano insieme sullo stesso livello perchè senza uno di loro il cerchio si romperebbe. Se torniamo a ritroso vediamo come la generazione Z è servita alla società e come la società sia servita alla generazione Z. Io penso che enrambi si aspettino stabilità e un ritorno immediato a quello che era un po’ la nostra società fino ad un anno fa. Come per la moda vale lo stesso identico discorso: tutto è fermo, bloccato, stenta a ripartire, stiamo vivendo  un periodo di transizione e dobbiamo ” ricreare” quella linea sottile che chiamiamo felicità e che prima avevamo e che ci pareva scontata.Ci hanno tolto “la terra sotto I piedi” e adesso ci arrovelliamo per poter ritornare alla normalità , alla normalità che ci sembrava cosi scontata e che appunto non le si attribuiva il giusto peso. Dalla vita nasce la società, dalla società nascono diverse generazioni (persone) in base al periodo, e alle necessità; da tutto questo nascono gli usi e costume come la moda che chiude questo bellissimo processo di “sopravvivenza”.

Anna Foschi: Torniamo a parlare dei tuoi progetti e proprio di un tuo progetto importante, innovatore (almeno per l’Italia) che dimostra anche la tua attenzione alla pianificazione organizzativa e finanziaria, cioè l’iniziativa di crowdfunding la raccolta fondi che hai lanciato per sostenere I costri della partecipazione alla Vancouver Fashion Week.

Helga Raspa: Tutto è nato perchè appunto la mia voglia di partire è così grande che mi sono arrovellata insieme al mio team alla ricerca di un modo “estremo” per poter realizzare il mio sogno: andare alla Vancouver Fashion Week 2021. Mi sembra ancora di dover realizzare tutto ciò, sono ancora incredula e il fatto che io sia stata scelta per partecipare come cittadina italiana non mi fa che sentire onorata e anche se posso dirlo un pò agitata. Forse in Italia la campagna Crowdfunding è ancora una parola lontana e non in uso dall’ immaginario collettivo italiano. Abbiamo tentato il tutto e per tutto senza tanti giri di parole ed incertezze e abbiamo voluto provare un’ esperienza nuova e molto divertente. Ho visto curiosando online su Kickstarter che i paesi che prevalgono sono per lo più oltreoceano e la zona dell’Asia. Però non è questo che assolutamete ci ha fermati lo abbiamo fatto davvero e sono fiera di dirlo che come prima ( non so) cittadina italiana sono riuscita ad aprire una campagna racollta fondi per poter partecipare ad un progetto, un sogno che mi potrebbe aprire diverse porte e darmi  soprattutto una formazione professionale ampia e d’ impatto che a questa età così giovane non è del tutto scontata. IO CREDO FORTEMENTE AL DESTINO E SE E’ CAPITATO CHE IO FRA TUTTA L’ITALIA SIA STATA SCELTA UN MOTIVO C’E’ e NON VOGLO DI CERTO SPRECARLO per avere poi rimpianti in futuro. Stiamo facendo un bellisimo lavoro nell’ online e nei nostril social media con le pagine. Io spero che questo sia l’inizio di una   bellissima storia e che sopratutto risulti vera e trasparente agli occhi di chi ci segue nei social. Voglio poter credere che con il vostro aiuto il mio sogno possa diventare realtà. Io nutro del profondo rispetto per la moda e non voglio di certo essere o passare come la solita neo stilista che vuole solo emergere perchè ne è pieno il mondo di persone così. Voglio poter fare le cose step by step senza troppe accelerazoni e lavorare, lavorare sodo pre crescere a livello umano, caratteriale e culturale e non voglio certo far passare al vento  tanti anni e sforzi e soprattutto sacrifici fatti per inseguire una passione o” vocazione” oserei dire.. più che un sogno.

Anna Foschi: Un’ultima domanda-lampo: e dopo la Vancouver Fashion Week? Quali sono i tuoi programmi futuri?

Helga Raspa: Il mio futuro ..bella domanda. Mi spaventa, quello parecchio. Se riuscissi ad andare a Vancouver penso che tutto sarebbe molto più chiaro; sicuramente il mio brand, il mio marchio rimarrà e crescerà. Le esperienze servono sono indispensabili nel nostro percorso e io ne vorrei fare altrettante perchè non è mai troppo tardi per imparare. La cultura è fondamentale, la conoscenza, imparare I piccolo segreti del mestiere affiancato da chi prima di te ha scritto la storia. Ecco io vorrei scirvere un pezzo della mia storia, dove io come Helga ne sono la protagonista con tutti i miei pregi e difetti. Cerco di vedere la luce ma non necessariamente in fondo al tunnel, nella mia vita in generale e fare Tesoro delle cose che ho imparato e ricavare il “positivo” da questo periodo di standby che abbiamo dovuto far entrare nella nostra vita facendolo diventare quotidianità. Sono una persona aperta a tutto, dinamica e molto positiva, cerco sempre di non abbattermi mai anche se lo ammetto delle volte è tanto difficile ma forse perchè è giusto così che io non debba crollare mai e andare avanti sempre a testa alta per la mia strada.

