I 60 anni delle Figurine Panini

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14panini748 figurine. 132 pagine. 60 anni. Oltre mezzo secolo di storia del Calcio italiano raccontato attraverso gli album delle Figurine Panini, che in questo 2021 è arrivato alla sua sessantesima edizione. È stata presentata ieri, 13 gennaio, “Calciatori 2021”, la nuova collezione di figurine Panini sul calcio italiano, dedicate alla Serie A, alla Serie BKT, Serie C, Serie D e alla Serie A Femminile.
Il nuovo album Panini, per questa speciale ricorrenza dei 60 anni, si apre con una pagina dedicata ai simboli, loghi, trofei. Una celebrazione laica della gloriosa storia del calcio tricolore. A seguire la sezione “Calciatori 60”, dedicata alle figurine sulle copertine storiche. E poi ancora, oltre alle 20 squadre di Serie A, poi quelle di B e di C, i “Top Team Panini 60” e infine la parte dedicata agli MVP (Most Valuable Players – i migliori giocatori delle squadre). E poi la Panini più amata, che sarà votata dai tifosi sulle pagine sociale dei propri club, che elencherà il giocatore più rappresentativo nella storia di ogni squadra di Serie A.
A sorpresa è stata inserita anche la Nazionale Italiana Cantanti. Presente per la presentazione anche Enrico Ruggeri, che ha poi scritto un tweet spiegando come il suo bambino interiore oggi sia “felice”. Ma ci sono anche altri grandi interpreti della grande musica italiana, classica e contemporanea, tra cui Mogol, Salmo, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti e Bob Sinclair.
Tra le figurine anche quelle dedicate alla Serie A femminile, con tre pagine in cui sono presenti le rose delle 12 squadre di Serie A insieme alle informazioni delle compagini sempre più sulla cresta dell’onda e il loro Scudetto.
Alla presentazione hanno preso parte anche grandi campioni del passato, tra cui il campione del mondo Gianluca Zambrotta, che ha ripercorso la sua “figu-carriera”, come ha fatto poi anche Christian “Bobo” Vieri, che intervenendo ha detto: “non trovavo mai la figurina di Baggio. Andavo a vederlo giocare, dopo 8 anni abbiamo giocato un mondiale insieme”.




Una giovane creatrice di moda dall’Italia alla ribalta di Vancouver

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DSC4907Affacciati come siamo sul mare di incertezze che il 2021 reca con sé, parlare di una collezione di moda con un nome vibrante come ResurrAction può indurre un senso di sollievo. La giovane creatrice e stilista Helga Raspa si prepara infatti a presentare questa sua capsule collection nel corso della Vancouver Fashion Week che si svolgerà nell’ aprile di quest’anno.

Helga, nata a Perugia nel 1998, ha frequentato le scuole superiori a Perugia e si è laureata all’ Istituto Italiano Design (“IID”) una accademia privata dal 1999 con sede a Perugia e a Shanghai che è stata inserita dal “Times Higher Education” di Londra nella graduatoria top10 italiana tra le università piu sostenibili nella edizione 2020. IID è stata selezionata quale unica accademia in Italia per partecipare alla Vancouver Fashion Week. Fra i progetti completati dalla accademia ricordiamo EXPO, la presenza a vari avvenimenti delle Nazioni Unite. Fra i suoi partners, citiamo Lamborghini e Save the Children.

Helga, che viene considerata negli ambienti dell’Istituto Italiano Design come una delle piú brillanti promesse della giovane moda italiana, è una stilista che mescola sapientemente elementi e tendenze che sembrerebbero opposti ma che nella sua visione diventano armoniosamente complementari.

Nel corso di una recentissima videochiamata, abbiamo infatti parlato delle sue fonti di ispirazione che sono varie e complesse e che includono anche l’interesse per l’Oriente, il Giappone e la Corea ad esempio, e i significati anche rituali che quelle culture attribuiscono al vestire,  la passione per il cinema e l’attenzione verso i costumi disegnati per i divi del passato che ancor oggi sono una presenza iconica (basta pensare ad Audrey Hepburn, Cary Grant o Steve McQuinn e il suo maglioncino blu  a collo alto in Bullitt).

Helga è una ragazza curiosa, aperta, che esplora in profondità e con interesse aspetti della società e del costume. Ha viaggiato per l’Europa, specialmente a Londra e a Parigi, due capitali della moda che rappresentano tendenze diverse, cogliendone le vibrazioni. Appassionata di musica, specialmente del genere rock, ha intelligentemente trasfuso elementi della cultura rock nelle sue creazioni. La passione per la creazione di moda l’ha avuta fino da bambina. Dice di ste stessa: “ero un vulcano pieno di idee, guardavo i films d’epoca….poi mi sono appassionata ai Manga, anche per l’aspetto della truccatura, e seguivo anche la serie Harley Quinn …considero importante arricchire me stessa, i miei orizzonti culturali.”

Helga sarà per la prima volta a Vancouver, restrizioni Covid-19 permettendo, nel prossimo mese di aprile. Dimostrando acume finanziario e una buona dose di fiducia, insieme ai suoi compagni del corso di Communication Design, ha lanciato una raccolta fondi finalizzata a sostenere i costi, della quale forniamo il link in calce a questo articolo.  Helga Raspa ci  parla di questa iniziativa e della sua visione dietro la creazione di ResurrAction nella intervista che segue.

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Anna Foschi: Per la tua collezione hai scelto un nome,  ResurrAction, che è davvero in sintonia con il momento attuale e  regala una infusione di speranza. Puoi parlare della tua ispirazione e dei temi che la collezione sviluppa?

Helga Raspa: Resurr-Action è un nome che sento particolarmente mio. Mio perchè come fa intendere la parola stessa porta ad un cambiamento, ad un momento di rottura con il passato,per fermarsi, riflettere e ricominciare a mettersi in gioco. Passare all’azione. Cambiare. Rinascere diversi non per altri ma per se stessi. Non è stato scelto a caso il nome: purtroppo abbiamo affrontato e stiamo tuttt’ora affrontando un momento che passerà alla storia e che difficilmente dimenthicheremo. Nel corso del 2020 tante cose sono successe,sia nel grande, quindi a livello globale che a me nel piccolo a livello personale. Ho avuto anche io un momento di blocco, di fermo dove ho fatto delle scelte, di nuovo, e queste scelte mi hanno portata fino a qui. Quindi si, il cambiamento che in un certo momento della nostra vita diventa quasi vitale per poter sopravvivere ed andare avanti, da sola o in compagnia. La mia collezione trova ispirazione con il fuoco, elemento caratteristico forte e predominante, il quale muta e cambia per adattarsi a ciò che gli sta intorno. La F/W 2020-2021 collection chiamata “Ressur-Action” è un tributo a tutte le persone che hanno voglia di riscoprirsi, che si sono perse durante il tragitto, dove dentro di loro nel profondo è scattata una sorta di “metamorfosi” o cambiamento interno.. I capi sono trasformati, modificati sotto una base già esistente con buchi, cerchi, grinfie, sovrapposizioni…l’abc del decostruttivismo degli anni ’90. Tutto sembra rotto, strano, rozzo, senza senso, ridondante come il barocco… si tratta solamente di interpretare e di vedere oltre quello che comunemente l’occhio vede e percepire, l’essenza del capo stesso.

