L’eleganza senza tempo dell’italiano all’estero: tra tradizione e contaminazioni

scarpe 23

scarpe 23L’italiano che vive all’estero, che sia a New York, a Città del Messico o nei Caraibi, porta con sé un bagaglio che non è fatto solo di memorie familiari e passaporti, ma anche di stile. La moda, in questo senso, diventa un linguaggio identitario: un modo di farsi riconoscere e di rimanere legati alle proprie radici.

Nonostante i chilometri di distanza, lo stile italiano resta sinonimo di qualità ed eleganza sobria. Camicie di lino ben stirate, scarpe artigianali, l’occhio attento ai dettagli: ovunque vadano, gli italiani continuano a distinguersi per la capacità di apparire ordinati anche in contesti informali.

Nei Caraibi, dove il clima impone leggerezza, molti connazionali scelgono abiti chiari, tessuti naturali e linee semplici, senza rinunciare a quell’inconfondibile tocco di ricercatezza. In Nord America, invece, la contaminazione con lo stile urbano e streetwear si fonde con il classico “saper portare” giacca e cravatta, anche in contesti lavorativi sempre più rilassati.

C’è anche un aspetto innovativo: le nuove generazioni di italiani all’estero si distinguono per una maggiore attenzione alla sostenibilità. L’uso di tessuti riciclati, l’acquisto consapevole di capi durevoli e l’interesse per i brand etici si stanno affermando come nuovo codice di stile.

Non è più solo una questione di apparenza, ma di responsabilità: vestirsi bene significa oggi anche rispettare l’ambiente e le comunità che producono i capi.

La moda, del resto, non è mai solo moda: è costume, è linguaggio sociale. Negli eventi comunitari – feste nazionali, cene di beneficenza, celebrazioni religiose – l’abbigliamento diventa simbolo di appartenenza. Un abito sartoriale, un vestito elegante, persino un accessorio con il tricolore possono rappresentare il legame con l’Italia, orgoglio e nostalgia allo stesso tempo.

In un mondo sempre più globalizzato, l’italiano all’estero resta riconoscibile non solo per la lingua o per la cucina, ma anche per il modo di vestire, che continua a raccontare una storia di stile e di identità.

 




Oggi è la Festa dei Nonni, ecco perché si festeggia il 2 ottobre

foto singola sito 24 1024x576

foto singola sito 24 1024x576In Italia ogni anno, il 2 ottobre, si festeggia la Festa dei Nonni, ma sapete perché si festeggia proprio oggi? In Italia è stata istituita addirittura per legge, la 159 del 2005. L’obiettivo è “celebrare l’importanza del ruolo svolto dai nonni all’interno delle famiglie e della società in generale”. Non solo. La legge invita anche Regioni, province, Comuni e scuole ad organizzare iniziative per valorizzare i nonni. Il Presidente della Repubblica, inoltre, assegna anche un premio ai nonni più meritevoli d’Italia.

LA DATA IN ITALIA E NEL MONDO

La Festa dei Nonni in Italia si celebra il 2 ottobre, data scelta perché coincide con il ricordo liturgico degli angeli custodi nel calendario cattolico dei Santi. Negli Stati Uniti la festa nazionale dei nonni (in inglese, National Grandparents Day) viene celebrata ogni anno la prima domenica di settembre dopo il Labor Day. Nel Regno Unito, introdotta nel 1990, dal 2008 viene celebrata la prima domenica di ottobre. In Canada viene celebrata dal 1995 il 25 ottobre. In Francia, i nonni e le nonne sono festeggiati ogni anno separatamente. La festa della nonna, già dal 1987, la prima domenica di marzo. Dal 2008 è stata introdotta la festa del nonno la prima domenica di ottobre. In Estonia la festa dei nonni, introdotta nel 2010, viene celebrata la seconda domenica di settembre. (Fonte Wikipedia)

I NONNI SOSTEGNO ECONOMICO IN 4 FAMIGLIE SU 10

In quasi quattro famiglie italiane su dieci (37%), i nonni sono una risorsa fondamentale, fornendo un supporto economico e prendendosi cura dei nipoti, oltre a contribuire talvolta anche alle attività lavorative. Questo modello, tipico del welfare agricolo, si è diffuso in tutta la società. Lo evidenzia un’indagine online condotta da Coldiretti, diffusa in occasione della Festa dei Nonni del 2 ottobre.
La festa coinvolge circa 12 milioni di persone. Nelle famiglie con almeno un nonno, il contributo più comune riguarda la cura dei figli (60%), sostituendo le babysitter nell’accudire i bambini e accompagnarli a scuola o alle attività pomeridiane. Inoltre, il 32% dei nonni fornisce un sostegno diretto al bilancio familiare, mentre l’8% offre un aiuto lavorativo, soprattutto nelle attività artigianali e agricole.