(Dalla redazione) Link per la raccolta fondi:

https://www.kickstarter.com/projects/helgaraspa/help-me-to-achieve-my-dream-vancouver-fashion-week-2021?fbclid=IwAR09oa2ltQR-Ig0uDHNfhXWFQtU2pjNHHGGM-qZs-MtfUMHagZPpMd1yTK8




Cna Federmoda: interventi d’emergenza a salvaguardia della filiera moda italiana

moda madeinitaly cna

moda madeinitaly cnaIl settore moda sta pagando pesantemente gli effetti della crisi pandemica che ha travolto il 2020 e per la quale ancora non si riescono a definire i limiti temporali per una sua conclusione.
Le ultime stime, elaborate dal Centro Studi della CNA Nazionale, prospettano, nel nostro Paese, una riduzione per l’anno appena concluso di oltre il 30% del fatturato complessivo del settore tessile, abbigliamento, pelle, cuoio, calzature e accessori, si parla quindi di almeno 30 miliardi persi, con picchi aziendali che arrivano anche a superare il 50%.
Ė questo un settore come noto costituito per la gran parte da Artigianato e PMI, con una filiera complessa e articolata su tutte le fasi produttive e distributive.
“Più che di annus horribilis, possiamo parlare di anno cancellato – dichiara il Presidente Nazionale CNA Federmoda, Marco Landi – considerando che per la stagione autunno/inverno 2020/2021 la campagna vendite sì è conclusa a fine febbraio quando solitamente va da gennaio a metà aprile. Al contempo i negozi erano chiusi con la merce della primavera/estate da vendere, condizione poi che si è riproposta con l’autunno e inverno cancellando di fatto la gran parte delle vendite al dettaglio stagionali”.
Le imprese produttrici hanno avviato poi la campagna commerciale per la Primavera/Estate 2021 verso operatori della distribuzione in grande difficoltà economica a causa delle mancate vendite durante il 2020 e spesso non in condizione di pagare la merce consegnata dalla produzione, una campagna vendite conclusasi con cali che sono andati dal 30% al 50%.
“L’anno nuovo inizia quindi con scarsi ordini da portare in produzione e con una campagna vendite A/I 2021/2022, ad oggi posticipata di un mese e mezzo, compromettendo quindi le prossime produzioni del 2021” commenta Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda.
Lo spostamento o cancellazione degli eventi fieristici in Italia ed all’estero e delle manifestazioni in generale dedicate alla presentazione delle collezioni, così come in sostanza una mobilità internazionale ancora sospesa, – riporta la segreteria di Cna – fanno prevedere una forte ripercussione sulle produzioni che dovrebbero essere realizzate tra giugno e ottobre 2021 facendo stimare una ulteriore perdita dal 30% al 50%.
Il settore, fin qui non considerato dagli aiuti messi a disposizione dal Governo per far fronte alla pandemia da Covid-19, ha necessità di interventi urgenti e di sistema al fine di tamponare una emorragia in termini occupazionali e di numero d’imprese che potrebbe compromettere la tenuta complessiva del settore in Italia con un conseguente depauperamento in termini economici e sociali per il nostro Paese.
Al Governo, CNA Federmoda chiede che le prossime misure prevedano per tutta la filiera moda (tessile, abbigliamento, pelle, cuoio, calzature e accessori) risorse a fondo perduto pari al 20% della perdita registrata dalle imprese sul fatturato 2020 rispetto al 2019; estensione al 31.12.2021 della CIG straordinaria Covid-19 e FSBA, senza oneri a carico delle imprese e prolungamento contratti a termine senza causale. allungamento termini dei mutui da finanziamenti Covid-19 da 6 anni a 10 anni; e abbassamento aliquota IVA sui prodotti made in Italy al 10%.
Quanto all’export, in un’ottica di rilancio e a sostegno delle imprese sui mercati internazionali, Federmoda CNA chiede che, per sostenere le imprese nell’accesso e la competizione sui mercati internazionali, lo strumento “Finanziamenti per l’internazionalizzazione” gestito da SIMEST, sia dotato di nuove ed adeguate risorse sostenendo in particolare la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto del 50% sulle iniziative commerciali all’estero o comunque internazionali; servono, poi, strumenti agevolativi a fondo perduto/crediti d’imposta per il supporto alla digitalizzazione di prodotti e collezioni, archivi aziendali e processi produttivi/organizzativi, unitamente alla virtualizzazione di fiere, di eventi promozionali e di workshops sui principali mercati internazionali da raggiungersi anche attraverso un rilancio strutturale del “Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti”.
Tra le richieste di Federmoda CNA anche contributi a fondo perduto, crediti d’imposta o voucher agevolati tesi a introdurre in azienda nuove competenze professionali relative a digital marketing o social communication e advertising, e a temporary export manager; e, infine, l’innalzamento dell’aliquota di agevolazione prevista dal credito d’imposta per gli investimenti in innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, incrementando contestualmente i massimali.
“Il 2021 da quanto emerge dalla situazione sanitaria in atto e vaccinazioni in progress dovrebbe “aprirsi” alla fine della primavera inizio estate”, annota Federmoda Cna, ricordando che “per un settore che vive “in anticipo”, considerando che la presentazione delle collezioni per l’A/I successivo avviene di solito nel periodo gennaio/aprile, questo significa che la ripartenza produttiva nei fatti è da prevedere per la stagione P/E 2022 e non per l’A/I 2021. Le dinamiche del settore quindi fanno quindi prevedere una concreta reale ripartenza produttiva per il periodo novembre 2021 – febbraio 2022. Il settore ha di fonte a sé ulteriori 10 mesi di dolori, le filiere produttive e distributive del settore non possono resistere senza una politica di sostegno per l’anno in corso”.
Il Centro Studi CNA ha anche svolto un’indagine sulle aspettative per il 2021 da cui emerge che oltre il 35% delle imprese di settore dichiara di essere a rischio di chiusura nell’anno in corso, mentre un altro 42% che ha subito ridimensionamento nella propria attività non prevede di tornare ai livelli pre-crisi nel corso del 2021. L’85% delle imprese del settore chiede al Governo aiuti economici e il 31% investimenti in Scuola, Università, ricerca e sviluppo così come altre misure necessarie vengono viste nel sostegno al reddito dei lavoratori e nell’investimento in politiche sociali.




