La moda Made in Puglia al Centro Italiano di Vancouver

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unnamedFino dal 2017 il governo federale canadese ha ufficialmente dichiarato il mese di giugno come Italian Heritage Month in ricordo e in omaggio al contributo dato dagli immigrati italiani allo sviluppo di questo paese. In ogni città del Canada le comunità di italo-canadesi festeggiano giugno con una serie di avvenimenti culturali e di intrattenimento. Vancouver, favorita dal suo mite clima e dalla spettacolare bellezza della natura, gode di una ininterrotta serie di avvenimenti organizzati presso il Centro Italiano, culminanti nell’Italian Day che si svolge a Commercial Drive e riochiama annualmente una folla di 300,000 persone.
La Puglia Fashion Week, una importante manifestazione dedicata alla moda italiana, quest’anno è stata un evento di punta nel quadro delle celebrazioni, è stata articolata in tre avvenimenti svoltisi dal 3 al 5 giugno, che comprendevano una serata di gala con sfilata di moda, un seminario di informazione e una serie di presentazioni in negozi selezionati della città.

img 4362Di particolare rilievo l’incontro con gli otto creatori di moda venuti dalla Puglia, organizzato il 4 giugno presso la Trattoria del Centro Italiano e arricchito dall’intervento di esperti locali che hanno preso la parola all’inizio dell’evento per illustrare aspetti della situazione di mercato di Vancouver. Dopo il discorso inaugurale di Maria Elena Lanzafame, la responsabile dell’ufficio ICE (Italian Trade Commission) di Vancouver, si sono avvicendati al microfono Jamal Abdourahman, fondatore della Vancouver Fashion Week e riconosciuta autorità nel campo della moda, Nikola Fischerova di Invest Vancouver, una azienda dedicata allo sviluppo economico, Laura Espinosa , esperta di e-commerce e autrice del video e libro “Your Business Always in Fashion.”

unnamedLa serie di presentazioni da parte di esperti si è conclusa con gli interventi di Irena De Marco, la riconosciuta “regina della moda” di Vancouver, la fashion guru dal tocco magico che ha fatto centro anche questa volta come  produttrice dell’evento, e di Ilaria Baldan, la Direttrice Generale della Italian-Canadian Chamber of Commerce in the West, una organizzazione che ha uffici a Vancouver, Calgary e in Italia.

Ha inoltre  preso la parola Giuseppe Pastore, dirigente Competitivita’ Regione Puglia e gli otto disegnatori che esponevano le loro creazioni e che intendono affacciarsi sul mercato della moda di Vancouver con il loro marchio: Rallegrati, Pour Moi, Fortunale, Nanaleo Clotherapy, Atelier Dama, Sartoria Di Renzo, Maria Elena Di Terlizzi, Chiara Giulia Micoccio.

unnamedTutti gli interventi sono stati di altissimo interesse perché hanno messo in luce soprattutto la profonda consapevolezza ecologica, l’interesse verso la sostenibilità dell’industria della moda che si esprime attraverso le scelte di utilizzazione di tessuti in fibre naturali, la determinazione di inserire programmi di riciclaggio per minimizzare sprechi e inquinamento, l’attenzione a tecniche di lavorazione “pulite” e alla salvaguardia dell’ambiente circostante.

Il proprietario di Fortunale, una delle aziende presenti, ha organizzato un programma per rigenerare indumenti con il progetto “Diamoci una mano” in cui  i loro clienti diventano “partners” per ridurre al minimo lo spreco; non solo, nei terreni inquinati dall’amianto hanno piantato 600 alberi per riforestare la zona. Le creazioni di  Chiara Giulia Micoccio sono esclusivamente in fibre naturali quali il lino, impreziosite da applicazioni di ricamo di antica tradizione, fatte a mano da ricamatrici pugliesi.

Anche Pour Moi, che produce moda femminile da tre generazioni con un processo produttivo che si svolge esclusivamente in territorio Italiano, usa tessuti pregiati di valenza ecologica. Maria Elena Di Terlizzi, laureata in Fashion Design all’Istituto Europeo di Design di Roma e con un curriculum ricco di esperienze ad alto livello, dirige un atelier a Corato (Bari) di creazioni sartoriali create su misura per abiti d’alta moda e abiti da sposa con lavorazione interamente realizzata a mano.

unnamedGli intervenuti hanno poi potuto gustare un pranzo a base di specialità pugliesi, a conclusione del  riuscitissimo avvenimento. Un doverso riconoscimento va tributato agli organizzatori della giornata: ICE Vancouver e la sua dirigente Maria Elena Lanzafame, la show producer Irena De Marco, Consolato Generale d’Italia, Centro Culturale Italiano, Regione Puglia, Federation of Pugliese Clubs of BC, Bosa Foods, Dignity, e Level.




