San Francisco. È iniziata la quarta stagione di “Crave”, un ponte radiofonico tra Italia e Stati Uniti

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san francisco state university and ksfs live radio present.... 1Il 31 gennaio 2024 è iniziata  la quarta  stagione di “Crave”, un programma radiofonico gestito dal Department of Broadcast & Electronic Communication Arts della San Francisco State University(CSU).  Il programma va in onda live su Radio KSFS ogni mercoledì dalle ore 10.30 alle 11.45 (ora locale) o dalle ore 19.30 alle 20.45 (ora italiana); può dunque essere ascoltato in ogni parte del mondo collegandosi al sito becamedia.net o tramite la nuova app di KSFS Radio, disponibile sia per dispositivi Apple che Windows.

Il titolo del programma radiofonico, nato nel 2022 e messo in onda su radio KSFS grazie all’università di San Francisco, è “Crave” ossia una parola che in italiano significa desiderare ardentemente qualcosa. Come si può intuire, dunque, si parla di passioni ma rappresenta soprattutto una sorta di ponte tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia. Parliamo infatti di tutto ciò che è made in italy, a partire dalla musica, dall’arte e dalla moda fino ad arrivare allo sport, alla scienza e alla lingua. Grazie all’aiuto e alla supervisione del produttore Jeff Jacoby e dell’editore e direttore tecnico Lyle Nagatomo, la nuova stagione di Crave avrà diverse presentatrici e alcuni ospiti settimanali che condivideranno le loro passioni e le loro esperienze di vita.

photo 2 starsNello specifico, Samantha Ferro (foto), produttore esecutivo e  presentatrice del programma, è un’italiana nata a Milano, con esperienza nel mondo delle comunicazioni e dello spettacolo. Ora vive a San Francisco e torna per questa quarta stagione del programma occupandosi nuovamente di condividere la sua passione per la cultura, la cucina, l’arte e lo stile di vita italiano. Samantha sta conquistando il cuore degli americani e sta avvicinando la comunità alla cultura italiana. Le novità non finisco perché quest’anno, nel 2024, ci imbarcheremo in un viaggio straordinario. Crave si è unita al Professor Tadio, produttore esecutivo, a Miriam Smith e al noto regista di San Francisco Jeremiah Ysip per un documentario unico che esplorerà il mondo della danza popolare e delle storie della nostra bella Italia. Il documentario sarà girato tra i mesi di luglio e agosto in Italia. Restate sintonizzati per ulteriori dettagli. Samantha avrà, inoltre, il piacere di collaborare ancora con  Iacopo Gori, giornalista che parteciperà direttamente dall’Italia e con il quale trasmetterà la passione per l’Italia,  e la nostra bravissima Dott.ssa in Psicologia Irene Sanguineti, anche lei italiana, che ci aiuterà a comprendere cosa è importante in una relazione.

In questa nuova stagione torna anche la  co-conduttore,  Alex Lopez, la quale si occuperà nuovamente di football americano poiché appassionata della squadra dei 49ers e della NFL.

Jenna Venuti, di origini siciliane, ritorna in questa stagione , e parlerà dell’esplorazione della propria eredità e delle origini siciliane. Briana Keys , nuova aggiunta al team di Crave Radio, avrà l’obiettivo di promuovere la consapevolezza sulla salute mentale.

Saranno, dunque, esplorate molte tematiche quali la cultura italiana, lo stile di vita italo-americano, l’esplorazione del patrimonio, il football dei San Francisco 49ers, l’importanza della salute mentale, e altro ancora.

Crave riguarda persone appassionate in ciò che fanno e dove vogliono andare. Crave è più di uno spettacolo: è una comunità dove ogni voce conta e ogni passione merita un riflettore.




Chi è Davide Lo Surdo? L’Italiano entrato nell’eternità (biografia, età, curiosità)

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b8633a92 cbfd 44d0 88e7 142be65e01dfDavide Lo Surdo, nato il 24 luglio 1999, è un chitarrista romano entrato nell’eternità grazie al riconoscimento della rivista Rolling Stone come il chitarrista più veloce di tutta la storia della musica, per la sua capacità di suonare 129 note al secondo.

