Pasquetta all’italiana: il rito delle gite fuori porta che sa di libertà

C’è un giorno, in Italia, che profuma più di tutti di primavera, di libertà e di semplicità: è il Lunedì dell’Angelo, per tutti semplicemente Pasquetta.
Una festa che non ha bisogno di grandi cerimonie né di abiti eleganti. Basta una coperta, un cestino pieno e la voglia di uscire di casa. Perché Pasquetta, più che celebrarsi, si vive.
L’espressione è tutta italiana: gita fuori porta. Non significa necessariamente viaggiare lontano, ma uscire dalla città, anche solo di pochi chilometri, per respirare aria nuova.
C’è chi sceglie il mare, chi la campagna, chi la montagna. E poi ci sono i parchi cittadini, presi d’assalto da famiglie, gruppi di amici e coppie che trasformano ogni angolo verde in una piccola festa improvvisata.
È una tradizione che affonda le sue radici nel dopoguerra, quando la Pasquetta diventò il simbolo della ritrovata leggerezza. E ancora oggi conserva quello spirito: semplice, spontaneo, autentico.
Il vero protagonista della giornata è il cibo. Ma non serve nulla di complicato.
Nel cestino di Pasquetta trovano posto piatti pratici e gustosi:
- torte salate e rustici
- panini imbottiti
- salumi e formaggi
- uova sode, simbolo di rinascita
- immancabile colomba pasquale
E poi vino, bibite, e tutto ciò che può essere condiviso. Perché Pasquetta è soprattutto questo: condividere.
Per molti, Pasquetta significa grigliata. Si accendono barbecue nei giardini, nei parchi attrezzati o nelle case di campagna.
Ma anche quando i programmi saltano — per il meteo incerto, grande protagonista di questa giornata — non importa. Gli italiani hanno un talento speciale: trasformare qualsiasi imprevisto in un’occasione.
Piove? Si mangia in macchina o sotto una tettoia.
C’è vento? Si ride e si tiene fermo il tavolo.
L’importante è stare insieme.
Per gli italiani che vivono lontano, la Pasquetta è una nostalgia dolce.
Non sempre è possibile ricreare l’atmosfera delle campagne italiane o delle coste affollate di amici. Ma lo spirito sì: basta una tavola condivisa, un parco, o anche un semplice balcone.
Perché, in fondo, Pasquetta non è un luogo. È un modo di stare insieme.




Dal raccoglimento religioso alle spiagge affollate: il Sabato Santo dominicano tra fede, vacanza e “teteo”


In Canada la Settimana Santa si celebra in un contesto profondamente diverso rispetto ai Paesi di tradizione cattolica mediterranea o latinoamericana. Più sobria, meno visibile nello spazio pubblico, ma ancora significativa per le comunità religiose, rappresenta un momento di raccoglimento e identità culturale.
Torna come ogni anno il fatidico 1 aprile, giorno in cui tradizionalmente ogni scherzo vale, come e più che a Carnevale. Lo scherzo più famoso e datato è il ‘pesce d’aprile’, ovvero è il buon vecchio pesce di carta disegnato e attaccato sulla schiena di qualcuno in un momento in cui non guarda e non ne se accorge. Spesso si dà un abbraccio per finta e zac! il pesce è attaccato sulla schiena in bella mostra. Ma se la tradizione del pesce è rimasta viva e piace soprattutto ai più piccoli, col tempo la tendenza allo scherzo si è evoluta e ha fatto spuntare scherzi molto più elaborati e di dimensione internazionale. Basta pensare a quando, del 1957, la Bbc diede la notizia di una piantagione, in Svizzera, di alberi da cui scendevano spaghetti. Dieci anni dopo a giocare uno scherzo incredibile fu la tv nazionale svedese, la Sveriges Television, che spiegò ai telespettatori un trucco per trasformare i propri televisori in bianco e nero in apparecchi a colori. Come? Coprendo la televisione con sottili calze di nylon. In Francia nel 1986 il quotidiano francese Le Parisien annunciò che la Tour Eiffel sarebbe stata spostata a Disneyland. In Italia uno scherzone coi fiocchi lo giocò il quotidiano ‘La Notte’ nel 1961: annunciava l’arrivo di una legge a Milano che imponeva di mettere la targa ai cavalli.
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Come ogni anno, il passaggio all’ora legale comporta una piccola “rinuncia”: si dormirà un’ora in meno quella notte. In cambio, però, si guadagnerà più luce naturale nelle ore serali, con giornate che sembreranno subito più lunghe.

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