La famiglia italiana? Sempre più in versione ‘micro’ e ‘alternativa’, ma anche povera

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Le famiglie italiane sono sempre più piccole e frammentate, ma anche povere e “libere da etichette”. Insomma, la tipica famiglia tradizionale ‘made in Italy’ è sulla via di estinzione: è quanto emerge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, pubblicato oggi, 21 maggio.

CRESCE LA SOLITUDINE, FAMIGLIE SENZA FIGLI O MONOGENITORIALI

Nel biennio 2023-2024 le persone sole costituiscono il 36,2 per cento delle famiglie, mentre le coppie con figli scendono al 28,2 per cento. L’instabilità coniugale, la bassa fecondità e il posticipo della genitorialità favoriscono la crescita di famiglie senza figli o monogenitoriali. Secondo quanto riporta l’Istat, l’aumento delle persone sole interessa tutte le età, ma soprattutto gli anziani. Quasi il 40 per cento delle persone di almeno 75 anni vive da solo, in prevalenza donne.

NUOVE FORME FAMILIARI, QUALI E QUANTE?

Le nuove forme familiari ridisegnano la composizione sociale. Famiglie ricostituite, coppie non coniugate, genitori soli non vedovi e persone sole non vedove rappresentano oggi il 41,1 per cento delle famiglie, segnando una trasformazione strutturale nella geografia familiare del Paese.
Il 63,3 per cento dei giovani tra 18 e 34 anni vive con i genitori, un valore tornato al livello del 2019 ma in crescita rispetto al 2010. Questo fenomeno, accentuato dalla crisi economica e dalla pandemia, si deve alle difficoltà che i giovani incontrano nel realizzare i loro progetti di autonomia e il raggiungimento dell’indipendenza economica.

CRESCE IL RISCHIO DI POVERTÀ ASSOLUTA PER FAMIGLIE GIOVANI CON MINORI

Nel 2023, nell’UE27 oltre 94 milioni di persone (21,3 per cento del totale) sono a rischio di povertà o esclusione sociale. In Italia, nello stesso anno, si trova in questa condizione il 22,8 per cento della popolazione residente, un dato in sostanziale diminuzione rispetto al passato (era 28,4 per cento nel 2015), a differenza di Paesi come la Francia e la Germania, nei quali il rischio di povertà o esclusione sociale (rispettivamente, 20,4 per cento e 21,3 per cento) è in aumento rispetto al 2015 (+2,0 e +1,3 punti percentuali). È quanto si legge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, pubblicato oggi.
Nel 2024, oltre un quinto della popolazione residente in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale: il 23,1 per cento della popolazione, sostanzialmente stabile rispetto al 2023, ricade in almeno una delle tre condizioni che definiscono il rischio di povertà o esclusione sociale: rischio di povertà (18,9 per cento), grave deprivazione materiale e sociale (4,6 per cento), bassa intensità di lavoro (9,2 per cento).
Il Mezzogiorno resta l’area più esposta al rischio di esclusione sociale. L’incidenza raggiunge il 39,8 per cento nel Sud e il 38,1 per cento nelle Isole. L’incidenza è più bassa per chi vive in coppia senza figli, soprattutto se la persona di riferimento della famiglia ha almeno 65 anni (15,6 per cento), ed è invece quasi doppia per gli individui che vivono in famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni (30,5 per cento).
Nel 2023 la povertà assoluta resta stabile, ma su livelli elevati. Le famiglie in povertà assoluta sono 2,2 milioni (8,4 per cento del totale), mentre gli individui coinvolti sono circa 5,7 milioni di persone, pari al 9,7 per cento della popolazione residente. Rispetto al 2014, l’incidenza è aumentata di 2,2 punti percentuali a livello familiare e di 2,8 punti a livello individuale.