IDEE PER CELEBRARE LA FESTA CON I NONNI

Ecco qualche spunto per rendere speciale questa giornata per i nonni:

  • Un biglietto fatto a mano: con disegni, poesie o semplici parole che esprimano gratitudine e amore.
  • Una giornata insieme: dedicare tempo a un’attività condivisa — una passeggiata, una foto insieme, la lettura di libri o racconti di famiglia.
  • Il fiore simbolo: il fiore ufficiale della festa è il non ti scordar-di-me, scelto per evocare il ricordo e il legame che non si deve dimenticare.
  • Racconti di vita: stimolare i nonni a raccontare storie della propria giovinezza, aneddoti di famiglia, che diventano patrimonio affettivo per le nuove generazioni.
  • Laboratori scolastici: nelle scuole molti studenti realizzano lavoretti, poesie e opere artistiche da regalare ai nonni, coinvolgendo le famiglie e promuovendo il dialogo intergenerazionale.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Katia Buchicchio è Miss Italia 2025. È la prima lucana a vincere

foto a 2 sito 35 1024x576

foto a 2 sito 35 1024x576Katia Buchicchio è Miss Italia 2025. È stata incoronata dalla patron del Concorso, Patrizia Mirigliani, e dalla presidente della giuria, Francesca Pascale, sul palco del PalaSavelli di Porto San Giorgio, in diretta in eurovisione su RTV San Marino, RaiPlay e Media DAB. La diciottenne lucana è stata scelta dalla giuria dell’86^ edizione del Concorso (la numero 80 con il nome di Miss Italia) dopo essere arrivata alle finali del Concorso con il titolo di Miss Basilicata. Sul podio anche Miss Umbria, Fanny Tardioli e Miss Marche, Asia Campanelli.

Alta 1.75, originaria di Anzi, in provincia di Potenza, Katia è iscritta al primo anno di Odontoiatria e Protesi Dentaria e ha incantato la giuria con la sua bellezza autentica. Oltre a studiare, Miss Italia 2025 coltiva la passione per il ricamo e il cucito, un’arte che le è stata tramandata dalle nonne e dalle zie e che fa parte della cultura della terra da cui proviene. Fidanzata con Michael, Katia ha dedicato la vittoria al padre Antonio, “il mio manager che mi ha accompagnato in tutte le selezioni a cui ho partecipato”, ha dichiarato la ragazza. E per il futuro ha detto: “Continuerò gli studi e lavorerò per tenere alto il nome della mia Regione, che sono orgogliosa di rappresentare, così come sono onorata di questo titolo”.

La sua vittoria non è solo un traguardo personale ma anche un motivo di orgoglio per tutta la Basilicata, che si aggiudica la fascia per la prima volta nella storia del Concorso. Le regioni che hanno collezionato il maggior numero di titoli fino ad oggi sono il Lazio con 13 miss, la Lombardia e la Sicilia con 11 ragazze. Seguono il Veneto e la Toscana con 6, il Friuli, la Calabria e il Piemonte con 5, le Marche e la Campania con 4, l’Emilia Romagna, la Liguria, la Sardegna, l’Umbria e il Trentino Alto Adige con 2, la Puglia e l’Abruzzo con una sola miss. Il titolo non è mai stato vinto da Molise e Valle d’Aosta. Soddisfatta la patron Patrizia Mirigliani, che ha commentato: “Sono molto emozionata anche perché la Basilicata non aveva mai vinto il titolo, è una grande soddisfazione, sono felicissima ed è una vittoria di tutti noi assieme al ritorno in tv”.

Sul palco, ad abbracciarla subito dopo la vittoria, la mamma Rosanna, il papà Antonio e la sorella Lucrezia. “Katia è paziente e rispettosa, legata alle tradizioni, alla famiglia e alla sua terra. Caratterialmente caparbia e determinata, a volte un po’ ostinata, non si ferma di fronte alle difficoltà ma la sua forza è stata prendere questa esperienza come un gioco”, ha detto la mamma.

La finale di Miss Italia 2025 è stata presentata da Nunzia De Girolamo. La musica ha dato ritmo alla serata con ospiti di primo piano, come Guè, icona del rap italiano, insieme a Shablo, Tormento e Joshua, protagonisti a Sanremo 2025 con il brano “La mia parola”. Altro artista tanto atteso Rkomi. E ancora Serhat, cantante e conduttore televisivo turco. Infine l’icona pop Senhit. Nel corso dello spettacolo si sono esibiti i maestri di ballo Samuel Peron e Veera Kinnunen, già protagonisti del programma di Rai 1 ”Ballando con le Stelle”, condotto da Milly Carlucci.

Agenzia DIRE – www.dire.it




La Giorgio Armani Spa alla Fondazione, ma entro 5 anni vendita del 70% o quotazione: cosa dice il testamento

armani

armaniLa casa di moda sarà di proprietà della Fondazione Armani e a raccogliere il testimone di Giorgio Armani sarà di fatto l’ex compagno e braccio destro Leo Dell’Orco, anche se quote e diritti di voto vanno anche ai nipoti. Ma Re Giorgio ha dato disposizioni anche sul futuro della maison a lungo termine, prevedendo la cessione della maggioranza di quote a un colosso del luxury.

Il 9 settembre, nello studio del notaio Elena Terrenghi, sono stati aperti i due testamenti scritti di proprio pugno da Arman. Il primo è datato 15 marzo 2025, il secondo risale al 5 aprile. I documenti, chiusi in buste sigillate di fatto suddividono il patrimonio personale e danno le direttive sul futuro della Giorgio Armani Spa.

LA FONDAZIONE

La casa di moda Giorgio Armani passa interamente nelle mani della Fondazione intitolata allo stesso stilista, scomparso lo scorso 4 settembre a 91 anni. In dettaglio: la Fondazione Armani passa dallo 0,1% delle quote societarie, al diritto di piena proprietà sul 9,9% (pari al 30% dei diritti di voto) e il diritto di ‘nuda proprietà’ sul restante 90% delle quote. Il resto dei diritti di voto è diviso tra Pantaleo Dell’Orco e i nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana.

