Perché San Valentino è il patrono dell’amore?

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Ma San Valentino che ne sapeva, dell’amore. L’hanno fatto patrono a sua insaputa. La “festa degli innamorati” cade nel suo giorno, il 14 febbraio, e non si sa bene perché.

E’ dal Quattordicesimo secolo, lustro più lustro meno, che va avanti questa storia nata probabilmente in Inghilterra. Lì “Valentine” è la lettera d’amore. Ma secondo alcuni San Valentino fu promosso santo dell’amore un po’ per caso: in questi giorni, nell’antica Roma, si celebravano i Lupercalia, una festa della fertilità.

Di Valentino sappiamo che prima di essere santo fu sacerdote martire del Terzo secolo. Ma di lui si sa davvero pochissimo. La sua festa venne istituita nel 469. Ma fu probabilmente Geoffrey Chaucer a riposizionarlo nel ruolo che oggi ancora riveste, promuovendolo santo dell’amor cortese. Prima che gli Stati Uniti lo trasformassero definitivamente in un santo del marketing.

Agenzia DIRE – www.dire.it




A San Valentino “Fai l’amore, ripudia la guerra”: letti in piazza in cinque città

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lennon ono bed in 1024x751Si può festeggiare San Valentino non solo per celebrare l’amore di coppia. La giornata del 14 febbraio quest’anno può diventare l’occasione per dire “no” alla guerra. È l’invito che lancia Emergency attraverso l’iniziativa “Fai l’amore, ripudia la guerra!”.
In 5 città italiane- Milano, Roma, Padova, Catanzaro e Bari- sarà infatti posizionato un letto a due piazze che “ospiterà chi vorrà mettersi in gioco scrivendo un cartello contro la guerra e scattarsi una foto”. A Milano parteciperà all’iniziativa anche il presentatore e comico Max Angioni, mentre a Roma ci saranno la violinista Valentina Del Re e il poeta Er Pinto.

COME JOHN LENNON E YOKO ONO

“L’iniziativa- spiega in una nota Emergency- si ispira al famoso “Bed-in” di John Lennon e Yoko Ono che nel 1969 protestarono in maniera non violenta contro la guerra in Vietnam, promuovendo la pace.
L’evento aperto a tutti rilancia la campagna R1PUD1A di Emergency che vuole riaffermare l’importanza e l’adesione all’articolo 11 della Costituzione italiana: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

“SONO 56 LE GUERRE NEL MONDO, IL 90% DELLE VITTIME SONO CIVILI”

La campagna ha l’obiettivo di diffondere il messaggio contro la guerra ispirato dell’articolo 11 della Costituzione a cui possono aderire non solo i singoli cittadini ma scuole, teatri, Comuni, enti pubblici e locali. In un momento in cui la guerra sembra inevitabile – e sono 56 le guerre nel mondo – Emergency, proprio grazie alla sua esperienza sul campo, afferma che il 90% dei morti e dei feriti sono civili e che la spesa di un F-35 vale quanto 3.244 posti letto di terapia intensiva. L’Associazione nata per offrire cure medico chirurgiche gratuite di elevata qualità alle vittime della guerra e per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani, dalla sua fondazione è intervenuta in 21 Paesi curando, in tutte le sue strutture, oltre 13 milioni di pazienti nel mondo. Oggi l’organizzazione è presente con i suoi operatori in Sudan, Ucraina e nella Striscia di Gaza in Palestina.

DOVE E A CHE ORA TROVARE IL “LETTO” DI EMERGENCY

Roma: Largo Argentina dalle 17:30

Milano: Piazza Mercanti 13/15 dalle 17:30

Catanzaro: Piazzetta della Libertà dalle 15

Bari: Via Argiro dalle 17:30

Padova: Prato della Valle dalle 16

(Fonte foto di apertura: https://www.comune.modena.it)

Agenzia DIRE – www.dire.it




Oggi è la Giornata dei calzini spaiati: che cos’è e come partecipare

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foto singola sito 2025 02 06t102203.155 1024x576Torna anche quest’anno la Giornata dei calzini spaiati, evento nato per celebrare la bellezza della diversità in tutte le sue forme. Giunta alla 12esima edizione, la Giornata viene celebrata ogni primo venerdì di febbraio, un venerdì dedicato al ‘dramma’ che accomuna ogni persona del pianeta, un enigma lungo secoli. Come si chiede Vinicio Capossela nel ‘Paradiso dei calzini’: “Dove vanno a finire i calzini, quando perdono i loro vicini?”.