Le famiglie con minori restano le più esposte alla povertà assoluta. Nel 2023, tra le famiglie con figli minori l’incidenza di povertà assoluta raggiunge il 12,4 per cento (13,8 per cento a livello individuale), con un incremento di oltre 4 punti rispetto al 2014. I minori in povertà assoluta sono circa 1,3 milioni.
L’incidenza della povertà assoluta diminuisce con l’aumentare dell’età della persona di riferimento della famiglia. È pari al 6,2 per cento tra gli individui di 65 anni e più, e scende al 5,7 per cento tra le famiglie composte di soli anziani, cioè 441mila famiglie (contro l’11,3 per cento delle famiglie di soli giovani in condizione di povertà assoluta, 202mila).
La povertà assoluta è più diffusa nel Mezzogiorno dove il 10,2 per cento delle famiglie è in povertà assoluta (859mila famiglie). In quest’area del Paese, l’incidenza sale al 12,8 per cento per le famiglie composte di soli giovani.
Le famiglie giovani con figli sono tra le più vulnerabili. Tra le famiglie giovani con almeno un figlio minore l’incidenza di povertà assoluta sale al 15,2 per cento, contro il 10,0 per cento delle famiglie giovani senza figli minori. Valori elevati si riscontrano anche tra le persone sole e, all’estremo
opposto, tra le famiglie numerose.
Il livello di istruzione incide fortemente sul rischio di povertà assoluta. Nelle famiglie in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza media, l’incidenza è pari al 13 per cento, mentre scende al 4,6 per cento tra chi possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore.

IN 40 ANNI CROLLA IL NUMERO DEI MATRIMONI, CRESCONO LE NUOVE FORME FAMILIARI

Negli ultimi quarant’anni i matrimoni hanno registrato una progressiva e continua diminuzione, al netto di brevi oscillazioni congiunturali, dovuta alla riduzione delle generazioni più giovani per via della denatalità persistente e a un cambiamento radicale nelle scelte familiari: sii legge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat.
Per le donne nate nel 1933 (le ipotetiche nonne) il tasso di primo-nuzialità realizzato entro i 40 anni è stato pari a 879 matrimoni per mille donne, 870 per le nate nel 1958 (le ipotetiche madri), mentre è crollato a 578 per le loro figlie (nate nel 1983, oggi appena quarantenni); quest’ultimo valore è inferiore a quello che la ipotetica generazione delle madri aveva raggiunto già entro l’età di 25 anni (647).
Nel 1973, anno in cui la generazione delle ipotetiche nonne raggiunge i 40 anni, sono stati registrati 418mila matrimoni, di cui il 95,9 per cento costituito da primi matrimoni celebrati con rito religioso; l’età media al primo matrimonio era di 27,2 anni per gli uomini e 24,0 per le donne. Nel 1998, quando la generazione delle ipotetiche madri raggiunge i 40 anni, i matrimoni sono già scesi a 280mila, in particolare per il crollo delle prime nozze, e l’età media al primo matrimonio, in rapida crescita, arriva a 30,2 e a 27,2 anni, rispettivamente per uomini e donne. Nel 2023 sono state celebrate poco più di 184mila nozze, di cui il 58,9 per cento con il rito civile (47,5 per cento nei primi matrimoni).

Crescono le nuove forme familiari: le unioni libere (oltre 1 milione e 700mila) e le famiglie ricostituite coniugate (840mila) insieme rappresentano quasi una famiglia su 10. Le unioni libere sono ormai diffuse tra celibi e nubili, che rappresentano circa due terzi dei casi, come alternativa o fase precedente al matrimonio, mentre circa un quinto è costituito da nuove unioni per separati e divorziati; meno frequenti quelle con almeno un vedovo.
Nel 2023 si sono registrate oltre 82mila separazioni e circa 80mila divorzi. Dal 1970, anno in cui il divorzio è stato introdotto nell’ordinamento italiano, il numero dei divorzi è aumentato costantemente fino al 2015, quando si è registrato un forte incremento (+57,5 per cento) legato all’introduzione di modifiche normative. Cresce l’età media alla separazione: tra il 2000 e il 2022 è salita di circa 9 anni per uomini e donne. Aumentano le separazioni in età matura, con valori triplicati dopo i 65 anni (da 1,6 per cento del 2000 a 5,8 del 2022).

Agenzia DIRE – www.dire.it




FantaPapa: Pizzaballa, Parolin o Erdo?

cardinal pietro parolin

cardinal pietro parolinPizzaballa non è più solo la leggendaria e introvabile figurina Panini. E’ uno dei “bomber” del FantaPapa, magari da affiancare a Parolin con la fascia capitano per raddoppiare i bonus o il fortissimo l’ungherese Péter Erdo, il cardinale poliglotta. Va così: gli italiani che dovranno “rispettare” i funerali di Papa Francesco non andando allo stadio sabato prossimo, hanno già pronta l’alternativa ludica: pronto il sito, pronta l’app. L’asta – pardon, il “conclave” – è già online. Il claim pure: “Scopri il Vaticanista che è in te”

Il regolamento è uno spinoff del fantacalcio con richiami al viralissimo fantasanremo, c’è dentro un po’ di tutto. L’idea è di Mauro Vanetti, sviluppatore di videogiochi, e Pietro Pace, Data e Ai Architect. Il lancio della piattaforma il 22 aprile, iscritti quasi a quota 3.000.

