Muore Randy Meisner, bassista e co-fondatore degli Eagles

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downloadQuasi ogni giorno una brutta notizia. I nostri “eroi”, quelli della bella musica che ha caratterizzato la nostra gioventù, uno a uno purtroppo se ne stanno andando. L’altro giorno Sinead O’Connor, adesso Randy Meisner, cofondatore degli Eagles, uno dei gruppi più importanti del country rock.

Scrive a questo proposito l’agenzia AGI:

Randy Meisner, cantante, bassista e co-fondatore del gruppo rock americano The Eagles, è morto all’eta’ di 77 anni a causa di complicazioni dovute a broncopneumopatia cronica ostruttiva. La notizia è stata resa nota attraverso un comunicato pubblicato sul sito ufficiale della sua ex band, in cui si precisava che la morte del musicista in pensione era avvenuta la notte del 26 luglio. “Randy era parte integrante degli Eagles ed è stato determinante nel primo successo della band. La sua estensione vocale era sorprendente, come evidenziato dalla sua ballata caratteristica, ‘Take It to the Limit'”, si legge nella newsletter.

Gli Eagles sono nati nella citta’ di Los Angeles nel 1971 formati da Meisner, Glenn Frey (1948-2016), Don Henley e Bernie Leadon. Nove anni dopo la band si sciolse a causa di disaccordi e problemi di droga. A quel punto avevano già creato i loro più grandi successi come “Take it easy” del 1971, e nel 1976 presentarono “Hotel California”, una delle canzoni piu’ popolari nella storia del rock.

L’album omonimo è stato inserito dalla rivista specializzata Rolling Stone come uno dei 500 migliori album di tutti i tempi. Meisner, che in precedenza aveva fatto parte della band Poco, lascio’ il gruppo nel 1977 per continuare la sua carriera da solista e fu sostituito da Timothy B. Schmit. Uno dei più grandi successi di Meisner nella sua carriera da solista è stato “Hearts on Fire” del 1981.

Nel 2016, il musicista ha attraversato un periodo difficile dopo che sua moglie Lana Rae Meisner è stata accidentalmente colpita a morte mentre stava spostando un fucile all’interno della loro casa di Los Angeles. Gli Eagles, attualmente composti da Henley, B. Schmit, Vince Gill, Joe Walsh e Deacon Frey, hanno recentemente annunciato il loro tour d’addio “The Long Goodbye” dopo 52 anni insieme.




