CNA al MAECI: “Sostenere la moda per salvaguardare il Made in Italy”

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moda madeinitaly cnaSostenere l’artigianato e le piccole imprese della moda italiana per salvaguardare occupazione, tessuto produttivo e il futuro del made in Italy. È quanto ha sottolineato il presidente di CNA Federmoda, Marco Landi, intervenendo al Tavolo settoriale moda promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale per la definizione del Piano Straordinario Made in Italy 2021-2022, di cui ha scritto il CNA stesso sul proprio sito.
“La filiera moda italiana rappresenta una realtà unica nel panorama internazionale – ha rimarcato Landi – la forza del nostro sistema moda è data dal permanere in Italia di un tessuto imprenditoriale fortemente connesso ai territori e trae energia dalle migliaia di imprese artigiane e piccole che apportano competenze e flessibilità all’intera filiera. Recenti iniziative di primari brand della nostra moda hanno ben evidenziato come parte del loro valore sia basato sul rapporto con la filiera produttiva nazionale ed in primo luogo con l’artigianato”.
Landi ha rilevato gli effetti pesanti sul settore provocati dalla pandemia. “La cosiddetta seconda ondata determina un ulteriore danno per la stagione invernale 2020/2021 e si ripercuoterà sulla prossima campagna vendita per l’Autunno-Inverno 2021/2022, stiamo quindi parlando di 4 stagioni, che significano due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato del 2020 che si stima dal 35% al 60%, un’ulteriore previsione sulla stagione Primavera-Estate 2021 in flessione dal 50% al 70%”.
Al Maeci, così come a Ice Agenzia, Landi, a nome del CNA Federmoda, ha chiesto “un impegno straordinario per promuovere il Made in Italy nel mondo. Per far questo dobbiamo impiegare tutte le risorse a disposizione per l’internazionalizzazione, portando fisicamente le nostre aziende ed i nostri prodotti Moda sui mercati internazionali. È necessario un ulteriore sforzo verso l’esterno per poi portare gli estimatori del Made in Italy qui da noi in Italia a vedere, gustare, vivere il nostro il nostro sistema di vita e la nostra cultura, che sono l’anima della nostra creatività e delle nostre creazioni”.
“Sollecitiamo poi attenzione verso alcune specifiche richieste tra le quali un consistente rifinanziamento, almeno per 1,5 miliardi di euro del fondo rotativo 394 affidato a SIMEST, rifinanziamento da dedicarsi sia alla componente di finanza agevolata che alla quota a fondo perduto affinché nessuno, nel personale sforzo per il rilancio, venga lasciato indietro”, ha concluso.




Mentre già sfila la primavera 2021, i negozi propongono i capi per l’inverno

Foto Articolo Mambelli sfilata Prada

Foto Articolo Mambelli sfilata PradaSi sono svolte le sfilate italiane della primavera estate 2021, un terzo delle quali in presenza e il resto in virtuale. Sono state utilizzate varie modalità, per esempio Jeremy Scott per Moschino ha fatto costruire una serie di marionette con gli abiti in miniatura, con tanto di mini pubblico distanziato.

Armani invece ha preferito il passaggio in diretta in tv, su La7, una sfilata con capi molto rigorosi e cenni etnici misurati, riservando effetti di meraviglia per la sera.

Prada, che ha costruito una collezione a quattro mani con Raf Simons, ha presentato uno scenario tecnologico con grappoli di schermi e telecamere in azione in un ampio spazio vuoto.  Una collezione fortemente incentrata sull’uniforme nelle sue varie accezioni, molto pulita, arricchita da ricami del logo che si fa identità forte in momenti di crisi, un rigore alleggerito dai vivaci colori delle calzature che citano la Prada di venti anni fa.

Nei negozi abbiamo invece i nuovi abiti dell’inverno 2020, che presentano già i caratteri dell’uniforme, con pantaloni da battaglia e caban da ufficiale di marina. E poi completi di giacca e pantaloni lunghi amplissimi svasati a gonna con cappello, che ci rimandano alle foto della pandemia Spagnola del 1918. Insieme, ad alleggerire, le citazioni da amazzone messicana della sfilata Dior Cruise del 2019, in clima di rodeo, pantaloni gaucho, stivali texani, il massiccio ritorno dei gilet, corti a panciotto o lunghi, quasi cappotti smanicati, ricami tex mex e frange.