Sul totale della società, quindi, Dell’Orco – praticamente nominato suo successore- avrà il diritto di usufrutto sul 30% delle quote e il 40% dei diritti di voto. Il 30% dei diritti spetteranno alla Fondazione, il 15% ciascuno ai nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana; sono assegnate azioni senza diritto di voto a Roberta Armani e a Rosanna Armani.

IL FUTURO SECONDO RE GIORGIO

“Pongo a carico della Fondazione i seguenti oneri – si legge nel testamento – decorsi 12 mesi ed entro i primi 18 dalla data di apertura della successione, cedere una partecipazione del 15%» in via prioritaria ad uno tra il gruppo Lvmh, EssilorLuxottica, L’Oréal o ad altra società operante nel mondo della moda di pari standing, con cui la Giorgio Armani intrattiene rapporti di partnership”. Queste le disposizioni che aprono alla cessione del marchio. Non solo: Armani ha disposto che a seguire, “a decorrere dal terzo anno ed entro il quinto” dalla data di apertura della successione, venga ceduto un ulteriore 30% del capitale dalla casa di moda, fino  a un massimo del 54,9%.  In pratica, entro il prossimo quinquennio il 70 per cento della Giorgio Armani (15% più 54,9%) verrà ceduto a un acquirente selezionato tra le big della moda oppure al colosso di Leonardo Del Vecchio. In questo modo, la Fondazione dovrà detenere il 30% del capitale.

L’APERTURA VERSO LA QUOTAZIONE IN BORSA

Se però la vendita non dovesse concludersi, lo stilista apre alla possibilità di una quotazione in Borsa, a partire dal terzo anno dalla successione, se ne facessero richiesta Dell’Orco e almeno uno tra Camerana e Silvana Armani. Oppure la Giorgio Armani Spa andrà in Borsa in ogni caso, dal quinto anno ed entro l’ottavo dall’apertura della successione. Resta il paletto che lega la Fondazione, anche in caso di collocamento azionario, al 30% del capitale sociale, tetto sotto il quale non può scendere.

IL CAPITOLO IMMOBILIARE: LE VILLE E UN PALAZZO DA 101 STANZE A BRERA CON UN MATISSE

La ‘casa’ di Giorgio Armani di Milano, un palazzo a Brera con 101 stanze, inclusi arredi e ornamenti, resterà in usufrutto a Leo Dell’Orco, “finché vorrà viverci”. Le disposizione testamentarie dello stilista piacentino relative alle proprietà immobiliari, che includono diverse ville, l’attico a New York e, appunto, il palazzo di via Borgonuovo ruotano attorno alla società “L’immobiliare Srl” che ha lasciato, per una quota pari al 75%, alla sorella Rosanna, ai nipoti Andrea Camerana e Silvana Armani. A questi lascia anche la restante quota pari al 25% in nuda proprietà.

A CHI VANNO LE OPERE D’ARTE DI MATISSE, WARHOL E LA FOTO DI MAN RAY

Nel testamento lo stilista ha però dato una disposizione particolare che riguarda il compagno di vita e lavoro Leo Dell’Orco:, ha disposto infatti che a lui vada l’usufrutto a vita del palazzo di via Borgonuovo, a Milano, dove lo stilista viveva. In particolare, il testamento precisa che anche che gli arredi e gli ornamenti “non vengano rimossi da dove si trovano” e restino nell’immobile finché “Leo voglia viverci”. Fanno eccezione a ciò due opere d’arte di inestimabile valore: un quadro di Matisse e una foto di Man Ray.

Infatti entrambe vanno alla sorella Rosanna. Mentre a Dell’Orco affida un altro capolavoro: il suo ritratto realizzato da Andy Warhol.

LA BARCA A SORELLA E NIPOTI, MA A DISPOSIZIONE DI DALL’ORCO PER UN MESE L’ANNO

Nel testamento Armani ha disposto che il suo yatch andrà alla sorella e ai 2 nipoti ma potrà essere noleggiata da Dell’Orco per 4 settimane all’anno. “Pongo a carico di Rosanna e Silvana Armani e di Andrea Camerana l’onere che Dell’Orco possa noleggiare l’imbarcazione per un periodo di quattro settimane l’anno- ha prescritto lo stilista- anche non consecutive, con diritto di scelta del periodo, preferenza da esprimere entro il mese di aprile”.

IL RICONOSCIMENTO (MISTERIOSO) DA 60 MILIONI DI EURO AL MANAGER E A SUA FIGLIA

Tra i beneficiari del testamento di Armani figura il nome di Michele Morselli, 45 enne manager della società immobiliare dello stilista. Non è l’unico manager di cui lo stilista si è ricordato nelle sue ultime volontà ma è l’unico che figura nell’unica azienda della galassia Armani che non si occupa di moda. E anche la portata del lascito balza agli occhi. A lui – insieme alla figlia Bianca– sono andati titoli per circa 60 milioni di euro: sono incluse 100 mila azioni Luxottica, che alle quotazioni attuali corrispondono a un controvalore di 26 milioni di euro. Non solo a Morselli e figlia vanno anche due tranche di Btp milionarie per un valore di 2.070.000 e 30.000.000, più il conferimento di una polizza assicurativa a un fondo il cui controvalore andrà a Bianca, tra i 25 e i 30 anni di età. Di certo, a conferma del forte legame e dell’affetto che intercorreva con lo stilista, sono portate alla ribalta le parole di una sua precedente intervista, in cui rivelava di considerare Bianca “quasi come una figlia”.

