Albano: “Felicità, un messaggio eterno. Non cambierei una virgola”

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download“Per essere felici bisognerebbe riscoprire il valore della semplicità”. Nella Giornata mondiale della felicità, ricorrenza internazionale istituita dieci anni fa dalle Nazioni Unite, Al Bano Carrisi chiarisce all’AGI che, nonostante siano passati ormai 41 anni, non cambierebbe “neanche una virgola” di ‘Felicità’, il brano arrivato secondo al Festival di Sanremo dell’82 che ha cantato in tutto il mondo con Romina Power:

“Ormai è eterno”. Se, secondo l’Ipsos, l’Italia oggi è solo 25esima (su 32) nella graduatoria della lietezza nazionale, per recuperare qualche posizione Al Bano consiglia di concentrarsi sulla gioia trasmessa dai piccoli grandi gesti e elementi della quotidianità che cantava già nel 1982: il “bicchiere di vino con un panino”, il “tenersi per mano” e anche, sottolinea, sulla felicita’ trasmessa “dall’acqua del fiume”, dal “raggio di sole più caldo” e dalla “pioggia che scende dietro alle tende” del famoso brano. “Osservare la natura può darci molta gioia, spesso purtroppo ce ne dimentichiamo e la maltrattiamo”, analizza.

Quel brano scritto da Cristiano Minellono, Dario Farina e Gino De Stefano, 25 milioni di copie vendute in tutto il mondo, lo ascoltò per la prima volta, racconta, nell’81: “Pensai che fosse quello che ci voleva per l’Italia che usciva da un decennio terribile, le Brigate rosse, i treni che saltavano in aria…”. Non immaginava che, forse per una spinta aspirazionale alla felicità, dopo il successo sanremese diventasse a furor di popolo un evergreen: “La cantano un pò tutti, è un brano che ha fatto il giro del mondo, l’ho sentito anche intonare da un bambino in Kazakistan”.

Ma a parte il tenersi per mano, il panino e il bicchiere di vino, cosa lo ha reso felice negli ultimi tempi? “Aver ospitato per un anno a casa mia quattro profughi ucraini, uno dei quali è rimasto a vivere vicino a Cellino San Marco – spiega – e anche, a proposito del successo festivaliero di ‘Felicita” l’esibizione sul palco dell’ultima edizione, insieme a Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Quel momento di unione ci ha dato un’emozione che siamo riusciti a trasmettere al pubblico. È stato un grande momento di felicità individuale e collettiva”.

E Al Bano è sicuro di trarre e infondere gioia anche attraverso i due concerti che terrà a Los Angeles a luglio insieme al cantante iraniano Fariman: “Saranno dedicati al popolo iraniano che sta soffrendo molto e che si meriterebbe finalmente un pò di felicità”.

agi.it




Bob Dylan all’Umbria Jazz

bob dylan wins 2016 nobel prize in literature

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Sarà Bob Dylan ad aprire l’edizione del cinquantesimo di Umbria Jazz.

Lo farà all’Arena Santa Giuliana il 7 luglio presentando l’album “Rough and Rowdy ways”.

Pubblicato da Dylan nel Giugno 2020, è stato descritto da gran parte della critica internazionale come uno dei migliori album pubblicati negli ultimi anni dal cantautore Premio Nobel.

Umbria jazz ha anche annunciato gli artisti che completano il programma dell’Arena Santa Giuliana. Oltre a Bob Dylan ci saranno l’8 luglio Stefano Bollani-Kyle Eastwood con “Eastwood Symphonic” with Umbria Jazz Orchestra e il 9 luglio Somi-Herbie Hancock (ANSA).