LA GIORNATA DEI CALZINI SPAIATI

La Giornata dei calzini spaiati è nata dall’idea dei bambini della Scuola Primaria di Terzo di Aquileia. Nel 2014 è approdata su Facebook e da allora è diventato un appuntamento fisso per tutti. L’intento è quello di utilizzare un oggetto di uso comune e colorato come i calzini per valorizzare e sensibilizzare sul tema della diversità.

COME PARTECIPARE

“Fatevi una foto o un video, pubblicateli sulla nostra pagina Facebook, sul vostro profilo (con visibilità pubblica), su Instagram, nelle stories, su TikTok, insomma dove vi piace- si legge sulle pagine social- Menzionateci e scrivete #calzinispaiati2025. Vi aspettiamo con i vostri calzini spaiati da casa, dal lavoro, da scuola, dalla palestra, dalla biblioteca, in autobus, al mare o in montagna, vicini o lontani. La giornata dei calzini spaiati ha il semplice desiderio di raggiungere e raggruppare in un unico grande abbraccio colorato tutte le persone che si sentono un po’ spaiate, come noi“.

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Al via oggi le Giornate della Moda Italiana nel Mondo

al via oggi le giornate della moda italiana nel mondo

al via oggi le giornate della moda italiana nel mondoIl Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha inaugurato oggi a Villa Madama le “Giornate della moda italiana nel mondo”, innovativo formato di promozione integrata nell’ambito della diplomazia della crescita.

L’Italia è il primo produttore al mondo di alta moda e il secondo esportatore mondiale di un comparto dove trovano impiego più di mezzo milione di addetti in 62.000 aziende, quasi l’80% delle quali micro-imprese.

Per intensificare e focalizzare sempre di più le attività promozionali, su impulso del Ministro Tajani si riunirà quindi questo pomeriggio, a Villa Madama, anche il “Tavolo Moda per l’internazionalizzazione”, che permetterà al MAECI e alle principali Associazioni di categoria di avviare uno stretto coordinamento tecnico in un’ottica di Sistema Paese. Tale coordinamento sarà poi suggellato dalla firma, durante la cerimonia di presentazione delle Giornate della Moda Italiana nel mondo, di un Protocollo d’Intesa che permetterà di accrescere la qualità e la quantità degli eventi realizzati dalla rete diplomatica italiana a beneficio della moda italiana e, parallelamente, lottare contro la contraffazione con il fondamentale supporto, in questo caso, della Guardia di Finanza, Corpo già impegnato da anni nella tutela del Made in Italy.

Su queste basi, le “Giornate della moda italiana nel mondo” vogliono rilanciare, attraverso Ambasciate, Rappresentanze Permanenti, Consolati ed Istituti Italiani di Cultura, una moda italiana che sia veicolo di sviluppo e specchio dei nostri valori, della nostra creatività e della nostra passione per l’innovazione.




A Villa Madama Tajani presenta le “Giornate della moda italiana nel mondo”

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Domani, 28 gennaio, alle 18:15, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, presiederà a Villa Madama l’evento di lancio delle Giornate della moda italiana nel mondo.
Alla cerimonia interverranno i Presidenti delle principali Associazioni di categoria, con le quali verrà firmato un Protocollo d’Intesa, il Presidente di ICE-Agenzia Matteo Zoppas e i rappresentanti della Guardia di Finanza.
L’evento sarà anche occasione per un confronto sulle strategie e priorità di internazionalizzazione del settore, ivi incluse azioni di prevenzione della contraffazione e per presentare le Giornate della moda italiana nel mondo, nuovo formato di promozione integrata che verrà realizzato dalle Ambasciate, Consolati, Uffici ICE e Istituti di cultura italiani all’estero. (aise)




Hugging Day, ecco perché il 21 gennaio è la Giornata dell’abbraccio

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giornata dellabbraccioGli abbracci sono un vero e proprio toccasana per la salute umana. Riducono lo stress, aumentano l’autostima e migliorano la salute mentale. Proprio per ricordare la loro importanza, ogni 21 gennaio si festeggia l’Hugging Day, la giornata dell’abbraccio.