Agenzia DIRE – www.dire.it




Addio a Giorgio Armani. Il ‘Re’ della moda è morto a 91 anni

foto singola sito 2025 09 04t154240.501 1024x576

foto singola sito 2025 09 04t154240.501 1024x576E’ morto, a 91 anni, Giorgio Armani. L’annuncio in una nota firmata dalla famiglia e dai dipendenti del marchio icona dello stile italiano. Lo stilista si è spento nella sua casa di Milano, dopo aver mancato la sfilata di giugno a causa di una malattia non resa nota. Soprannominato ‘Re Giorgio’, guidava la sua azienda da oltre mezzo secolo. A Milano la camera ardente e un funerale in forma privata.

“Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani. Il signor Armani- si legge- come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire. Negli anni, Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un’inesauribile curiosità, l’attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti. Sempre attento alle esigenze della comunità, si è impegnato su molti fronti, soprattutto verso la sua amata Milano“.

“La Giorgio Armani- continua il comunicato- è una azienda con cinquant’anni di storia, cresciuta con emozione e con pazienza. Giorgio Armani ha sempre fatto dell’indipendenza, di pensiero e azione, il proprio segno distintivo. L’azienda è il riflesso, oggi e sempre, di questo sentire. La famiglia e i dipendenti porteranno avanti il Gruppo nel rispetto e nella continuità di questi valori”.
“In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi, con profonda commozione, sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l’ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore” conclude la nota.

CHI ERA GIORGIO ARMANI

Giorgio Armani nasce a Piacenza l’11 luglio del 1934, ma è milanese d’adozione. Dopo il liceo e un breve percorso universitario in Medicina, inizia la carriera nella moda come alla Rinascente come commesso e vetrinista. L’ingresso nello staff di Nino Cerruti gli permette di sviluppare la sua idea di stile e nel 1975 fonda la Giorgio Armani S.p.A. Da Milano parte un successo che avrebbe presto varcato i confini italiani. Partendo da una giacca sfoderata, un semplice paio di pantaloni e una palette urbana, Armani ha introdotto lo stile prêt-à-porter italiano sulla mappa della moda internazionale alla fine degli anni ’70, creando una silhouette rilassata immediatamente riconoscibile. Il suo pubblico non sono donne che comprano vestiti di Alta Moda, ma da donne che si devono vestire per la vita di tutti i giorni.

La copertina del Time lo consacra come uomo dell’anno nel 1982. L’affermazione arriva con il cinema: Richard Gere indossò i suoi abiti in American Gigolo e grazie al film, gli abiti iconici di Giorgio Armani sono diventati il simbolo del glamour Made in Italy. Da allora il marchio si è espanso in tutto il mondo, con linee dedicate a uomo, donna, giovani e bambini, oltre a profumi, accessori, arredi e hotel di lusso. Armani ha sempre difeso l’indipendenza della sua azienda, rifiutando di cedere a grandi gruppi del settore. Nel corso della sua carriera ha ricevuto premi e riconoscimenti internazionali, è stato protagonista di una retrospettiva al Guggenheim di New York e nel 2002 è stato nominato Ambasciatore di Buona Volontà dell’ONU per i rifugiati.

Figura riservata e determinata, Armani ha guidato il suo impero fino all’ultimo, incarnando un modello di eleganza sobria e senza tempo.

LA CAMERA ARDENTE E IL FUNERALE

Nei prossimi giorni a Milano è prevista una camera ardente, seguita da un funerale in forma privata. La camera ardente sarà aperta da sabato 6 settembre a domenica 7 settembre dalle 9 alle 18 in Via Bergognone, 59 presso il Teatro Armani. Secondo le ultime volontà dello stilista il funerale avverrà in forma privata.

 

Agenzia DIRE – www.dire.it




Prima edizione delle “Giornate della Moda Italiana nel Mondo”

prima edizione giornate della moda italiana nel mondo v2

prima edizione giornate della moda italiana nel mondo v2Prenderà avvio domenica 3 agosto la prima edizione delle “Giornate della Moda Italiana nel Mondo” (GMIM), iniziativa lanciata lo scorso gennaio dal Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, nell’ambito della diplomazia della crescita, in collaborazione con ICE Agenzia e le principali associazioni di categoria del settore moda.

Il format itinerante punta a valorizzare la produzione italiana nel mondo e a sostenere l’internazionalizzazione delle imprese del comparto, che conta oltre 62.000 aziende e oltre 500.000 addetti, attraverso l’azione coordinata del Sistema Italia. Il progetto è realizzato in sinergia con la campagna di comunicazione di lead Generation MAECI-ICE “Opportunitaly”, il programma di accelerazione dell’export con l’obiettivo di generare nuovi contatti commerciali nei mercati target.

L’iniziativa nasce dal Protocollo d’Intesa firmato a Roma a gennaio con ANFAO, Camera Nazionale della Moda Italiana, Confapi Uniontessile, Confartigianato Moda, Confartigianato Orafi, CNA Federmoda, CNA Orafi, Confindustria Accessori Moda, Confindustria FEDERORAFI, Confindustria Moda – Federazione Tessile e Moda e Altagamma.