Anna Foschi: Qualche accenno alla realizzazione dei tuoi modelli: stoffe, colori, tecniche particolari?

Helga Raspa: I capi in questione hanno subito dei cambiamenti radicali: coulisse, nastri, tagli particolari, maglieria un po’ “distrutta”, ma al tempo stesso tutto è in perfetta armonia nel caos più totale. I dettagli iconici per la mia collezione hanno l’intenzione di raccogliere in maniera artistica quelle che sarebbero le parole chiave come buchi, tagli, coulisse affiancati allo stesso tempo da sinonimi come distruzione, movimento,deformazione. Ci sono tre fasi da seguire attentamente: la prima è la lavorazione in maglieria, così come su tessuto i buchi, ispirazione nata da Alberto Burri che riecheggia nelle sue opere e al concetto del fuoco stesso. Lavorazioni altissime che rimandano al fattore di “danneggiato”non perfetto ma perfetto per gli occhi di chi sa guardare. Il secondo passaggio è l’utilizzo dei tagli che per ogni capo sono uno diverso dall’altro, con l’aggiunta di rifiniture particolari che al fine di tutto danno un senso di equilibrio, armonia rigenerando il capo in uno stadio più evoluto e nuovo. Anche l’utilizzo dei tessuti studiati appositamente con armature pesanti come cotoni, taffetà, popeline e tessuti leggeri come organza, creano quel contrasto perfetto che fa vedere il capo sotto un’altra luce e che echeggia come maestoso e colorato come il fuoco stesso. Usare la coulisse, che deforma ogni singolo,“NO-SENSE” che non dà l’idea di che cosa è o quale sia il capo in questione perché trasformato completamente. Usarla  come elemento caratteristico della mia collezione, per dare movimento come solo il fuoco sa fare, con il suo moto ascendente e irregolare; creando forme e figure totalmente modificate come fossero bruciate o divorate. Anche il concetto di lava che un vulcano per esempio può lasciare quando erutta: il fuoco crea delle vie, percorsi che se seguiti conducono a qualcosa. Ovviamente non potendo riprodurle fedelmente ho pensato di inserirle secondo la mia fantasia. Frange che nella maglieria sono presenti e riportate sotto diversi punti di vista. La linea dei capi, come la lava, è molto morbida, come se scivolasse. La sovrapposizione di tessuti con armature pesanti e armature leggere crea questo “gioco” di interazione e di fusione tra il “fuoco” e il capo stesso. Per quanto riguarda la colour-palette il tutto parte dall’osservazione della fiamma e osservarne i suoi colori e stadi di cambiamento in base a ciò che brucia. I colori essenziali sono ovviamente i rossi, colori che prediligono il fuoco in sé per sé; dai toni più chiari ai toni più scuri come l’aggiunta del magenta e del rosso bordeaux. La palette colori è molto vasta: dai toni più accesi si passa ai toni più “spenti” come il nero che rimanda al concetto di cenere o legna bruciata assieme al grigio.L’aggiunta del bianco simboleggia rinascita: anche se non sembra è legato al fuoco ma non viene più di tanto preso in considerazione; simbolo di rinascita, di nuovo, di purificazione dalle “ceneri”, di speranza e di cambiamento. Molti dettagli come i bottoni, passamanerie, sono in oro per riprendere il concetto il concetto di fuoco e renderlo più forte sotto una luce diversa, importante e dominante che risplenda.

Anna Foschi: Le tue creazioni propongono una immagine di donna volitiva, indipendente e anche un pò guerriera, ma noto che  vi aggiungi dei dettagli sorprendentemente romantici , e penso agli inserti di tricot decostruito o ai vestiti lunghi, fluidi che suggeriscono una femminilità post-tradizionale. Qual è il concetto di femminilità, l’immagine di donna in cui credi e che che vuoi rappresentare?

Helga Raspa: Per me la femminilità è molto importante e credo che nel corso degli anni la donna abbia perso questo pregio, questa dote che ha sempre . Oggi si può vedere come traspare anche nei video musicali, ne social media il concetto di “volgarità” e “superficialità” che le giovani donne di oggi trasmettono forse anche incosciamente ma che fanno riflettere su quanto sia cambiata la nostra società ed i valori che di punto in bianco sono stati  stravolti e  dimenticati.  Grazia, charme, eleganza, raffinatezza, giovinezza,  sofisticatezza, l’archetipo della madre di famiglia, o donna intraprendente, della donna seduttrice, etc, sono doti ahimè che abbiamo perso. Per me attrici ed icone di stile che hanno segnato la storia della moda e dai cui traggo ispirazione ogni giorno sono  Greta Garbo, simbolo di femminilità degli anni ’20, in virtù alla sua sottile sensualità ricca di mistero ambiguità, Vivien Leigh, attrice di cinema e teatro inglese simbolo della femminilità anni ’30; Audrey Hepburn è LA icona con le sue celebri frasi e film come “ Breakfast at Tiffany’s”, Marilyn Monroe che conserva la sua icona di  femminilità dei grandi contrasti: sex appeal versus innocenza, poi ancora eleganza, grazia, fragilità, perfezione, raffinatezza…non si contano le caratteristiche della bellezza senza tempo di Grace Kelly, Sophia Loren, icona Italiana bellissima, B.B., C.C., Jacqueline Kennedy con La sua grazia ed eleganza innata etc.. insomma icone che a parer mio non torneranno più. Come hai detto prima Anna la mia collezione ha dei lati e dettagli sorprendentemente romantici e lo “spolverino” è uno di questi: la donna deve ritrovare la sua femminilità, sensualià, romanticità, complicità attraverso dei capi leggeri, che scivolano sul corpo e che lasciano un immaginario di quello che c’è “sotto”, senza il bisogno di dover mostrare tutto per forza e denudarsi perché si ha paura di non essere belle abbastanza e quindi a parer mio “svendersi” per così poco. Con la mia collezione voglio ridar voce alla femminilità ed eleganza che sembra ormai un lontano ricordo che non ci appartiene più.

Anna Foschi: Quali correlazioni vedi fra moda e società, quali sono le influenze che si incrociano, si sovrappongono  e come esse contribuiscono a cambiamenti di costume e mentalità?

Helga Raspa: La moda si è sempre dimostrata quel settore influente responsabile a dettati costumi, rispettando tradizioni lungo l’intero percorso della storia, modificandosi per funzioni ed utilizzo a seconda delle esigenze dettate dai tempi.  Il settore della moda ha sempre avuto un ruolo di estrema rilevanza ed impatto sociale nella storia.

Nel dopoguerra ed in particolar modo negli anni ‘60 dove si è assistito al boom economico. Io credo che la moda e la società si influenzino a vicenda: se viene a mancare una automaticamente l’altra perde la sua importanza. La moda è un sistema che influenza la cultura sociale attraverso un linguaggio estetico che è più sovversivo di un manifesto. E ora lo fa esaltando le personalità; l’immagine della comunicazione è cambiata decisamente, è il periodo in cui le consapevolezze delle diversità diventano importanti e decidono di farsi strada  nella società. Come ad ogni stagione dove le mode cambiano,si assiste a continui ritorni nostalgici di mode un po’ retro. Si coltiva quindi la speranza per un ritorno di fiducia,di coraggio ed ispirazioni nuove perse durante il susseguirsi di eventi non sempre positivi. Anche internet ha aiutato ed aiuta tutt’ora con I video, le foto degli influencer che in qualche modo dettano un immaginario di moda che fa subito tendenza tra i giovani e che influenzano perciò a cambiamenti di costume e di mentalità.