New York. “Donne al centro”, i concerti della pianista Cristiana Pegoraro

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6pegoraroLa pianista di Terni Cristiana Pegoraro sarà dall’8 al 18 marzo a New York per una serie di concerti dal titolo “Donne al centro”. Un viaggio musicale di uguaglianza e libertà che partirà dall’Istituto Italiano di Cultura di New York.
Con le sue tournée nei paesi del Golfo, Cristiana Pegoraro è la prima donna italiana a tenere concerti di musica classica in Bahrain, nello Yemen e in Oman. È anche la prima donna italiana ad aver eseguito in concerto l’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven e tra i pochi pianisti al mondo ad aver eseguito in un solo giorno i 5 Concerti per pianoforte e orchestra di Ludwig van Beethoven.
Dall’8 al 18 marzo l’artista sarà a New York per il suo tour intitolato “Donne al Centro”.
“La donna è stata da sempre in una condizione arretrata rispetto all’uomo. Negli ultimi tempi si sono fatti dei progressi grazie proprio alle battaglie intraprese. Vale la pena continuare a lottare per l’uguaglianza e la libertà” – dichiara Cristiana Pegoraro.
Donne al centro
L’influenza e l’ispirazione delle donne nella musica e nella poesia (The influence and inspiration of women in music and poetry).
Cristiana Pegoraro pianoforte e lettura di testi poetici scritti da poetesse famose dal 500 (include Gaspara Stampa, poetessa di Padova di cui ricorrono quest’anno i 500 anni dalla nascita) ai nostri giorni (Cristiana Pegoraro scrive anche poesie). Poesie anche di due poetesse iraniane che hanno ispirato due mie composizioni.
In questo programma anche due composizioni di Cristiana Pegoraro dedicate alle donne dell’Iran e a tutte le donne che lottano per la libertà’. Una composizione ispirata alla poesia di Forough Farrokhzad (poetessa iraniana).
La poetessa ha dichiarato “Nelle mie opere cerco me stessa come donna, non il ruolo che la società mi ha affidato nel corso della storia. Sono donna, fonte di vita!”.
Date del tour
8 marzo concerto all’Istituto Italiano di Cultura di New York
10 marzo Columbus Citizens Foundation New York
15 Marzo Scarsdale (NY)
18 Marzo America National Opera Center. (aise) 




Dalla e Battisti. Oggi avrebbero compiuto 80 anni

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5535d0c978065d4f8d732cf97619001dQuelle poche ore che dividono la nascita di Lucio Dalla Lucio Battistiil 4 e il 5 marzo del 1943, a guardarle oggi, attraverso la lente appannata del ricordo e della celebrazione in absentia dell’80/o compleanno, finiscono per diventare la prima traccia di una distanza siderale che divide la vita e la carriera di due geni della musica italiana.

Alla fine è un episodio raccontato da Dalla a offrire l’immagine definitiva di questa distanza: nel 1984 i due si incontrarono in un ristorante.

L’autore di “Com’è profondo il mare” era nel pieno della sua carriera, Battisti aveva già di fatto chiuso la sua vita pubblica. Dalla parlò di un tour insieme, che avrebbe dovuto chiamarsi “I due Lucio” e di un eventuale album: “Lui ascoltava senza darmi importanza – raccontò -. Poi finì di mangiare, si pulì la bocca e disse che non si poteva fare, che si sentiva molto cambiato e che si stava muovendo in tutt’altra ricerca musicale”

La verità è che i due, a parte il dato anagrafico e uno straordinario talento per cambiare le regole della canzone, in comune avevano pochissimoLucio Dalla era un entertainer dell’esistenza, un uomo animato da una religiosità profonda  che viveva in pubblico, con un incredibile bagaglio di amicizie che andavano dal barbone ai potenti della terra tutti compresi, sempre a suo agio, anche perché era lui a dettare le regole: ha trasformato la sua data di nascita in un capolavoro musicale, la sua curiosità era insaziabile, trovava sempre il modo di cambiare senza perdere il contatto con il pubblico, divideva il palco con i colleghi, usava benissimo la televisione e i media, amava l’arte e ha sperimentato anche forme musicali vicine all’opera. Lucio Dalla è morto all’improvviso, il primo marzo a un passo dai 70 anni, nella camera di un albergo dopo un concerto al festival Jazz di Montreux.

 

E a proposito di memoria c’è un elemento che va sottolineato: gli eredi di Battisti hanno concesso solo nel 2019 la diffusione sulle piattaforme di streaming della sua musica e questa decisione ha fatto sì che le nuove generazioni perdessero totalmente il contatto con le sue canzoni. La sensazione che si ha oggi, sempre tenendo vivo il gioco di contrasti, è che Dalla sia l’artista di tutti che non se n’è mai andato, Battisti è ben radicato nel cuore dei Boomer e della Generazione X.