L’ICC di Montreal: “Napoli tra cultura e culto della sfera: Diego Armando Maradona”

21maradona

21maradonaL’Istituto Italiano di Cultura di Montréal organizza mercoledì prossimo, 23 dicembre, alle 15.00 (le 21 in Italia) una tavola rotonda dedicata a un fenomeno culturale e a un’esperienza di culto contemporanei: “Napoli tra cultura e culto della sfera: Diego Armando Maradona”. Presentati e moderati da Francesco Esposito e Francesco D’Arelli, Direttore dell’IIC, interverranno Claudio Antonelli, Massimo Cerulo, Marco Ciriello, Amleto de Silva, Daniela Fiorentino e Francesco Palmieri, alcune delle voci vivaci della cultura di Napoli, perché, dopotutto, del fenomeno Diego Armando Maradona può testimoniare solo chi de visu visse direttamente quell’esperienza, che fu, con tutte le immaginabili contorsioni dell’animo, di ogni napoletano e dell’intera Napoli.
La tavola rotonda si terrà sulla piattaforma zoom. Per assistervi occorre registrarsi qui. “DiegoArmandoMaradona: si pronuncia tutto attaccato, senza pause di respiro e di riflessione”, come ha di recente scritto Massimo Cerulo. Napoli accolse DiegoArmandoMaradona con la generosità di sempre, lo accudì come un figlio geniale e scapestrato e lo venera alla stregua del Santo partenopeo per eccellenza: San Gennaro. Tant’è che un vecchio tifoso, senza timore di essere oltraggiosamente irriverente, ebbe a dire una volta: “Di Maradona non si può parlare male, perché è come se si parlasse male di Dio. E Dio sta sopra a tutto”!
Claudio Antonelli, nato a Pisino (Istria) e trascorsa la giovinezza a Napoli, oggi vive a Montréal. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli Federico II e all’Université de Montréal; un master in Biblioteconomia all’Université de Montréal e un dottorato di ricerca in Letteratura italiana alla McGill University di Montréal. Scrittore, giornalista e raffinato osservatore dei legami inseparabili fra terra d’origine e identità dell’individuo, ha pubblicato articoli, saggi, libri… sulle comunità di espatriati, lo sradicamento, l’esodo dei Giuliani, i pregiudizi sugli emigrati italiani, il mito dell’America, la lingua italiana… Fra le sue numerosissime pubblicazioni, si ricordino sovrattutto: Espatrio, fedeltà, identità. Omaggio all’Istria e al Canada (Edarc, 2007), Pavese, Vittorini e gli americanisti. Il mito dell’America (Edarc, 2008), Elio Vittorini: sempre contemporaneo (Edarc, 2011), L’Italiano lingua “in tilt” (Edarc, 2014) e da ultimo Cari Italians… Le mie lettere a BSev (Edarc, 2017). Nel 2003, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana il titolo di “Cavaliere dell’Ordine della Stella della solidarietà italiana” per aver “svolto negli anni una costante azione di sostegno alla lingua e alla cultura italiana del Québec”.
Massimo Cerulo è Professore associato di Sociologia al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, dove insegna Sociologia delle Emozioni e Sociologia della Cultura. È anche “Chercheur associé” di Sociologia al CERLIS Laboratory dell’Université Paris V Descartes, Paris Sorbonne.