Una moda “in difesa”, ma con qualche insospettabile e gradita punta di poesia.




In tempo di Covid un video presenta la collezione in miniatura Dior 2020/2021

foto art Mambelli theatredelamode

foto art Mambelli theatredelamodeNel primo dopoguerra del secondo conflitto mondiale la moda soffrì di una grande crisi.

Per promuovere le nuove collezioni i couturiers francesi decisero di allearsi e pensarono di costruire il Théâtre de la Mode, una serie di collezioni di abiti eseguiti in miniatura e indossati da manichini con volto e di semplice struttura metallica. Gli abiti dei più prestigiosi creatori di moda francesi, tra i quali Balenciaga, Worth, Balmain, Patou, Nina Ricci e Madame Grès, erano perfetti in tutti i particolari, corredati da gioielli in miniatura di Van Cleef & Arpels e Cartier, con accessori come scarpe e borse in pelle lavorata perfettamente in mini taglia.

L’allestimento era curato da famosi artisti come Christian Berard, pittore e scenografo, e Jean Cocteau. I modellini poi venivano spediti per il mondo per la promozione che si rivelò molto efficace, in seguito vennero esposti in alcune mostre e attualmente se ne conserva una parte al Maryhill Museum nello stato di Washington, USA.

Nella situazione del post lockdown, con l’impossibilità del normale avvicendarsi delle sfilate, Maria Grazia Chiuri (Direttrice Artistica di Dior) ha pensato di ispirarsi a questa felice intuizione nata dall’emergenza e ha fatto cucire in miniatura copie gli abiti della collezione Couture 2020/2021, ispirata al surrealismo e al mondo classico. Assieme a Matteo Garrone, grande regista italiano molto sensibile al tema delle fiabe, ha realizzato un video di 15 minuti che ha del meraviglioso.

Due grandi talenti italiani per un piccolo grande capolavoro di cui tutti possiamo godere perché disponibile in rete.

Buona visione!




Non solo la “moglie di Maurizio Ganz”: Monica Trapani si racconta

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1 Monica art annaNe è passata di acqua Covid-19 sotto i ponti a far scorrere in ultimo piano episodi come quello dell’ultimo Festival di Sanremo.

Abbiamo avuto gatte ben piú grosse da pelare nei mesi successivi. Comunque, anche una come me che non segue molto le cronache italiane venne all’epoca messa al corrente del fatto che Amadeus, il presentatore del Festival di Sanremo 2020 fu  lapidato per una incauta frase riguardante Francesca Novello, una delle altre presentatrici, bella ragazza fidanzata del campione motociclista Valentino Rossi, della quale disse “che sa stare un passo indietro rispetto al suo uomo.” Incauto.

Oggi come oggi prima di aprire la bocca bisogna distillare ogni parola e consultarsi con almeno tre avvocati, cinque influencers, un numero imprecisato di “esperte/esperti/tuttologi” e non si sa se poi non arriva lo stesso il linciaggio mediatico. Comunque, non che io abbia nulla in contrario se una sceglie di non buttarsi sotto i riflettori e lo lascia fare invece al proprio uomo, se questa è una sua scelta voluta e consapevole.

Parlando ad esempio di Monica Trapani Ganz, stilista di moda e proprietaria di Atelier MWM, la sua scelta, come lei afferma, le consente di essere una donna di successo, una donna in carriera e allo stesso tempo convivere tranquillamente con il successo e la fortunata carriera del marito Maurizio Ganz,  l’ex calciatore di serie A e ora allenatore del Milan femminile. Monica ha risposto “di getto” alle domande che le ho rivolto nella intervista che segue.

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Italian’s News: Monica, come stilista e creatrice di moda, quali sono finora le tappe che consideri salienti?

Monica Trapani Ganz: Prima di tutto mi presento: sono una progettista di stile che creo soluzioni personalizzate attraverso un esperienza unica di valorizzazione dell’anima della persona.Ci ho messo un po’ di tempo ad avere questa consapevolezza ma dopo lungo lavoro e la gavetta ci sono riuscita! E per questa coerenza ed essere paladina di cio che sono e cio’ che faccio ho deciso di dare il nome al mio lavoro:MWM cioè: I’m what I’m, Io sono quello che sono.

Italian’s News: Qual e’ il tipo di donna che hai in mente quando crei per il l tuo Atelier MWM?