La sua chitarra firmata è parte della collezione permanente del Museo di Strumenti Storici chiamato il “Museo Della Musica Sigal” negli Stati Uniti d’America, dove sono conservati strumenti suonati da musicisti leggendari come Wolfgang Amadeus Mozart e Fryderyk Chopin.

Lo Surdo è stato incluso nel famoso libro dedicato alla storia della musica, “Rock Memories Vol. 2″ scritto da Maurizio Baiata, insieme ad artisti leggendari come i Beatles, i Pink Floyd, Jimi Hendrix e John Lennon.

Lo Surdo ha scoperto la sua passione per suonare la chitarra alla tenera età di 9 anni. Ispirato dalla sua vicina, ha iniziato a prendere lezioni di chitarra da un prete in una chiesa locale a Roma.
Sua mamma è Sandra Giorgio e suo padre Maurizio Lo Surdo. Ha un fratello minore di nome Gianluca Lo Surdo.
Il 20 Novembre 2021, Lo Surdo si è esibito all’evento “Rolling Stone Music & Run” per la celebrazione del 15° anniversario di Rolling Stone Magazine in Brasile, nell’arena “Sambódromo do Anhembi” a San Paolo. Nello stesso anno, GuitarraMX Magazine ha riconosciuto Lo Surdo come “il chitarrista più veloce della storia della musica” e gli ha dedicato la copertina della loro edizione di luglio 2021. Davide ha intrapreso numerosi tour internazionali, in paesi come India, Messico, Brasile, Bolivia, Stati Uniti d’America, Germania, Svizzera, Regno Unito e il suo paese d’origine, l’Italia. Le sue esibizioni lo hanno portato in luoghi iconici come il “Whisky a Go Go” a Hollywood, in California, dove si è esibito il 26 gennaio 2019. Inoltre, ha mostrato il suo talento al rinomato NAMM SHOW 2019 a Los Angeles. Lo Surdo è stato premiato ai Sanremo Music Awards a Venezia, in Italia come il chitarrista più veloce di tutti i tempi.




Orgoglio Pugliese: Osvaldo Supino riporta l’Italia al Festival di Viña del Mar

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thumbnailimageL’Italia torna in gara nel Festival musicale più seguito dell’America latina, dopo ben 9 anni dall’ultima partecipazione con il cantautore pugliese Osvaldo Supino, in programma dal 25 febbraio al 1° marzo 2024.

La canzone che l’artista presenterà nella “competencia international” è stata scritta con Paulina Aguirre (Pluri Latin Grammy winner) e si intitola “Te e Me”

Per l’Italia il megashow sarà visibile su Billboard.com e sarà possibile votare Osvaldo Supino tramite un’app e che sarà disponibile nei prossimi giorni.

L’artista, nativo di Torremaggiore,  è stato fra i premiati all’Edizione 2021 del prestigioso Premio Internazionale “Pugliesi nel Mondo”. I corregionali e gli italiani tutti gli auguriamo un grande successo.

 




Sanremo 2024, la terza serata: scaletta cantanti e ospiti

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immagine a due per sito 10 1536x864Terza serata in arrivo per il Festival di Sanremo: anche stasera i cantanti in gara saranno quindici e, come nella seconda serata, saranno presentati dagli altri colleghi cantanti in gara. La co-conduttrice per affiancare Amadeus sarà Teresa Mannino.

GLI OSPITI DELLA TERZA SERATA

Sul palco dell’Ariston, dopo John Travolta arriva Russel Crowe. Il ‘gladiatore’ è anche musicista e sarà in tour anche in Italia con i ‘Russell Crowe & The Gentlemen Barbers’.

Paolo Jannacci, musicista, cantautore e figlio del compianto Enzo, e lo scrittore Stefano Massini porteranno al Festival ‘L’uomo nel lampo’, un brano inedito di denuncia sociale che parla di morti sul lavoro.