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Anna Foschi: Che cosa si aspetta la Generation Z dalla vita e dalla società?  quale ruolo e importanza la Generation Z riserva alla moda?

Helga Raspa: La generazione Z o Gen.Z  è la prima nata dopo la nascita del web e quando una sorta di rivoluzione nel settore dell’elettronica di consumo, rendendo di fatto i cellulari e i primi dispositivi portatili disponibili anche al grande pubblico. Per la Gen Z, il vero rito di passaggio dall’infanzia all’adolescenza è rappresentato spesso dal possesso di uno smartphone o di un cellulare connesso a Internet. Tutto ormai ruota intorno ad internet e alla globalizzazione, adesso più che mai vedendo il periodo che stiamo vivendo. Entrambi sono “useful”per completarsi: camminano insieme sullo stesso livello perchè senza uno di loro il cerchio si romperebbe. Se torniamo a ritroso vediamo come la generazione Z è servita alla società e come la società sia servita alla generazione Z. Io penso che enrambi si aspettino stabilità e un ritorno immediato a quello che era un po’ la nostra società fino ad un anno fa. Come per la moda vale lo stesso identico discorso: tutto è fermo, bloccato, stenta a ripartire, stiamo vivendo  un periodo di transizione e dobbiamo ” ricreare” quella linea sottile che chiamiamo felicità e che prima avevamo e che ci pareva scontata.Ci hanno tolto “la terra sotto I piedi” e adesso ci arrovelliamo per poter ritornare alla normalità , alla normalità che ci sembrava cosi scontata e che appunto non le si attribuiva il giusto peso. Dalla vita nasce la società, dalla società nascono diverse generazioni (persone) in base al periodo, e alle necessità; da tutto questo nascono gli usi e costume come la moda che chiude questo bellissimo processo di “sopravvivenza”.

Anna Foschi: Torniamo a parlare dei tuoi progetti e proprio di un tuo progetto importante, innovatore (almeno per l’Italia) che dimostra anche la tua attenzione alla pianificazione organizzativa e finanziaria, cioè l’iniziativa di crowdfunding la raccolta fondi che hai lanciato per sostenere I costri della partecipazione alla Vancouver Fashion Week.

Helga Raspa: Tutto è nato perchè appunto la mia voglia di partire è così grande che mi sono arrovellata insieme al mio team alla ricerca di un modo “estremo” per poter realizzare il mio sogno: andare alla Vancouver Fashion Week 2021. Mi sembra ancora di dover realizzare tutto ciò, sono ancora incredula e il fatto che io sia stata scelta per partecipare come cittadina italiana non mi fa che sentire onorata e anche se posso dirlo un pò agitata. Forse in Italia la campagna Crowdfunding è ancora una parola lontana e non in uso dall’ immaginario collettivo italiano. Abbiamo tentato il tutto e per tutto senza tanti giri di parole ed incertezze e abbiamo voluto provare un’ esperienza nuova e molto divertente. Ho visto curiosando online su Kickstarter che i paesi che prevalgono sono per lo più oltreoceano e la zona dell’Asia. Però non è questo che assolutamete ci ha fermati lo abbiamo fatto davvero e sono fiera di dirlo che come prima ( non so) cittadina italiana sono riuscita ad aprire una campagna racollta fondi per poter partecipare ad un progetto, un sogno che mi potrebbe aprire diverse porte e darmi  soprattutto una formazione professionale ampia e d’ impatto che a questa età così giovane non è del tutto scontata. IO CREDO FORTEMENTE AL DESTINO E SE E’ CAPITATO CHE IO FRA TUTTA L’ITALIA SIA STATA SCELTA UN MOTIVO C’E’ e NON VOGLO DI CERTO SPRECARLO per avere poi rimpianti in futuro. Stiamo facendo un bellisimo lavoro nell’ online e nei nostril social media con le pagine. Io spero che questo sia l’inizio di una   bellissima storia e che sopratutto risulti vera e trasparente agli occhi di chi ci segue nei social. Voglio poter credere che con il vostro aiuto il mio sogno possa diventare realtà. Io nutro del profondo rispetto per la moda e non voglio di certo essere o passare come la solita neo stilista che vuole solo emergere perchè ne è pieno il mondo di persone così. Voglio poter fare le cose step by step senza troppe accelerazoni e lavorare, lavorare sodo pre crescere a livello umano, caratteriale e culturale e non voglio certo far passare al vento  tanti anni e sforzi e soprattutto sacrifici fatti per inseguire una passione o” vocazione” oserei dire.. più che un sogno.

Anna Foschi: Un’ultima domanda-lampo: e dopo la Vancouver Fashion Week? Quali sono i tuoi programmi futuri?

Helga Raspa: Il mio futuro ..bella domanda. Mi spaventa, quello parecchio. Se riuscissi ad andare a Vancouver penso che tutto sarebbe molto più chiaro; sicuramente il mio brand, il mio marchio rimarrà e crescerà. Le esperienze servono sono indispensabili nel nostro percorso e io ne vorrei fare altrettante perchè non è mai troppo tardi per imparare. La cultura è fondamentale, la conoscenza, imparare I piccolo segreti del mestiere affiancato da chi prima di te ha scritto la storia. Ecco io vorrei scirvere un pezzo della mia storia, dove io come Helga ne sono la protagonista con tutti i miei pregi e difetti. Cerco di vedere la luce ma non necessariamente in fondo al tunnel, nella mia vita in generale e fare Tesoro delle cose che ho imparato e ricavare il “positivo” da questo periodo di standby che abbiamo dovuto far entrare nella nostra vita facendolo diventare quotidianità. Sono una persona aperta a tutto, dinamica e molto positiva, cerco sempre di non abbattermi mai anche se lo ammetto delle volte è tanto difficile ma forse perchè è giusto così che io non debba crollare mai e andare avanti sempre a testa alta per la mia strada.