“Stiamo lavorando a questo progetto da un po’, ci rivolgiamo in particolare al mondo nerd, vista la grafica retrò ma speriamo che possa interessare anche molti altri. Abbiamo cercato informazioni nei giorni scorsi, ci siamo informati tanto sul tema e abbiamo fatto diversi calcoli per mettere a punto il tutto”, hanno spiegato intervistati da Wired.

LE REGOLE

Ovviamente si fa la formazione: 11 cardinali, modulo in grafica 4-3-3. Al posto del portiere c’è un cardinale “ineleggibile”, una sorta di antipapa che non sarà mai eletto. La punta centrale è invece “il più papabile”, il capitano. Cinquecento punti se si azzecca il Papa. E un sottobosco di bonus infinito: danno punti per esempio le citazioni sui giornali, le prime pagine, il giorno in cui sarà eletto, il nome che sceglierà, se farà un discorso progressista, per quanto tempo è stato vescovo, e quante fumate son servite per arrivare all’elezione. Si possono scegliere anche dei “cardinali Jolly”, che prendono punti in base alla nazionalità indipendentemente dal nome.

Agenzia DIRE – www.dire.it




In Italia sempre meno figli: fecondità al minimo storico. I dati dell’Istat

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Nel 2024, secondo i dati provvisori, i nati residenti in Italia sono 370mila, in diminuzione di circa 10mila unità (-2,6%) rispetto all’anno precedente. Il tasso di natalità si attesta al 6,3 per mille, contro il 6,4 per mille del 2023. I nati di cittadinanza straniera, il 13,5% del totale, sono quasi 50mila, circa 1.500 in meno rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024.

La fecondità, nel 2024, è stimata in 1,18 figli per donna, sotto quindi il valore osservato nel 2023 (1,20) e inferiore al precedente minimo storico di 1,19 figli per donna registrato nel 1995. La contrazione della fecondità riguarda in particolar modo il Nord e il Mezzogiorno. Infatti, mentre nel Centro il numero medio di figli per donna si mantiene stabile (pari a 1,12), nel Nord scende a 1,19 (da 1,21 del 2023) e nel Mezzogiorno a 1,20 (da 1,24). Quest’ultima ripartizione geografica detiene una fecondità relativamente più elevata, ma sperimenta la flessione maggiore.

IN TRENTINO-ALTO ADIGE FECONDITÀ PIÙ ELEVATA, PIÙ BASSA IN SARDEGNA

Il primato della fecondità più elevata continua a essere detenuto dal Trentino-Alto Adige, con un numero medio di figli per donna pari a 1,39 nel 2024, comunque in diminuzione rispetto al 2023 (1,43). Come lo scorso anno seguono Sicilia e Campania. Per la prima, il numero medio di figli per donna scende a 1,27 (contro 1,32 del 2023), mentre in Campania la fecondità passa da 1,29 a 1,26. In queste regioni le madri sono mediamente più giovani: l’età media al parto è pari a 31,7 anni in Sicilia e a 32,3 in Trentino-Alto Adige e Campania. Lo rileva l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024.

La Sardegna si conferma la regione con la fecondità più bassa: nel 2024, il numero medio di figli per donna è pari a 0,91, stabile rispetto al 2023. Tra le regioni con i valori più bassi di fecondità figurano il Molise (1,04), la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (che sperimenta la flessione maggiore, da 1,17 a 1,05) e la Basilicata (1,09, stabile sul 2023). Basilicata, Sardegna e Molise sono anche le regioni con il calendario riproduttivo più posticipato, dopo il Lazio (33,3 anni): nelle prime due l’età media al parto è pari a 33,2 anni, per il Molise è uguale a 33,1.