Certo nell’epoca degli “heavenly birthday” social (sono i compleanni festeggiati post mortem), nel caso degli 80 anni di Dalla e Battisti fa impressione pensare quante canzoni leggendarie siano riusciti a produrre questi due straordinari talenti. Ma più che di canzoni si tratta di autentici pezzi di storia che dimostrano come la musica popolare sia uno strumento di conoscenza e di memoria tanto straordinario quanto necessario per capire meglio chi siamo. E per capire meglio anche il nostro Paese visto che attraverso i tanti cambiamenti artistici di questi due giganti scorrono in filigrana i mutamenti di una società che attraverso i generi e le novità musicali scopriva i suoi umori più reali.

ansa.it




Nuovo brano per NOELIA MORA, candidata a “Una Voce per San Marino”

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noelia mora 1“No Esperes Más” è il nuovo singolo di NOELIA MORA!!!

Una meravigliosa performance vocale supportata da emozionanti vibrazioni del pianoforte: questa è ‘No Esperes Más’, il nuovissimo brano di Noelia Mora, ora disponibile in tutti i migliori digital store e piattaforme di streaming.

Ascolta e Download qui: https://orcd.co/noeliamora_noesperesmas

Biografia
Nata a Palacios de la Valduerna-LEON ma vive ad Alicante fin da piccola, è cresciuta costantemente in ambito artistico grazie al fratello Ismael Mora, anch’esso artista musicale.
Inizia gli studi all’età di 8 anni studiando canto e body expression ed inizia la carriera come soprano solista.
Dal 2000 al 2004, ha interpretato i principali lavori di opere e operata con titoli come Katiuska, La Mujer Rusa, Marina, La Tabernera Del Puerto, Doña Francisquita e La Traviata nei teatri di Alicante. Sempre desiderosa di scoprire nuove esperienze, combina l’insegnamento e l’orchestra con uno spettacolo che fonde Opera e Flamenco a Barcellona con spettacoli settimanali nei teatri Poliorama e Palau de la Música di Barcellona chiamati Opera e Flamenco, dove è stata soprano solista per diverse stagioni ed inizia a comporre e registrare le sue canzoni venendo invitata ad esibirsi nella finale del Festival degli Autori a Sanremo.
Attualmente è insegnante di canto presso la Scuola di Musica, Banda i Cobla, Santa María de Blanes a Girona, e Aula de Música, CAN LLOBET, a Calella, a Barcellona, Tordera Music School, Barcellona.
Nel 2022 inizia il progetto personale come cantautrice e ad ottobre 2022 una sua canzone viene scelta come candidata per rappresentare San Marino all’Eurovision 2023!!




“The Dark Side Of The Moon”, i 50 anni di un disco senza tempo

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141631079 b03bca79 fd14 4709 bb1b cefaedbd321cUn prisma oscuro, etereo, fluttuante in quell’assenza profonda e persistente, trafitto da un raggio di luce, che attraverso quel triangolo si trasforma in un arcobaleno. Tutto geometrico, esatto, come se fosse il frutto di un calcolo complesso, uno di quelli che regolano le leggi del mondo, un triangolo dal retrogusto divino impresso sulla copertina di un disco che effettivamente si rivelerà nel tempo qualcosa di superiore; parliamo di “The Dark Side Of the Moon” dei Pink Floyd, album che proprio oggi compie 50 anni dalla pubblicazione, e quella copertina fu ideata da Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis e poi disegnata da George Hardie, ai quali era stato chiesto solo “qualcosa di semplice”, forse mai si sarebbero aspettati la creazione di una delle immagini più iconiche della storia della musica mondiale.

Vita, morte, denaro, salute psichica, quella che venne a mancare a Syd Barrett, membro fondatore e paroliere dei Pink Floyd, già da anni fuori dalla band, sono questi i temi che Roger Waters, che si occupò interamente della stesura dei brani, intendeva affrontare, riteneva più urgenti per lui e per chi avrebbe ascoltato l’opera. La conferenza stampa di presentazione del disco si tenne al London Planetarium il 27 febbraio, i giornalisti intervenuti, al posto dei Pink Floyd, trovarono quattro sagome in cartone a grandezza naturale, tutto perché l’album, come richiesto, non fece in tempo ad uscire in versione quadrifonica, come avrebbero desiderato; a riprova del fatto che “The Dark Side Of The Moon”, per il quale vennero utilizzate apparecchiature del tutto innovative per l’epoca, leggenda vuole del peso totale di oltre tre tonnellate, fu un disco rivoluzionario anche per il modo in cui verrà pensata e si farà la musica da quel momento in poi.