(Dalla redazione) Link per la raccolta fondi:

https://www.kickstarter.com/projects/helgaraspa/help-me-to-achieve-my-dream-vancouver-fashion-week-2021?fbclid=IwAR09oa2ltQR-Ig0uDHNfhXWFQtU2pjNHHGGM-qZs-MtfUMHagZPpMd1yTK8




Cna Federmoda: interventi d’emergenza a salvaguardia della filiera moda italiana

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moda madeinitaly cnaIl settore moda sta pagando pesantemente gli effetti della crisi pandemica che ha travolto il 2020 e per la quale ancora non si riescono a definire i limiti temporali per una sua conclusione.
Le ultime stime, elaborate dal Centro Studi della CNA Nazionale, prospettano, nel nostro Paese, una riduzione per l’anno appena concluso di oltre il 30% del fatturato complessivo del settore tessile, abbigliamento, pelle, cuoio, calzature e accessori, si parla quindi di almeno 30 miliardi persi, con picchi aziendali che arrivano anche a superare il 50%.
Ė questo un settore come noto costituito per la gran parte da Artigianato e PMI, con una filiera complessa e articolata su tutte le fasi produttive e distributive.
“Più che di annus horribilis, possiamo parlare di anno cancellato – dichiara il Presidente Nazionale CNA Federmoda, Marco Landi – considerando che per la stagione autunno/inverno 2020/2021 la campagna vendite sì è conclusa a fine febbraio quando solitamente va da gennaio a metà aprile. Al contempo i negozi erano chiusi con la merce della primavera/estate da vendere, condizione poi che si è riproposta con l’autunno e inverno cancellando di fatto la gran parte delle vendite al dettaglio stagionali”.
Le imprese produttrici hanno avviato poi la campagna commerciale per la Primavera/Estate 2021 verso operatori della distribuzione in grande difficoltà economica a causa delle mancate vendite durante il 2020 e spesso non in condizione di pagare la merce consegnata dalla produzione, una campagna vendite conclusasi con cali che sono andati dal 30% al 50%.
“L’anno nuovo inizia quindi con scarsi ordini da portare in produzione e con una campagna vendite A/I 2021/2022, ad oggi posticipata di un mese e mezzo, compromettendo quindi le prossime produzioni del 2021” commenta Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda.
Lo spostamento o cancellazione degli eventi fieristici in Italia ed all’estero e delle manifestazioni in generale dedicate alla presentazione delle collezioni, così come in sostanza una mobilità internazionale ancora sospesa, – riporta la segreteria di Cna – fanno prevedere una forte ripercussione sulle produzioni che dovrebbero essere realizzate tra giugno e ottobre 2021 facendo stimare una ulteriore perdita dal 30% al 50%.
Il settore, fin qui non considerato dagli aiuti messi a disposizione dal Governo per far fronte alla pandemia da Covid-19, ha necessità di interventi urgenti e di sistema al fine di tamponare una emorragia in termini occupazionali e di numero d’imprese che potrebbe compromettere la tenuta complessiva del settore in Italia con un conseguente depauperamento in termini economici e sociali per il nostro Paese.
Al Governo, CNA Federmoda chiede che le prossime misure prevedano per tutta la filiera moda (tessile, abbigliamento, pelle, cuoio, calzature e accessori) risorse a fondo perduto pari al 20% della perdita registrata dalle imprese sul fatturato 2020 rispetto al 2019; estensione al 31.12.2021 della CIG straordinaria Covid-19 e FSBA, senza oneri a carico delle imprese e prolungamento contratti a termine senza causale. allungamento termini dei mutui da finanziamenti Covid-19 da 6 anni a 10 anni; e abbassamento aliquota IVA sui prodotti made in Italy al 10%.
Quanto all’export, in un’ottica di rilancio e a sostegno delle imprese sui mercati internazionali, Federmoda CNA chiede che, per sostenere le imprese nell’accesso e la competizione sui mercati internazionali, lo strumento “Finanziamenti per l’internazionalizzazione” gestito da SIMEST, sia dotato di nuove ed adeguate risorse sostenendo in particolare la possibilità di ottenere un contributo a fondo perduto del 50% sulle iniziative commerciali all’estero o comunque internazionali; servono, poi, strumenti agevolativi a fondo perduto/crediti d’imposta per il supporto alla digitalizzazione di prodotti e collezioni, archivi aziendali e processi produttivi/organizzativi, unitamente alla virtualizzazione di fiere, di eventi promozionali e di workshops sui principali mercati internazionali da raggiungersi anche attraverso un rilancio strutturale del “Piano straordinario per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti”.
Tra le richieste di Federmoda CNA anche contributi a fondo perduto, crediti d’imposta o voucher agevolati tesi a introdurre in azienda nuove competenze professionali relative a digital marketing o social communication e advertising, e a temporary export manager; e, infine, l’innalzamento dell’aliquota di agevolazione prevista dal credito d’imposta per gli investimenti in innovazione tecnologica, design e ideazione estetica, incrementando contestualmente i massimali.
“Il 2021 da quanto emerge dalla situazione sanitaria in atto e vaccinazioni in progress dovrebbe “aprirsi” alla fine della primavera inizio estate”, annota Federmoda Cna, ricordando che “per un settore che vive “in anticipo”, considerando che la presentazione delle collezioni per l’A/I successivo avviene di solito nel periodo gennaio/aprile, questo significa che la ripartenza produttiva nei fatti è da prevedere per la stagione P/E 2022 e non per l’A/I 2021. Le dinamiche del settore quindi fanno quindi prevedere una concreta reale ripartenza produttiva per il periodo novembre 2021 – febbraio 2022. Il settore ha di fonte a sé ulteriori 10 mesi di dolori, le filiere produttive e distributive del settore non possono resistere senza una politica di sostegno per l’anno in corso”.
Il Centro Studi CNA ha anche svolto un’indagine sulle aspettative per il 2021 da cui emerge che oltre il 35% delle imprese di settore dichiara di essere a rischio di chiusura nell’anno in corso, mentre un altro 42% che ha subito ridimensionamento nella propria attività non prevede di tornare ai livelli pre-crisi nel corso del 2021. L’85% delle imprese del settore chiede al Governo aiuti economici e il 31% investimenti in Scuola, Università, ricerca e sviluppo così come altre misure necessarie vengono viste nel sostegno al reddito dei lavoratori e nell’investimento in politiche sociali.




L’ICC di Montreal: “Napoli tra cultura e culto della sfera: Diego Armando Maradona”