NEL 2024 IN CALO DECESSI, SPERANZA DI VITA AUMENTA DI 5 MESI

Nel 2024 si contano 651mila decessi (dato provvisorio), 20mila in meno rispetto al 2023. In rapporto al numero di residenti sono deceduti 11 individui ogni 1.000 abitanti, contro gli 11,4 dell’anno precedente. Un numero così basso di decessi non si registrava dal 2019. Il calo della mortalità risulta confermato anche dal confronto con i 678mila decessi teorici che si sarebbero avuti nel 2024 se si fossero manifestati i medesimi rischi di morte del 2019. Lo rileva l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024.
Il calo dei decessi si traduce in un guadagno di vita rispetto al 2023 di circa cinque mesi sia per gli uomini sia per le donne (83,4 anni di media). La speranza di vita alla nascita nel 2024 è stimata in 81,4 anni per gli uomini e in 85,5 anni per le donne (+0,4 in decimi di anno), valori superiori a quelli del 2019. Il difficile periodo legato alla pandemia sembra essere ormai superato come evidenzia una sopravvivenza che torna a registrare incrementi significativi.

Nel Nord la speranza di vita alla nascita è di 82,1 anni per gli uomini e di 86,0 per le donne; i primi recuperano cinque mesi rispetto all’anno precedente, le donne invece quasi quattro mesi. Il Trentino-Alto Adige si conferma ancora come la regione in Italia con la speranza di vita più alta sia tra gli uomini (82,7) sia tra le donne (86,7).
Nel Centro la speranza di vita alla nascita è 81,8 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne, con un incremento di quasi quattro mesi rispetto al 2023 per entrambi i sessi. In questa ripartizione geografica le Marche sono la regione dove si vive più a lungo, con un valore della speranza di vita alla nascita di 82,2 anni per gli uomini e 86,2 per le donne.
Nel Mezzogiorno si registrano valori più bassi della speranza di vita alla nascita, 80,3 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne. L’Abruzzo è la regione che consegue guadagni di sopravvivenza maggiori tra gli uomini, oltre 8 mesi in più sul 2023. Significativi, sempre nel Mezzogiorno, sono i guadagni ottenuti tra le donne in Sicilia, Basilicata e Calabria, ben 6 mesi in più. La Campania, nonostante un considerevole recupero, rimane la regione con la speranza di vita più bassa tanto tra gli uomini (79,7) quanto tra le donne (83,8).

Agenzia DIRE – www.dire.it




Luca Vullo. Nuovo tour in Florida dell’ambasciatore della gestualità italiana

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31vulloPartirà il prossimo 7 aprile, per concludersi poi l’11, il nuovo tour dell’Ambasciatore della Gestualità italiana Luca Vullo in Florida. Tra one man show, workshop e talk di intrattenimento culturale, Vullo toccherà le Università di Boca Raton e Orlando, completando il giro infine a Miami, con gli eventi presso l’Istituto Italiano di Cultura e le classi di italiano dell’International Study Preparatory Academy.
Il primo appuntamento sarà dunque lunedì prossimo, 7 aprile, alle ore 19 presso la FAU Florida Atlantic University, Boca Raton con l’evento in inglese “Luca Vullo and the Language of Italian Gestures”, rivolto a studenti e persone della comunità italiana e italoamericana.
La seconda tappa del 9 aprile lo porterà ad Orlando ospite della UCF University of Central Florida con lo show in inglese “The Body’s Voice: Luca Vullo Shares Italy’s Silent Language” che presenterà alle ore 19 presso il Phillips Center for the Performing Arts di Orlando.
Grazie alle docenti Ilaria Serra, Professor of Italian and Comparative Studies della FAU, e Chiara Mazzucchelli, PhD Associate Professor, e Neil Euliano, Chair in Italian Studies della UCF, il tour continuerà poi su Miami grazie al coinvolgimento dell’Istituto Italiano di Cultura.
Il 10 aprile alle ore 18:30, presso l’Istituto, Luca Vullo incontrerà il pubblico di Miami con l’evento “The Art of Italian Gestures”.
Vullo è noto a livello internazionale come “Ambasciatore della gestualità italiana” per aver collaborato con più di 70 prestigiose università presentando le sue Masterclass sul tema e portando in tour lo show “La voce del corpo” dove ha coinvolto anche sua madre Angela. Si aggiunge a queste collaborazioni anche la Florida che lo vedrà in qualità di autore, regista cinematografico, produttore, showman, esperto di comunicazione non verbale e formatore.
Durante l’evento si parlerà del suo ultimo progetto audiovisivo di promozione dell’Italia all’estero attraverso lo sport realizzato per la Farnesina dal titolo “ComunichiAMO lo sport italiano” oltre che dei suoi numerosi documentari e docu serie di successo (INFLUX distribuito su Netflix worldwide e RED ZONES andato in onda su Sky Italia) considerando che proprio in quei giorni si svolgerà il Miami Film Festival.
L’ultimo appuntamento si terrà giorno 11 aprile con il workshop sulla gestualità italiana rivolto alle classi di italiano dell’ISPA (International Study Preparatory Academy) grazie alla docente Elisa Oliviero Italian Literature & AP Instructor. (aise) 




In Italia questa settimana tornerà l’ora legale

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orologi cambio orario ipaUltimi giorni di ora solare. Questo fine settimana in Italia torneremo a utilizzare l’ora legale e, reimpostando tutti gli orologi, ci godremo giornate più lunghe in vista della bella stagione.