M.T.G.: La mia ispirazione per il tuo abito sei tu che sei quello che sei. Ognuno di noi si presenta al mondo come vuole essere  nel suo comfort e nella sua bellezza e personalita’e io cerco di soddisfare questa esigenza.

Italian’s News: Puoi parlarci del tuo percorso creativo, di come ti sei avvicinata al mondo del fashion design?

Monica Trapani: L’ispirazione viene da un mix tra necessitá e gusto e io sono la mia prima cliente. E lo stesso amore e dedizione e intuito lo metto per qualsiasi persona chieda il mio servizio. Non seguo il trend del momento ma il momento in cui la persona ha la necessitá di avere un abito dettato dal suo desiderio rispettando la forma e la personalitá. Questa é da dove viene la mia ispirazione: sono le persone stesse che mi  trasportano nei loro desideri e io cerco di esaudirli. Questo é stato il mio approccio al mondo del fashion design. Fai per ognuno  quello che ti sarebbe piaciuto fosse fatto per te. Senza condizionamenti e influenze.

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Italian’s News: Per una donna in carriera e per di più una carriera artistica come la tua, come si conciliano le esigenze famigliari con quelle lavorative?

M.T.G.: Nel 1986 ho conosciuto mio marito. Eravamo ragazzi con ognuno il suo sogno: lui voleva fare il giocatore e io volevo fare l’insegnante. Sogno che nel frattempo abbandonai facendo un’esperienza lavorativa, risultata fantastica, sostituendo il braccio destro di mia madre nella sua gioielleria. Il modo che mi sarebbe piaciuto essere insegnante sarebbe stato quello di accompagnare i bambini nel loro percorso di vita e guardarli mentre li guidavo a scoprire loro stessi .Questo sogno é diventato realtá quando mi sono ritrovata a fare la mamma con i miei figli, tradotta come una missione, direi, dove veramente ho messo tutta la passione, l’entusiasmo, e la dedizione, per un compito che non ha eguali. Li ringrazio sempre per questo.

Quando ho conosciuto Maurizio mi sono ritrovata a fare una scelta importante, quella di creare insieme a lui una famiglia e di lasciare a lui la prioritá di realizzare il suo sogno.

Dopo 5 anni di fidanzamento, ho lasciato la mia famiglia, e ho iniziato ad accompagnarlo nei suoi spostamenti:

Ci  siamo sposati , é nato il nostro primo figlio Simone Andrea,  che ora ha 26 anni e segue le sue orme, poi la nostra Lisa, che vorrebbe esprimersi nell’arte della danza e sta diventando maggiorenne. Allo sfumare della carriera di calciatore, Maurizio, che  in fondo non ha abbandonato MAI il campo da gioco, infatti non ha mai dato l’addio al calcio,anche se ora  é diventato allenatore

Italian’s News: L’essere la moglie di Maurizio Ganz, una nota personalità nel suo campo, quali riflessi ha su di te e la tua attività?

M.T.G.: Cambiando le mie forme, sia per l’etá, sia per le gravidanze, traslochi, eventi straordinari (il piú incisivo … la mia mamma si é ammalata di tumore ed é andata via in 3 mesi) e il gran trambusto della mia vita, ho provato a soddisfare la mia esigenza approfittando di un’amica che faceva giá questo mestiere facendomi fare un cappottino in piumino. E da lí tutto é iniziato. Sai come succede…tra amiche…

“ Ma che bel piumino , di chi é…dove lo hai comperato….”

E da lí le prime esperienze e il primo approccio a imparare cosa é un cartamodello, un taglio, un cucito, che fino allora avevo visto fare dalla nonna ma non avevo mai approfondito e prestato attenzione nei minimi particolari. Quando avevo la necessitá di farmi fare un abito per andare a una festa, era lei insieme alla mia tata che lo realizzava. Ecco da dove viene credo il mio talento.

Ed ecco da dove viene quello che ora é il mio lavoro del “fatto solo per te”.

L’esperienza nel fare non è rimasta solo dedicata al piumino ma è andata oltre.

Non so cucire, non so tagliare, anche se so valutarne la maestria, ma so progettare.

Ho un buon intuito, un buon istinto e un buon gusto, l’entusiasmo non mi manca, la fatica non mi fa paura, e non demordo cercando di accogliere le difficoltà come uno stimolo a migliorare e conoscere.