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21maradonaL’Istituto Italiano di Cultura di Montréal organizza mercoledì prossimo, 23 dicembre, alle 15.00 (le 21 in Italia) una tavola rotonda dedicata a un fenomeno culturale e a un’esperienza di culto contemporanei: “Napoli tra cultura e culto della sfera: Diego Armando Maradona”. Presentati e moderati da Francesco Esposito Francesco D’Arelli, Direttore dell’IIC, interverranno Claudio Antonelli, Massimo Cerulo, Marco Ciriello, Amleto de Silva, Daniela Fiorentino e Francesco Palmieri, alcune delle voci vivaci della cultura di Napoli, perché, dopotutto, del fenomeno Diego Armando Maradona può testimoniare solo chi de visu visse direttamente quell’esperienza, che fu, con tutte le immaginabili contorsioni dell’animo, di ogni napoletano e dell’intera Napoli.
La tavola rotonda si terrà sulla piattaforma zoom. Per assistervi occorre registrarsi qui. “DiegoArmandoMaradona: si pronuncia tutto attaccato, senza pause di respiro e di riflessione”, come ha di recente scritto Massimo Cerulo. Napoli accolse DiegoArmandoMaradona con la generosità di sempre, lo accudì come un figlio geniale e scapestrato e lo venera alla stregua del Santo partenopeo per eccellenza: San Gennaro. Tant’è che un vecchio tifoso, senza timore di essere oltraggiosamente irriverente, ebbe a dire una volta: “Di Maradona non si può parlare male, perché è come se si parlasse male di Dio. E Dio sta sopra a tutto”!
Claudio Antonelli, nato a Pisino (Istria) e trascorsa la giovinezza a Napoli, oggi vive a Montréal. Ha conseguito una laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Napoli Federico II e all’Université de Montréal; un master in Biblioteconomia all’Université de Montréal e un dottorato di ricerca in Letteratura italiana alla McGill University di Montréal. Scrittore, giornalista e raffinato osservatore dei legami inseparabili fra terra d’origine e identità dell’individuo, ha pubblicato articoli, saggi, libri… sulle comunità di espatriati, lo sradicamento, l’esodo dei Giuliani, i pregiudizi sugli emigrati italiani, il mito dell’America, la lingua italiana… Fra le sue numerosissime pubblicazioni, si ricordino sovrattutto: Espatrio, fedeltà, identità. Omaggio all’Istria e al Canada (Edarc, 2007), Pavese, Vittorini e gli americanisti. Il mito dell’America (Edarc, 2008), Elio Vittorini: sempre contemporaneo (Edarc, 2011), L’Italiano lingua “in tilt” (Edarc, 2014) e da ultimo Cari Italians… Le mie lettere a BSev (Edarc, 2017). Nel 2003, ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Italiana il titolo di “Cavaliere dell’Ordine della Stella della solidarietà italiana” per aver “svolto negli anni una costante azione di sostegno alla lingua e alla cultura italiana del Québec”.
Massimo Cerulo è Professore associato di Sociologia al Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Perugia, dove insegna Sociologia delle Emozioni e Sociologia della Cultura. È anche “Chercheur associé” di Sociologia al CERLIS Laboratory dell’Université Paris V Descartes, Paris Sorbonne.
Marco Ciriello (1975) scrittore e giornalista, scrive per tv, cinema e teatro, è autore di numerosi libri, tra questi: Maradona è amico mio (66than2nd, 2018), Un giorno di questi (Rubbettino, 2018) e I leggeri di Nairobi (Rubbettino, 2020).
Amleto de Silva, vignettista su Cuore, Musica! di Repubblica, da 23 anni su Smemoranda e di recente vignettista fisso su 7-Corriere della Sera. Vincitore del Premio Satira di Forte dei Marmi. Ha pubblicato, tra l’altro: Statti attento da me (Roundmidnight, 2012), La nobile arte di misurarsi la palla (Roundmidnight, 2014), Stronzology, Gnoseologia della dipendenza dagli stronzi (LiberAria, 2014), Degenerati, il metodo Cyrano per salvarsi la vita (LiberAria, 2015), Il dizionario illustrato dei #giovanimerda (Magic Press, 2016), I nuovi Dieci Peggio (Magic Press, 2017), L’esemplare vicenda di Augusto Germano Poncarè (LiberAria, 2018). Per il teatro è autore degli spettacoli Quantunque io con Enrico Montesano e Amleto fa Cirano con l’Inglese, riduzione teatrale del romanzo Non muore nessuno, di Sergio Claudio Perroni (Bompiani, 2009). Cura, inoltre, diverse rubriche: Spoiler, dedicato alle serie tv, su TvZap (gruppo Gedi); On Writing, su ilmiolibro.it (Gruppo Gedi); La lanterna di Amlo (‘O Magazine); e collabora con Mymovies.it per film e serie tv e con Rollingstone.it per la satira.
Daniela Fiorentino orienta la sua eclettica carriera tra la musica, la radio ed il teatro. Partecipa al film Passione, diretto da John Turturro e a numerose serie tv. Registra album e colonne sonore spaziando dal jazz, al pop, al rock, alla bossa nova. Nel suo percorso artistico si impone frequentemente la melodia napoletana rivisitata come nel concerto con i 67 musicisti dell’Orchestra La Verdi di Milano e con l’album French girl. Les plus belles chansons napolitaines en Français. Vince numerosi premi per “Edith Piaf, lo spettacolo” in cui interpreta la grande chanteuse francese ed è insignita del premio “Naples in the world” per la sua attività di ambasciatrice della cultura napoletana all’estero. Negli ultimi anni, intensifica le performance sui palcoscenici nordamericani, esibendosi in inglese, italiano, napoletano e francese.
Francesco Palmieri è nato a Napoli nel 1962 e vive a Roma. Giornalista professionista dal 1988, è stato cronista di “nera” al Giornale di Napoli e a Paese Sera. Nel 1987 gli è stato assegnato Il Premiolino. Attualmente è Caporedattore all’Agi (Agenzia Giornalistica Italia) con la supervisione dei progetti internazionali. Ha pubblicato diversi libri di saggistica e di narrativa tra cui Sole, Luna e Talia – Magia e misteri a Napoli (Sen, 1984), Vite pericolose. Uomini e fantasmi delle arti marziali (Settimo Sigillo, 2009), Il libro napoletano dei morti (Mondadori, 2012), La camorrista (XS Mondadori, 2013), Le due porte (Ad est dell’equatore, 2015), Piccolo drago. La vita di Bruce Lee (Mondadori, 2017), L’incantevole sirena (Giunti, 2019). Suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista “Nuovi Argomenti”.




CNA al MAECI: “Sostenere la moda per salvaguardare il Made in Italy”

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moda madeinitaly cnaSostenere l’artigianato e le piccole imprese della moda italiana per salvaguardare occupazione, tessuto produttivo e il futuro del made in Italy. È quanto ha sottolineato il presidente di CNA FedermodaMarco Landi, intervenendo al Tavolo settoriale moda promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la definizione del Piano Straordinario Made in Italy 2021-2022, di cui ha scritto il CNA stesso sul proprio sito.
“La filiera moda italiana rappresenta una realtà unica nel panorama internazionale – ha rimarcato Landi – la forza del nostro sistema moda è data dal permanere in Italia di un tessuto imprenditoriale fortemente connesso ai territori e trae energia dalle migliaia di imprese artigiane e piccole che apportano competenze e flessibilità all’intera filiera. Recenti iniziative di primari brand della nostra moda hanno ben evidenziato come parte del loro valore sia basato sul rapporto con la filiera produttiva nazionale ed in primo luogo con l’artigianato”.
Landi ha rilevato gli effetti pesanti sul settore provocati dalla pandemia. “La cosiddetta seconda ondata determina un ulteriore danno per la stagione invernale 2020/2021 e si ripercuoterà sulla prossima campagna vendita per l’Autunno-Inverno 2021/2022, stiamo quindi parlando di 4 stagioni, che significano due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato del 2020 che si stima dal 35% al 60%, un’ulteriore previsione sulla stagione Primavera-Estate 2021 in flessione dal 50% al 70%”.
Al Maeci, così come a Ice Agenzia, Landi, a nome del CNA Federmoda, ha chiesto “un impegno straordinario per promuovere il Made in Italy nel mondo. Per far questo dobbiamo impiegare tutte le risorse a disposizione per l’internazionalizzazione, portando fisicamente le nostre aziende ed i nostri prodotti Moda sui mercati internazionali. È necessario un ulteriore sforzo verso l’esterno per poi portare gli estimatori del Made in Italy qui da noi in Italia a vedere, gustare, vivere il nostro il nostro sistema di vita e la nostra cultura, che sono l’anima della nostra creatività e delle nostre creazioni”.
“Sollecitiamo poi attenzione verso alcune specifiche richieste tra le quali un consistente rifinanziamento, almeno per 1,5 miliardi di euro del fondo rotativo 394 affidato a SIMEST, rifinanziamento da dedicarsi sia alla componente di finanza agevolata che alla quota a fondo perduto affinché nessuno, nel personale sforzo per il rilancio, venga lasciato indietro”, ha concluso.