HUGGING DAY, LA GIORNATA DELL’ABBRACCIO

Ideata da Kevin Zaborney nel 1986 e celebrata per la prima volta nel Michigan (USA), l’Hugging Day si festeggia ormai a livello globale. Zaborney ha scelto il 21 gennaio come data perché, secondo lui, nel periodo dopo le festività invernali le persone tendono a sentirsi giù di morale.

Diversi studi hanno dimostrato che un abbraccio ha davvero effetti benefici sull’essere umano. Oltre a migliorare la salute cardiaca, abbassando la pressione sanguigna, può aumentare i livelli di ossitocina e serotonina. Un vero antistress, dunque, economico e naturale.

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Boston. Il più atteso evento esclusivo per ultra-rich

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goldmanWNTN Radio Boston e il programma italiano Itali-Echo sarà partner di un evento esclusivo in programma il 24 febbraio in uno dei luoghi più iconici di Boston, il Prudential Center, precisamente al lussuoso Hotel Mandarin Oriental.

Si tratta di un evento ibrido – in persona e online – e la tematica principale sarà l’informazione e la disinformazione riguardo al processo di negoziazione tra investitori e fondatori di start-up o proprietari di piccole aziende.

Un evento di networking tra wealth managers in cui Richi Goldman, speaker della serata, metterà a disposizione la sua esperienza professionale. Al termine del suo intervento saprete come costruire una fiducia immediata per superare le barriere nel processo decisionale e nelle partnership, superare la sfiducia nelle autorità e la disinformazione, trasformare i propri processi decisionali attraverso la presenza e l’equilibrio.

Richi Goldman, navigatore della fiducia e della libertà per gli ultra-rich, difende la chiarezza in mezzo alla disinformazione. Richi aiuta individui e organizzazioni a instaurare fiducia e sbloccare il potenziale di trasformazione. Con oltre un decennio di successi imprenditoriali in Europa e negli Stati Uniti, Richi fornisce informazioni fruibili radicate nella resilienza, nell’adattabilità e nella presenza.




Il 13 dicembre è Santa Lucia: dalla cuccìa alla notte più lunga, la storia del mito

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foto a 2 sito 2024 12 12t152741.199 1024x576Il 13 dicembre è il giorno in cui si festeggia Santa Lucia. Patrona di Siracusa, protettrice della vista, degli oculisti e dei ciechi, è la Santa della Luce, colei che illumina dopo la notte più buia dell’anno.

LA VITA

Lucia nasce a Siracusa verso la fine del III secolo in una ricca famiglia. Molto presto la ragazza avverte la chiamata del Signore al quale fa voto di castità. La madre, Eutichia, ignorando tutto ciò la promette però ad un giovane patrizio. Nel frattempo le condizioni di salute della donna, da tempo ammalata, iniziano a peggiorare e così Lucia decide di recarsi in pellegrinaggio a Catania per chiedere la grazia a Sant’Agata.  Inginocchiatasi davanti il sepolcro della Santa, quest’ultima le appare di fronte chiedendole di mantenere il suo voto di castità.  Subito dopo Eutichia guarisce e Lucia capisce che deve raccontare tutto a sua madre. La ragazza dona quindi tutti i suoi averi ai poveri e inizia a dedicarsi ai più bisognosi.

Il promesso sposo però non si rassegnò a perderla e decise di denunciarla al tribunale dell’impero romano. Sono questi infatti gli anni delle persecuzioni cristiane ad opera dell’imperatore Diocleziano. Lucia viene quindi arrestata, ma non rinnega la sua fede neanche quando le dicono che sarebbe stata mandata a prostituirsi. Inizia quindi la tortura della ragazza che termina il 13 dicembre del 304 con la sua decapitazione, o come è si legge in alcuni testi latini, a causa di un coltello conficcato in gola.

LA LEGGENDA DI SANTA LUCIA

Secondo la leggenda Lucia, consapevole del fatto che i suoi occhi avevano fatto innamorare il suo promesso sposo (e quindi erano fonte di peccato) decise di strapparli via e inviarli al suo fidanzato.  Un paio di occhi ancora più belli le vennero presto restituiti dal Signore. Sarebbe questa la ragione per cui viene spesso ritratta con un piattino in mano contenente due occhi. Il motivo per il quale è proprio lei la protettrice della vista è però probabilmente legato al suo nome: Lucia, da latino Lux, ossia Luce.