La lunga gestazione di un capolavoro

Bisogna anche dire che il successo immediato dell’album fu dovuto alla colossale campagna pubblicitaria imbastita ai tempi da Bhaskar Menon, ai tempi fresco direttore della Capitol, la casa discografica dei Pink Floyd, che erano in scadenza di contratto e stavano già flirtando con la Columbia, alla quale si legheranno nel 1974. In realtà la gestazione del disco fu lunga, si tratta di un lavoro venuto fuori dopo anni di audaci sperimentazioni, soprattutto live, tant’è che di fatto quasi nessun brano dell’album al momento dell’uscita si poteva ritenere inedito.

L’album segnò un prima e un dopo non solo per tanti critici e fan ma anche per gli stessi Pink Floyd e non solo perché si tratta del loro maggior successo commerciale. Roger Waters, Nick Mason, David Gilmour e Richard Wright hanno pubblicato sette dischi in studio prima e sette dopo, e quelli immediatamente successivi, certamente non a caso, saranno “Wish You Were Here”, “Animals”, “The Wall”, i loro migliori, grandi successi che hanno cambiato la storia della musica, come se qualcosa, un codice musicale, dentro di loro si fosse sbloccato. Certo tutti secondi, perlomeno in termini di vendite, a “The Dark Side Of The Moon”, che rimase nella classifica statunitense per 741 settimane, dal 1973 al 1988, come se l’astrologia musicale si fosse plasmata a sua immagine e somiglianza, e tutto ruotasse improvvisamente attorno a quell’album.

Numeri da record

Questo perché, sebbene esistano dischi, probabilmente per la loro accessibilità, più popolari, ne esistono pochissimi che hanno numeri paragonabili a quelli di “The Dark Side Of The Moon”: 45 milioni di copie vendute nel mondo, terzo posto nella storia, per quanto riguarda il Regno Unito si parla del settimo album più venduto di tutti i tempi, e si stima che almeno un cittadino statunitense su quattordici possegga una copia del disco. Oggi, in Italia, nella classifica FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), “The Dark Side Of The Moon” si trova al 39esimo posto, nella Top 100 da 49 settimane, al terzo, in nuova, ennesima, risalita, della classifica dei vinili più venduti, sempre presente nella decina finale nelle ultime 93 settimane; sei i dischi di platino nel nostro paese e questo solo dal 2011, quando la FIMI ha rivoluzionato i parametri di assegnazione delle certificazioni.

Su Spotify, il più attendibile dei termometri per misurare la musica di oggi, i dieci brani che compongono la tracklist del disco sono stati ascoltati quasi due miliardi di volte, solo “Money” ha raccolto oltre 407 milioni di stream. Numeri straordinari, specie se si pensa che si tratta di un album non solo complesso ma anche, appunto, registrato 50 anni fa, ma che poco o niente, comunque, riescono a raccontare della grandezza di un’opera talmente immensa da essere tributata in ogni singolo ambient musicale, da “Return to the Dark Side of the Moon: A Tribute to Pink Floyd”, album pubblicato nel 2006 e che vede coinvolti artisti come Adrian Belew, Tommy Shaw, Dweezil Zappa e Rick Wakeman, a “The Not So Bright Side of the Moon”, uscito nel 2000, firmato dai The Squirrels.

Nel 2003 il collettivo reggae newyorkese Easy Star All-Stars pubblicò “Dub Side of the Moon”, mentre i Voices on The Dark Side ne hanno realizzato una versione a cappella, i Poor Man’s Whiskey lo eseguono spesso in stile bluegrass, chiamando lo spettacolo “Dark Side of the Moonshine”, e nel 2004 fu realizzata una particolare reinterpretazione dell’album con un quartetto d’archi. Nel 2009 anche i The Flaming Lips, una delle più importanti band del circuito indie mondiale, in collaborazione con Stardeath and White Dwarfs e con Henry Rollins e Peaches, ne pubblicarono una propria versione.