Mentre già sfila la primavera 2021, i negozi propongono i capi per l’inverno

Foto Articolo Mambelli sfilata Prada

Foto Articolo Mambelli sfilata PradaSi sono svolte le sfilate italiane della primavera estate 2021, un terzo delle quali in presenza e il resto in virtuale. Sono state utilizzate varie modalità, per esempio Jeremy Scott per Moschino ha fatto costruire una serie di marionette con gli abiti in miniatura, con tanto di mini pubblico distanziato.

Armani invece ha preferito il passaggio in diretta in tv, su La7, una sfilata con capi molto rigorosi e cenni etnici misurati, riservando effetti di meraviglia per la sera.

Prada, che ha costruito una collezione a quattro mani con Raf Simons, ha presentato uno scenario tecnologico con grappoli di schermi e telecamere in azione in un ampio spazio vuoto.  Una collezione fortemente incentrata sull’uniforme nelle sue varie accezioni, molto pulita, arricchita da ricami del logo che si fa identità forte in momenti di crisi, un rigore alleggerito dai vivaci colori delle calzature che citano la Prada di venti anni fa.

Nei negozi abbiamo invece i nuovi abiti dell’inverno 2020, che presentano già i caratteri dell’uniforme, con pantaloni da battaglia e caban da ufficiale di marina. E poi completi di giacca e pantaloni lunghi amplissimi svasati a gonna con cappello, che ci rimandano alle foto della pandemia Spagnola del 1918. Insieme, ad alleggerire, le citazioni da amazzone messicana della sfilata Dior Cruise del 2019, in clima di rodeo, pantaloni gaucho, stivali texani, il massiccio ritorno dei gilet, corti a panciotto o lunghi, quasi cappotti smanicati, ricami tex mex e frange.

Una moda “in difesa”, ma con qualche insospettabile e gradita punta di poesia.




In tempo di Covid un video presenta la collezione in miniatura Dior 2020/2021

foto art Mambelli theatredelamode

foto art Mambelli theatredelamodeNel primo dopoguerra del secondo conflitto mondiale la moda soffrì di una grande crisi.

Per promuovere le nuove collezioni i couturiers francesi decisero di allearsi e pensarono di costruire il Théâtre de la Mode, una serie di collezioni di abiti eseguiti in miniatura e indossati da manichini con volto e di semplice struttura metallica. Gli abiti dei più prestigiosi creatori di moda francesi, tra i quali Balenciaga, Worth, Balmain, Patou, Nina Ricci e Madame Grès, erano perfetti in tutti i particolari, corredati da gioielli in miniatura di Van Cleef & Arpels e Cartier, con accessori come scarpe e borse in pelle lavorata perfettamente in mini taglia.

L’allestimento era curato da famosi artisti come Christian Berard, pittore e scenografo, e Jean Cocteau. I modellini poi venivano spediti per il mondo per la promozione che si rivelò molto efficace, in seguito vennero esposti in alcune mostre e attualmente se ne conserva una parte al Maryhill Museum nello stato di Washington, USA.

Nella situazione del post lockdown, con l’impossibilità del normale avvicendarsi delle sfilate, Maria Grazia Chiuri (Direttrice Artistica di Dior) ha pensato di ispirarsi a questa felice intuizione nata dall’emergenza e ha fatto cucire in miniatura copie gli abiti della collezione Couture 2020/2021, ispirata al surrealismo e al mondo classico. Assieme a Matteo Garrone, grande regista italiano molto sensibile al tema delle fiabe, ha realizzato un video di 15 minuti che ha del meraviglioso.

Due grandi talenti italiani per un piccolo grande capolavoro di cui tutti possiamo godere perché disponibile in rete.

Buona visione!




Non solo la “moglie di Maurizio Ganz”: Monica Trapani si racconta

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1 Monica art annaNe è passata di acqua Covid-19 sotto i ponti a far scorrere in ultimo piano episodi come quello dell’ultimo Festival di Sanremo.

Abbiamo avuto gatte ben piú grosse da pelare nei mesi successivi. Comunque, anche una come me che non segue molto le cronache italiane venne all’epoca messa al corrente del fatto che Amadeus, il presentatore del Festival di Sanremo 2020 fu  lapidato per una incauta frase riguardante Francesca Novello, una delle altre presentatrici, bella ragazza fidanzata del campione motociclista Valentino Rossi, della quale disse “che sa stare un passo indietro rispetto al suo uomo.” Incauto.

Oggi come oggi prima di aprire la bocca bisogna distillare ogni parola e consultarsi con almeno tre avvocati, cinque influencers, un numero imprecisato di “esperte/esperti/tuttologi” e non si sa se poi non arriva lo stesso il linciaggio mediatico. Comunque, non che io abbia nulla in contrario se una sceglie di non buttarsi sotto i riflettori e lo lascia fare invece al proprio uomo, se questa è una sua scelta voluta e consapevole.

Parlando ad esempio di Monica Trapani Ganz, stilista di moda e proprietaria di Atelier MWM, la sua scelta, come lei afferma, le consente di essere una donna di successo, una donna in carriera e allo stesso tempo convivere tranquillamente con il successo e la fortunata carriera del marito Maurizio Ganz,  l’ex calciatore di serie A e ora allenatore del Milan femminile. Monica ha risposto “di getto” alle domande che le ho rivolto nella intervista che segue.

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Italian’s News: Monica, come stilista e creatrice di moda, quali sono finora le tappe che consideri salienti?

Monica Trapani Ganz: Prima di tutto mi presento: sono una progettista di stile che creo soluzioni personalizzate attraverso un esperienza unica di valorizzazione dell’anima della persona.Ci ho messo un po’ di tempo ad avere questa consapevolezza ma dopo lungo lavoro e la gavetta ci sono riuscita! E per questa coerenza ed essere paladina di cio che sono e cio’ che faccio ho deciso di dare il nome al mio lavoro:MWM cioè: I’m what I’m, Io sono quello che sono.

Italian’s News: Qual e’ il tipo di donna che hai in mente quando crei per il l tuo Atelier MWM?

M.T.G.: La mia ispirazione per il tuo abito sei tu che sei quello che sei. Ognuno di noi si presenta al mondo come vuole essere  nel suo comfort e nella sua bellezza e personalita’e io cerco di soddisfare questa esigenza.

Italian’s News: Puoi parlarci del tuo percorso creativo, di come ti sei avvicinata al mondo del fashion design?

Monica Trapani: L’ispirazione viene da un mix tra necessitá e gusto e io sono la mia prima cliente. E lo stesso amore e dedizione e intuito lo metto per qualsiasi persona chieda il mio servizio. Non seguo il trend del momento ma il momento in cui la persona ha la necessitá di avere un abito dettato dal suo desiderio rispettando la forma e la personalitá. Questa é da dove viene la mia ispirazione: sono le persone stesse che mi  trasportano nei loro desideri e io cerco di esaudirli. Questo é stato il mio approccio al mondo del fashion design. Fai per ognuno  quello che ti sarebbe piaciuto fosse fatto per te. Senza condizionamenti e influenze.