LA NOTTE DI SANTA LUCIA NON È LA PIÙ LUNGA CHE CI SIA

Secondo i detti popolari inoltre “la notte di Santa Lucia è la più lunga che ci sia“. Ciò però è solo parzialmente corretto: prima dell’introduzione del Calendario Gregoriano effettivamente il 13 dicembre era il giorno con meno ore di sole di tutto l’anno. Con l’introduzione del nuovo calendario però c’è stato uno slittamento di circa una settimana, per cui ora la notte più lunga dell’anno è il 21 dicembre.

L’ARANCINA DAY E LA CUCCIA DI SANTA LUCIA

Che la si chiami arancina o arancino poco importa. Le celebri palle di riso – che a Catania sono “a punta” – sono per i siciliani un vero e proprio must della propria cucina. Alla carne o al burro o nelle varianti più moderne, le/gli arancine/i  mettono d’accordo i gusti di tutti. Ma perché il cosiddetto arancinaday si “celebra” il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia?

La risposta è rintracciabile proprio nella storia della santa e nella devozione che il popolo siciliano ha nei suoi confronti. Devozione la cui origine risale al 1646. In quell’anno Palermo e tutta la Sicilia furono colpite da una grande carestia.

Per mesi i siciliani soffrirono una fame nera. Il 13 dicembre avvenne il miracolo che tutti aspettavano. Nel porto di Palermo arrivò un grande carico di grano, sufficiente a sfamare tutta la popolazione. La gioia fu talmente grande che non si ebbe la pazienza di lavorarlo. Lo si bollì semplicemente e lo si mangiò condendolo solo con un po’ d’olio. Allora nacque la cosiddetta “cuccìa” che ogni 13 dicembre si cuoce tradizionalmente, condita con cioccolato o ricotta.

I REGALI DI SANTA LUCIA

In alcune regioni italiane, Santa Lucia prende il posto di Babbo Natale. A lei, infatti, i bambini scrivono la letterina per richiedere i doni e preparano un piattino, con biscotti e vin santo, paglia e carota invece vengono messe per il suo asinello. Prima di dormire poi, tradizione vuole che si stenda sul pavimento un telo bianco dove verranno lasciati i regali

 

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USA. Oggi è il Giorno del Ringraziamento

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tacchino festa ringraziamento menu tradizione perche si mangia 1200x675Oggi, giovedì 28 novembre, si festeggia il Giorno del Ringraziamento (in inglese Thaksgiving Day), una ricorrenza nazionale tipicamente americana che viene celebrata ogni anno in Canada e Stati Uniti ma anche in Brasile e nelle Filippine come segno di gratitudine per le benedizioni del raccolto e dell’anno precedente. Nonostante derivi da antichi tradizioni religiose, viene considerata ormai una festa laica che riunisce le famiglie a tavola tra banchetti e piatti elaborati. Il piatto principale del menù del ringraziamento è il tacchino ripieno. Durante il Thaksgiving Day, inoltre, non mancano altre ricette simbolo della tradizione americana, dalla salsa gravy alla salsa di mirtilli: ecco tutto ciò che c’è da sapere sull’originale tradizione del tacchino ripieno del Ringraziamento.

Perché il tacchino è il simbolo del Giorno del Ringraziamento

Il Thanksgiving Day è nato come una celebrazione religiosa voluta dai Padri Pellegrini, i primi coloni del “Nuovo mondo” che, dopo un inverno durissimo, decisero di dedicare una giornata a Dio per ringraziarlo per l’abbondanza e l’aiuto ricevuto. Durante la festa i nativi americani condivisero i loro tacchini, da quel momento in poi diventati il piatto chiave del Giorno del Ringraziamento, nonché un simbolo di abbondanza (non a caso quello portato in tavola deve essere molto grande e molto farcito). Secondo la tradizione, il tacchino del Ringraziamento deve pesare almeno 5 kg e deve essere imbottito dopo essere stato svuotato. La farcitura varia a seconda delle ricette preferite di famiglia ma quella classica viene realizzata con pancetta (o salsiccia), verdure saltate in padella, pane raffermo, parmigiano, erbe aromatiche frutta fresca e secca come mele, castagne lesse, prugne e un uovo per legare il tutto.