Un’esperienza inaspettata ma unica nel suo genere con una regola fondamentale. Niente ego, ma grande consapevolezza di chi sono per prima:

Una moglie e una mamma. Fonte di nutrimento indispensabile per la realizzazione anche nel lavoro. stavo introducendomi all’altra domanda. La famiglia e essere la moglie di Maurizio Ganz, non condiziona la mia creatività e il mio modo di essere. Lo rafforza. Ognuno di noi é “MWM I’ M WHAT I’M” E nessuno di noi,  in famiglia, ostacola le proprie scelte, anzi. le supporta. Siamo esseri liberi di scegliere che esperienza fare, rispettando ovviamemte i nostri sentimenti e quelli degli altri.

Italian’s News: Qualche tua riflessione sull’ambiente, le tendenze della moda e come queste tendenze influenzano e modificano anche aspetti della società?

M.T.G.: Mi chiedi se le tendenze della moda influenzano? Certo che si! Ti ricordi quando qualcuno ha lanciato la moda dei pantaloni a vita bassa cosa abbiamo visto in giro? Il problema é che  la tendenza a volte si amplifica e diventa grottesca! Come le copie …Un’artista, quale io ritengo nel creativo o nel design, ha la sua ispirazione che se si attiene al gusto e alla bellezza fa della sua creazione un’opera d’arte.

Chi copia o enfatizza o sminuisce  fa di questa opera qualcosa che non è più quindi  snatura la sua unicità.

 

Italian’s News: Un’ultima domanda: quali sono I tuoi progetti professionali per il futuro?

M.T.G.: Anna, sapessi quanti ne ho nel cassetto…E  ogni giorno ne esce uno nuovo!

Il prossimo sarà dedicare una linea per i ragazzi e le ragazze che compiranno il loro 18esimo compleanno sia per la festeggiata/o sia per gli invitati. La linea si chiamerà MWM for BEGINNER. E l’icona che lo rappresenterà sarà un’ala che avrà due significati: quella di un uccellino che spicca il suo primo volo quando si stacca dal suo nido, quella di un angelo che RAFFORZERÀ  la sua protezione seguendo il suo volo fuori dal nido.

Di solito le mamme affidano agli angeli custodi i loro figli, visto che devono essere pronte a lasciarli andare verso la loro esperienza di vita! E anche questa ispirazione è arrivata per necessità per una bambina che sta spiccando il suo primo volo…

La mia Lisa! E questa linea sarà dedicata a lei. Rispettando chi è, come dice MWM!




Riparte la moda “made in Italy”