Spazio anche alle fiction: sul palco dell’Ariston ci sarà un momento per Edoardo Leo, che preeneta ‘Il clandestino’ (Rai 1, 8 aprile), e per Sabrina Ferilli, protagonista della nuova serie ‘Gloria’.

La teraza serata vedrà anche il grande ritorno all’Ariston di Gianni Morandi.

Si esibiranno quindici cantanti. Eccoli, in ordine alfabetico:

ag Dire – www.dire.it




Dal Messico la riscoperta di una Sonata vivaldiana

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sonatavertRiproduciamo di seguito un articolo di Marco Beghelli pubblicato nel mensile italiano di cultura e informazione musicale giornaledellamusica.it in cui si descrive come Fabrizio Ammetto —tra i più attivi musicologi vivaldiani e membro dell’Associazione dei Ricercatori Italiani in Messico (ARIM)— e il suo ex-alunno spagnolo Javier Lupiáñez, addottoratosi nell’Università di Guanajuato, hanno identificato un manoscritto contenente una Sonata di Antonio Vivaldi, finora attribuita ad un altro compositore.

«Durante l’estate scorsa» —ha spiegato Ammetto— «Javier mi ha sottoposto la riproduzione di un manoscritto settecentesco conservato a Vienna, per via di alcuni dubbi che gli suscitava una Sonata lì contenuta, attribuita a Giuseppe Aldrovandini, compositore bolognese di fine Seicento. Guardando insieme quella musica con attenzione, abbiamo però rilevato —chi l’uno, chi l’altro— una serie di passaggi e di elementi compositivi che ci indirizzano invece verso quella che oggi riteniamo essere la giusta attribuzione della Sonata: una composizione sicuramente vivaldiana. Abbiamo dunque sottoposto le nostre intuizioni e le ragioni stilistiche di sostegno al comitato editoriale dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi, che le ha avallate senza alcuna ombra di dubbio. E un ampio articolo sull’argomento verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista Studi vivaldiani».

Come si era arrivati all’erronea attribuzione?

«L’errore parte dal copista che produsse quel manoscritto, ricopiando una raccolta miscellanea di 12 brevi sonate d’area bolognese edita qualche decennio prima. Nelle ultime pagine, rimaste vuote, copiò tempo dopo un’ulteriore Sonata molto più ampia e complessa, senza indicarne l’autore. Il catalogo della biblioteca viennese che conserva quel manoscritto ha attribuito meccanicamente la tredicesima Sonata ad Aldrovandini, uno degli autori delle altre composizioni lì presenti, ingannato da una serie di indicazioni e cancellature parziali operate dallo stesso copista, che hanno facilmente indotto nell’errore».

Quali sono gli elementi che hanno invece indotto alla nuova attribuzione?

«Sono molteplici, e di differente natura e peso. Il più eclatante – ma per certi versi anche il meno probante – è il fatto che il terzo movimento comincia come una delle sonate autentiche di Vivaldi pervenuteci incomplete: ma è soltanto un primo indizio, sostenuto dal fatto che Vivaldi spesso si autocitava. Ulteriori spunti tematici che concordano con altri brani vivaldiani si ritrovano poi nell’intera Sonata. Alcuni elementi compositivi caratteristici del Prete Rosso risultano tuttavia ancora più forti e convincenti nello spingerci alla identificazione. Ad esempio, in un’epoca in cui i compositori tendevano ancora a scrivere in chiave una alterazione in meno di quelle richieste dalla tonalità della composizione, Vivaldi è fra i primi a indicare tutti e tre i diesis per una musica in La Maggiore come questa, una modalità che il copista deve aver pedissequamente rispettato nel suo manoscritto. Ancor più probante è la presenza, in questa Sonata, della tipica fraseologia ternaria usata da Vivaldi, che tende cioè a ripetere le cose tre volte (e non due o quattro, come sono più soliti fare i suoi contemporanei). Ci sono poi le altrettanto tipiche riprese acefale, vale a dire che quando un passo ritorna non lo sentiamo sempre riprodotto dall’inizio, ma riappare spesso senza la “testa” del tema, privo della sua prima battuta. Insomma, tanti elementi (ed altri ancora, tecnici e stilistici, su cui qui non mi soffermo), tutti insufficienti di per sé, ma che nel loro insieme fanno un numero tale di indizi che ci portano con grande sicurezza verso Vivaldi».