Quando effettuare il cambio dell’ora

L’orario dovrà essere reimpostato nella notte tra sabato 29 marzo e domenica 30 marzo 2025, intorno alle 2 di notte.

Come spostare le lancette dell’orologio

Bisognerà portare avanti di 60 minuti le lancette degli orologi analogici e digitali non smart, mentre la maggior parte dei dispositivi elettronici si aggiorneranno automaticamente. Dagli smartphone ai computer, è sempre buona abitudine però controllare che effettivamente l’orario impostato sia quello corretto.

Cosa succede con il cambio dell’ora

Il passaggio dall’ora solare a quella legale ci farà dormire un’ora in meno nella notte tra sabato e domenica. Le giornate però ci sembreranno più lunghe dal momento che avremo un’ora in più di luce tra pomeriggio e sera.

adnkronos.com




La classifica dei Paesi più felici del mondo: per l’Italia la strada è ancora tutta in salita

giornata mondiale della felicita

giornata mondiale della felicitaLa Giornata Internazionale della felicità è stata stituita dall’Assemblea generale dell’ONU il 28 giugno 2012. Questa ricorrenza si festeggia in occasione dell’equinozio di primavera. E non a caso, in concomitanza di questa giornata, viene pubblicato, anche il World Happiness Report, giunto alla sua tredicesima edizione. Al centro dell’indagine 2025 c’è l’impatto della cura e della condivisione sulla felicità delle persone. Applicando questi temi ad una prospettiva globale quindi, la domanda sorge spontanea: “Quali sono i Paesi più felici del mondo?”

LA CLASSIFICA

Stando alla classifica, a farla da padrone sono sempre i Paesi nordici: la Finlandia sul primo posto del podio, si conferma il paese più felice del mondo per l’ottavo anno consecutivo, seguito da Danimarca e Islanda. La top ten si chiude con: Svezia, Paesi Bassi, Costa Rica, Norvegia, Israele, Lussemburgo e Messico. Male l’Italia che si piazza solo al 40esimo posto, chiude la classifica L’Afghanistan (147esimo), che si conferma il Paese meno felice del mondo.

IL REPORT

Il World Happiness Report è pubblicato dal Wellbeing Research Centre dell’Università di Oxford, in collaborazione con Gallup, il Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite e un comitato editoriale indipendente. Il Rapporto mette a confronto i dati di 140 Paesi in base alle valutazioni medie dei partecipanti. Tra i vari aspetti analizzati quest’anno c’è anche il rapporto tra la benevolenza di un popolo e le scelte politiche. “Il populismo è in gran parte dovuto all’infelicità. Ma se i populisti sono di sinistra o di destra dipende dalla fiducia. Le persone che si fidano degli altri virano a sinistra, quelli che non virano a destra”. L’analisi spiega inoltre che “l’opposto della felicità è la disperazione, che può portare alla morte per suicidio o abuso di sostanze. Fortunatamente, le morti di questo tipo stanno diminuendo nella maggior parte dei paesi, anche se non negli Stati Uniti o nella Repubblica di Corea. Le ‘morti di disperazione’ sono significativamente più basse nei paesi quando più persone riferiscono di aver donato, volontariato o aiuto agli estranei”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Argentina. A La Plata sesta edizione del Festival della Gastronomia Italiana

corridoio produttivo turistico culturale italia argentina a la plata sesta edizione del festival della gastronomia italiana immagine17

corridoio produttivo turistico culturale italia argentina a la plata sesta edizione del festival della gastronomia italiana immagine17Sabato 5 e domenica 6 aprile, dalle 12:00 alle 23:00, il Parque Alberti  di La Plata  (25 y 38) sarà lo scenario di una nuova edizione del Festival della Gastronomia Italiana. Con ingresso libero e gratuito, l’evento riunirà il meglio della cucina italiana nella capitale della provincia di Buenos Aires, offrendo un’opportunità unica per godere in famiglia dei suoi sapori tradizionali. Organizzato dall’Agenzia di Coordinamento Territoriale Italia Argentina, con il sostegno del comune di La Plata e di altre entità aderenti al Corridoio Produttivo Turistico Culturale Italia Argentina, il festival presenterà spettacoli dal vivo, cucina aperta, musica e danze tipiche. Saranno inoltre disponibili giochi e gonfiabili per i più piccoli. Imprenditori e aziende gastronomiche, insieme a chef professionisti e appassionati della cucina italiana, avranno il loro spazio in stand, food truck e food market, dove esporranno e venderanno i loro prodotti.