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3ecommfaschionLa moda si ferma (un giorno) per ripartire. È in programma, infatti, per martedì prossimo, 7 luglio, Ecomm Fashion, la prima digital convention dedicata alla moda italiana dal punto di vista economico e imprenditoriale. Oltre 1.500 aziende, tra i principali player nazionali e internazionali, e più di 70 speaker autorevoli si sono dati appuntamento dalle 9.30 alle 19 ad una mega assemblea divisa per tematiche che ha come obiettivo quello di rilanciare l’intero settore in un momento di profondo cambiamento. Dei veri e propri “Stati generali della Moda italiana”, organizzati sul web dalla holding della comunicazione veneta “Velvet Media” con il supporto di Federazione Moda Italia di Confcommercio, Nazionale Italiana Agenti Moda, Politecnico Calzaturiero, Assocalzaturifici, Università Bocconi e Università degli Studi di Padova.
La centralità della moda in Italia è testimoniata da una galassia di 82 mila imprese e che danno lavoro a oltre 500 mila persone. Secondo l’Area Studi di Mediobanca il sistema moda è in grado di generare un volume d’affari che supera ampiamente i 70 miliardi di euro.
Argomenti centrali degli Stati Generali della moda sono: il futuro del retail, la rivoluzione digitale e l’evoluzione della sostenibilità. Da questi va segnato il punto di svolta della ricostruzione del sistema moda Italia, partendo dal dibattito e dal confronto sugli epocali cambiamenti in atto.
L’industria della moda italiana è stata tra le più colpite dalla pandemia ed il lungo lockdown dovuto a Covid-19 ha generato fortissimi disagi a tutta la filiera. Dallo stop alle fabbriche, al crollo delle vendite dei canali retail fisici passando per il blocco alle esportazioni oltre i confini. Il risultato di questa crisi globale ha fatto registrare nel mercato moda Italia rilevanti segni negativi a chiusura del primo trimestre 2020. Tuttavia, un incoraggiante segnale positivo è stato registrato dai canali retail digitali, a testimonianza della necessaria accelerazione nella trasformazione digitale delle aziende che porterà a nuovi target di riferimento ed a nuovi stili di vita. Di assoluto rilievo il riferimento alla Generazione Z, tra i principali fruitori dei canali digitali come e-commerce e social media, che manifesta sempre con più convinzione la necessità di stili di vita che diano più importanza a scelte sostenibili, moderate e consapevoli.
Bassel Bakdounes, ceo di Velvet Media e promotore della convention digitale, spiega che “la digitalizzazione nel settore della moda ha subito una accelerazione di dieci anni in poche settimane. Per rispondere a questo cambiamento radicale, le aziende oggi devono evolvere il proprio modo di fare business. Attraverso questi “Stati Generali” vogliamo fornire alle realtà del fashion le informazioni, le competenze e gli strumenti più innovativi per affrontare il contesto attuale e mettere fine all’apocalisse del retail”.
Federazione Moda Italia, Assocalzaturifici, Federpreziosi, Polimoda, Università Bocconi di Milano, Facebook, Alibaba, Digital Media Research, Bain & Company Italia, Launchmetrics, sono solo alcuni dei protagonisti che, insieme ad oltre 70 speaker, si alterneranno in 2 assemblee plenarie, 48 workshop e 6 talks nella giornata del 7 luglio dalle 9.30 alle 19 sulla piattaforma https://e-comm.events.
Un dialogo diretto e mirato tra Imprenditori, Manager, Istituzioni e Opinion Leader per presentare numeri, iniziative, progetti e strumenti per comprendere, affrontare e gestire al meglio i nuovi scenari che caratterizzeranno il sistema moda italiano e internazionale in diverse “stanze virtuali” tra cui una virtual room plenaria, 8 meeting room dedicate a workshop tematici, 3 sale talk ed un Expo con oltre 50 stand virtuali in cui programmare video incontri B2B.
Addetti ai lavori, stampa e tutti gli utenti interessati potranno liberamente registrarsi al link https://ecomm.events per partecipare al dibattito su novità, considerazioni e strategie inerenti il panorama moda Italia con la possibilità di intervenire e porre domande nelle stanze appositamente adibite




Webinar degli ICC di New York e Los Angeles su “Moda sostenibile ed etica: i trend dopo il Covid19”