Questa nuova attribuzione aggiunge qualcosa alla nostra conoscenza di Vivaldi?

«La Sonata in La maggiore si rivela essere tra le più difficili per violino e continuo scritte da Vivaldi, tecnicamente più simile alle pretese di un grande concerto solistico che non di una sonata da camera. Potremmo dirla una “Sonata a guisa di Concerto”, tipologia non molto comune, che il giovane Vivaldi deve aver scritto per sé stesso come biglietto da visita virtuosistico, utilizzabile là dove non avesse avuto la possibilità di presentarsi accompagnato da un’orchestra. La composizione potrebbe infatti collocarsi intorno al 1710-12, epoca in cui l’artista fa ancora molto affidamento alle sue potenzialità come esecutore, più ancora che come autore».

Quale sarà ora la sua sorte?

«Le è stato attribuito un numero ufficiale all’interno del catalogo vivaldiano (RV 829), viene stampata dall’editore Ricordi all’interno della collana che pubblica in edizione critica tutte le composizioni di Vivaldi e gode in questi giorni di varie prime esecuzioni pubbliche: il 25 gennaio alla radio spagnola (Radio Clásica) con Javier Lupiáñez, il 27 gennaio a Vicenza con Federico Guglielmo e finalmente il 2 marzo a Venezia (allo Squero della Fondazione Cini, due passi dall’Istituto Vivaldi), sempre con Lupiáñez. Le caratteristiche di tale sonata, come musica di grande effetto, la candidano a diventare un cavallo di battaglia per i violinisti della prossima generazione».

Immagine: Biblioteca nazionale austriaca, Vienna (A-Wn): E.M.55/1-13




Il chitarrista Paolo Angeli in tour negli USA

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26paoloangeliSan Francisco (USA) ha accolto il chitarrista, compositore ed etnomusicologo italiano Paolo Angeli. Lo farà oggi, 26 gennaio, al SFJAZZ Center con un concerto. Quella di San Francisco è la prima tappa del nuovo tour internazionale di Paolo Angeli, un progetto triennale di concerti che lo vedrà tornare negli Stati Uniti più volte e che si estenderà in Sud America, Asia e Canada. Alla base dei live ci sarà un pot-pourri dei suoi ultimi quattro album da solista.
Il tour americano – sostenuto in questa prima fase dall’IIC di San Francisco – si aprirà con un doppio set a San Francisco oggi, 26 gennaio, per proseguire a Portland al Jack London Revue (domani, 27 gennaio) e Seattle, per Abbey Arts (dopodomani, 28 gennaio). “Tra il 2019 e il 2023 ho dedicato gran parte delle mie energie alla produzione in studio. Dopo 22.22 Free Radiohead, c’è stato il trittico Jar’a, Rade e Níjar (senza dimenticare il live con Iosonouncane Jalitah). È stato un crescendo che ha posto all’attenzione della critica un percorso dialettico che ha trovatoriconoscimenti importanti. Ora sento la necessità di condividere le musiche degli ultimi 4 album da solista – e dei lavori precedenti- dal vivo, concentrandomi su una dimensione internazionale”.
Angeli sarà nuovamente negli States in maggio e in ottobre.
“Da sempre la mia dimensione più congeniale è la dimensione live. Mi permette di esplorare il materiale composto donandogli una prospettiva tridimensionale attraverso l’improvvisazione. Mi gratifica che, nonostante la difficoltà che il mondo sta attraversando in questo momento storico, la musica costituisca ancora un veicolo di pace e condivisione tra popoli di diverse latitudini”, ha spiegato Angeli.
La musica di Paolo Angeli è sospesa tra popolare e contemporaneo, tra pulsazioni balcaniche, arcate mediorientali, adagi desert nord africani, citazioni di Rebetiko e memorie delle avanguardie storiche.
“Considero la mia chitarra come una compagnia di viaggio inseparabile. Trovo estremamente stimolante confrontarmi dopo quasi 30 anni, con un nuovo modello che amplia le potenzialità espressive del mio strumento e che vede l’elaborazione di nuovi prototipi: si tratta di un vero e proprio dialogo tra me e la necessità di ampliare la tavolozza di colori della chitarra. Può sembrare assurdo ma quando mi si chiede che strumento suoni non ho dubbi sulla risposta: la chitarra”, ha detto infine Paolo Angeli.
Il tour in USA, anticipa una serie di concerti che Angeli svolgerà anche in Italia tra febbraio e marzo. (aise)