Alcuni azzardarono anche una riproduzione live integrale del disco, è il caso dei Phish e dei Dream Theater, la più famosa band progressive metal del mondo. Per questi 50 anni i Pink Floyd regalano ai loro fan un nuovo cofanetto deluxe che include CD e vinile gatefold con una nuova masterizzazione dell’album in studio e audio Blu-Ray + DVD con l’originale mix 5.1 e le versioni stereo rimasterizzate. Il cofanetto include inoltre un BluRay con mix Atmos più CD e LP di “The Dark Side Of The Moon – Live At Wembley Empire Pool, London, 1974”, l’esibizione che la band tenne durante una data del tour invernale e che per la prima volta sarà disponibile come album separato, con artwork originale del 1973 disegnato ancora da George Hardie.

agi.it




“Your Glance” è il nuovo singolo di Marco Palermo

marco palermo your glance
marco palermo your glanceYOUR GLANCE è il nuovo singolo di MARCO PALERMO!
Una strepitosa suite pianistica e una straordinaria performance vocale tra classici contemporanei e musica ambient: ecco a voi ‘Your Glance’, il nuovo singolo di Massimo Palermo featuring Jessica Ramonda, ora disponibile in tutti i migliori digital store e piattaforme streaming.
Ascolta e Download qui: https://orcd.co/marcopalermo_yourglance
Biografia
Marco Palermo è un pianista e compositore italiano specializzato nel repertorio Jazz.
Ha realizzato le colonne sonore dei cortometraggi diretti da Alberto Spirito:
– “Incontri Ravvicinati 1” – “Incontri Ravvicinati 2” – “Incontri Ravvicinati 3”
Ha inoltre creato inoltre le musiche per il musical inedito di Marcello Fiorentino dal titolo “La Stella di Benine” e le colonne sonore dei documentari naturalistici (Malta – Iran – Kenya/Uganda) diretti da Graziella Lunetta.



“Napule è…i luoghi di Pino Daniele”

napule è...i luoghi di pino daniele

napule è...i luoghi di pino danieleIl FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano rende omaggio a PINO DANIELE con l’itinerario d’autore “Napule è…i luoghi di Pino Daniele” per i suoi appuntamenti “Cosa FAI oggi?”, SABATO 4 MARZO 2023.

NAPULE È ‘NA CAMMINATA / INT’E VICHE MMIEZ’ALL’ATE“: così cantava Pino Daniele nella sua canzone-simbolo “Napule è“, contenuta nell’album d’esordio “Terra Mia”.

Marzo è il mese in cui nasce Pino Daniele e il FAI rende omaggio al cantautore partenopeo con un itinerario speciale, in programma per SABATO 4 MARZO 2023 (ore 10.00 e ore 11.30).

Musica, racconti, aneddoti e incontri esclusivi tra i monumenti, nelle piazze, nelle strade e nei vicoli dove è nata e cresciuta l’Arte del ‘mascalzone latino’ in un appuntamento speciale del FAI, ispirato al libro “Napule è…i luoghi di Pino Daniele” (di Michelangelo Iossa e Carmine Aymone | Rogiosi Editore).

Un viaggio alla scoperta della Napoli musicale più amata dall’artista scomparso nel gennaio 2015: un percorso nella ‘città dei mille culure’.

La genesi delle prime canzoni, le passeggiate lungo le strade partenopee, il legame con la città: i vicoli di “Furtunato”, l’incanto di “Jesce Juorno” e il risveglio con il profumo di “‘na tazzulella ‘e cafè”.

Un omaggio che il FAI di Napoli dedica al ‘lazzaro felice’, uno dei figli più nobili della Sirena Partenope.

pino daniele murales napoliFAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Delegazione di Napoli

SABATO 4 MARZO 2023

Itinerario / doppio turno:

– partenza ore 11.00 da Piazza Bellini (con arrivo a Piazza Santa Maria La Nova) – Napoli

– partenza ore 12.30 da Piazza Santa Maria La Nova (con arrivo a Piazza Bellini) – Napoli

Durata/itinerario _ 60 minuti circa

Riservato agli iscritti/FAI _ massimo 30 persone

PER PRENOTAZIONI:

“Cosa FAI oggi? vol.2” – Napule è | Evento FAI (fondoambiente.it)