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Italian’s News: Per una donna in carriera e per di più una carriera artistica come la tua, come si conciliano le esigenze famigliari con quelle lavorative?

M.T.G.: Nel 1986 ho conosciuto mio marito. Eravamo ragazzi con ognuno il suo sogno: lui voleva fare il giocatore e io volevo fare l’insegnante. Sogno che nel frattempo abbandonai facendo un’esperienza lavorativa, risultata fantastica, sostituendo il braccio destro di mia madre nella sua gioielleria. Il modo che mi sarebbe piaciuto essere insegnante sarebbe stato quello di accompagnare i bambini nel loro percorso di vita e guardarli mentre li guidavo a scoprire loro stessi .Questo sogno é diventato realtá quando mi sono ritrovata a fare la mamma con i miei figli, tradotta come una missione, direi, dove veramente ho messo tutta la passione, l’entusiasmo, e la dedizione, per un compito che non ha eguali. Li ringrazio sempre per questo.

Quando ho conosciuto Maurizio mi sono ritrovata a fare una scelta importante, quella di creare insieme a lui una famiglia e di lasciare a lui la prioritá di realizzare il suo sogno.

Dopo 5 anni di fidanzamento, ho lasciato la mia famiglia, e ho iniziato ad accompagnarlo nei suoi spostamenti:

Ci  siamo sposati , é nato il nostro primo figlio Simone Andrea,  che ora ha 26 anni e segue le sue orme, poi la nostra Lisa, che vorrebbe esprimersi nell’arte della danza e sta diventando maggiorenne. Allo sfumare della carriera di calciatore, Maurizio, che  in fondo non ha abbandonato MAI il campo da gioco, infatti non ha mai dato l’addio al calcio,anche se ora  é diventato allenatore

Italian’s News: L’essere la moglie di Maurizio Ganz, una nota personalità nel suo campo, quali riflessi ha su di te e la tua attività?

M.T.G.: Cambiando le mie forme, sia per l’etá, sia per le gravidanze, traslochi, eventi straordinari (il piú incisivo … la mia mamma si é ammalata di tumore ed é andata via in 3 mesi) e il gran trambusto della mia vita, ho provato a soddisfare la mia esigenza approfittando di un’amica che faceva giá questo mestiere facendomi fare un cappottino in piumino. E da lí tutto é iniziato. Sai come succede…tra amiche…

“ Ma che bel piumino , di chi é…dove lo hai comperato….”

E da lí le prime esperienze e il primo approccio a imparare cosa é un cartamodello, un taglio, un cucito, che fino allora avevo visto fare dalla nonna ma non avevo mai approfondito e prestato attenzione nei minimi particolari. Quando avevo la necessitá di farmi fare un abito per andare a una festa, era lei insieme alla mia tata che lo realizzava. Ecco da dove viene credo il mio talento.

Ed ecco da dove viene quello che ora é il mio lavoro del “fatto solo per te”.

L’esperienza nel fare non è rimasta solo dedicata al piumino ma è andata oltre.

Non so cucire, non so tagliare, anche se so valutarne la maestria, ma so progettare.

Ho un buon intuito, un buon istinto e un buon gusto, l’entusiasmo non mi manca, la fatica non mi fa paura, e non demordo cercando di accogliere le difficoltà come uno stimolo a migliorare e conoscere.

Un’esperienza inaspettata ma unica nel suo genere con una regola fondamentale. Niente ego, ma grande consapevolezza di chi sono per prima:

Una moglie e una mamma. Fonte di nutrimento indispensabile per la realizzazione anche nel lavoro. stavo introducendomi all’altra domanda. La famiglia e essere la moglie di Maurizio Ganz, non condiziona la mia creatività e il mio modo di essere. Lo rafforza. Ognuno di noi é “MWM I’ M WHAT I’M” E nessuno di noi,  in famiglia, ostacola le proprie scelte, anzi. le supporta. Siamo esseri liberi di scegliere che esperienza fare, rispettando ovviamemte i nostri sentimenti e quelli degli altri.

Italian’s News: Qualche tua riflessione sull’ambiente, le tendenze della moda e come queste tendenze influenzano e modificano anche aspetti della società?

M.T.G.: Mi chiedi se le tendenze della moda influenzano? Certo che si! Ti ricordi quando qualcuno ha lanciato la moda dei pantaloni a vita bassa cosa abbiamo visto in giro? Il problema é che  la tendenza a volte si amplifica e diventa grottesca! Come le copie …Un’artista, quale io ritengo nel creativo o nel design, ha la sua ispirazione che se si attiene al gusto e alla bellezza fa della sua creazione un’opera d’arte.

Chi copia o enfatizza o sminuisce  fa di questa opera qualcosa che non è più quindi  snatura la sua unicità.

 

Italian’s News: Un’ultima domanda: quali sono I tuoi progetti professionali per il futuro?

M.T.G.: Anna, sapessi quanti ne ho nel cassetto…E  ogni giorno ne esce uno nuovo!

Il prossimo sarà dedicare una linea per i ragazzi e le ragazze che compiranno il loro 18esimo compleanno sia per la festeggiata/o sia per gli invitati. La linea si chiamerà MWM for BEGINNER. E l’icona che lo rappresenterà sarà un’ala che avrà due significati: quella di un uccellino che spicca il suo primo volo quando si stacca dal suo nido, quella di un angelo che RAFFORZERÀ  la sua protezione seguendo il suo volo fuori dal nido.

Di solito le mamme affidano agli angeli custodi i loro figli, visto che devono essere pronte a lasciarli andare verso la loro esperienza di vita! E anche questa ispirazione è arrivata per necessità per una bambina che sta spiccando il suo primo volo…

La mia Lisa! E questa linea sarà dedicata a lei. Rispettando chi è, come dice MWM!




Riparte la moda “made in Italy”