Cosa si mangia nel Giorno del Ringraziamento: il menù tradizionale USA

Nel menù tradizionale proposto negli USA nel giorno del Ringraziamento ci sono diversi piatti gustosi e tipici. Il tacchino farcito al forno solitamente viene servito con salsa Gravy e salsa di mirtilli (quest’ultima può accompagnare anche gli altri piatti). A tavola vengono offerti anche il corn bread (pane di mais), la zuppa di zucca, l’insalata con cipolle e cheddar e le mashed potatoes, ovvero una sorta di purè di patate mescolato con erbe aromatiche, aglio, formaggio e creme di vario genere. Per quanto riguarda i dolci, è gettonatissima la pumpkin pie, cioè una crostata di zucca, ma in alternativa si può preparare anche una torta con noci pecan.

Quali sono i dolci del Thanksgiving Day

Su una tavola imbandita per il Thanksgiving Day non possono mancare i dolci, prima tra tutte la pumpkin pie, la torta alla zucca tipicamente autunnale. Secondo la tradizione americana, va preparata con una base di pastafrolla o brisée, sulla quale si mette il ripieno fatto con crema di zucca, zucchero, panna, uova e spezie (solitamente cannella o noce moscata).

Molto amata, anche la Pecan Pie, la torta con noce pecan, frutto originario del territorio che spesso viene tostata e caramellata per essere ancora più buona. Tra i grandi classici della cucina americana, infine, non può mancare. la apple pie, la torta di mele composta da due dischi di pasta sfoglia fragrantecon in mezzo un ripieno di pezzetti di mela cotta con zucchero, limone e un pizzico di cannella.

da fanpage.it




Praga, “Fotogrammi di moda italiana”

praga fotogrammi di moda italiana

praga fotogrammi di moda italianaFino al prossimo 18 gennaio la Cappella barocca e la Sala capitolare dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga ospitano “Fotogrammi di moda italiana: dagli anni ’50, l’Italia che veste il cinema internazionale”, una mostra curata da Stefano Dominella, presidente onorario della Maison Gattinoni, voluta e  organizzata dall’IIC diretto da Marialuisa Pappalardo, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il binomio cinema-moda che, da sempre, rappresenta uno strumento efficace e suggestivo per far conoscere e promuovere il Made in Italy nel mondo.

L’esposizione, inaugurata lo scorso 15 novembre, presenta 41 abiti originali, firmati da celebri couturier, stilisti e atelier come Fernanda Gattinoni, Renato Balestra, Emilio Schuberth, Sartoria Peruzzi, Annamode Costumes, Irene Galitzine, Laura Biagiotti, Armani, Valentino, Guillermo Mariotto, selezionati, come ha sottolineato la Direttrice Pappalardo, “per narrare ai visitatori una storia fatta di bellezza, eleganza e creatività”.

Provenienti da importanti archivi privati e dall’archivio storico personale di Stefano Dominella, troviamo in esposizione gli abiti indossati sul set e in eventi di gala da attrici iconiche, che hanno dettato nuovi stili. Tra questi, l’abito drappeggiato di Lana Turner; quello stile impero di Audrey Hepburn nel film “Guerra e pace”; l’abito a sirena indossato da Anita Ekberg ne “La dolce vita” di Fellini; les petites robes noires predilette da Anna Magnani. Poi le imponenti cappe, riprese da importanti maison di moda, riportate in auge da Sabrina Ferilli, tra i protagonisti del film premio Oscar “La grande bellezza” di Sorrentino, Monica Bellucci immortalata da Tornatore nel film “Malena”, l’abito rosso di Sophia Loren nell’indimenticabile scena del mambo italiano nel film “Pane, amore e…” di Dino Risi, e ancora gli abiti di Gina Lollobrigida, Fanny Ardant, Charlotte Rampling, Liz Taylor, Claudia Cardinale, Maria Callas.

In esclusiva per la tappa praghese, dove a fare da cornice agli abiti di scena sono presenti le locandine dei film, è stato inserito un omaggio alla top model e attrice ceca naturalizzata italiana Eva Herzigova e un abito di Giorgio Armani realizzato per Scarlett Johansson.