A Santo Domingo il concerto “A DOS PIANOS”

a santo domingo il concerto a dos pianos

a santo domingo il concerto a dos pianosL’Ambasciata d’Italia nella Repubblica Dominicana, in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Fondazione Sinfonia, il Teatro Nazionale Eduardo Brito e il Comitato nazionale italiano musica (CIDIM), ha organizzato e presentato a Santo Domingo il concerto “A DOS PIANOS” eseguito dal duo delle pianiste italiane Paola Biondi e Debora Brunialti.

Il pubblico presente nel Teatro Eduardo Brito – che ha fatto registrare il tutto esaurito in una sala da 1.500 posti – ha mostrato di apprezzare, sottolinea un comunicato, “la grande presenza scenica di queste due pianiste, che rappresentano con maestria l’inconfondibile stile italiano sul palcoscenico globale”. Erano presenti alla manifestazione autorità del governo dominicano, il corpo diplomatico, un qualificato pubblico locale e moltissimi rappresentanti della collettività italiana.

Lo straordinario riscontro di pubblico si inquadra in una collaborazione fruttuosa dell’Ambasciata, della Camera di commercio bilaterale e di Casa d’Italia con le massime istituzioni culturali del Paese, che ha già portato alla rappresentazione della Messa da Requiem di Verdi, e che “resta protesa a fornire al qualificato pubblico di Santo Domingo almeno un’occasione all’anno, tratta dal repertorio classico italiano”.

Il concerto “A DOS PIANOS”, si legge infine, “non è stato solo un tributo alla ricchezza culturale italiana, ma anche una manifestazione dell’impegno continuo per la promozione e la diffusione della musica classica di qualità”. L’ambasciata d’Italia e i suoi collaboratori ringraziano tutti i presenti e tutte le entità coinvolte “per aver reso questa serata un memorabile omaggio all’eccellenza artistica del nostro Paese, oltre che allo spessore del rapporto culturale italo-dominicano”.




“Casa mia, storie di emigranti”, i marchigiani si raccontano

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18casaSabato 20 gennaio a Montecosaro, in provincia di Macerata, si parlerà di emigrazione. Il Teatro delle logge della cittadina marchigiana ospiterà infatti, a partire dalle ore 18, lo spettacolo musicale “Casa mia, storie di emigranti”, promosso dall’Istituto Fernando Santi “Marchigiani nel mondo”.
“Casa mia, storie di emigranti” è un talk show dedicato all’emigrazione e all’immigrazione nelle Marche, con musica, immagini e testimonianze sulla fatica del migrare.
Canzoni che riassumono stati d’animo e percezioni, individuali e collettive della vicenda mai interrotta di persone che emigrano per lavorare, per tirarsi fuori da guerre, per garantirsi da persone libere una vita migliore. Le canzoni parlano a noi di emigranti che sono andati fuori nel secolo scorso, di immigrati, di giovani italiani e di nuovi cittadini, figli di immigrati, alla ricerca oggi, in Europa, di un lavoro dignitoso e maggiormente garantito.
Se ne fanno interpreti Mariano Gaetani, Vittoria Gaetani, Bip Gismondi, Manuela Recchi e Roberto Vezzoso.
Del migrare parlano protagonisti, partecipi degli eventi delle migrazioni, legando le canzoni con una puntualizzazione che invita a fare memoria: Pierpaolo Borroni, Valerio Calzolaio, Natalia Conestà, Eugenio Marino e Giuseppe Petruzzelis.
Lo spettacolo è condotto da Roberto Vezzoso e da Arnaldo Taffi. (aise)