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8modaUn incontro su Zoom dedicato ai contributi italiani all’innovazione ed alla sostenibilità nel mondo in rapida evoluzione della moda: è il webinar organizzato per questa sera dall’Istituto Italiano di Cultura di New York, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles. Cosa significa moda sostenibile? Qual è il suo rapporto con l’etica, specialmente dopo l’esperienza del Covid-19? Queste e molte altre questioni saranno affrontate oggi dalle 17.00 (Eastern Time – Usa Canada) da alcuni professionisti del settore che sono oggi in prima linea nel ripensare l’industria della moda.
Moderati dalla giornalista Maria Teresa Cometto, interverranno Massimo Ferragamo, Presidente di Ferragamo USA; Julie Gilhart, veterana dell’industria della moda, Chief Development Officer di Tomorrow e President of Tomorrow Consulting; Sara Maino Sozzani, vicedirettore di Vogue Italia e responsabile di Vogue Talents, ambasciatrice del marchio internazionale della Camera Nazionale della Moda Italiana; e Marina Spadafora, consulente per la sostenibilità, coordinatrice nazionale italiana per Fashion Revolution, co-autrice di “La rivoluzione comincia dal tuo armadio”.
Massimo Ferragamo è il Presidente di Ferragamo USA, che distribuisce i prodotti Ferragamo in tutto il Nord America. Dopo aver studiato giurisprudenza all’università di Firenze, Ferragamo si è trasferito a New York nel 1985 per assumere la carica di Direttore di Ferragamo USA e quella di Presidente nel 2000. Ferragamo è membro del consiglio di amministrazione del gruppo Ferragamo, Lungarno Hotels e la American Italian Cancer Foundation. Ha ricevuto premi onorari dalla National Italian American Foundation di Washington DC e dalla Fondazione Italia USA.
Julie Gilhart è una veterana del settore della moda nota per la sua spiccata propensione per la scoperta di potenziali talenti che sostiene ed aiuta a crescere. Ha fondato Julie Gilhart Consulting nel 2011 con l’obiettivo di supportare quei marchi della moda che vogliono avere un impatto positivo sul pianeta e sulla società. Nel 2019, fonde la sua attività con Tomorrow Consulting, di cui è ora presidente. Tra le altre cose, ha contribuito a creare Amazon Fashion, oltre al premio LVMH inaugurale per i talenti emergenti. Ha fornito consulenza sul Premio internazionale Woolmark e sull’iniziativa CFDA + Lexus Fashion * e sull’evento LVMH DARE (Disrupt Act Risk Entrepreneur) Green dedicato allo sviluppo sostenibile.
Sara Maino è vicedirettore di Vogue Italia e responsabile di Vogue Talents, un progetto internazionale creato con Franca Sozzani nel 2009 dedicato alla scoperta dei migliori talenti creativi emergenti nell’abbigliamento femminile, maschile, accessori e fotografia di moda in tutto il mondo. Partecipa regolarmente a comitati di ricerca di talenti internazionali, ed è giudice di diverse competizioni di moda, tra cui il premio LVMH, l’International Talent Support (ITS), il premio Woolmark, il Fashion Trust Arabia e molti altri. Dal 2018 è Ambasciatrice del marchio internazionale per la Camera Nazionale della Moda Italiana, con l’obiettivo di promuovere e supportare il Made in Italy.
Marina Spadafora, stilista e imprenditrice, dopo aver firmato una cele¬bre collezione di Maglieria sperimentale, ha collaborato con Prada, Miu Miu, Ferragamo e Marni. A partire dal 2007 si è dedicata a progetti di moda etica, da Banqu a Cangiari, a iniziative di sviluppo per l’Africa con Fran¬ca Sozzani, ed è stata direttore creativo di Altromercato per la linea Auteurs du Monde. Docente di Moda etica presso accademie in Italia e all’estero, è coordinatrice italiana di Fashion Revolution, un movimento internazio¬nale che si batte per un’industria della moda equa, trasparente, responsabile. Ha ricevuto il premio Women together delle Nazioni Unite a New York nel 2015 e ha tenuto un Ted Talk. (aise) 




Per la prima volta una donna crea per Dior. Ed é italiana, Maria Grazia Chiuri

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dior tessuti particolareDopo il lockdown le strade si ripopolano, il clima è mite e ritornano vestiti e accessori.

Nei negozi e nei grandi store ci sono abiti con stampe che si ispirano a quelle proposte da un paio di stagioni da Dior, una rivisitazione del tema caro alla Maison, la toile de jouy, il tema delle stampe grafiche a soggetto campestre, rielaborate con colori nuovi e incentrati sulla figure di animali della giungla, in una sorta di savana urbana.

Nell’ultima collezione Cruise 2020 sono mixate con i temi della tecnica “Wax”, introdotta dagli olandesi nelle colonie indonesiane dove riscosse scarso successo per poi diventare in seguito molto diffusa in Africa. Prosegue così la contaminazione di motivi applicati ai modelli della Maison, anch’essi reinventati in forma moderna.

Il merito di questa felice sintesi va a Maria Grazia Chiuri, direttore artistico di Christian Dior.

Dopo essere stata, insieme a Pier Paolo Piccioli, al vertice di Valentino dal 2008, è stata poi chiamata nel 2016 dalla Maison francese, seconda italiana dopo Gianfranco Ferrè e prima donna in assoluto nella storia della griffe. La sua grande capacità creativa, unita a una profonda conoscenza del prodotto e della sua valorizzazione, hanno portato alla realizzazione di collezioni innovative con capi molto portabili.

La varietà delle location delle sfilate, strettamente collegate con il tema di base delle collezioni, costituisce un racconto sempre nuovo e diverso.  Un racconto che ci pare particolarmente attuale, nel recupero delle forme della natura che è tornata prepotentemente all’attenzione dei nostri giorni e lo sarà sicuramente in quelli futuri.