Inoltre, l’evento sarà una vetrina per le iniziative del Corridoio Produttivo, come il Turismo in Italia, il Turismo delle Radici e il Ponte della Moda Italia-Argentina, oltre ad altre attività che promuovono il legame tra i due Paesi attraverso la produzione, il turismo e la cultura. Rafforza anche la continuità dello sviluppo di un ponte non gastronomico Italia-Argentina. Durante le due giornate, i partecipanti potranno godere di estrazioni a premi, spettacoli musicali con i vincitori del Festival della Musica Italiana e artisti ospiti, oltre a balli tipici che contribuiranno a creare un’atmosfera festosa e familiare.

L’iniziativa è patrocinata dall’Accademia della Gastronomia Italiana (Perugia), dall’Accademia “A Tavola con lo Chef” (Roma), da Idimed – Istituto per la Promozione e la Valorizzazione della Dieta Mediterranea (Catanzaro-Sicilia), oltre che da altre istituzioni ed enti legati al Corridoio Produttivo Turistico Culturale Italia-Argentina. Ha inoltre il sostegno di Puglia Promozione, della Regione Puglia, il cofinanziamento dell’Unione Europea e il patrocinio della Banca Provincia di Buenos Aires. Inoltre, nell’ambito del riconoscimento di La Plata come capitale dell’emigrante italiano, l’evento è stato dichiarato di interesse municipale dal Consiglio Comunale della città. Per chi desidera ottenere maggiori informazioni o partecipare all’evento, è possibile contattare l’area produzione all’indirizzo email: produccion@corredorproductivo.net  (Inform)




New York. IIC: “Invecchiare bene in una società che invecchia”

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7ageingInvecchiare bene in una società che invecchia: analisi della struttura della popolazione e delle esigenze specifiche in una visione sostenibile” è il tema del workshop internazionale per la diffusione dei risultati del programma Age-IT che si terrà il 17 marzo a New York, nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura.
L’incontro, che si potrà seguire anche on line collegandosi a questo link meet.google.com/pxe-djcc-nze, presenterà i risultati del programma Age-IT, insieme al contributo di esperti e accademici internazionali che arricchiranno la conversazione portando sul tavolo l’esperienza globale nel campo delle sfide dell’invecchiamento della popolazione, delle questioni di genere e argomenti di sostenibilità.
Studiosi e stakeholder di spicco provenienti da vari campi e nazioni si riuniranno per il summit per discutere degli ultimi progressi nello studio della mobilità, delle preoccupazioni relative all’invecchiamento della popolazione, all’accessibilità e alla legislazione correlata.
Attraverso un processo mirato ad applicare i risultati del progetto ottenuti finora in modo costruttivo e a distribuirli a livello internazionale, l’obiettivo è migliorare il programma Age-IT.
Il workshop, che avrà inizio alle 14.30 locali, sarà aperto dai saluti di Silvia Mongardo dell’Istituto Italiano di Cultura di New York, Elisabetta Venezia dell’Università di Bari Aldo Moro e Yvette Ramos dell’Università di Lisbona e membro di WOMENVAI, Ginevra.
Sarà la stessa Yvette Ramos ad inaugurare gli interventi delle relatrici parlando di “Strategic board for better equality in sustainability”. Seguiranno i contributi di: Sara Landini e Simona Viciani dell’Università di Firenze su “Women reproductive health in ageing society and Private-Public intervention”; Tiziana Campisi dell’Università di Enna “Flexible and Inclusive mobility for an ageing population”; Lylian Coelho di SUEZ (Brasile/Francia) “Finance for leadership and education for all”; Francesca Morganti dell’Università di Bergamo “Ageing in place for a healthy longevity”; Gitanjali Sah di WSIS International Telecommunication Union “Gender trendsetters in the Pact for the Future perspective”; Jola Pypno-Crapanzano (USA/Poland) “A healthier World for All – the mission of SDG 3”; Rabia Moussa (Niger) “Redefine possible: entrepreneurship as a vehicle for economic inclusion”; Rabeb Aloui (Tunisia) “Women, conflict and climate mobility”; ed infine Elisabetta Venezia dell’Università di Bari Aldo Moro “The distributive dimension of social justice: accessibility of the elderly to the transport system”. (aise)