Vittorio Mezza in tournée in Canada dal 19 al 27 gennaio

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vittorio mezzaIl Maestro Vittorio Mezza, compositore, arrangiatore, orchestratore, concertista e docente di Conservatorio, sarà in tournée in Canada dal 19 al 27 gennaio prossimi.
Talentuoso musicista con una lunga carriera internazionale da arrangiatore, compositore, docente e music supervisor presso la RAI Radiotelevisione Italiana, per la quale ha curato programmi televisivi di successo come Domenica In con Pippo Baudo, Ballarò, Uno Mattina in Famiglia, Affari Tuoi, il famoso Musical de I promessi Sposi di Michele Guardì col cast dell’opera Notre Dame de Paris, iol Maestro Mezza ha svolto concerti e tour alla guida di ensemble di vario tipo, presso numerosi Festival e importanti istituzioni nei cinque continenti.
Ora approda nuovamente in Canada, dove si esibirà in diverse formazioni. Il 19 gennaio sarà al Flato Markham Theatre per la prima mondiale di “Dances In My Mind”. Ad affiancarlo come ospite speciale l’artista visuale Vince Mancuso. L’indomani, 20 gennaio, appuntamento alla Jazz Room di Kitchener insieme al Mancuso Quintet. Il 24 gennaio il Maestro si esibirà al Jazz Bistro di Toronto con il Vittorio Mezza Trio, in un concerto intitolato Napoli Jazz Songs, che vedrà come ospite speciale Dominic Mancuso. Infine il tour canadese si chiuderà il 27 gennaio all’Avalon Theatre di Fallsview Niagara, dove sarà il Maestro Mezza l’ospite speciale del Dominic Mancuso Group. (aise)




Praga: l’Orchestra della Magna Grecia in concerto

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1 concerto orchestra della magna greciaL’Istituto Italiano di Cultura di Praga, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, ha organizzato al Rudolfinum di Praga il concerto di gala dell’Epifania eseguito dall’Orchestra della Magna Grecia. Insieme ai solisti Sergio Marchegiani e Marco Schiavo al piano e Aiman Mussakhajayeva e Gernot Winischhofer ai violini, l’orchestra diretta del Maestro Charles Olivieri Munroe ha eseguito l’Overture de “L’italiana in Algeri” di Gioachino Rossini, il “Concerto per pianoforte a 4 mani e orchestra” di Leopold Kozeluh, il “Concerto per due violini e orchestra in Re minore BWV 1043” di Johann Sebastian Bach e la “Sinfonia n. 8 in Fa maggiore op. 93” di Ludwig van Beethoven.

Lo spettacolo, cui ha preso parte l’Ambasciatore d’Italia in Repubblica Ceca Mauro Marsili, sarà replicato nella Casa della cultura di Milovice, nella Boemia centrale.

Fondata in Italia nel 1993, l’Orchestra della Magna Grecia ha conosciuto negli anni una costante crescita artistica, affermandosi come polo d’attrazione per i musicisti italiani e internazionali, anche grazie alla collaborazione con direttori di orchestra e solisti di assoluto prestigio quali Renato Bruson, Aldo Ciccolini, Uto Ughi, Andrej Gavrilov, Vladimir Ashkenazy, Raina Kabaivanska, Dee Dee Bridgewater, Amii Stewart, Milva, Gino Paoli e Vinicio Capossela.