Federmoda: “Acquistate Made in Italy”

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madeinitaly4Il settore moda rappresenta uno degli assi portanti del sistema economico italiano. Raggruppa soprattutto Artigianato, Piccole e Medie Imprese e rischia di risentire molto della crisi causata dall’emergenza Coronavirus. Lo ricorda in una nota Cna Federmoda che oggi lancia un appello ai consumatori affinché “privilegino l’acquisto di prodotti made in Italy per rilanciare i consumi e sostenere l’intera filiera moda italiana”.

“Acquistate made in Italy e aiuterete le nostre imprese a ripartire per l’amore e la passione che nutrono verso il lavoro, verso il nostro sistema sociale e questi saranno sempre più valori del nostro patrimonio che potremo portare nel mondo”, esorta Cna. “Acquistate made in Italy per supportare le imprese italiane nel continuare ad essere protagoniste globali grazie alle competenze produttive, alla creatività, al valore della ricerca che sono insiti nei vari anelli della filiera moda”.

Il settore, conclude Cna Federmoda, “è costituito da circa 80.000 imprese che danno lavoro ad oltre 1 milione di persone. Un tessuto d’imprese che ha un forte radicamento territoriale, una sensibilità sociale ed etica”.




La moda italiana al tempo della pandemia

Moda

Moda“La moda non è qualcosa che esiste soltanto nei vestiti, la moda è nel cielo, nelle strade, ha a che fare con le idee, con il nostro modo di vivere, con ciò che sta accadendo.” (Coco Chanel)

In questo momento storico che si confronta con un grande passato, un presente complicato e un futuro ancora incerto, la moda italiana è sicuramente un elemento di focale importanza.

Comparto economico tra i più importanti del Paese, mette in moto grandi numeri e rappresenta un elemento di forte identità e di cultura. Impegna competenze di diverso genere, una filiera che va dalla produzione di tessuti pregiati adoperati in tutto il mondo alla vera e propria attività dei marchi del Made in Italy, oltre alle scuole che forniscono la preparazione per gli addetti, con studenti anche stranieri che diffondono ovunque il nostro stile.

Un comparto vitale per l’Italia, che oggi soffre, per le sue dinamiche consolidate,  gli effetti della pandemia forse più di altri comparti economici. E’ in atto fin da ora una riflessione sui cambiamenti e gli adeguamenti da mettere in opera, e già ci sono segnali confortanti. Il primo viene dalla figura più autorevole del settore, Giorgio Armani, che ha deciso di rivoluzionare il calendario delle sfilate concentrandone le date,  realizzando così il rallentamento di un sistema diventato frenetico. Armani ha inoltre deciso di spostare la sfilata di Alta Moda da Parigi a Milano, ribadendo la centralità del nostro Paese.

In un momento tanto problematico possiamo dunque sperare, con una seria riflessione sulle modalità e con la ricerca, di supportare e valorizzare il patrimonio di eccellenze del Made In Italy.




La mascherina fa tendenza, scoppia la moda della “Luxury face mask”

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moda mascherinaImpazza la moda della mascherina griffata. Ce ne sono di tutti i tipi, di tutti i colori e, naturalmente, di tutti i prezzi.

Le chiamano “luxury face mask” e, nei prossimi mesi, diventerá un business mondiale cui giá si dedicano molti stilisti.

Dal classico colore bianco, azzurro o verde chirurgico, passeremo a mascherine griffate, coloratissime, con disegni accattivanti.

Silvia Varcica, docente di Moda e Costume a Torino ed alla Universitá La Sapiensa di Roma, in una intervista all’agenzia italiana Agi, afferma che: “Sulle ultime passerelle, per la stagione primavera-estate, la mascherina era già comparsa e, con l’esplosione del coronavirus, diventerà una sorta di feticcio”.

La stilista francese Marine Serre ne propone in stile apocalittico. Googgle, per circa 300 dollari, ne propone una gialla con il brand nero, molto ricercata dagli adolescenti.

E per chi puó spendere di piú ecco quelle in pelle di Louis Vuitton e di Gucci

“Il trend in corso è sicuramente rinforzato dalla pandemia – conferma Vacirca all’AGI – già in Asia, dai tempi della Sars e per cultura, la indossavano, per rispetto nei confronti degli altri o contro l’inquinamento”.

“Negli Usa vanno molto le stampe colorate di Hello Kitty, che introducono un elemento forse infantile ma che è anche di conforto e dà energia”.

Insomma, mascherine colorate, di tutti i tipi, di tutti i prezzi, per ravvivare un pochino questo mondo reso tetro e triste dalla pandemia.