Gli 80 anni di Mick Jagger

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downloadE sono 80 anni anche per la più iconica e inimitabile delle rockstar: Mick Jagger. Il 26 luglio del 1943, nasceva a Dartford sir Michael Philip Jagger fondatore e frontman dei Rolling Stones, divenuto con il tempo un vero e proprio punto di riferimento per la musica rock nel mondo. Inconfondibile per il suo stile, il modo di indossare gli abiti, di ballare muovendo il corpo in un modo tutto suo. La moda sul palco e sulla strada, la faceva e la fa ancora lui, passando da giacche di velluto, baschi e cappelli a crinoline, colletti vistosi, top e canotte; pantaloni in pelle o lucidi, stretti o a zampa di elefante con colori accesi, fino ai jeans, indossati in tutti i modelli possibili. A lui, gli stilisti devono molto. Perché Jagger è stato ed è una rockstar ribelle che non esita pero’ a essere chic sul palco, indossa jeans skinny e stivali a punta, pezzi di alta sartoria. Casual, minimal, femminile e virile allo stesso tempo, con il broncio o il sorriso ampio, gli occhioni sgranati, i capelli arruffati o pettinati, i tacchi alti e le sneakers.  Due mogli: Bianca Jagger e Jarry Hall, fidanzate e compagne a profusione, otto figli, cinque nipoti e ora anche bisnonno. L’ultima figlia l’ha avuta a 73 anni, nel 2016. Innamorato dell’Italia, in particolare della Sicilia, quest’anno si è anche comprato casa a Noto, in provincia di Siracusa. Nato in una famiglia borghese, cantava già da piccolo alle scuole elementari. E da ragazzino ha conosciuto Keith Richards che diverrà in futuro il co-leader dei Rolling Stones. La sua prima volta in pubblico è nell’estate del 1960, nella sala parrocchiale di Dartford, con una canzone di Buddy Holly. Keith e Mick hanno in comune la passione per il rhythm and blues. Nel 1962 Jagger si trasferisce in Edith Grove (quartiere Chelsea), a Londra, per studiare Economia ma Keith lo esorta a continuare a cantare e a fondare con lui una band musicale. Provano brani rock presso uno scantinato di Ealing Broadway. Poi, nello stesso anno, ai due musicisti si aggiungono anche Brian Jones, Bill Wyman e Charlie Watts e nasce una delle band più importanti della storia del rock: i Rolling Stones. Mick, manco a dirlo, è naturalmente il frontman, la vera star del gruppo. Canta, danza, crea uno stile, detta legge. Con lui l’altra icona, Keith Richards. Ma tutto ruota intorno a Mick, vero e proprio ‘animale’ da palcoscenico a cui in tanti hanno cercato di ispirarsi.  La prima apparizione degli Stones si tiene al celebre Marquee Club di Londra il 12 luglio 1962. Poi è un susseguirsi di successi, un contendersi il primato con i Beatles negli anni 60, ma la loro fu solo una rivalità mediatica. C’è una parentesi da solista, nel 1985 esce She’s the Boss, con il brano Just Another Night seguito da Primitive Cool, Wandering Spirit. Ma non sono grandi successi. Nel 1994 il ritorno con i Rolling Stones, che prosegue ancora oggi, nonostante l’età avanzata della band. Jagger, lo sanno tutti, ha avuto difficoltà con droghe, ha vissuto tra gli eccessi e una volta fatta la pace con questa sua fase della vita, nel 2003 è stato addirittura insignito del titolo inglese di baronetto, come già accaduto ai Beatles negli anni 60. Jagger musicista e Jagger uomo fashion. A metà fra lo stile hippy e preppy, Mick si è evoluto volta per volta, riuscendo a essere uno dei primi ad adottare negli anni 80 lo streetwear indossando a volte completi sportivi rosa shocking e oro, oppure pantaloni extra-loose. Ma nel video di Dancing in The Street, dove canta con David Bowie, spuntano le Reebok Freestyle, secondo la moda aeorobica del momento. E questo, a testimonianza di come ha sempre saputo anticipare, evolversi, intuire il momento giusto nello stile e nella musica. Su Jagger ci sarebbe da scrivere tanto e a lungo, del suo rapporto definito di odio-amore con Richards, della presunta rivalità con Beatles, dei suoi amori, vizi, passioni… La verità è che star cosi non nascono sempre e sono uniche nel loro modo di essere. Uniche come lo è il modo sinuoso di ondeggiare sulle anche, e quindi di ballare, che ha determinato anche una canzone, quel ‘Moves Like Jagger’ dei Maroon 5, ispirato al movimento del suo corpo, spontaneo e fuori dagli schemi che nessuno è mai stato in grado di rifare. Danzare come Jagger infatti è impossibile, perchè quello è il modo di danzare solo suo, di un uomo unico, inimitabile, irripetibile.

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Muore il cantastorie calabrese Otello Profazio

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db313baed76bc61d9f3d713215a15cd0È deceduto nell’ospedale di Reggio Calabria Otello Profazio, tra i cantanti folk e cantastorie più noti, autore di numerosi brani di successo.

Aveva 88 anni, nato a Rende, in provincia di Cosenza, viveva a “Pellaro”, frazione di Reggio Calabria.

Da tempo era affetto da patologie cardiache e due giorni fa al momento del suo ricovero nel “Grande ospedale metropolitano” già le sue condizioni erano apparse gravi.

Molto conosciuto in Italia e all’estero, Profazio aveva pubblicato, complessivamente, 25 album. Tra questi il più venduto è stato “Qua si campa d’aria”




Santo Domingo. Teo Bok in concerto al Ferragosto Italiano

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capturaTEO BOK è un giovane cantautore italiano con radici musicali latino-americane, residente a Miami, che nonostante la giovanissima età, già vanta un´intensa traiettoria professionale nel mondo della musica latino-americana e non solo.

Nel 2022 ha firmato un contratto con Universal Musica Latina, unico italiano della sua generazione di artisti dell´accademia musicale del maestro Julio Reyes Copello, direttore di Arthouse Academy and Abbey Road Institute de Miami da cui provengono artisti del calibro di Mark Anthony.

Tra repertorio proprio e cover, TEO presenterà la canzone El Dia Con La Noche o Il Giorno Con La Notte, in spagnolo e italiano, scritta con il cantante e compositore italiano Virginio, vincitore del premio Grammy Latino per l´album”Hazte sentir” di Laura Pausini. Teo è in tour in diversi paesi ispanici per la promozione del suo ultimo album “Tiempo De Ser Fuertes”.