La prima tappa si svolge presso il Padiglione Italia di Expo Osaka 2025, vetrina d’eccellenza per il Sistema Paese, con la mostra “Italia è Moda”, curata da Clara Tosi Pamphili e organizzata dal Consolato Generale d’Italia, dal Commissariato Expo e ICE Agenzia in collaborazione con la Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina.

Le prossime tappe del 2025 delle Giornate della Moda Italiana nel Mondo si svolgeranno ai primi di settembre a Dubai; a metà ottobre in Brasile con eventi a San Paolo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte e in India a fine ottobre, con eventi previsti a New Delhi, Ahmedabad e Mumbai.




La moda Made in Puglia al Centro Italiano di Vancouver

unnamed

unnamedFino dal 2017 il governo federale canadese ha ufficialmente dichiarato il mese di giugno come Italian Heritage Month in ricordo e in omaggio al contributo dato dagli immigrati italiani allo sviluppo di questo paese. In ogni città del Canada le comunità di italo-canadesi festeggiano giugno con una serie di avvenimenti culturali e di intrattenimento. Vancouver, favorita dal suo mite clima e dalla spettacolare bellezza della natura, gode di una ininterrotta serie di avvenimenti organizzati presso il Centro Italiano, culminanti nell’Italian Day che si svolge a Commercial Drive e riochiama annualmente una folla di 300,000 persone.
La Puglia Fashion Week, una importante manifestazione dedicata alla moda italiana, quest’anno è stata un evento di punta nel quadro delle celebrazioni, è stata articolata in tre avvenimenti svoltisi dal 3 al 5 giugno, che comprendevano una serata di gala con sfilata di moda, un seminario di informazione e una serie di presentazioni in negozi selezionati della città.

img 4362Di particolare rilievo l’incontro con gli otto creatori di moda venuti dalla Puglia, organizzato il 4 giugno presso la Trattoria del Centro Italiano e arricchito dall’intervento di esperti locali che hanno preso la parola all’inizio dell’evento per illustrare aspetti della situazione di mercato di Vancouver. Dopo il discorso inaugurale di Maria Elena Lanzafame, la responsabile dell’ufficio ICE (Italian Trade Commission) di Vancouver, si sono avvicendati al microfono Jamal Abdourahman, fondatore della Vancouver Fashion Week e riconosciuta autorità nel campo della moda, Nikola Fischerova di Invest Vancouver, una azienda dedicata allo sviluppo economico, Laura Espinosa , esperta di e-commerce e autrice del video e libro “Your Business Always in Fashion.”

unnamedLa serie di presentazioni da parte di esperti si è conclusa con gli interventi di Irena De Marco, la riconosciuta “regina della moda” di Vancouver, la fashion guru dal tocco magico che ha fatto centro anche questa volta come  produttrice dell’evento, e di Ilaria Baldan, la Direttrice Generale della Italian-Canadian Chamber of Commerce in the West, una organizzazione che ha uffici a Vancouver, Calgary e in Italia.

Ha inoltre  preso la parola Giuseppe Pastore, dirigente Competitivita’ Regione Puglia e gli otto disegnatori che esponevano le loro creazioni e che intendono affacciarsi sul mercato della moda di Vancouver con il loro marchio: Rallegrati, Pour Moi, Fortunale, Nanaleo Clotherapy, Atelier Dama, Sartoria Di Renzo, Maria Elena Di Terlizzi, Chiara Giulia Micoccio.

unnamedTutti gli interventi sono stati di altissimo interesse perché hanno messo in luce soprattutto la profonda consapevolezza ecologica, l’interesse verso la sostenibilità dell’industria della moda che si esprime attraverso le scelte di utilizzazione di tessuti in fibre naturali, la determinazione di inserire programmi di riciclaggio per minimizzare sprechi e inquinamento, l’attenzione a tecniche di lavorazione “pulite” e alla salvaguardia dell’ambiente circostante.

Il proprietario di Fortunale, una delle aziende presenti, ha organizzato un programma per rigenerare indumenti con il progetto “Diamoci una mano” in cui  i loro clienti diventano “partners” per ridurre al minimo lo spreco; non solo, nei terreni inquinati dall’amianto hanno piantato 600 alberi per riforestare la zona. Le creazioni di  Chiara Giulia Micoccio sono esclusivamente in fibre naturali quali il lino, impreziosite da applicazioni di ricamo di antica tradizione, fatte a mano da ricamatrici pugliesi.

Anche Pour Moi, che produce moda femminile da tre generazioni con un processo produttivo che si svolge esclusivamente in territorio Italiano, usa tessuti pregiati di valenza ecologica. Maria Elena Di Terlizzi, laureata in Fashion Design all’Istituto Europeo di Design di Roma e con un curriculum ricco di esperienze ad alto livello, dirige un atelier a Corato (Bari) di creazioni sartoriali create su misura per abiti d’alta moda e abiti da sposa con lavorazione interamente realizzata a mano.

unnamedGli intervenuti hanno poi potuto gustare un pranzo a base di specialità pugliesi, a conclusione del  riuscitissimo avvenimento. Un doverso riconoscimento va tributato agli organizzatori della giornata: ICE Vancouver e la sua dirigente Maria Elena Lanzafame, la show producer Irena De Marco, Consolato Generale d’Italia, Centro Culturale Italiano, Regione Puglia, Federation of Pugliese Clubs of BC, Bosa Foods, Dignity, e Level.