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3ecommfaschionLa moda si ferma (un giorno) per ripartire. È in programma, infatti, per martedì prossimo, 7 luglio, Ecomm Fashion, la prima digital convention dedicata alla moda italiana dal punto di vista economico e imprenditoriale. Oltre 1.500 aziende, tra i principali player nazionali e internazionali, e più di 70 speaker autorevoli si sono dati appuntamento dalle 9.30 alle 19 ad una mega assemblea divisa per tematiche che ha come obiettivo quello di rilanciare l’intero settore in un momento di profondo cambiamento. Dei veri e propri “Stati generali della Moda italiana”, organizzati sul web dalla holding della comunicazione veneta “Velvet Media” con il supporto di Federazione Moda Italia di Confcommercio, Nazionale Italiana Agenti ModaPolitecnico Calzaturiero, Assocalzaturifici, Università Bocconi e Università degli Studi di Padova.
La centralità della moda in Italia è testimoniata da una galassia di 82 mila imprese e che danno lavoro a oltre 500 mila persone. Secondo l’Area Studi di Mediobanca il sistema moda è in grado di generare un volume d’affari che supera ampiamente i 70 miliardi di euro.
Argomenti centrali degli Stati Generali della moda sono: il futuro del retail, la rivoluzione digitale e l’evoluzione della sostenibilità. Da questi va segnato il punto di svolta della ricostruzione del sistema moda Italia, partendo dal dibattito e dal confronto sugli epocali cambiamenti in atto.
L’industria della moda italiana è stata tra le più colpite dalla pandemia ed il lungo lockdown dovuto a Covid-19 ha generato fortissimi disagi a tutta la filiera. Dallo stop alle fabbriche, al crollo delle vendite dei canali retail fisici passando per il blocco alle esportazioni oltre i confini. Il risultato di questa crisi globale ha fatto registrare nel mercato moda Italia rilevanti segni negativi a chiusura del primo trimestre 2020. Tuttavia, un incoraggiante segnale positivo è stato registrato dai canali retail digitali, a testimonianza della necessaria accelerazione nella trasformazione digitale delle aziende che porterà a nuovi target di riferimento ed a nuovi stili di vita. Di assoluto rilievo il riferimento alla Generazione Z, tra i principali fruitori dei canali digitali come e-commerce e social media, che manifesta sempre con più convinzione la necessità di stili di vita che diano più importanza a scelte sostenibili, moderate e consapevoli.
Bassel Bakdounes, ceo di Velvet Media e promotore della convention digitale, spiega che “la digitalizzazione nel settore della moda ha subito una accelerazione di dieci anni in poche settimane. Per rispondere a questo cambiamento radicale, le aziende oggi devono evolvere il proprio modo di fare business. Attraverso questi “Stati Generali” vogliamo fornire alle realtà del fashion le informazioni, le competenze e gli strumenti più innovativi per affrontare il contesto attuale e mettere fine all’apocalisse del retail”.
Federazione Moda Italia, Assocalzaturifici, Federpreziosi, Polimoda, Università Bocconi di Milano, Facebook, Alibaba, Digital Media Research, Bain & Company Italia, Launchmetrics, sono solo alcuni dei protagonisti che, insieme ad oltre 70 speaker, si alterneranno in 2 assemblee plenarie, 48 workshop e 6 talks nella giornata del 7 luglio dalle 9.30 alle 19 sulla piattaforma https://e-comm.events.
Un dialogo diretto e mirato tra Imprenditori, Manager, Istituzioni e Opinion Leader per presentare numeri, iniziative, progetti e strumenti per comprendere, affrontare e gestire al meglio i nuovi scenari che caratterizzeranno il sistema moda italiano e internazionale in diverse “stanze virtuali” tra cui una virtual room plenaria, 8 meeting room dedicate a workshop tematici, 3 sale talk ed un Expo con oltre 50 stand virtuali in cui programmare video incontri B2B.
Addetti ai lavori, stampa e tutti gli utenti interessati potranno liberamente registrarsi al link https://ecomm.events per partecipare al dibattito su novità, considerazioni e strategie inerenti il panorama moda Italia con la possibilità di intervenire e porre domande nelle stanze appositamente adibite




Webinar degli ICC di New York e Los Angeles su “Moda sostenibile ed etica: i trend dopo il Covid19”

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8modaUn incontro su Zoom dedicato ai contributi italiani all’innovazione ed alla sostenibilità nel mondo in rapida evoluzione della moda: è il webinar organizzato per questa sera dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Cosa significa moda sostenibile? Qual è il suo rapporto con l’etica, specialmente dopo l’esperienza del Covid-19? Queste e molte altre questioni saranno affrontate oggi dalle 17.00 (Eastern Time – Usa Canada) da alcuni professionisti del settore che sono oggi in prima linea nel ripensare l’industria della moda.
Moderati dalla giornalista Maria Teresa Cometto, interverranno Massimo Ferragamo, Presidente di Ferragamo USA; Julie Gilhart, veterana dell’industria della moda, Chief Development Officer di Tomorrow e President of Tomorrow Consulting; Sara Maino Sozzani, vicedirettore di Vogue Italia e responsabile di Vogue Talents, ambasciatrice del marchio internazionale della Camera Nazionale della Moda Italiana; e Marina Spadafora, consulente per la sostenibilità, coordinatrice nazionale italiana per Fashion Revolution, co-autrice di “La rivoluzione comincia dal tuo armadio”.
Massimo Ferragamo è il Presidente di Ferragamo USA, che distribuisce i prodotti Ferragamo in tutto il Nord America. Dopo aver studiato giurisprudenza all’università di Firenze, Ferragamo si è trasferito a New York nel 1985 per assumere la carica di Direttore di Ferragamo USA e quella di Presidente nel 2000. Ferragamo è membro del consiglio di amministrazione del gruppo Ferragamo, Lungarno Hotels e la American Italian Cancer Foundation. Ha ricevuto premi onorari dalla National Italian American Foundation di Washington DC e dalla Fondazione Italia USA.
Julie Gilhart è una veterana del settore della moda nota per la sua spiccata propensione per la scoperta di potenziali talenti che sostiene ed aiuta a crescere. Ha fondato Julie Gilhart Consulting nel 2011 con l’obiettivo di supportare quei marchi della moda che vogliono avere un impatto positivo sul pianeta e sulla società. Nel 2019, fonde la sua attività con Tomorrow Consulting, di cui è ora presidente. Tra le altre cose, ha contribuito a creare Amazon Fashion, oltre al premio LVMH inaugurale per i talenti emergenti. Ha fornito consulenza sul Premio internazionale Woolmark e sull’iniziativa CFDA + Lexus Fashion * e sull’evento LVMH DARE (Disrupt Act Risk Entrepreneur) Green dedicato allo sviluppo sostenibile.
Sara Maino è vicedirettore di Vogue Italia e responsabile di Vogue Talents, un progetto internazionale creato con Franca Sozzani nel 2009 dedicato alla scoperta dei migliori talenti creativi emergenti nell’abbigliamento femminile, maschile, accessori e fotografia di moda in tutto il mondo. Partecipa regolarmente a comitati di ricerca di talenti internazionali, ed è giudice di diverse competizioni di moda, tra cui il premio LVMH, l’International Talent Support (ITS), il premio Woolmark, il Fashion Trust Arabia e molti altri. Dal 2018 è Ambasciatrice del marchio internazionale per la Camera Nazionale della Moda Italiana, con l’obiettivo di promuovere e supportare il Made in Italy.
Marina Spadafora, stilista e imprenditrice, dopo aver firmato una cele¬bre collezione di Maglieria sperimentale, ha collaborato con Prada, Miu Miu, Ferragamo e Marni. A partire dal 2007 si è dedicata a progetti di moda etica, da Banqu a Cangiari, a iniziative di sviluppo per l’Africa con Fran¬ca Sozzani, ed è stata direttore creativo di Altromercato per la linea Auteurs du Monde. Docente di Moda etica presso accademie in Italia e all’estero, è coordinatrice italiana di Fashion Revolution, un movimento internazio¬nale che si batte per un’industria della moda equa, trasparente, responsabile. Ha ricevuto il premio Women together delle Nazioni Unite a New York nel 2015 e ha tenuto un Ted Talk. (aise)