Per la prima volta si presenta a Santo Domingo, che lo ha visto crescere durante la sua infanzia, invitato alla festa del Ferragosto Italiano, martedì 15 agosto, alle ore 20.00, nella spiaggia del monumento a Montesino, sul Malecón, dove si terrà la fiera estiva @ferragostoitaliano con entrata libera.

Un appuntamento fisso giunto alla sua IV edizione, che ogni anno si ripropone immancabilmente il 15 di agosto (quest´anno anche il 16) e che in ogni edizione porta con se una festa dal sapore semplice e autentico, senza fronzoli e con tante novità!

All´insegna dell´autentica italianità, la fiera, accompagnata dalla presenza delle grandi marche italiane, con esposizione e vendita di prodotti, quest´anno, ancor di più, sarà dedicata alla musica italiana, presentandosi come Festa della Musica Italiana.

Il 15 di agosto, a partire dalle ore 16.00, sotto il monumento a Montesino, nel Malecon, (spazio selezionato da tempo…), la fiera sarà accompagnata dalla musica italiana, con i suoi diversi generi: DJ, selezioni musicali attuali, musica dal vivo, classici, e alle ore 20.00, concerto dal vivo di @teo.bok, ospite per l´occasione.

La festa durerà fino al 16 di agosto, Anniversario della Restaurazione dominicana, giornata festiva nel Paese, dove il pubblico potrà continuare a visitare gli stand, mangiare e godere della musica, vicino al mare, dal mattino alle 11.00, fino alle ore 18.00.

 




New York. Muore Tony Bennet, l’italoamericano considerato l’ultimo grande “crooner” (VIDEO)

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downloadE’ morto oggi Tony Bennett, avrebbe compiuto 97 anni il prossimo 3 agosto. Dopo la morte di Dean Martin e Frank Sinatra, era considerato l’ultimo grande Crooner americano. Numerosi i suoi successi tra cui ‘the way you luke tonight’ e ‘Body and Soul’.

Bennett è morto nella sua città natale, New York. La causa del decesso non è ancora stata resa nota. “Vengo da una buona famiglia italiana, ma ho cercato di mantenermi in forma nel corso degli anni”, mi disse Bennett una ventina di anni fa.

All’epoca aveva 72 anni, e incontrava e salutava il pubblico con spavalderia prima di un’esibizione di beneficenza nel caldo torrido del deserto di Sonoran a Tucson, in Arizona. Per due decenni, il 20 volte vincitore di un Grammy ha continuato a ‘dondolare’ con la stessa disinvoltura di sempre, entrando nella storia come uno degli unici artisti che ha registrato nuovi album negli anni ’50, ’60, ’70, ’80, ’90 e nei primi tre decenni del XXI secolo.

Anthony Dominick Bennedetto nacque in una povera famiglia di immigrati italiani ad Astoria, nel Queens, il 3 agosto 1926. Il padre Giovanni, droghiere, morì 10 anni dopo, costringendo la madre Anna Maria, sarta, a trovare nuovi modi per guadagnarsi il pane durante la Grande Depressione.

Non passò molto tempo prima che Little Tony usasse il talento delle sue corde vocali, esibendosi all’inaugurazione del Triborough Bridge nel 1936. Mentre frequentava la High School of Industrial Arts, l’adolescente si rese conto di voler diventare un cantante professionista, ma iniziò anche ad allenarsi per l’altra passione artistica di sempre: la pittura.

Si prese una pausa dalla carriera per combattere nella Seconda Guerra Mondiale. Dopo il ritorno a casa, nel 1949 viene scoperto da Bob Hope – che lavora con Pearl Bailey in un club del Greenwich Village – e firma un contratto con la Columbia Records. Venticinquenne e ribattezzato Tony Bennett, ottiene il suo primo successo al numero 1 nel 1951 con “Because of You”, dando il via a sette decenni di successi in classifica. Ben oltre mezzo secolo dopo aver raggiunto le classifiche, Bennett ha dichiarato di non essersi mai stancato di cantare la sua canzone simbolo del 1962, “I Left My Heart in San Francisco”.