La famiglia italiana? Sempre più in versione ‘micro’ e ‘alternativa’, ma anche povera

xr:d:dafalwbk s:933,j:44529168694,t:23010213

xr:d:dafalwbk s:933,j:44529168694,t:23010213

Le famiglie italiane sono sempre più piccole e frammentate, ma anche povere e “libere da etichette”. Insomma, la tipica famiglia tradizionale ‘made in Italy’ è sulla via di estinzione: è quanto emerge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, pubblicato oggi, 21 maggio.

CRESCE LA SOLITUDINE, FAMIGLIE SENZA FIGLI O MONOGENITORIALI

Nel biennio 2023-2024 le persone sole costituiscono il 36,2 per cento delle famiglie, mentre le coppie con figli scendono al 28,2 per cento. L’instabilità coniugale, la bassa fecondità e il posticipo della genitorialità favoriscono la crescita di famiglie senza figli o monogenitoriali. Secondo quanto riporta l’Istat, l’aumento delle persone sole interessa tutte le età, ma soprattutto gli anziani. Quasi il 40 per cento delle persone di almeno 75 anni vive da solo, in prevalenza donne.

NUOVE FORME FAMILIARI, QUALI E QUANTE?

Le nuove forme familiari ridisegnano la composizione sociale. Famiglie ricostituite, coppie non coniugate, genitori soli non vedovi e persone sole non vedove rappresentano oggi il 41,1 per cento delle famiglie, segnando una trasformazione strutturale nella geografia familiare del Paese.
Il 63,3 per cento dei giovani tra 18 e 34 anni vive con i genitori, un valore tornato al livello del 2019 ma in crescita rispetto al 2010. Questo fenomeno, accentuato dalla crisi economica e dalla pandemia, si deve alle difficoltà che i giovani incontrano nel realizzare i loro progetti di autonomia e il raggiungimento dell’indipendenza economica.

CRESCE IL RISCHIO DI POVERTÀ ASSOLUTA PER FAMIGLIE GIOVANI CON MINORI

Nel 2023, nell’UE27 oltre 94 milioni di persone (21,3 per cento del totale) sono a rischio di povertà o esclusione sociale. In Italia, nello stesso anno, si trova in questa condizione il 22,8 per cento della popolazione residente, un dato in sostanziale diminuzione rispetto al passato (era 28,4 per cento nel 2015), a differenza di Paesi come la Francia e la Germania, nei quali il rischio di povertà o esclusione sociale (rispettivamente, 20,4 per cento e 21,3 per cento) è in aumento rispetto al 2015 (+2,0 e +1,3 punti percentuali). È quanto si legge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat, pubblicato oggi.
Nel 2024, oltre un quinto della popolazione residente in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale: il 23,1 per cento della popolazione, sostanzialmente stabile rispetto al 2023, ricade in almeno una delle tre condizioni che definiscono il rischio di povertà o esclusione sociale: rischio di povertà (18,9 per cento), grave deprivazione materiale e sociale (4,6 per cento), bassa intensità di lavoro (9,2 per cento).
Il Mezzogiorno resta l’area più esposta al rischio di esclusione sociale. L’incidenza raggiunge il 39,8 per cento nel Sud e il 38,1 per cento nelle Isole. L’incidenza è più bassa per chi vive in coppia senza figli, soprattutto se la persona di riferimento della famiglia ha almeno 65 anni (15,6 per cento), ed è invece quasi doppia per gli individui che vivono in famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni (30,5 per cento).
Nel 2023 la povertà assoluta resta stabile, ma su livelli elevati. Le famiglie in povertà assoluta sono 2,2 milioni (8,4 per cento del totale), mentre gli individui coinvolti sono circa 5,7 milioni di persone, pari al 9,7 per cento della popolazione residente. Rispetto al 2014, l’incidenza è aumentata di 2,2 punti percentuali a livello familiare e di 2,8 punti a livello individuale.

Le famiglie con minori restano le più esposte alla povertà assoluta. Nel 2023, tra le famiglie con figli minori l’incidenza di povertà assoluta raggiunge il 12,4 per cento (13,8 per cento a livello individuale), con un incremento di oltre 4 punti rispetto al 2014. I minori in povertà assoluta sono circa 1,3 milioni.
L’incidenza della povertà assoluta diminuisce con l’aumentare dell’età della persona di riferimento della famiglia. È pari al 6,2 per cento tra gli individui di 65 anni e più, e scende al 5,7 per cento tra le famiglie composte di soli anziani, cioè 441mila famiglie (contro l’11,3 per cento delle famiglie di soli giovani in condizione di povertà assoluta, 202mila).
La povertà assoluta è più diffusa nel Mezzogiorno dove il 10,2 per cento delle famiglie è in povertà assoluta (859mila famiglie). In quest’area del Paese, l’incidenza sale al 12,8 per cento per le famiglie composte di soli giovani.
Le famiglie giovani con figli sono tra le più vulnerabili. Tra le famiglie giovani con almeno un figlio minore l’incidenza di povertà assoluta sale al 15,2 per cento, contro il 10,0 per cento delle famiglie giovani senza figli minori. Valori elevati si riscontrano anche tra le persone sole e, all’estremo
opposto, tra le famiglie numerose.
Il livello di istruzione incide fortemente sul rischio di povertà assoluta. Nelle famiglie in cui la persona di riferimento ha al massimo la licenza media, l’incidenza è pari al 13 per cento, mentre scende al 4,6 per cento tra chi possiede almeno un diploma di scuola secondaria superiore.