La fine del Ramadan sia festa nazionale: la proposta “choc” di Soumahoro

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islam musulmani 1024x681Aveva fatto scandalo una anno fa la decisione di sospendere le lezioni di una scuola statale a Pioltello, nel Milanese, nel giorno della festa di fine Ramadan. La chiusura era stata motivata dalla dirigenza scolastica semplicemente perché il 40% dei 1.200 alunni dell’istituto comprensivo, di origine musulmana, sarebbe comunque restato a casa in quella giornata di festa, secondo i canoni della propria religione. Tant’è che anche quest’anno la scuola Iqbal Masih di Pioltello ha già deciso il bis, secondo quanto riportato da Milanotoday, ovvero di chiudere le porte il 31 marzo prossimo, giorno della fine del Ramadan previsto per il 2025.
Di certo se la chiusura di una scuola in tutto lo Stivale per il giorno di festività musulmano ha innescato interrogazioni politiche e mobilitato il Mim per “fare chiarezza”, si prospetta che altrettanto rumore farà la proposta lanciata oggi da un deputato- di minoranza- che va proprio nella direzione di riconoscere anche in Italia come festività nazionale la fine del Ramadan. Ecco di cosa si tratta

UN PDL E UNA PETIZIONE PERCHÈ “L’ITALIA È IL TERZO PAESE DELL’UE PER NUMERO DI MUSULMANI”

Rendere festa nazionale la festa di fine Ramadan anche in Italia, “il terzo Paese dell’Unione europea per numero di musulmani con una stima di oltre 3 milioni di persone, di cui la metà cittadini italiani”. È la proposta del deputato Aboubakar Soumahoro, lanciata stamattina in una conferenza stampa alla Camera insieme alla petizione collegata ‘Un passo insieme – Eid per la convivenza’ – consultabile sugli omonimi canali social e che potrà essere firmata digitalmente già da lunedì 3 marzo.
Soumahoro ha depositato una pdl, la numero 1815, per il riconoscimento civile dell’Eid Al-Fitr, la ‘festa della rottura del digiuno’ che segna per le persone di fede islamica la fine del mese di Ramadan.

IL CALENDARIO DEL RAMADAN: DALL’1 AL 30 MARZO 2025

Quest’anno il mese sacro del digiuno per i musulmani inizierà domani, 1 marzo, e si concluderà intorno al 30 dello stesso mese, a seconda dell’avvistamento lunare. L’Eid Al-Fitr, così come ovviamente il mese di Ramadan, seguendo appunto il calendario lunare è infatti una festa ‘mobile’ – proprio come la Pasqua cristiana – e arretra di una decina di giorni ogni anno.

A SOSTEGNO DELLA PROPOSTA L’ARTICOLO 19 DELLA COSTITUZIONE

L’Italia, ha spiegato Soumahoro, “è il terzo Paese dell’Unione europea per numero di popolazione musulmana, circa 3 milioni di cui 1,5 con cittadinanza italiana. Il tema della libertà di culto è previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, in particolare all’articolo 10, e dalla nostra Costituzione che all’articolo 19 recita che tutti hanno il diritto di professare liberamente la propria fede”.
La petizione ‘Un passo insieme – Eid per la convivenza’, ha sottolineato il deputato, “nasce per rendere festiva la festa di fine Ramadan in Italia rispetto all’articolo 8 della Costituzione, secondo cui tutte le confessioni sono egualmente libere davanti alla legge. L’obiettivo è sensibilizzare, informare e condividere questi valori rendendo festiva la festa della fine del mese di Ramadan”.

“CONVIVENZA È ANCHE VALORIZZARE IL PLURALISMO RELIGIOSO”

La proposta di legge di Soumahoro prevede “il riconoscimento civile della festa di Eil Al-Fitr, sulla scorta di quanto avviene a New York, dove vivono 1 milione di musulmani, dal 2015: sia la festa di fine Ramadan che l’Eid Al-Adha sono giorni festivi, e anche le scuole rimangono chiuse”. Per il deputato, “in Italia fare un passo insieme per la convivenza vuol dire che siamo chiamati tutti insieme alla valorizzazione del pluralismo religioso, in armonia e nel rispetto dei valori della nostra Carta costituzionale e della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”.
Soumahoro ha concluso citando “il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della festa di fine Ramadan del 2024: ‘La promozione del mutuo rispetto tra fedi e culture, elemento della coesione sociale della nostra comunità, sollecita all’esercizio di una responsabilità condivisa per il bene comune’”.

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