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I Calgary Italian Folk Dancers “Gli Azzurri” a New York

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13azzurriIl prossimo 27 luglio l’Istituto Italiano di Cultura di New York ospiterà i Calgary Italian Folk Dancers “Gli Azzurri”, una organizzazione no profit fondata nel 1987 per promuovere la danza folkloristica italiana, sia tradizionale che moderna. Al suo interno si esibiscono cinque gruppi di ballo, dai più giovani, i “Piccoli”, passando per “Saltarelli”, “Allegria”, “Melodia” fino ai ballerini più esperti, “Energia”.
L’esibizione in Istituto inizierà alle 13.00 e sarà seguita da una visita guidata alla mostra “Pride and Memory – The Italian Immigration to the Americas” attualmente ospitata dall’IIC. (aise) 




L’orchestra barocca messicana Antiqva Metropoli in concerto a Milano

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antiquametropolivertA Milano, l’Orchestra barocca messicana Antiqva Metropoli —sotto la direzione artistica del maestro Juan Luis Mátuz— offrirà due concerti —alle 18:00 di giovedì 20 luglio e venerdì 21 luglio— nell’ambito del programma Una noche en la Catedral Metropolitana.

Lo ha annunciato il Consolato Generale del Messico a Milano, informando che gli eventi si svolgeranno nella Cappella di Santa Maria Annunciata dell’Università degli Studi e precisando che il programma prevede capolavori barocchi di famosi compositori tra cui Vivaldi, Corelli, Geminiani e Tartini.

Antiqva Metropoli è composta da giovani interpreti messicani specializzati in musica barocca, che mirano a diffondere il repertorio rappresentativo del barocco europeo e la musica del vicereame messicano attraverso presentazioni eseguite con strumenti repliche di quelli utilizzati nel periodo originale, aderendo così alla tendenza interpretativa nota come storicamente informata.

L’Orchestra Barocca messicana Antiqva Metropoli, fondata nel 2008, ha partecipato a rinomati festival in Messico e a livello internazionale, tra cui il Festival Internacional Cervantino di Guanajuato, il Festival Alfonso Ortiz Tirado di Sinaloa, La Guelaguetza di Oaxaca, il Festival Internacional de Música Virreinal di Jalisco, il Festival Barroco de Guadalupe a Zacatecas, il Festival Pasión a Puebla, il Festival Nacional de Conocimiento in Baja California, il Festival Cultural Mazatlán nello Stato di Sinaloa, l’Encuentro Internacional de Música Antigua del CENART a Città del Messico e il Ciclo de Música Antigua dell’INBAL. Si sono inoltre esibiti al Grand Est’ival de Guitare di Strasburgo, alla Chapelle de l’hôpital Lariboisière e alla Chiesa della Madeleine di Parigi, in Francia.

In quindici anni di attività, l’ensamble musicale ha realizzato tre tournée di successo in Italia (2015, 2017 e 2022), tenendo concerti nelle città di Cesena, Forlì, Ravenna, Bertinoro e Terre del Reno.

Gli eventi che si svolgeranno nel capoluogo lombardo —organizzati in collaborazione con l’Orchestra dell’Università degli Studi e il Consolato Generale del Messico— saranno aperti al pubblico gratuitamente.

«Il Consolato Generale del Messico a Milano» —si legge in una nota— «ringrazia l’Orchestra dell’Università degli Studi e la Fondazione UNIMI per la preziosa collaborazione nell’aprire le porte all’Orchestra Antiqva Metropoli in uno dei siti più rappresentativi del centro storico della città, nell’ambito del programma dedicato alla musica barocca che si svolgerà nel luglio di quest’anno».




“Middle of the night”, il nuovo singolo del producer danese Niffer

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niffer middle of the nightIl giovane producer danese si conferma ancora una volta un hit maker con il nuovo singolo Middle of the Night.

Un brano che mescola EDM e House Music creando un sound coinvolgente ed una melodia accattivante!!

Ascolta qui:
YouTube
https://www.youtube.com/watch?v=9Hkr_zWE6MI

Spotify
https://open.spotify.com/album/4Zt7zCtL9vTB6sxAau7yuU




Tornano i Pooh. Il 15 luglio a San Siro, prima data della tournée

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downloadTornare a San Siro dopo 7 anni dall’ultima volta per i Pooh è stata una decisione frutto dell'”amore incredibile” del pubblico. “Appena sono partite le prevendite, in un solo giorno hanno acquistato 30 mila biglietti”. Che poi sono diventati 50 mila, sold out. A poche ore dall’inizio dell’atteso concerto, sono stati Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli a raccontare come è nata l’dea di tornare a esibirsi insieme. Ma non chiamatela l’ennesima reunion, ammoniscono.

“Quando dicemmo che era l’ultima fotografia – dice Facchinetti -, noi eravamo convintissimi di questo” ma non sai mai quello che può accadere. “Hanno deciso di fare un film sulla nostra vita prodotto dalla Rai e venti giorni prima di Sanremo la Rai ci chiese di presentarlo sul palco dell’Ariston”.