IN 40 ANNI CROLLA IL NUMERO DEI MATRIMONI, CRESCONO LE NUOVE FORME FAMILIARI

Negli ultimi quarant’anni i matrimoni hanno registrato una progressiva e continua diminuzione, al netto di brevi oscillazioni congiunturali, dovuta alla riduzione delle generazioni più giovani per via della denatalità persistente e a un cambiamento radicale nelle scelte familiari: sii legge nel Rapporto annuale 2025 dell’Istat.
Per le donne nate nel 1933 (le ipotetiche nonne) il tasso di primo-nuzialità realizzato entro i 40 anni è stato pari a 879 matrimoni per mille donne, 870 per le nate nel 1958 (le ipotetiche madri), mentre è crollato a 578 per le loro figlie (nate nel 1983, oggi appena quarantenni); quest’ultimo valore è inferiore a quello che la ipotetica generazione delle madri aveva raggiunto già entro l’età di 25 anni (647).
Nel 1973, anno in cui la generazione delle ipotetiche nonne raggiunge i 40 anni, sono stati registrati 418mila matrimoni, di cui il 95,9 per cento costituito da primi matrimoni celebrati con rito religioso; l’età media al primo matrimonio era di 27,2 anni per gli uomini e 24,0 per le donne. Nel 1998, quando la generazione delle ipotetiche madri raggiunge i 40 anni, i matrimoni sono già scesi a 280mila, in particolare per il crollo delle prime nozze, e l’età media al primo matrimonio, in rapida crescita, arriva a 30,2 e a 27,2 anni, rispettivamente per uomini e donne. Nel 2023 sono state celebrate poco più di 184mila nozze, di cui il 58,9 per cento con il rito civile (47,5 per cento nei primi matrimoni).

Crescono le nuove forme familiari: le unioni libere (oltre 1 milione e 700mila) e le famiglie ricostituite coniugate (840mila) insieme rappresentano quasi una famiglia su 10. Le unioni libere sono ormai diffuse tra celibi e nubili, che rappresentano circa due terzi dei casi, come alternativa o fase precedente al matrimonio, mentre circa un quinto è costituito da nuove unioni per separati e divorziati; meno frequenti quelle con almeno un vedovo.
Nel 2023 si sono registrate oltre 82mila separazioni e circa 80mila divorzi. Dal 1970, anno in cui il divorzio è stato introdotto nell’ordinamento italiano, il numero dei divorzi è aumentato costantemente fino al 2015, quando si è registrato un forte incremento (+57,5 per cento) legato all’introduzione di modifiche normative. Cresce l’età media alla separazione: tra il 2000 e il 2022 è salita di circa 9 anni per uomini e donne. Aumentano le separazioni in età matura, con valori triplicati dopo i 65 anni (da 1,6 per cento del 2000 a 5,8 del 2022).

Agenzia DIRE – www.dire.it




FantaPapa: Pizzaballa, Parolin o Erdo?

cardinal pietro parolin

cardinal pietro parolinPizzaballa non è più solo la leggendaria e introvabile figurina Panini. E’ uno dei “bomber” del FantaPapa, magari da affiancare a Parolin con la fascia capitano per raddoppiare i bonus o il fortissimo l’ungherese Péter Erdo, il cardinale poliglotta. Va così: gli italiani che dovranno “rispettare” i funerali di Papa Francesco non andando allo stadio sabato prossimo, hanno già pronta l’alternativa ludica: pronto il sito, pronta l’app. L’asta – pardon, il “conclave” – è già online. Il claim pure: “Scopri il Vaticanista che è in te”

Il regolamento è uno spinoff del fantacalcio con richiami al viralissimo fantasanremo, c’è dentro un po’ di tutto. L’idea è di Mauro Vanetti, sviluppatore di videogiochi, e Pietro Pace, Data e Ai Architect. Il lancio della piattaforma il 22 aprile, iscritti quasi a quota 3.000.

“Stiamo lavorando a questo progetto da un po’, ci rivolgiamo in particolare al mondo nerd, vista la grafica retrò ma speriamo che possa interessare anche molti altri. Abbiamo cercato informazioni nei giorni scorsi, ci siamo informati tanto sul tema e abbiamo fatto diversi calcoli per mettere a punto il tutto”, hanno spiegato intervistati da Wired.

LE REGOLE

Ovviamente si fa la formazione: 11 cardinali, modulo in grafica 4-3-3. Al posto del portiere c’è un cardinale “ineleggibile”, una sorta di antipapa che non sarà mai eletto. La punta centrale è invece “il più papabile”, il capitano. Cinquecento punti se si azzecca il Papa. E un sottobosco di bonus infinito: danno punti per esempio le citazioni sui giornali, le prime pagine, il giorno in cui sarà eletto, il nome che sceglierà, se farà un discorso progressista, per quanto tempo è stato vescovo, e quante fumate son servite per arrivare all’elezione. Si possono scegliere anche dei “cardinali Jolly”, che prendono punti in base alla nazionalità indipendentemente dal nome.