Your Glance è il nuovo singoli di Marco Palermo

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marco palermo your glanceYOUR GLANCE è il nuovo singolo di MARCO PALERMO!
Una strepitosa suite pianistica e una straordinaria performance vocale tra classici contemporanei e musica ambient: ecco a voi ‘Your Glance’, il nuovo singolo di Massimo Palermo featuring Jessica Ramonda, ora disponibile in tutti i migliori digital store e piattaforme streaming.
Ascolta e Download qui: https://orcd.co/marcopalermo_yourglance
Biografia
Marco Palermo è un pianista e compositore italiano specializzato nel repertorio Jazz.
Ha realizzato le colonne sonore dei cortometraggi diretti da Alberto Spirito:
– “Incontri Ravvicinati 1” – “Incontri Ravvicinati 2” – “Incontri Ravvicinati 3”
Ha inoltre creato inoltre le musiche per il musical inedito di Marcello Fiorentino dal titolo “La Stella di Benine” e le colonne sonore dei documentari naturalistici (Malta – Iran – Kenya/Uganda) diretti da Graziella Lunetta. 



Sanremo, simbolo dell’Italia nel mondo. Intervista sul Festival al giornalista Emilio Buttaro

conf stampa

conf stampaÈ passata quasi una settimana dalla conclusione del Festival eppure l’effetto Sanremo è presente più che mai. Ne abbiamo parlato con il collega Emilio Buttaro che la settimana scorsa è stato nella città dei fiori accreditato in Sala Stampa ‘Lucio Dalla’.

“Sono tornato a Sanremo esattamente dopo 30 anni – ci ha spiegato Emilio – ed è stata davvero una grande emozione. Per chi fa il giornalista e si occupa di spettacolo seguire il Festival è qualcosa di indescrivibile. Ero stato a Sanremo da diciottenne nell’86 l’anno di Ramazzotti, poi l’edizione successiva quando trionfò il trio Morandi-Ruggeri-Tozzi e infine nel ’93 con ‘Mistero’ canzone vincitrice interpretata da Enrico Ruggeri. Devo dire – ha proseguito Buttaro – che quest’anno Amadeus ha saputo realizzare un Festival intergenerazionale, trasversale, mettendo insieme ciò che piace ai figli con ciò che piace ai genitori e ai nonni. Insomma, credo che la 73esima edizione sia stata la più popolare e inclusiva della storia. Oltre ad aver avvicinato tantissimo i giovani a Sanremo, tra i meriti del direttore artistico c’è anche quello di aver convinto tante star a partecipare in qualità di concorrenti.

A mio avviso – ha riferito ancora il collega Emilio – tre sono i vincitori di questo Festival: oltre ad Amadeus, c’è Morandi ed ovviamente Mengoni. Ognuno a modo suo ha contribuito a impreziosire parecchio il livello della kermesse. Gianni Morandi è stato un gigante con la sua saggezza, esperienza, autoironia e umiltà. L’immagine del cantante e conduttore con la scopa in mano a spazzare il palco è stata la vera cartolina di questo Festival. Marco Mengoni ha convinto tutte le giurie fin dalla prima serata con una canzone di qualità superiore rispetto a tutte le altre. Il cantante di Ronciglione si è commosso con noi in sala stampa poco prima della finale a testimonianza dell’autenticità del personaggio. Le tre co-conduttrici hanno fatto la loro parte e i grandi ospiti hanno impreziosito il tutto. Certo c’è stata anche qualche nota stonata come la sfuriata di Blanco, ma non c’è Sanremo senza polemiche. È stato poi il Festival delle prime volte, mai era capitato di vedere un capo dello Stato al Teatro Ariston, mai era successo di veder cantare insieme Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Al Bano.

E poi tutta la festa in una città dei fiori che, per una settimana, diventa la vera capitale dello spettacolo. A Sanremo sembra di vivere come a Capodanno tra artisti di strada, cantastorie, sosia, personaggi pittoreschi, tutti parte di una grande processione. Dopo 73 edizioni il Festival ha il potere di fermare l’Italia perché per una settimana non si parla d’altro. Sanremo è un vero simbolo italiano nel mondo, un evento atteso e seguito con grande interesse anche all’estero.

Ho avuto il piacere – conclude Emilio Buttaro – di chiedere in conferenza stampa ad Amadeus un maggiore coinvolgimento degli italiani all’estero e il direttore artistico si è detto felice per gli 80 milioni di nostri connazionali che seguono il Festival oltre confine. E nella serata finale prima della proclamazione del vincitore oltre ai ringraziamenti per chi è italiano e vive fuori, le parole di Gianni Morandi: ‘Perché non portiamo Sanremo in America, in Australia, in Canada…’ Chissà…”.