A quel punto Amadeus però volle che suonassero. “E da quando siamo saliti sul palco è successo di tutto”. Allora “decidemmo ok” facciamo un concerto, ma che sia “un solo evento a San Siro”.

Poi però hanno visto i numeri delle prevendite e si sono accorti di “aver fatto i conti senza l’oste”. “Non pensavamo che ci fosse ancora nei nostri confronti un amore cosi’ incredibile. Un miracolo. Allora ci siamo trovati ad aggiungere la data Roma e a pensare a un concerto che fosse all’altezza”.

Questa è stata “un po’ una trappola, perché questo concerto costa centinaia di migliaia di euro” e andava ottimizzata la spesa, recuperata, così sono nate le altre date. Ben 14 in tutta Italia, per il tour ‘Amici x sempre’, che prende il nome dallo storico brano del 1996 ripubblicato in una nuova versione per celebrare questo ritorno. Roby, Dodi, Red e Riccardo ripercorreranno oltre 50 anni di carriera attraverso 56 brani che hanno fatto la storia, nel loro concerto più lungo di sempre, oltre tre ore di musica.

D’altra parte suonare insieme per dei professionisti come i Pooh “È un po’ come andare in bicicletta” non lo si dimentica anche se sono passati anni dall’ultimo concerto” spiega Red Canzian. “Prima di Sanremo abbiamo fatto una prova in studio, ed era buona la prima. Certo, ci manca Stefano” e non solo stasera, lui “mancava nelle nostre vite perché era un amico a cui fare riferimento”.

“Abbiamo fatto la data zero a Campovolo ed è volato il tempo. Il nostro concerto dura 3 ore, ce la facciamo nonostante l’età – dice Facchinetti – e siamo felici di tornare sul palco ancora insieme. Cerchiamo di dare il massimo è anche di più”. Per rendere questa serata ancora più spettacolare insieme alla band ci sarà “un coro di 50 elementi e un ottetto di archi – rivela Dodi Battaglia – . Abbiamo voluto calare l’asso per avere una immagine di grande evento. Non è una ennesima reunion dei Pooh ma una serie di eventi che si sono concatenati quasi magicamente, non sappiamo nemmeno noi dove andremo a finire intanto ci godiamo questa cosa alla grandissima, fino alla fine di questo anno in Italia e all’estero. Poi si vedrà”.

Ospiti dei concerti, il prossimo all’Olimpico il 15 luglio, sono Il Volo, con cui è nata un’amicizia dopo che incisero un pezzo della band nel 2013. “Insieme faremo ‘Uomini soli’, che cantata insieme prende ancora più peso”.

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VULÈ BENE. Il nuovo singolo di Peppe Rienzo. Un inno all’altruismo, all’arte e alla musica per il soul-singer napoletano

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peppe rienzo photo 2023 (2)Un inno all’altruismo, alla gioia di vivere, all’arte e alla musica: “Vulè bene” è il titolo del nuovo singolo del musicista napoletano Peppe Rienzo, il cui video ufficiale sarà presentato su YouTube MARTEDÌ 11 LUGLIO 2023 ALLE ORE 15.00 e che sarà presente su Spotify e sulle principali piattaforme musicali digitali DA VENERDÌ 14 LUGLIO 2023.

A pochi mesi dall’uscita del singolo “Libertà di pace” (gennaio 2023) e a due anni da “A chi avessa da’ cunto” (scritta e arrangiata con Fabio D’Andrea nel dicembre 2021), il qinquantaquattrenne soul-singer campano si racconta in “Vulè bene”.

“Ho scritto questa canzone perché, provenendo da un passato non facile, ho capito che la rabbia che sentiamo dentro deve confluire in sentimenti positivi. – spiega Rienzo – “Un inno? Un messaggio? ‘Vulè bene’ è una riflessione sulla nostra ‘macchina fisica’, che spesso è solo ‘fisica’ e non attenta a un mondo fatto di sentimenti, di altruismo, di arte e di musica”.

La canzone – scritta e arrangiata dallo stesso Peppe Rienzo, che nel brano suona anche le chitarre – vede la presenza di alcuni protagonisti della scena musicale e live italiana: Claudio Romano alla batteria, Roberto De Rosa al basso, Lucky di Blasio alle percussioni, Giosuè Salzillo al pianoforte e ai pad e Alessia Raspaolo ai cori.