Agenzia DIRE – www.dire.it




In Italia sempre meno figli: fecondità al minimo storico. I dati dell’Istat

famiglia

famiglia
FAMIGLIA FAMIGLIE GENITORI BAMBINI FIGLI FIGLIO BAMBINO GENITORE GENERATE AI IA

Nel 2024, secondo i dati provvisori, i nati residenti in Italia sono 370mila, in diminuzione di circa 10mila unità (-2,6%) rispetto all’anno precedente. Il tasso di natalità si attesta al 6,3 per mille, contro il 6,4 per mille del 2023. I nati di cittadinanza straniera, il 13,5% del totale, sono quasi 50mila, circa 1.500 in meno rispetto all’anno precedente. Lo rileva l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024.

La fecondità, nel 2024, è stimata in 1,18 figli per donna, sotto quindi il valore osservato nel 2023 (1,20) e inferiore al precedente minimo storico di 1,19 figli per donna registrato nel 1995. La contrazione della fecondità riguarda in particolar modo il Nord e il Mezzogiorno. Infatti, mentre nel Centro il numero medio di figli per donna si mantiene stabile (pari a 1,12), nel Nord scende a 1,19 (da 1,21 del 2023) e nel Mezzogiorno a 1,20 (da 1,24). Quest’ultima ripartizione geografica detiene una fecondità relativamente più elevata, ma sperimenta la flessione maggiore.

IN TRENTINO-ALTO ADIGE FECONDITÀ PIÙ ELEVATA, PIÙ BASSA IN SARDEGNA

Il primato della fecondità più elevata continua a essere detenuto dal Trentino-Alto Adige, con un numero medio di figli per donna pari a 1,39 nel 2024, comunque in diminuzione rispetto al 2023 (1,43). Come lo scorso anno seguono Sicilia e Campania. Per la prima, il numero medio di figli per donna scende a 1,27 (contro 1,32 del 2023), mentre in Campania la fecondità passa da 1,29 a 1,26. In queste regioni le madri sono mediamente più giovani: l’età media al parto è pari a 31,7 anni in Sicilia e a 32,3 in Trentino-Alto Adige e Campania. Lo rileva l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024.

La Sardegna si conferma la regione con la fecondità più bassa: nel 2024, il numero medio di figli per donna è pari a 0,91, stabile rispetto al 2023. Tra le regioni con i valori più bassi di fecondità figurano il Molise (1,04), la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste (che sperimenta la flessione maggiore, da 1,17 a 1,05) e la Basilicata (1,09, stabile sul 2023). Basilicata, Sardegna e Molise sono anche le regioni con il calendario riproduttivo più posticipato, dopo il Lazio (33,3 anni): nelle prime due l’età media al parto è pari a 33,2 anni, per il Molise è uguale a 33,1.

NEL 2024 IN CALO DECESSI, SPERANZA DI VITA AUMENTA DI 5 MESI

Nel 2024 si contano 651mila decessi (dato provvisorio), 20mila in meno rispetto al 2023. In rapporto al numero di residenti sono deceduti 11 individui ogni 1.000 abitanti, contro gli 11,4 dell’anno precedente. Un numero così basso di decessi non si registrava dal 2019. Il calo della mortalità risulta confermato anche dal confronto con i 678mila decessi teorici che si sarebbero avuti nel 2024 se si fossero manifestati i medesimi rischi di morte del 2019. Lo rileva l’Istat nel rapporto sugli indicatori demografici anno 2024.
Il calo dei decessi si traduce in un guadagno di vita rispetto al 2023 di circa cinque mesi sia per gli uomini sia per le donne (83,4 anni di media). La speranza di vita alla nascita nel 2024 è stimata in 81,4 anni per gli uomini e in 85,5 anni per le donne (+0,4 in decimi di anno), valori superiori a quelli del 2019. Il difficile periodo legato alla pandemia sembra essere ormai superato come evidenzia una sopravvivenza che torna a registrare incrementi significativi.

Nel Nord la speranza di vita alla nascita è di 82,1 anni per gli uomini e di 86,0 per le donne; i primi recuperano cinque mesi rispetto all’anno precedente, le donne invece quasi quattro mesi. Il Trentino-Alto Adige si conferma ancora come la regione in Italia con la speranza di vita più alta sia tra gli uomini (82,7) sia tra le donne (86,7).
Nel Centro la speranza di vita alla nascita è 81,8 anni per gli uomini e 85,7 anni per le donne, con un incremento di quasi quattro mesi rispetto al 2023 per entrambi i sessi. In questa ripartizione geografica le Marche sono la regione dove si vive più a lungo, con un valore della speranza di vita alla nascita di 82,2 anni per gli uomini e 86,2 per le donne.
Nel Mezzogiorno si registrano valori più bassi della speranza di vita alla nascita, 80,3 anni per gli uomini e 84,6 anni per le donne. L’Abruzzo è la regione che consegue guadagni di sopravvivenza maggiori tra gli uomini, oltre 8 mesi in più sul 2023. Significativi, sempre nel Mezzogiorno, sono i guadagni ottenuti tra le donne in Sicilia, Basilicata e Calabria, ben 6 mesi in più. La Campania, nonostante un considerevole recupero, rimane la regione con la speranza di vita più bassa tanto tra gli uomini (79,7) quanto tra le donne (83,8).

Agenzia DIRE – www.dire.it