Marco Ciriello (1975) scrittore e giornalista, scrive per tv, cinema e teatro, è autore di numerosi libri, tra questi: Maradona è amico mio (66than2nd, 2018), Un giorno di questi (Rubbettino, 2018) e I leggeri di Nairobi (Rubbettino, 2020).
Amleto de Silva, vignettista su Cuore, Musica! di Repubblica, da 23 anni su Smemoranda e di recente vignettista fisso su 7-Corriere della Sera. Vincitore del Premio Satira di Forte dei Marmi. Ha pubblicato, tra l’altro: Statti attento da me (Roundmidnight, 2012), La nobile arte di misurarsi la palla (Roundmidnight, 2014), Stronzology, Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi (LiberAria, 2014), Degenerati, il metodo Cyrano per salvarsi la vita (LiberAria, 2015), Il dizionario illustrato dei #giovanimerda (Magic Press, 2016), I nuovi Dieci Peggio (Magic Press, 2017), L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè (LiberAria, 2018). Per il teatro è autore degli spettacoli Quantunque io con Enrico Montesano e Amleto fa Cirano con l’Inglese, riduzione teatrale del romanzo Non muore nessuno, di Sergio Claudio Perroni (Bompiani, 2009). Cura, inoltre, diverse rubriche: Spoiler, dedicato alle serie tv, su TvZap (gruppo Gedi); On Writing, su ilmiolibro.it (Gruppo Gedi); La lanterna di Amlo (‘O Magazine); e collabora con Mymovies.it per film e serie tv e con Rollingstone.it per la satira.
Daniela Fiorentino orienta la sua eclettica carriera tra la musica, la radio ed il teatro. Partecipa al film Passione, diretto da John Turturro e a numerose serie tv. Registra album e colonne sonore spaziando dal jazz, al pop, al rock, alla bossa nova. Nel suo percorso artistico si impone frequentemente la melodia napoletana rivisitata come nel concerto con i 67 musicisti dell’Orchestra La Verdi di Milano e con l’album French girl. Les plus belles chansons napolitaines en Français. Vince numerosi premi per “Edith Piaf, lo spettacolo” in cui interpreta la grande chanteuse francese ed è insignita del premio “Naples in the world” per la sua attività di ambasciatrice della cultura napoletana all’estero. Negli ultimi anni, intensifica le performance sui palcoscenici nordamericani, esibendosi in inglese, italiano, napoletano e francese.
Francesco Palmieri è nato a Napoli nel 1962 e vive a Roma. Giornalista professionista dal 1988, è stato cronista di “nera” al Giornale di Napoli e a Paese Sera. Nel 1987 gli è stato assegnato Il Premiolino. Attualmente è Caporedattore all’Agi (Agenzia Giornalistica Italia) con la supervisione dei progetti internazionali. Ha pubblicato diversi libri di saggistica e di narrativa tra cui Sole, Luna e Talia – Magia e misteri a Napoli (Sen, 1984), Vite pericolose. Uomini e fantasmi delle arti marziali (Settimo Sigillo, 2009), Il libro napoletano dei morti (Mondadori, 2012), La camorrista (XS Mondadori, 2013), Le due porte (Ad est dell’equatore, 2015), Piccolo drago. La vita di Bruce Lee (Mondadori, 2017), L’incantevole sirena (Giunti, 2019). Suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista “Nuovi Argomenti”.